Introduzione
All'indomani del risultato del referendum sulla riforma della giustizia - un "No" definito da molti come una valanga - sono arrivate le prime conseguenze politiche in via Arenula. Le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, entrambe figure centrali del ministero della Giustizia, hanno aperto un fronte di reazioni immediate e trasversali. Delmastro, coinvolto nell'indagine sul ristorante di cui era socio insieme alla figlia di un condannato per mafia, e Bartolozzi, indagata per il caso Almasri e protagonista di toni accesi durante la campagna referendaria, hanno lasciato i rispettivi incarichi a poche ore dal voto. E ora, soprattutto dopo le parole della premier nella nota di Palazzo Chigi, il pressing politico si sposta sulla ministra del Turismo Daniela Santanchè.
Quello che devi sapere
Meloni: "Santanchè faccia la stessa scelta di Delmastro e Bartolozzi"
In una nota, Palazzo Chigi fa sapere che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè".
Schlein: "Dimissioni tardive, capri espiatori sconfitta di Meloni"
Quelle di Bartolozzi e Delmastro sono "dimissioni tardive. Meloni avrebbe dovuto pretenderle subito. E poi capri espiatori facili, di una sconfitta che è tutta di Meloni". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a DiMartedì. "Il caso Delmastro è gravissimo e penso che dobbiamo continuare a seguirne gli sviluppi perché non è credibile che un sottosegretario alla Giustizia fondi una società con la figlia di una persona già indagata e poi condannata per mafia per essere prestanome del clan Senese" e lui "non lo sa con chi sta fondando la società", ha continuato la leader dem. "Tra l'altro - aggiunge - pare che non abbia dichiarato la partecipazione a questa società come da obblighi di trasparenza e pare che le foto siano successiva alla condanna in appello di questo soggetto, quindi è gravissimo e sono appunto dimissioni che arrivano tardive perché subito Meloni avrebbe dovuto pretenderle".
"Delmastro è lo stesso che è stato condannato per aver utilizzato delle informazioni coperte da segreto per passarle a Donzelli affinché attaccasse noi in aula. Meloni deve smettere di difendere i suoi e cominciare a difendere gli interessi degli italiani", conclude Schlein.
Conte: "Dimissioni necessarie, ora manca Santanché"
Sul fronte delle opposizioni, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha commentato con toni duri: "Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, così come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo", ha scritto sui social. Conte ha poi aggiunto un attacco diretto alla narrazione del governo: "Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e manine: alcuni quotidiani hanno semplicemente osato fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L'impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la Ministra Santanchè?". Una posizione che, pur da fronti opposti, finisce per convergere con quella espressa dalla premier nella nota di Palazzo Chigi, spostando ulteriormente il pressing politico proprio sulla ministra del Turismo.
Renzi: "Un leader si dimette, un'influencer fa dimettere"
Nel coro delle reazioni politiche si inserisce anche Matteo Renzi, che affida a X un commento dal tono tagliente. Il leader di Italia Viva sintetizza così la sua lettura delle dimissioni e del ruolo della premier: "Un leader si assume le responsabilità e si dimette. Una influencer fa dimettere i sottosegretari". Poi ha aggiunto: "Meloni sì è svegliata all’improvviso e ora chiede le dimissioni di molti Fratelli d’Italia. Ma come può essere credibile una premier che vorrebbe parlare al mondo se non riesce a farsi ascoltare nemmeno da Santanchè o da La Russa? Quando si perde un referendum costituzionale in questo modo, la botta si sente. E giorno dopo giorno la ferita cresce. Non finisce qui, credetemi".
Magi: "A che ora si dimette Nordio?"
Nel fronte delle opposizioni interviene anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi, che punta il dito non solo sui due dimissionari ma anche sul ministro della Giustizia: "Bene le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, che per quanto ci riguarda arrivano persino tardi, visto che avrebbero dovuto farlo prima. Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio?". Magi chiude con una stoccata che allarga il perimetro politico: "Certo che, in un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere".
Bonelli: "Sono stati gli italiani a mandarli a casa"
Il deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha sottolineato il ruolo del voto referendario: "Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che "non ha fatto nulla di scorretto": Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Anche Bonelli, poi, ha rivolto un attacco diretto anche alla ministra del Turismo: "Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato”.
Fratoianni: "Dimissioni con imperdonabile ritardo. Ora chiarire tutto"
Gli fa eco Nicola Fratoianni di Avs che ha parlato di un passo inevitabile: "Le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo" Il leader rossoverde ha poi aggiunto: "Devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia".
Calenda: "Dimissioni doverose e tardive"
Della stessa opinione il leader di Azione Carlo Calenda che ha definito le dimissioni inevitabili, ma tardive: "Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive".
Boccia: "Nordio venga in Aula, spieghi cosa è cambiato"
Il presidente dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, ha sollevato interrogativi sul tempismo: "Fino a ieri Delmastro e Bartolozzi, nonostante le richieste delle opposizioni, sono rimasti al loro posto con il ministro Nordio a difendere il loro operato. Ora, nel giro di mezz'ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? L'esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? È intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della giustizia ha cambiato idea?". Boccia, poi, si è rivolto direttamente a Nordio chiedendo chiarezza istituzionale: "A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese, viste le vicende di queste settimane, che cosa sta avvenendo al suo ministero. Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo".
Le parole di Donzelli
"Vedremo" se ci saranno le dimissioni anche della ministra Santanché come auspicato da Meloni, dice Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia. Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi ci sarebbero state "anche se avessimo vinto il referendum. La scelta da parte di Giorgia Meloni era già stata presa. Tra l'altro l'onorevole Delmastro aveva già dato la sua disponibilità alle dimissioni anche prima del referendum. Per rispetto degli elettori si è scelto di aspettare il risultato. Le dimissioni sarebbero arrivate comunque e a prescindere - rimarca -. L'importante è che non abbia fatto nulla di scorretto". "Certamente" quello che ha fatto "non era opportuno, ma non era a conoscenza dei guai giudiziari del padre e quando ne è venuto a conosceva aveva chiuso i rapporti con quel ristorante, perché sulla lotta alla legalità il sottosegretario Delmastro e Fratelli d'Italia non si fanno dare lezioni da nessuno".
Malan: "Decisioni da rispettare"
Dal fronte della maggioranza, il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan, ha adottato un tono più istituzionale: "Io credo che vada ringraziato il sottosegretario Delmastro e rispettare la sua decisione. Questo vale anche per il capo gabinetto del ministero della Giustizia e per noi questo è quanto. Il lavoro del governo andrà avanti anche nel campo della giustizia". Malan ha poi aggiunto: "Delle dimissioni mi sembra fosse una cosa ampiamente richiesta, eppure ora ho visto commenti di chi si lamenta delle dimissioni. Sono decisioni che andrebbero rispettate poi ognuno è libero di fare le polemiche che vuole ma ricordo in passato casi in cui il comportamento è stato molto diverso e lì sì che c'erano situazioni incresciose come fare un decreto per salvare il suocero da un procedimento penale".
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