L'esecutivo fa i conti con la vittoria del No nel referendum. Lasciano Delmastro e Bartolozzi. Meloni ha chiesto le dimissioni dell'ormai ex titolare del Turismo che sono arrivate. "Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione", ha scritto Santanchè. Nordio: "Non c'è nessuna ragione per cui il ministro della Giustizia abbandoni il suo posto"
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L'esecutivo fa i conti con la vittoria a valanga del No alla riforma della giustizia. Lasciano il sottosegretario Delmastro e la capa di gabinetto della Giustizia Bartolozzi. Ma Meloni in una nota ha chiesto anche le dimissioni della titolare del Turismo, Daniela Santanchè, che poi sono effettivamente arrivate.
"Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione", scrive Daniela Santachè nella lettera di dimissioni alla premier Meloni in cui tra l'altro dice: "Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio".
"Non c'è nessuna ragione per cui il ministro della Giustizia abbandoni il suo posto". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo al question time alla Camera. "Nonostante io mi sia assunto ufficialmente la responsabilità politica del fallimento di questo referendum, la fiducia è stata confermata" da parte "del Governo e della presidenza del Consiglio", ha ribadito.
Gli approfondimenti:
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Quali conseguenze economiche avrà il 'no' al referendum giustizia?
Stabilità politica, impatto sul funzionamento della giustizia e decisioni future del governo in vista delle prossime politiche. Incognite e certezze dopo il fallimento della riforma.
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Vai al contenutoReferendum, Meloni: "Rispettiamo decisione degli italiani, andremo avanti"
"Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia", ha detto la presidente del Consiglio.
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Vai al contenutoSantanchè si dimette, applauso opposizioni alla Camera. Le reazioni
La ministra del Turismo, così come auspicato da Giorgia Meloni, ha lasciato il suo incarico e ha comunicato le dimissioni con una lettera indirizzata alla premier. Quando la notizia è diventata pubblica, nell’Aula della Camera si sono alzati degli applausi dai banchi delle opposizioni. "Non capivo, pensavo applaudiste me… poi ho visto le agenzie e ho capito", ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè. Subito dopo diversi politici hanno commentato la notizia. Ecco le reazioni.
Santanchè si dimette, applauso opposizioni alla Camera. Le reazioni
Vai al contenutoSchlein: "Santanchè si è dimessa, comunque sempre troppo tardi"
"Anche Daniela Santanchè si è dimessa, comunque sempre troppo tardi". È quanto si legge in un post sui social pubblicato dal Pd e dalla segretaria dem Elly Schlein.
Santanchè: "Lega, grazie per il lavoro e la responsabilità"
"Grazie a Daniela Santanchè per il lavoro di questi anni, il senso di responsabilità e la grande dimostrazione di attaccamento alla squadra". Così una nota della Lega.
La Russa: "Vicinanza a Santanchè per responsabilità, suo gesto non dovuto"
"Rivolgo a Daniela Santanchè la mia vicinanza per il senso di responsabilità dimostrato e con il quale ha voluto eliminare ogni sorta di tensione nell'interesse di Fratelli d'Italia e di tutto il centrodestra. Un gesto non dovuto, compiuto solo dopo l'invito del presidente del Consiglio, e nonostante la sua situazione giudiziaria non solo sia priva di condanne ma anche di un semplice rinvio a giudizio nella vicenda 'cassa integrazione'". Lo dichiara in una nota Ignazio La Russa, presidente del Senato dopo le dimissioni annunciate dalla ministra del Turismo.
Daniela Santanchè si è dimessa da ministra, cosa succede ora
Dopo le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro e del capo di gabinetto Bartolozzi, la premier Meloni in una nota aveva chiesto il passo indietro anche della titolare del Turismo. Dimissioni che sono arrivate nel tardo pomeriggio del 25 marzo. Cosa succede ora? Il suo ruolo verrà ricoperto da qualcuno ad interim? O verrà nominato un nuovo ministro?
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Vai al contenutoLupi: "Da Santanchè scelta di rispetto istituzionale"
"Daniela Santanchè ha fatto molto bene il suo lavoro al ministero, per questo comprendiamo il travaglio che ha vissuto in queste ore e che si è concluso con la scelta di rassegnare le dimissioni. Una decisione che le fa onore, che dimostra una responsabilità istituzionale e politica che tutto il Centrodestra le riconosce". Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
Governo, ipotesi "sostituzione lampo" di Santanchè
Per il momento non è stato ancora ufficialmente convocato un Consiglio dei ministri, ma nulla esclude che potrebbe tenersi già domani la riunione, durante la quale potrebbe arrivare sul tavolo anche il tema di una sostituzione 'lampo' della dimissionaria ministra del Turismo Daniela Santanchè. L'ipotesi di procedere alla ricomposizione della squadra di governo in tempi rapidi sta circolando nella maggioranza, subito dopo le dimissioni presentate da Santanchè.
Dimissioni Santanchè, la lettera a Giorgia Meloni: "Obbedisco"
La ormai ex ministra del Turismo motiva la sua scelta e spiega le ragioni che l'hanno spinta prima a rifiutare il passo indietro e poi, invece, a farlo.
Dimissioni Santanchè, la lettera a Giorgia Meloni: 'Obbedisco'
Vai al contenutoMalan: "Dimissioni di Santanchè gesto di grande responsabilità che apprezziamo"
"Come auspicato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oggi il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha rassegnato le sue dimissioni. Un gesto di grande responsabilità che apprezziamo e che giunge dopo anni di intenso lavoro alla guida di un ministero chiave per l'economia nazionale. Daniela Santanchè lascia in un momento in cui il settore turistico è più vitale che mai, in costante crescita e tra i più dinamici di Europa. A lei, perciò, va il ringraziamento per quanto fatto in questi anni e il riconoscimento per aver contribuito a rilanciare nel mondo il turismo italiano". Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan.
Conte: "Meloni dia a Paese e Parlamento spiegazioni sul degrado istituzionale"
"Santanchè si è dimessa, dopo che per 3 anni Meloni l'ha scudata e l'ha fatta scudare dal Parlamento, salvandola anche dalle nostre mozioni di sfiducia. Ci sono voluti 15 milioni di vostri voti al referendum per ottenere solo oggi le sue dimissioni. Abbiamo un Governo che barcolla e una premier debolissima, che deve delle spiegazioni sul degrado istituzionale di cui si è resa responsabile. Lo deve fare di fronte al Paese e al Parlamento". Lo scrive sui social il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte.
Caso Delmastro, si è dimessa la vicepresidente del Piemonte Chiorino
La decisione sarà ufficializzata a breve dal presidente Alberto Cirio, al termine dell’incontro con i capigruppo di Palazzo Lascaris a cui illustrerà la situazione. Manterrà la attuali deleghe assessorili al Lavoro, Formazione, Istruzione e alle società partecipate. La decisione fa seguito alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto alcuni esponenti di FdI tra cui l’ormai ex sottosegretario dimessosi ieri.
Caso Delmastro, si è dimessa la vicepresidente del Piemonte Chiorino
Vai al contenutoSantanchè si dimette, applauso opposizioni alla Camera. Le reazioni
La ministra del Turismo, così come auspicato da Giorgia Meloni, ha lasciato il suo incarico e ha comunicato le dimissioni con una lettera indirizzata alla premier. Quando la notizia è diventata pubblica, nell’Aula della Camera si sono alzati degli applausi dai banchi delle opposizioni. "Non capivo, pensavo applaudiste me… poi ho visto le agenzie e ho capito", ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè. Subito dopo diversi politici hanno commentato la notizia. Ecco le reazioni.
Santanchè si dimette, applauso opposizioni alla Camera. Le reazioni
Vai al contenutoCaso Delmastro, Cirio: "Apprezzo gesto di Chiorino, necessario dare segnale per mettere le istituzioni in sicurezza"
“Apprezzo il gesto di Elena Chiorino, perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanno sempre tutelate e messe in sicurezza”. Cosi’ commenta il presidente Alberto Cirio la decisone di Elena Chiorino di restituire l’incarico di vicepresidente della Regione Piemonte. “Come ho già avuto modo di dire sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacità e la sua correttezza su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia - prosegue il presidente - anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto è stata grave, perché fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti e necessitava di una reazione da parte della Regione. Reazione che, come è mia consuetudine, è stata ragionata ed equilibrata: la mia è la scelta di un presidente che non si gira dall’altra parte perché ha a cuore il bene delle istituzioni”.
L'applauso in aula per le dimissioni della ministra Santanchè. VIDEO
Chiorino si è dimessa dalla vicepresidenza della Regione Piemonte
Elena Chiorino si è dimessa dalla vicepresidenza della Regione Piemonte. Resta però assessora nella giunta di Alberto Cirio, e sono confermate le sue deleghe: Istruzione e Lavoro. Esponente biellese di Fratelli d'Italia, Chiorino è anche lei coinvolta nell'affaire Delmastro, in quanto è stata titolare di quote, poi lasciate, di un ristorante romano di Miriam Caroccia, figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva dalla Cassazione perché prestanome del clan mafioso dei Senese.
Conte: "Ci sono voluti tre anni e no al referendum per fare dimettere Santanchè"
"Ci sono voluti tre anni e 15 milioni di cittadini che hanno votato no al referendum per far dimettere una ministra responsabile di una truffa Covid ai danni dello Stato. Chi è responsabile di tutto questo? Un solo nome, Giorgia Meloni, una premier oggi debole, debolissima. Con un governo che oggi barcolla, che non si occupa affatto delle urgenze dei cittadini, delle imprese, delle famiglie e che ci ha portato a tutto questo, mentre invece queste decisioni, queste determinazioni, andavano prese per tempo per potersi poi dedicare e occupare concretamente, cosa che non è stata fatto, per i bisogni dei cittadini". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti fuori da Montecitorio.
Dimissioni Santanchè, il post social del Pd
Magi: "Da Open to Meraviglia a Open to dimissioni, finalmente"
"Da Open to Meraviglia a Open to dimissioni: finalmente Daniela Santanchè, a quasi 24 ore dall'imbarazzante 'auspicio' della sua premier, lascia l'incarico di ministro del Turismo. Non ci mancherà. Giorgia Meloni esce politicamente a pezzi da tutta questa vicenda, indebolita dal post voto che ha gestito persino peggio della campagna elettorale per il referendum. L'Italia non merita questo scempio delle istituzioni, trasformate in un ring per una rissa da bar". Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Santanchè non tornerà stasera nella sede del Mitur
Dopo aver ufficializzato le dimissioni, Daniela Santanchè non tornerà stasera - a quanto si apprende - nella sede del ministero del Turismo dove è rimasta fino alle 15.
Fratoianni: "Con dimissioni Santanchè si è concluso un indegno teatrino"
"Finalmente si è concluso questo indegno teatrino con le dimissioni della ministra del turismo Daniela Santanchè che per oltre un giorno e mezzo ha tenuto sotto scacco l'intero governo Meloni e l'intera maggioranza di destra. Un altro segno della crisi politica che in tutta evidenza si è aperta dopo la batosta referendaria". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti davanti a Montecitorio.
Bonelli: "Santanché si dimette, spettacolo indecoroso ma è resa tardiva"
"Le dimissioni della ministra Daniela Santanchè arrivano tardi e non cancellano anni di arroganza e difesa dell'indifendibile. Il Governo Meloni ha dato uno spettacolo indecoroso di fronte ai problemi degli italiani. È stato il voto popolare sul referendum sulla separazione delle carriere a fare pulizia di un governo di impresentabili che fino all'ultimo hanno resistito, nonostante posizioni assolutamente inquietanti. Se il Sì avesse vinto Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sarebbero rimasti al loro posto e, se non ci fosse stata la valanga di No, sarebbero ancora tutti al loro posto. Le dimissioni di Santanchè sono il segno di una sconfitta politica pesante per questo esecutivo, non certo un atto spontaneo di responsabilità. È il risultato della pressione dell'opinione pubblica e di milioni di cittadini che hanno detto basta. Adesso spetta a noi costruire un'alternativa, partendo dai problemi reali degli italiani: una crisi economica e sociale sempre più grave, con la povertà in aumento, una sanità pubblica allo sfascio e una politica estera subalterna alla linea di guerra di Trump. Serve un cambiamento vero, fondato su giustizia sociale, difesa della Costituzione e investimenti su sanità, lavoro e transizione ecologica". Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Applauso opposizioni in Aula alla Camera per le dimissioni di Santanché
Applauso dai banchi delle opposizioni in Aula alla Camera alla notizia delle dimissioni della ministra Daniela Santanche'. "Non capivo, pensavo applaudiste me...poi ho visto le agenzie e ho capito", ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè.
Daniela Santanchè, il testo della lettera di dimissioni alla premier Merloni
"Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione", inizia così la lettera di dimissioni di Daniela Santanchè da ministra del Turismo indirizzata alla premier Giorgia Meloni. "Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del Turismo", afferma Santanchè. "Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio". "Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d'animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l'On Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire 'obbedisco' e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento", scrive ancora Santanchè nella lettera, che si conclude con "cari saluti, Daniela".
Santanchè a Meloni: "Obbedisco, sono abituata a pagare i miei conti"
"Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l'On Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire "obbedisco" e a fare quello che mi chiedi". Così Daniela Santanchè nella lettera di dimissioni alla premier Giorgia Meloni. "Non ti nascondo un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento", conclude Santanchè.
Santanchè a Meloni: "Lascio, il mio certificato penale immacolato"
"Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione", scrive Daniela Santahcè nella lettera di dimissioni alla premier Meloni in cui tra l'altro dice: "Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio".
Daniela Santanchè si è dimessa
Daniela Santanchè si è dimessa da ministra del Turismo.

©Ansa
Dal centrodestra si attendono dimissioni di Santanchè in serata
Il pressing è forte, Giorgia Meloni auspica le dimissioni di Daniela Santanchè in tempi rapidi. Nel pomeriggio in ambienti di maggioranza è cominciata a circolare con insistenza la voce che la ministra dovrebbe presentare le sue dimissioni in serata. Una eventualità che viene auspicata nella coalizione di governo.
Fini: "Da che mondo e mondo un auspicio del premier è modo per dire 'dimettiti''
"L'auspicio è l'indicazione di una volontà da parte della presidente del Consiglio, che titolo ho io per dire se l'ha fatto adesso, fatto tardi, fatto prima. Mi sembra più interessante capire come risponderà l'onorevole Santanchè a questo auspicio, che da che mondo è mondo l'auspicio di un presidente del Consiglio, leader del partito di cui si fa parte, non è soltanto un invito. È un modo elegante per dire dimettiti". Lo ha detto l'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando con i giornalisti fuori da Montecitorio del caso Santanchè. "C'è un unico caso nella storia repubblicana di un ministro che, invitato dal presidente del Consiglio di cui faceva parte, non si dimise - ha aggiunto -. È il caso di Mancuso e ci fu la mozione di sfiducia individuale. Vediamo se si arriva a una riedizione. Personalmente non credo, ma posso anche sbagliare. In ogni caso, dopo quello che Giorgia mi ha detto, credo che l'onorevole Santanchè debba riflettere serenamente e prendere atto che è arrivato il momento di dimettersi". C'è una crisi in corso all'interno del governo come dicono le opposizioni? "Come dicono le opposizioni". Secondo lei? "Io non sono dell'opposizione. Io non giudico neanche me stesso se non in alcune occasioni".
Orlando: "Se Santanchè sfiduciata in Parlamento Meloni perde la faccia"
"Se si arrivasse alla sfiducia in Parlamento della Santanchè sarebbe una sfiducia della maggioranza nei confronti di Giorgia Meloni, nel senso che Giorgia Meloni perderebbe la faccia di fronte alla sua maggioranza. Io credo che a quel punto non ci possono arrivare". Lo ha detto l'ex ministro della Giustizia ed esponente Pd, Andrea Orlando, a Tagada' su La7. "Santanché non è di un altro partito - ha detto Orlando -, è del partito stesso della Meloni. Quindi se la segretaria di un partito non è in grado di far dimettere un ministro che ha indicato e che ha scelto dentro la sua delegazione, c'è un tema di contestazione aperta della leadership. E questo è un "lusso" che non si possono permettere se conoscono un po' la politica. Però - ha concluso - mi sembra che oggi pomeriggio si stia conclamando proprio quello che noi dicevamo nella campagna referendaria. Se avesse vinto il Sì, ci sarebbe stata la totale impunità per i politici. Questo è il dato".
Bonelli: "Crisi nel centrodestra, Meloni venga in aula"
"Le dimissioni della Santanchè, che tardano ad arrivare, richieste formalmente dalla presidente Meloni, certificano che ci troviamo di fronte a una crisi politica della maggioranza di centrodestra al governo dell'Italia. Giorgia Meloni, a questo punto, venga in Parlamento e spieghi come intenda procedere e se la ministra per il Turismo ha informazioni tali da consentire di condizionare il governo intero. Una cosa è certa: Meloni non avrebbe chiesto le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè, ampiamente tollerati nonostante i loro guai giudiziari, se non avesse perso clamorosamente il referendum". Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Magi: "Nordio spieghi il fallimento totale e si dimetta"
"Non vorrei che qualcuno a casa, ascoltando le repliche del Ministro Nordio, possa pensare che lui consideri che il Parlamento sia diventato un "plotone d'esecuzione". Il Parlamento è una cosa seria e si dovrebbe rispondere nel merito: avete trasformato una campagna per il giusto processo in una campagna giustizialista e avevate annunciato che il governo si sarebbe impegnato subito dopo il referendum sulle carceri e sulla custodia cautelare. Con quale faccia lei oggi viene a parlarci di riforme su questi due punti, visto che finora non avete fatto esattamente l'opposto, aumentando i reati e le pene?". Così il segretario di Più Europa Riccardo Magi nell'aula di Montecitorio durante il Question Time al ministro Nordio. "È arrivato il momento di mettersi una mano sulla coscienza e prendere atto che il fallimento è nei fatti: quello che sta accadendo al Ministero della Giustizia non è un incidente di percorso e non è neanche dovuto esclusivamente al referendum. E quando una nave imbarca acqua da tutte le parti non serve buttare giù qualche ufficiale per fare finta che la situazione sia sotto controllo. Il Ministro prenda atto di questo fallimento politico e - conclude Magi - si dimetta".
Piccolotti (Avs): "Vicenda Santanchè umilia le istituzioni"
"Siamo dentro una vicenda che umilia le istituzioni, umilia persino la presidente del Consiglio con una ministra che, nonostante la richiesta esplicita, non si fa da parte. E poi, esattamente che c'entra la ministra Santanchè con il referendum? Giorgia Meloni ci sta dicendo che gli italiani si sono espressi sul complesso del governo e sul complesso delle politiche del governo?". Lo domanda Elisabetta Piccolotti di Avs ai microfoni di La7 nel corso di Tagadà. "Allora - prosegue la deputata rossoverde - Giorgia Meloni non può dire "faccio fuori un po' di persone e vado avanti con convinzione con il mio programma" perché gli italiani hanno parlato chiaro, sicuramente sul terreno della giustizia ma anche su altre questioni. Giorgia Meloni deve venire in parlamento e - conclude Piccolotti - affrontare i nodi politici: stipendi, costo della vita, sanità, scuola e bollette, e soprattutto la postura del nostro paese di totale subalternità a Donald Trump".
Schlein: "Santanché? Da Meloni segnale di debolezza evidente"
“Non avevamo bisogno di questi ultimi episodi per constatare l’incapacità di questo governo e lo sanno bene gli italiani che in 15 milioni hanno detto No al referendum. Ma vorrei riflettere sul segnale di debolezza che sta dando Meloni. In quale paese una premier auspica che un ministro si dimetta. Una segnale di debolezza evidente. Ora mi aspetto che la maggioranza voti la nostra mozione di sfiducia”. Lo ha detto Elly Schlein alla stampa estera.
Sfiducia a Santanchè, al Senato possibile esame della mozione opposizioni martedì
Al Senato mozione unitaria delle opposizioni per chiedere la sfiducia della ministra del Turismo, Daniela Santanché. Secondo quanto si apprende il testo, a prima firma del M5s, è condiviso da Pd, Avs e Italia viva - come ha riferito la capogruppo Raffaella Paita. Il documento potrebbe essere nel calendario dell'Aula la prossima settimana, probabilmente martedì, per la discussione.
Nordio: "Delmastro? E' disposto a chiarire nelle sedi opportune"
"Avendo il sottosegretario già rassegnato le dimissioni, viene meno, come si dice, la materia del contendere. Quanto ai chiarimenti che sono stati richiesti al medesimo, si è dichiarato disposto a darli nelle sedi opportune". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto al question time alla Camera in merito alla vicenda che vede coinvolto Andrea Delmastro delle Vedove, che ieri ha dato le sue dimissioni da sottosegretario alla Giustizia.
Boschi: "Meloni fugge dal Parlamento"
"La coraggiosa Meloni fugge dal confronto parlamentare dopo una sonora sconfitta referendaria e si limita a fare un video sui social con gli uccellini di sottofondo, come un'influencer qualunque. Capisco l'imbarazzo del ministro Nordio nel dover venire ancora una volta in Aula senza risposte perché la Presidente del Consiglio in quest'aula non ci viene". Lo dichiara Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva, intervenendo alla Camera durante il Question Time al ministro della Giustizia "Le dimissioni di Bartolozzi e Del Mastro non sono dimissioni personali, sono dimissioni politiche. E la verità vera è che sono i capri espiatori perfetti di Giorgia Meloni. La grande leader, la donna forte al comando, che di fronte a una sconfitta referendaria su una riforma blindata dal suo stesso governo anziché assumersi la responsabilità politica fa fuori i suoi sottoposti. E allora mi chiedo come quella stessa Presidente del Consiglio che non riesce a far dimettere Santanchè, sfiduciata a mezzo stampa, come potrà nei prossimi dieci mesi ridurre le liste d'attesa, alzare gli stipendi, abbassare le tasse che ha alzato, gestire una situazione internazionale così complicata? La Presidente del Consiglio dovrebbe almeno avere l'umiltà di presentarsi davanti a chi è stato eletto dai cittadini", conclude.
Nordio: "La frase sul sistema mafioso al Csm è mio più grande rammarico"
"Ho smentito almeno una cinquantina di volte quella frase sulla para mafiosità del Csm, che non era affatto mia ma era di un magistrato del Consiglio Superiore della Magistratura di cui ho citato parola per parola la dichiarazione. Quella frase è stata attribuita a me e diciamo costituisce un rammarico, forse il rammarico maggiore di questo momento referendario, forse anche peggiore della riconosciuta sconfitta che abbiamo subito. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time alla Camera. che ha aggiunto: "le dimissioni del ministro della Giustizia dipendono, quando devono essere date, da ragioni di opportunità, non soltanto per ragioni formali. In questo momento la considerazione fondamentale è che la fiducia nel governo e della Presidente del Consiglio è stata riconfermata e quindi non c'è nessuna ragione per cui io mi possa dimettere".
Nordio: "Non c'è nessuna ragione perchè io mi dimetta"
"Non c'è nessuna ragione per cui il ministro della Giustizia abbandoni il suo posto". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo al question time alla Camera. "Nonostante io mi sia assunto ufficialmente la responsabilità politica del fallimento di questo referendum, la fiducia è stata confermata" da parte "del Governo e della presidenza del Consiglio", ha ribadito.

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M5s: "Nordio abbia un sussulto di dignità e se ne vada"
"La sua coscienza dovrebbe portarla a dimettersi immediatamente. Perché solo ora avete deciso di cacciare Delmastro? Perché tanti italiani hanno detto no alla vostra riforma". "State prendendo ancora in giro gli italiani. I cittadini hanno detto no a Meloni e Nordio. Abbia un sussulto di dignità si alzi da quella poltrona". Lo ha detto il deputato del M5s Alfonso Colucci rivolto al guardasigilli nell'Aula della Camera.
Referendum, Nordio: "In nessun ordinamento previste dimissioni ministro, c'è fiducia governo e premier"
"Non è previsto in nessun ordimanento che il ministro si dimetta a seguito dell'esito negativo del referendum, tanto più che la fiducia è già stata confermata dal governo e dalla presidente del consiglio". Lo afferma, rispondendo al question time alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Governo, Donzelli: "Non si lascia logorare"
"Il governo non si lascia logorare e resta determinato a governare". Lo ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, arrivando alla Camera, dopo la sconfitta al referendum. "Noi abbiamo rispettato la parola data, abbiamo promesso quella riforma agli italiani e l'abbiamo fatta". Ma, evidenzia, "poi tutti gli italiani messi davanti al referendum hanno scelto che non volevano quella riforma".
Nordio: "Bartolozzi ha lavorato con dignità e onore"
"Bartolozzi ha dato ieri le dimissioni e secondo il mio giudizio ha incessantmeente svolto le sue funzioni con dignità ed onore e il suo gesto spontaneo dimostra un grande senso di responsabilità e confido che cessino definitivamente le polemiche strumentali che hanno investito la sua persona e tutto il ministero. A lei va il più sentito ringraziamento mio per lo straordinario impegno profuso in questi tre anni e mezzo, sia come vice che come capo". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time alla Camera sul caso Bartolozzi.
Schlein: "Governo in difficoltà.Santanchè conseguenza politica"
"Ci sono delle difficoltà nel governo". Così la segretaria del Pd Elly Schlein alla stampa estera. "Proprio poco fa" siamo riusciti a far calendarizzare la mozione di sfiducia a Daniela Santanchè, ha sostenuto, quindi "ci sono già delle conseguenze politiche" dell'esito referendario. "Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi sono arrivate tardive perché avrebbero dovuto essere rese e pretese prima dell'esito referendario", ha sottolineato.
Nordio: "Governo ha confermato la fiducia nei miei confronti"
"Avendo il sottosegretario Delmastro già rassegnato le dimissioni viene meno la materia del contendere e quanto ai chiarimenti si è dichiarato disposto a darli nelle sedi opportune. Non è previsto in nessun ordinamento che il ministro della Giustizia si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum di questo tipo: la fiducia è già stata confermata dal governo e in prima persona dal presidente Consiglio." Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time alla Camera sul caso Delmastro e sulle sue eventuali dimissioni.
Santanchè, Donzelli: "Se premier chiede do scontate dimissioni"
"Il presidente del Consiglio si è espresso. Normalmente, un ministro ascolta le indicazioni e le richieste del presidente del Consiglio dei ministri. Credo e sono convinto che qualsiasi ministro, e anche Daniela Santanchè, segua le indicazioni e gli auspici del presidente del Consiglio dei ministri". Giovanni Donzelli lo dice ai cronisti che lo incrociano mentre sta per entrare a Montecitorio, a proposito del caso Santanchè. "Non so i tempi, i modi, ma lo do per scontato", aggiunge il deputato e responsabile Organizzazione FdI respingendo comunque un collegamento diretto della vicenda che riguarda la ministro del Turismo con l'esito del referendum sulla giustizia: "Daniela Santanchè è, comunque, una persona per la quale il presidente del Consiglio dei ministri ha reputato che fossero opportune le sue dimissioni. Siccome è lì perché il ruolo è stato scelto dal presidente del Consiglio dei ministri, insieme al Presidente della Repubblica, normalmente se il presidente del Consiglio fa una richiesta di questo genere, come tutti i ministri, anche Santanchè seguirà le indicazioni". Quanto alla tempistica della richiesta di un passo indietro, Donzelli osserva anche che "il presidente del Consiglio dei ministri sceglie quando è opportuno che un ministro dia le dimissioni, non lo scelgono né l'opposizione né, con tutto il rispetto, le trasmissioni televisive".
Schlein: "Pronti alle elezioni politiche in qualunque momento"
"Da segretaria della principale forza di opposizione posso dire che in qualunque momento saranno, ci faremo trovare pronti". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, nel corso della conferenza stampa nella sede della Stampa Estera a Roma, risponde a chi chiede quando ci saranno le prossime elezioni politiche.
Santanchè, Fini: "Ai miei tempi auspicio voleva dire dimettiti"
"Ai miei tempi un auspicio di un leader e presidente del Consiglio era un modo garbato per dire dimettiti". Così l'ex leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, parlando con i cronisti in Transatlantico a proposito delle dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè, auspicate ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Santanchè lascia Ministero, nessuna dichiarazione
Daniela Santanchè ha lasciato alle 15.05 il ministero del Turismo, dove da stamattina è al lavoro tra riunioni e appuntamenti programmati nonostante la richiesta delle sue dimissioni da parte della premier Meloni. La ministra si è infilata in macchina senza rilasciare dichiarazioni. Non si sa dove sia diretta ma fonti del suo staff dicono che, a breve, farà rientro al Ministero.
"Ministro, lei resta?" E Nordio fa cenno di sì
Un cenno affermativo con la testa, di quelli che si usano anche come gesto di saluto ma che viene comunque ripetuto due volte, a fronte di ripetute domande dei cronisti. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde così ai cronisti che lo attendono al suo arrivo alla Camera per il question time e gli chiedono a gran voce se conferma che non lascerà il suo incarico di Guardasigilli.
Santanchè uscita dal ministero del Turismo
Daniela Santanchè è uscita da pochi minuti, in auto con la scorta, dal ministero del Turismo.
A. Fontana: "Santanché? Non basta un avviso di garanzia per dimettersi"
"Io sono sempre stato garantista e lo continuerò ad essere. Secondo il mio modesto parere un avviso di garanzia non è sufficiente per giustificare una scelta così drastica". Lo ha detto il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, in un punto stampa al Parlamento europeo e rispondendo a una domanda dell'ANSA sulla richiesta di dimissioni giunta da Giorgia Meloni alla ministra al Turismo Daniela Santanché.
Ciriani: "Mozione di sfiducia a Santanchè? Penso non sarà necessaria"
"Penso non sarà necessaria". Così il ministro dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani interpellato in Transatlantico sulla mozione di sfiducia a Daniela Santanchè calendarizzata per la prossima settimana.
Camera, lunedì 30 in Aula mozione di sfiducia a Santanchè
Approderà lunedì prossimo, 30 marzo, nell'Aula della Camera per la discussione generale la mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanchè presentata da tutte le opposizioni. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Nevi: "Santanchè si dimetta, ma non votiamo mai mozioni delle opposizioni"
"La ministra Santanché si deve dimettere? "Penso di sì, non per motivi legati alla sua vicenda ma perché la premier Meloni ha chiesto di eliminare quei momenti di frizione che sono molto presenti nel dibattito pubblico attinenti a questioni che riguardano la ministra, come Bartolozzi e Delmastro. Si tende a sgonfiare un po' questi meccanismi tipici dell'opposizione". Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi. Per la Santanché si parla di sfiducia da parte dell'opposizione: "Spero non ci si arrivi, dubito accada, il Parlamento ha molto da fare. E noi comunque non abbiamo mai votato mozioni presentate dall'opposizione". Invece le dimissioni Delmastro e Bartolozzi le ritiene corrette? "Sì, per opportunità politica - continua Nevi - perché l'opposizione speculava su queste situazioni e noi abbiamo bisogno che il governo vada avanti. Vanno ringraziati per questo gesto".
Santanchè, Donzelli: "Un ministro segue le indicazioni del premier"
"Un ministro segue le indicazioni del presidente del Consiglio". Il responsabile organizzativo di Fdi, Giovanni Donzelli, si dice convinto che la responsabile del Turismo Daniela Santanchè farà un passo indietro. "Meloni - spiega parlando in Transatlantico - è concentrata a governare e dare le risposte agli italiani, senza alcun tipo di rallentamenti".
De Pascale: "Santanchè è capro espiatorio del governo"
"Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi erano dovute e scontate per la vicenda che si è sviluppata, dato che dovevano avvenire la settimana scorsa e sono state spostate per il referendum. La richiesta di quelle di Santanchè sono invece il tentativo di trovare un capro espiatorio rispetto a un basso gradimento del governo". Lo dice il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine di un evento a Bologna. "Secondo me il governo sa di avere un gradimento basso e prova a identificarla come capro espiatorio: mi sembra un po' ingeneroso anche nei suoi confronti. Per me la Santanchè è un pessimo ministro del Turismo, non doveva neanche essere nominata. Però- chiosa - mi sembra assolutamente ingeneroso e anche un pochino forzato pensare di recuperare la fiducia degli italiani semplicemente togliendo la Santanchè. Forse il problema del governo con l'Italia è un po' più profondo della Santanchè", conclude.
Malan: "Questione Santanché estranea al governo". VIDEO
Santanchè ancora al lavoro al ministero del Turismo
La ministra Daniela Santanchè continua la sua giornata di appuntamenti al ministero del Turismo a via di Villa Ada. Nonostante quanto riportato da alcuni media la senatrice di FdI non ha in agenda nessun appuntamento istituzionale a Napoli alle 15 e continua il suo lavoro.
Referendum, Errani: "Non ha vinto una parte, ha vinto la Costituzione"
"Quello che è successo va interpretato nel modo giusto: non ha vinto una parte, ha vinto la Costituzione. I giovani sono stati protagonisti, ed è qualcosa che dà speranza". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Cervi Vasco Errani, rivolgendosi ai giovani in un'iniziativa a Reggio Emilia. "Non dobbiamo dimenticare - ha detto - che l'antifascismo non è solo ieri: oggi è una questione decisiva per il mondo. Diventate protagonisti anche voi: così potremo imparare da quel grande spirito dei ragazzi e delle ragazze che fecero la Resistenza, conquistando la Repubblica, il voto alle donne, le grandi conquiste democratiche. Noi ci mettiamo a disposizione. La crisi della democrazia, e anche l'astensionismo, nascono dal fatto che spesso si chiudono le porte, diventiamo autoreferenziali. Noi vogliamo invece aprire le porte ai giovani, affinché emergano nuovi protagonisti capaci di cambiare questa società ingiusta, segnata da tante disumanità, prima fra tutte la guerra. Siate protagonisti. Noi proveremo a seguirvi".
Santanché, Procaccini: "Si tratta di operazione trasparenza"
"C'è la necessità da parte del presidente del Consiglio all'indomani dell'esito referendario di fare un'operazione di trasparenza nei confronti del popolo italiano. Quindi in attesa che si risolva per esempio la questione del ministro Santanchè ha chiesto al ministro di fare un passo indietro". Lo ha dichiarato l'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo. "Credo che sia legittimo che da parte del presidente del Consiglio che è persona sempre attenta ad avere un rapporto con gli italiani il più trasparente possibile, chiedere alle persone che lei ha nominato di poter garantire questa trasparenza nella maniera maggiore possibile", ha concluso.
Referendum, esposto Borrelli (Avs) a OdG contro Sechi
"Adesso basta. Mario Sechi ha usato parole offensive verso il popolo del Sud che ha votato per difendere la Costituzione. A suo dire, siamo tutta gente improduttiva in cerca di pensioni di invalidità. Non possiamo tollerare le sue offese, presentiamo un esposto al Consiglio di disciplina dell'Ordine dei Giornalisti della Sardegna al quale Sechi è iscritto". Ad annunciarlo è il deputato napoletano Avs Francesco Emilio Borrelli. "Nelle sue parole - aggiunge - mancava solo 'forza Vesuvio', come auguravano gli ultrà veronesi".
Opposizioni, Meloni in Aula. FdI, no lezioni da voi
È scontro nell'Aula della Camera tra opposizioni e maggioranza. Ma a surriscaldare il clima e' in particolare l'intervento del capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami che, alla richiesta delle forze di minoranza di una informativa urgente della presidente del Consiglio Giorgia Meloni - dopo la sconfitta al referendum e alla luce di "una crisi politica evidente, lei ha il dover di venire in Aula", ha detto la capogruppo dem Chiara Braga, "non possiamo accontentarci di quelle dimissioni tardive", ha aggiunto riferendosi a Delmastro e Bartolizzi e sottolineando lo stallo su Santanchè - ha scandito di "non accettare lezioni da chi prende a martellate i poliziotti" o "da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito".
Bartolozzi in ufficio al ministero, le dimissioni formalizzate ieri sera
La vice capo di gabinetto uscente del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, è stata questa mattina negli uffici di via Arenula. Bartolozzi ha formalizzato le sue dimissioni ieri sera dopo un lungo colloquio, durato oltre due ore, nell'ufficio del Guardasigilli Carlo Nordio, anch'egli al lavoro questa mattina. A dare contestualmente le sue dimissioni ieri è stato anche il sottosegretario Andrea Delmastro. Intorno alle 15 il ministro sarà alla Camera per il question time e tre domande che riguardano il caso Delmastro.
Referendum, Sisto: "Governo resta solido e determinato"
"Il referendum sulla giustizia va inquadrato correttamente: rappresenta un passaggio importante di democrazia diretta, ma non può essere interpretato come un giudizio sull'operato del governo. È limitato a una parte specifica del programma sulla Giustizia, che non incide né sulla stabilità né sulla forza dell'esecutivo. Il governo resta solido e determinato ad andare avanti, continuando a lavorare sulle riforme già in Parlamento e su quelle che verranno. Anzi, se possibile, questo risultato rafforza la volontà di accelerare su quegli interventi che possono migliorare concretamente il sistema giustizia e sostenere, al tempo, la crescita del Paese. Non dimentichiamo che milioni di cittadini si sono espressi e che la partecipazione è stata significativa: proprio per questo interesse mostrato, il compito della politica è quello di proseguire con equilibrio e determinazione, senza fermarsi, ma senza forzature". Così il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto a Agorà, su Rai Tre.
Referendum, Parodi (Anm) a Governo: "Ora dialogo per riforme"
"Credo che tutti noi, avvocati e magistrati compresi, abbiano un obbligo morale di cercare una forte collaborazione con il Governo, paradossalmente più ancora di prima". Lo ha detto il presidente uscente dell'Anm Cesare Parodi, ospite di '24 Mattino' su 'Radio 24, che aggiunge: "sfruttiamo questo momento di naturale stasi per dare un segnale ai cittadini che siamo qui per collaborare, non soltanto per scontrarci. Io ho fiducia, voglio avere fiducia anche se sono dimissionario", auspicando un "dialogo costruttivo: sono tante le cose da cui partire, anche un discorso sulla revisione delle norme procedurali che tante contestazioni hanno portato e che spetta al Governo rivedere, meglio se con l'opinione dei magistrati, anche se il Governo non ha un obbligo in questo senso". L'Anm, aggiunge, "lungi dall'assumere un ruolo politico, avrà un ruolo costruttivo, se gli sarà consentito, per cercare di risolvere i tanti problemi che restano e che noi non abbiamo mai negato, anche se ci hanno accusato di questo. Noi siamo i più consapevoli al mondo di questi problemi, ma ritenevamo che quelli di questa riforma non fossero gli strumenti ideali per risolvere i problemi della giustizia".
Sisto: "Santanchè? Spero problema risolto prima della mozione di sfiducia"
"Questa è la stagione delle dimissioni, il tempo in politica ha la sua rilevanza. Questo è il tempo in cui il passo indietro viene chiesto anche a Santanchè. La presunzione di non colpevolezza per noi è regina. Resta il fatto che per motivi di opportunità la presidente del Consiglio ha tutte le facoltà per chiedere ai suoi ministri di dimettersi. Io mi auguro che il problema possa essere risolto prima della mozione di sfiducia". Lo ha detto il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto (Fi), ospite a Start su Sky TG24. "Questi stress parlamentari non fanno bene a nessuno, servono solo a mettere alla prova sia maggioranza che opposizione. Le mozioni di sfiducia sono sempre qualcosa che penalizza il Parlamento", ha aggiunto Sisto. "Le dimissioni - ha sottolineato - sono sempre un fatto doloroso ma volontario. Questo è accaduto: Delmastro e Bartolozzi, per evitare polemiche e difficoltà al ministero del governo dopo la tempesta mediatica abbattuta su di loro, hanno ritenuto responsabilmente di fare un passo indietro".
Santanchè, Ronzulli: "Se viene meno fiducia trarne conseguenze"
"La maggioranza è coesa e non ci sono contraccolpi sul governo. Non chiediamo nulla e, parlo per Forza Italia, non chiediamo dimissioni di nessuno. Siamo garantisti, sempre e lo saremo anche domani. Abbiamo però letto le parole della presidente del Consiglio, e se il rapporto di fiducia si è interrotto qualcuno ne deve trarre le conseguenze". Così la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, di Forza Italia, a margine dell'evento 'Proteggere chi viaggia' in Campidoglio, a proposito del caso Santanchè. "Io nel 2022 non ero ministro e sembrava che il governo non si formasse a causa mia e - conclude - ho fatto un passo indietro. Il governo resta in piedi sia che si dimetta che no".
Giustizia, Costa (Fi): "Anm pretende di scrivere leggi come partito politico"
"Oggi l'Anm, attraverso il Presidente uscente Parodi, invita il Governo a dialogare per le riforme. Peccato che la parola "dialogo", nel vocabolario dell'Anm, significhi che Governo e Parlamento si riducano a meri passacarte dei loro desiderata. Hanno vinto il referendum accusando la politica di voler sottomettere la magistratura, ora pretendono di scrivere le leggi. Come un vero e proprio partito politico, ovviamente autonomo e indipendente". Così su X Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della commissione Giustizia.
Richetti: "Meloni venga in aula e spieghi cosa intende fare per il Paese"
"Anche Azione chiede un’informativa urgente alla presidente del Consiglio. Giorgia Meloni venga in aula per spiegare cosa accade nel suo governo e cosa intenda fare per il Paese nei prossimi dieci mesi che precedono la campagna elettorale: se pensa di procedere solo con la legge elettorale, allora spieghi alle famiglie italiane che nei prossimi mesi nessuno si occuperà dei loro problemi. Il governo si chiama esecutivo perché ha il compito di fare qualcosa e dovrebbe occuparsi delle imprese, delle famiglie, dei giovani, delle donne e dei salari che non stanno reggendo alla difficile situazione internazionale". Lo ha dichiarato in aula alla Camera Matteo Richetti, capogruppo di Azione, associandosi alla richiesta che la presidente del Consiglio svolga un’informativa alla Camera.
Referendum, Parodi: "Anm soggetto politico? Tesi insostenibile"
"L'Anm ha nel suo statuto la previsione di non poter svolgere alcuna attività politica, l'idea dell'Anm come interlocutore politico mi sembra davvero una tesi completamente insostenibile". Così Cesare Parodi, presidente uscente dell'Associazione nazionale magistrati, ospite di '24 Mattino' su 'Radio 24', risponde alle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio secondo cui l'Anm diventa "soggetto politico". "Con tutto il rispetto al ministro, mi sembra davvero una cosa incredibile - aggiunge Parodi - se noi fossimo un soggetto politico io non ci sarei mai stato nell'Anm. La mia storia personale di 35 anni in magistratura è quanto di più lontano ci può essere da un approccio politico a questi problemi. Se adesso in questo momento storico particolare, a difesa di valori che abbiamo visto che gli italiani in gran parte condividono, abbiamo preso questa posizione, è proprio legata all'eccezionalità della situazione e alla difesa della Costituzione su cui abbiamo giurato".
Giachetti (Iv): "Dimissioni Delmastro-Bartolozzi tardive"
"Le motivazioni delle dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sono per noi di natura esclusivamente politica", ha detto Roberto Giachetti in Aula alla Camera. "Le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia sono comunque tardive. Delmastro ha dimostrato una totale incapacita' e, insieme, cinismo rispetto ai drammatici problemi del sistema carcerario italiano. Per questo ne abbiamo chiesto le dimissioni più volte. Anche quelle della capo di gabinetto Giusy Bartolozzi - ha aggiunto il deputato Iv - sono tardive: l'incredibile uscita nella campagna per il referendum l'ha resa incompatibile con il suo ruolo. Premesso che rimaniamo convinti che un'indagine non sia una ragione sufficiente per chiedere le dimissioni di qualcuno, la ministra Santanchè dovrebbero dimettersi perché non gode più nemmeno della fiducia della presidente del Consiglio".
Da Almasri ai Caroccia, i casi che hanno travolto il ministero della Giustizia
Le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della capa di gabinetto della Giustizia Giusi Bartolozzi sono solo l’ultimo capitolo di una serie di problemi che hanno travolto via Arenula negli ultimi anni. Ecco cosa è successo.
Non solo Almasri, i casi che hanno travolto il Ministero di Giustizia
Vai al contenutoOpposizioni chiedono una riunione dei capigruppo urgente al Senato
I presidenti dei gruppi M5s, Italia viva, Pd hanno chiesto in Aula la convocazione urgente della conferenza dei capigruppo al Senato, alla luce delle dimissioni di esponenti del governo e sulla sorte della ministra del Turismo, Daniela Santanché. Chiedono inoltre che la premier Giorgia Meloni riferisca al più presto in Aula su quanto sta succedendo. "C'è un ministro o un sottosegretario ancora in carica? Vi dovreste vergognare", ha detto Raffaella Paita, capogruppo di Iv.
Salvini: "Non parlo di referendum o dimissioni"
"Non parlo di referendum o dimissioni, ma sono contento di aver portato i giornalisti qui così magari parleranno di primo soccorso". Così il vice premier Matteo Salvini dal palco dell'evento "Proteggere chi viaggia" sul primo soccorso in Campidoglio sulla richiesta di dimissioni per la ministra Santanchè arrivata dalla premier Meloni nella serata di ieri.
Calenda: "Malan conferma che Santanchè si dimetterà ma Meloni deve venire in Aula"
"Il senatore Malan ci ha confermato che il ministro Santanchè si dimetterà ma credo che in ogni caso sia utile, sia per la maggioranza che per l'opposizione, che il presidente del Consiglio venga in Aula per spiegare che c'è una fase due del governo e come verrà gestita. Credo sia un'occasione, dopo questa sconfitta, di spiegarci in che modo vorrà cambiare il suo agire, che insegnamenti ne ha tratti o che modifiche di linea vorrà prendere. Mi pare chiaro dalle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e da quelle che arriveranno della Santanchè, che sia necessario spiegare su quali basi programmatiche il governo andrà avanti". Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda.
Opposizioni Senato: "Discutere mozione sfiducia"
Le opposizioni, in apertura di seduta al Senato, hanno chiesto che venga calendarizzata e discussa la mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanchè. A esortare la presidente del Consiglio a "mettere fine al balletto che dura da tre anni" il capogruppo del M5s al Senato Luca Pirondini. "Che cosa è cambiato oggi rispetto al luglio 2023, al luglio 2024 e al febbraio 2025 quando sono state respinte dal Parlamento le dimissioni di Santanche'? - si è chiesto dal Pd Antonio Nicita - Chiediamo che Meloni venga cortesemente in Aula per rispettare questa Istituzione". Alla richiesta si sono associati anche Tino Magni, da Avs, e Ivan Scalfarotto, di Italia Viva.
Opposizioni presentano mozione sfiducia a Camera
Una mozione di sfiducia alla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Ecco il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (Iv) e Riccardo Magi (+Europa). "La Camera, premesso che: l'articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; la responsabilita' politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell'esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: - la presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della ministra del turismo Daniela Garnero Santanche'; - scrivono gli esponenti delle opposizioni - tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilita' mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell'esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; tale situazione compromette la credibilità dell'azione di governo e arreca pregiudizio all'immagine delle istituzioni; visto l'articolo 94 della Costituzione e visto l'articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanche', e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni".
Per Santanchè previsti appuntamenti fino al pomeriggio
È iniziata la mattinata di lavoro di Daniela Santanchè al ministero del Turismo a via di Villa Ada. La ministra, tailleur beige e occhiali da sole, è arrivata alle 10.05 accompagnata dalla scorta. Mentre scendeva dall'auto blu stava parlando al telefono e ha fatto un cenno di saluto in direzione dei numerosi giornalisti che l'attendevano, a cui non ha rilasciato dichiarazioni. Sono in agenda appuntamenti di lavoro, alcuni dedicati all'organizzazzione del Forum internazionale del Pet Tourism previsto a Roma e maggio, tanto che davanti al ministero sono arrivati vari taxi. Prima dell'arrivo della ministra c'è stata anche una breve e isolata protesta di un uomo che a bordo di un'auto è passato davanti al ministero suonando il clacson e gridando: "Dimettiti!".
Da Almasri ai Caroccia, i casi che hanno travolto il ministero della Giustizia
Le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della capa di gabinetto della Giustizia Giusi Bartolozzi sono solo l’ultimo capitolo di una serie di problemi che hanno travolto via Arenula negli ultimi anni. Ecco cosa è successo.
Non solo Almasri, i casi che hanno travolto il Ministero di Giustizia
Vai al contenutoLegge elettorale, l'iter per la riforma inizierà martedì. L'opposizione: "Si fermino"
Il testo approderà in commissione Affari costituzionali alla Camera. E' quanto ha stabilito l'ufficio di presidenza su proposta del presidente Nazario Pagano (FI). Il testo presentato dal centrodestra sarà abbinato ad altre otto proposte di legge sulla stessa materia presentate anche dall'opposizione
Legge elettorale, iter riforma al via martedì. Opposizione: si fermino
Vai al contenutoFratoianni: "Centrosinistra si impegni a non stravolgere la Carta ma ad attuarla"
"Prendiamo un impegno solenne, che sia il fondamento del programma di alternativa: quando saremo al governo, perché avremo vinto nelle urne, ci impegniamo a non stravolgere la Costituzione ma a attuarla e non perché sia un cimelio intoccabile ma perché è una forza dinamica e gli articoli indicano anche una traiettoria potente per una riforma del Paese". E' quanto afferma il leader di SI Nicola Fratoianni a Omnibus su La7. "Questo governo - aggiunge - considera invece la Costituzione un intralcio, un ostacolo".
Conte: "Meloni non riesce a far dimettere Santanchè. Indecoroso"
"Doveva essere il ponte dell'Europa con Trump su dazi e guerra, doveva imporsi a Bruxelles... e invece scopriamo che Meloni fatica a far dimettere la sua ministra e compagna di partito Santanchè. Che situazione indecorosa per le Istituzioni! Al danno di immagine di questi anni si aggiunge adesso l'imbarazzo di uno stallo che rivela tutta la debolezza della premier.Dopo quasi 3 anni passati a salvarla con voti e scudi in Parlamento anche di fronte a una truffa Covid ai danni dello Stato, ora la presidente del Consiglio è stata costretta da 14 milioni di voti a implorare Santanchè in un comunicato stampa affinchè lasci il governo. E dopo ore e ore ancora non succede nulla. Che balletto indecente!Tutto questo è la conferma che abbiamo avuto in questi anni una premier sotto ricatto politico anche dentro il suo partito. Altro che 'Fratelli' d'Italia". Così, sui social, il presidente del M5s Giuseppe Conte.
Centrosinistra, Salis: "Primarie divisive, c'è altro modo"
La sindaca di Genova Silvia Salis, ai microfoni di Rtl 102.5 è tornata a parlare delle primarie, ribadendo il no, perché considerate "Divisive, obbligano a fare campagna uno contro l'altro, si tirano in ballo temi su cui la destra poi fa la campagna elettorale". Salis ha ribadito che in caso di primarie non sosterrebbe nessun candidato, "Io non posso sostenere nessuno perché a Genova sono sostenuta da tutti i partiti, non sarebbe elegante, corretto né opportuno", spiega.Per quanto riguarda l'individuazione del prossimo leader del centrosinistra, Salis dà la sua ricetta: "Si può fare una discussione interna ai partiti e valutare qual è la figura in grado di vincere, andare in pubblico facendo campagna contro non so quanto si tradurrebbe in spostamenti del partito perdente sull'altro". Le primarie, ha ribadito la sindaca, "Non sono lo strumento utilizzato da tutti in tutto il mondo, c'è un altro modo".
Franceschini: "Per Meloni si apre un anno di calvario"
"Giorgia Meloni ha fatto un clamoroso errore di valutazione. Far votare la gente nell'ultimo anno di legislatura sulla richiesta, di fatto, di pieni poteri, equivale a chiamare a raccolta tutti quelli 'contro'. Ci sono autorevoli precedenti prima di lei. Poi lei ci ha messo del suo con una campagna, diciamo così, davvero scomposta". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, l'ex segretario del Pd Dario Franceschini. "Quindici milioni di voti contro - aggiunge -, ben oltre i confini del centrosinistra alle ultime politiche, certificano che il governo è minoranza nel paese. Non si è dimessa perché consapevole che, in quel caso, si andrebbe al voto e perderebbe. È evidente che Meloni non può adagiarsi a un rassegnato declino. Deve far vedere che cambia qualcosa. Certo, non è elegante scaricare dopo la sconfitta, chi ha difeso fino al minuto prima".
Fedriga: "Il Sì vince dove governa la Lega, adesso rafforziamo l'essere squadra"
"Purtroppo questa campagna referendaria si è trasformata in uno scontro tra fazioni invece che in un confronto nel merito sulla riforma della giustizia". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia. "Quando si è cercato di estremizzare lo scontro - prosegue - invece di raccontare nel concreto le riforme. È stato un limite. Dall'altra parte, però, spesso si è evitato il merito con argomentazioni lontane dalla realtà". Qualcuno sostiene che il suo partito non si sia impegnato al massimo, vuoi perché sentivate meno questa riforma rispetto a quella dell'autonomia, vuoi per un vecchio retaggio 'giustizialista'. "I dati oggettivi dicono il contrario: le regioni governate dalla Lega, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia, sono le uniche dove il Sì ha prevalso" prosegue Fedriga. Giorgia Meloni ha perso il tocco magico? "Io penso che sia un errore pensare che un referendum possa condizionare la tenuta dell'esecutivo - afferma ancora l'esponente della Lega -. Gli elettori votano in modo diverso a seconda delle tornate: referendum, politiche o regionali non sono la stessa cosa. Non c'è un trasferimento automatico". "Credo - prosegue - che dobbiamo continuare sulla nostra strada rafforzando ancora di più l'essere comunità e squadra. La questione settentrionale è fondamentale, ma insieme vanno valorizzate anche le altre aree del Paese, in una logica non di contrapposizione ma di complementarità. Il tutto con identità e coerenza sui temi storici, senza inseguire i sondaggi: il consenso deve essere una conseguenza, non l'obiettivo. Se c'è da dare una mano al partito io ci sono e ci sarò sempre. Ma proprio per evitare personalismi, credo che ognuno debba contribuire all'interno di una squadra, senza protagonismi" conclude Fedriga.
Delmastro: "Non ho fatto verifiche, sono stato sprovveduto"
- "Sono sereno nella scelta". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia, parlando della scelta di dimettersi. Pensa di aver fatto fallire il referendum? "Assolutamente no. Ho deciso di dimettermi - aggiunge -perché, sin dall'inizio, ho improntato la mia azione di governo con provvedimenti incisivi contro la mafia. Non vorrei che una leggerezza indebolisse questa battaglia mia e del governo". Ha aperto una società con la figlia di un prestanome della camorra. Davvero la ritiene una leggerezza? "Sì. Non mi sono reso conto di chi avessi davanti fin quando il padre non è stato arrestato" prosegue Delmastro Delle Vedove. Come è entrato in contatto con loro? "Andando a cena in quel locale - afferma ancora -. Si mangiava bene. Lui sembrava il classico oste romano di una volta, di quelli che non ci sono più. Si lamentava del locale grande, delle spese alte. Voleva avviarne uno piccolo per la figlia. È nata l'idea di fare con lei questa attività, nella quale, ahimè, ho coinvolto amici biellesi. Abbiamo pagato quote societarie. E un finanziamento soci per far partire la società, mai riscosso. Mi sono fidato. Appena ho saputo che il padre era stato arrestato, ho ceduto le mie quote e ne sono uscito immediatamente. Non ho guadagnato un euro. Ci ho solo rimesso soldi". Però ha ceduto le quote a sé stesso. "Quel passaggio - aggiunge l'esponente di FdI - è avvenuto prima che sapessi qualsiasi cosa e ben prima dell'arresto. Saputo con chi avevo a che fare me ne sono liberato completamente".
Prodi: "Questo governo si consumerà da solo"
La sconfitta del governo è pesante e certificata dai numeri, perché uno scarto di due milioni di voti presentando una proposta di riforma costituzionale che era stata blindata, cioè mai discussa in Parlamento, sono veramente un'enormità". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, l'ex premier Romano Prodi. "Ed è una sconfitta che Meloni si è intestata comparendo sul finale della campagna a vario titolo in trasmissioni e con spot, anche sventolando la scheda elettorale" aggiunge. "Si può essere soddisfatti di un governo che non è nemmeno stato in grado di fare una minima obiezione al presidente americano che ha iniziato una guerra senza neanche avvisarci? Non l'ha fatto con nessuno, certo, ma almeno dopo ai francesi, ai tedeschi e ai polacchi una telefonate l'ha fatta" prosegue Prodi. "Il governo - aggiunge l'ex premier - ora è in seria difficoltà e andrà consumandosi da solo da qui al voto del 2027. Batterlo allora sarà più facile, se ci si arriverà preparati". Elly Schlein commentando il referendum ha detto a Repubblica che nel Paese c'è già una maggioranza alternativa e la si è vista nelle urne, è d'accordo? "Ho letto - afferma ancora l'ex premier -, ha ragione, concordo. Però quella maggioranza va conquistata con dei contenuti, non risponde ai partiti. In assoluto come potrei non essere favorevole alle primarie, avendole volute sperimentare per primo e anche con soddisfazione? Il punto però è un altro. È che le primarie sono utili alla fine di un percorso, non all'inizio. Ora c'è da ascoltare un Paese che reclama risposte sulla sanità, sui salari, sulla giustizia anche. E c'è pure una classe di imprenditori che reclama ascolto. Vanno costruiti dei pool di esperti, dei tavoli partecipati. E poi va cercata la sintesi. Che magari non potrà accontentare tutti ma che sia in grado di offrire una visione e delle soluzioni". E al Pd cosa suggerisce per arrivare preparato al 2027? "Aprirsi alla società, come vado dicendo da tempo. E aprire ai riformisti perché a me sta a cuore una proposta alternativa per guidare questo Paese" conclude Prodi.
Renzi: "Non dirò per cosa ho votato, ora mi concentro sulla politica"
"Io ora darò una mano per riportare il centrosinistra alla vittoria. In questi tempi di caos trumpiano serve un'Europa credibile e un'Italia protagonista. E su questi temi il centrosinistra è più autorevole di questo esecutivo". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, l'ex premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi. "Quanto al voto - aggiunge -: ho già dichiarato in Aula due volte che per me la separazione delle carriere è una buona idea, questa legge non lo è. Per questo non ho dichiarato e non dichiarerò il mio voto. Ma dico che è iniziata una stagione nuova molto interessante. Per questo c'è bisogno di impegnarsi tutti e io ho iniziato a rinunciare ad alcuni incarichi professionali per concentrarmi solo sulla politica. E mi sono dimesso anche da alcuni incarichi internazionali. La priorità ora è costruire l'alternativa". Alla fine della battaglia referendaria sono arrivate le dimissioni del sottosegretario Delmastro e della capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi. "In ritardo, entrambe - prosegue Renzi -. Bene che se ne siano andati, ma il problema riguarda la Meloni, non i suoi collaboratori". Cioè lei sostiene che dovrebbe dimettersi anche la presidente del Consiglio? "La sconfitta - afferma ancora - non è semplicemente su un referendum: è sulla scelta del governo di cambiare la Costituzione senza permettere ai parlamentari di fare nemmeno un emendamento. Capisco che per i non addetti ai lavori questa sia una questione tecnica, ma qui sta la sostanza della divisione dei poteri tra legislativo ed esecutivo. Meloni è responsabile di questo patatrac: i partiti sostenitori del referendum avevano il 55/60% e dopo l'ingresso della premier in campo siamo passati al 46%. Ma per dimettersi da Palazzo Chigi occorre coraggio: i leader si assumono le responsabilità e si dimettono, gli influencer trovano un capro espiatorio e fanno dimettere i sottosegretari. Se gli italiani non vogliono più Meloni non è per i paragoni con dieci anni fa, ma per i risultati negativi di questo governo".
Gratteri: "Contro di me campagna feroce e brutale"
"È stata una campagna referendaria feroce e brutale, e sono stato spesso esposto alla gogna mediatica". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. "Ho spalle larghe - aggiunge - e penso che oggi sia giusto guardare avanti: il passato è passato, e ora serve riportare il confronto su toni più seri e costruttivi, nell'interesse delle istituzioni e dei cittadini, che più di tutti, chiedono una giustizia effettivamente efficiente". "Questa riforma - prosegue Gratteri - era un atto di arroganza concepita per punire i magistrati ma i cittadini hanno percepito che toccava principi di fondo e non solo aspetti procedurali: per questo hanno scelto di difendere la Costituzione. Il fatto che abbia votato il 60% degli elettori dimostra che non si è trattato di una consultazione tecnica, ma di una scelta sentita come fondamentale per l'equilibrio del Paese. Molti cittadini hanno percepito che la riforma toccava principi di fondo". Quali sono le ragioni su cui si fonda la vittoria del No? "Soprattutto con la volontà di difendere la Costituzione - prosegue Gratteri -, considerata un punto di riferimento stabile e condiviso. A questo si è aggiunta una diffusa percezione di equivocità del testo. Adesso - afferma ancora il procuratore di Napoli - devono prevalere il dialogo e il confronto e credo sia necessario riportare la discussione su un piano istituzionale, fatto di rispetto reciproco e attenzione ai contenuti, nell'interesse del Paese e dell'equilibrio tra i poteri".
Renzi: "Meloni non è credibile, non riesce a farsi ascoltare da Santanchè"
"Meloni sì è svegliata all'improvviso e ora chiede le dimissioni di molti Fratelli d'Italia. Ma come può essere credibile una premier che vorrebbe parlare al mondo se non riesce a farsi ascoltare nemmeno da Santanchè o da La Russa? Quando si perde un referendum costituzionale in questo modo, la botta si sente. E giorno dopo giorno la ferita cresce. Non finisce qui, credetemi". Lo scrive sui social il presidente di Iv, Matteo Renzi.
Meloni: "Santanchè faccia la stessa scelta di Delmastro e Bartolozzi"
La presidente del Consiglio, in una nota diffusa da Palazzo Chigi, ha espresso "apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia e del capo di gabinetto di rimettere gli incarichi finora ricoperti". La premier "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo"
Meloni: 'Santanchè faccia la stessa scelta di Delmastro e Bartolozzi'
Vai al contenutoGoverno Meloni, lasciano Delmastro e Bartolozzi
Passo indietro del sottosegretario alla Giustizia, da giorni nella bufera per la vicenda della società in cui figurava con la figlia di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese. Dopo un colloquio con Nordio si dimette anche il capo di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, che era stata criticata per alcune frasi sulla magistratura. La premier "auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè".
Meloni auspica dimissioni Santanchè. Lasciano Delmastro e Bartolozzi
Vai al contenutoDelmastro si dimette: "Ma non ho fatto nulla di scorretto"
All'indomani del referendum, il sottosegretario si è dimesso con una nota, dopo aver incontrato il ministro Nordio. Ha consegnato le sue dimissioni anche la capo di gabinetto del ministero Bartolozzi