Quali sono le malattie che peggiorano con il caldo estremo?

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Le ondate di calore stanno interessando gran parte dell’Italia, con picchi che in molte zone si avvicinano ai 40 gradi. Si tratta di condizioni meteorologiche estreme, caratterizzate da temperature molto alte per più giorni consecutivi, spesso accompagnate da umidità elevata, sole intenso e scarsa ventilazione.
Il caldo intenso non provoca solo disagio, ma può mettere sotto pressione l’organismo e aumentare il rischio di problemi di salute anche nelle persone sane. I rischi diventano ancora più significativi per anziani, bambini piccoli e persone affette da patologie croniche. In particolare, ci sono nove condizioni che possono peggiorare durante le ondate di calore: dalle cardiopatie al diabete, fino a depressione ed emicrania. Ecco quali sono e perché il caldo può renderle più difficili da gestire (CALDO RECORD: LE NOTIZIE IN DIRETTA).

Quello che devi sapere

Gli anziani sono i più esposti

A tracciare il quadro è Francesco Dentali, professore di Medicina interna, direttore di Dipartimento di Area medica di Asst-Sette Laghi e presidente nazionale Fadoi (Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti). In un'intervista rilasciata a Repubblica, lo specialista ricorda che “in Italia ci troviamo a gestire una popolazione marcatamente anziana, in cui ormai un quarto dei cittadini ha superato i 65 anni e una quota preponderante di questa fascia è colpita da patologie croniche come scompenso cardiaco, insufficienza renale e broncopatia cronica. Molte persone poi sono affette da due o più di queste malattie croniche”. In questo scenario di intrinseca fragilità, spiega Dentali, “l’ipertermia ambientale agisce come un potente elemento di perturbazione omeostatica, ossia di alterazione dell'equilibrio dinamico interno all’organismo, scardinando così equilibri clinici già precari”.

Cosa succede all'organismo quando fa molto caldo

L'esposizione al caldo provoca una serie di adattamenti fisiologici. Per disperdere il calore, il corpo aumenta il flusso sanguigno verso la pelle e dilata i vasi sanguigni periferici. Questo processo comporta però un maggiore lavoro per il cuore. “Lo stress termico induce un incremento della gittata cardiaca e una spiccata vasodilatazione periferica, traducendosi in un aumento massivo del carico di lavoro miocardico. A ciò si aggiunge l'elevato rischio di disidratazione, amplificato dal fatto che questi pazienti sono frequentemente in terapia con diuretici”, spiega l’esperto. 

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I rischi per chi soffre di malattie renali e respiratorie

Nelle persone con insufficienza renale cronica, il mantenimento dell'equilibrio tra liquidi e sali minerali può diventare molto più complesso durante i periodi di afa. “La disidratazione legata all'afa ne compromette ulteriormente la capacità filtrante, ostacolando l’eliminazione delle scorie dell’organismo”, sottolinea Dentali. 
Il caldo, inoltre, è spesso associato a un peggioramento della qualità dell'aria e a un aumento del particolato atmosferico. Fattori che favoriscono “il rischio di riacutizzazioni severe nei pazienti affetti da asma e broncopatia cronica”.

foto di archivio

Anche la salute mentale può risentirne

Le temperature elevate possono influenzare non solo il corpo ma anche il benessere psicologico. “L'afa altera direttamente la neurotrasmissione e i centri della termoregolazione ipotalamica - conferma Dentali -. E questo deficit biologico esacerba la vulnerabilità a disturbi ormai molto comuni come ansia e depressione appunto. Un quadro ulteriormente aggravato sia dalle interazioni farmacodinamiche con i comuni psicofarmaci, sia dalla mancanza di un adeguato sonno ristoratore tipica delle ondate di calore”.

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Cardiopatie tra le condizioni che possono peggiorare con il caldo

Quando la temperatura aumenta, il cuore deve lavorare più intensamente per favorire la dispersione del calore. Nelle persone con coronaropatia questo maggiore sforzo “può creare uno squilibrio tra ciò di cui il cuore ha bisogno quando lavora di più per contrastare il calore e ciò che il corpo è in grado di fornire”. Di conseguenza “aumenta il rischio di infarto o ictus”, sottolinea l’esperto.

Diabete

Le giornate particolarmente calde sono associate a un maggior numero di ricoveri tra le persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2. “Questo perché il calore può rendere difficile il controllo della glicemia, visto che può causare oscillazioni in entrambe le direzioni. Da un lato, una circolazione più rapida e la dilatazione dei vasi sanguigni potrebbero accelerare l'assorbimento di insulina, provocando ipoglicemia, ma dall'altro, la disidratazione potrebbe concentrare lo zucchero nel sangue, causando iperglicemia”.

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Sclerosi multipla

Nelle persone con sclerosi multipla l'aumento della temperatura corporea può accentuare i sintomi della malattia. “Recenti ricerche hanno dimostrato che questa sensibilità al calore, nota come fenomeno di Uhthoff, si manifesta spesso anche con temperature più elevate. In pratica succede che il calore ostacoli i segnali elettrici che viaggiano lungo i nervi danneggiati, cosa che può portare a un'intensificazione di sintomi come affaticamento, debolezza muscolare, intorpidimento e problemi cognitivi”, riferisce Dentali. 

Asma e Bpco

Anche l'aria calda e umida può irritare le vie respiratorie. Diversi studi hanno evidenziato un aumento degli accessi in Pronto soccorso e dei ricoveri nei periodi caratterizzati da temperature elevate. Il caldo può infatti favorire il restringimento delle vie aeree e aumentare il rischio di crisi asmatiche o riacutizzazioni della Bpco.

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Lupus

La ricerca ha evidenziato “che il lupus, o lupus eritematoso sistemico, condizione in cui il sistema immunitario attacca gli organi sani, potrebbe essere particolarmente sensibile al calore. Un possibile meccanismo da considerare è l'infiammazione, che potrebbe aumentare in tutto il corpo in condizioni di caldo e umidità elevati”, spiega l'esperto. Nei pazienti affetti da lupus, questo causerebbe un maggiore gonfiore e dolore alle articolazioni, oltre a un peggioramento della stanchezza.

Problemi renali

Come detto, anche i reni risentono del caldo torrido. La disidratazione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la formazione dei calcoli renali. Le temperature elevate possono inoltre accelerare il deterioramento della funzionalità renale nelle persone che soffrono già di malattia renale cronica.

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Artrite e gotta

Caldo e umidità possono aumentare il dolore e il gonfiore articolare nelle persone con osteoartrite. Anche la gotta può peggiorare perché la disidratazione favorisce l'accumulo di acido urico nel sangue e la formazione di cristalli nelle articolazioni.

Ansia e depressione

Le ondate di calore sono associate a un aumento degli accessi in pronto soccorso per problemi di salute mentale. Come ricorda l’esperto, questo fattore è legato a diversi motivi. “Sul piano fisiologico, l'attivazione della risposta allo stress dell'organismo in presenza di calore può aumentare l'ansia. Dal punto di vista psicologico, la sensazione di non poter controllare o sfuggire al caldo può giocare un ruolo importante. Senza contare il fatto che le ondate di calore possono causare disturbi del sonno, i quali non fanno che aggravare la situazione. Inoltre, le persone che assumono antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, potrebbero essere più soggette a disidratazione e surriscaldamento, visto che questi farmaci alterano la termoregolazione”, spiega Dentali. 

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Emicrania

I cambiamenti di temperatura e pressione atmosferica possono rappresentare un fattore scatenante per gli attacchi di emicrania. Durante l'estate contribuiscono anche altri elementi, come l'aumento dello smog, l'esposizione alla luce intensa, la disidratazione e i disturbi del sonno.

Come proteggersi durante le ondate di calore

Per le persone affette da patologie croniche è particolarmente importante adottare alcune precauzioni. Dentali raccomanda di mantenere una corretta idratazione, utilizzare l'aria condizionata o ventilatori quando possibile e cercare di raffrescarsi con panni umidi o spray d'acqua. Inoltre, “è bene evitare altri fattori scatenanti come saltare i pasti o dormire troppo poco, in modo che non si accumulino”. Secondo lo specialista, nelle persone più fragili è fondamentale non attendere la comparsa di sintomi gravi. “Nelle persone fragili, affette da più patologie croniche, risulta fondamentale una presa in carico e un controllo attivo, prima di tutto attraverso una rivalutazione e una revisione delle terapie in atto, senza aspettare che questa ondata di calore che persiste si trasformi in un’emergenza clinica”, conclude Dentali. 

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