Una nuova frana sta provocando un ulteriore accumulo di acqua e le autorità hanno ordinato il trasferimento in una zona sicura delle squadre di soccorso impegnate nei pressi del valico di Gyirong. Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione. Atterrati ieri a Orio al Serio Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani. Risultano dispersi Luca Barachini e Patrizia Marziale di Lugano
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Una nuova frana individuata a valle della diga naturale formatasi dopo la devastante alluvione al confine tra Nepal e Cina sta provocando un ulteriore accumulo di acqua. Le autorità hanno ordinato il trasferimento in una zona sicura delle squadre di soccorso impegnate nei pressi del valico di Gyirong. Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. La stima provvisoria è del ministero delle Finanze, secondo quanto riportano i media nepalesi.
Si aggrava, intanto, il bilancio della tragedia: sono oltre 800 le vittime e oltre 3mila i dispersi.
Sono atterrati ieri all'aeroporto di Orio al Serio Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle frane. Nell'ultimo elenco dei dispersi diffuso dalla polizia nepalese, ci sono Luca Barachini e Patrizia Marziale, la coppia residente a Lugano. Nell'ultimo post su Fb il racconto on the road di Patrizia: "La felicità è fatta di piccoli istanti".
Per approfondire:
- Alluvione in Nepal, che cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood"
- Alluvione in Nepal, italiano a Sky TG24: "Bloccati per circa 10 ore"
- Frana Tibet e Nepal, Da Polenza: "Pendii fragili e geologia giovane"
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Alluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastro
Un'ondata di piena di vaste proporzioni si è abbattuta sulla regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet, spazzando via strade, ponti, abitazioni e impianti idroelettrici. All'origine, secondo l'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs), c'è stato il crollo di un ghiacciaio ad alta quota, seguito da una colata di detriti che ha travolto i villaggi a valle. Nelle prime ore si era parlato di un terremoto, ipotesi poi smentita dagli stessi rilievi sismici. La frana ha colpito anche Gyirong Port, importante valico tra i due Paesi, interrompendo collegamenti stradali, elettrici e di comunicazione. Le autorità avvertono che una seconda alluvione non è esclusa.
Alluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastro
Vai al contenutoFrana in Tibet e Nepal, il glaciologo: "La presenza umana incide"
Non solo la forza della natura, ma anche la presenza dell'uomo e i cambiamenti climatici. Secondo il glaciologo Claudio Smiraglia, la tragedia che ha colpito il Nepal (GUARDA LO SPECIALE) si inserisce in un quadro più ampio, segnato dall'aumento di fenomeni distruttivi nell'area dell'Himalaya. "L'antropizzazione è un fenomeno importante", ha spiegato parlando a Sky TG24. La presenza di città, villaggi e abitazioni vicino ai corsi d'acqua, ha sottolineato, può esporre a "situazioni di costante pericolo".
Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo: 'La presenza umana incide'
Vai al contenutoAlluvione Nepal, diga in costruzione travolta dall'acqua
In Nepal una violenta alluvione nel distretto di Rasuwa ha distrutto interi villaggi e travolto anche una diga idroelettrica in costruzione. Nelle immagini si vede la struttura investita dalla forza dell'ondata di acqua, fango e detriti mentre alcuni operai lanciano l'allarme con dei fischietti.
Alluvione Nepal, diga in costruzione travolta dall'acqua
Vai al contenutoAlluvione Nepal, l'onda di fango devasta Betrawati: autobus travolto
Alcuni video impressionanti hanno immortalato il momento in cui un’enorme inondazione improvvisa si è abbattuta su Betrawati, nel distretto di Nuwakot, in Nepal il 26 agosto. Le immagini mostrano acqua e detriti devastare case e strade, per poi travolgere un autobus, mentre diverse persone cercano di raggiungere un posto sicuro. Secondo una prima analisi delle immagini satellitari, la devastante inondazione sarebbe stata causata dal distacco di una parte di un ghiacciaio.
Alluvione Nepal, l'onda di fango devasta Betrawati: autobus travolto
Vai al contenutoInondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe
Le foto satellitari scattate prima e dopo la calamità mostrano la dimensione della distruzione provocata dall’evento causato probabilmente dal crollo di un ghiacciaio.
Inondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe
Vai al contenutoMedia, bambina di 5 anni salvata dalle macerie in Nepal dopo due giorni
Una bambina di cinque anni è stata salvata dopo essere rimasta intrappolata per due giorni sotto le macerie a seguito delle inondazioni in Nepal. Lo riportano i media internazionali condividendo un video, diventato virale, che mostra i soccorritori nel momento del salvataggio. La bambina, identificata come Manisha, era stata trovata vicino a Syabrubesi nel distretto di Rasuwa. Secondo un servizio della Bbc, inizialmente le squadre di soccorso pensavano di aver sentito un gatto mentre perlustravano la zona alla ricerca di sopravvissuti. Ci sono volute circa due ore per raggiungere la bimba e portarla in salvo. Manisha era viva, ma quasi priva di sensi quando l'hanno trovata. La squadra di soccorso ha richiesto un elicottero, ma a causa delle avverse condizioni meteorologiche non è stato possibile evacuarla, l'hanno quindi portata al campo base e le hanno dato dell'acqua. Manisha ha ripreso conoscenza. Trasferita in aereo al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale universitario di Kathmandu, si sta riprendendo.
Nepal, dip. Stato: "Circa 85 americani ancora dispersi"
Circa 85 americani risultano ancora dispersi dopo la catastrofe che si è abbattuta sul Nepal al confine con il Tibet, ha reso noto il portavoce del dipartimento di Stato Tommy Pigott.
Alluvione Nepal, responsabile di una onlus: "Soccorsi molto complessi"
Sulla tragedia che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet, abbiamo intervistato Dawa Sherpa, responsabile della Onlus "Mani per il Nepal" che ci racconta qual è la situazione dei soccorsi in queste ore, complicati dalle piogge e dalla distruzione di strade e infrastrutture.
Alluvione Nepal, responsabile di una onlus: 'Soccorsi molto complessi'
Vai al contenutoAlluvione Nepal-Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro
In aggiunta allo stanziamento dei fondi 8xmille, l’UBI ha poi deciso di avviare anche una raccolta fondi in collaborazione con Wisedāna Foundation, fondazione filantropica internazionale ispirata ai valori della filosofia buddhista.
Alluvione Nepal-Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro
Vai al contenutoAlluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: cosa sappiamo
Dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando oltre 600 morti e travolgendo interi villaggi, sono migliaia i dispersi. Tre italiani risultano ancora irreperibili. Si tratta di Marco Ratto, orefice ligure di Rapallo, di 50 anni, e di Luca Barachini con la moglie Patrizia Marziale, residenti a Lugano.
Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: cosa sappiamo
Vai al contenutoCorsa contro il tempo in Nepal per salvare 3000 dispersi
Tra tunnel sommersi, strade cancellate e villaggi ancora isolati, in Nepal si continua a cercare chi potrebbe essere sopravvissuto alla devastazione delle alluvioni. Sono oltre 3.000 le persone ancora disperse tra Nepal e Tibet, mentre l'emergenza si allarga a un nuovo fronte: nelle aree rimaste senza collegamenti, l'acqua potabile scarseggia e le fonti danneggiate o contaminate fanno temere la diffusione di malattie. In Nepal il bilancio delle vittime è salito a 788, mentre 2.502 persone risultano disperse. In Tibet sono invece 16 i morti e 546 ancora irreperibili. A rendere ancora più delicata la situazione è il deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie nelle zone colpite. Le persone rimaste isolate hanno urgente bisogno di acqua pulita per bere e lavarsi, mentre i danni alle condutture e la possibile contaminazione delle fonti alimentano il timore di nuovi problemi sanitari. "La preoccupazione principale è che l'acqua sporca possa diffondere malattie", spiega Sudarshan Neupane, direttore di WaterAid Nepal, citato dalla Cnn, sottolineando il "reale pericolo di un'epidemia" legato ai corpi in decomposizione e agli animali. Ma a preoccupare non sono soltanto le conseguenze dell'alluvione. Nei pressi del valico di Gyirong i soccorritori sono stati trasferiti in un luogo sicuro dopo che, nella serata di ieri, un drone ha rilevato una nuova frana a circa 2,8 chilometri a valle del lago di sbarramento formatosi dopo l'alluvione del 26 agosto. La nuova frana ha creato un secondo margine naturale, dando origine a un nuovo bacino. La situazione è poi parzialmente tornata alla normalità: l'acqua ha aperto un varco e il secondo lago è entrato in una fase di deflusso, risultando sostanzialmente svuotato.
Nepal corsa contro il tempo per salvare 100 intrappolati dal fango nel tunnel. VIDEO
Papa Leone XIV: "Preghiamo per i morti e i dispersi in Nepal"
"Possa la sollecitudine di tutti - ha invocato il Pontefice - contribuire ad alleviare le sofferenze e arrecare gli aiuti necessari alla popolazione", ha detto il Santo Padre dopo l'Angelus che ha guidato in piazza della Libertà a Castel Gandolfo. Papa Leone XIV ha inviato un sostegno economico per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Il contributo aiuterà Caritas Nepal nelle attività già in corso dalle prime ore dopo l’alluvione: fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto.
Papa Leone XIV: 'Preghiamo per i morti e i dispersi in Nepal'
Vai al contenutoAlluvione Tibet e Nepal, la testimonianza del fotografo Lotumolo. VIDEO
Catastrofe in Nepal, 5 miliardi per ricostruire. VIDEO
Nepal, il dipartimento di Stato: "85 americani ancora dispersi"
Sono 85 gli americani ancora dispersi dopo le devastanti frane nell'Himalaya nepalese. Lo ha reso noto oggi il dipartimento di Stato. A quanto riferito dal portavoce del dipartimento di Stato, Tommy Pigott, nove americani sono stati portati in salvo e al momento non si hanno notizie di vittime accertate.
Frana Tibet e Nepal, il dramma del riconoscimento dei corpi nel racconto di Sky News. VIDEO
Fa evacuare studenti prima dell'inondazione, preside nepalese salva 900 alunni
Quattro avvisi arrivati nel giro di pochi minuti. Poi la decisione più difficile: interrompere le lezioni e ordinare a centinaia di studenti di lasciare immediatamente la scuola. Così Rajendra Dawadi, preside della scuola secondaria Tribhuvan Trishuli di Nuwakot, in Nepal, è riuscito a far evacuare 900 dei poco più di 1600 studenti verso le zone collinari, attimi prima della tragedia. Lo riporta la Bbc. Le prime segnalazioni parlavano di acque in rapido aumento e soprattutto della situazione già drammatica a Betrawati, più a monte, dove le inondazioni avevano iniziato a travolgere l'insediamento. "Anche se l'alluvione non fosse arrivata, si trattava solo di perdere un giorno di scuola", ha dichiarato in seguito il preside alla Bbc. La decisione di mettere la sicurezza davanti al calendario scolastico, si è rivelata corretta. Pochi minuti dopo l'evacuazione verso le zone collinari, un dormitorio a 100 metri dal fiume è stato completamente sommerso. "Se avessimo preso la decisione 10 minuti dopo, nessuno di noi, studenti compresi, sarebbe qui a parlarvi oggi", ha detto il preside. Una delle 900 studentesse salvate grazie alla decisione del preside, Yunisha, una ragazza di 16 anni, racconta di essere scampata all'alluvione solo pochi istanti prima che arrivasse. "Io e le mie amiche siamo sopravvissute per soli 10 secondi". Yunisha ha raccontato di aver corso lungo uno stretto sentiero fangoso dietro la scuola insieme ad altri studenti. "In un attimo, tutto è stato spazzato via davanti ai miei occhi", ha aggiunto. Yunisha, intervistata dalla Bbc insieme alla madre Sabina Shrestha, racconta che la famiglia ha trascorso ore cercando disperatamente di contattarla dopo aver appreso la notizia dell'alluvione. "Ero nel panico. Ho provato a chiamare più volte mia figlia e suo padre, ma nessuno dei due era raggiungibile. Sono così felice e sollevata. Dio ha salvato la mia bambina."
Nepal, salito a 804 il bilancio dei morti nelle alluvioni
E' salito a oltre 800 il bilancio dei morti accertati nelle alluvioni in Nepal e in Cina. Le autorità nepalesi domenica hanno portato il numero dei decessi conteggiati a 788, una cifra che, insieme alle 16 morti segnalate dalla Cina, fa arrivare la cifra totale delle vittime a 804. La polizia nepalese ha confermato sui suoi canali social che i feriti sono 239 e 2.502 i dispersi. Dal lato cinese, le autorità segnalano 546 persone non localizzate, per un totale di 3.048 dispersi fra cui tre turisti italiani.
Pechino, quasi svuotato il nuovo lago di sbarramento creatosi dopo le frane
Il lago di sbarramento formatosi sopra il valico di Gyirong, nella regione cinese del Tibet, al confine con il Nepal, è ormai quasi completamente defluito, tornando a una condizione di scorrimento del corso d'acqua. Lo ha riferito il ministero cinese delle Risorse idriche, sulla base di immagini riprese da droni e di rilievi panoramici effettuati in mattinata. Lo riporta Xinhua. Il lago si era formato in seguito alle frane che hanno colpito l'area di Gyirong dopo il collasso del ghiacciaio ad alta quota sul versante nepalese. Restano tuttavia diverse situazioni di rischio a monte. A circa 5,6 chilometri dal precedente lago, a un'altitudine di circa 3.700 metri, un'area interessata dall'impatto della frana presenta ancora una superficie d'acqua di circa 108 mila metri quadrati, con un volume stimato in 1,4 milioni di metri cubi. L'acqua continua inoltre a defluire circa 180 metri a valle dello sbarramento, mentre tre ulteriori aree di accumulo dell'acqua, distribuite lungo un tratto di 2,5 chilometri, hanno complessivamente una superficie inferiore a 70 mila metri quadrati. Il ministero ha sottolineato che queste zone continuano a rappresentare un potenziale pericolo e devono essere monitorate. Un nuovo lago di sbarramento si era formato ieri, circa 2,8 chilometri a valle del precedente, dopo un'altra frana proveniente dal versante nepalese. Anche in questo caso, la diga naturale è stata erosa dal flusso dell'acqua a monte e il corso del fiume è tornato a scorrere.
Kathmandu, intensificati i soccorsi nel tunnel della centrale Upper Trishuli
Sono stati intensificati gli sforzi per soccorrere le persone rimaste intrappolate nel tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3A, nel distretto di Nuwakot, dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal. "Gli sforzi per soccorrere le persone intrappolate all'interno del tunnel dell'Upper Trishuli 3A Hydropower Project sono stati intensificati, compresi i tentativi degli ingegneri dell'esercito nepalese di effettuare operazioni di brillamento", ha riferito il ministero dell'Energia. Secondo il Kathmandu Post, l'esercito ha individuato la parte superiore del tunnel dopo tre giorni di lavori e ha aperto un varco di circa 60 per 90 centimetri. Una squadra è riuscita a entrare utilizzando delle corde, ma dall'interno non è arrivata alcuna risposta. I soccorritori stanno cercando di portare mezzi pesanti e ampliare l'apertura attraverso operazioni di brillamento. L'esercito stima che almeno 35 persone possano essere intrappolate nel tunnel di Trishuli 3A. Il governo nepalese afferma che più di 100 operai potrebbero essere ancora vivi e intrappolati nei tunnel di diversi impianti idroelettrici, con gli sforzi concentrati sui siti di Trishuli 3A e 3B. La cifra chiarisce una discrepanza rispetto alle informazioni diffuse nei giorni scorsi: i circa 100 lavoratori erano stati indicati come intrappolati nel solo tunnel di Trishuli 3A, mentre nelle informazioni diffuse oggi il dato di oltre 100 si riferisce ai lavoratori ancora intrappolati nei diversi tunnel degli impianti. Per il solo 3A, la stima dell'esercito è ora di almeno 35 persone. Nel complesso, 933 lavoratori dei progetti idroelettrici risultano dispersi, secondo i dati delle autorità.
Alluvione Tibet e Nepal, nuove frane minacciano la zona. VIDEO
Polizia Nepal: il bilancio dell'alluvione sale a 781 morti
È salito a 781 il bilancio delle vittime delle devastanti alluvioni provocate dal fiume Bhotekoshi nel distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce Nepal News citando la polizia nepalese. I corpi recuperati sono 264 nel distretto di Chitwan, 194 a Nawalparasi (Bardaghat Susta East), 120 a Nawalparasi (Bardaghat Susta West), 58 a Gorkha, 52 a Nuwakot, 50 a Dhading, 37 a Tanahun e 13 a Rasuwa. Secondo la National disaster risk reduction and management authority (Ndrrma), inoltre, 2.502 persone risultano ancora disperse. Tra queste figurano 25 agenti della polizia, 45 militari dell'esercito e 13 membri della polizia armata, oltre a 933 lavoratori di progetti idroelettrici. Finora, secondo la Ndrrma, 8.730 persone sono state tratte in salvo.
Individuata l'ultima posizione di Marco Ratto, era a Timuré la notte prima della piena
Marco Ratto, il gioielliere di Rapallo disperso dopo la devastante alluvione che ha colpito il nord del Nepal, si trovava a Timuré, nel distretto di Rasuwa, la sera del 25 agosto, alla vigilia della piena che ha travolto l'area al confine con il Tibet. La ricostruzione emerge dall'incrocio delle informazioni diffuse dalla Leaf Holidays Treks & Expeditions, l'agenzia nepalese che organizzava il viaggio di Ratto, e dalla Trekking Agencies' Association of Nepal, l'associazione di categoria delle agenzie di trekking nepalesi, di cui Leaf Holidays fa parte. Leaf Holidays ha pubblicato un appello per i 55 membri del gruppo dispersi, accompagnato dalle fotografie e dai nomi delle persone di cui non si avevano più notizie. Nel materiale diffuso compare anche Marco Ratto, indicato come l'unico italiano della comitiva. L'agenzia era responsabile dell'organizzazione del viaggio verso il Kailash e il Tibet e il gruppo avrebbe dovuto attraversare il confine tra Nepal e Cina il 26 agosto.
Papa: pregare per il Nepal, inviare aiuti necessari
"Assicuro, la mia preghiera per quanti sono colpiti dalla terribile alluvione che si è verificata in Nepal e Tibet. Preghiamo per chi ha perso la vita per i feriti e i dispersi, per le famiglie e per i soccorritori". Lo ha detto Leone XIV dopo l'Angelus che ha guidato in piazza della Libertà a Castel Gandolfo. "Possa la sollecitudine di tutti - ha invocato il Pontefice - contribuire ad alleviare le sofferenze e arrecare gli aiuti necessari alla popolazione".
Nuovo bilancio delle vittime a 768 morti e oltre 3 mila dispersi
È salito ad almeno 768 morti il bilancio della devastante alluvione che mercoledì ha colpito la zona di confine tra Nepal e Cina. Oltre 3mila persone risultano ancora disperse sui due versanti dell'Himalaya. L'Autorità nazionale nepalese per la gestione dei disastri ha aggiunto 77 vittime al precedente bilancio e ha riferito che 2.502 persone non sono state ancora localizzate nel Paese. Tra i dispersi figurano 589 cittadini stranieri. Sul versante cinese, le autorità hanno finora confermato 16 morti e stanno cercando altre 564 persone nel territorio tibetano. Il numero complessivo dei dispersi nei due Paesi è quindi salito a 3.066. Il bollettino nepalese segnala inoltre almeno 239 feriti.
La nuova diga naturale quasi svuotata, riprendono i soccorsi
La nuova diga naturale formatasi in Tibet in seguito alla frana ha iniziato a scaricare l'acqua ed è ormai "praticamente svuotata". Lo ha comunicato il ministero cinese per la Gestione delle emergenze. L'accumulo si era formato nella notte dopo che i droni di sorveglianza avevano individuato una nuova frana su un pendio situato circa 2,8 chilometri a valle di un'altra diga naturale provocata dal disastro. I detriti avevano bloccato il corso del fiume, spingendo le autorità a trasferire precauzionalmente in una zona sicura le squadre impegnate nelle ricerche vicino al valico di Gyirong, al confine tra Cina e Nepal. Secondo il ministero, citato dall'agenzia Xinhua, le ultime osservazioni sul terreno indicano che la nuova barriera consente ormai il normale deflusso dell'acqua e che il volume trattenuto si è ridotto quasi completamente. Le operazioni di soccorso sono così riprese.
Esperto: allarme per acqua contaminata dopo alluvioni in Nepal, rischio di epidemie
Le persone rimaste isolate dalle alluvioni in Nepal hanno urgente bisogno di acqua pulita per evitare la diffusione di malattie, secondo Sudarshan Neupane, direttore di WaterAid Nepal, che ha espresso alla Cnn preoccupazione per i danni alle condutture e la possibile contaminazione delle fonti di acqua potabile. "La preoccupazione principale è che l'acqua sporca possa diffondere malattie, quindi le persone hanno bisogno di acqua pulita per bere e lavarsi il prima possibile, insieme a un aiuto urgente per coloro che sono ancora bloccati", ha detto Neupane. "È inoltre reale il pericolo di un'epidemia a causa dei corpi in decomposizione e degli animali, come abbiamo visto in altre catastrofi", ha aggiunto. Secondo Neupane, le priorità immediate sono soccorrere le persone ancora intrappolate, fornire acqua pulita e beni essenziali alle famiglie colpite e ripristinare l'elettricità e i collegamenti alla rete idrica.
Nepal: bambina di 6 anni tratta in salvo, sotto le macerie per 60 ore
Una bambina di sei anni è stata tratta in salvo a Timure, in Nepal, dopo essere rimasta sepolta sotto le macerie di un edificio crollato per circa 60 ore. Lo hanno reso noto gli agenti della Polizia del Nepal, spiegando di aver sentito le grida di Manisha Tamang e di averla tratta in salvo. La polizia ha condiviso il video del salvataggio e le immagini degli agenti che si prendevano cura della bambina e le davano da mangiare.
Nepal: Cina rivela nazionalità 261 stranieri dispersi in Tibet dopo frana
Le autorità cinesi hanno rivelato, per la prima volta dalla frana di mercoledì al confine tra Nepal e Tibet, le 23 nazionalità dei 261 stranieri che risultano ancora dispersi su un totale di 546 persone. Si tratta di 104 cittadini dal Nepal, 49 dall'India, 33 dalla Lettonia, 18 dagli Stati Uniti, 15 dal Regno Unito, 6 dal Canada e 6 dall'Australia, 4 dal Sudafrica, 3 dalla Russia, 3 dalla Malaysia e 3 dalla Germania. Nell'elenco figurano anche 2 cittadini dai Paesi Bassi, 2 dalla Nuova Zelanda, 2 dall'Estonia, 2 dalla Francia e 2 dall'Irlanda. Infine risulta un disperso dalla Finlandia, uno dalla Lituania, uno dal Portogallo, uno dall'Ucraina, uno dalla Spagna, uno dall'Ungheria e uno dal Kazakistan. Le relative ambasciate sono state informate, ha detto un funzionario cinese nel corso di una conferenza stampa.
Esperti cinesi, frana Gyirong legata a instabilità ghiacciai per cambiamento climatico
Un ricercatore dell'Istituto di ricerca sulle montagne di Chengdu dell'Accademia cinese delle scienze, Su Pengcheng, ha attribuito la frana che ha colpito il valico di Gyirong, al confine tra Tibet e Nepal, agli effetti di lungo periodo del riscaldamento climatico sull'instabilità dei ghiacciai. Lo riferisce Xinhua. Secondo quanto riferito da Su in una conferenza stampa del governo della regione autonoma del Tibet, il disastro è stato caratterizzato da un'insorgenza improvvisa, una grande portata della piena, un'elevata velocità di propagazione, forte capacità distruttiva e un'ampia area interessata. Queste caratteristiche, ha aggiunto, rappresentano un nuovo e significativo tratto dei disastri legati alla criosfera nell'altopiano del Qinghai-Tibet e nelle aree circostanti. L'analisi dell'origine del fenomeno, ha spiegato il ricercatore, indica che il distacco di ghiaccio e roccia è avvenuto in un canale stretto caratterizzato da un forte dislivello. L'elevata energia potenziale avrebbe prodotto, durante la rapida discesa, calore per attrito e collisione, generando una grande quantità di acqua di fusione. Il materiale si sarebbe quindi mescolato ai detriti morenici e ad altri materiali sciolti, avanzando rapidamente lungo il canale fino a raggiungere il valico di Gyirong, dove si sarebbe formato un accumulo con conseguente riflusso dell'acqua, prima di proseguire verso le aree a valle in Nepal. Il monitoraggio ha inoltre rilevato che sono trascorsi appena 6-7 minuti dal momento in cui si è verificato il distacco di ghiaccio e roccia a quello dell'impatto sul valico di Gyirong. Su ha sottolineato che l'area, caratterizzata da alta quota, gole ripide e condizioni meteorologiche variabili, presenta ancora numerosi ghiacciai, laghi glaciali e altre potenziali fonti di rischio geologico, rendendo particolarmente difficili le operazioni di soccorso.
Nepal: nuova frana crea una diga naturale, evacuati soccorritori
Una nuova frana individuata a valle della diga naturale formatasi dopo la devastante alluvione al confine tra Nepal e Cina sta provocando un ulteriore accumulo di acqua. Le autorità hanno ordinato il trasferimento in una zona sicura delle squadre di soccorso impegnate nei pressi del valico di Gyirong. Il ministero cinese per la Gestione delle emergenze ha riferito che i droni di sorveglianza hanno individuato nella notte una frana su un pendio situato circa 2,8 chilometri a valle della precedente diga naturale. Secondo la televisione statale Cctv, i detriti hanno parzialmente bloccato il corso del fiume, formando una nuova barriera dietro la quale l'acqua ha cominciato ad accumularsi. Il ministero ha convocato un gruppo di esperti per valutare l'evoluzione della nuova diga e ha disposto l'allontanamento del personale impegnato nelle operazioni di soccorso vicino al valico di Gyirong, tra il Nepal e la regione cinese del Tibet, completamente devastato dall'alluvione. Le autorità mantengono in volo i droni per controllare sia il nuovo accumulo sia la diga naturale formatasi precedentemente piu' a monte. Quest'ultima aveva costretto venerdi' a sospendere temporaneamente parte delle ricerche per il timore di un cedimento improvviso. Ieri il ministero cinese delle Risorse idriche aveva comunicato che la prima diga si era "praticamente svuotata" e che il fiume aveva recuperato un flusso naturale "normale".
Nepal: maltempo su soccorsi, operai forse intrappolati in tunnel
Le operazioni di soccorso in Nepal per raggiungere i lavoratori dispersi nelle centrali idroelettriche colpite dalle devastanti alluvioni sono rallentate dal maltempo e dall'innalzamento dei fiumi. Le autorità ritengono che oltre 100 operai possano essere ancora vivi all'interno di tunnel sommersi da acqua, fango e detriti. Le ricerche si concentrano sui progetti Trishuli 3A e 3B. A Trishuli 3A i soccorritori erano riusciti ad aprire un varco e a immettere aria nel tunnel, ma nuove piogge hanno nuovamente allagato l'area. Secondo le autorità, risultano dispersi 933 lavoratori del settore idroelettrico. Alle operazioni partecipano squadre nepalesi, indiane e cinesi specializzate nei soccorsi in galleria. Secondo lo U.S. Geological Survey, il disastro sarebbe stato provocato dal collasso di un ghiacciaio che ha generato una gigantesca colata di acqua e detriti.Le inondazioni hanno colpito anche il sistema energetico nazionale: 11 impianti idroelettrici e una centrale solare hanno interrotto l'attività, con una perdita di oltre 431 megawatt, circa il 10% della capacità installata del Paese.
Nepal, alluvioni: bilancio a 750 morti e oltre 3.000 dispersi
Sale a 750 morti il bilancio delle devastanti alluvioni che hanno colpito mercoledi' il Nepal e le aree di confine con la Cina. Secondo le autorità nepalesi, le vittime sono 734 e i dispersi 2.498. Sul versante cinese, i media statali riferiscono di 16 morti e 546 dispersi. Il bilancio complessivo del disastro è quindi di 750 vittime e 3.044 persone ancora disperse.
Usa stanziano 3,6 milioni di dollari in aiuti per il Nepal
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato lo stanziamento di 3,6 milioni di dollari per aiutare il Nepal devastato dalle alluvioni. "Non esiste per noi priorità più alta della sicurezza dei cittadini americani. Le nostre ambasciate in Nepal e in Cina stanno collaborando strettamente per assistere gli americani e sostenere gli sforzi di soccorso", si legge sull'account X del dipartimento. "Gli Stati Uniti sono al fianco della popolazione del Nepal, fornendo aiuti umanitari salvavita per un valore di oltre 3,6 milioni di dollari, tra cui assistenza alimentare d'emergenza per un periodo fino a tre mesi destinata a un massimo di 10.000 famiglie colpite dalle inondazioni", si sottolinea. Secondo la Cnn ci sarebbero fino a 90 americani dispersi nel Paese.
Nepal, il bilancio sale a 734 morti e 2.498 dispersi
Il bilancio provvisorio delle inondazioni in Nepal, al confine con la Cina, è salito a 734 morti e 2.498 dispersi. Lo ha annunciato oggi l'autorità nepalese incaricata della gestione delle emergenze. I media statali cinesi hanno a loro volta riportato un bilancio di 16 morti e 546 dispersi sul proprio territorio, portando il totale delle vittime della catastrofe a 750 morti e 3.044 dispersi.