Fine scuola e rischio di iper-connessione, i consigli dei pediatri per gli adolescenti
Salute e BenessereI professionisti del Bambino Gesù avvertono che l'estate può favorire iperconnessione, sonno irregolare ed esposizione a modelli estetici irrealistici. Invitano a mantenere routine, limitare smartphone e videogiochi e favorire attività all'aperto. Tra i rischi segnalati: isolamento, diete drastiche, allenamenti compulsivi e forte attenzione al peso
Con la chiusura delle scuole e l'estate alle porte, i pediatri dell'Ospedale Bambino Gesù invitano gli adolescenti a mantenere ritmi sonno-veglia regolari e a limitare l'uso di smartphone e videogiochi, soprattutto la sera e durante i pasti. L'avvio delle vacanze, osservano, può favorire comportamenti poco sani.
Più tempo online e attività da favorire
Studi indicano che durante i mesi estivi i ragazzi trascorrono 45-55 minuti in più al giorno online rispetto al periodo scolastico. I pediatri sottolineano l'importanza di attività sportive, tempo all'aria aperta e attenzione a eventuali cambiamenti improvvisi nell'alimentazione o a frasi ricorrenti e negative sul proprio corpo. Fondamentale anche promuovere relazioni offline e un dialogo non giudicante.
I rischi legati alla rottura della routine
Le vacanze comportano per molti adolescenti un cambio netto della quotidianità: meno routine, ritmi sonno-veglia alterati, più tempo trascorso online, meno contatti sociali diretti e maggiore esposizione ai contenuti social legati all'immagine corporea. In questo contesto possono emergere segnali di disagio emotivo, come isolamento sociale, diete drastiche, allenamenti compulsivi e forte attenzione al peso e all'aspetto fisico, anche in vista della cosiddetta "prova costume".
Leggi anche
La guerra dell'Ue allo scrolling sui social e agli zombie digitali
L'analisi degli esperti
"L'estate viene spesso associata a benessere e leggerezza, ma per alcuni adolescenti rappresenta un momento delicato", rileva Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù. "La chiusura delle scuole - prosegue - interrompe abitudini e relazioni quotidiane che per molti ragazzi hanno funzione protettiva. Allo stesso tempo aumenta l'esposizione ai social, utilizzati spesso per riempire il tempo e contro la noia di giornate meno scandite da impegni, così come ai modelli estetici irrealistici, con possibili ripercussioni sull'autostima e sul rapporto con il proprio corpo".
I dati su iperconnessione e sonno
In Italia il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni supera le quattro ore di connessione quotidiana. Insieme all'iperconnessione si registra una significativa alterazione del sonno: fino al 70-80% degli adolescenti sperimenta il cosiddetto "social jet-lag", con addormentamento e risveglio spostati in avanti di ore.