Consiglio europeo, Meloni: "Su energia la risposta deve essere coordinata e rapida”. LIVE

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Secondo un alto funzionario dell’Ue “l'aumento dei prezzi dell'energia è parte dell'agenda. Il dibattito potrebbe essere focalizzato sul breve termine e sulle possibili misure per affrontare" la crisi dei prezzi dell'energia. "Ci aspettiamo che alla fine del dibattito il Consiglio europeo chieda alla Commissione di mettere in campo nuove misure”. Ieri il governo ha dato il via libera al Documento programmatico di Bilancio

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"La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia" e sulla competitività delle imprese è il costo dell'energia" e "nessuno può rispondere efficacemente da solo" per questo serve "una risposta coordinata e rapida”: a dirlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, sottolineando che le regole "non possono aggravare la crisi". Dopo l’intervento della premier, sono previste circa 3 ore tra la discussione generale, le dichiarazioni di voto e il voto finale delle risoluzioni presentate. Le comunicazioni alla Camera sono invece previste dalle 15.15. L’intervento di Meloni arriva il giorno dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Documento programmatico di Bilancio (Dpb), che va inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre.

“Interesse nazionale si difende orientando le scelte che ci riguardano”

"Quello che accade fuori dai nostri confini incide sulla nostra vita e mette alla prova la capacità della nostra nazione di difendere la propria prosperità e sicurezza. Per questo in questi anni il governo sulla scena internazionale ha avuto una linea chiara: l'interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano e non subendo le conseguenze”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Ogni costo che l'Ue impone a sé stessa è un vantaggio ai concorrenti”

"Accanto alla risposta internazionale serve anche il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando”, ha aggiunto la premier. "Perché le nostre imprese affrontano oggi una concorrenza globale sempre più aggressiva, e ogni costo in più che l'Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti. E il tempo per correggere la rotta non è infinito. È su questo che l'Italia ha concentrato il proprio lavoro".

“Sfide sempre più numerose, Ue deve scegliere per restare competitiva”

"Sono sempre più numerose, e più complesse, le scelte che l'Europa è chiamata a compiere per difendere la propria capacità di restare competitiva, sicura e protagonista nel mondo”, ha detto Meloni. "La guerra in Ucraina continua, con un crescente coinvolgimento di obiettivi civili. L'instabilità in Medio Oriente produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione. La competizione economica globale è sempre più serrata. Le tensioni geopolitiche incidono sulla sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento, sul costo del carburante e su quello della vita, sulla capacità delle nostre imprese di competere. E poi le minacce ibride, le pressioni migratorie, una instabilità crescente e la conseguente necessità di rafforzare la sicurezza e la difesa europea".

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“Tensioni geopolitiche si scaricano su bollette e conti delle imprese”

"La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione. A maggior ragione nell'attuale quadro geopolitico. Le tensioni sulle principali rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento incidono sulla sicurezza e sul prezzo dell'energia e dei carburanti. Aumentano i costi di trasporto e assicurazione e, alla fine, si scaricano sulle bollette, sul carrello della spesa e sui conti delle imprese”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia. "Il Consiglio Europeo farà il punto sull'attuazione dell'agenda "One Europe, One Market" e sui progressi compiuti per approfondire il mercato unico, semplificare le regole, ridurre gli oneri amministrativi e velocizzare le procedure di pianificazione e autorizzazione. Sono obiettivi sui quali l'Italia insiste da tempo. Però, la questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia è un'altra: il costo dell'energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l'energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale".

“Sull'Ucraina la posizione del governo non cambia”

"Nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace: solo una pace giusta può durare e mette al sicuro l'Europa e i nostri interessi: dunque posizione del governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione”, ha detto alla premier parlando della guerra in Ucraina. “Il sostegno all'Ucraina non è alternativo alla pace, ma è ciò che la rende possibile: se l'aggressore può puntare la resa dell'avversario, che bisogno ha di negoziare? La resa non è pace, è conquista: se l'Ucraina domani smette di difendersi come molti auspicano e propongono, discuteremmo di un ritorno dell'imperialismo di stampo sovietico che l'Europa ha conosciuto per mezzo secolo".

“Intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca”

"L'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiegando che "l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".

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“Consiglio chiederà alla Commissione misure sull'energia”

Il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre si preannuncia uno snodo cruciale per i prossimi mesi: ieri un alto funzionario dell’Ue ha fatto sapere che “l'aumento dei prezzi dell'energia è parte dell'agenda. Il dibattito potrebbe essere focalizzato sul breve termine e sulle possibili misure per affrontare" la crisi dei prezzi dell'energia. "Ci aspettiamo che alla fine del dibattito il Consiglio europeo chieda alla Commissione di mettere in campo nuove misure".

La lettera di Meloni, Merz e De Wever a Costa

L’altro ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo António Costa, proprio in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. L’iniziativa ha fatto seguito alla riunione del gruppo informale degli "Amici della competitività" della scorsa settimana e che "particolare rilievo assume nella lettera il collegamento tra semplificazione, caro energia e competitività industriale". Il testo della lettera invita ad approfondire tre strade: una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti in settori prioritari, a partire da energia e digitalizzazione; un freno contro nuovi oneri burocratici; una riduzione generalizzata degli obblighi di 'reporting' Ue, soprattutto per le piccole e medie imprese.

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