Estate e abbronzatura, come prendere il sole in sicurezza: dai nei ai tatuaggi, i consigli

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Introduzione

L’estate è ormai iniziata e, come tutti gli anni, a tornare protagonista è l’abbronzatura. È però fondamentale ricordare che esporsi al sole comporta anche dei rischi per la salute, e dunque è sempre necessario utilizzare creme e dispositivi che permettono di schermare i raggi nocivi. E sebbene la consapevolezza su questo tema stia crescendo, permangono ancora alcune incertezze sui comportamenti da tenere nei casi in cui sulla pelle ci siano nei, tatuaggi, vitiligine o una depilazione recente. Ecco i consigli per prendere il sole in sicurezza.

Quello che devi sapere

Gli italiani sono più responsabili

Secondo Andrea Paro Vidolin, responsabile del Centro di fotodermatologia dell'ospedale Israelitico Roma, gli italiani oggi sono diventati più responsabili rispetto all'esposizione al solare: “Rspetto al passato siamo molto più bravi perché l'informazione ha avuto i suoi effetti”. Inoltre “si aggiunga che i filtri solari sono anche molto cambiati e oggi proteggono ad ampio raggio”.

 

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Come scegliere e applicare la crema

Paro Vidolin ha poi fornito alcune indicazioni su come scegliere e applicare la crema: “Un buon solare deve schermare dai raggi Uva, che sono la componente principale dell'esposizione al sole, ma anche dall'Uvb, dalla luce visibile e dall'infrarosso, cioè da tutto ciò che emette il sole. Quindi la prima regola è farsi consigliare un buon prodotto. Altra cosa fondamentale è insegnare al consumatore come mettere il solare, che significa, soprattutto, la necessaria quantità. Quando si fanno i test in laboratorio, infatti, si usano 2 milligrammi per centimetro quadrato, quindi tanto prodotto in poco spazio. Si deve, dunque, applicare tanto prodotto e rinnovarlo almeno ogni ora. Anche se è water resistant va comunque riapplicato per avere davvero quel fattore di protezione".

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Quale prodotto scegliere

Per quanto riguarda poi la formulazione del prodotto, “è logico che la crema funziona di più. Poi, a scalare, un po' di meno il latte, l'emulsione, il gel e lo spray. La crema è quella che funziona di più, ma magari lo spray è il più comodo e va bene, ricordando però di riapplicarlo più frequentemente".

Come comportarsi con i nei

Passando poi ai dubbi su come comportarsi, per quanto riguarda i nei va considerato il fototipo del paziente. Bisogna tenere presente che un fototipo più chiaro è più esposto a danni”, ha spiegato ancora il dermatologo. “Poi c'è un discorso anche di familiarità. Se ci sono stati in famiglia nei atipici o comunque melanomi o tumori, bisogna proteggere ancora di più e meglio. Un paziente con tanti nei non deve mai dimenticare di mettere lo schermo solare in dosi sufficienti e deve evitare più che mai esposizioni nelle ore centrali della giornata". Inoltre “se un neo è stato identificato come atipico, è bene utilizzare un prodotto solare stick per proteggerlo di più. Inoltre non ci sono solo i nei. Abbiamo anche tante altre formazioni tumorali da tenere d'occhio. Per esempio gli epiteliomi basocellulari che possiamo identificare come crosticine, delle feritine che non si rimarginano mai. Sono effetti di esposizione sconsiderata al sole e la protezione attenta è d'obbligo”.

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Cosa fare con i tatuaggi

Passando poi ai tatuaggi, “sul piano strettamente medico il tatuaggio non ha nessuna particolare necessità in termini di protezione se si esclude la prima fase, nell'immediatezza dell'intervento, quando la pelle è arrossata. Da un punto di vista estetico, invece, è logico proteggere il disegno con un supplemento di prodotto solare, perché comunque gli ultravioletti possono danneggiare il colore”.

Cosa fare dopo la depilazione

Per quanto riguarda la depilazione “il problema è l'immediatezza”, ha spiegato ancora Andrea Paro Vidolin. “Se la depilazione viene fatta oggi, domani o si rinuncia ad esporsi al sole oppure ci si deve proteggere moltissimo. Questo perché si tratta di una cute irritata, aggredita, che può andare incontro a follicoliti, brufoletti, infiammazioni. Ma soprattutto a ipopigmentazioni o iperpigmentazioni. Praticamente ci si 'tatua' la pelle".

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Come comportarsi in caso di vitiligine

Per coloro che soffrono di vitiligine, invece, “rispetto al passato molto è cambiato. Oggi esistono anche dei solari dedicati per patologia. In passato si pensava di dover usare necessariamente la protezione 50 perché si temeva che la pelle bianca potesse essere più danneggiata. Ma in realtà parliamo di una pelle che ha comunque attivi dei meccanismi di difesa e può avere dei vantaggi da un'esposizione controllata al sole". Per lo specialista "la strategia migliore, quindi, è mettere una crema 50 sulla cute normalmente pigmentata, dove non c'è vitiligine, e una crema di media protezione - 25 o 30 - sulla chiazza di vitiligine per un'esposizione di 2 o 3 ore, ovviamente in orari non centrali. E solo successivamente una 50 su tutta la pelle. Questo per cercare di stimolare la pelle con la vitiligine attraverso l'elioterapia naturale e poi, anche da un punto di vista estetico, per cercare di equilibrare il colore tra la parte pigmentata e quella meno pigmentata".

Il pericolo delle scottature

Paro Vidolin ha poi sottolineato che “la cosa rischiosa per la nostra cute non è tanto l'abbronzatura, perché in realtà l'abbronzatura in sé è una protezione nei confronti degli ultravioletti. È la scottatura il problema, ed è il prodotto spesso dell'esposizione mordi e fuggi. Mi espongo il fine settimana, mi proteggo poco, non sono abituato al sole e la conseguenza sono eritema e ustione. Questo è il danneggiamento cellulare che può portare poi al fotoinvecchiamento cutaneo, ma soprattutto a problemi tumorali e alla fotocarcinogenesi”.

 

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