Health, le parole della salute e il movimento come cura
Salute e BenessereCapire cosa mangiamo, usare le parole giuste e muoverci di più può fare la differenza per la nostra salute. In questa puntata partiamo dal linguaggio dell’alimentazione, con il nuovo Glossario FeSIN che chiarisce 200 termini chiave e arriviamo all’attività fisica come strumento sempre più centrale nella prevenzione oncologica
Quando si parla di alimentazione e salute, il rischio di semplificazioni e fraintendimenti è sempre dietro l’angolo. Termini usati quotidianamente, come “alimenti spazzatura” o “dieta corretta”, vengono spesso caricati di significati impropri o emotivi, finendo per confondere anziché orientare. Proprio da questa esigenza nasce il nuovo Glossario FeSIN “Alimentazione e Nutrizione in parole”, uno strumento aggiornato dopo oltre quindici anni, che raccoglie 200 definizioni scientifiche condivise, validate attraverso una metodologia di consenso e pensate non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per cittadini, giornalisti, scuole e divulgatori.
A raccontarne il valore è la Professoressa Maria Lorella Giannì della Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE), Associato di Pediatria all’Università degli Studi di Milano: "Usare un linguaggio chiaro e univoco è oggi fondamentale, soprattutto in un contesto mediatico in cui le informazioni sulla nutrizione circolano velocissime e spesso senza filtri. Le parole, se imprecise, possono generare comportamenti sbagliati, soprattutto quando riguardano la salute dei bambini e delle famiglie".
Il Glossario attraversa tutti i principali ambiti della nutrizione umana, da quella di base a quella clinica, con l’obiettivo di creare una lingua comune. Un requisito essenziale, perché parlare la stessa lingua significa anche comunicare meglio tra specialisti, istituzioni e pubblico.
Dagli “alimenti spazzatura” ai fabbisogni nutrizionali
Uno degli aspetti più interessanti del Glossario è la capacità di fare chiarezza su concetti molto diffusi, ma spesso usati in modo improprio. È il caso del termine “alimenti spazzatura”, che non ha una base scientifica e che viene spesso associato, in modo semplicistico, all’idea di cibo “proibito”. "La forza del Glossario è proprio quella di spiegare che non esistono alimenti buoni o cattivi in assoluto, ma contano quantità, frequenza e contesto alimentare. Correggere il linguaggio aiuta anche a correggere i comportamenti", spiega Giannì.
Altro concetto centrale è quello di fabbisogno nutrizionale, definito come l’apporto di energia e nutrienti necessario a garantire crescita, sviluppo e salute, variabile in base all’età, all’attività fisica e alle condizioni fisiologiche o patologiche. Una definizione che aiuta a comprendere perché le diete “uguali per tutti” non esistono e perché l’alimentazione va sempre personalizzata.
Il Glossario chiarisce anche termini complessi ma sempre più presenti nel dibattito pubblico, come microbiota e microbioma, spesso confusi tra loro, oppure sarcopenia, una condizione di perdita di massa e forza muscolare che non riguarda solo gli anziani, ma può comparire anche in pazienti con patologie croniche o in situazioni di fragilità.
A sottolineare il valore educativo dello strumento è il Professor Nicolò Merendino, che insegna all’Università della Tuscia, presidente del Corso di Laurea in Scienza dell’Alimentazione e della Nutrizione: "Avere definizioni semplici ma rigorose è uno degli strumenti più efficaci per contrastare le fake news in materia di alimentazione. Quando le parole sono condivise, è più difficile manipolare i messaggi".
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Muoversi per prevenire: l’attività fisica come alleata contro il cancro
Nella seconda parte della puntata, il focus si sposta sull’attività fisica come strumento di prevenzione, non solo primaria, ma anche terziaria. In Italia, oltre 20 milioni di persone sono sedentarie, un dato che preoccupa il mondo scientifico per le sue ricadute sulla salute, compresa l’incidenza dei tumori.
L’evidenza scientifica mostra che svolgere regolarmente attività fisica può ridurre fino al 20% il rischio di sviluppare un tumore. Ma il beneficio non si ferma alla prevenzione: il movimento gioca un ruolo chiave anche dopo una diagnosi oncologica, contribuendo a ridurre il rischio di recidiva e a migliorare la qualità della vita.
"Ormai sappiamo che l’attività fisica non è solo uno stile di vita sano, ma una vera e propria terapia non farmacologica. In alcuni tumori, come il colon-retto o la mammella, i benefici sulla sopravvivenza sono documentati", spiega il Professor Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).
L’attività fisica agisce su diversi meccanismi biologici: riduce l’infiammazione cronica, migliora il metabolismo, rafforza il sistema immunitario e aiuta a contrastare gli effetti collaterali delle terapie.
Anche dopo la diagnosi: movimento e qualità della vita
Un messaggio fondamentale riguarda i pazienti che hanno già affrontato un tumore. Spesso, dopo la diagnosi, prevale la paura di “esagerare” o di fare danni, con il rischio di ridurre ulteriormente il movimento. "E invece, se adattata alle condizioni del paziente, l’attività fisica è sicura e porta benefici misurabili, sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Aiuta a sentirsi di nuovo protagonisti del proprio percorso di salute", sottolinea la Professoressa Sara Gandini, membro del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) e direttrice dell’Unità di Molecular and Pharmaco-Epidemiology all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
Con l’arrivo della primavera, aumentano le occasioni per fare attività all’aperto. Per chi ha avuto un tumore della pelle, le raccomandazioni restano valide: esporsi nelle ore corrette, usare una protezione solare adeguata e scegliere un’attività compatibile con il proprio stato di salute.
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Prevenzione, salute e sostenibilità del sistema
Promuovere un corretto stile di vita, fatto di alimentazione consapevole e movimento regolare, non ha ricadute positive solo sui singoli individui, ma anche sul Servizio Sanitario Nazionale. "Investire sulla prevenzione significa ridurre complicanze, recidive e ospedalizzazioni. È una scelta che tutela la salute delle persone e allo stesso tempo rende il sistema più sostenibile", conclude Di Maio. Parole giuste, conoscenza scientifica e attività fisica: tre strumenti potenti, alla portata di tutti, per prendersi cura della propria salute prima, durante e dopo la malattia.