Pediatri, in Italia ne mancano 500 con carenze gravi al Nord: i dati Gimbe
Salute e BenessereIntroduzione
In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta. E la maggior parte delle carenze (quasi l'80%) si concentra in Lombardia, Piemonte e Veneto. A dirlo sono i dati della fondazione Gimbe, secondo cui in alcune zone del territorio nazionale si registrano addirittura più di 1.000 assistiti per pediatra, cioè il limite massimo. Stando alle stime, entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c'è alcuna certezza sul ricambio generazionale. Ad oggi, l'assistenza pediatrica fino a 18 anni che il governo vuole introdurre richiederebbe oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati.
Quello che devi sapere
Grave carenza di pediatri in Italia
In molte aree del Paese si registrano “criticità ricorrenti”, tra cui “procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Asl, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Oltre a creare disagi, la situazione “rischia anche di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili", aggiunge.
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Come funziona l'assistenza pediatrica
Per approfondire le cause del problema, la fondazione Gimbe ha analizzato le dinamiche che regolano l'inserimento dei pediatri di libera scelta nel Sistema sanitario nazionale e le relative criticità, stimando l'entità delle carenze nelle varie regioni italiane.
Fino ai 6 anni, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra.
Tra i 6 e i 13 anni compiuti, i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale.
Compiuti i 14 anni, l'assistenza del pediatra termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate.
I dati del 2025
Stando ai dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al pediatra, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra i 6 e i 13 anni, che potevano essere seguiti dal pediatra o dal medico di medicina generale, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilitàlocale di professionisti.
L'impatto del calo demografico
Secondo Cartabellotta, “la riduzione della popolazione 0-5 anni ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di pediatri di circa 500 unità nel periodo considerato”. Tuttavia, “il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale".
I dati del 2024
Come riferisce ancora il report di Gimbe, nel 2024 invece si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l'82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai pediatri, si stima che nel 2024 oltre 470 mila assistiti siano trasferiti dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti ai pediatri, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno.
Il limite di 1.000 assistiti per pediatra
Come stabilisce l'ultimo Accordo collettivo nazionale (Acn), in vigore dal 18 marzo 2026, il limite massimo di pazienti per ciascun pediatra è di 1.000 assistiti. Sono consentite deroghe solo temporaneamente e solo se emergono particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 pazienti, l'unica eccezione ammessa riguarda l'iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra.
Mancano i pediatri e anche i medici di base
Ad aggravare la situazione è anche l'insufficienza dei medici di base. “Il vero nodo è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall'assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile”, spiega il presidente della fondazione. Di conseguenza, “le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualità e accessibilità dell'assistenza pediatrica", rimarca.
Il fabbisogno di pediatri
Secondo l'ultimo Accordo, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, emerge che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pediatri. "Con il nuovo Acn il fabbisogno di pediatri viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché “considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi”, sottolinea Cartabellotta. Questo “consente di programmare il numero dei pediatri sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni".
1.547 pediatri in pensione entro il 2029
Secondo i dati della Federazione Italiana dei Medici Pediatri, tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato significativamente negli ultimi 6 anni: da 496 borse nel 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nel 2020-2021. Secondo Cartabellotta però “non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera”, per questo “non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti".