Tumore ovarico, prevenzione e consapevolezza

Salute e Benessere
Raffaella Cesaroni

Raffaella Cesaroni

Dalla campagna “5 euro contro il fumo” promossa da AIOM alla Giornata Mondiale del tumore ovarico dell’8 maggio. E poi, nella seconda parte di Health l’innovazione che cambia i modelli di cura, con il progetto MARE sull’intelligenza artificiale applicata alla sanità

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Il fumo resta la principale causa di morte evitabile nel nostro Paese. Ogni anno in Italia sono circa 93.000 i decessi riconducibili al consumo di tabacco, responsabile di circa il 27% di tutte le diagnosi oncologiche. Numeri che spiegano perché il mondo scientifico abbia deciso di mobilitarsi con forza. È in questo contesto che nasce la campagna “5 euro contro il fumo”, una proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. A promuoverla sono AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. Non è la prima volta che ne parliamo ad Health, torniamo a farlo perché resta da compiere l’ultimo miglio.

 

L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento. A oggi ne sono state raccolte oltre 38.000: ne mancano circa 12.000 per raggiungere il traguardo. “Il fumo è il più potente fattore di rischio oncologico modificabile” - ha spiegato Massimo Di Maio, Presidente di AIOM - aumentare in modo significativo il prezzo delle sigarette è la strategia più efficace per ridurre il numero di fumatori, soprattutto tra i giovani. I dati internazionali lo dimostrano chiaramente”. Una misura che non ha solo un impatto sanitario, ma anche economico. “Le patologie fumo-correlate generano costi enormi per il Servizio Sanitario Nazionale” - ha ricordato Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM - ridurre il consumo significa salvare vite e liberare risorse da reinvestire nella cura”. Firmare è possibile online, attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando lo SPID o la CIE. Un gesto semplice, che può avere un effetto concreto sulla salute collettiva.

Tumore ovarico: perché parlarne è urgente

Nella seconda parte di Health è stato ricordato che venerdì 8 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del tumore ovarico, una neoplasia ancora oggi tra le più difficili da diagnosticare e trattare. In Italia, ogni anno, oltre 5.000 donne ricevono una diagnosi. La sopravvivenza a cinque anni resta intorno al 43%, un dato che pesa come un macigno. “Il tumore ovarico è spesso definito un big killer perché i sintomi iniziali sono vaghi o assenti” - ha spiegato il Professore Sandro Pignata, Direttore della Divisione di Oncologia Medica del Dipartimento di Uro-ginecologia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. “Questo porta a diagnosi tardive, quando la malattia è già in fase avanzata”. Negli ultimi anni, però, la ricerca ha compiuto passi avanti importanti. Aggiunge Pignata: “Oggi disponiamo di terapie sempre più mirate e personalizzate, che stanno migliorando la qualità e l’aspettativa di vita delle pazienti. Ma è fondamentale garantire a tutte l’accesso tempestivo alle cure”.

 

Proprio per rompere il silenzio che ancora circonda questa patologia è nata “Insieme di Insiemi”, una campagna di informazione e sensibilizzazione che dà voce alle pazienti e richiama l’attenzione delle istituzioni. “Il tumore ovarico non può restare una malattia invisibile” - ha sottolineato Ilaria Bellet, Presidente di ACTO – Alleanza Contro il Tumore Ovarico - Serve consapevolezza, informazione corretta e percorsi di cura più equi su tutto il territorio nazionale”. L’8 maggio diventa così non solo una data simbolica, ma un’occasione concreta per chiedere più attenzione, più ricerca e più diritti.

 

Intelligenza artificiale e sanità

Ultima parte della puntata dedicata all’intelligenza artificiale in sanità. Nel cuore del Lido di Venezia, sull’area dell’ex Ospedale al Mare, sta prendendo forma MARE, un progetto che punta a diventare un grande polo dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla sanità. A promuoverlo è CompuGroup Medical (CGM), uno dei principali gruppi globali dell’e-health. “CGM lavora da anni sulla digitalizzazione dei sistemi sanitari” spiega Emanuele Mugnani, Managing Director Ambulatory Information Systems Europe di CompuGroup Medical e Amministratore Delegato di MARE Health Italia nell’intervista a Health. “L’intelligenza artificiale in sanità esiste già, ma oggi la sfida è governarla: renderla sicura, trasparente e davvero utile per pazienti e professionisti”. Il progetto MARE nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema strutturato, in cui università, centri di ricerca, aziende tecnologiche e professionisti della salute possano lavorare insieme. Un campus che, una volta a regime, ospiterà circa 900 profili altamente qualificati, tra ricercatori, sviluppatori e operatori sanitari.

Per i pazienti, l’impatto atteso riguarda aspetti molto concreti: diagnosi più rapide e precise, terapie sempre più personalizzate, riduzione degli errori e dei tempi di attesa. “Ma tutto questo – sottolinea Mugnani – può funzionare solo se i dati sanitari sono protetti, deidentificati e utilizzati secondo regole chiare. Il medico resta sempre al centro del processo decisionale”.

 

Accanto alle opportunità, non mancano le sfide: validazione clinica degli algoritmi, trasparenza, audit indipendenti. L’intelligenza artificiale non deve sostituire la relazione di cura, ma rafforzarla: questa è la visione che guida il progetto. In questo senso, MARE punta a riportare l’Italia e l’Europa in una posizione di rilievo nella sanità digitale globale, trasformando un’area storica di Venezia in un polo internazionale dell’innovazione. A portare uno sguardo più ampio sul rapporto tra innovazione, tecnologia e società è Cosmano Lombardo, Founder & CEO di Search On Media Group e Chairman del WMF – We Make Future, osservatorio internazionale sui grandi cambiamenti digitali. Lombardo sottolinea come l’intelligenza artificiale applicata alla sanità rappresenti una delle sfide più delicate del nostro tempo: “Le opportunità sono enormi, ma non possono essere lasciate all’improvvisazione. Servono regole chiare, trasparenza, validazione scientifica e una governance forte”.

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