Legge elettorale, l'iter per la riforma inizierà martedì. L'opposizione: "Si fermino"

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L’esame sarà in commissione Affari costituzionali alla Camera. E' quanto ha stabilito l'ufficio di presidenza su proposta del presidente Nazario Pagano (FI). Il testo presentato dal centrodestra sarà abbinato ad altre otto proposte di legge sulla stessa materia presentate anche dall'opposizione

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L'esame della legge elettorale comincerà il prossimo martedì 31 marzo in commissione Affari costituzionali alla Camera. La decisione arriva a poche ore dall'esito del referendum nella riunione dell'ufficio di presidenza, su proposta del presidente Nazario Pagano di Forza Italia. Il testo presentato dal centrodestra viene abbinato ad altre otto proposte di legge sulla "materia elettorale" che toccano argomenti molto diversi come il voto all'estero o la raccolta digitale delle sottoscrizioni per la presentazione di liste e candidature. 

I lavori in Commissione

Per Pagano l'obiettivo resta chiaro: come testo base verrà adottato quello depositato dai partiti di governo. Poi al via l’iter parlamentare a cominciare dalle audizioni, ma nessuna certezza sulla tempistica. "Molto dipenderà dalle intenzioni delle opposizioni", ragionano fonti di maggioranza. E intanto il campo largo alza un muro di protesta. "No a forzature o colpi di mano", è il refrain. Che chiude per ora a qualsiasi possibilità di migliorare il testo in commissione. Dalle parti del centrodestra, in Transatlantico, più di qualcuno tiene a rimarcare come nelle scorse settimane sia emerso - sempre sottotraccia - qualche apprezzamento su alcuni punti della riforma da una parte delle forze di opposizione. "Il punto, ora, è capire se dopo il referendum andranno avanti con un'opposizione dura e pura”, è il timore diffuso nella maggioranza. Che trova conferma negli immediati attacchi del centrosinistra sulla decisione dell'ufficio di presidenza.

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Opposizioni: "La maggioranza si fermi"

"La maggioranza non ha capito il messaggio di ieri, si fermino", è l'invito lanciato dal responsabile Riforme del Pd Alessandro Alfieri dopo la vittoria del No. "Non gli consentiremo di stravolgere le regole del gioco senza consenso parlamentare e solo per farsi una legge 'su misura'", incalza la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga. "La maggioranza persevera nella sua miope prepotenza e accelera sulla nuova legge elettorale truffa", è il commento del capogruppo M5S in commissione Alfonso Colucci. Che parla di "un disperato tentativo di rimanere a galla". "Hanno paura del voto e vogliono scrivere una legge che gli garantisca la vittoria", è l'affondo di Avs. Mentre Riccardo Magi di +Europa invita le opposizioni a "restare unite contro l'indecente legge elettorale", e avvisa: "noi stiamo lavorando alla ripresentazione del Mattarellum" . Tra i partiti del centrosinistra, le posizioni restano variegate. E, per ora, sembra prevalere l'attacco sul metodo. Il lavoro comune nel campo largo non è ancora cominciato, ma una delle ipotesi è quella di dare battaglia sul premio di maggioranza, definito come "premio di onnipotenza". E qualcuno lancia la provocazione: "se si vuole discutere si riparta da zero". Intanto, andranno scelti i relatori. L'obiettivo è chiudere entro giovedì. Etra le ipotesi sembrerebbe prevalere quella di tre deputati, uno per ogni grande partito di centrodestra. 

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