Influenza, perché i casi non calano e i sintomi durano a lungo? Cosa dicono gli esperti
Dopo il picco di dicembre 2022 la curva epidemica si è andata abbassando: a febbraio però si è stabilizzata e non sta calando, seppure mantenendosi nella fascia corrispondente alla bassa intensità. Febbre, raffreddore, mal di gola ma anche mal di testa e inappetenza i sintomi più comuni, che durano diversi giorni. Secondo alcuni esperti, dopo le restrizioni messe in atto contro il Covid, il ritorno dell'influenza ha colto impreparate le nostre difese immunitarie
Dieci milioni di Italiani sono stati colpiti da ottobre ad oggi e la curva non sembra ancora arrestarsi. Stiamo parlando dell’influenza australiana che quest’anno sta durando più degli altri anni
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I SINTOMI – Gli effetti sono chiari: febbre, raffreddore e mal di gola, a cui si aggiungono intensi dolori alle articolazioni, mal di testa, inappetenza, difficoltà a smaltire il senso di spossatezza. In molti casi la febbre si può mantenere alta, 38 gradi e oltre, anche per 5 giorni, come invece non succede con altre malattie simil-influenzali
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COSA DICONO GLI ESPERTI – La ragione di un simile effetto prolungato potrebbe essere dovuta ai due anni di pandemia. Secondo alcuni esperti infatti dopo le restrizioni messe in atto contro il Covid, il ritorno dell'influenza ha colto impreparate le nostre difese immunitarie
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GLI ANTIBIOTICI - Gli esperti ricordano che gli antibiotici contrastano i batteri e non i virus, quindi se la malattia influenzale non ha complicanze (ad esempio la comparsa di tosse catarrosa che può essere la spia della sovrapposizione di infezione batterica oppure la ripresa repentina della febbre dopo una fase da sfebbrati) questi farmaci non vanno presi. Soltanto il medico può decidere la cura
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LA CONVALESCENZA –La durata complessiva della malattia, inclusa la convalescenza è di circa 7-10 giorni. Durante questo periodo è bene bere molto, mangiare cibi liquidi, stare al caldo e riposarsi
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COME PROCEDE L’INFLUENZA – L’incidenza dei casi di sindromi influenzali in Italia è stabile da circa 3 settimane e viene considerata bassa, visto che si registrano soltanto 8 contagi ogni mille assistiti. Si calcola che ad oggi siano stati colpiti 10 milioni di cittadini dal mese di ottobre. Ad ammalarsi di più sono i bambini. Le regioni dall’incidenza maggiore sono Toscana e Abruzzo, sebbene il dato sia soggetto alla velocità con cui i medici segnalano i casi
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COSA C’È DI DIVERSO QUEST’ANNO – Di solito il picco dei casi si concentra tra gennaio e febbraio. Stavolta la massima incidenza è stata raggiunta a dicembre 2022 e da allora la curva epidemica si è andata abbassando. A febbraio però si è stabilizzata e non sta calando, seppure mantenendosi nella fascia corrispondente alla bassa intensità
IL NUMERO DI CASI – Già nelle scorse settimane si era percepito come la discesa si fosse praticamente interrotta: nella settimana compresa tra il 13 e il 19 febbraio si è notato un lieve aumento dei contagi, giunti a 483mila rispetto ai 471mila precedenti. La variazione, notata dall’ultimo rapporto InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità, resta di piccola entità, ma è comunque confermata dall’incremento della circolazione dei virus influenzali
I DATI PER FASCIA D’ETÀ – Nella settimana analizzata, l'incidenza delle sindromi simil-influenzali si è attestata a 8,19 casi per mille abitanti (rispetto a 8 della settimana precedente), un valore che mette l'Italia in una condizione di bassa intensità dell'epidemia influenzale. L'incidenza è pari a 22,06 casi per mille nella fascia di età 0-4 anni, 11,33 in quella 5-14, 7,77 per mille in quella 15-64 anni e 3,58 negli over-65. I tassi sono in calo in tutte le fasce di età salvo che in quella compresa tra i 5 e i 14 anni
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