Hantavirus, cosa ci dicono finora i dati sul contagio nel mondo?
Sono 11 i casi di positività riscontrati finora nell'ambito del focolaio scoppiato sulla nave Mv Hondius. Visti i tempi di incubazione, potrebbero emergerne altri? Quante persone dovrebbero essere tracciate per evitare la diffusione del virus? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 13 maggio
HANTAVIRUS, I NUMERI DEL CONTAGIO NEL MONDO
- È salito a sei il numero delle persone messe sotto osservazione in Italia per il rischio hantavirus, legate in qualche modo ai casi registrati a bordo della nave da crociera Mv Hondius (in foto). Nessuna, finora, è risultata positiva. Cosa ci dicono i numeri del contagio del mondo? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, del 13 maggio.
I CASI E LE POSITIVITÀ
- Al momento, tra casi confermati e casi sospetti, ci sono 11 persone contagiate. Tutte quante erano passeggeri della Hondius. Tra chi non era sulla nave, e tra chi è entrato in contatto con i passeggeri, finora, non sono state riscontrate positività al virus.
IL TRACCIAMENTO IN SUD AFRICA
- Il Paese più esposto al momento è il Sud Africa: lì sono arrivati e partiti i voli su cui si trovava la moglie del primo deceduto a causa del virus, poi morta anche lei. Su un totale di 97 potenziali contatti, ne sono stati rintracciati 91. Nessuno, per ora, è risultato positivo.
IL VOLO JOHANNESBURG-AMSTERDAM
- La moglie del primo deceduto salì brevemente su un volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile. Scese per un malore e poco dopo morì. I passeggeri sull’aereo erano circa 300, oltre a 15 membri dell’equipaggio. L’inizio del loro tracciamento è iniziato il 5 maggio.
IL VOLO SANT’ELENA-JOHANNESBURG
- Il giorno prima, la donna era stata su un volo Sant’Elena-Johannesburg, con 82 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Anche in questo caso il tracciamento è iniziato il 5 maggio.
I CONTATTI NELLE ISOLE ATLANTICHE
- Nessun caso conclamato di positività finora è quindi emerso nell’ambito dei due voli. Ci sono anche persone che erano nelle piccole isole atlantiche, come appunto Sant’Elena (ma anche Ascensione), che sono entrate in contatto con chi scese dalla nave Hondius il 24 aprile. Dieci persone sono state portate in Gran Bretagna per 10 giorni di isolamento precauzionale, ma anche in questo caso per adesso non c’è evidenzia di altri contagi.
IL TOTALE DEI CASI DA TRACCIARE
- Mettendo insieme i due voli del 24 e del 25 aprile e le persone nelle isole atlantiche, in totale sono circa 500 i contatti da tracciare.
POTREBBERO EMERGERE NUOVI CASI?
- L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, avvisa che prossimamente potrebbero emergere nuovi casi tra i passeggeri della nave: l’incubazione del virus può superare anche i 40 giorni e per il momento è troppo presto per tirare le somme. I dati che abbiamo fanno tutti riferimento a un focolaio scoppiato in Argentina nel 2018, l’unico simile – per dimensioni – a quello della nave Hondius.
IL PERIODO DI INCUBAZIONE DEL FOCOLAIO IN ARGENTINA NEL 2018
- Da quel focolaio è emerso che il tempo di incubazione dell’Andes (un tipo di hantavirus) nella maggior parte dei casi è di meno di 21 giorni: fu così per il 44% dei contagi. Per il 38% il tempo salì a 22-28 giorni, mente solo per il 18% superava i 29 giorni.
IL TEMPO PASSATO DAI CONTATTI DEI CASI CONFERMATI
- Quanto tempo è passato dunque per i contatti dei casi confermati nell’ambito dell’ultimo focolaio? Il primo morto sulla nave presentava sintomi già il 6 aprile ed è morto l’11: l’esposizione dei suoi contatti è già di 36 giorni. Per i passeggeri dei due aerei con la donna poi deceduta l’esposizione è di 19 e 18 giorni.
I PASSEGGERI SPAGNOLI
- Il governo spagnolo è quello che ha fornito dati completi sul tracciamento: dalle informazioni è emerso che dei 14 passeggeri sulla Hondius, quindi esposti da almeno 36 giorni, soltanto uno è diventato positivo finora. Sembrerebbe quindi che la trasmissibilità del virus sia effettivamente bassa, come continuano a ripetere le autorità sanitarie.
GIORNI DI ALLARMISMI
- In questi giorni abbiamo visto molti falsi allarmi su presunte positività tra i contatti tracciati, come ad esempio quella del ragazzo calabrese che era stato sul volo Johannesburg-Amsterdam, i cui campioni sono stati inviati allo Spallanzani: si era detto che era positivo, quando poi i risultati erano negativi. C’è il rischio di creare confusione sulla reale diffusione del contagio?
L'HANTAVIRUS "EUROPEO"
- Un altro rischio è anche quello di confondere i vari tipi di hantavirus esistenti (con il contagio che parte dai roditori, ma senza trasmissione uomo-uomo), che non hanno nulla a che vedere con l'Andes. I casi in Europa sono di alcune migliaia all'anno.
DOVE SI SONO REGISTRATI I CASI IN EUROPA
- In ogni caso, finora i casi di hantavirus in Europa sono stati principalmente registrati nei Paesi settentrionali, come la Germania.