Un'intera porzione di territorio cancellata dall'acqua e dalle frane, con villaggi e infrastrutture spazzati via in pochi istanti. È lo scenario descritto dal alpinista ed esperto di alta quota Agostino Da Polenza, che paragona le immagini arrivate da Nepal e Tibet a quelle del Vajont. "Sono stati spazzati via molti villaggi", racconta da Polenza, descrivendo una zona a circa 150 chilometri da Kathmandu, verso il confine con la Cina. Tra le strutture distrutte c'è anche la dogana di Gandia, un edificio di cinque piani insieme alle strutture in cemento armato realizzate per il passaggio tra i due Paesi.
A rendere ancora più complessa la situazione, spiega l'esperto, è la conformazione del territorio. "Siamo in stagione monsonica, cioè è una stagione in cui piove molto. I pendii e la geologia di quella regione è una geologia molto fragile, molto giovane e quindi molto pericolosa di per sé".
Sul terreno sono impegnate anche una quindicina-ventina di compagnie private di elicotteri, che operano sotto il coordinamento dell'esercito e della Protezione civile nepalese. "La catastrofe è veramente grande", sottolinea Da Polenza. Poi il paragone con una delle più drammatiche tragedie italiane: "A me ricorda molto le immagini del Vajont".
TAG:
Prossimi video
La Serbia cambia rotta: la lista degli studenti conquista la vittoria
Keret sul voto in Israele: scelta tra baratro e cambiamento
Serbia, la storica: "Il Paese fra Europa e Russia"
Carotenuto: Lula vince, ma a sinistra mancano giovani leader
A Kiev 66€ all'anno da ogni italiano, meno di francesi e tedeschi
Tempesta Boelo nel Regno Unito: danni e blackout
Elezioni Brasile, Lula al comando ma frattura nel Paese resta