Renzi su Facebook: dimissioni vere, ma non lascio la politica

1' di lettura

“Torno a casa davvero. Sono stati mille giorni di governo fantastici” scrive il presidente del Consiglio dimissionario. E aggiunge: “C’è l’amaro in bocca e tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sarà chiaro che quella riforma serviva all'Italia, non al Governo e che non c'era nessuna deriva autoritaria”

“Torno a casa davvero. Sono stati mille giorni di governo fantastici”. Sono quasi le due di notte e il presidente del Consiglio dimissionario, Matteo Renzi, in un lungo post su Facebook fa il punto della situazione alla luce della fine del suo esecutivo dopo il risultato del referendum Costituzionale (LO SPECIALE). Racconta la scena del suo ritorno notturno a casa, del “gesto dolce e automatico di rimboccare le coperte ai figli” e descrive gli scatoloni che porta con sé, segno che ha definitivamente lasciato Palazzo Chigi. Ma non la politica.

 

 

Mattarella  dà incarico a Gentiloni - Tocca ora a Paolo Gentioni, infatti, formare un nuovo governo che, come ha detto il premier incaricato, "avrà la stessa maggioranza per indisponibilità delle maggiori forze di opposizione a condividere la responsabilità".

 


 

Renzi: mi sono dimesso sul serio – Renzi torna dunque a Pontassieve. “Certo – scrive - c'è l'amaro in bocca per ciò che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma Costituzionale. Un giorno sarà chiaro che quella riforma serviva all'Italia, non al Governo e che non c'era nessuna deriva autoritaria ma solo l'occasione per risparmiare tempo e denaro evitando conflitti istituzionali”. Ma, aggiunge, "quando il popolo parla, punto. Si ascolta e si prende atto. Gli italiani hanno deciso, viva l'Italia. Io però mi sono dimesso. Sul serio. Non per finta. Lo avevo detto, l'ho fatto”.

 

 

“Riparto da capo” – “Torno semplice cittadino. Non ho paracadute. Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l'immunità. Riparto da capo, come è giusto che sia. La politica per me è servire il Paese, non servirsene”.

Leggi tutto