Prova costume, un italiano su 10 non va al mare a causa della dismorfofobia da spiaggia
Salute e BenessereIl disturbo porta chi ne soffre a pensare di avere dei difetti fisici e a vederli ingigantiti rispetto alla realtà. I dati emergono dal sondaggio di Shopping Cube. Le donne sono più colpite, con picchi fino al 60% nella fascia d'età tra i 25 e i 34 anni: ma soffre di dismorfofobia anche quasi un uomo su due nella stessà età, il 47%
Si chiama dismorfofobia da spiaggia e porta il 10% degli italiani a non andare al mare pur di non mostrare il proprio corpo in costume in pubblico. In generale, la dismorfofobia è il disturbo di chi pensa di avere un difetto fisico (talvolta impercettibile, talvolta addirittura inesistente). Quando arriva l’estate questo disturbo può accentuarsi a causa dell’abbigliamento che porta, per via del caldo, a scoprire maggiormente il proprio corpo. E la cosiddetta prova costume provoca disagio e diventa un ostacolo insormontabile per molte persone.
Difetti e imperfezioni
Secondo un sondaggio condotto da Shopping Cube, un italiano su 10 vede il suo corpo come inadeguato e preferisce rinunciare al refrigerio delle onde (ma anche delle piscine) pur di non essere costretto a vedersi in costume. Il sondaggio ha riguardato 850 persone tra uomini e donne: alcuni si vedono brutti, altri notano imperfezioni minime che ai loro occhi risultano enormi, altri ancora si sentono a disagio a fare la doccia in pubblico (il 51% degli intervistati). In particolare gli uomini, come emerge dal report, sono coloro che tendono a ingigantire le imperfezioni fisiche di piedi, spalle, mani, gambe e, soprattutto, i capelli: il 7% dei soggetti maschili rinuncia alla spiaggia per non esibire la propria calvizie.
Evitare il confronto con altri
Ma i disagi non riguardano solo il corpo in senso stretto. Molte persone non amano sottoporsi a quelle attività tipiche della vita da bagnasciuga che portano, inevitabilmente, a mettersi sotto lo sguardo di estranei. Come messo in luce dall’Osservatorio Shopping Cube, molti intervistati si sono detti impauriti dalle attività di gruppo, esattamente il 73%, e quasi altrettanti, il 61%, dai giochi da spiaggia come calcio, beach volley o racchettoni che spingono a fare confronti sulla forma fisica e l’agilità dei partecipanti.
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Donne più colpite
La dismorfofobia da spiaggia colpisce maggiormente le donne, più soggette a giudicare duramente il proprio fisico. Il disturbo, come emerge dal sondaggio, è più diffuso tra le donne in fascia d’età tra i 25 e i 34 anni: il 60%. Tuttavia, anche gli uomini non sono esenti: il 47% dei soggetti tra i 25 e i 34 anni sono cronicamente preoccupati da presunti difetti fisici e preferiscono evitare di sottoporsi al giudizio dello specchio in abiti da spiaggia. La cosa preoccupante è che il dismorfismo corporeo sta raggiungendo anche fasce d’età sempre più piccole: a soffrire è quasi un adolescente su due con picchi del 51% tra le ragazze e del 45% tra i ragazzi.