Lo speciale di Sky TG24 sull'ondata di caldo
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Ondate di caldo e stress prolungato, cos'è "l'effetto cumulo" sull'organismo

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Le alte temperature prolungate aumentano i rischi per la salute perché l’organismo fatica a disperdere il calore accumulato. A sottolinearlo è Fabrizio Pregliasco: i rischi riguardano tutta la popolazione, ma sono maggiori per anziani e persone fragili

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Il caldo non sta dando tregua all’Italia e continuerà a interessare soprattutto il Centro-Sud almeno fino a Ferragosto. A preoccupare gli esperti non sono soltanto le temperature elevate, ma anche il susseguirsi delle ondate di calore e delle notti tropicali, che sottopongono l’organismo a uno stress prolungato. Si tratta del cosiddetto "effetto cumulo”. Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in  igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano, ha spiegato all'Adnkronos che cos’è e quali conseguenze può avere sulla salute (ONDATA DI CALDO, LE NOTIZIE IN DIRETTA).

Cos’è "l'effetto cumulo"

 

“La persistenza delle alte temperature, con il susseguirsi delle ondate di calore,  rappresenta il principale fattore di rischio per la salute" a causa "dell'effetto cumulo sull'organismo”, ha spiegato l’esperto. Quando il caldo intenso e le notti tropicali proseguono per diversi giorni consecutivi, infatti, "l’organismo fatica sempre di più a disperdere il calore” e aumentano i "rischi di disidratazione, scompensi cardiovascolari e respiratori, colpi di calore e aggravamento delle patologie croniche". Particolare attenzione deve essere prestata anche alle ore notturne. “Quando le temperature non scendono mai sotto i 24-25 gradi, il corpo non riesce a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno. È questo effetto cumulativo che può determinare un progressivo peggioramento delle condizioni cliniche", ha spiegato Pregliasco. 

 

Chi è più a rischio e come proteggersi

 

"Non dobbiamo considerare il caldo estremo soltanto un disagio. È una vera emergenza di sanità pubblica”, ha sottolineato l’esperto. I rischi riguardano tutta la popolazione, ma sono maggiori per anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con malattie cardiovascolari o respiratorie, diabete e soggetti fragili. Per ridurre i rischi, Pregliasco raccomanda di “bere frequentemente acqua anche in assenza dello stimolo della sete, evitare l’esposizione al sole nelle ore  centrali della giornata, limitare l’attività fisica intensa all’aperto e mantenere freschi gli ambienti domestici”. È inoltre importante controllare quotidianamente gli anziani soli e le persone fragili. “È fondamentale che familiari, servizi territoriali e medici di medicina generale prestino particolare  attenzione alle persone più vulnerabili. La prevenzione rimane lo  strumento più efficace: intervenire prima dell’insorgenza dei sintomi può evitare molte complicanze e ridurre gli accessi ai pronto soccorso", ha concluso Pregliasco.

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