Scostamento bilancio, trattativa con Ue sull'energia. Come potranno essere spesi i soldi?
Il Parlamento ha votato lo scostamento di bilancio da quasi 29 miliardi in due anni per le spese su energia e difesa. Il ministro del Mef Giorgetti vorrebbe destinarli alle famiglie contro lo shock inflattivo. La trattativa con Bruxelles e i possibili investimenti sono stati tra i temi al centro della puntata del 13 ottobre di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
OK PARLAMENTO A SCOSTAMENTO DI BILANCIO, COSA CHIEDE L'ITALIA?
- Entra nel vivo la trattativa con Bruxelles dopo il via libera del Parlamento alle due risoluzioni di maggioranza sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp). Circa metà dello scostamento di bilancio chiesto, quasi 29 miliardi di euro, è destinato a sostenere le spese per l'energia, l'altra metà per la difesa. I nodi dell'intesa e i possibili investimenti ammessi dalla flessibilità Ue sono stati affrontati nella puntata del 13 ottobre di "Numeri" di Sky TG24.
VERSO AIUTI PER LE FAMIGLIE?
- Sul fronte energetico, l'Unione Europea ha autorizzato l'Italia a spendere in due anni 14,4 miliardi di euro di deficit in più in deroga alle regole del Patto di Stabilità. Sull'impiego delle risorse, tuttavia, le posizioni divergono con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che apre all'utilizzo della clausola per "andare incontro alle famiglie che hanno subìto lo shock inflattivo".
LE INDICAZIONI DELLA COMMISSIONE UE
- Dagli sconti in bolletta a quelli sulle accise: sono diversi i possibili interventi che il governo potrebbe adottare per sgravare le famiglie più in difficoltà dal peso del caro energia. Una linea che si scontra con le indicazioni della Commissione UE che lo scorso giugno aveva subordinato gli aiuti alle famiglie solo alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e alla decarbonizzazione.
I POSSIBILI INTERVENTI
- Secondo la Commissione, gli sconti in bolletta o sulle accise rischierebbero di avvantaggiare i combustibili fossili invece di contrastarli. Ad oggi le possibili spese ammesse dalla clausola includono gli investimenti sulla rete elettrica e sui sistemi di accumulo (batterie) così come gli incentivi alle ristrutturazioni edilizie e i bonus per l'acquisto di pompe di calore e pannelli fotovoltaici.
CHIESTA MASSIMA FLESSIBILITÀ SULL'ENERGIA
- Come mostra un'elaborazione su dati Mef, l'Italia ha chiesto quasi il massimo di flessibilità per le spese energetiche, un'esigenza che nel resto dell'Ue trova riscontro solo in Grecia. Mentre sulla difesa, la richiesta di spese extra in deroga al patto di stabilità è arrivata da 19 Paesi, inclusi Germania, Spagna e Polonia. Sull'energia potrebbe dunque risultare più difficile convincere Bruxelles a non utilizzare fondi nazionali per la riduzione dei prezzi di carburanti e bollette.