Lo speciale di Sky TG24 sull'hantavirus
Arrow-link
Arrow-link

Hantavirus, i consigli degli esperti per chi viaggia: dall’igiene mani alla mascherina

Salute e Benessere
©Ansa

Introduzione

Terminata la crociera dove si è sviluppato il focolaio del virus, al momento in Italia ci sono solo quattro persone sotto sorveglianza attiva a scopo precauzionale e prive di sintomi. Ecco i consigli di prevenzione degli esperti del SIMIT, la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, per tutti coloro che devono viaggiare.

Quello che devi sapere

Il focolaio e il tracciamento dei contatti

"Il focolaio di Hantavirus sembra riguardare un numero limitato di persone. La situazione è sotto osservazione e, per quanto si sa, è considerata sotto controllo per la popolazione generale", ha spiegato la Professoressa Cristina Mussini, Presidente SIMIT. "Le autorità sanitarie stanno puntando molto sul tracciamento dei contatti. Tutte le persone che hanno avuto contatti diretti con i casi confermati sono state identificate e poste in quarantena - ha proseguito - Si parla quindi del primo cerchio di contatti, escludendo per ora i contatti secondari. Questa misura riduce significativamente il rischio di diffusione più ampia".

 

Per approfondire: Hantavirus, cos’è caracara di Darwin: il rapace cercato dal "paziente zero"

Bassa diffusione del virus

"Il rischio di incontrare una persona contagiata è praticamente nullo. Anche in passato non si sono mai verificati grandi focolai, solo piccoli episodi isolati. Nel 2025 si sono registrati 229 casi in Sud America, con 59 decessi. Questo ci dice che la letalità è piuttosto alta, intorno al 25%, ma la diffusibilità del virus rimane modesta", ha sottolineato anche il Professor Massimo Andreoni, past President SIMIT.

 

Per approfondire: Leo Schilperoord, chi è il "paziente zero" dell'Hantavirus

pubblicità

I soggetti interessati

"Come sappiamo, i casi riguardano persone che si trovavano su una nave da crociera. Tra questi una persona francese e una americana che al momento presentano dei sintomi e sono sotto sorveglianza. È l'ambiente ristretto che rende la gestione più complessa. Al momento non è previsto l'uso di mascherine per la popolazione generale. La strategia si basa piuttosto sull'isolamento dei casi e sul monitoraggio attento delle persone esposte, che vengono seguite con particolare attenzione dalle autorità sanitarie", ha continuato Mussini.

 

Leggi anche: Vaccino Hantavirus, tempi lunghi per svilupparlo: differenze col Covid e cosa sappiamo

L’incubazione

Come ha spiegato Mussini, "un elemento critico è il periodo di incubazione, che può arrivare fino a otto settimane. Inoltre, non è ancora chiaro quando una persona infetta diventi contagiosa. Proprio per questa incertezza, i contatti possono essere monitorati anche fino a 55 giorni, rendendo la gestione della situazione più lunga e complessa. Secondo l'OMS, il monitoraggio dovrebbe continuare per almeno 42 giorni a partire dal 6 maggio. In ogni caso, il livello di allerta segnalato dal CDC, Centers for Disease Control and Prevention, è attualmente 3, ovvero relativamente basso. Il rischio per la popolazione generale è considerato quindi contenuto. Bisogna affidarsi alle autorità competenti e seguire le loro indicazioni". 

pubblicità

Il monitoraggio e i consigli degli esperti

In alcune situazioni particolari il rischio può aumentare. "In ambienti chiusi e confinati, come sulla nave da crociera, le condizioni possono amplificare la diffusione. In questo periodo bisogna considerare anche gli sbalzi di temperatura e la frequentazione di ambienti chiusi e affollati, dove è più facile entrare in contatto con persone con infezioni respiratorie, diverse dall'Hantavirus", ha dichiarato Andreoni.

Cosa fare in contesti chiusi e affollati

"In questi contesti, quando si resta a lungo in luoghi molto affollati, soprattutto per le persone fragili, è consigliato l'uso della mascherina insieme al lavaggio frequente delle mani. Le stesse precauzioni valgono durante i viaggi in aereo o nelle aree di attesa di stazioni e aeroporti, dove si entra in contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo e dove può esserci esposizione anche a virus non circolanti in Italia. In generale, mascherina e igiene delle mani restano le due misure più efficaci. Non ci sono altri consigli specifici oltre a questi", ha concluso Andreoni. 

pubblicità

La tempistica dei sintomi

"I tempi precisi dell'infettività restano definiti in modo incompleto", ha scritto in un post su X l'epidemiologo Abraar Karan dell'Università di Stanford, spiegando che il contagio dell'hantavirus Andes è possibile anche prima che si manifestino i sintomi. Nel suo post ha inoltre citato una dichiarazione della Società internazionale di ricerca sugli hantavirus (Ish), secondo la quale "la tempistica precisa della contagiosità rimane ancora da definire completamente. Sebbene i pazienti sintomatici rappresentino probabilmente il gruppo a più alto rischio, le ricostruzioni dell'epidemia disponibili non supportano affermazioni eccessivamente categoriche secondo cui la trasmissione può verificarsi solo dopo la comparsa di sintomi evidenti".

 

Leggi anche: Non solo Hantavirus, tutti i virus trasmessi dai topi all'uomo

Bhadelia (Università Boston): "Focolaio complesso, serve prudenza"

Raccomanda la prudenza anche l'infettivologa Nahid Bhadelia, del Centro dell'Università di Boston per le malattie infettive emergenti: "È un focolaio molto complesso, ma a basso rischio per la popolazione generale, in base a ciò che sappiamo sull'agente patogeno e ai dati finora raccolti. Potrebbero esserci altri casi, ma molti sospetti potrebbero risultare negativi". Si tratta comunque "di una malattia ad alta mortalità che progredisce rapidamente". Vanno quindi messe "sotto osservazione le persone che sono state a stretto contatto con i pazienti, sia a bordo della nave che dopo lo sbarco, per garantire che non si creino ulteriori catene di trasmissione".

 

Per approfondire: Hantavirus, cos'è la malattia trasmessa dai topi: sintomi e cosa sapere

pubblicità