Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump dopo attacchi in Giordania: "Ci hanno chiesto scusa ma colpiremo"

©Getty

L’Iran ha attaccato una base Usa e colpito tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Stati Uniti e Arabia Saudita hanno condotto un raid congiunto contro milizie filo-iraniane in Iraq. Il presidente americano: "Ad attaccarci è stata una fazione diversa da quella con cui parliamo. Ci hanno chiesto scusa, ma li colpiremo comunque un pochettino". Drone contro metaniera Usa a Damietta, Il Cairo conferma incendio ma non cita causa

in evidenza

Si allarga il conflitto in Medio Oriente. Dopo l'incontro di Netanyahu e Trump alla Casa Bianca, l’Iran ha attaccato una base Usa in Giordania e colpito tre petroliere nello stretto di Hormuz. Stati Uniti e Arabia Saudita hanno condotto un raid congiunto contro milizie filo-iraniane in Iraq. Negli attacchi in Iraq sarebbero morte almeno 20 persone. Tra le vittime ci sarebbero anche cinque membri dei Pasdaran, secondo quanto riferito dai media della regione. Fonti della sicurezza egiziana hanno invece smentito le notizie secondo cui un drone avrebbe colpito una petroliera Usa nel porto di Damietta provocando un'esplosione e un'incendio.

“Colpiremo l'Iran duramente” in risposta ai loro raid contro target americani, ha dichiarato Donald Trump in un'intervista a Fox. Ad attaccare gli Stati Uniti "è stato una fazione diversa" da coloro con i quali parliamo, ha riferito il presidente Usa, per poi sottolineare: “Ci hanno già chiesto scusa, ma noi li colpiremo comunque un pochettino". L’esercito iraniano ha promesso di difendere la Repubblica islamica fino “all’ultimo respiro”. Il movimento di resistenza islamica Al-Nujaba ha invece minacciato rappresaglie per il bombardamento notturno di Stati Uniti e Arabia Saudita contro le Forze di Mobilitazione Popolare filo-iraniane in Iraq. Il governo iracheno ha precisato che spetta a Baghdad difendere "la sovranità del paese" e ha annunciato la preparazione di un “piano di sicurezza”.

I ribelli Houthi intanto intendono imporre pedaggi per il transito nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al Mandeb, secondo quanto riferito da un ministro del governo yemenita. “Una pericolosa escalation volta a trasformare uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo in una fonte permanente di finanziamento per le attività militari e terroristiche della milizia”. Come riferisce Reuters, l'Iran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un massimo di 400 lanciamissili antiaerei portatili di fabbricazione cinese. Balzo del prezzo del greggio. 

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Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

Il gruppo armato, incoraggiato dall'andamento della guerra in Iran,  prova a far pressione sull'Arabia Saudita minacciando un braccio di mare  dal quale passa il 7% del petrolio scambiato a livello mondiale,  destinato soprattutto all'Asia.

Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

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Sanzioni Usa a compagnie assicurative iraniane

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad alcune compagnie assicurative iraniane e ad alcune petroliere. Lo annuncia l'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Le sanzioni colpiscono le compagnie assicurative Persian Gulf Marine Insurance Company e HormuzSafe Marine Services Authority, che, secondo il Tesoro degli Stati Uniti, svolgono un ruolo chiave in uno schema di estorsione organizzato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), in cui le navi commerciali sono state costrette ad acquistare un'assicurazione marittima obbligatoria per attraversare lo Stretto di Hormuz. Affermano che queste assicurazioni proteggerebbero le navi da rischi come il sequestro, anche se questi rischi sarebbero creati dallo stesso Iran. L'OFAC ha dichiarato che attraverso queste società, il regime iraniano vende polizze assicurative approvate dall'IRGC generando entrate sotto la copertura di fornire servizi marittimi. Inoltre, il Tesoro degli Stati Uniti ha anche imposto sanzioni a otto aziende che gestiscono petroliere sotto varie bandiere. Secondo il dipartimento, queste aziende trasportano petrolio greggio e prodotti petrolchimici iraniani verso la Cina e gli Emirati Arabi Uniti in violazione delle sanzioni internazionali. "Con la sua economia in caduta libera e un'inflazione a tre cifre, il regime è disperato per avere liquidità. Gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di tenere in ostaggio il commercio globale né di utilizzare il traffico marittimo internazionale per finanziare il terrorismo, l'aggressione e la repressione dell'IRGC", ha dichiarato il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent.

Canada condanna coloni israeliani in Cisgiordania

Il Canada ha condannato l'escalation della violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania, chiedendo che la proliferazione di avamposti illegali "cessi". "Questi insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale e minano le prospettive di pace, sicurezza e stabilita'", ha dichiarato il ministero degli esteri su X.

Israele, la città della segregazione di genere: uomini e donne divisi

Marciapiedi separati, da una parte gli uomini e dall'altra le donne. Con  barriere di isolamento e una segnaletica inequivocabile. Così Bnei  Brak, città ultraortodossa a pochi chilometri da Tel Aviv, porta anche  nelle strade una segregazione finora confinata agli spazi religiosi. Un  fenomeno che divide. E non solo maschi e femmine.

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Media: "Riad al lavoro per costruire coalizione a difesa Mar Rosso dagli Houthi"

L'Arabia Saudita sta cercando di costruire una coalizione internazionale per proteggere le navi mercantili nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi: lo riporta Al Monitor. La composizione della coalizione non è ancora stata definita ed è tuttora oggetto di discussione con decine di Paesi. Al Monitor sostiene che circa 50 Paesi sono stati invitati a aderire. 

La guerra dei due stretti

Dopo gli iraniani ad Hormuz, gli Houthi hanno proclamato un blocco  navale a Bab el-Mandeb contro le navi dirette ai porti sauditi e sono  passati ai fatti, colpendo due petroliere con missili e droni. Il Brent  ha sfondato quota cento dollari, il traffico nello stretto tra Mar Rosso  e Golfo di Aden è crollato di un terzo, decine di navi fanno  dietrofront. Per la prima volta nella storia recente le due porte  marittime del petrolio mondiale rischiano di chiudersi insieme.

La guerra dei due stretti

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Trump: "Voglio dazi per chi fa affari con Iran"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di aver chiesto ai membri del Congresso di aggiungere dazi sull'Iran nel disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. "Vorrei che aggiungessero l'Iran con dei dazi, non soltanto con delle sanzioni, penso che sia importante", ha detto parlando con i giornalisti. "Non ci sono dazi su quei cinque Paesi che hanno a che fare con l'Iran", ha aggiunto.

Quali sono gli effetti dell'accordo Usa-Arabia Saudita sul nucleare?

L’accordo sul nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita apre  nuovi interrogativi sulla sicurezza in Medio Oriente. Le condizioni  concesse a Riad potrebbero alimentare tensioni regionali e una nuova  corsa alla tecnologia nucleare.

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Trump insiste: "Colpiremo duramente l'Iran per gli attacchi in Giordania, lo sanno"

"Colpiremo l'Iran molto forte, lo sanno". Lo afferma Donald Trump tornando a minacciare un attacco duro in ritorsione dei raid iraniani in Giordania. "Vedremo se riusciremo ad arrivare a un accordo sull'Iran" ha poi aggiunto rispondendo ad alcune domande dopo aver presentato il suo progetto per  ristrutturare l'aeroporto di Dulles di Washington. 

Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?

Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il  feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale  nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del  Medio Oriente.

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Usa: "Resta il blocco a Hormuz contro l'Iran. Deviate 20 navi"

Le forze del comando centrale Usa "continuano ad applicare rigorosamente il blocco statunitense contro l'Iran. Alla data del 29 luglio, il Centcom ha deviato 20 navi mercantili, ne ha rese non operative 2 e ne ha abbordate altre 2": lo rende noto lo stesso Centcom su X. 

Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di  Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio  che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di  una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna  elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa  esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il  pieno controllo di Israele.

Cosa sta succedendo in Cisgiordania

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Usa: "Pasdaran non hanno autorita' per rotte Hormuz"

I Pasdaran non hanno l'autorità per imporre rotte nello Stretto di Hormuz. Lo afferma il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Finora - prosegue Centcom - abbiamo dirottato 20 navi mercantili, ne abbiamo messe fuori uso due e abbordato altre due. "Lo Stretto di Hormuz è un corridoio internazionale e l'IRGC non ha l'autorità di imporre vie specifiche di navigazione in esso".

Media:"L'Idf bombarda villaggi siriani vicino alle zone occupate da Israele"

Il canale libanese Al Mayadeen riferisce che l'esercito israeliano ha bombardato due villaggi siriani vicino alle alture del Golan. Secondo quanto riportato dal canale, affiliato a Hezbollah, le forze di difesa israeliane avrebbero bombardato i villaggi di Abdin e Ma'ariya, situati a est dell'ex zona cuscinetto delle Nazioni Unite, occupata dall'esercito dello Stato ebraico dalla caduta del regime di Assad nel 2024, ricorda Haaretz. Negli ultimi mesi, gli abitanti del bacino del fiume Yarmouk hanno bloccato in diverse occasioni le strade che conducono al territorio occupato dall'Idf, nel tentativo di impedire ulteriori incursioni. Domenica scorsa, le forze di difesa israeliane hanno distribuito volantini nella zona, intimando agli abitanti a "cessare immediatamente qualsiasi violazione dell'ordine pubblico contro l'esercito israeliano". Nello stesso momento, un drone israeliano avrebbe sganciato una granata stordente e alcuni colpi di arma da fuoco sparati dall'Idf avrebbero colpito serbatoi d'acqua sui tetti di diverse abitazioni.

Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio  potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti  in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe  conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente  rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

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Wall Street, in lieve recupero: ma resta negativa dopo Fed

Wall Street resta in territorio negativo ma recupera parte delle perdite dopo che la Fed ha annunciato la decisione di lasciare invariati i tassi d'interesse al 3,50%-3,75%. A una manciata di minuti dall'attesa conferenza stampa del governatore Warsh, il Dow Jones perde l'1,48%, lo S&P 500 lo 0,52% e il Nasdaq cede lo 0,39%.

Marine traffic: "Interrotta temporaneamente l'attività al terminal Gnl di Damietta"

Marine Traffic, uno dei principali siti di localizzazione marittima,  afferma su X che l'incendio che ha coinvolto due navi metaniere ha  interrotto temporaneamente le attività del terminal Gnl del porto  Damietta. L'incendio, precisa Marine Traffic, ha coinvolto l'unità  galleggiante di stoccaggio e rigassificazione Energos Winter e la nave  metaniera GasLog Salem, rispettivamente battenti bandiera delle Isole  Marshall e delle Bermude. Entrambi gli equipaggi sono stati evacuati in  sicurezza e le autorità stanno valutando l'entità dei danni. A seguito  dell'incidente, entrambe le navi sono state spostate al largo mentre le  autorità valutavano i danni, mentre un'altra nave metaniera che avrebbe  dovuto scaricare presso il terminale ha anch'essa lasciato la zona.  "L'incendio è stato domato e non si sono registrate vittime", conferma  il sito. Damietta funge da hub cruciale per la liquefazione,  l'importazione, lo stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale. È  collegato alla rete nazionale del gas egiziana e svolge anche un ruolo  importante nella gestione del gas proveniente dal Mediterraneo  orientale, comprese le forniture collegate ai giacimenti offshore  israeliani destinati ai mercati regionali ed europei.

Fed: "Economia cresce solida nonostante incertezza guerra Mo"

L'economia degli Stati Uniti "continua a espandersi a un ritmo solido, nonostante l'elevata incertezza dovuta, in parte, al conflitto in Medio Oriente". Lo scrive il Fomc della Fed nel comunicato diffuso a fine meeting, nel quale la banca Usa ha annunciato la decisione di lasciare invariati i tassi d'interesse al 3,50%-3,75%. "L'inflazione resta elevata rispetto all'obiettivo del 2% fissato - prosegue la nota del comitato di politica monetaria della Fed - in parte a causa di shock dal lato dell'offerta che hanno determinato aumenti dei prezzi in alcuni settori, tra cui quello energetico". E ancora: il Fomc "garantira' la stabilita' dei prezzi". I tre componenti del comitato che hanno votato contro l'azione di politica monetaria sono stati Beth M. Hammack, Neel Kashkari e Lorie K. Logan, "che in questa riunione avrebbero preferito aumentare l'intervallo obiettivo per il tasso sui federal funds di 1/4 di punto percentuale".

Papa: "Pace regni nel mondo che soffre per violenza"

"In particolare, prego che la pace possa regnare nelle vostre case e in tutti quei luoghi nel mondo che continuano a soffrire a causa della violenza". E' l'appello lanciato dal Papa nel saluto rivolto ai partecipanti a "Cantico di Pace", l'incontro di preghiera e fraternita' promosso dal Centro di Alta Formazione Laudato si' e dall'Andrea Bocelli Foundation a Castel Gandolfo. Il Pontefice ha quindi ricordato che "Il Signore e' tutto cio' che cerchiamo nella vita, Colui che solo puo' dare pace ai nostri cuori inquieti. Ricordate che siete stati fatti per cose grandi e che il mondo intero non basta a saziare la vostra sete di senso e felicita'". Ai giovani ha inoltre assicurato: "Sappiate anche che il Santo Padre vi ama e prega per voi, per le vostre famiglie e per i vostri Paesi". Infine, il Papa ha ringraziato l'Andrea Bocelli Foundation "per il lavoro che svolge a favore dei giovani, che affrontano svantaggi educativi e sociali". "Attraverso la forza della musica, state contribuendo alla missione della Chiesa di promuovere lo sviluppo integrale di ogni persona, a servizio del bene comune. Che Dio benedica i vostri sforzi", ha concluso.

Iran, esercito: "Difenderemo nostra terra fino ultimo respiro"

L'esercito iraniano ha giurato di difendere la repubblica fino alla fine. "L'Esercito resta fedele al suo patto con la nazione e difendera' fino all'ultimo respiro il sacro sistema della Repubblica Islamica, la pura terra dell'Iran e la sua indipendenza contro gli aggressori", ha dichiarato il comandante in capo, il generale Abdolrahim Hatami, in un messaggio in memoria di un militare caduto.

Iran, raid: accordo o blocco economico, le tre opzioni di Trump

L'attacco a sorpresa dell'Iran su una base in Giordania potrebbe aver cambiato le carte in tavola, ma fino a ieri Donald Trump aveva tre opzioni sul tavolo per chiudere la guerra con Teheran: un accordo sul nucleare, un blocco economico ancora piu' duro o nuovi bombardamenti. Almeno e' quanto raccontato da fonti diplomatiche dopo l'incontro di ieri alla Casa Bianca tra il presidente americano e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Fonti israeliane, come riferiscono Axios a I24, dunque molto coinvolte nel dossier. Nonostante le difficolta', gli inviati di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner stanno ancora trattando con gli iraniani, anche se le distanze restano grandi anche per la line dura della guida suprema Mojtaba Khamenei che, e' ormai opinione comune, e' vivo. Troppo secondo Israele che non ha mai gradito la via negoziale. "Non abbiamo detto a Trump che Israele preferisce un attacco. Quello che conta e' il risultato", ha assicurato il diplomatico parlando del colloquio fra Netanyahu e Trump. Ma di fatto il premier ha spinto per convincere Trump, preoccupato per gli effetti dalla chiusura di Hormuz sui prezzi del petrolio, che l'Iran lo sta facendo proprio su questo per ottenere concessioni. E dunque e' il momento di aumentare, non diminuire, la pressione militare. E proprio in quella direzione si starebbe andando. Almeno sempre secondo i media israeliani. "Gli americani si stanno organizzando per qualcosa di piu' grande di quanto abbiamo visto finora", ha detto una fonte a I24.

Iran, media Israele: "Trump prepara rappresaglia massiccia"

Dopo il bombardamento di una base americana in Giordania, gli Stati Uniti si stanno preparando a una rappresaglia massiccia. A riferirlo e' stato il corrispondente da Washington della televisione israeliana I24, Guy Azrie, sulla base delle informazioni raccolte da fonti della sicurezza israeliana. "Gli americani si stanno organizzando per qualcosa di piu' grande di quanto abbiamo visto finora", ha detto una fonte. A Washington si starebbe diffondendo la certezza che l'Iran si sia avviato sulla strada di un'escalation che richiede una risposta piu' ampia. Ne sarebbero la prova l'attacco missilistico iraniano contro le forze americane in Giordania, l'attacco della milizia pro-iraniana in Iraq contro obiettivi in Arabia Saudita, le minacce iraniane verso l'Azerbaigian e l'Ucraina, il rifiuto iraniano di raggiungere un accordo sulla questione dello Stretto di Hormuz e forse anche l'invio di un drone su una nave gasiera americana nel porto egiziano di Damietta. "L'Iran sta alzando la soglia del confronto in piu' teatri contemporaneamente e la risposta americana potrebbe essere la piu' ampia mai vista", ha sottolineato I24.

Egitto: "A Damietta incendio a bordo di un impianto e un serbatoio di gas"

A proposito dell'esplosione al porto di Damietta, il ministero egiziano  del Petrolio e delle Risorse Minerarie ha spiegato in una nota che "si è  verificato un incendio a bordo di un impianto di gassificazione e di un  serbatoio di stoccaggio situati nel porto di Damietta", e la situazione  è stata gestita "senza indugio" e secondo protocolli. "L'incidente -  aggiunge la nota - non ha provocato feriti né vittime e le squadre di  emergenza stanno collaborando con i servizi tecnici competenti per  svolgere le operazioni e adottare le misure necessarie in conformità con  le normative vigenti. Sono in corso le procedure per valutare l'impatto  dell'evento".

Egitto: "Su porto di Damietta nessun drone, fiamme domate"

Fonti della sicurezza egiziana hanno smentito le notizie secondo cui un  drone avrebbe colpito una petroliera Usa nel porto di Damietta seguita  da un'esplosione e un'incendio. Il ministro egiziano del Petrolio, Karim  Badawi, si è recato sul luogo dell'incidente per monitorare la  situazione, confermando che l'incidente non ha provocato feriti né  vittime e che le fiamme sono state domate. Il ministro ha anche esortato  i media e gli utenti dei social media "a fare affidamento  esclusivamente sulle dichiarazioni ufficiali rilasciate dal ministero",  confermando al contempo che continua a monitorare la situazione in tempo  reale e comunicherà tempestivamente eventuali nuovi sviluppi.

Gb: "Drone colpisce petroliera statunitense nel porto egiziano di Damietta"

Alcune esplosioni hanno colpito il porto egiziano di Damietta, sul  Mediterraneo, dove una petroliera galleggiante di proprietà statunitense  è stata colpita da un drone: lo riferisce la società britannica di  sicurezza marittima Ambrey. Un incendio riguarderebbe anche due navi di  stoccaggio di gas. L'esplosione, scrive il Times of Israel, si è verificata presso il terminal di gas naturale liquefatto del porto egiziano di Damietta durante le operazioni di scarico delle merci.    La società di servizi portuali Inchcape afferma in un comunicato separato che due autocisterne per il trasporto di gas hanno preso fuoco.   Secondo tre fonti commerciali a conoscenza dell'incidente, il drone ha colpito la petroliera galleggiante Energos Winter, provocando un incendio che si è poi propagato a un'altra imbarcazione, la Gaslog Salem. Non si segnalano feriti.   L'equipaggio è stato evacuato e l'incendio è stato domato, ha dichiarato Ambrey, aggiungendo che nessuna parte ha rivendicato la responsabilità dell'accaduto.

Axios: "Netanyahu da Trump con una mappa della Siria con aree controllate dalla Turchia"

Benjamin Netanyhau ha espresso a Donald Trump il suo scetticismo sulla possibilità du un accordo con l'Iran e ha chiarito con il presidente americano che se Israele sarà attaccato, la risposta sarà immediata e potente. A ricostruire i 90 minuti di colloquio alla Casa Bianca fra il premier israeliano e il presidente è Axios, secondo il quale Netanyahu ha presentato a Trump una mappa della Siria da cui emerge che le aree controllate dalla Turchia "sono 50 volte più grandi" di quelle occupate da Israele.       I due leader "hanno discusso a lungo e con grande franchezza di tutte le opzioni" per l'Iran, "non per cercare di promuoverne una rispetto alle altre, ma per valutare quale sarebbe il risultato migliore in ciascun caso", ha spiegato un funzionario israeliano ad Axios, riferendo che Trump ha espresso preoccupazione sull'impatto della guerra sui mercati dell'energia e sull'economia globale.

Egitto, drone su nave gasiera Usa: incendio in porto Damietta

A quanto riferito dalla televisione al-Arabiya, il drone ha colpito l'unità galleggiante di stoccaggio Energos Winter e provocato un incendio che si è successivamente esteso a un'altra nave, la GasLog Salem. In una nota pubblicata dai media egiziani, il ministero del Petrolio egiziano ha assicurato che l'incidente non ha causato morti o feriti. "Le squadre di emergenza, i vigili del fuoco e il personale di sicurezza sono intervenuti immediatamente secondo le procedure previste. Il ministro del Petrolio Karim Badawi si è recato sul posto per seguire le operazioni di contenimento e messa in sicurezza dell'area. L'incidente non ha causato morti ne' feriti", si legge nella nota, "le squadre tecniche stanno compiendo verifiche per valutare le conseguenze e accertare le circostanze dell'accaduto".

Il prezzo del gas avanza oltre i 60 euro ad Amsterdam

Il prezzo del gas viaggia in rialzo oltre i 60 euro al megawattora.  Complici le rinnovate tensioni in Medioriente, i contratti Ttf ad  Amsterdam, mercato di riferimento, salgono del 4,3 per cento.

Egitto, drone su nave gasiera Usa: incendio in porto Damietta

Un'unità di stoccaggio di gas galleggiante di proprietà americana è stata colpita da un drone nel porto egiziano di Damietta. Lo ha riferito al Jazeera citando la società di sicurezza marittima Ambrey. Due imbarcazioni hanno preso fuoco, secondo diversi media regionali.

Petroliere fanno rotta verso l'Egitto per aggirare Bab el Mandeb

Petroliere vuote sono state viste nel porto mediterraneo egiziano di  Sidi Kerir per caricare petrolio saudita che arriva dall'oleodotto  Sumed, aggirando il mar Rosso e lo Stretto di Bab el Mandeb. Lo  riportano diverse riviste specializzate sottolineando che questo  spostamento evita le minacce degli Houthi vicino a Yanbu e i rischi e  gli alti costi del Mar Rosso. La Saudi Aramco ha aumentato le forniture  di greggio dal terminale egiziano nel Mediterraneo a causa dell'aumento  delle tensioni regionali e le minacce di blocchi navali. Almeno otto  petroliere di grandi dimensioni hanno segnalato la loro presenza a Sidi  Kerir e dovrebbero arrivare nelle prossime settimane, fino a metà  agosto. Aramco ha aumentato l'offerta di petrolio dal porto egiziano  dopo che gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno attaccato una nave nel  Mar Rosso la scorsa settimana. L'oleodotto Sumed, che va da Ain Sokhna,  sul Mar Rosso, al Mediterraneo, è diventato cruciale dopo l'inizio della  guerra con l'Iran, consentendo al Regno di aggirare lo Stretto di  Hormuz trasportando milioni di barili al giorno tramite oleodotto verso  la sua costa occidentale per l'esportazione verso i clienti di tutto il  mondo. Per caricare il greggio saudita a Sidi Kerir, il petrolio viene  solitamente prelevato a Yanbu da una petroliera e trasportato al porto  egiziano di Ain Sokhna, sul Mar Rosso. Da lì, viene pompato verso nord,  fino al Mediterraneo. Nell'ultima settimana, solo navi cinesi o di  proprietà di Paesi amici dell'Iran hanno continuato a transitare per Bab  el Mandeb, mentre le petroliere occidentali e gli armatori asiatici,  più avversi al rischio, hanno optato per la rotta più costosa e lunga  attraverso il Canale di Suez. Quest'ultima è diventata molto costosa  soprattutto a causa dei premi assicurativi elevati e, anche se alcune  compagnie assicurative internazionali stanno valutando la possibilità di  ridurre  la copertura per le navi dirette ai porti sauditi, l'oleodotto  Sumed resta, secondo gli esperti, una valida alternativa.

Borsa Milano, chiude a -0,49%: Eni vola a +7% dopo i conti

La Borsa di Milano chiude in calo a -0,49%, in linea con le principali piazze europee, l'indice Ftse Mib segna 51.443,11 punti. Sulle piazze finanziarie pesa la nuova escalation in Medio Oriente e dall'andamento negativo dei titoli legati all'intelligenza artificiale. Sul listino vola Eni che chiude a +7,09% dopo i conti del secondo trimestre 2026 che ha conseguito "eccellenti risultati grazie alla esecuzione coerente della strategia e al portafoglio diversificato di asset altamente competitivi". L'Ebit proforma adjusted di gruppo nel secondo trimestre dell'anno si e' attestato a 5,38 mld di euro, il doppio rispetto al trimestre di confronto. L'utile netto adjusted e' stato pari a 2,3 mld, piu' che raddoppiato rispetto allo scorso anno. Per l'ad Claudio Descalzi la crescita realizzata nel periodo "ha superato significativamente l'aumento del prezzo del Brent nello stesso periodo, dimostrando la forza della nostra leva operativa e la nostra capacita' di assorbire un contesto valutario altamente sfavorevole". Chiusura in rialzo anche per Stellantis, +4,2%, alla vigilia dei conti. Bene anche Nexi a +3,42%. Telecom segna +0,48% nel giorno dei conti. In rosso Italgas a -4,5% ed Stm a -3,5% trainata al ribasso dalla flessione dei chip. Tra i bancari Intesa segna -0,4% dopo un semestre sopra le attese che alza la prospettiva dell'utile 2026 a oltre 10 mld. Sull'Opas per acquisire Mps il Ceo Carlo Messina ha specificato: "L'obiettivo e' dar vita insieme ad un gruppo ancora piu' solido e profittevole". Mentre in call con gli analisti ha aggiunto: "Siamo fortemente determinati ad andare avanti e siamo convinti che e' la migliore opzione per Monte dei Paschi, per gli azionisti e per Intesa Sanpaolo". Tra i bancari giu' Bper Banca a -1,24%, Mediobanca -1,15%, Mediolanum -1,50%.

Netanyahu ha incontrato Hegseth a Washington

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato a Washington il  segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth. Lo rende noto l'ufficio di  Netanyahu, diffondendo alcune immagini del faccia a faccia e della  stretta di mano, ma senza al momento alcun dettaglio.

Drone colpisce una nave cisterna americana nel porto egiziano di Damietta

Un drone ha colpito una nave cisterna per lo stoccaggio di gas di proprietà statunitense nel porto mediterraneo egiziano di Damietta. Lo ha riferito la società di sicurezza marittima Ambrey, citando una prima valutazione dell’incidente. La società di servizi portuali Inchcape ha comunicato, in una nota separata, che due navi cisterna per il gas hanno preso fuoco a Damietta. Lo riporta Reuters. 

Usa: "Iran non ha l'autorità di imporre rotte al traffico a Hormuz"

Lo Stretto di Hormuz è "una via navigabile internazionale. Il Corpo  delle Guardie della Rivoluzione Islamica non ha l'autorità di imporre  rotte al traffico, che deve poter fluire liberamente e senza  restrizioni. Le navi commerciali continuano a transitare nello stretto  con il supporto militare statunitense". Lo afferma il Us Central  Command.

Iran, fonte Israele: "scambio idee" Trump-Netanyahu su 3 scenari, nessun pressing su strategia

Uno "scambio di idee" su tre possibili scenari, affrontati nel  dettaglio, con una valutazione approfondita su pro e contro. E' così che  un funzionario israeliano di alto grado ha descritto il faccia a faccia  tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu nello Studio Ovale. Il premier  israeliano, secondo la ricostruzione della fonte rilanciata dal Times of  Israel, non ha spinto per una strategia in particolare. Così,  ha spiegato il funzionario durante un briefing con i giornalisti  israeliani a Washington, il primo scenario contemplerebbe un accordo  diplomatico con l'Iran, mentre il secondo sarebbe più incerto, in  assenza di un accordo e con gli Usa che continuerebbero a cercare di  fare pressioni sulla Repubblica islamica tramite sanzioni economiche. Il  terzo, infine, prevederebbe l'avvio di un'offensiva su vasta scala  contro l'Iran. Il funzionario,  evidenzia il giornale, ha cercato di non far passare l'idea che  Netanyahu sia volato da Trump per convincere il tycoon a riprendere gli  attacchi contro l'Iran, sostenendo che il premier israeliano non ha  detto a Trump quale sia lo scenario su cui 'puntare' pur rimarcando le  perplessità sul fatto che Teheran possa rispettare un qualsiasi accordo  sottoscritto.

Borsa: l'Europa chiude debole con le tensioni tra Stati Uniti e Iran

Le Borse europee chiudono deboli con le nuove tensioni in Medioriente  tra Stati Uniti e Iran. Parigi cede lo 0,6% con il Cac 40 a 8.408 punti,  Francoforte è marginale a -0,01% con il Dax a 25.460 punti. Londra  tiene e archivia la seduta a +0,34% con il Ftse 100 a 10.908 punti.

Netanyahu incontra Hegseth a Washington

ll premier israeliano Benjamin Netanyahu sta incontrando il segretario  alla Difesa Usa Pete Hegseth alla Blair House, a Washington. Lo riporta  l'ufficio di Netanyahu.

Borse europee, chiudono negative tranne Londra: attesa Fed

Chiusura negativa per le Borse europee tranne Londra, con il Ftse 100 su livelli record sopra quota 10.900 punti (+0,33% a 10.907,20 punti), sostenuto dalle solide trimestrali di diverse societa' di peso che hanno compensato le tensioni macroeconomiche e geopolitiche. Il sentiment resta infatti cauto dopo che i nuovi attacchi in Iran hanno fatto salire i prezzi del petrolio e del gas, mentre c'e' attesa per la decisione di politica monetaria della Fed e per i conti trimestrali delle big tech Microsoft e Meta. A Francoforte il Dax cede lo 0,15% a 25.455,39 punti, a Parigi il Cac40 lo 0,60% a 8.408,27 punti e a Piazza Affari l'indice Ftse Mib flette dello 0,49% a 51.443,11 punti. Maglia nera Madrid a -1,65% e 19.400,86 punti.

Francesca Albanese: "Israele verso l'apartheid"

"Israele puo' farlo. Vietare qualsiasi raduno di oltre 20 persone persone nel territorio occupato, senza spiegazioni (se palestinesi). Ecco come appare l'apartheid: diritti diversi basati sull'identita'. Ecco perche' Israele merita l'isolamento, e i suoi leader indagine e processo". Lo scrive Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite nei territori palestinesi occupati.

Israele, Netanyahu a Trump: "Entro 10 anni stop aiuti difesa"

Entro 10 anni, Israele non avra' piu' bisogno di aiuti militari dagli Stati Uniti. Il premier Benjamin Netanyahu lo ha assicurato ieri al presidente americano Donald Trump, a quanto riferito da fonti diplomatiche israeliane citate dal corrispondente a Washington della televisione I24. "Netanyahu ha parlato con Trump, il vicepresidente Jd Vance e l'inviato Steve Witkoff, e ha detto loro che fa sul serio riguardo alla riduzione degli aiuti a zero", ha spiegato la fonte. Viste la crescente insofferenza verso il sostegno militare anche tra i repubblicani, Tel Aviv sta lavorando per non dipendere piu' dai 3,6 miliardi dell'amministrazione e del Congresso americani. "L'obbiettivo e' raggiungere l'autosufficienza in difesa e siamo convinti di poterlo fare entro dieci anni", ha riferito ancora la fonte, "non avremo ne' aiuti finanziari ne' aiuti militari, e vogliamo anche raggiungere l'indipendenza negli aerei".

Egitto con Arabia Saudita e Giordania: "Misure per preservare la loro sicurezza"

L'Egitto ribadisce la sua "piena solidarietà" sia con l'Arabia Saudita  che con la Giordania e sottolinea "il suo completo sostegno a tutte le  misure che stanno adottando per preservare la loro sicurezza e stabilità  e per proteggere la loro sovranità e le loro infrastrutture vitali". In  una nota diffusa della presidenza egiziana dopo gli attacchi  Usa-sauditi all'Iraq e dopo una serie di colloqui telefonici del  presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi con il re di Giordania Abdallah  II, Il Cairo torna a condannare "con la massima fermezza gli attacchi  contro le infrastrutture petrolifere nella provincia orientale del regno  dell'Arabia Saudita, nonché gli attacchi contro il regno Hascemita di  Giordania". L'Egitto definisce questi attacchi "inaccettabili un  impedimento alla sovranità degli Stati e alle infrastrutture civili e  vitali, una flagrante violazione del diritto internazionale e una grave  escalation che mette a repentaglio la sicurezza e la stabilità  regionale, oltre a minare la sicurezza energetica globale".

Iran, da Dipartimento Tesoro Usa sanzioni contro 2 aziende iraniane accusate di sostenere 'racket' protezione Stretto

L'amministrazione Trump ha imposto sanzioni contro due aziende iraniane  accusate di sostenere un racket di protezione nello Stretto di Hormuz.  La Persian Gulf Marine Insurance Company e la HormuzSafe Marine Services  Authority fanno parte di "uno schema di estorsione sostenuto dal Corpo  delle Guardie della Rivoluzione Islamica che costringe le navi  commerciali ad acquistare un' 'assicurazione' marittima obbligatoria per  transitare nello Stretto", ha sottolineato il Dipartimento del Tesoro  degli Stati Uniti in una nota. Secondo  il Dipartimento del Tesoro Usa, l'assicurazione fornita dalle aziende  "copre i rischi, la maggior parte dei quali creati dall'Iran stesso,  come il sequestro di navi, e mira a generare entrate per finanziare il  terrorismo e la corruzione del regime". L'amministrazione  Usa ha inoltre imposto sanzioni a società che gestiscono navi della  cosiddetta "flotta ombra", le quali hanno trasportato greggio e prodotti  petrolchimici iraniani sanzionati verso la Cina e gli Emirati Arabi  Uniti.

Media: "Attivisti indonesiani Flotilla accusano Netanyahu e denunciano abusi"

"Nove cittadini indonesiani tra gli attivisti internazionali fermati a  maggio mentre tentavano di portare aiuti a Gaza hanno sporto denuncia  contro il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu supponendo  crimini contro l'umanità": lo scrive l'Afp citando il loro avvocato,  secondo cui la denuncia è stata avanzata di fronte alla Procura generale  dell'Indonesia chiedendo di indagare per "pirateria in mare" e "crimini  contro l'umanità" e "include la testimonianza dei volontari sugli abusi  che affermano di aver subito durante la loro detenzione da parte delle  autorità israeliane". I nove cittadini indonesiani, fa sapere l'Afp,  hanno partecipato all'iniziativa della Global Sumud Flotilla  intercettata dalle forze israeliane, che hanno fermato oltre 400  attivisti.

Iran, nuove sanzioni Usa: anche su flotta ombra per Cina

Gli Stati Uniti hanno varato nuove sanzioni legate alle attivita' iraniane nello stretto di Hormuz e nel mirino sono finiti anche otto armatori le cui navi trasportano greggio verso la Cina e gli Emirati Arabi Uniti. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato in una nota. "Oggi gli Usa hanno designato la Societa' di assicurazioni marittime nel Golfo Persico e la Autorita' per i servizi di sicurezza marittima a Hormuz, due entita' iraniane sostenute dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), per aver gestito schemi di 'assicurazione' coercitivi che estorcono denaro al traffico marittimo internazionale in transito nello Stretto di Hormuz", si legge. Queste due societa', "creano artificialmente il rischio, inclusa la minaccia di sequestri di navi, e poi fanno pagare alle navi commerciali una copertura contro pericoli creati dal regime stesso, con entrate che sostengono le operazioni dell'IRGC e la piu' ampia campagna iraniana di destabilizzazione regionale", spiega ancora il ministero guidato da Marco Rubio. Washington ha poi stabilito sanzioni contro "otto societa' che operano navi che hanno trasportato petrolio greggio iraniano e prodotti petrolchimici illeciti verso la Cina e gli Emirati Arabi Uniti", prosegue il comunicato, "queste navi fanno parte della 'flotta ombra'" dell'Iran, sulla quale il regime fa affidamento per eludere le sanzioni".

Gruppi filo-iraniani in Iraq: "Inevitabile una risposta agli attacchi Usa-Riad"

Una potente coalizione di gruppi armati filo-iraniani ha avvertito che  una risposta agli attacchi congiunti Usa-Arabia Saudita in Iraq è  "inevitabile". La Resistenza Islamica in Iraq, che ha preso di mira le  strutture statunitensi centinaia di volte durante il conflitto in Medio  Oriente, ha dichiarato: "La nostra risposta al nemico americano è  inevitabile e potrebbe colpire i suoi asset in Arabia Saudita".

Iran, Baghdad annuncia "piano sicurezza", per "difesa sovranità e contro minacce a Paesi vicini"

Un "piano per la sicurezza" per "rafforzare il controllo in tutto il  Paese, affrontare qualsiasi violazione della sovranità dell'Iraq e  impedire l'uso del territorio iracheno per minacciare gli Stati vicini".  E' quanto hanno convenuto a Baghdad, secondo una nota diffusa via X  dall'ufficio del premier Ali al-Zaidi dopo la riunione d'emergenza del  Consiglio ministeriale per la Sicurezza nazionale, presieduta dal primo  ministro e comandante in capo delle Forze Armate, che "condanna e  denuncia l'attacco", le operazioni di Usa e Arabia Saudita, che hanno  fatto morti e feriti tra "iracheni innocenti". Nella dichiarazione c'è  l'appello del governo a "tutte le parti ad astenersi da azioni che  potrebbero aggravare la situazione di instabilità nella regione" e  "compromettere" gli obiettivi dell'esecutivo. "L'attacco  - si legge nella nota - è avvenuto mentre il governo iracheno era  impegnato in modo attivo con le parti interessate per verificare e  affrontare i timori sollevati dalle parti, americana e saudita, riguardo  il territorio saudita". Durante la riunione è stata ribadita "la  posizione ferma del governo nel rifiutare qualsiasi atto di aggressione,  a prescindere da chi ne sia responsabile o dalla motivazione  presentata". "Rispondere a  simili attacchi è responsabilità esclusiva del governo iracheno e delle  istituzioni dello Stato", prosegue la nota, riferendo dell'esito della  riunione e ribadendo l'impegno del governo a "promuovere la stabilità  nella regione" e a seguire una "politica estera basata su dialogo,  cooperazione, rispetto per il diritto internazionale e i principi di  buon vicinato". Da Baghdad sottolineano "l'uso di strumenti diplomatici  per risolvere dispute nel quadro di un approccio strategico volto a  tenere l'Iraq lontano da conflitti nella regione, a tutelare gli  interessi nazionali".

Nuove sanzioni Usa legate all'Iran: "Non consentiremo di monetizzare Hormuz"

Nuovo round di sanzioni americane legate all'Iran. Nel mirino sono  finite otto petroliere e 10 entità, di cui sei con sede in Cina. "Stiamo  adottando ulteriori misure contro i disperati tentativi del regime  iraniano di monetizzare lo Stretto di Hormuz e sostenere l'economia del  paese", afferma il Tesoro. "Con un'economia in caduta libera e  un'inflazione a tre cifre, il regime iraniano ha disperato bisogno di  liquidità. Gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di tenere in  ostaggio il commercio globale e usare la navigazione internazionale per  finanziare il terrorismo e la repressione" del Corpo delle Guardie della  Rivoluzione islamica, ha messo in evidenza il segretario al Tesoro  Scott Bessent.

Raid Usa-Arabia Saudita in Iraq, media: 5 iraniani tra le 20 vittime

Gli attacchi statunitensi e sauditi che hanno preso di mira le Forze di Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), un'alleanza di gruppi armati iracheni che comprende anche fazioni filoiraniane, hanno ucciso cinque consiglieri militari iraniani tra le 20 vittime finora accertate. Lo hanno riferito all'Afp due fonti interne all'alleanza. Secondo le stesse fonti, i cinque iraniani sono stati uccisi in un attacco nella provincia centrale di Diyala. Giornalisti dell'agenzia hanno riferito di aver visto bare avvolte nelle bandiere iraniane durante i funerali organizzati dalle Forze di Mobilitazione Popolare a Baghdad.

Iran, cinque Pasdaran morti in attacco Usa in Iraq

C'erano anche cinque Pasdaran tra le venti persone rimaste uccise all'alba nell'attacco di Stati Uniti e Arabia Saudita contro le Forze di Mobilitazione Popolare filo-iraniane in Iraq. Lo riferiscono i media della regione. Le agenzie di stampa iraniane hanno mostrato le bare delle cinque vittime avvolte nella bandiera della Repubblica islamica.

Iran, Iraq: "Difendiamo noi la nostra sovranità"

Il governo iracheno ha chiarito che spetta a Baghdad difendere la sovranita' del paese e per questo e' stato preparato un piano di sicurezza. Dopo il bombardamento di milizie filo-iraniane compiuto nella notte da forze americane e saudite, si e' riunito il consiglio di Sicurezza nazionale presieduto dal primo ministro Ali Faleh Al-Zaidi, ha riferito il quotidiano iracheno Shafak News. E al termine della riunione e' stato il portavoce del comandante in capo delle Forze Armate, Sabah al-Numan, a sottolineare "la posizione ferma del governo che respinge tutte le ostilita', indipendentemente da chi ne sia responsabile o dalle giustificazioni addotte". Affrontare eventuali attacchi, ha insistito, "e' responsabilita' esclusiva del governo iracheno e delle istituzioni statali costituzionali". Da qui la decisione di "sviluppare un piano di sicurezza integrato per rafforzare il controllo del territorio, contrastare violazioni della sovranita' irachena e impedire a chiunque di utilizzare il territorio iracheno per minacciare i paesi vicini".

Idf colpiscono moschea a Gaza: "Era deposito armi Hamas"

Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver colpito una  moschea nella Striscia di Gaza che, stando alla dichiarazone, sarebbe  stata utilizzata da Hamas come deposito di armi. "Nell'ultima settimana,  l'Idf ha colpito e smantellato diversi depositi di armi di Hamas nella  Striscia di Gaza centrale e settentrionale", si legge nel testo, il  quale specifica che uno dei depositi "era stato allestito all'interno di  una moschea nella Striscia di Gaza settentrionale" e che i civili erano  stati preallertati. Foto dell'Afp da Gaza City risalenti a ieri  mostrano un incendio e un'enorme colonna di fumo che si innalza sopra le  tende che ospitavano degli sfollati gazawi durante un attacco alla  moschea di Al-Muttaqin. Dopo l'attacco si sono visti diversi palestinesi  che setacciavano enormi cumuli di macerie e detriti. Un filmato Afp  mostra anche decine di civili che evacuavano l'area prima che la moschea  venisse colpita. Amir Abu  Al-Amrain, direttore generale del ministero degli Affari religiosi nella  Striscia di Gaza, ha dichiarato che le forze israeliane hanno  "completamente distrutto" la moschea nel raid aereo. "L'occupazione  adduce falsi pretesti, come la presunta presenza di siti militari, per  giustificare questi crimini", ha aggiunto, chiedendo un intervento  urgente per proteggere moschee e luoghi di culto. Al 24 marzo 2026,  l'Unesco aveva verificato danni a 164 siti dall'inizio della guerra di  Gaza innescata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele:  quattordici di questi sono siti religiosi. Il  fragile cessate il fuoco tra Hamas e Israele rimane in vigore, ma non  ha fermato la violenza nella Striscia di Gaza, dove 1.207 persone sono  state uccise da quando la tregua è iniziata nell'ottobre del 2025. Il  fuoco israeliano continua a colpire regolarmente i palestinesi che  l'esercito definisce militanti, mentre gli sforzi per garantire un  accordo duraturo per porre fine alla guerra si sono bloccati. "Questo è  un cessate il fuoco? Ogni giorno ci sono attacchi, ogni ora, ogni  respiro. Ci sono attacchi ovunque. Minacciano e colpiscono, siano essi  veicoli civili o qualsiasi altra cosa che bombardano", ha detto all'Afp  Shehadeh Badawi, un testimone oculare, in seguito all'attacco.

Iran, gruppo Al-Nujaba: "Usa e Riad pagheranno per raid Iraq"

Il movimento di resistenza islamica Al-Nujaba ha minacciato rappresaglie per il bombardamento notturno di Stati Uniti e Arabia Saudita contro le Forze di Mobilitazione Popolare filo-iraniane in Iraq. "Non permetteremo mai agli oppressori americani e sauditi di aggredire il territorio iracheno senza pagare un prezzo pesante in termini di interessi e sicurezza", si legge in un comunicato diffuso dall'agenzia iraniana Tasnim.

Iran, incriminato ex militare israeliano per spionaggio

Un ex militare israeliano in un'unita' segreta e' stato arrestato e accusato di spionaggio per conto dell'Iran. Lo ha riferito la procura israeliana. L'uomo e' stato incriminato presso il tribunale distrettuale di Tel Aviv il 16 luglio con l'accusa di "contatto con un agente straniero e tentata trasmissione di informazioni a beneficio del nemico". Il militare, che aveva prestato servizio in un'unita' segreta sia durantela leva che come riservista, era in contatto con "un individuo che si identificava come agente dei servizi segreti iraniani". A un certo punto, gli era anche stato chiesto di aiutare a reclutare un soldato "per stabilire un contatto con gli agenti (iraniani)". Negli ultimi due anni decine di israeliani, tra cui diversi soldati e riservisti, sono stati accusati di spionaggio per conto dell'Iran. In molti casi, sono stati reclutati da agenti di Teheran tramite i social media, in particolare attraverso Telegram.

Borsa, l'Europa prosegue debole: in tensione petrolio e titoli di Stato

Le Borse europee confermano l'andamento debole con l'avvio di Wall  Street in calo. La lente resta sul Medioriente con rinnovate tensioni  tra Stati Uniti e Iran e dalla riunione della Fed da cui potrebbero  arrivare indicazioni sui tassi. In questo quadro cresce il petrolio con  il wti che naviga a 84,5 dollari al barile (+6,5%) e il brent che è poco  sotto i 90 dollari (+6,46%). Sale (+6,3%) anche il gas il cui prezzo  oltrepassa i 61 euro al megawattora. Nervosi anche i titoli di Stato con  i rendimenti che si allargano. Il Btp a 10 anni sfiora il 3,97%, l'oat  francese è al 3,94%, il bund oltrepassa il 3,14%. Lo spread tra il  decennale italiano e quello tedesco supera gli 82 punti base. Tra le  singole Piazze, Milano è sulla parità a -0,01%. Parigi perde lo 0,71%,  Madrid l'1,3%. Francoforte è fiacca a +0,12% e Londra a +0,24%. L'indice  d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, è cedente a -0,15% con  l'immobiliare sotto pressione mentre allunga a +2,8% l'indice  dell'energia. Infine per i cambi il dollaro si appiattisce sull'euro. La  moneta unica passa di mano a 1,1386 sul biglietto verde.

Wall Street, apre in calo penalizzata da impennata petrolio

La Borsa di New York ha aperto in ribasso, sotto la pressione di un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio, in un mercato in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi e dei risultati di Microsoft e Meta. Nelle prime contrattazioni, il Dow Jones perde lo 0,81%, l'indice Nasdaq scende dello 0,20% e l'indice S&P 500 cede lo 0,23%.

Iran, capo Centcom a militari: "Con video cellulari potreste aiutare Teheran"

Condividere online video girati con i telefoni cellulari potrebbe  aiutare l'Iran a prendere di mira interessi americani. Sarebbe questo  l'avvertimento arrivato dal capo del Centcom ai militari Usa, secondo   le dichiarazioni di una fonte raccolte dalla Cnn. In una comunicazione  che porta la data di ieri ed è stata ottenuta dalla Reuters, come  rilancia la rete americana, Brad Cooper afferma che filmati girati con i  telefoni cellulari e condivisi online  e sui media hanno consentito  all'Iran di valutare "quasi in tempo reale" se i suoi attacchi abbiano  avuto successo. Nella  comunicazione, di cui ha dato notizia la Reuters e che è stata  confermata da una fonte alla Cnn, Cooper avverte che il prezzo potrebbe  vedersi dal punto di vista di vite di soldati americani e civili presi  di mira nei Paesi del Golfo. Alla Cnn il portavoce del Centcom, Tim  Hawkins, ha parlato di un "messaggio" che "è un promemoria generale per i  nostri soldati sull'importanza di mantenere la sicurezza operativa".

Iran, rivelazioni Katz agitano Centcom: Idf nega scuse a Usa

Non accenna a placarsi la querelle sottotraccia tra Israele e Usa scatenata dalle dichiarazioni del ministro della Difesa israeliano Israel Katz sull'uso di basi nello Stato ebraico da parte dei caccia americani per i recenti bombardamenti contro l'Iran. Secondo la stampa, le sue parole avrebbero fatto andare su tutte le furie il Comando centrale unificato Usa (Centcom), adirato per la rivelazione di dettagli operativi sensibili. Da qui, l'intervento del capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir, costretto a scusarsi con il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper. Ora un funzionario militare israeliano ha negato quest'ultima circostanza. "L'articolo riguardante una conversazione tra il capo di Stato maggiore e il comandante del Centcom e' errato", ha affermato la fonte rilanciata dal Times of Israel, sottolineando che Zamir non ha parlato con Brad Cooper delle dichiarazioni di Katz.

Il petrolio è in forte rialzo a New York, +6,71%

Il petrolio è in forte rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 6,71% a 84,60 dollari al barile.

Media: "In Usa Netanyahu vede Vance ed Hegseth"

Fitta agenda del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso della sua visita negli Stati Uniti. Dopo aver incontrato ieri il presidente Usa, Donald Trump, alla Casa Bianca in un formato allargato alle reciproche delegazioni, in serata il leader israeliano ha visto a quattr'occhi il vice presidente americano, JD Vance, a Blair House. Lo riferiscono i media israeliani, precisando che per oggi e' previsto un incontro con il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. Entrambi gli alti rappresentanti Usa erano presenti ieri alla Casa Bianca nell'incontro nello Studio Ovale.

Media: "Oggi incontro Hegseth con Netanyahu"

Il capo del Pentagono Pete Hegseth incontrerà il primo ministro  israeliano Benjamin Netanyahu oggi a Washington. Lo ha dichiarato un  funzionario israeliano ad Axios. Ieri è stato il vicepresidente  americano JD Vance ad avere un incontro con Netanyahu.

Borsa: l'Europa debole con tensioni Usa-Iran, il brent torna a 90 dollari

Le Borse europee si indeboliscono mentre cresce la tensione in Medioriente e i future su Wall Street sono negativi.    Milano è cedente a -0,07%,  Parigi perde lo 0,9% Francoforte segna un +0,07% e Londra un +0,12%. La peggiore è Madrid che lascia sul terreno l'1,11%. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, è piatto con l'immobiliare e i titoli legati ai beni di consumo sotto vendita. Viaggia spedita l'energia con il petrolio in crescita. Il wti allunga a 84 dollari (+6%) mentre Brent torna a 90 dollari al barile. Il gas si avvicina a 61 euro al megawattora.         Lo spread tra Btp e Bund allunga a 82 punti base con il rendimento del decennale italiano che sale di 5 punti base al 3,95%. Infine per i cambi, l'euro è in calo sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1319 sul biglietto verde

Trump: "Raid su miliziani pro-Iran coordinati con Iraq"

Gli attacchi delle forze americane sulle Forze di Mobilitazione Popolare filo-iraniane in Iraq sono stati coordinati con il governo di Baghdad. A riferirlo è stato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News. Quelle milizie, ha detto, "sono un cancro".

Borsa, l'Europa debole con tensioni Usa-Iran, il brent torna a 90 dollari

Le Borse europee si indeboliscono mentre cresce la tensione in Medioriente e i future su Wall Street sono negativi. Milano è cedente a -0,07%,  Parigi perde lo 0,9% Francoforte segna un +0,07% e Londra un +0,12%. La peggiore è Madrid che lascia sul terreno l'1,11%. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, è piatto con l'immobiliare e i titoli legati ai beni di consumo sotto vendita. Viaggia spedita l'energia con il petrolio in crescita. Il wti allunga a 84 dollari (+6%) mentre Brent torna a 90 dollari al barile. Il gas si avvicina a 61 euro al megawattora. Lo spread tra Btp e Bund allunga a 82 punti base con il rendimento del decennale italiano che sale di 5 punti base al 3,95%. Infine per i cambi, l'euro è in calo sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1319 sul biglietto verde. 

Ira di Trump per i raid su target Usa: "Colpiremo l'Iran duramente"

"Colpiremo l'Iran duramente" in risposta ai loro raid contro target americani. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che gli attacchi americani e sauditi erano coordinati con il governo dell'Iraq.

Trump furioso dopo raid su base: "Gli faremo il c... "

Non usa mezzi termini Donald Trump per preannunciare la reazione degli Stati Uniti all'attacco a sorpresa iraniano sulla base americana in Giordania, la notte scorsa. "Gli faremo il c**o" (letteralmente "We're going to beat the fucking shit out of them"), ha detto a Fox News a quanto riferisce lo stesso reporter che ha parlato con il presidente americano. "Li colpiremo duramente", ha insistito, "prenderanno una bella batosta".

Houthi pianificano sistema tariffario per transito Mar Rosso

I ribelli Houthi intendono, sotto la guida dell’Iran, imporre un sistema tariffario per il transito delle navi nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al Mandeb. È quanto ha dichiarato all’Afp il ministro dell’Informazione yemenita Moammar al-Eryani, che ha definito la mossa "una pericolosa escalation volta a trasformare uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo in una fonte permanente di finanziamento per le attività militari e terroristiche della milizia". Al-Eryani ha affermato poi che questa valutazione si basa su "informazioni di intelligence confermate", ottenute di recente, secondo cui il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano starebbe contribuendo a gestire il progetto. Il ministro ha aggiunto che il piano comprenderebbe "la creazione di un'entità dedicata incaricata di riscuotere i pagamenti dalle compagnie di navigazione e dalle navi commerciali".

Trump: "Colpiremo l'Iran duramente"

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che "colpiremo l'Iran duramente".

L'Iraq condanna i raid di Usa e Arabia Saudita: "Violata sovranità"

La presidenza irachena ha condannato gli attacchi statunitensi e sauditi contro le Forze di Mobilitazione Popolare, o Hashed al-Shaabi, alleanza armata irachena che comprende potenti fazioni filo-iraniane. La presidenza, senza nominare esplicitamente Stati Uniti e Arabia Saudita, ha dichiarato di "condannare i bombardamenti contro le basi di Hashed al-Shaabi, considerandoli un attacco inaccettabile e una palese violazione della sovranità irachena, che ha preso di mira le sue istituzioni ufficiali". Ha inoltre affermato di respingere l'uso del territorio iracheno per lanciare attacchi contro i Paesi vicini. 

Tajani: "Non si vede soluzione per Hormuz, siamo preoccupati"

''Con il ministro degli Esteri saudita abbiamo parlato della situazione a Hormuz. Siamo tutti preoccupati perché ancora non si vede la soluzione del problema''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando ai giornalisti al termine del bilaterale con il capo della diplomazia saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e della seconda giornata della riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati che si è svolta alla Farnesina. ''Noi continueremo a fare tutto ciò che possiamo per favorire il dialogo'', ha aggiunto il ministro.

Idf: "Hezbollah lancia drone, palese violazione cessate fuoco"

Le Forze di difesa israeliane hanno accusato Hezbollah di una "palese violazione del cessate il fuoco", affermando che il gruppo militante sostenuto dall'Iran ha lanciato un drone contro un veicolo israeliano nella zona del Libano meridionale attualmente controllata dall'esercito israeliano. "Durante la notte, Hezbollah ha lanciato un drone esplosivo contro un veicolo di ingegneria dell'Idf nell'area del crinale di Ali al-Taher all'interno della zona di sicurezza", si legge in un comunicato ufficiale, il quale aggiunge che l'incidente "costituisce una palese violazione del cessate il fuoco" e che non sono stati segnalati feriti tra i soldati israeliani.

Teheran: "Hormuz ci appartiene, non tornerà mai come prima"

Lo Stretto di Hormuz non tornerà al suo stato precedente. Lo ha detto all'agenzia di stampa studentesca iraniana Isna il vicepresidente del parlamento Ali Nikzad, sottolineando che Hormuz appartiene all'Iran. "Consideriamo lo stretto una conquista della recente guerra imposta e un dono divino alla grande nazione iraniana", ha spiegato Nikzad, aggiungendo che Teheran non rinuncerà a rivendicare i propri diritti su Hormuz.

Farah Diba nell'anniversario morte shah di Persia:"Presto la vittoria finale della luce sulle tenebre"

"Con la vittoria finale della luce sulle tenebre il popolo iraniano finalmente si ritroverà insieme, mano nella mano, cuore a cuore, per consacrarsi alla costruzione dell'avvenire della nazione e alla creazione,  ancora una volta, di un Iran fiero che guarda al futuro". Con queste parole Farah Diba, moglie dello shah di Persia scomparso in Egitto, al Cairo, il 27 luglio 1980 a 60 anni, ha salutato sui canali social l'anniversario della morte di Mohammad Reza Pahlavi  lanciando un appello al suo popolo. 

"La nuova generazione iraniana - ricorda - ricca di energia, lancia la sua sfida al regime, cosciente di quello che noi abbiamo costruito, 'armata' da una volontà di ferro e non tanto di armi, chiede a gran voce  la caduta di questo regime del terrore. Un Paese che voi - rivolgendosi al marito scomparso - avete trasformato in nazione prospera, che nel corso degli anni, dopo le devastazioni della guerra, ha saputo ritrovare il suo orgoglio e la sua dignità".  E proseguendo ricorda come "grazie alla visione dello shah l'Iran è diventata la quinta potenza mondiale con la garanzia che nessun Paese l'avrebbe invaso. L'Iran aveva relazione amichevoli con il mondo intero, le porte dei diversi Paesi erano aperti al nostro popolo. Oggi siamo collusi con il terrorismo mondiale".

Ministro Yemen: "Houthi intendono imporre pedaggi nel Mar Rosso"

I ribelli Houthi intendono imporre pedaggi per il transito nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al Mandeb. Lo ha detto un ministro del governo yemenita, riconosciuto dalla comunità internazionale, all'Afp. Si tratta di "una pericolosa escalation volta a trasformare uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo in una fonte permanente di finanziamento per le attività militari e terroristiche della milizia", ha allertato il ministro dell'Informazione, Moammar al-Eryani.

Iran condanna attacchi Usa-Riad in Iraq: "Vogliono escalation"

Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato "con la massima fermezza gli attacchi aggressivi degli Stati Uniti e dell'Arabia Saudita contro alcune aree dell'Iraq". In una nota diffusa dai media iraniani, il dicastero spiega che i raid "rappresentano una palese aggressione contro la sovranita' nazionale e l'integrità territoriale dell'Iraq e costituiscono una violazione dell'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale". Non solo. I bombardamenti "si inseriscono nella strategia degli Stati Uniti e del regime sionista (Israele, ndr) volta ad ampliare la guerra e ad aumentare l'instabilità nella regione", afferma Teheran, "il regime aggressore e bellicista degli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione" saranno "responsabili delle pericolose conseguenze di queste azioni provocatorie e

disumane".

Media Iran: città a confine Iraq colpita da Usa

Le forze americane hanno attaccato una cittadina iraniana al confine con l'Iraq. Lo riferiscono i media di stato iraniano. "Una località nell'area di confine di Piranshahr è stata attaccata da aerei nemici americani", ha riportato la televisione di stato. L'agenzia di stampa Fars ha riportato le dichiarazioni di un funzionario della provincia dell'Azerbaigian Occidentale secondo cui un missile ha colpito un'area disabitata, senza fare vittime.

Iran: nessuna nave attraversa Hormuz senza nostro via libera

Nessuna imbarcazione può attraversare lo Stretto di Hormuz senza l'autorizzazione dell'Iran. A ribadirlo è stata una fonte militare citata dall'agenzia Fars. "Lo Stretto di Hormuz rimane completamente chiuso e nessuna imbarcazione è autorizzata ad attraversare questa via d'acqua strategica", ha detto. "Le Forze Armate iraniane hanno pieno controllo dello Stretto e qualsiasi tentativo di attraversamento, in particolare di barche che non prestino attenzione agli avvertimenti, sarà accolto con una risposta immediata e decisa", ha avvertito.

Ministra Anp: "L'Ue adotti misure più incisive su Israele"

Serve che l'Italia e l'Ue nel suo complesso adottino misure più incisive nei confronti di Israele. E' quanto ha affermato la ministra degli Esteri palestinese, Varsen Aghabekian, dopo un incontro bilaterale con l'omologo Antonio Tajani alla Farnesina. "Abbiamo parlato della necessità che l'Italia faccia progressi sull'accordo di associazione Ue-Israele, perché si possono adottare delle misure. L'Italia ne ha già adottate alcune e sta valutando di adottarne altre, ma queste devono essere molto più incisive, non solo da parte dell'Italia, ma dell'Europa intera, perché Israele comprenderà solo il linguaggio delle misure concrete sul campo", ha affermato la responsabile della diplomazia dell'Autorità nazionale palestinese. "Per dissuadere uno Stato occupante, bisogna passare dalle misure tradizionali a quelle non tradizionali - ha aggiunto Aghabekian - E oggi la situazione è estremamente grave e impone che i Paesi prendano in considerazione ulteriori misure".

Tajani e ministro Riad: "Smilitarizzare Gaza, no ad annessione Cisgiordania"

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e quello saudita principe Faisal bin Farhan Al Saud "hanno ribadito la necessità di preservare il cessate il fuoco a Gaza, smilitarizzare la Striscia, garantire la consegna senza ostacoli degli aiuti umanitari alla popolazione civile e avviare tempestivamente le attività di ricostruzione, oltre a sostenere gli sforzi di riforma dell'Autorità Palestinese" e "hanno condannato l'escalation di violenze da parte dei coloni in tutta la Cisgiordania, sottolineando l'urgente necessità di proteggere la popolazione palestinese". Lo si legge nella dichiarazione congiunta rilasciata dopo il bilaterale tra i due ministri a margine della riunione della alleanza globale per la riunione dei Due Stati. "I ministri hanno ribadito la loro opposizione a qualsiasi forma di annessione - sia essa parziale, totale o de facto - della Cisgiordania e allo sfollamento forzato dei palestinesi". 

Italia e Arabia Saudita: "Salvaguardare libertà navigazione e sicurezza marittima"

I ministri degli Esteri di Italia e Arabia Saudita, Antonio Tajani e il Principe Faisal bin Farhan Al Saud, hanno riaffermato l’importanza del rispetto del diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario, e hanno sottolineato la necessità di salvaguardare la libertà di navigazione e la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, nello Stretto di Bab al-Mandab, nel Golfo di Aden e nelle rotte marittime internazionali, in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos). Lo si legge nella dichiarazione congiunta al termine dell'incontro bilaterale tra Tajani e il principe Faisal, a margine della seconda giornata della riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati che si è svolta alla Farnesina.

I due ministri hanno riconosciuto il contributo dell’operazione navale dell’Ue Eunavfor Aspides, e in particolare dell’Italia, alla protezione della navigazione mercantile.

Premier Iraq rinvia la visita in Arabia Saudita

Il primo ministro iracheno Al-Zaidi ha rinviato la sua visita ufficiale in Arabia Saudita, che era prevista per domani. Lo ha dichiarato una fonte del governo iracheno ad al Jazeera Arabic. Obiettivo della visita era quello di discutere delle relazioni bilaterali, firmare memorandum d'intesa in diversi settori e confrontarsi sul coordinamento in materia di sicurezza e sugli sviluppi regionali.

Iran respinge proposta dell'Oman su gestione congiunta di Hormuz

L'Iran ha respinto una proposta per una divisione equa del controllo dello Stretto di Hormuz, mettendo a repentaglio le speranze che Teheran e Washington riprendano rapidamente i negoziati per porre fine alla guerra. Lo scrive il Wall Street Journal. L'Oman, che si trova di fronte all'Iran attraverso lo stretto, ha proposto un piano temporaneo per stabilire canali di controllo equamente divisi, ma Teheran ha preteso ieri di ottenere la parte del leone di questa via navigabile cruciale per il flusso mondiale di petrolio, secondo quanto affermato da uno dei suoi massimi diplomatici. Il controllo dello Stretto di Hormuz, scrive Afp, rimane un ostacolo a qualsiasi soluzione pacifica della guerra in Medio Oriente e l'Iran insiste nel gestire questo cruciale corridoio per il petrolio e il gas. Le Guardie Rivoluzionarie hanno fermato le navi che tentavano di transitare la rotta commerciale, affermando di aver colpito tre petroliere "che hanno ignorato i nostri avvertimenti e hanno continuato a navigare su una rotta pericolosa e illegale". Teheran aveva dichiarato all'inizio di questa settimana di aver avuto colloqui con l'Oman su "principi comuni e meccanismi operativi" per garantire il passaggio sicuro delle navi. A giugno, Muscat e Teheran avevano affermato che avrebbero discusso l'imposizione di tariffe di servizio nel canale navigabile, una mossa a cui Washington si oppone. Ma l'Oman ha anche irritato l'Iran dopo aver affermato che le navi potevano transitare nello Stretto di Hormuz attraverso le sue acque, e Teheran ha risposto attaccando le navi. 

Parroco di Gaza: "Situazione più che disastrosa"

“Quando si dice che la situazione qui è disastrosa, credetemi: è davvero disastrosa, se non richiedesse addirittura un’aggettivazione ancora più forte”. Padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza, in un videomessaggio fotografa la situazione a Gaza. Padre Romanelli parla anche dell’estrema difficoltà del trasporto: "Serve per raggiungere un ospedale, un posto di lavoro, una scuola, oppure per visitare gli ammalati e portare aiuti. Gaza non è così piccola da poter fare tutto a piedi, con moltissime strade completamente distrutte". 

Tajani: "Condanniamo violenze coloni e opponiamo espansione in Cisgiornania"

"Seguiamo con viva preoccupazione il grave deterioramento della situazione in Cisgiordania. Condanniamo fermamente le violenze dei coloni contro i civili palestinesi che, negli ultimi giorni, si sono aggravate, colpendo villaggi, famiglie e luoghi sacri. Ci opponiamo risolutamente a qualsiasi forma di espansione degli insediamenti e di annessione che metta a repentaglio la soluzione a Due Stati. Solo il reciproco riconoscimento dei diritti, della dignità e della sicurezza di entrambi i popoli può creare le condizioni per una pace autentica". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aprendo la seconda giornata della riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati, alla Farnesina a Roma.

Tajani: "Da qui forte messaggio politico sulla soluzione a due Stati"

"L'obiettivo" della riunione a Roma dell'Alleanza globale per una soluzione a due Stati, co-presieduta da Italia e Arabia Saudita, "è dare un forte messaggio politico di sostegno alla prospettiva di due Stati". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, aprendo la seconda giornata dei lavori. "Sappiamo bene che è un lavoro non facile, ma siamo determinati nel raggiungere l'obiettivo. Anzi, proprio la difficoltà ci impegna a lavorare insieme, Arabia Saudita e Italia, ancora di più".

Tajani: "Riad partner fondamentale, Golfo centrale per la pace"

"Italia e Arabia Saudita sono unite da un forte partenariato strategico focalizzato sull'impegno per la pace, il dialogo e la crescita di tutta la regione del Mediterraneo allargata, una regione che nella mia visione arriva al Golfo e oltre all'India". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, aprendo la seconda giornata dei lavori dell'Alleanza globale per una soluzione a due Stati. "Arabia Saudita è un partner fondamentale politico, economico e di sicurezza", ha aggiunto il titolare della Farnesina, dicendosi "profondamente convinto della centralità del Golfo nell'impegno per la pace e la crescita del dialogo".

Iran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili. Acquisto per 60-70 milioni

Secondo un'esclusiva dell'agenzia Reuters, basata su tre fonti a conoscenza dell'intesa, Teheran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un massimo di 400 lanciatori portatili di missili antiaerei di fabbricazione cinese. L'accordo, del valore stimato di 60-70 milioni di dollari, mira a colmare le lacune nella difesa a corto raggio emerse durante la guerra con Stati Uniti e Israele. Pechino smentisce: le notizie sarebbero "completamente prive di fondamento"

Iran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili

Iran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili

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Onu: "Agire con urgenza per fermare attacchi coloni ed espropriazioni in Cisgiordania"

Due anni dopo che la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite ha definito illegale l'occupazione israeliana dei territori palestinesi, la violenza dei coloni e l'annessione territoriale "stanno solo peggiorando". Ad affermarlo, oggi in un comunicato è stata Ravina Shamdasani, portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani. 

"Con gli attacchi dei coloni israeliani e la creazione di insediamenti e avamposti che hanno raggiunto livelli record, gli Stati terzi devono agire con urgenza e all'unisono per fermare le continue uccisioni e l'espropriazione del popolo palestinese e per porre fine all'occupazione israeliana", ha affermato. 

Idf, demolito tunnel Hezbollah a Haddata nella 'zona di sicurezza' nel sud del Libano

Il portavoce dell'Idf comunica che le forze del genio militare operanti nel sud del Libano hanno fatto esplodere un centro di comando sotterraneo di Hezbollah, costruito sotto una fabbrica di materiali edili che si trova a circa 300 metri da una postazione dell'Unifil. L'operazione si è svolta nel villaggio di Haddatha, all'interno della 'zona di sicurezza' in cui ancora si trovano le forze dell'Idf. Secondo quanto riferito dal portavoce, il tunnel distrutto era lungo 55 metri, ed era composto da tre stanze e veniva utilizzato da Hezbollah come centro di comando. Inoltre, i soldati hanno individuato una fossa sotterranea collegata al tunnel, contenente ''dozzine di armi'', di cui l'esercito ha diffuso immagini sui propri account social. 

Tajani: "Disponibili per missione internazionale a Hormuz"

"Siamo disposti, qualora si dovesse arrivare a un accordo che garantisca pace e comunque un cessate il fuoco nello Stretto di Hormuz, a partecipare a una missione internazionale per garantire la libertà di navigazione". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina, ribadendo che l'Italia continuerà a "fare la sua parte per la garanzia della libertà del traffico marittimo in quell'area con le missioni Aspides e Atalanta".

Riad rivendica: "Diritto a rispondere ad attacchi delle milizie filo-Iran in Iraq"

L'Arabia Saudita condanna "i deplorevoli attacchi con droni perpetrati contro il Regno da milizie sostenute dall'Iran in Iraq, riaffermando la determinazione del Regno a scoraggiare i responsabili e il suo diritto di rispondere". Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri di Riad. "La continua aggressione da parte delle milizie terroristiche sostenute dall'Iran in Iraq è avvenuta in un momento in cui il Regno stava compiendo ogni sforzo per contribuire a ridurre le tensioni nella regione in modo da preservare la sua sicurezza e stabilità. Al contrario, queste milizie hanno scelto un temerario percorso di escalation, in palese violazione del diritto internazionale, in totale disprezzo degli obblighi della fratellanza islamica, inclusa l'adesione ai principi di buon vicinato", conclude la nota. 

Tajani: "Incoraggiamo dialogo con Usa per Hormuz, Teheran rinunci ad atomica"

''Ci auguriamo che si possa arrivare anche a una soluzione per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, quindi incoraggiamo anche il dialogo tra iraniani e Stati Uniti. E' ovvio che l'Iran deve rinunciare a qualsiasi progetto di costruire l'arma atomica, perché questo rappresenterebbe un pericolo per tutti''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina prima della seconda giornata della riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati.

''Noi continueremo a fare la nostra parte per la garanzia del-della libertà del traffico marittimo in quell'area con le missioni Aspides e Atalanta. Siamo disposti, qualora poi si dovesse arrivare ad un accordo che garantisca pace e che comunque cessate il fuoco nello Stretto di Hormuz, a partecipare a un'eventuale missione internazionale, sempre per garantire la libertà di navigazione'', ha aggiunto Tajani.

''In questo momento il ruolo del Governo, il ruolo dell'Italia sta diventando fondamentale sia per il Libano, sia per la Palestina'', ha affermato Tajani citando ''il progetto Food for Gaza per sostenere la popolazione civile palestinese'' e ''per il Libano, stiamo lavorando affinché ci possa essere un rafforzamento della posizione dell'autorità nazionale legittima''.

Tajani: "Vicinanza ad Arabia Saudita per gli attacchi"

L'Italia ribadisce "la vicinanza all'Arabia Saudita e agli altri Paesi del Golfo per gli attacchi che subiscono dall'Iran". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, augurandosi "che si possa arrivare a una soluzione per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz".

Tajani: "No al riconoscimento demagogico Stato palestinese"

"L'Italia è favorevole al riconoscimento di uno Stato palestinese, ma prima deve esserci. Stiamo lavorando per quello, ma finché c'è Hamas che è armata, cosa riconosciamo?". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Stiamo lavorando perché ci possa essere non un riconoscimento demagogico e fittizio, ma possa nascere veramente uno Stato palestinese che possa vivere in pace con Israele, che riconosca a Israele il suo diritto a esistere e che sia riconosciuto da Israele".

Media: "Intensi bombardamenti israeliani su Nabatieh nel sud del Libano"

La città di Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Libano, è stata colpita da un intenso bombardamento di artiglieria. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'agenzia libanese Nna. Gli attacchi sono partiti da una postazione militare israeliana nella zona di Tel al-Nahas, vicino al villaggio di confine di Kfarkela. Il bombardamento è stato "intenso e concentrato", ha aggiunto l'agenzia. 

Tajani: "L'Iran impedisca ai suoi proxy di essere strumento di guerra"

"L'obiettivo è quello di disarmare Hamas da una parte, di disarmare Hezbollah dall'altra. Ma anche qui l'Iran deve svolgere un ruolo importante per impedire che i suoi proxy non siano strumento di tensione, di guerra e di pericoli per la pace in Medio Oriente". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del secondo giorno del summit della Alleanza globale per la soluzione a due Stati a Roma. Il ministro ha inoltre ribadito che l'Iran non può avere l'arma nucleare. 

Madrid condanna le esecuzioni in Iran: "Fermare subito le pene capitali"

La Spagna ha condannato "con la massima fermezza" l'esecuzione dei giovani manifestanti Abolfazl Sepahi-Badejani e Amirhossein Safari Hosseinabadi, avvenuta ieri a Isfahan nell'ambito della repressione seguita alle proteste di piazza Alikhani, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime. In una nota, il ministero degli Esteri spagnolo ha inoltre manifestato "estrema preoccupazione" per il "rischio immediato di esecuzione" che grava su altri otto manifestanti coinvolti nello stesso procedimento giudiziario, già oggetto di richiami da parte dei relatori speciali delle Naizoni Unite. Madrid ribadisce la propria "opposizione assoluta alla pena di morte in qualsiasi circostanza e in qualsiasi parte del mondo", definendola una sanzione "crudele, disumana e degradante", che viola "il diritto fondamentale alla vita e alla dignità umana" ed è irreversibile. La Spagna invita quindi "con la massima urgenza" le autorità iraniane a "fermare immediatamente l'esecuzione delle condanne a morte pendenti" e a commutare le pene capitali, chiedendo il rispetto delle garanzie processuali, del diritto alla difesa e a un giusto processo. Madrid assicura infine che continuerà a "utilizzare tutti i canali diplomatici a sua disposizione", compreso il Consiglio Onu per i diritti umani, per promuovere una moratoria generale della pena di morte e la sua definitiva abolizione. 

Milizie filo-Iran: "Almeno 20 morti da attacco Usa-Arabia Saudita in Iraq"

I raid Usa-Arabia Saudita in Iraq hanno ucciso almeno 20 membri di un'alleanza di ex paramilitari che comprende gruppi filo-iraniani, secondo quanto affermato dall'alleanza stessa. Le Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), una coalizione di ex gruppi e fazioni paramilitari ora integrate nelle forze armate irachene, hanno dichiarato che almeno 20 combattenti "sono stati martirizzati e altri 32 feriti, secondo un bilancio preliminare" a seguito dei raid Usa-Arabia Saudita contro le sue basi in sette province. 

Houti, abbattuto drone saudita a Saada

I ribelli sciiti Houthi dello Yemen hanno annunciato di aver abbattuto un altro "drone da ricognizione saudita" sopra la provincia settentrionale di Saada, roccaforte degli insorti yemeniti sostenuti dall'Iran. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea, ha dichiarato che le forze del gruppo "hanno abbattuto con successo un drone da ricognizione nemico saudita, modello Karayel, mentre stava svolgendo attività ostili nello spazio aereo della provincia di Saada questa mattina". Si tratta del terzo drone saudita di questo tipo che gli insorti yemeniti affermano di aver abbattuto negli ultimi giorni, sullo sfondo di un'escalation di tensioni alimentata da attacchi e rappresaglie che vedono contrapposti, da un lato, l'Iran e i gruppi iracheni e yemeniti allineati con Teheran e, dall'altro, gli Stati Uniti e i loro alleati regionali, in particolare l'Arabia Saudita.

Milizie Iraq: "20 morti nei raid Usa e Arabia Saudita"

Le Forze di Mobilitazione Popolare irachene (Pmf) hanno riferito che gli attacchi statunitensi e sauditi hanno ucciso almeno 20 dei loro combattenti e ne hanno feriti altri 32 in raid che hanno interessato sette province. Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare, hanno aggiunto.

Gli attacchi hanno colpito posizioni delle Forze di Mobilitazione Popolare nelle province di Baghdad, Wasit, Ninive, Bassora, Kirkuk, Karbala e Diyala, ha dichiarato in un comunicato il gruppo, riconosciuto dallo Stato e composto principalmente da milizie sciite. Gli attacchi hanno anche causato danni materiali di varia entità a edifici, veicoli e attrezzature militari, si legge nella nota.

Caracas convoca l'ambasciatore dell'Iran, Paese alleato storico

Il governo ad interim venezuelano ha convocato l'ambasciatore iraniano a Caracas in seguito ad alcune dichiarazioni ritenute "spregevoli e inappropriate" da parte di Teheran. "L'ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran in Venezuela è stato convocato presso il Ministero degli Esteri venezuelano per consegnargli una nota di protesta in merito alle dichiarazioni sprezzanti e inappropriate rivolte alle istituzioni e alle autorità venezuelane", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri venezuelano. In un video che circola online, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe dichiarato, in merito ai negoziati con gli Stati Uniti, che l'Iran "non è il Venezuela", una frase interpretata a Caracas come una svalutazione o un attacco ingiustificato verso la gestione politica locale. Questo raffreddamento nei rapporti tra Caracas e Teheran potrebbe rappresentare un punto di svolta, considerando che i due Paesi sono da sempre tradizionali alleati geopolitici. Dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte degli Usa, tuttavia, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha ripreso le relazioni diplomatiche con Washington, ricevendo critiche dall'Iran. 

Reuters: "L'Iran riceverà 400 lanciamissili antiaerei cinesi"

L'Iran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un massimo di 400 lanciamissili antiaerei portatili di fabbricazione cinese. E' quanto si legge sul sito di Reuters, che cita tre fonti a conoscenza dell'accordo. L'acquisto, del valore di 60-70 milioni di dollari, rappresenta uno dei maggiori sforzi noti compiuti da Teheran per rafforzare le proprie difese aeree a corto raggio dall'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele. 

Iran, Guardie Rivoluzionarie: colpite 3 petroliere a Hormuz

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, l'esercito iraniano, ha annunciato nella notte di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo strategico Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim. "Alcune ore fa, tre petroliere che avevano ignorato i nostri avvertimenti e avevano continuato a seguire una rotta pericolosa e illegale sono state colpite e costrette a fermarsi", ha dichiarato la marina del Corpo.

Tajani: "Voto Israele potrebbe cambiare quadro Cisgiordania"

Le elezioni in Israele a ottobre potrebbero "davvero cambiare il quadro" in Cisgiordania se, come si discute, si arrivasse a un governo di unità nazionale. Lo ha dichiarato, in un'intervista a 'Repubblica', il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a proposito delle violenze dei coloni contro la popolazione palestinese. "Dobbiamo aspettare le elezioni israeliane di ottobre, sapendo che in molti già parlano di un governo di unità nazionale: questa novità potrebbe davvero cambiare il quadro", ha detto Tajani, "ci sono segnali. [il presidente] Herzog, ad esempio, ha espresso parole di condanna netta dei coloni". "Abbiamo spinto per le sanzioni. Noi condanniamo i coloni, le loro violenze e quello che fanno contro i civili palestinesi", ha ribadito il vicepremier, "e siamo contrari a qualsiasi annessione del territorio della Cisgiordania. Firmeremo con i sauditi un documento che condanna le aggressioni dei coloni israeliani. E i leader dell'E4 - Italia, Francia, Germania e Regno Unito - potrebbero fare lo stesso". "Essere amici di Israele e difenderne il diritto a esistere non significa giustificare le violenze dei coloni, che indeboliscono la posizione e l'immagine del Paese", ha detto ancora Tajani, "noi non molliamo, nonostante le difficoltà. Siamo per 'due popoli, due Stati'. Israele conosce la nostra posizione e questo non le impedisce di partecipare con il Libano al vertice di Roma".

Nyt: 'Iran voleva colpire l'Ucraina, stop grazie alla diplomazia'

Secondo funzionari iraniani e occidentali, l'Iran aveva preso in considerazione l'idea di attaccare un porto ucraino in risposta a un attacco ucraino contro una nave iraniana, ma un'intensa attività diplomatica ha per ora calmato la situazione. Lo scrive il New York Times.    L'Ucraina, che ha accusato Iran e Russia di sostenere reciprocamente le operazioni militari, ha colpito sabato una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, uccidendo un marinaio civile. Le autorità iraniane hanno promesso ritorsioni. Alcune fonti a conoscenza dei servizi segreti hanno affermato di aspettarsi che l'Iran lanciasse un missile balistico con una piccola testata contro l'Ucraina, a scopo simbolico ma causando danni relativamente limitati. Altri funzionari hanno dichiarato che il bersaglio era probabilmente uno dei porti ucraini sul Mar Nero. I funzionari iraniani hanno affermato di sperare che il conflitto si concludesse con un attacco di rappresaglia, ma i funzionari occidentali hanno avvertito che era difficile prevedere come avrebbe reagito l'Ucraina.    Il blocco statunitense dei porti iraniani sul Golfo Persico ha reso ancora più importanti gli scambi commerciali tra l'Iran e la Russia attraverso il Mar Caspio. Il Mar Caspio è emerso come una rotta di approvvigionamento cruciale sia per il commercio palese che per quello clandestino. Ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato con il suo omologo ucraino Andriy Sybiha. Dopo la telefonata, Araghchi ha dichiarato in un post che Sybiha aveva descritto l'attacco alla nave mercantile come involontario. "Neanche l'Iran cerca un'escalation, ma ha chiarito che qualsiasi attacco contro i nostri cittadini o interessi è inaccettabile", ha scritto Araghchi. "Ci deve essere un risarcimento per i danni subiti".

Iran, prezzo petrolio risale: Brent a 87,10 dollari al barile

Prezzo del petrolio in rialzo. Il petrolio Brent, riferimento in Europa, è salito del 3,01% a 87,10 dollari al barile. Il Wti, riferimento per gli Stati Uniti,  è salito del 2,61%, a 81,87 dolari al barile.

Media: 'Teheran dovrebbe ricevere dalla Cina fino a 400 lanciamissili portatili'

L'Iran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di circa 400 lanciamissili portatili antiaerei (Manpads) di fabbricazione cinese. Lo riporta Ynet News, citando fonti che hanno parlato con la Reuters. L'acquisto, del valore stimato tra i 60 e i 70 milioni di dollari, rientra negli sforzi di Teheran per incrementare le proprie difese aeree a corto raggio. Secondo le fonti, il contratto prevede anche l'acquisto di un numero di sistemi antiaerei portatili compreso tra 300 e 400 Manpads. 

Il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato: "Le notizie sono completamente infondate". Secondo due fonti dell'intelligence occidentale e un funzionario iraniano, Teheran avrebbe anche valutato la possibilità di utilizzare vie terrestri per trasferire in modo più discreto rifornimenti militari cinesi e componenti a duplice uso.

Almeno 10 morti in Iraq per attacchi Usa-Arabia Saudita

Almeno 10 membri di un'ex alleanza paramilitare irachena sono stati uccisi negli attacchi Usa-Arabia Saudita contro le loro basi nel Paese, secondo quanto riferito all'Afp da due fonti dell'alleanza. Gli attacchi hanno colpito posizioni appartenenti alle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), "in diverse province, con l'attacco più letale nella provincia di Ninive, dove almeno 10 membri sono stati uccisi", ha detto un funzionario, aggiungendo che il bilancio delle vittime probabilmente aumenterà. Sono stati segnalati feriti anche in altre province, ha aggiunto. Un altro funzionario ha confermato il bilancio iniziale.

Giordania: "Intercettati cinque missili"

Le forze armate giordane hanno riferito di aver intercettato e abbattuto cinque missili iraniani scagliati contro il territorio di Amman. Lo riferisce un comunicato. In precedenza i pasdaran iraniani avevano affermato di aver attaccato una base Usa in Giordania con missili balistici.

Petrolio: in rialzo su mercati asiatici, Wti sopra 80 dlr

Prezzi del petrolio in netto rialzo sui mercati asiatici dopo il forte calo di ieri con il Wti che torna sopra gli 80 dollari al barile. Il Wti sale del 3,54% a 82 dollari mentre il Brent guadagna il 3,7% a 87,2 dollari.

Wsj: "Teheran ha respinto piano Oman per divisione Hormuz"

L'Iran ha respinto un piano proposto dall'Oman per una divisione equa del controllo dello Stretto di Hormuz. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo il quale il rifiuto della Repubblica Islamica alla proposta omanita ha fatto infuriare i negoziatori. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato al giornale che Teheran non accetterà la fase successiva dei negoziati con Washington a meno che l'Oman non appoggi la proposta iraniana che gli concede la maggior parte dello stretto, sostenendo al contempo che il piano omanita "non affronta le preoccupazioni di sicurezza dell'Iran".  "La rotta di navigazione in entrata deve essere interamente sotto il controllo dell'Iran, mentre parte della rotta in uscita può rimanere sotto il controllo dell'Oman", ha affermato Gharibabadi. "Se accetteranno questa proposta, passeremo alla fase successiva". L'articolo cita mediatori secondo i quali il rifiuto da parte dell'Iran del piano omanita ha minato gli sforzi per rilanciare il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran raggiunto il mese scorso.

Netanyahu: alleanza con Trump è salda come il granito

"Un muro di granito": è la metafora usata dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu durante un'intervista con Fox News dopo l'incontro con Donald Trump.  Lui e il Presidente degli Stati Uniti, ha detto, "la pensano allo stesso modo" sull'impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. "È stato fantastico", ha detto a Sean Hannity di Fox News, riferendosi all'incontro a porte chiuse con Trump di ieri, ribadendo che è stato "uno dei migliori incontri che abbiamo avuto". Netanyahu descrive la sua alleanza con Trump come un "muro di granito" perché "il Presidente è molto chiaro. Abbiamo un impegno comune: non vogliamo che il fanatico regime di Teheran possieda armi nucleari che minaccino ogni americano, la pace del mondo e l'esistenza stessa di Israele". "Quindi abbiamo questo obiettivo comune, e lo raggiungeremo, sia per via diplomatica che con altri mezzi, ma entrambi ci impegniamo a fondo", ha aggiunto, definendo questo il punto principale emerso dall'incontro alla Casa Bianca.

Iraq, ex paramilitari: morti e feriti nei raid di Usa e Arabia

I raid aerei statunitensi e sauditi in Iraq hanno causato diversi morti e feriti, ha annunciato oggi la Forza di mobilitazione popolare (Pmf), ex coalizione paramilitare ora integrata nell'esercito iracheno. "Questa mattina diverse sedi ufficiali della Pmf in varie regioni dell'Iraq sono state prese di mira da vili attacchi terroristici lanciati dalle forze statunitensi e saudite. Questi attacchi hanno provocato il martirio di diversi membri del personale e il ferimento di altri, oltre a danni materiali a diversi edifici e proprietà", ha dichiarato in un comunicato la Pmf, i cui elementi filoiraniani operano ancora in modo autonomo. 

Iran: colpite 3 petroliere che cercavano di attraversare Hormuz

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha annunciato oggi di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim. "Alcune ore fa tre petroliere, che avevano ignorato i nostri avvertimenti e continuato a seguire una rotta pericolosa e illegale, sono state colpite e costrette a fermarsi", hanno dichiarato le forze navali dell'Irgc citate dalla Tasnim.

Centcom: 'Attacchi di precisione in Iraq contro terroristi legati all'Iran'

Il Centcom e le Forze Armate dell'Arabia Saudita hanno condotto "attacchi di precisione in Iraq", martedì 28 luglio, "contro terroristi legati all'Iran che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) aveva incaricato di colpire le forze statunitensi e le infrastrutture energetiche saudite".    In una nota, il Centcom riferisce che "caccia Usa e sauditi hanno colpito diversi siti logistici e depositi di armi dei terroristi nell'Iraq orientale, in una decisa risposta a oltre 30 attacchi con droni aerei orchestrati dai pasdaran nelle ultime 72 ore. Gli attacchi ingiustificati contro le forze Usa non hanno avuto successo".

Il petrolio balza del 3% in Asia dopo attacco Iran a base Usa in Giordania

Il petrolio segna un balzo di oltre il 3% nelle contrattazioni in Asia in scia agli attacchi "a sorpresa" di missili dell'Iran contro una base Usa in Giordania, "tutti intercettati", secondo il Centcom: il Wti sale del 3,73%, a 82,22 dollari al barile, mentre il Brent segna un balzo del 3,03%, a quota 84,57.

Centcom conferma missili Iran contro base Usa, 'attacco a sorpresa'

Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato l'attacco da parte dell'Iran, secondo cui "alle 17:45" di Washington di martedì (23:45 in Italia), "le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno lanciato diversi missili balistici dall'Iran, nel tentativo di sferrare un attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente". Tutti i missili iraniani, ha affermato il Centcom in un post su X, "sono stati intercettati con successo. Le forze statunitensi mantengono alta la vigilanza e un elevato stato di prontezza operativa". Nessuna indicazione specifca, invece, sulla base.

Axios: 'Iran ha lanciato missili verso base Usa in Giordania, intercettati'

L'Iran ha lanciato missili balistici contro una base statunitense in Giordania. Lo riporta su X il giornalista di Axios Barak Ravid, aggiungendo che tutti i missili sono stati intercettati, secondo quando riferitogli da un funzionario americano. Quello effettuato dall'Iran è stato il primo attacco con missili balistici da parte di Teheran contro una base Usa nella regione da quando, venerdì scorso, il presidente americano Donald Trump ha sospeso gli attacchi contro l'Iran per dare un'altra possibilità alla diplomazia.    L'attacco, specificato come lanciato "a sorpresa" dal Centcom, minaccia di far saltare la fragile tregua e potrebbe costringere Trump a decidere se riprendere l'azione militare contro Teheran.

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