Sono oltre 670 le vittime del nuovo catastrofico bollettino fornito dalle autorità nepalesi. I feriti sono almeno 2.300. L'esercito locale ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla piena del fiume Bhotekoshi. Atterrati a Bergamo Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti rimasti bloccati a causa delle violente alluvioni
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Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. La stima provvisoria è del ministero delle Finanze, secondo quanto riportano i media nepalesi.
Si aggrava il bilancio della tragedia: almeno 682 vittime e oltre 3mila dispersi.
Sono atterrati intanto all'aeroporto di Orio al Serio Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle frane: "Siamo sani e salvi, l'importante è quello. Ma il pensiero va alla gente ancora isolata o sotto il fango".
Nell'ultimo elenco dei dispersi diffuso dalla polizia nepalese, ci sono Luca Barachini e Patrizia Marziale, la coppia residente a Lugano. Nell'ultimo post su Facebook il racconto on the road di Patrizia: "Felicità è fatta di piccoli istanti".
Per approfondire:
- Alluvione in Nepal, che cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood"
- Alluvione in Nepal, italiano a Sky TG24: "Bloccati per circa 10 ore"
- Frana Tibet e Nepal, Da Polenza: "Pendii fragili e geologia giovane"
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Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo a Sky TG24: "La presenza umana incide"
Non solo la forza della natura, ma anche la presenza dell'uomo e i cambiamenti climatici. Secondo il glaciologo Claudio Smiraglia, la tragedia che ha colpito il Nepal si inserisce in un quadro più ampio, segnato dall'aumento di fenomeni distruttivi nell'area dell'Himalaya. "L'antropizzazione è un fenomeno importante", ha spiegato parlando a Sky TG24. La presenza di città, villaggi e abitazioni vicino ai corsi d'acqua, ha sottolineato, può esporre a "situazioni di costante pericolo".
Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo: 'La presenza umana incide'
Vai al contenutoAlluvione in Nepal, è corsa contro il tempo: le immagini dei soccorsi. FOTO
Proseguono le operazioni di soccorso in Nepal a seguito della devastante alluvione che ha colpito i distretti di Nuwakot e Rasuwa, causando centinaia di vittime e dispersi
Alluvione in Nepal, è corsa contro il tempo: le immagini dei soccorsi
Vai al contenutoAlluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastrosa frana
Un'ondata di piena di vaste proporzioni si è abbattuta sulla regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet, spazzando via strade, ponti, abitazioni e impianti idroelettrici. All'origine, secondo l'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs), c'è stato il crollo di un ghiacciaio ad alta quota, seguito da una colata di detriti che ha travolto i villaggi a valle. Nelle prime ore si era parlato di un terremoto, ipotesi poi smentita dagli stessi rilievi sismici. La frana ha colpito anche Gyirong Port, importante valico tra i due Paesi, interrompendo collegamenti stradali, elettrici e di comunicazione. Le autorità avvertono che una seconda alluvione non è esclusa.
Alluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastro
Vai al contenutoAutorità nepalesi: "Stop a droni personali, mettono a rischio voli di soccorso"
L'agenzia nepalese per la gestione delle emergenze ha messo in guardia la popolazione dal far volare droni nelle zone colpite dalle alluvioni. Lo riporta la Bbc. L'agenzia afferma che droni non autorizzati sono stati utilizzati nelle aree colpite, "rappresentando seri rischi per la sicurezza" degli elicotteri di soccorso e interferendo con le operazioni di ricerca. "Chiunque faccia volare droni senza autorizzazione sarà soggetto a procedimenti legali", avverte l'Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri (Nrrma).
Alluvione in Nepal e Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro per l'emergenza
In aggiunta allo stanziamento dei fondi 8xmille, l’UBI ha poi deciso di avviare anche una raccolta fondi in collaborazione con Wisedāna Foundation, fondazione filantropica internazionale ispirata ai valori della filosofia buddhista
Alluvione Nepal-Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro
Vai al contenutoAlluvione Nepal, onda di fango travolge Betrawati, autobus sommerso
Alcuni video impressionanti hanno immortalato il momento in cui un’enorme inondazione improvvisa si è abbattuta su Betrawati, nel distretto di Nuwakot, in Nepal il 26 agosto. Le immagini mostrano acqua e detriti devastare case e strade, per poi travolgere un autobus, mentre diverse persone cercano di raggiungere un posto sicuro. Secondo una prima analisi delle immagini satellitari, la devastante inondazione sarebbe stata causata dal distacco di una parte di un ghiacciaio.
Alluvione Nepal, l'onda di fango devasta Betrawati: autobus travolto
Vai al contenutoGoverno: la colpa è del cambiamento climatico
Il ministro degli Esteri nepalese ha messo in guardia oggi sulla crescente minaccia del cambiamento climatico nell'Himalaya, dopo inondazioni devastanti che hanno fatto centinaia di morti. "Il Nepal emette meno dello 0,01% dei gas serra, ma noi, il popolo nepalese, siamo tra le principali vittime del cambiamento climatico", ha criticato il ministro Shisir Khanal.
Cnn: oltre 3mila i dispersi nelle inondazioni in Nepal
Ha superato la soglia delle 3mila persone il bilancio delle persone disperse a seguito delle catastrofiche inondazioni lampo al confine tra Nepal e Cina. Lo riferisce la Cnn. Sono previste ulteriori piogge questo fine settimana nelle zone colpite, mentre proseguono le operazioni di soccorso.
Kathmandu chiarisce: "Non abbiamo rifiutato aiuti esteri"
Il ministro degli Esteri nepalese, Shisir Khanal, ha smentito che il suo Paese avrebbe rifiutato aiuti dall'estero per le conseguenze dell'alluvione, come suggerito da alcune ricostruzioni dei media che ha bollato come "completamente false". Khanal, in un'intervista a Radio Nepal, ha anzi sottolineato che il sostegno internazionale è fondamentale e sarà particolarmente importante per la ricostruzione. Il governo nepalese, nel dettaglio, ha richiesto assistenza specifica e specializzata ai Paesi limitrofi per le operazioni di ricerca e soccorso, come ad esempio assistenza per l'apertura di tunnel in cui sono intrappolate persone, tecnologie che possano aiutare a localizzare i sopravvissuti nelle aree colpite, strumenti per del Dna rapide e celle frigo per la conservazione dei corpi, ha spiegato il ministero degli Affari Esteri nepalese in un comunicato. "E' stata mobilitata una squadra di ricognizione tecnica specializzata di 11 membri per il soccorso nei tunnel proveniente dall'India e si prevede l'arrivo a breve di una squadra di soccorso proveniente dalla Cina", aggiunge la nota.
Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: chi sono e cosa sappiamo
Dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando oltre 600 morti e travolgendo interi villaggi, sono migliaia i dispersi. Tre italiani risultano ancora irreperibili. Si tratta di Marco Ratto, orefice ligure di Rapallo, di 50 anni, e di Luca Barachini con la moglie Patrizia Marziale, residenti a Lugano.
Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: cosa sappiamo
Vai al contenutoBilancio vittime alluvione sale a 675 morti
L'autorità per la gestione delle emergenze nepalese ha aggiornato nuovamente il bilancio delle vittime accertate dell'alluvione, salito ora 675 morti, ai quali vanno aggiunti i 7 morti in Tibet comunicati dalle autorità cinesi. Quasi 3.000 persone risultano ancora disperse, 2.426 solo sul versante nepalese.
Tra i dispersi in Nepal l'italiano Luca Barachini e la moglie Patrizia Marziale
Luca Barachini e Patrizia Marziale figurano nell'ultimo elenco delle persone disperse diffuso dalla polizia nepalese, aggiornato alle 17.30 di oggi ora locale e diffuso dal ministero del Turismo. Per entrambi il documento della Nepal Police riporta i dati anagrafici e l'appartenenza, rispettivamente, alle categorie Italia e Svizzera, senza alcuna indicazione di avvenuto soccorso. La coppia è residente a Lugano. Patrizia Marziale, da quanto si e' appreso, è italo-svizzera, quindi con doppia cittadinanza.
Nepal chiede a Cina sistema di allerta precoce per alluvioni
Il Nepal ha chiesto alla Cina di allestire un sistema di allerta precoce per monitorare le inondazioni causate dallo straripamento dei laghi glaciali himalayani, a seguito delle alluvioni lampo che mercoledì scorso hanno provocato centinaia di morti. Lo ha dichiarato il ministro nepalese per la Scienza, la Tecnologia e l'Innovazione, Mahabir Pun, in un'intervista a CNN-News18. "Non abbiamo ricevuto alcun preavviso dalla Cina perche' tutto e' accaduto troppo in fretta. Abbiamo richiesto un sistema di allerta precoce alla Cina", ha affermato Pun, "dobbiamo imparare la lezione... Nel giro di mezz'ora dalla formazione della diga [di detriti], l'alluvione ha raggiunto il Nepal. Quindi non c'era tempo sufficiente per prevederne l'arrivo". Il ministro ha spiegato che al momento Nepal e Cina non hanno alcun accordo per la condivisione di informazioni o dati rilevanti per l'allerta precoce. Pun ha osservato che il Tibet cinese è una regione soggetta a nubifragi e ha un terreno remoto e impervio che rende difficili il monitoraggio e le operazioni di soccorso.
Autorità del Nepal: "187 turisti stranieri salvati dopo le alluvioni, 420 irraggiungibili"
Sono oltre 187 i cittadini stranieri soccorsi nelle aree colpite dalle alluvioni del fiume Bhotekoshi. Lo riferisce il ministero degli Esteri nepalese nell'ultimo bollettino, diffuso alle 14 di oggi ora locale, precisando che complessivamente sono state tratte in salvo oltre 4.450 persone. Il ministero non ha fornito nell'ultimo aggiornamento un nuovo dato sugli stranieri ancora non raggiungibili. Nell'ultimo bollettino disponibile sul punto, pubblicato dal Nepal Tourism Board alle 13.30 e riportato da Nepal News, erano invece 420 le persone straniere ancora "out of communication", mentre 184 erano state soccorse.
Pechino: "Quasi vuota la diga naturale formata dopo l'alluvione"
La diga naturale formatasi in seguito all'alluvione lampo che mercoledì scorso ha colpito il Nepal settentrionale e la contea cinese di Gyirong, in Tibet, è "praticamente vuota" e il letto del fiume ora scorre a una velocità naturale "normale". E' quanto si legge nell'ultimo rapporto del Ministero delle Risorse Idriche cinese. L'accumulo di acqua, causato dal flusso di detriti che avevano bloccato il letto del fiume, aveva rappresentato uno dei principali rischi per le squadre di soccorso e aveva costretto ieri alla sospensione di alcune operazioni di salvataggio. Il ministero cinese ha riferito che il livello dell'acqua continua a diminuire e che la barriera sta lentamente permettendo il deflusso. In alcuni punti, aggiunge il rapporto, il calo del livello dell'acqua sta rivelando il fondo. Secondo le misurazioni effettuate ieri da una squadra idrologica di emergenza, la diga di detriti copriva ancora piu' di 100.000 metri quadrati e aveva un perimetro di 2.207 metri. Secondo l'emittente statale Cctv, l'acqua sta uscendo da uno sbocco largo circa 41 metri che ha ridotto il rischio di un'improvvisa piena a valle.
Nepal, la polizia aggiorna il bollettino: sale a 675 bilancio delle vittime
Il bilancio delle vittime in Nepal a quattro giorni dall'alluvione-lampo che ha interessato la regione himalayana è salito a 675. Lo si apprende da un aggiornamento della polizia locale, secondo cui le aree con il maggior numero di vittime sono quelle di Rasuwa (13), Dhading (49), Gorkha (54), Nawalparasi East (158), Nuwakot (49), Chitwan (248), Tanahun (31) e Nawalparasi West (65).
Rientrati in Italia dal Nepal i due turisti bresciani rimasti bloccati
Sono atterrati all'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle violente alluvioni e delle frane che hanno colpito il Paese. Dopo giorni segnati dalle difficoltà negli spostmenti, i due sono riusciti a raggiungere Kathmandu e da lì a intraprendere il viaggio di ritorno. "Siamo sani e salvi, l'importante è quello. Ma il pensiero va alla gente ancora isolata o sotto il fango, la concentrazione di tutti deve andare a loro", hanno detto appena atterrati.
Il Nepal chiede assistenza internazionale per i soccorsi nel tunnel
Il governo del Nepal ha chiesto ai Paesi amici assistenza tecnica e specialistica per rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso delle persone intrappolate in un tunnel. Lo riferisce Nepal News. Secondo il ministro degli Esteri Shisir Khanal, Kathmandu ha inoltre richiesto tecnologie avanzate per contribuire a localizzare e identificare le persone coinvolte. Il sostegno internazionale sarebbe particolarmente necessario per accelerare le analisi del Dna, l'identificazione delle vittime e la gestione a lungo termine dei corpi, ha spiegato Khanal durante un briefing al ministero degli Esteri. Il ministro ha sottolineato che il supporto tecnico dei Paesi amici avrà un ruolo importante nella gestione della situazione.
Sei esperti cinesi per soccorrere i lavoratori intrappolati nel tunnel in Nepal
Il governo del Nepal ha mobilitato un team di sei esperti tecnici cinesi per contribuire alle operazioni di soccorso dei lavoratori intrappolati nel tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3B, nel distretto di Rasuwa. Lo riferisce Nepal News. Gli esperti, arrivati nella zona di Trishuli in elicottero, lavoreranno insieme a una squadra tecnica dell'esercito nepalese. Il primo intervento consisterà in una ricognizione tecnica per valutare le condizioni all'interno del tunnel e stabilire se sia possibile effettuare il salvataggio. Secondo il segretariato dell'ufficio del premier nepalese, altri esperti cinesi sono già in standby nell'area di confine con il Nepal e potranno essere inviati sul posto immediatamente qualora la prima valutazione indichi che l'operazione di soccorso è fattibile. La situazione all'interno del tunnel viene descritta come estremamente difficile e l'operazione come ad alto rischio e tecnicamente complessa.
Rintracciati e soccorsi 187 turisti, 420 ancora dispersi
Le squadre di soccorso in Nepal hanno rintracciato 187 turisti dopo le frane e le alluvioni che mercoledi' hanno devastato il Paese himalayano. Circa 3 mila persone risultano ancora disperse sui due versanti del confine tra Nepal e Cina, mentre il bilancio delle vittime ha superato quota 600. Secondo un bollettino pubblicato dal Nepal Tourism Board, tra i turisti soccorsi figurano 114 cittadini indiani e 27 cinesi. Altri 20 provengono da Corea del Sud, Stati Uniti, Europa e Paesi del Golfo. Risultano tuttora dispersi almeno 420 cittadini stranieri. Le autorità locali proseguono le ricerche nelle aree colpite, molte delle quali restano difficilmente accessibili.
Fondazione Montagna sicura: "In Nepal caduti 23 milioni di metri cubi di ghiaccio"
La quantità di ghiaccio collassato, all'origine della tragedia in Nepal, è di 23,1 milioni di metri cubi. La stima è della Fondazione Montagna sicura che ha integrato analisi provenienti da differenti piattaforme satellitari, elaborando i dati di spessore glaciale prodotti dall'Università di Grenoble (Francia). Il centro di ricerca di Courmayeur (Aosta), specializzato nell'analisi e nel monitoraggio dei ghiacciai alpini, ha ricostruito graficamente l'evento. Ne emerge "un processo complesso, nel quale il cedimento del versante roccioso e il coinvolgimento del ghiacciaio hanno generato una grande rock-ice avalanche, successivamente evoluta attraverso trascinamento, frammentazione e interazione con acqua e sedimenti". Secondo il segretario generale della Fondazione Montagna sicura Jean Pierre Fosson "è proprio questa capacità di un fenomeno iniziale di trasformarsi e amplificarsi lungo il percorso a rendere questi eventi particolarmente difficili da prevedere e gestire".
Nepal, l'esperto: "Anche le nostre Alpi crollano. Serve agire subito"
“Ciò che è successo in Nepal e Tibet, con le dovute proporzioni, sta già accadendo sulle nostre Alpi. Servono azioni immediate e un cambiamento di paradigma su come sfruttiamo la nostra montagna”, dice a Sky Tg24 Insider Carlo Barbante, professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia e fondatore dell'Istituto di Scienze Polari del CNR. Partendo da quanto accaduto in Asia, analizza lo stato di salute dei nostri ghiacciai, con un avvertimento: “Chi nasce oggi vedrà ben pochi ghiacciai alpini nel suo futuro”.
Nepal, l'esperto: 'Anche le nostre Alpi crollano. Serve agire subito'
Vai al contenutoBimbo salvato su un albero in Nepal, ritrova la madre grazie a troupe della Reuters
Un bimbo di 8 anni, Zoyal Ghale, che si era arrampicato sugli alberi per sfuggire alle devastanti inondazioni in Nepal, si è ricongiunto dopo due giorni con la madre che lo credeva morto, grazie anche all'aiuto di una giornalista della Reuters. A raccontare la storia sul sito dell'agenzia è la stessa madre del bambino, Matti Maya Tamang, 28 anni. Il 26 agosto Zoyal e il fratello erano andati a scuola, nel distretto settentrionale di Rasuwa. Lei era rimasta a casa quando improvvisamente ha sentito un forte rumore, come un terremoto. La parte inferiore di un ghiacciaio vicino alla cima del Langtang Lirung è crollata nella valle, scatenando una valanga di fango e rocce che ha travolto il Nepal settentrionale e il Tibet. Dopo aver ritrovato il figlio più piccolo ancora vivo, non aveva notizie di Ghale. Ieri, per puro caso, la reporter di Reuters Sahana Bajracharya e la sua troupe hanno incontrato il bambino all'ospedale Chakra Dev, nel distretto di Nuwakot. Il piccolo ha acconsentito a essere filmato nella speranza di ritrovare i genitori e Bajracharya ha lasciato il suo numero di cellulare in ospedale. Dopo ulteriori ricerche infruttuose in diversi ospedali, giovedì Tamang è riuscita a ottenere il numero di telefono della giornalista e l'ha chiamata: così Bajracharya le ha confermato che il figlio era vivo.
Nepal, sale il numero di vittime e dispersi. Soccorsi complicati dal maltempo. VIDEO
Kathmandu: "Ancora dispersi 420 turisti, tratti in salvo fino a ora 184 cittadini stranieri"
La Commissione per il Turismo del Nepal ha reso noto che sono stati tratti in salvo fino a ora 184 cittadini stranieri. Sono inoltre in corso contatti con una persona di nazionalità belga e con due spagnoli. Rimangono dispersi al momento ancora 420 turisti, si precisa.

©Ansa
Squadre di soccorso di Cina e India per le persone intrappolate nei tunnel in Nepal
Squadre specializzate di Cina e India sono state mobilitate per aiutare il Nepal nelle operazioni di soccorso delle persone rimaste intrappolate nei tunnel di impianti idroelettrici dopo le devastanti inondazioni del Bhotekoshi. Lo riferisce Nepal News, citando il ministero degli Esteri nepalese. Due contingenti tecnici cinesi sono attesi in Nepal oggi e dovrebbero iniziare le operazioni domani, mentre una squadra indiana di 11 membri, composta da esperti medici e di soccorso in galleria, è già arrivata a Kathmandu. L'aiuto internazionale è stato richiesto dopo che i soccorritori nepalesi hanno incontrato difficoltà tecniche nell'accesso ai tunnel, ostruiti da fango, massi e sedimenti del fiume.
Nepal, rischio rapida decomposizione corpi: chieste celle frigo
I corpi delle persone morte nelle devastanti alluvioni lampo che mercoledi' hanno colpito il Nepal rischiano una rapida decomposizione. L'allarme è stato lanciato dal ministro degli Esteri nepalese, Shisir Khanal, che ha chiesto ai governi stranieri di fornire celle frigorifere per consentire la conservazione delle salme. Intervenendo oggi in conferenza stampa, Khanal ha spiegato di aver contattato diversi governi per sollecitare l'invio delle attrezzature necessarie, ma di non aver ricevuto finora alcun impegno concreto. Il ministro ha inoltre illustrato le difficoltà affrontate dalle squadre impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso, mentre almeno 3 mila persone risultano ancora disperse. Alcune delle zone maggiormente colpite dalle inondazioni possono essere raggiunte esclusivamente in elicottero. Anche i collegamenti aerei sono tuttavia complicati dalla conformazione del territorio: in alcuni casi i velivoli devono attraversare gole particolarmente strette per raggiungere le aree isolate. "I nostri elicotteri nepalesi devono mettersi in fila anche solo per riuscire a passare attraverso quelle strette gole", ha dichiarato Khanal.
Il Papa invia aiuti economici per il Nepal
Dopo aver espresso, in un telegramma, il suo dolore per quanto accaduto in Nepal mercoledì 26 agosto con l'alluvione che ha interessato una vasta regione vicina al Tibet, Leone XIV ha inviato un sostegno economico, concordato con la Nunziatura Apostolica del Nepal, per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Lo rendono noto i media vaticani. Il contributo aiuterà Caritas Nepal, che opera sotto la direzione del Vicariato Apostolico, nelle attività già in corso fin dalle prime ore dopo l'alluvione, ovvero fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto. "Si tratta di un primo aiuto che il Papa, come in altre occasioni, ha voluto inviare per le urgenze primarie della popolazione" spiega il prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, l'arcivescovo Luis Marín de San Martín: "E' un segno rapido e concreto per trasmettere, soprattutto ai più vulnerabili, la vicinanza e la tenerezza del Santo Padre, come una carezza della Chiesa che li accompagna e li sostiene".
Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo: "La presenza umana incide"
Non solo la forza della natura, ma anche la presenza dell'uomo e i cambiamenti climatici. Secondo il glaciologo Claudio Smiraglia, la tragedia che ha colpito il Nepal (GUARDA LO SPECIALE) si inserisce in un quadro più ampio, segnato dall'aumento di fenomeni distruttivi nell'area dell'Himalaya. "L'antropizzazione è un fenomeno importante", ha spiegato parlando a Sky TG24. La presenza di città, villaggi e abitazioni vicino ai corsi d'acqua, ha sottolineato, può esporre a "situazioni di costante pericolo".
Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo: 'La presenza umana incide'
Vai al contenutoAlluvione in Nepal: oltre 600 morti e circa 2.500 dispersi. VIDEO
Autorità Nepal, fino a 5 miliardi per la ricostruzione dopo le alluvioni
Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Swarnim Wagle, secondo quanto riportato dai media nepalesi. Wagle ha precisato che si tratta di una stima iniziale, mentre è ancora in corso la valutazione dei danni.
Sky TG24 Mondo, corsa contro il tempo: l'alluvione in Nepal e Tibet. VIDEO
Nepal, recuperati i corpi di 633 vittime dopo le inondazioni
I soccorritori all'opera da giorni in Nepal e Cina hanno recuperato i corpi di 633 vittime delle inondazioni nella valle del fiume Trishuli. Le ultime cifre di entrambi i paesi indicano poi un numero di dispersi vicino a 3.000, tra cui 933 operai intrappolati in un tunnel del progetto idroelettrico Trishuli 3. Le ricerche sono estremamente difficili nel mare di fango provocato dall'acqua, senza contare che alcuni morti potrebbero essere stati trascinati a valle fino all'India.
Nepal, regole più stringenti per i media che coprono l'alluvione
Il governo nepalese ha introdotto regole stringenti per i media nazionali ed esteri che intendano coprire le recenti inondazioni a Bhotekoshi. Lo ha riferito il Kathmandu Post. Secondo quanto annunciato dal ministero dell'Informazione, i corrispondenti stranieri sono tenuti a presentare una copia del passaporto e del visto validi, insieme a una lettera della testata in cui si chiede l'accredito. Govinda Prasad Pandey, portavoce del dipartimento dell'Informazione, ha tenuto a precisare che non si tratta di nuove norme. Dopo il disastro sono arrivati molti inviati nell'area e da qui l'esigenza di controlli più rigidi. Per questo nell'elenco dei documenti richiesti vi è anche una lettera del ministero degli Esteri del paese di provenienza del giornalista o della sua ambasciata o ufficio consolare in Nepal. "Non è una regola permanente", ha detto un funzionario governativo al Post, "mira solo a semplificare la copertura del disastro". I corrispondenti stranieri devono inoltre presentare una carta d'identita' rilasciata dalla loro organizzazione e i dettagli relativi alla loro busta-paga. Gli inviati dovranno fare domanda online allegando tutti i documenti e soli dopo l'approvazione presentarsi personalmente al dipartimento per l'Informazione, con due foto formato tessera, per ritirare il badge.
Soccorritori scavano per salvare i 100 operai intrappolati dopo l'alluvione in Nepal
Le squadre di soccorso nepalesi hanno intensificato le operazioni per raggiungere le 100 persone rimaste intrappolate nel tunnel del progetto idroelettrico Trishuli-3A, nel distretto di Rasuwa, dopo le devastanti inondazioni che hanno colpito la regione. Secondo Nepal News, il governo ha rafforzato da stamattina le attività per liberare l'ingresso del tunnel da fango e detriti. Un'unità composta da 82 uomini, tra cui 62 militari dell'esercito e 20 appartenenti alla Armed Police Force e alla Nepal Police, è impegnata nelle operazioni di scavo e ricerca. Il quotidiano riferisce inoltre che le condizioni meteorologiche avverse stanno rendendo particolarmente difficili i soccorsi. Secondo il Kathmandu Post oltre oltre 200 persone risultano ancora non contattabili in diversi progetti idroelettrici lungo il corridoio del Trishuli.
Alluvione Nepal, l'onda di fango devasta Betrawati: autobus travolto
Alcuni video impressionanti hanno immortalato il momento in cui un’enorme inondazione improvvisa si è abbattuta su Betrawati, nel distretto di Nuwakot, in Nepal il 26 agosto. Le immagini mostrano acqua e detriti devastare case e strade, per poi travolgere un autobus, mentre diverse persone cercano di raggiungere un posto sicuro. Secondo una prima analisi delle immagini satellitari, la devastante inondazione sarebbe stata causata dal distacco di una parte di un ghiacciaio.
Alluvione Nepal, l'onda di fango devasta Betrawati: autobus travolto
Vai al contenutoAutorità Nepal, sale a 626 il bilancio delle vittime dell'alluvione
Il bilancio delle devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal continua ad aggravarsi. Secondo l'ultimo aggiornamento della National disaster risk reduction and management authority (Ndrrma), 626 persone sono morte e altre 2.426 risultano disperse. Lo riporta la Bbc. Il nuovo bilancio, diffuso dall'autorità nepalese sui social, supera quello di 616 vittime comunicato dalla polizia. Anche il numero dei dispersi è aumentato sensibilmente: erano 1.924 nell'ultimo aggiornamento della Ndrrma di ieri. A questi bisogna aggiungere i 558 citati dalle autorità cinesi. Il totale arriva a quasi 3mila persone, anche se è ancora difficile stabilire se non ci siano sovrapposizioni tra i dispersi.
Inondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe
Le foto satellitari scattate prima e dopo la calamità mostrano la dimensione della distruzione provocata dall’evento causato probabilmente dal crollo di un ghiacciaio.
Inondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe
Vai al contenutoNepal, le immagini dell'italiano scampato all'alluvione. VIDEO
L'italiano Stefano Lotumolo è tra i turisti tratti in salvo nel distretto di Rasuwa, in Nepal, dopo la devastante alluvione improvvisa che ha colpito le aree di Timure e Bhote Koshi. L'uomo ha mostrato per la prima volta sui propri canali social le immagini di quanto ha vissuto, pubblicando dei video su Instagram e un messaggio in cui rassicura tutti sulle sue condizioni di salute.
Alluvione in Nepal, autorità del distretto di Chitwan identificano solo 4 corpi su 233
Le autorità del distretto di Chitwan, nel Nepal centro-meridionale, hanno recuperato finora 233 corpi dopo le alluvioni, ma soltanto quattro sono stati identificati. Lo riferisce la Bbc, citando una dichiarazione dell'Ufficio dell'amministrazione distrettuale di Chitwan. "I corpi raccolti dalle strutture sanitarie e dalle rive dei fiumi sono in stato di decomposizione e non sono più identificabili", si legge nella dichiarazione. I restanti 229 corpi sono conservati nei centri di deposito e nelle strutture sanitarie, mentre le autorità continuano a raccogliere e registrare campioni di Dna per consentirne l'identificazione.
Nepal, l'esperto: "Uno dei disastri più gravi della storia dell'Himalaya. Può succedere anche altrove". VIDEO
Frana Tibet-Nepal, Moro spiega come funzionano i soccorsi. VIDEO
Nepal, il bilancio dei dispersi sale a quasi 3000
E' salito a quasi 3.000 il numero dei dispersi nelle devastanti alluvioni e frane in Nepal e Cina. Il bilancio è stato aggiornato sulla base dei dati forniti dai soccorritori dei due paesi.
Nepal: centinaia di operai intrappolati in una galleria
I soccorritori nepalesi stanno tentando di liberare oltre cento operai intrappolati in un tunnel nel cantiere della diga idroelettrica di Trishuli, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. "Due elicotteri sono stati inviati sul posto, ma individuare gli ingressi della galleria rimane molto difficile", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Raja Ram Basnet, aggiungendo che 350 operai e residenti locali sono gia' stati evacuati "in condizioni molto rischiose, rese difficili dal maltempo e dalle inondazioni".
Nepal, Cina: 554 dispersi in Tibet. Maltempo ostacola soccorsi
Migliaia di soccorritori hanno intrapreso una difficile marcia nel cuore dell'area devastata dalla frana in Tibet nel tentativo di ritrovare alcuni dei 554 dispersi, secondo quanto riportato dai media statali cinesi. Un'enorme ondata di fango e detriti ha travolto mercoledi' l'imponente posto di frontiera cinese di Gyirong, situato a un'altitudine di 1.830 metri (3.000 piedi) vicino al confine con il Nepal, anch'esso gravemente colpito dal disastro. Il bilancio delle vittime cinesi, ancora provvisorio, e' di 7 morti e 554 dispersi, secondo quanto riferito da Xinhua. Non e' stato specificato il numero delle vittime straniere, ma in precedenza era stata segnalata la scomparsa di 260 stranieri. Un totale di 2.141 soccorritori sono attualmente sul posto, insieme a 86 esperti incaricati di monitorare i rischi geologici che potrebbero minacciare le operazioni di soccorso, che procedono con cautela, come riportato da Xinhua.Secondo l'agenzia, poco piu' di 500 soccorritori sono riusciti a raggiungere il centro della zona disastrata, vicino al valico di frontiera devastato di Gyirong, ma non senza notevoli difficolta'. Le operazioni di soccorso sono ostacolate dalla pioggia, dalla chiusura delle strade di accesso, dal terreno impervio e dal rischio di esondazione di un bacino idrico. Vigili del fuoco, militari e civili sono quindi costretti ad avventurarsi su pericolosi sentieri di montagna. L'emittente statale Cctv ha trasmesso immagini di vigili del fuoco con i caschi che attraversano un torrente in piena a bordo di gommoni neri o che vengono trasportati uno alla volta sull'altra sponda da un potente drone. Il canale ha anche mostrato escavatori e bulldozer intenti a riaprire le vie di accesso, nonche' squadre di soccorso al lavoro con generatori temporanei e antenne per le telecomunicazioni, mentre elaboravano una strategia per la loro avanzata. "La sfida piu' grande e' innanzitutto garantire la sicurezza del nostro personale militare", ha dichiarato a Cctv Jiang Wanqiang, membro della Polizia Armata Popolare, impiegata durante le calamita' naturali. "Rischiamo il cedimento del bacino idrico - ha sottolineato - nonche' frane e valanghe, che potrebbero causare ulteriori crolli dei pendii a monte". I servizi meteorologici cinesi prevedono piogge da leggere a moderate e possibili temporali isolati nella maggior parte della regione fino a domenica.
Alluvione tra Tibet e Nepal, almeno 616 morti e 2.300 feriti
Aumenta anche il numero dei dispersi: secondo le autorità locali sono almeno 2.426.
Nepal: fango e intrappolati in tunnel complicano soccorsi
L'esercito del Nepal ha intensificato le operazioni di ricerca e soccorso dopo la devastante alluvione lampo nell'Himalaya, ma sta incontrando grandi difficoltà, tra cui spessi strati di fango e persone intrappolate nei tunnel di montagna. Lo afferma il portavoce delle forze armate Raja Ram Basnet, spiegando che il fango rende difficile per i quattordici elicotteri di soccorso attualmente operativi nella regione atterrare e decollare nelle aree colpite, tra cui Temure, Syabrubesi e Mailung.
I tunnel della regione montuosa rappresentano un altro ostacolo, ha detto Basnet, dato che delle persone sono intrappolate al loro interno. Venerdì mattina il bilancio di individui tratti in salvo da quella particolare situazione si limitava a quattro, ha aggiunto, precisando che si ritiene che molti altri siano ancora intrappolati. Difficile dire quanto a lungo sarebbero continuate le operazioni di soccorso, ha dichiarato in seguito il portavoce. L'autorità nepalese per la gestione dei disastri ha dichiarato che più di 4.400 persone sono state salvate dall'inizio della crisi alla serata di venerdì.
Nepal: chiede assistenza estera per salvataggi e gestione salme
Il Nepal ha bisogno di assistenza straniera per il salvataggio delle persone rimaste intrappolate in un tunnel, nonché per l’identificazione e la conservazione dei corpi, in seguito all'alluvione-lampo che ha colpito il confine himalayano con la Cina. Lo dichiara il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal, spiegando che il Nepal ha inoltre già presentato richieste di aiuto dall'estero in ambiti specializzati e tecnici nei quali non dispone delle necessarie competenze, ma non nelle operazioni di ricerca e soccorso, stando a quanto riporta il Guardian.
L’esercito nepalese ha avviato una pericolosa e difficile operazione per salvare le persone intrappolate nel tunnel di un progetto idroelettrico nel distretto di Rasuwa, colpito dall’alluvione. Khanal ha dichiarato anche che il Nepal ha chiesto a India e Cina di fornire ponti Bailey, ponti reticolari portatili e prefabbricati composti da pannelli standardizzati e rapidamente assemblabili, per ripristinare quanto prima i trasporti e le comunicazioni nell’area colpita dal disastro, dove sono stati distrutti almeno venti ponti.
Alluvione tra Tibet e Nepal, almeno 616 morti e 2.300 feriti
Il bilancio delle vittime delle catastrofiche inondazioni in Nepal e Tibet è salito a 616 morti e oltre 2.300 feriti. Lo riferisce la polizia nepalese sui propri canali social.