Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all'uomo dai roditori, selvatici e domestici. L’infezione avviene per diretto contatto con feci, saliva, urine di roditori infetti o per inalazione dei virus attraverso escrementi di roditori
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha confermato che sono tre le persone che hanno perso la vita su una nave da crociera nell'Oceano Atlantico, la MV Hondius, diventata teatro di un focolaio di hantavirus, una malattia trasmessa all'uomo dai roditori. “Sei casi sono stati confermati in laboratorio come infezioni da hantavirus, tutti identificati come dovuti al virus Andes, noto per essere trasmissibile tra esseri umani", ha spiegato l’Oms, che ritiene che tutte le persone a bordo della nave debbano essere considerate "contatti ad alto rischio" e sottoposte a monitoraggio.
Hantavirus, cosa sapere
Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all'uomo dai roditori, selvatici e domestici. Lo segnala il Ministero della Salute che sottolinea come il genere hantavirus comprenda diverse decine di specie virali a livello globale. In particolare, alcune specie "sono presenti in Europa, dove si stanno espandendo in nuove aree ed aumentando in quelle endemiche consolidate". E, secondo gli esperti, "in Europa le malattie da hantavirus si stanno diffondendo sia come numero di casi che come aree infette". Come si legge sul vademecum pubblicato dall'Istituto superiore di sanità, gli hantavirus "sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono occasionalmente trasmessi all'uomo". Ad oggi, si legge ancora sul sito dell'Iss, "la possibilità di trasmissione interumana è stata documentata esclusivamente per il virus Andes, diffuso principalmente in Argentina e Cile", che è proprio quello che ha provocato il focolaio sulla MV Hondius.
Come avviene l'infezione
L’infezione, spiegano gli esperti, avviene per diretto contatto con feci, saliva, urine di roditori infetti o per inalazione dei virus attraverso escrementi di roditori. Come detto, però, la malattia diffusa dal virus Andes si può trasmettere da uomo a uomo in caso di contatti stretti e prolungati. "La sindrome da hantavirus umano (HPS) - spiega ancora l'Iss - è caratterizzata da mal di testa, vertigini, brividi, febbre, mialgia e problemi gastrointestinali, come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale, seguiti da improvvisa difficoltà respiratoria e ipotensione. I sintomi dell'HPS si manifestano in genere da 2 a 4 settimane dopo l'esposizione iniziale al virus. Tuttavia, i sintomi possono comparire già dopo una settimana e fino a otto settimane dopo l'esposizione.
I sintomi
I sintomi dell’infezione da hantavirus possono iniziare con febbre improvvisa, mal di testa e dolori muscolari. Sono possibili anche dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. Le persone affette da sindrome polmonare sviluppano invece tosse e respiro affannoso, che possono aggravarsi nel giro di poche ore. Del liquido si forma intorno ai polmoni e la pressione arteriosa si abbassa. In alcune persone affette da febbre emorragica con sindrome renale l’infezione è lieve e non provoca sintomi. In altri casi, si manifestano improvvisamente sintomi vaghi come febbre alta, dolori muscolari, cefalea e nausea. Coloro che presentano sintomi di lieve entità guariscono completamente. Nelle altre persone la sintomatologia si può anche aggravare. In alcuni soggetti, si può sviluppare anche una grave ipotensione arteriosa. Scatta un’insufficienza renale e la produzione di urina può interrompersi. Possono comparire sangue nelle urine e/o nelle feci ed ecchimosi sulla pelle. La maggior parte di coloro che sopravvivono si riprende in 3-6 settimane, ma la guarigione può richiedere anche fino a sei mesi.
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La terapia
Contro l'hantavirus, al momento, non ci sono cure. L'Istituto superiore di sanità sottolinea infatti che "non esiste un trattamento antivirale specifico autorizzato o un vaccino contro l'infezione, la terapia è di supporto e si concentra su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali". In ogni caso, accedere precocemente alla terapia intensiva, specialmente in caso di pazienti con sindrome cardiopolmonare, "migliora gli esiti" e favorisce la guarigione.
Misure di prevenzione
L'Iss nel suo vademecum contro l'hantavirus spiega anche come proteggersi e come prevenire l'infezione. In primis è fondamentale ridurre i contatti tra persone e roditori. Poi, nel caso di virus Andes che si trasmette anche da uomo a uomo, sono importanti "le normali precauzioni per limitare il rischio di contagi da malattie respiratorie, come l’giene delle mani, l’ ‘etichetta respiratoria’ (ad esempio coprendo le vie aeree quando si tossisce e si starnutisce), distanziamento fisico".
Le misure efficaci - si legge ancora sul sito dell'Iss - includono:
- mantenere puliti gli ambienti domestici e i luoghi di lavoro, riducendo la presenza di fonti di cibo e rifugi per i roditori.
- sigillare aperture, crepe e punti di accesso che possano consentire l’ingresso dei roditori negli edifici.
- conservare alimenti e rifiuti in contenitori chiusi e protetti.
- adottare procedure di pulizia sicure nelle aree contaminate da roditori o dai loro escrementi.
- evitare di spazzare o aspirare a secco urine, feci o materiali contaminati dai roditori, per prevenire l’aerosolizzazione delle particelle virali.
- inumidire preventivamente le superfici contaminate con detergenti o disinfettanti prima della pulizia.
- lavare accuratamente le mani dopo attività a rischio o contatti con materiali potenzialmente contaminati.
Ministero Salute: "Nessun allarme"
"Non c'è nessun motivo di allarme e dobbiamo stare tranquilli, anche perché il rischio è assolutamente basso, molto basso in Europa e basso a livello mondiale come ha ribadito l'Organizzazione mondiale della Sanità". Lo ha detto a Sky TG24 Mara Campitiello, capo del dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute. "Il ministero della Salute - ha aggiunto - ormai sono giorni che sta monitorando la situazione in contatto con le autorità competenti e con le autorità nazionali ed internazionali e ha attivato la propria sorveglianza sanitaria sul nostro territorio, ha attivato il coordinamento sanitario e la valutazione del rischio. Questo chiaramente deve tranquillizzare gli italiani proprio perché si tratta di un virus che è a bassa contagiosità".