Lo speciale di Sky TG24 sull'ondata di caldo
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Caldo e stress per il cuore, i consigli del cardiologo (soprattutto per gli anziani)

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Le ricadute negative sulla salute delle ultime ondate di calore che stanno colpendo l’Italia e il mondo intero preoccupano gli esperti. "Il caldo trasforma il cuore in un organo sotto sforzo anche senza attività fisica. Come se si corresse una maratona stando fermi", sintetizza all’Adkronos Salute Leonardo De Luca, direttore della Cardiologia del Policlinico San Matteo di Pavia e vice presidente Fondazione per il Tuo cuore Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri). Le alte temperature, spiega, mettono infatti "sotto stress tutto il sistema cardiovascolare, sia il cuore sia i vasi".

Quello che devi sapere

Caldo estremo, il rischio tachicardia

Innanzitutto, dice De Luca, succede che con il caldo estremo "il cuore deve pompare più sangue per aiutare il corpo a disperdere calore e va in tachicardia”. Questo ha complicazioni più gravi per chi ha già dei problemi. “Se è un cuore già affaticato, quindi soprattutto nei pazienti che hanno già una malattia cardiaca, si ha un effetto più rischioso e si devono prendere degli accorgimenti”, illustra l’esperto.

 

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La vasodilatazione

Poi ci sono i vasi sanguigni, “che in risposta all'aumento della temperatura hanno un effetto di vasodilatazione: anche questo serve a portare più sangue a livello della superficie corporea per disperdere più calore possibile”.

 

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La sudorazione

“L'organismo risponde inoltre con la sudorazione e il corpo perde in generale acqua e sali minerali - come ad esempio il sodio, il potassio - per raffreddarsi tramite l'evaporazione. C’è quindi un'alterazione degli elettroliti per la dispersione di sodio e potassio con la sudorazione. La perdita degli elettroliti ha un effetto sull'attività elettrica del cuore, favorendo le aritmie in soggetti che sono ovviamente predisposti", dice sempre De Luca, che aggiunge che quando si crea questa combinazione, "c'è un aumentato rischio per le persone che hanno alle spalle una storia di malattie cardiache".

 

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Le complicazioni più gravi

Cosa può succedere nei casi più estremi? "Sono evenienze molto rare che riguardano pazienti particolarmente predisposti - premette De Luca, parlando sempre con Adnkronos - però tutto questo può portare ad un peggioramento dello scompenso cardiaco che porta al ricovero, o generare uno scompenso cardiaco acuto. E, ancora, può portare a delle aritmie che possono essere potenzialmente maligne o fatali, o può portare anche ad un reinfarto, perché in generale la disidratazione rende il sangue più denso e più viscoso ed aumenta il rischio di trombosi, anche coronarica, in pazienti che hanno già dei problemi circolatori o coronarici". 

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L'emergenza climatica e le problematiche cardiovascolari

E anche se "non serve allarmarsi - ribadisce lo specialista - oggi dobbiamo tenere presente che il caldo è una problematica cardiovascolare sempre più presente e globale. Tant'è che recentemente è stato pubblicato su Circulation il primo documento di consenso dei cardiologi proprio sulle variazioni termiche estreme, quindi sia caldo estremo sia freddo estremo, che possono portare a patologie cardiovascolari. Si pone l'accento sulla problematica climatica che in generale sta portando a problematiche di salute". 

I soggetti più fragili

I problemi, si ribadisce, riguardano in particolare "i soggetti fragili da un punto di vista cardiovascolare, e qui rientrano sempre, purtroppo, anche gli anziani, che sono per frequenza più cardiopatici, che si disidratano molto di più e sottostimano non solo i sintomi, soprattutto le donne anziane, ma anche la loro disidratazione". 

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I campanelli d'allarme a cui prestare attenzione

Esistono delle "spie rosse" da tenere d'occhio per capire quando la situazione si fa rischiosa. De Luca ne cita alcune: "Una difficoltà respiratoria insolita è il primo effetto da tenere in considerazione; le palpitazioni, il battito molto irregolare, sono un altro segno indiretto di disidratazione; il gonfiore alle gambe o alle caviglie invece è un segno di squilibrio tra apporto di liquidi e diuresi; ma anche la confusione, lo svenimento, le vertigini, il dolore al petto ovviamente, un aumento rapido di peso corporeo che è segno di ritenzione di liquidi". In tutti i casi si tratta, dice, "dei sintomi o dei campanelli d'allarme di elevata disidratazione o di aumentata ritenzione di liquidi che in questi momenti di caldo bisogna tenere monitorati". 

Cosa fare per proteggersi? Dall'idratazione all'attività fisica

Cosa fare dunque per proteggersi? "Ci sono, soprattutto nei cardiopatici e negli anziani, degli accorgimenti pratici", continua De Luca. "Il primo è che bisogna idratarsi in maniera adeguata in base alle condizioni cliniche e in base alle temperature, evitare soprattutto durante l'estate bevande molto zuccherate e l'alcol, che non aumentano l'apporto idrico, ma anzi favoriscono la disidratazione", spiega. E poi aggiunge: "Attenzione agli orari dell'attività fisica: soprattutto per gli anziani, va evitato lo sforzo fisico estremo, è importante non uscire nelle ore più calde (fine mattinata-primo pomeriggio). Gli ambienti in cui si sta devono essere freschi e ben ventilati per adeguare la temperatura corporea. E attenzione al vestiario, ma anche al tipo di pasto che non deve essere abbondante per non affaticare digestione e circolazione. È molto meglio assumere frutta e verdura, che idratano e scegliere menu leggeri".

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I consigli per chi assume farmaci

Ai pazienti che assumono farmaci, l'esperto suggerisce altre accortezze. "No al fai da te, è bene che non seguano il 'consiglio dell'amico' sulla sospensione, soprattutto degli antipertensivi (casi per noi frequentissimi purtroppo nei periodi estivi). Resta sempre importante concordare eventuali sospensioni o riduzioni del dosaggio con il medico". Insomma: "Tutto va condiviso con il medico curante. Perché, per esempio, è vero che gli anziani devono bere di più d'estate, però nell'anziano con scompenso cardiaco bisogna bilanciare fra quello che si perde e quello che si acquisisce in termini di liquidi, perché altrimenti può addirittura peggiorare la sua condizione clinica. Se bevi tantissimo puoi peggiorare addirittura la tua condizione clinica di scompenso. Quindi, tutto va personalizzato". 

Meglio stare sotto il controllo della famiglia

Infine un'ultima raccomandazione: "Stare in famiglia", conclude De Luca. Oltre ad essere un rimedio anti-solitudine, "è importante soprattutto negli anziani per tener d'occhio l'alimentazione, l'ambiente e l'idratazione adeguata. Noi suggeriamo di vivere di più a contatto con i familiari soprattutto alle persone cardiopatiche, e soprattutto in estate".

 

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