Perché è stato ritirato lo studio di Mariano Barbacid sul tumore al pancreas

Salute e Benessere
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Introduzione

La rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) ha ritirato lo studio sulla cura del tumore al pancreas guidato dal biochimico spagnolo Mariano Barbacid (membro della stessa National Academy of Sciences e figura di spicco della ricerca europea), presentata alla fine dello scorso anno come “rivoluzionaria”. Al centro di tutto ci sarebbe un conflitto di interessi finanziari, non dichiarato, che lega proprio Barbacid, oltre a due altre autrici, Carmen Guerra e Vasiliki Liaki, alla società Vega Oncotargets, collegata alla produzione di farmaci sviluppati proprio per curare il cancro del pancreas.

Quello che devi sapere

Lo studio contro il tumore al pancreas di Barbacid

Lo studio spagnolo si basava sui risultati di esperimenti sugli animali, nello specifico sui topi, basati sulla combinazione di tre diversi farmaci (daraxonrasib, afatinib e SD36), che sarebbero riusciti ad agire in modo significativo sulla proteina KRAS (Kirsten Rat Sarcoma), la cui mutazione viene segnalata come uno dei principali motori per lo sviluppo di una delle forme più diffuse di tumore al pancreas, l’adenocarcinoma duttale pancreatico.

 

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I risultanti promettenti della sperimentazione sui topi

I risultanti erano stati descritti come promettenti, perché avevano permesso si arrivare alla regressione del tumore senza produrre conseguenze negative sui 45 topi-cavie per lo studio. Il Cnio, il Centro nazionale spagnolo per le ricerche oncologiche, a cui fa capo lo studio, precisava però che si trattava di risultati del tutto embrionali: innanzitutto la terapia non era testata sugli umani, e comunque non si vedeva ancora all’orizzonte l’inizio di studi clinici veri e propri.

 

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La ricerca di Barbacid

Nello specifico, ecco la sintesi dell’analisi, come pubblicata da PNAS:

 

“L’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) ha uno dei tassi di sopravvivenza più bassi tra tutti i tumori. Studi recenti che utilizzano inibitori di RAS hanno aperto la strada a terapie più efficaci, anche se il loro beneficio resta limitato soprattutto a causa della rapida comparsa di resistenze tumorali. In questo lavoro dimostriamo che l’ablazione genetica di tre nodi indipendenti coinvolti nelle vie di segnalazione di KRAS—uno a valle (RAF1), uno a monte (EGFR) e uno “ortogonale” (STAT3)—porta alla regressione completa e permanente di tumori ortotopici di PDAC indotti da mutazioni KRAS/TP53. Allo stesso modo, una combinazione di inibitori selettivi di KRAS (RMC-6236/daraxonrasib), della famiglia EGFR (afatinib) e di STAT3 (SD36) ha indotto la regressione completa di tumori ortotopici di PDAC, senza evidenza di resistenza tumorale per oltre 200 giorni dopo il trattamento. Questa terapia combinata ha inoltre causato una regressione significativa sia in tumori di topi geneticamente modificati sia in xenotrapianti derivati da pazienti (PDX), senza recidive tumorali. È importante sottolineare che il trattamento è stato ben tollerato. In sintesi, questi risultati dovrebbero guidare lo sviluppo di nuovi studi clinici che potrebbero portare benefici ai pazienti affetti da PDAC”.

Il ritiro dello studio

È importante sottolineare che il ritiro dello studio non ha a che fare con i risultati e le scoperte scientifiche, ma con la mancata dichiarazione del conflitto di interesse di Barbacid, Guerra e Liaki. Questo il messaggio che appare adesso sul sito di PNAS:

 

“Gli editori stanno ritirando questo articolo a causa di un conflitto di interessi rilevante non dichiarato al momento della sottomissione. Il membro dell’Accademia nazionale (NAS) e autore contributore Mariano Barbacid, insieme a due coautori, Vasiliki Liaki e Carmen Guerra, detengono interessi finanziari in Vega Oncotargets. La politica editoriale del PNAS per le sottomissioni “Contributed” prevede che: “I membri dell’Accademia che abbiano un conflitto di interessi, finanziario o di altro tipo, che possa essere percepito come in grado di influenzare significativamente la loro obiettività o di creare un vantaggio competitivo ingiusto per qualsiasi persona o organizzazione collegata alla ricerca, devono presentare il proprio lavoro come sottomissione diretta (Direct Submission).”

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La Veca Oncotargets

Mariano Barbacid e Carmen Guerra sono tra i principali fondatori della Veca Oncotargets, società nata nel 2024 per la ricerca e lo sviluppo di terapie contro il cancro, in particolare contro il tumore del pancreas (adenocarcinoma pancreatico). Si basa soprattutto sulla trasformazione in possibili farmaci dei risultati della ricerca del gruppo del Cnio spagnolo. Non è quindi una società farmaceutica, ma una società di trasferimento tecnologico/biotech. 

Mariano Barbacid

La raccolta fondi

Lo studio era stato accolto con gran clamore soprattutto in Spagna, dando il via a una raccolta fondi molto sentita dalla popolazione, che aveva portato a totalizzare più di tre milioni e mezzo di euro in donazioni. 

 

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