Ebola, Africa Cdc: “Dieci Paesi a rischio”. Schillaci: “No speculazioni su emergenze”
Salute e BenessereL’agenzia sanitaria dell’Unione Africana ha diramato l’allerta per Sud Sudan, Ruanda, Kenya, Tanzania, Etiopia, Repubblica del Congo, Burundi, Angola, Repubblica Centrafricana e Zambia. Confermati intanto tre nuovi casi di contagio in Uganda. Il ministro della Salute: "Oggi abbiamo un metodo e quindi ai cittadini dico 'fidatevi del Servizio sanitario nazionale'”
Continua a destare preoccupazione l’epidemia di Ebola che sta colpendo alcuni Paesi africani. Oltre alla Repubblica Democratica del Congo, epicentro dell'epidemia, e all'Uganda, dove oggi sono stati confermati tre nuovi casi, altri dieci Stati sono a rischio. A diramare l’allerta è l'agenzia sanitaria dell'Unione Africana, Africa Cdc. Come dichiarato durante una conferenza stampa dal presidente, Jean Kaseya, i Paesi maggiormente esposti al rischio di diffusione del virus sono Sud Sudan, Ruanda, Kenya, Tanzania, Etiopia, Repubblica del Congo, Burundi, Angola, Repubblica Centrafricana e Zambia.
Tre nuovi casi in Uganda
Come anticipato, oggi in Uganda sono stati confermati tre nuovi casi di virus Ebola.
A dirlo sono le autorità sanitarie del Paese confinante con la Repubblica Democratica del Congo, dove l'epidemia rappresenta ormai un rischio "molto elevato" per la salute pubblica, come detto dall'Organizzazione mondiale della sanità. L'Uganda, che 2 giorni fa ha sospeso tutti i trasporti pubblici diretti verso la Rdc, aveva confermato il 15 maggio la presenza di Ebola sul suo territorio dopo la scoperta di 2 casi: una delle due persone contagiate è morta.
Tre volontari della Croce Rossa morti in Rdc
Nella Repubblica Democratica del Congo sono invece deceduti tre volontari africani della Croce Rossa.I deceduti, Alikana Udumusi Augustin, Sezabo Katanabo e Ajiko Chandiru Vivian, lavoravano presso la sede nazionale della Croce Rossa a Mongbwalu (provincia orientale di Ituri), uno degli epicentri di un'epidemia che finora ha registrato 750 casi sospetti e 177 decessi. I volontari hanno probabilmente contratto il virus mentre erano in servizio, impegnati in attività di recupero cadaveri il 27 marzo nell'ambito di una missione umanitaria non correlata all'Ebola. "Al momento dell'operazione, la comunità non era a conoscenza dell'epidemia e il virus non era ancora stato identificato", ha dichiarato la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). "Il loro impegno riflette la straordinaria dedizione dimostrata ogni giorno dai volontari della Croce Rossa che lavorano in contesti complessi e ad alto rischio per sostenere le persone vulnerabili", ha sottolineato la federazione.
Schillaci: “Qualcuno fa speculazione anche sulle emergenze”
Per quanto riguarda l’Italia, le autorità sanitarie invitano a non fare “speculazione anche sulle emergenze”. Queste le parole del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che, in collegamento dal Festival dell'Economia di Trento, ha ricordato “che il nuovo Piano pandemico è stato approvato insieme alle Regioni e sull'hantavirus, nonostante il rischio basso, i nostri uffici si sono attivati prontamente e ugualmente sta avvenendo per la situazione legata al virus Ebola". Schillaci si è quindi rivolto agli italiani: "Oggi abbiamo un metodo e quindi ai cittadini dico 'fidatevi del Servizio sanitario nazionale".