Orlando: "Renzi energia fondamentale per il Pd, ora serve svolta"

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Il ministro della Giustizia uscente ospite di Maria Latella interviene sull'incarico a Gentiloni: "Svolgerà al meglio questo difficile compito". E sul dopo referendum: "Bisogna recuperare il rapporto con gli elettori". L'INTERVISTA INTEGRALE

“Fino a mezzogiorno e mezza mi chiami ministro, poi lasciamo decidere a Palo Gentiloni che avrà un compito importante che saprà svolgere al meglio". Così il ministro della Giustizia uscente Andrea Orlando ospite de L’Intervista di Maria Latella (VIDEO INTEGRALE). 

Sul referendum (LO SPECIALE) Orlando ha detto che si aspettava un risultato così, una “botta di queste dimensioni”. E ha aggiunto: “Mi auguro che nel Pd si apra una discussione seria su questo. C’è un malessere da interpretare”.

Quanto a Renzi, che oggi su Facebook ha ribadito che le sue dimissioni sono vere ma che non lascia la politica, per Orlando “è ancora oggi un’energia fondamentale del Pd. Lo ha portato a risultati importanti. Renzi ha diritto di provare a dare una svolta, ma la svolta ci deve essere.

 

"Recuperare il rapporto con gli elettori" - "Credo ci sia un problema di reinterpretare il nostro ruolo. Non ci possiamo rassegnare al fatto che in alcuni settori della società il No sia stato così debordante" ha continuato il ministro uscente parlando del referendum. A preoccupare Orlando non sono i voti che non sono arrivati dal Pd, ma quelli dei giovani. Un segnale che “non si sono sentiti riconosciuti, che non vedono prospettiva. Eppure il governo ha fatto molto su questo”. Per Orlando è importante dunque ora recuperare il rapporto con gli elettori.

 


 

Orlando: "Non trasformare congresso in resa dei conti" -  "Non si può stare in un partito facendo un altro partito, la riforma costituzionale era vitale" ha sottolineato Orlando rispondendo alle affermazioni di Davide Zoggia secondo cui Renzi deve dimettersi da segretario del Pd. "Allo stesso tempo è profondamente sbagliato trasformare il congresso in una resa dei conti. Altrimenti andremo in contro a una seconda botta" dopo la sconfitta al referendum, che si può evitare spiegando agli italiani che "vogliamo costruire prospettiva politica", ha concluso.  E all'ipotesi di una sua candidatura al congresso risponde: "Oggi si tratta innanzitutto di capire la proposta di Renzi. Non penso che bisogna dire cosa dobbiamo fare, è il momento di ascoltare Renzi". 

 


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