Creme solari, contengono interferenti endocrini? Sono cancerogene? Scadono? La guida
Salute e BenessereIntroduzione
I danni alla pelle legati all’abbronzatura sono ben noti: si va dal rischio di sviluppare melanomi e altri tumori all’invecchiamento precoce. Tra i principali strumenti a nostra disposizione per evitarli è l’utilizzo di creme solari. Sui social da tempo circolano voci non scientifiche secondo cui sarebbe meglio non usarle, o comunque preferire quelle con filtri fisici invece che con filtri chimici, per evitare ad esempio interferenze endocrine o addirittura altri tipi di tumore. Da dove vengono queste voci e quanto c’è di vero in tutto ciò?
Quello che devi sapere
Come funzionano le creme solari?
Il funzionamento delle creme solari ruota intorno ai filtri di protezione dai raggi ultravioletti, cioè – come spiega l’AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) – una serie di sostanze capaci di assorbire proprio i raggi UV.
Ti potrebbe interessare anche: Le migliori creme solari secondo la classifica di Altroconsumo
Che differenza c’è tra i filtri chimici e i filtri fisici?
I filtri delle creme solari possono essere chimici (organici) o fisici (inorganici). La differenza di nome potrebbe però trarre in inganno. Tutti i filtri solari sono composti in modo chimico. Quello che cambia tra le due categorie è soltanto il meccanismo d’azione. I primi riescono ad assorbire i raggi solari UV andando a dissipare l’energia trasformandola in calore, mentre i secondi creano una barriera che riflette e disperde i raggi. Fanno parte dei filtri chimici sostanze come l’avobenzone, l’ossibenzone e l’octocrylene. Tra i fisici ci sono invece ad esempio il biossido di titanio e l’ossido di zinco.
Ti potrebbe interessare anche: Estate, i 10 consigli dei dermatologi per proteggere la pelle dai raggi UV (e non solo)
Perché si dice che i filtri chimici nelle creme solari sono dannosi?
Ciclicamente si sente parlare della presunta nocività dei filtri solari chimici. L’AIRC spiega che la loro “demonizzazione” è stata alimentata in tempi recenti da una ricerca del 2020 della Food and Drug Administration statunitense, pubblicata sulla prestigiosa rivista JAMA, in cui si metteva in luce come sei filtri di tipo chimico riuscivano a entrare nel circolo sanguigno in misura superiore ai limiti stabiliti. Nello stesso studio si precisava però che non esiste alcuna prova della loro pericolosità, tantomeno della loro capacità di sviluppare una qualche forma di cancro.
Per approfondire: Estate e abbronzatura, come prendere il sole in sicurezza: dai nei ai tatuaggi, i consigli
Perché si dice che i filtri chimici sono interferenti endocrini?
Questo non è bastato a zittire tutte le false voci sul tema: c’è chi si è spinto a dire che i filtri chimici sarebbero interferenti endocrini, andando ad agire sulle ghiandole che producono gli ormoni. È ancora una volta l’AIRC a spiegare che, sebbene alcuni filtri (nello specifico l’octocrylene e l’omosalato) siano “risultati associati a effetti ormonali in studi con cellule in coltura e animali di laboratorio”, le prove raccolte con studi condotti sull’uomo “non sono conclusive, anche perché alcune sono emerse da studi “con dosi che eccedono l’uso quotidiano”.
Le creme solari sono cancerogene?
Non esiste alcun dato che supporti nemmeno la tesi secondo cui le creme solari sono cancerogene, anche perché prima di essere messe in vendita devono superare tutta una serie di rigorosi test di affidabilità e sicurezza.
Come scegliere la crema solare?
Dato per assodato che non esistono prove che i filtri solari siano dannosi per l’uomo, va ricordato come invece i pericoli dell’esposizione senza protezione ai raggi UV sono documentati ormai da lungo tempo. La scelta della crema dovrebbe dipendere più che dai filtri dal tipo di pelle che si deve proteggere. In sintesi, esistono sei tipi: il primo è quello che si scotta più facilmente, senza abbronzarsi, l’ultimo è quello di chi è sempre scuro, anche senza prendere il sole. È bene cercare una crema che risponda alle esigenze specifiche, anche se in linea generale si consiglia non andare mai sotto un fattore di protezione 30.
Cosa significa SPF?
Le confezioni delle creme segnalano il loro indice SPF (un numero che arriva fino a 50+), riferendosi alla protezione fornita contro i raggi UVB (meno nocivi degli UVA). È quindi sempre consigliato di assicurarsi che ci sia anche segnalata la protezione contro i raggi UVA.
Le creme solari hanno una data di scadenza?
Fondamentale è anche ricordarsi che le creme solari hanno una data di scadenza, dopo la quale i filtri all'interno perdono la loro funzione protettiva.
Quando mettere la crema solare?
La crema solare va messa all’incirca 30 minuti prima dell’esposizione al sole o prima di uscire di casa. Se si fa il bagno o in mare o si pratica attività sportiva al sole è meglio riapplicarla anche se il prodotto è indicato come resistente all’acqua.
Ti potrebbe interessare anche: Estate, attenti a pelle e occhi: le regole degli esperti