Europei atletica, carne di struzzo tra i segreti di Battocletti. Cosa dicono gli esperti
Salute e BenessereCome spiegato da Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica presso l'università Lum Giuseppe Degennaro, l'inserimento nella dieta, soprattutto d'élite e in particolar modo per chi pratica sport ad alto livello, di carne di questo tipo "offre una chiave di lettura scientifica di un certo interesse". Ecco perché
La carne di struzzo può portare dei benefici per il corpo umano? A rispondere a questa domanda, affrontando a livello scientifico tutto ciò che ruota intorno al tema, ci ha pensato Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica presso l'università Lum Giuseppe Degennaro, intervistato dall'AdnKronos. L'inserimento nella dieta, soprattutto d'élite ed in particolar modo per chi pratica sport ad alto livello, di carne di animali del gruppo dei ratiti, di cui fa parte anche lo struzzo comune, "offre una chiave di lettura scientifica di un certo interesse", ha spiegato l'esperto.
Un profilo "unico"
Dal punto di vista biochimico, la carne di struzzo rappresenta "un profilo unico per i regimi di recupero atletico soprattutto in presenza di carenza marziale (mancanza di ferro, ndr). Nonostante l'apparenza possa trarre in inganno, quella di struzzo va commercialmente considerata come carne rossa", ha argomentato Minelli. "Essa, infatti, contiene ferro eme, la forma più biodisponibile per l'organismo umano, in concentrazioni paragonabili al manzo, ma con una frazione lipidica drasticamente inferiore. L'assenza quasi totale di grassi saturi, unita a un elevato valore biologico delle proteine, la rende un alleato prezioso per la sintesi muscolare, pur richiedendo una competenza tecnica notevole in cucina".
Non una novità culinaria
Lo struzzo, tra l'altro, non rappresenta una novità in ambito culinario. "Già negli anni '90 il mercato europeo fu attraversato da una decisa campagna di promozione zootecnica che puntava a stabilizzare questi animali negli allevamenti locali, promettendo un'alternativa sostenibile e salutare ai bovini in ragione di proprietà dietetiche - come la densità minerale elevata, il basso impatto calorico e il ridotto tenore di colesterolo - che la scienza nutrizionale documenta da decenni", ha analizzato ancora Minelli.
Le criticità
Se esistono aspetti positivi, rispetto al consumo di questa carne, ci sono anche una serie di criticità da segnalare. "La totale assenza di marezzatura, ovvero di grasso intramuscolare, espone la fibra a un rischio costante di disidratazione: un passaggio errato sulla piastra trasforma un filetto nobile in una consistenza coriacea e priva di succosità. Per ottenere risultati eccellenti - ha commentato ancora l'immunologo - occorre trattare il taglio come una materia prima di altissima qualità, privilegiando cotture rapide, magari supportate da marinature acide che aiutino a preservare la tenerezza delle fibre".
Un consumo di nicchia
Il consumo della carne di struzzo rientra in un mercato di nicchia. Anche per questo, ha proseguito l'esperto, "la tracciabilità e la qualità della filiera non sono sempre uniformi". Di fatto, risulta "essenziale selezionare carni provenienti da allevamenti che garantiscano il benessere animale e standard igienico-sanitari rigorosi, poiché una gestione inadeguata del prodotto, data la sua magrezza estrema, ne comprometterebbe non solo le proprietà organolettiche, ma anche la sicurezza alimentare". Ma non solo, perchè "l'eccessivo affidamento a un unico alimento per il ripristino di deficit marziali cronici può rivelarsi un approccio riduttivo: la dieta di un atleta deve sempre essere parte di un protocollo clinico integrato e monitorato, lontano da semplificazioni che potrebbero nascondere altre carenze nutrizionali".
La dieta di Nadia Battocletti
Il tema del consumo di carne di struzzo è tornato alla ribalta proprio di recente. A farne menzione è stata la campionessa Nadia Battocletti, medaglia d'oro sui 5.000 metri ai campionati Europei di Birmingham. L'atleta azzurra ha confessato al quotidiano La Repubblica di essere rinata, in particolare dopo un crollo di ferritina nel sangue e proprio grazie a una dieta a base di carne di struzzo.