Lo speciale sull'alluvione in Nepal e Tibet
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Alluvione Nepal e Tibet, oltre 900 morti e 4mila dispersi: cresce rischio epidemie

©Getty

Si aggrava ancora il bilancio dell'alluvione che ha colpito il Nepal: i morti sono almeno 939, i dispersi sono 3.925. Lo riportano le autorità locali. Interi villaggi sono stati ancora travolti da fango e detriti. Nelle aree rimaste senza collegamenti, l'acqua potabile scarseggia e le fonti danneggiate o contaminate fanno temere la diffusione di malattie. Almeno 933 operai addetti alle centrali idroelettriche del Paese potrebbero essere rimasti intrappolati nelle gallerie

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Si aggrava ulteriormente il bilancio dell'alluvione che ha colpito il Nepal: i morti sono almeno 939, i dispersi sono 3.925. Lo riportano le autorità locali.

Il Nepal, per ragioni sanitarie, ha iniziato a seppellire alcune delle vittime della devastante piena che ha colpito la regione al confine con la Cina, senza attendere l'identificazione dei corpi né la conclusione delle operazioni di soccorso, rese estremamente difficili dall'ampiezza del disastro. Prima dell'inumazione viene comunque prelevato un campione di Dna. Interi villaggi sono stati travolti da fango e detriti. 

L'emergenza si allarga a un nuovo fronte: nelle aree rimaste senza collegamenti, l'acqua potabile scarseggia e le fonti danneggiate o contaminate fanno temere la diffusione di malattie. I soccorritori continuano a lavorare senza sosta e in condizioni molto rischiose, anche per il timore di nuove piene. Una bambina di cinque anni è stata salvata dopo essere rimasta intrappolata per due giorni sotto le macerie. La Malaysia ha promesso 1 milione di dollari in aiuti e invierà una squadra di ricerca e soccorso specializzata nelle emergenze per contribuire alle operazioni di assistenza.

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Alluvione in Nepal, che cos’è il 'Glacial Lake Outburst Flood'

Il crollo di una porzione di ghiacciaio ha innescato le inondazioni che hanno travolto Nepal e Tibet, causando centinaia di morti e dispersi. A comunicarlo è stato l'Istituto geologico statunitense (Usgs), secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle". Si tratta di “un evento estremo improvviso” difficile da prevedere, come spiegato all’Adnkronos da Daniele Giordan, dirigente di ricerca presso l'Istituto di Geoscienze (Geo) del Consiglio nazionale delle Ricerche.

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Alluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastro

Un'ondata di piena di vaste proporzioni si è abbattuta sulla regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet, spazzando via strade, ponti, abitazioni e impianti idroelettrici. All'origine, secondo l'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs), c'è stato il crollo di un ghiacciaio ad alta quota, seguito da una colata di detriti che ha travolto i villaggi a valle. Nelle prime ore si era parlato di un terremoto, ipotesi poi smentita dagli stessi rilievi sismici. La frana ha colpito anche Gyirong Port, importante valico tra i due Paesi, interrompendo collegamenti stradali, elettrici e di comunicazione. Le autorità avvertono che una seconda alluvione non è esclusa.

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Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo: "La presenza umana incide"

Non solo la forza della natura, ma anche la presenza dell'uomo e i cambiamenti climatici. Secondo il glaciologo Claudio Smiraglia, la tragedia che ha colpito il Nepal (GUARDA LO SPECIALE) si inserisce in un quadro più ampio, segnato dall'aumento di fenomeni distruttivi nell'area dell'Himalaya. "L'antropizzazione è un fenomeno importante", ha spiegato parlando a Sky TG24. La presenza di città, villaggi e abitazioni vicino ai corsi d'acqua, ha sottolineato, può esporre a "situazioni di costante pericolo".

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Alluvione Nepal, responsabile di una onlus: "Soccorsi molto complessi"

Sulla tragedia che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet, abbiamo intervistato Dawa Sherpa, responsabile della Onlus "Mani per il Nepal" che ci racconta qual è la situazione dei soccorsi in queste ore, complicati dalle piogge e dalla distruzione di strade e infrastrutture.

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Inondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe

Le foto satellitari scattate prima e dopo la calamità mostrano la dimensione della distruzione provocata dall’evento causato probabilmente dal crollo di un ghiacciaio.

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Alluvione Nepal-Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro

In aggiunta allo stanziamento dei fondi 8xmille, l’UBI ha poi deciso di avviare anche una raccolta fondi in collaborazione con Wisedāna Foundation, fondazione filantropica internazionale ispirata ai valori della filosofia buddhista.

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Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: cosa sappiamo

Dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando oltre 600 morti e travolgendo interi villaggi, sono migliaia i dispersi. Tre italiani risultano ancora irreperibili. Si tratta di Marco Ratto, orefice ligure di Rapallo, di 50 anni, e di Luca Barachini con la moglie Patrizia Marziale, residenti a Lugano.

Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: cosa sappiamo

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Mille operai dispersi nei tunnel in Nepal, si scava in cerca di sopravvissuti

In Nepal si scava alla ricerca di sopravvissuti. A quasi una settimana dalla tremenda inondazione che ha devastato il nord del Paese, a causa del crollo di un ghiacciaio, il bilancio delle vittime è salito ad oltre 950 morti. Ma sono circa 4.500 le persone disperse nelle vallate travolte da una micidiale ondata di fango e detriti. E tra loro ci sono 933 operai di cui non si hanno notizie da giorni. Per cercarli, i soccorritori stanno provando a farsi strada tra i tunnel sotterranei delle stazioni idroelettriche della zona. Un'operazione tutt'altro che facile: le squadre di emergenza hanno infatti trovato diversi passaggi ostruiti dal fango, riporta la France Presse, e la Bbc fa sapere che per tentare di aprire dei varchi e raggiungere le gallerie vengono usate anche delle cariche esplosive, mentre alcuni soccorritori si calano dentro i tunnel dall'alto con le corde. Le ricerche di possibili sopravvissuti vanno avanti senza sosta e alle operazioni partecipano anche soccorritori da India, Cina e Corea del Sud. Secondo le autorità nepalesi, sono 279 le persone tratte in salvo nei giorni scorsi dai tunnel dei diversi impianti idroelettrici: la maggior parte di loro si trovava nelle gallerie della stazione "Upper Trishuli-1". Ma è una corsa contro il tempo e non è per niente chiaro quanti fossero in effetti gli operai nei tunnel quando è avvenuta la tragedia.  "Circa 500" ipotizza il Guardian, mentre l'Afp scrive che, secondo il governo, "circa cento lavoratori potrebbero essere ancora in vita all'interno di diversi tunnel". 

Papa Leone XIV: "Preghiamo per i morti e i dispersi in Nepal"

"Possa la sollecitudine di tutti - ha invocato il Pontefice - contribuire ad alleviare le sofferenze e arrecare gli aiuti necessari alla popolazione", ha detto il Santo Padre dopo l'Angelus che ha guidato in piazza della Libertà a Castel Gandolfo. Papa Leone XIV ha inviato un sostegno economico per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Il contributo aiuterà Caritas Nepal nelle attività già in corso dalle prime ore dopo l’alluvione: fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto.

Papa Leone XIV: 'Preghiamo per i morti e i dispersi in Nepal'

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Alluvioni Nepal, cresce bilancio vittime ed è emergenza sanitaria. VIDEO

Nepal, l'esperto: "Anche le nostre Alpi crollano. Serve agire subito"

“Ciò che è successo in Nepal e Tibet, con le dovute proporzioni, sta già accadendo sulle nostre Alpi. Servono azioni immediate e un cambiamento di paradigma su come sfruttiamo la nostra montagna”, dice a Sky Tg24 Insider Carlo Barbante, professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia e fondatore dell'Istituto di Scienze Polari del CNR. Partendo da quanto accaduto in Asia, analizza lo stato di salute dei nostri ghiacciai, con un avvertimento: “Chi nasce oggi vedrà ben pochi ghiacciai alpini nel suo futuro”.

Nepal, l'esperto: 'Anche le nostre Alpi crollano. Serve agire subito'

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Nuove immagini satellitari mostrano gli effetti dell'alluvione in Nepal

Nuove immagini satellitari mostrano le conseguenze dello smottamento del ghiacciaio al confine tra Nepal e Cina e la valanga di fango e detriti generata dalla conseguente alluvione lampo lo scorso 26 agosto. Le pubblica l'Agenzia spaziale europea (Esa) sul suo sito. La prima coppia di immagini è stata prodotta dal satellite Sentinel-2 di Copernicus, il programma di osservazione della Terra gestito dall'Esa e dalla Commissione Ue. Un'immagine è stata ripresa il 12 agosto, prima dell'alluvione, mentre l'altra risale al 27 agosto. Entrambe sono a colori naturali e dal confronto emerge chiaramente il drammatico aumento del livello dell'acqua del fiume Trishuli. La seconda coppia di immagini è stata elaborata utilizzando i canali infrarossi a onde corte dei satelliti, che aiutano a distinguere l'acqua e il ghiaccio dalle nuvole che spesso ricoprono questa regione montuosa dell'Asia. La prima immagine è stata catturata da Sentinel-2 il 24 agosto, mentre la seconda è stata ripresa dalla missione statunitense Landsat-9 il 26 agosto, circa due ore dopo il crollo del ghiacciaio. Anche in questo caso risulta evidente la colata di fango e detriti che si è riversata per quasi 100 chilometri a valle. "Sebbene le immagini satellitari siano indispensabili nell'immediatezza di una catastrofe, il loro valore va ben oltre la fase iniziale dell'emergenza", spiega l'Esa. "Nelle settimane, nei mesi e persino negli anni successivi, i dati satellitari possono fornire un quadro dettagliato dei danni, aiutare le autorità a valutare quali strade, ponti ed edifici sono stati colpiti e sostenere gli interventi per ripristinare i servizi essenziali e ricostruire le comunità. Offrendo una visione coerente del territorio prima e dopo una catastrofe, le immagini satellitari possono inoltre aiutare i responsabili della pianificazione a monitorare il processo di ripresa, individuare le aree che restano a rischio e prendere decisioni più consapevoli su dove e come ricostruire".

Nepal, corsa contro il tempo per salvare operai nei tunnel. VIDEO

Nepal, bilancio alluvione a 939 morti: quasi 4 mila dispersi

Si aggrava ulteriormente il bilancio dell'alluvione che ha colpito il Nepal: i morti sono almeno 939, i dispersi sono 3.925. Lo riportano le autorità locali. 

Nepal, oltre 900 morti e 5mila dispersi dopo le alluvioni. VIDEO

Nepal, fiumi contaminati da cadaveri: "Non mangiate il pesce"

La polizia nepalese ha invitato la popolazione a non consumare pesce e altri prodotti provenienti dai fiumi colpiti dalle devastanti alluvioni che cinque giorni fa hanno travolto intere località nel nord e nel centro del Paese. "Si chiede di astenersi dal consumare pesce e altri alimenti fluviali trascinati dalle inondazioni", ha avvertito la polizia su X. Le autorità dei distretti di Rasuwa e Nawalpur hanno segnalato che le acque del Bhote Koshi, epicentro della catastrofe, e degli altri corsi d'acqua della zona sono gravemente contaminate da prodotti chimici, fango, rifiuti e agenti patogeni. Nei fiumi sono finiti anche cadaveri umani e carcasse di animali trascinati a valle dalle montagne. 

Bbc: "In Nepal esplosioni per raggiungere tunnel alla ricerca dei dispersi"

I soccorritori nepalesi stanno effettuando delle esplosioni controllate per cercare di raggiungere i tunnel di vari impianti idroelettrici dopo le inondazioni della scorsa settimana: lo riporta la Bbc. Secondo i media internazionali, in totale sono 933 gli operai che risultano dispersi in diversi siti. Secondo la tv britannica, intorno alle due del mattino è stata eseguita un'esplosione controllata per cercare di creare un varco di accesso verso il tunnel dell'impianto idroelettrico Trishuli-3A e sono stati impiegati due escavatori per creare un varco profondo circa dieci metri. L'esercito nepalese afferma che sono in corso lavori per rimuovere acqua, fango e detriti da quello stesso tunnel, riporta sempre la Bbc. 

Continuano in Nepal le ricerche dei 933 operai dispersi dopo le inondazioni

I soccorritori continuano le ricerche degli operai dispersi in Nepal dopo la gravissima inondazione della scorsa settimana: lo riportano i media internazionali, precisando che sono 933 gli operai che risultano dispersi in vari siti. "Non è chiaro quanti di quei lavoratori si trovassero all'interno dei tunnel profondi e pesantemente rinforzati" degli impianti idroelettrici quando è avvenuta la tragedia, spiega la Cnn. Mentre l'Afp scrive che, secondo il governo, "circa cento lavoratori potrebbero essere ancora in vita all'interno di diversi tunnel". La Bbc riporta che, stando alle autorità nepalesi, "venerdì sono stati tratti in salvo 191 sopravvissuti dai tunnel e altri 88 sono stati salvati sabato", e precisa che alle ricerche partecipano anche squadre di soccorritori da India, Cina e Corea del Sud. 

Pechino: "Possibile il collasso dei ghiacciai nell'area colpita dalla frana"

I ghiacciai attorno alla zona dell'impatto del fiume Cuoqian, in Nepal, potrebbero ancora collassare e la situazione presenta "gravi rischi". Lo riferisce Cctv News, citando il ministero cinese delle Risorse idriche. Secondo l'analisi delle immagini satellitari SAR delle 5.14 del 31 agosto, l'area dello specchio d'acqua nella zona dell'impatto del fiume Cuoqian era di circa 83.000 metri quadrati, 14.000 in meno rispetto alle 19 del giorno precedente. Il volume dell'acqua è stimato in circa 650.000 metri cubi. Cctv riferisce inoltre che, entro 2,5 chilometri a valle, sono presenti tre piccole aree di accumulo d'acqua, tutte collegate ai canali di deflusso e attualmente attraversate dall'acqua. Le immagini riprese da un drone nella mattinata del 31 agosto hanno inoltre mostrato, entro tre chilometri a valle dell'ex lago di sbarramento di Puruqiangzangbu, diverse frane di varie dimensioni su entrambe le sponde. Secondo il ministero cinese delle Risorse idriche, esiste il rischio che il collasso di questi corpi franosi possa provocare la formazione di nuovi laghi di sbarramento. 

Farnesina: "Dalla cooperazione italiana 250 mila euro"

Il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, sentito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha autorizzato un pacchetto di aiuti umanitari del valore di 250 mila euro per la popolazione del Nepal colpita dalle gravi inondazioni del 26 agosto. I contributi sosterranno le attività dell’Unicef e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ficross). Nello specifico, il sostegno italiano a Unicef permetterà di fornire assistenza immediata alla popolazione colpita, con particolare attenzione ai bambini e alle famiglie più vulnerabili, mentre il finanziamento alla Ficross sosterrà interventi di emergenza e prima ripresa nei settori protezione, assistenza, salute, beni essenziali, acqua e igiene, supporto psicosociale e ripristino dei legami familiari. Il Vice Ministro Cirielli ha altresì approvato il rifinanziamento del fondo bilaterale di emergenza gestito da Unicef per un valore di 1 milione di euro per mettere in grado l’Agenzia ONU di intervenire rapidamente in contesti di emergenze e crisi improvvise.

Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: chi sono e cosa sappiamo

Dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando oltre 900 morti e travolgendo interi villaggi, sono migliaia i dispersi. Tre italiani risultano ancora irreperibili. Si tratta di Marco Ratto, orefice ligure di Rapallo, di 50 anni, e di Luca Barachini con la moglie Patrizia Marziale, residenti a Lugano.

Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani dispersi: cosa sappiamo

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Bilancio vittime sale a 919 morti e 4.793 dispersi

E' salito a 903 morti e 4.247 dispersi il bilancio delle devastanti inondazioni in Nepal. Secondo i media statali cinesi, queste cifre sono da aggiornare con le 16 vittime e i 546 dispersi sul fronte cinese della frana che portano il bilancio complessivo a 919 morti e 4.793 dispersi. L'elenco dei dispersi in Nepal comprende 592 stranieri e 933 lavoratori impiegati in progetti idroelettrici lungo il fiume travolto dalla piena. Secondo la protezione civile nepalese, nel solo distretto di Nuwakot il numero dei dispersi e' aumentato drasticamente a 1.158, rispetto ai 115 segnalati ieri, e altri 562 dispersi sono registrati nel distretto di Rasuwa. Tra i dispersi figurano 45 soldati dell'esercito nepalese, 38 agenti di polizia e 19 funzionari doganali e dell'immigrazione. In India, le autorita' dello stato dell'Uttar Pradesh hanno dichiarato di aver recuperato 17 corpi dai fiumi provenienti dal Nepal, presumibilmente vittime delle inondazioni non conteggiate nel bilancio complessivo. 

933 lavoratori intrappolati in tunnel sistemi idroelettrici

Almeno 933 lavoratori risultano intrappolati nei tunnel di circa una mezza dozzina di progetti idroelettrici in Nepal in seguito alle alluvioni della scorsa settimana, riferisce l’autorità per la gestione delle emergenze assicurando che sono in corso le operazioni di soccorso per raggiungere i lavoratori rimasti isolati.

10.451 le persone tratte in salvo dai soccorritori

L'agenzia nazionale nepalese per la gestione delle situazioni di emergenza (Ndrrma) afferma che sono 10.451 le persone finora tratte in salvo dai soccorritori: lo riportano la Cnn e il Kathmandu Post precisando che, secondo i dati ufficiali, le persone al momento disperse in Nepal sono 4.247.

903 morti e 4.200 dispersi dopo le inondazioni

E' salito a 903 il numero delle persone morte nelle inondazioni che hanno colpito il Nepal mentre quelle disperse sono adesso 4.200: lo affermano le autorità del Paese himalayano, riprese dalla Bbc. 

Bambina di 6 anni tratta in salvo, sotto le macerie per 60 ore

Una bambina di sei anni è stata tratta in salvo a Timure, in Nepal, dopo essere rimasta sepolta sotto le macerie di un edificio crollato per circa 60 ore. Lo hanno reso noto gli agenti della Polizia del Nepal, spiegando di aver sentito le grida di Manisha Tamang e di averla tratta in salvo.  La polizia ha condiviso il video del salvataggio e le immagini degli agenti che si prendevano cura della bambina e le davano da mangiare.

Papa: "Prego per vittime alluvione e soccorritori"

"Assicuro la mia preghiera ai colpiti dalla terribile alluvione che si è verificata in Nepal e Tibet. Preghiamo per chi ha perso la vita, per i feriti e i dispersi, per le famiglie, per i soccorritori. Possa la sollecitudine di tutti contribuire ad alleviare le sofferenze e a recare gli aiuti necessari alla popolazione". Così Papa Leone XIV dopo l'Angelus da Castel Gandolfo.

Autorità Nepal: "Rischio di nuove inondazioni, almeno 800 morti e più di 3mila dispersi"

Le autorità nepalesi stanno mettendo in guardia dalla possibilità di nuove inondazioni, mentre il livello delle acque del fiume Bhotekoshi continua a salire, dopo le devastanti alluvioni di mercoledì 26 agosto. Ai residenti dei distretti colpiti dalle alluvioni è stato chiesto di prestare particolare attenzione. A tale proposito, domenica 30 agosto sono stati inviati avvisi di allerta alluvioni sui telefoni cellulari, mentre le squadre di soccorso hanno continuato a lavoravano per liberare una delle principali autostrade del Paese. Le catastrofiche inondazioni - riferiscono le autorità - hanno causato la morte di almeno 800 persone e più di 3mila dispersi tra il Nepal e il Tibet. Nel distretto di Dhading, una delle aree più duramente colpite, i residenti hanno iniziato a tornare nelle loro case devastate o a quello che ne è restato. Nel frattempo, la Malaysia ha promesso 1 milione di dollari in aiuti e invierà una squadra di ricerca e soccorso specializzata nelle emergenze per contribuire alle operazioni di assistenza.

933 lavoratori intrappolati in tunnel sistemi idroelettrici

Almeno 933 lavoratori risultano intrappolati nei tunnel di circa una mezza dozzina di progetti idroelettrici in Nepal in seguito alle alluvioni della scorsa settimana, riferisce l’autorità per la gestione delle emergenze assicurando che sono in corso le operazioni di soccorso per raggiungere i lavoratori rimasti isolati.

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