La guerra nel Golfo si allarga anche al Mar Rosso e dopo Hormuz si infiamma anche lo stretto di Bab al Mandab. Gli Houthi dello Yemen, alleati dell'Iran, attaccano due petroliere saudite. Il greggio schizza oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, borse giù. Ira di Trump che minaccia “gravi punizioni militari” sia a Teheran sia agli Houthi e dice di essere vicino a decidere “un attacco massiccio” contro l'Iran, “più grande di qualsiasi altro”
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La guerra nel Golfo si allarga anche al Mar Rosso e dopo Hormuz si infiamma anche lo stretto di Bab al Mandab. Gli Houthi dello Yemen, alleati dell'Iran, attaccano due petroliere saudite. Il greggio schizza oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, borse giù. Ira di Trump che minaccia “gravi punizioni militari” sia a Teheran sia agli Houthi e dice di essere vicino a decidere “un attacco massiccio” contro l'Iran, “più grande di qualsiasi altro”. Per la tredicesima notte consecutiva partono i raid: si attiva la difesa aerea a Teheran, esplosioni in diverse città del sud del Paese. Il ministro Crosetto si augura che “con i nuovi attacchi Usa Teheran non ampli il perimetro del conflitto”.
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Traffico a Hormuz ai minimi storici, ieri solo una petroliera ha attraversato lo Stretto
Soltanto una petroliera ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, il dato più basso dal 7 maggio, in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito i media israeliani, citando i dati di tracciamento navale di Kpler diffusi da Reuters. Ieri soltanto tre petroliere avevano attraversato lo Stretto di Hormuz.
Al-Jazeera: "Due superpetroliere cinesi passano Bab al-Mandab"
I dati di navigazione di Lseg mostrano che due superpetroliere cinesi che trasportavano petrolio greggio dall'Arabia Saudita hanno lasciato con successo lo stretto di Bab al-Mandab. Lo scrive Al-Jazeera. I movimenti delle due petroliere sono stati attentamente monitorati dopo che gli Houthi yemeniti hanno annunciato un blocco delle spedizioni di petrolio saudita attraverso il canale. La Vlcc Xin Long Yang, battente bandiera di Singapore, e la Vlcc Cosnew Lake, battente bandiera cinese, hanno entrambe lasciato con successo il canale ieri, secondo i dati. Entrambe le navi avevano segnalato tramite i loro trasmettitori di avere equipaggi cinesi a bordo ed entrambe avevano caricato greggio nel porto saudita di Yanbu all'inizio di questa settimana, rivelano i dati di Lseg. I dati di tracciamento navale hanno rivelato invece che ieri solo una petroliera è riuscita ad attraversare lo Stretto di Hormuz, il livello più basso dal 7 maggio. La petroliera New Giant ha lasciato lo stretto ieri e dovrebbe arrivare al porto cinese di Rizhao entro metà agosto, secondo i dati di Kpler. Nessuna nave è entrata nello Stretto di Hormuz il 23 luglio. Nel frattempo, nello Stretto di Bab el-Mandeb, il 23 luglio sono state registrate 32 traversate di petroliere, in aumento rispetto alle 26 del giorno precedente, secondo i dati.
Wall Street Journal: "Iran ha ricostruito rapidamente le infrastrutture colpite dai bombardamenti"
L'Iran ha ricostruito rapidamente le sue infrastrutture danneggiate durante la pesante campagna di bombardamenti Usa e israeliani degli ultimi mesi, dalle basi missilistiche nelle profondità delle montagne a ponti, porti e impianti di produzione. Secondo funzionari israeliani e occidentali e un'analisi di immagini satellitari, ha riferito il Wall Street Journal, la rapidità con cui si sono svolti i lavori, superiore alle aspettative, preoccupa alcuni funzionari israeliani, segnalando la continua resilienza dell'Iran, nonostante una campagna aerea che ha visto oltre 20.000 attacchi al culmine della guerra e che continua lungo la costa iraniana nel tentativo di spezzare il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Vicino a Kangavar, nell'Iran occidentale, le immagini satellitari di Planet Labs di marzo mostravano due ingressi di tunnel e una strada di accesso danneggiati dai raid aerei allo scopo di bloccare l'accesso a una base missilistica iraniana. Nel giro di poche settimane, le immagini di Airbus hanno rivelato una strada perfettamente asfaltata che conduce a ingressi appena scavati. In un altro caso, un funzionario militare israeliano ha affermato che l'Iran ha riparato un ponte che Israele aveva colpito con tre bombe nel giro di pochi giorni, sorprendendo i funzionari e spingendoli a mettere in discussione l'efficacia dei loro attacchi.
New York Times: "Iran respinge proposta di tregua di Trump veicolata dal premier iracheno"
L'Iran ha respinto ieri una proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente americana Donald Trump e veicolata a Teheran dal premier iracheno, Ali al-Zaidi. Lo riporta il New York Times, secondo quanto riferito da funzionari iraniani e iracheni. Il tentativo di mediazione, fallito, è avvenuto mentre Trump minacciava di intensificare il conflitto e di colpire le infrastrutture critiche iraniane. I funzionari, che hanno chiesto l'anonimato, hanno affermato che la missione in Iran di al-Zaidi ha fatto seguito al suo recente incontro con Trump alla Casa Bianca. I dettagli della proposta di tregua non sono apparsi subito chiari: tuttavia, funzionari iraniani hanno dichiarato che si trattava dell'unica offerta sul tavolo e che il loro governo non era interessato a un accordo temporaneo che lasciasse irrisolta la questione del controllo sullo Stretto di Hormuz. Al-Zaidi si è recato a Teheran con una delegazione di suoi alti funzionari e ha incontrato il presidente Masoud Pezeshkian, il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dai media locali. Araghchi ha detto alla televisione di Stato che Iran e Iraq, Paesi confinanti, condividono interessi economici, politici, di sicurezza e legami stretti, rilevando che la visita rivestiva particolare importanza alla luce dell'attuale situazione nella regione.
Centcom: "Conclusa la tredicesima notte di attacchi consecutivi all'Iran"
Gli Stati Uniti hanno concluso la tredicesima notte di attacchi contro obiettivi militari iraniani attrevrso le forze del Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom) alle ore 21 di Washington (le 3 di venerdì in Italia). Il Centcom, si legge in una nota postata su X, "ha colpito centri di comando militari iraniani, depositi di droni, reti di comunicazione, postazioni di sorveglianza costiera e capacità marittime, al fine di ridurre ulteriormente la minaccia rappresentata dall'Iran per i marittimi civili e le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz". La via navigabile internazionale resta aperta al transito a dispetto dei recenti attacchi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Le navi commerciali "continuano a navigare liberamente nello stretto con il supporto militare statunitense". Attualmente, oltre 50.000 i militari americani sono operativi in tutto il Medio Oriente. Il post include anche un breve video relativo a diversi bersagli colpiti durante le operazioni.
Araghchi a Shanghai per il vertice dei ministri degli Esteri
Il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran Abbas Araghchi è arrivato questa mattina presso la sede del vertice dei ministri degli Affari Esteri dello Shanghai Cooperation Organisation (Sco) ed è stato accolto dal Segretario Generale dell'organizzazione. Lo riferiscono i media iraniani.
Media: "Raid Idf su Gaza City, due palestinesi morti e molti feriti"
Due palestinesi sono stati uccisi e molti altri feriti in seguito a una nuova ondata di raid aerei israeliani su Gaza City. Lo scrive Al-Jazeera. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, gli attacchi avrebbero preso di mira i campi profughi della zona che ospitavano sfollati.
Media Iran: "4 morti e 5 feriti per attacchi Usa su Ahvaz"
Il governatorato del Khuzestan, in Iran, segnala 4 morti e 5 feriti a seguito di un attacco missilistico americano nei dintorni di Ahvaz. Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim. "Nella notte scorsa e nelle prime ore di questa mattina, non si è verificato alcun attacco missilistico da parte del nemico terrorista americano contro Khorramshahr" afferma la stessa autorità locale.
Dirigente Amnesty: "Netanyahu andrebbe arrestato e processato"
"Invece di condurre una campagna contro la Corte penale internazionale e continuare ad armare un governo che commette genocidio, le autorità statunitensi dovrebbero difendere i diritti umani e rispettare lo stato di diritto. Mamdani ha ragione: Netanyahu dovrebbe essere arrestato e portato davanti alla Corte penale internazionale per essere processato". Lo scrive su X Erika Guevara Rosas, Direttrice senior per la ricerca, la promozione, le politiche e le campagne di Amnesty International.
Media Iran: "Attacco contro base Usa in Giordania, sirene suonano ad Amman"
Fonti di stampa riportano l'attivazione delle sirene nella capitale giordana Amman: Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim. Secondo i primi rapporti, una base militare chiamata 'Muwafiq al-Sultani' in Giordania è stata colpita da un attacco missilistico. Le esplosioni ripetute e intense in Giordania, in seguito all'attacco alla base americana non si sono fermate e continuano.