Caldo e afa sull'Italia, come difendere salute e portafoglio in 14 domande e risposte
Salute e Benessere
Introduzione
L'Italia affronta la quarta ondata di calore dell'estate e temperature torride e afa persistente stanno spingendo milioni di persone ad accendere i climatizzatori per trovare sollievo. Ma insieme al caldo aumentano anche i timori per la salute e per i consumi energetici. Come usare correttamente l'aria condizionata? Quanta acqua bisogna bere? Quella ghiacciata fa male? Quando servono davvero sali minerali e integratori? E quali accorgimenti permettono di mantenere la casa fresca senza far impennare la bolletta? Ecco qualche consiglio utile per affrontare le giornate più torride in sicurezza, proteggendo sia il benessere sia il portafoglio.
Quello che devi sapere
Il condizionatore è il miglior alleato contro l'afa?
Quando il termometro supera abbondantemente i 35 gradi, il climatizzatore diventa uno degli strumenti più efficaci per contrastare il caldo. Ma, avvertono gli specialisti, va utilizzato correttamente. "Quando le temperature salgono, mantenere la casa fresca diventa una vera sfida, che può pesare molto sulla bolletta. Per usare al meglio il condizionatore, e consumare meno, possiamo adottare alcuni semplici accorgimenti", spiega Alessandro Sessa, direttore editoriale di Altroconsumo. Anche sul fronte sanitrio arriva un chiarimento importante. "Il rischio di contrarre virus attraverso l'uso del condizionatore è praticamente nullo", sottolinea Massimo Andreoni, professore emerito dell'Università di Roma Tor Vergata. I rischi, infatti, non derivano dall'aria condizionata in sé, ma dalla scarsa manutenzione degli impianti.
Per approfondire: Caldo, quanto costa rinfrescare casa? Dai condizionatori ai ventilatori: spese in bolletta
I filtri sporchi sono il vero problema dei condizionatori?
L'aspetto più importante è la pulizia periodica dei filtri. Se trascurato, possono favorire la proliferazione di batteri e funghi, tra cui la Legionella pneumophila, responsabile della legionellosi, oltre ad aumentare il rischio di allergie nelle persone predisposte. "La manutenzione è fondamentale", ricorda Andreoni. Lo stesso consiglio arriva anche da Altroconsumo, che inserisce la pulizia periodica dei filtri tra le principali regole per contenere sia i rischi sanitari sia i consumi energetici dell'impianto.
Per approfondire: Condizionatori, quanto costano e quanto tempo serve per installarli?
Qual è la temperatura ideale da tenere in casa?
Uno degli errori più frequenti consiste nell'impostare temperature troppo basse. "Raffrescare gli ambienti, ma senza esagerare", raccomanda Andreoni, spiegando che un ambiente eccessivamente freddo può provocare disagio e favorire disturbi delle vie respiratorie. Anche Altroconsumo suggerisce di mantenere il climatizzatore tra i 26 e i 27 gradi, evitando sbalzi termici troppo marcati tra interno ed esterno, che possono aumentare il disagio per l'organismo e incidere negativamente anche sui consumi.
Per approfondire: Ondate di caldo e stress prolungato, cos'è "l'effetto cumulo" sull'organismo
Come influisce l'umidità degli ambienti sul nostro corpo?
Non è solo la temperatura a fare la differenza. Un ambiente troppo secco può irritare le vie respiratorie e provocare una tosse persistente, soprattutto negli anziani. Per questo Andreoni invita a utilizzare la funzione deumidificatore solo quando è realmente necessaria: "Ridurre l'umidità può essere utile nelle giornate più afose, ma senza eliminarla completamente. Un minimo è necessario per preservare il benessere delle mucose respiratorie". Altroconsumo suggerisce comunque di sfruttare la modalità deumidificazione quando l'umidità è particolarmente elevata, perché permette di aumentare la sensazione di benessere anche senza abbassare eccessivamente la temperatura.
Come raffrescare la casa consumando meno?
Con il crescente utilizzo dei climatizzatori aumenta anche il peso della bolletta elettrica. Per questo gli esperti consigliano alcuni accorgimenti che permettono di migliorare il comfort limitando i consumi. Secondo Sessa è utile "chiudere tapparelle e tende nelle ore più calde", utilizzare ventilatori insieme al climatizzatore e scegliere apparecchi ad alta efficienza energetica, effettuando una manutenzione costante. Si tratta di piccoli gesti che possono ridurre il lavoro richiesto al condizionatore.
Quali opzioni ci sono per fare a meno del climatizzatore?
Non sempre è necessario affidarsi esclusivamente all'aria condizionata. "Esistono numerose strategie che permettono di ridurre l'accumulo di calore e favorire la circolazione dell'aria, migliorando il comfort termico negli ambienti chiusi in modo naturale", osserva Sessa. Tra gli interventi più efficaci ci sono l'isolamento delle pareti e l'installazione di tende esterne, ma anche senza lavori importanti è possibile migliorare sensibilmente la situazione adottando semplici precauzioni quotidiane.
Come si mantiene fresca una stanza in modo naturale?
La prima regola è impedire al calore di entrare in casa. "La priorità è evitare che il calore entri: schermare le finestre dall'esterno, arieggiare solo nelle ore più fresche e ridurre le fonti di calore interne", spiega Sessa. Per questo è consigliabile tenere chiuse tapparelle, persiane e tende nelle ore in cui il sole colpisce direttamente le finestre, aprendo invece gli infissi al mattino presto o durante la notte, quando la temperatura esterna diminuisce.
Ventilatori e deumidificatori sono utili o nocivi?
Ventilatori, deumidificatori e condizionatori portatili rappresentano strumenti utili, ma il loro rendimento migliora se l'abitazione è già protetta dall'irraggiamento solare. Secondo Altroconsumo, infatti, questi dispositivi funzionano meglio quando vengono inseriti all'interno di una strategia complessiva che riduca il surriscaldamento degli ambienti.
Qual è la prima difesa contro il caldo?
Accanto alle strategie per mantenere fresca la casa, resta fondamentale proteggere l'organismo. "Quando fa molto caldo l'idratazione diventa ancora più importante perché attraverso la sudorazione perdiamo acqua e, in parte, anche sali minerali", ricorda Silvia Maria Galetti, endocrinologa, dietologa e nutrizionista del Policlinico di Modena. Non esiste una quantità valida per tutti. Il fabbisogno dipende dall'età, dal peso corporeo, dall'attività fisica, dall'alimentazione e dalle condizioni climatiche. In condizioni normali si può fare riferimento a circa 1,5-2 litri di acqua al giorno, ma durante le giornate più afose la quantità necessaria può aumentare sensibilmente. Gli esperti consigliano di bere regolarmente durante tutta la giornata. "La sete è già un segnale di iniziale necessità di acqua", sottolinea Galetti. Ancora maggiore attenzione è richiesta per chi pratica attività fisica o suda molto.
Acqua ghiacciata: serve davvero?
Bere acqua molto fredda non significa idratarsi meglio. "Una bevanda fresca può sicuramente dare una sensazione immediata di sollievo, ma non significa necessariamente che idrati più o meglio dell'acqua a temperatura ambiente", osserva ancora Galletti. Inoltre, nelle persone più sensibili, le bevande ghiacciate possono provocare disturbi gastrici o intestinali.
Sali minerali, quando sono necessari?
Uno dei falsi miti più diffusi riguarda l'assunzione automatica di sali minerali. "Non è necessario pensare automaticamente a reintegrare sali minerali ogni volta che fa caldo", chiarisce Galetti. Per la maggior parte delle persone una corretta alimentazione, insieme a un'adeguata idratazione, è sufficiente a compensare le perdite dovute alla sudorazione. Il ricorso ai sali minerali può essere utile soltanto quando la sudorazione è molto intensa e prolungata, ad esempio durante un'attività sportiva particolarmente impegnativa o in presenza di una significativa perdita di liquidi. Anche in questi casi, però, gli esperti invitano a evitare il fai-da-te e a valutare le esigenze individuali.
Qual è la dieta ideale durante le giornate torride?
L'alimentazione può contribuire a sopportare meglio il caldo. La nutrizionista suggerisce pasti semplici, leggeri e ricchi di acqua, privilegiando frutta e verdura di stagione, yogurt, cereali e proteine facilmente digeribili come pesce, legumi e carni bianche. Un piatto unico con cereali, verdure e una fonte proteica, accompagnato da frutta fresca, rappresenta un esempio di menù adatto alle giornate più afose.
Quali sono cibi e bevande da limitare?
È preferibile evitare pasti abbondanti, molto grassi o particolarmente elaborati, che rendono più difficile la digestione e aumentano la sensazione di pesantezza. Anche l'alcol dovrebbe essere limitato perché "non è una bevanda adatta a favorire l'idratazione", ricorda Galetti.
Per approfondire: Caldo record, cosa mangiare e bere per difendersi: la guida Iss per il Ferragosto 2026
Integratori alimentari, quando si devono assumere?
L'ultimo consiglio riguarda gli integratori alimentari. "Non sono una soluzione automatica per affrontare il caldo e non sono necessari per tutti", conclude Galetti. Se una persona è sana e segue un'alimentazione varia ed equilibrata, nella maggior parte dei casi il fabbisogno di nutrienti viene soddisfatto attraverso la dieta. Gli integratori possono avere un ruolo soltanto in situazioni specifiche e dovrebbero essere assunti dopo un confronto con il medico, ricordando che "naturale" non significa automaticamente indispensabile o privo di controindicazioni.
Per approfondire: Estate rovente, l'esperto: "Non è un'eccezione e sarà sempre peggio"