Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Guerra Iran, Arabia Saudita attacca lo Yemen: azioni contro Houthi

©IPA/Fotogramma

Trump: Russia e Cina non sono parte attiva nella guerra fornendo armi a Teheran perché "se lo facessero sarebbe molto brutto per loro". Intanto la guerra nel Golfo si allarga anche al Mar Rosso e dopo Hormuz si infiamma anche lo stretto di Bab al Mandab. Gli Houthi dello Yemen, alleati dell'Iran, attaccano due petroliere saudite. Il greggio schizza oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, borse giù. Per 007 americani Mojtaba Khamenei vuole l'atomica (più del padre)

in evidenza

Secondo gli 007 americani Mojtaba Khamenei è più interessato di suo padre, l'ex ayatollah Ali Khamenei, a dotarsi di un'arma nucleare. Il presidente americano: non sarebbe nell'interesse di Pechino e Mosca avere parte attiva nella guerra fornendo armi a Teheran perché "se lo facessero sarebbe molto brutto per loro".

Intanto la guerra nel Golfo si allarga anche al Mar Rosso e dopo Hormuz si infiamma anche lo stretto di Bab al Mandab. Gli Houthi dello Yemen, alleati dell'Iran, attaccano due petroliere saudite. Il greggio schizza oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, borse giù. Ira di Trump che minaccia “gravi punizioni militari” sia a Teheran sia agli Houthi e dice di essere vicino a decidere “un attacco massiccio” contro l'Iran, “più grande di qualsiasi altro”. 

Tensione altissima nei territori occupati in Cisgiordania. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato che si stanno prepadando a lanciare un'operazione "antiterrorismo su vasta scala" a seguito di violenze tra residenti e coloni che hanno causato la morte di un israeliano e quattro palestinesi. 

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Yemen, coalizione saudita: colpiti siti militari Houthi a Hodeida

La Coalizione a guida saudita ha rivendicato un attacco contro "siti militari Houthi nella città di Hodeida", nello Yemen, sostenendo di aver "distrutto obiettivi collegati a minacce contro la navigazione commerciale nel Mar Rosso". Il comando delle forze congiunte ha però smentito di aver preso di mira il porto della città, assicurando che "tutti i porti della provincia restano aperti alla navigazione". La conferma è arrivata attraverso l'emittente saudita Al Arabiya.

La guerra dei due stretti

Dopo gli iraniani ad Hormuz, gli Houthi hanno proclamato un blocco navale a Bab el-Mandeb contro le navi dirette ai porti sauditi e sono passati ai fatti, colpendo due petroliere con missili e droni. Il Brent ha sfondato quota cento dollari, il traffico nello stretto tra Mar Rosso e Golfo di Aden è crollato di un terzo, decine di navi fanno dietrofront. Per la prima volta nella storia recente le due porte marittime del petrolio mondiale rischiano di chiudersi insieme

La guerra dei due stretti

La guerra dei due stretti

Vai al contenuto

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora nei prossimi giorni

I prezzi di benzina e diesel sono ancora in rialzo, sulla scia dei venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente: il conflitto tra Stati Uniti e Iran e le tensioni per lo Stretto di Hormuz spingono verso l’alto i listini, scesi a giugno dopo il fragile accordo di pace. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il costo medio in modalità self service lungo la rete stradale italiana oggi, 23 luglio, si assesta sui 1,957 euro al litro per la benzina (ieri era di 1,949 euro) e sui 2,141 euro al litro per il gasolio (ieri era di 2,124 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio al self service è di 2,048 euro al litro per la benzina (ieri era di 2,040 euro) e di 2,213 euro al litro per il gasolio (ieri era di 2,196 euro). Ci si aspetta che i costi salgano ancora nei prossimi giorni. Ecco cosa sta succedendo.

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

Vai al contenuto

Yemen, media Houthi: raid saudita su infrastrutture telecomunicazioni a Hodeida

L'Arabia Saudita avrebbe colpito le infrastrutture per le telecomunicazioni nella città portuale di Hodeida, in mano ai ribelli, e sull'isola di Kamaran, nel Mar Rosso. Lo riferiscono i media vicini agli Houthi yemeniti, movimento sostenuto dall'Iran. Secondo l'emittente Al-Masirah, "un'aggressione saudita, con una serie di attacchi aerei, ha colpito le infrastrutture dell'autorità per le telecomunicazioni". La stessa fonte indica tra gli obiettivi anche l'isola di Kamaran.

Nave saudita colpita nel Mar Rosso, lievi danni allo scafo

Una nave battente bandiera saudita è stata attaccata oggi nel Mar Rosso, subendo danni contenuti allo scafo. Lo ha reso noto un funzionario dei trasporti di Riad ai media statali, a pochi giorni dall'annuncio di un blocco navale contro l'Arabia Saudita da parte degli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran. Secondo quanto riferisce l'agenzia saudita Spa, una fonte ufficiale dell'Autorità per i trasporti pubblici ha spiegato che l'imbarcazione, la Ncc Masa, appartenente a una compagnia saudita, è stata presa di mira mentre transitava nell'area. I danni riportati sono lievi.

Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

Il gruppo armato, incoraggiato dall'andamento della guerra in Iran, prova a far pressione sull'Arabia Saudita minacciando un braccio di mare dal quale passa il 7% del petrolio scambiato a livello mondiale, destinato soprattutto all'Asia

Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

Vai al contenuto

Yemen, attacchi sauditi sul porto di Hodeidah: esplosioni e raid aerei

Diverse esplosioni sono state udite al porto di Hodeidah, nello Yemen. Secondo i media locali si sarebbe trattato di attacchi aerei. L'emittente Al-Masirah, vicina agli Houthi, ha attribuito i raid all'Arabia Saudita, mentre la rete saudita Al-Arabiya ha riferito di una deflagrazione nei depositi di armi della città. Una fonte militare Houthi, citata dai media yemeniti, ha avvertito che "la risposta delle forze yemenite all'aggressione saudita sarà severa".

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa  con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

Vai al contenuto

Trump: "L'Iran più serio nel trattare ma non ho ancora deciso su un attacco massiccio"

"Non ho ancora deciso" su un attacco massiccio contro l'Iran. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "Stiamo parlando, vedremo cosa succede", ha aggiunto precisando che a suo avviso Teheran è "seria come dovrebbe essere" nel negoziare. L'Iran "non può avere l'arma nucleare, è molto semplice. Pensiamo che siano seri" nel trattare, più "seri di quanto abbiamo mai visto, ma questo non significa che arriveremo" a un accordo, "vedremo cosa succede", ha messo in evidenza.

Trump: "Parliamo con l'Iran più seriamente, non ho fretta di chiudere"

L'Iran vuole un accordo e "stiamo parlando", "penso però che non siano ancora pronti": "io non ho fretta nonostante le midterm, bisogna fare le cose fatte bene". Lo afferma Donald Trump, sottolineando comunque come a suo avviso Teheran sta diventando più "serio" nei negoziati con il passare dei giorni per "ovvie ragioni". A tenere i colloqui sono, fra gli altri, "il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio".

Trump: Riad deve aderire agli Accordi di Abramo per l'intesa sul nucleare

L'Arabia Saudita deve aderire agli Accordi di Abramo per l'intesa sul nucleare. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale.

Trump: "L'Iran è un problema che sta scomparendo, non saranno più bulli"

"Il problema dell'Iran sta scomparendo giorno dopo giorno. Erano i bulli del Medio Oriente, non lo saranno più". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Israele avrebbe lavorato per anni a un progetto segreto per trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel volto di un cambio di regime a Teheran. A rivelarlo sono due inchieste parallele, del New York Times e di Haaretz, che ricostruiscono contatti riservati avviati tra il 2022 e il 2023, incontri di alto livello in Ungheria, il ruolo diretto dell'allora capo del Mossad David Barnea e un'operazione culminata durante la guerra dello scorso febbraio. Il piano, osteggiato da parte dello stesso apparato israeliano, non si è mai concretizzato. Oggi Ahmadinejad si troverebbe agli arresti domiciliari in Iran.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Vai al contenuto

Nyt: "Con Mojtaba Khamenei più vicino l'obiettivo dell'atomica per Teheran"

Il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei sarebbe più determinato del padre, l'ex ayatollah Ali Khamenei, a portare l'Iran verso l'arma nucleare. È quanto emerge dalle valutazioni dell'intelligence statunitense riportate dal New York Times, secondo cui Mojtaba e il suo governo puntano a dotarsi di armamenti atomici. Se il conflitto avesse reso più concreta la corsa di Teheran alla bomba, scrive il quotidiano, si tratterebbe di "un'ulteriore grave conseguenza" dell'uccisione dell'ex guida suprema e della strategia di cambio di regime perseguita dall'amministrazione Trump.

Wsj: "Bahrein e Kuwait hanno colpito obiettivi in Iran"

Bahrein e Kuwait avrebbero condotto all'inizio di luglio raid aerei contro il territorio iraniano: si tratterebbe della prima rappresaglia diretta contro Teheran da parte di Paesi arabi del Golfo. Lo scrive il Wall Street Journal, che cita alcune fonti secondo cui i due Stati avrebbero inviato in segreto i propri caccia per centrare depositi di droni e di missili. Le informazioni di intelligence sugli obiettivi da colpire sarebbero arrivate dagli Emirati Arabi Uniti.

Axios: "Verso conferenza a Londra su coalizione internazionale per Hormuz"

Gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno discutendo la possibilità di un incontro di alto livello la settimana prossima a Londra su una potenziale coalizione internazionale per proteggere la via marittima nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando fonti europee a conoscenza del piano per un conferenza alla quale potrebbero partecipare i ministri della difesa e i comandanti più alti in grado dei paesi occidentali e dell'Europa.

Iran: uccideremo un soldato Usa per ogni iraniano morto

Per ogni iraniano ucciso, sarà eliminato un soldato americano. La minaccia e' arrivata da Abdollah Abdollahi, comandante del Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. "In risposta al martirio di ogni cittadino della gloriosa Repubblica Islamica dell'Iran, un militare americano sarà mandato all'inferno", ha detto il generale. "Abbiamo preparato per voi biglietti gratuiti e diretti per l'inferno", ha aggiunto.

Trump: "Cina e Russia non coinvolte in Iran, se lo fossero conseguenze gravi"

Xi Jinping e Vladimir Putin "mi hanno assicurato" che non avrebbero venduto armi all'Iran: "a mio avviso" la Cina e la Russia "non sono coinvolte nella questione iraniana. Se lo facessero, le conseguenze sarebbero molto gravi: non sarebbe certo nel loro interesse". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Idf: "Colpiti depositi di armi di Hamas in diverse aree della Striscia di Gaza"

''Questa notte l'Idf, in un'operazione congiunta con lo Shin Bet, ha colpito e smantellato infrastrutture di Hamas in diverse aree della Striscia di Gaza, tra cui depositi di armi, un sito di produzione di armi e infrastrutture terroristiche sotterranee''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, specificando che ''i depositi contenevano fucili kalashnikov, lanciarazzi Rpg, proiettili di mortaio, ordigni esplosivi e altro equipaggiamento militare''. ''A seguito degli attacchi, sono state rilevate esplosioni secondarie, a conferma della presenza di armi all'interno delle infrastrutture prese di mira'', aggiunge la nota accompagnata da un video dei raid.

L'Iraq smentisce la mediazione tra Usa e Iran

L'Iraq ha smentito la notizia pubblicata dal New York Times secondo cui starebbe mediando per raggiungere un cessate il fuoco tra Washington e Teheran. Lo scrive Al Jazeera, citando un comunicato stampa diffuso dall'agenzia di stampa irachena in cui  il Primo ministro iracheno bolla le "affermazioni" contenute nell'articolo come "completamente infondate e prive di qualsiasi attinenza con la realtà". Citando funzionari iraniani e iracheni a conoscenza della questione, il quotidiano statunitense ha riportato che il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi avrebbe avanzato la proposta durante una visita a Teheran, dopo l'incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca all'inizio del mese.

Media: nella sparatoria vicino a Nablus morto un maggiore dell'Idf rimasto ferito

Un soldatoisraeliano, il maggiore Yuval Ezra, "è stato ucciso nell'attentato terroristico in Cisgiordania" avvenuto stamattina in un insediamento vicino a Nablus nella sparatoria tra coloni e palestinesi. Lo scrive Ynet.

Houthi: "Blocco navale solo per Arabia. Bab el-Mandeb aperto"

Gli Houthi hanno negato la chiusura dello stretto di Bab al-Mandeb, sul Mar Rosso, e ribadito che il blocco navale riguarda solo l'Arabia Saudita. "Non c'e' nessuna chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, come alcuni stanno promuovendo", ha scritto su X il portavoce del movimento, Mohammed Abdul Salam. "La posizione dello Yemen, come annunciato dalle Forze Armate Yemenite, e' limitata a un blocco navale che riguarda solo la parte saudita, in risposta al suo assedio dello Yemen e al suo rifiuto di accettare qualsiasi approccio equo per la soluzione che garantisca la sicurezza, la sovranita' e l'indipendenza del popolo yemenita", ha aggiunto.

Israele accelera su nuove colonie Cisgiordania

Il governo di Israele accelerera' la legalizzazione degli avamposti dei coloni in Cisgiordania e ne stabilira' di nuovi. Lo hanno annunciato il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa, Israel Katz, a quanto riferiscono i quotidiani israeliani.

Iran, Ue: multa 6 soggetti per gravi violazioni diritti umani

Il Consiglio ha imposto misure restrittive a ulteriori sei individui responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, in linea con la posizione di principio dell'Unione.Il Consiglio elenca in particolare cinque giudici dei tribunali rivoluzionari regionali iraniani che hanno presieduto processi contro minoranze religiose e dissidenti politici, incluso il premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, sulla base di accuse vagamente definite sulla sicurezza nazionale e religiose. In quei casi, hanno imposto condanne a morte e lunghe pene detentive, frustate, multe o pene supplementari a dissidenti politici e attivisti per i diritti umani, inclusi in relazione alle proteste del 2022 'Donna, Vita, Liberta'' dopo la morte di Mahsa Amini. Inoltre, il Consiglio sta prendendo di mira Nima Salehi, hacker e ingegnere informatico iraniano, fondatore e figura di spicco all'interno del gruppo informatico 'Ashiyane'che collabora strettamente con la Polizia Informatica (FATA) e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), elencati nell'Ue, ed e' responsabile di intensi attacchi informatici sia contro oppositori interni che contro riformisti e istituzioni straniere, supportando cosi' la repressione del regime contro l'opposizione. Con la decisione odierna, misure restrittive relative alle violazioni dei diritti umani in Iran si applicano ora a un totale di 269 individui e 53 entita'. Essi comprendono un blocco dei beni, divieti di viaggio verso l'UE e un divieto di rendere disponibili fondi o risorse economiche a chi e' elencato. E' inoltre in vigore un divieto di esportazione verso l'Iran di apparecchiature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, comprese quelle per il monitoraggio delle telecomunicazioni.

Iran, Giordania: intercettati 7 missili e 6 droni iraniani

L'esercito giordano ha intercettato sette missili e sei droni lanciati dall'Iran, mentre Teheran intensifica i suoi attacchi contro gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Lo afferma l'esercito di Amman. Le intercettazioni, effettuate da sistemi di difesa aerea e aerei dell'aeronautica, "non hanno causato vittime ne' danni materiali", aggiunge l'esercito.

Egitto condanna attacchi iraniani: "Stati arabi hanno diritto all'autodifesa"

L'Egitto ha accolto con favore una dichiarazione congiunta diffusa dai  Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e dalla Giordania in cui  si condanna  "la continua aggressione dell'Iran" nella regione come una  "flagrante violazione" della Carta delle Nazioni Unite e del diritto  internazionale. Il documento ribadisce anche il diritto degli Stati  arabi all'autodifesa, "individualmente e collettivamente, e ad adottare  tutte le misure di sicurezza e legali necessarie per proteggere la  propria sovranità, integrità territoriale e sicurezza nazionale". Il  Cairo ha poi affermato il suo sostegno a questa posizione che - afferma  una nota del ministero degli Esteri - "riflette l'unità araba  nell'affrontare le minacce che incombono sulla regione". Il ministero  egiziano, oltre a respingere "qualsiasi azione che minacci la sicurezza  della navigazione internazionale", ha esortato a "rispettare la  sovranità, l'integrità territoriale e l'unità di tutti gli Stati,  respingendo l'uso o la minaccia della forza e l'ingerenza negli affari  interni dei Paesi". Ha infine invitato ad "aderire ai principi di buon  vicinato e al diritto internazionale", affermando che "tali impegni sono  essenziali per preservare la pace e la sicurezza regionali e  internazionali".

Kallas: "Nuove sanzioni Ue contro responsabili repressione del regime iraniano"

"Mentre l'attenzione del mondo è concentrata sulla guerra in Medio  Oriente, non possiamo perdere di vista la repressione iraniana contro il  proprio popolo. Oggi, l'Ue ha imposto nuove misure restrittive nei  confronti dei giudici iraniani responsabili di gravi violazioni dei  diritti umani, tra cui la persecuzione di dissidenti politici e  minoranze religiose". Lo annuncia sui social l'Alta rappresentante Ue  per la politica estera, Kaja Kallas. "Abbiamo inoltre sanzionato una  figura di spicco di un gruppo informatico che ha facilitato la  repressione dell'informazione da parte del regime. Mentre Teheran  intensifica la repressione interna, l'Ue continuerà a chiedere conto ai  responsabili", sottolinea. Il Consiglio Ue ha in particolare inserito nell'elenco cinque giudici  dei tribunali rivoluzionari regionali iraniani che hanno presieduto  processi contro minoranze religiose e dissidenti politici, tra cui il  premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, sulla base di accuse  vagamente definite di sicurezza nazionale e motivi religiosi. In tali  casi, hanno inflitto condanne a morte e lunghe pene detentive,  fustigazioni, multe o pene supplementari a dissidenti politici e  attivisti per i diritti umani, anche in relazione alle proteste del 2022  del movimento "Donna, Vita, Libertà" seguite alla morte di Mahsa Amini.  Inoltre, il Consiglio ha preso di mira Nima Salehi, hacker e ingegnere  informatico iraniano, fondatore e figura di spicco del gruppo  informatico "Ashiyane". Ashiyane Digital Security collabora strettamente  con la Polizia Cibernetica (FATA), organismo riconosciuto dall'UE, e  con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ed è  responsabile di intensi attacchi informatici contro oppositori e  riformisti interni e istituzioni straniere, contribuendo così alla  repressione del regime contro l'opposizione. Le misure restrittive  relative alle violazioni dei diritti umani in Iran si applicano ora a un  totale di 269 individui e 53 entità. Tali misure consistono nel  congelamento dei beni, nel divieto di viaggio verso l'UE e nel divieto  di mettere a disposizione fondi o risorse economiche alle persone  elencate. È inoltre in vigore il divieto di esportazione verso l'Iran di  apparecchiature che potrebbero essere utilizzate per la repressione  interna, comprese le apparecchiature per il monitoraggio delle  telecomunicazioni.

Netanyahu accelera su riconoscimento insediamenti non autorizzati in Cisgiordania

Il primo Ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel  Katz hanno dichiarato di aver incaricato l'Idf di accelerare la  legalizzazione degli avamposti non autorizzati in Cisgiordania e di  crearne di nuovi, a seguito dei recenti scontri vicino a Nablus. Lo  riporta Haaretz. Dopo la riunione del gabinetto di sicurezza, i due  hanno anche affermato di aver ordinato la demolizione dell'abitazione  del palestinese accusato di aver ucciso il colono israeliano nonché  un'"operazione intensiva" nei villaggi da loro descritti come  "roccaforti terroristiche", che prevede il sequestro di armi e la revoca  dei permessi di lavoro.

Iran, incontro Araghchi-Lavrov, prospettive di pace incerte

Le prospettive di una soluzione pacifica del conflitto in Iran sono incerte. E' quanto si legge in una nota diramata dal ministero degli Esteri russo dopo un incontro di Serghei Lavrov con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, a margine della riunione dell'organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) a Cholpon-Ata, in Kirghizistan. "I capi delle diplomazie dei due Paesi hanno discusso dell'attuale escalation nel Golfo Persico e delle incerte prospettive di una soluzione pacifica del conflitto", si riferisce nel comunicato. "La parte russa ha sottolineato l'importanza di giungere rapidamente ad accordi duraturi per la cessazione delle ostilita', nell'interesse del ripristino della stabilita', della sicurezza e della libera navigazione nella regione", si sottolinea.

Fatah: "Israele responsabile per le bande di coloni in Cisgiordania"

Il movimento palestinese Fatah accusa il governo israeliano d'essere  responsabile dell'ondata di violenza dei coloni nella Cisgiordania. In  una dichiarazione, riportata da Al Jazeera, Fatah afferma che "bande" di  coloni, sostenute dalle forze israeliane, hanno compiuto attacchi su  vasta scala contro città e villaggi uccidendo almeno 10 palestinesi e  ferendone decine. Per il movimento la violenza riflette una politica  governativa di sfollamento forzato, espropriazione di terre ed  espansione degli insediamenti. Mentre la campagna militare su Gaza  continua, Fatah collega i due fronti come parte di un "unico progetto  coloniale".

Colono ucciso a Tel, Netanyahu fa demolire casa assalitore

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Yisrael Katz, hanno disposto la demolizione dell'abitazione del palestinese che ha ucciso un colono a Tel, in Cisgiordania. Lo ha riferito YNet. L'uomo e' stato identificato come Farouk Ramadan; avrebbe sottratto l'arma a un agente di sicurezza, dopo che un gruppo di coloni aveva fatto irruzione nel villaggio, e ucciso un 32enne. Ramadan e' stato poi ferito a morte cosi' come altri tre palestinesi. Il governo ha deciso di avviare operazioni nei villaggi definiti dalle autorita' come "focolai del terrorismo", senza tuttavia specificare quali siano le localita' interessate, ha reso noto ancora YNet. Le misure previste comprendono il sequestro di armi, la revoca dei permessi di lavoro e ulteriori provvedimenti di sicurezza. Netanyahu e Katz hanno inoltre deciso di rafforzare la presenza delle forze di sicurezza in Cisgiordania, aumentare il numero di posti di blocco, accelerare la regolarizzazione degli avamposti agricoli e la costruzione di nuovi insediamenti.

Mezzaluna Rossa: "Da stamattina tre attacchi di coloni vicino Nablus"

L'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa riferisce che i coloni  sono entrati nel villaggio e hanno dato fuoco a edifici commerciali, due  abitazioni e terreni agricoli. Non si segnalano feriti a seguito  dell'incendio doloso. Far'ata si trova a pochi chilometri da Havat Gilad  e dal villaggio di Tell, dove un israeliano e quattro palestinesi sono  rimasti uccisi in uno scontro avvenuto stamattina.

Wsj: "Trump sta perdendo la pazienza con la guerra in Iran, è in modalità vendetta"

Donald Trump sta perdendo la pazienza sulla guerra in Iran. Il  presidente dubita che i negoziati possano portare a una pace duratura ed  è sempre più convinto che l'unica lingua che l'Iran capisce è quella  della forza militare. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal,  Trump si è definito in "modalità vendetta" contro Teheran. La fiducia  del presidente sulla capacità di trovare una soluzione diplomatica si  assottiglia di giorno in giorno e Trump si è lamentato con i suoi  consiglieri sul fatto che è difficile sapere chi parla per la leadership  iraniana e che ogni volta che gli Stati Uniti pensano di aver fatto  progressi al tavolo dei negoziati, l'Iran torna ad attaccare.

Iran, media: "Diverse esplosioni a Jask"

Diverse esplosioni sono state udite a Jask, vicino allo stretto di Hormuz, intorno alle 14:30 ora locale, le 13:00 in Italia. Lo ha riferito la televisione pubblica iraniana.

Bahrein: "Intercettati diversi missili iraniani"

Le forze armate del Bahrein hanno intercettato "diversi attacchi aerei iraniani traditori": lo ha dichiarato il comando generale delle forze di difesa del Bahrein in un comunicato, riportato da Sky News.    "Il comando generale sottolinea che l'uso deliberato di missili e droni per colpire civili e proprietà private costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario", aggiunge il comunicato.     Nel corso della mattinata, l'esercito iraniano ha preso di mira basi statunitensi nei paesi limitrofi, tra cui Giordania, lo stesso Bahrein e Kuwait.

Iraq, forze curde: "Usa abbattono cinque droni sopra Erbil"

Gli Stati Uniti hanno abbattuto cinque droni sopra Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno che ospita le forze americane, prese di mira piu' volte dall'inizio della guerra all'Iran. Lo hanno riferito le forze curde. Esplosioni erano state udite vicino all'aeroporto. Secondo le forze antiterrorismo curde, che piu' volte hanno accusato l'Iran per i raid, "la coalizione ha abbattuto cinque droni carichi di esplosivi" nelle prime ore del mattino, senza che siano state segnalate vittime.

Iran, Nyt: "Ha respinto proposta tregua Iraq; Teheran smentisce"

Il New York Times ha diffuso un articolo secondo cui l'Iran avrebbe respinto una proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e trasmessa a Teheran dal primo ministro iracheno Ali al-Zaidi. La ricostruzione e' stata smentita pero' sia da Teheran - che l'ha definita fuorviante perche' riguarderebbe solo una tregua temporanea di dieci giorni - e dall'Iraq. Il quotidiano di New York aveva citato funzionari iraniani e iracheni, secondo cui il tentativo di mediazione e' avvenuto mentre il presidente americano minacciava di intensificare la guerra colpendo infrastrutture strategiche iraniane. Secondo le fonti, al-Zaidi si e' recato a Teheran dopo un recente incontro con Trump alla Casa Bianca e ha avuto colloqui con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. I dettagli della proposta non sono stati resi noti, ma funzionari iraniani hanno affermato che si trattava dell'unica offerta sul tavolo e che Teheran non era interessata a un accordo temporaneo che lasciasse irrisolta la questione del controllo dello Stretto di Hormuz. Araghchi ha confermato che il premier iracheno gli ha riferito le sue "impressioni" dopo la visita a Washington, ma ha sottolineato che "Teheran e Washington hanno gia' abbastanza mediatori". "Il problema non e' trasmettere messaggi. Il problema e' la visione americana, che e' illogica, avida e orientata al controllo", ha dichiarato alla televisione di Stato. L'agenzia di stampa statale iraniana Irna ha tuttavia definito il resoconto "completamente fuorviante e ingannevole". Secondo Irna l'eventuale proposta riguardava un "cessate il fuoco temporaneo di dieci giorni", mentre "l'Iran ha sempre considerato la diplomazia un valore intrinseco". "L'escalation del conflitto nella regione deriva esclusivamente dalla violazione da parte degli Stati Uniti delle promesse e degli impegni contenuti nel memorandum d'intesa del 18 giugno", ha dichiarato un funzionario iraniano citato dall'agenzia.

Mezzaluna Rossa, da stamattina tre attacchi di coloni vicino Nablus

Coloni israeliani hanno ferito quattro palestinesi durante un attacco al villaggio palestinese di Far'ata, a sud-est di Nablus. Lo afferma la Mezzaluna Rossa sostenendo che si tratta del terzo incidente di questo tipo segnalato in Cisgiordania da stamattina. Lo riporta Haaretz. Due palestinesi versano in condizioni critiche dopo essere stati colpiti da colpi d'arma da fuoco - uno alla testa e l'altro al petto - mentre un terzo è stato ferito alla mano. Una quarta persona è stata aggredita fisicamente e trasportata in ospedale.

Scontri Cisgiordania, Netanyahu vede dirigenti sicurezza

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto una riunione sulla sicurezza dopo gli scontri di questa mattina in Cisgiordania in cui hanno perso la vita un colono e quattro palestinesi. Lo ha riferito l'ufficio del premier sui suoi canali social. All'incontro hanno partecipato il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di stato Maggiore dell'Idf Eyal Zamir, il direttore dello Shin Bet David Zini, il consigliere per la Sicurezza nazionale Shmuel Ben-Ezra e altri alti ufficiali dell'Idf. L'esercito israeliano ha annunciato un massiccio dispiegamento di forze intorno al villaggio di Tel, nel nord della Cisgiordania, nel timore di rappresaglie e nuovi scontri. 

Idf: "Nel fine settimana vasta operazione antiterrorismo in Cisgiordania"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato la cancellazione dei permessi del fine settimana per le truppe di stanza in Cisgiordania, a seguito del sanguinoso scontro di questa mattina nel villaggio di Tell. Lo riportano i media israeliani. "I soldati delle Forze di Difesa Israeliane si stanno preparando per un'ampia attività operativa antiterrorismo nel settore. Di conseguenza, i permessi dei soldati in tutto il settore sono stati posticipati e sono stati dispiegati rinforzi di truppe", afferma l'esercito. 

Pasdaran: "I civili si tengano a 500 metri di distanza da basi Usa"

Secondo gli avvertimenti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ai civili che vivono vicino alle basi statunitensi e ad altre località in Medio Oriente è stato detto di mantenersi ad almeno 500 metri di distanza. I media statali iraniani hanno diffuso la dichiarazione, nella quale si affermava che i civili devono tenersi lontani dai luoghi in cui il personale militare statunitense si "nasconde" per essere "al sicuro". Secondo quanto riportato, i soldati statunitensi hanno abbandonato le basi "per paura del fuoco" iraniano e hanno costruito "edifici nelle città" dove continuano a commettere "i loro crimini". Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che gli Stati Uniti hanno ripreso la guerra e che, mentre "gli effetti della sconfitta americana si manifestavano nuovamente", Washington ha fatto ricorso a crimini di guerra anziché interrompere gli attacchi. 

Cinque compagnie Idf inviate in Cisgiordania dopo morte colono israeliano

Le Forze di Difesa Israeliane  hanno annunciato di aver inviato cinque compagnie di soldati in Cisgiordania in seguito alla sparatoria mortale avvenuta questa mattina nel villaggio palestinese di Tell in cui un israeliano e quattro palestinesi sono rimasti uccisi, secondo quanto riferito dall'esercito israeliano e dal Ministero della Salute palestinese. L'esercito ha imposto la chiusura di Tell e Nablus e ha inoltre effettuato operazioni a Beit Furik e Tubas. Secondo le Idf, un gruppo di israeliani stava facendo un'escursione nei pressi di Nablus, nel villaggio di Tell, quando si è imbattuto in alcuni palestinesi che li hanno aggrediti vicino alla moschea del villaggio. I militari hanno riferito che un palestinese si è impossessato di un'arma appartenente a una guardia di sicurezza del vicino insediamento di Havat Gilad e ha aperto il fuoco contro il gruppo. Tuttavia, le immagini riprese sul posto sembrano mostrare una persona armata in piedi vicino a un gruppo di persone, con le forze di difesa israeliane visibili alle sue spalle che non intervengono. 

Secondo i servizi di emergenza israeliani, altri due israeliani sono rimasti feriti in modo grave e moderato, mentre il Ministero della Salute palestinese ha dichiarato che quattro palestinesi sono rimasti feriti, tre dei quali in modo critico. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato di considerare l'incidente un attacco terroristico e di aver circondato l'area circostante e diversi accessi a Nablus. Attivisti radicali dei coloni hanno reso omaggio all'israeliano ucciso, Benayahu Melet, lodandone l'impegno e affermando che lavorava costantemente per espandere gli insediamenti ebraici nella zona. Meir Ettinger, un estremista colono condannato, ha affermato che Mellett era lo "spirito vivente" e il fondatore dell'organizzazione "Struggle for Every Dunam" (Lotta per ogni chilometro). "Non si è mai accontentato di strade e recinzioni già esistenti e si è sforzato incessantemente di conquistare la regione", ha scritto Ettinger su X. "Benayahu ha sempre insistito nel non fare distinzione tra le aree C e B della Cisgiordania", ha continuato Ettinger, riferendosi agli sforzi di Mellet per esercitare il controllo sul territorio in Cisgiordania. Secondo gli Accordi di Oslo, agli israeliani è vietato vivere nell'Area B, sebbene attualmente vi siano almeno 21 insediamenti illegali che le autorità israeliane non sono riuscite a smantellare, ha affermato Peace Now. Elisha Yered, uno dei principali organizzatori degli avamposti illegali, afferma che Mellet ha fondato l'organizzazione "Struggle for Every Dunam" che ha utilizzato per promuovere la creazione di avamposti di insediamento illegali nelle aree C e B. Intanto, decine di coloni starebbero facendo irruzione nel villaggio palestinese di Jit, nei pressi di Tell. Il ministro israeliano delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich ha dichiarato che i villaggi palestinesi di Tell, Iraq Burin e Beit Furik "dovrebbero assomigliare ai campi profughi di Nablus e Tulkarem", in riferimento alle diffuse demolizioni effettuate in quelle zone dalle Forze di Difesa Israeliane nelle recenti operazioni. Ha inoltre affermato che chiederà al Primo Ministro Benjamin Netanyahu di istituire un nuovo insediamento vicino al luogo dell'incidente, trasferendo il territorio dall'Area B all'Area C, una mossa che costituirebbe una grave violazione degli Accordi di Oslo. Da parte sua, il premier ha annunciato che convocherà il Ministro della Difesa Israel Katz e il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir per discutere le modalità di risposta.

Anp: "Due palestinesi uccisi ieri da Idf a Est di Nablus"

Due palestinesi sono stati uccisi ieri a colpi d'arma da fuoco delle forze israeliane nella città di Beit Furik, a est di Nablus, in Cisgiordania. Lo rende noto in un comunicato il ministero degli Esteri dell'Autorità Nazionale Palestinese. I corpi sono stati trattenuti dalle autorita' israeliane, aggiunge l'Anp. 

Team Ue sul petrolio: al momento nessun problema di forniture

Al momento non vi sono problemi di approvvigionamento. Lo afferma il Gruppo di coordinamento Ue sul petrolio riunitosi ieri. La domanda di greggio e prodotti petroliferi in Europa può continuare a essere soddisfatta attraverso le scorte commerciali e le forniture alternative provenienti dai mercati globali. Tuttavia, la durata del conflitto in Medio Oriente potrebbe avere un impatto significativo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e inasprire ulteriormente i mercati, rileva l'organismo che raduna esperti della Commissione Ue, dei paesi Ue, dell'industria, dell'Agenzia internazionale per l'energia e della Nato.

Corridoi umanitari, arrivati a Fiumicino 20 rifugiati anche in fuga dall'Iran

In fuga dall'Iran e da diversi paesi africani, come Repubblica Democratica del Congo, Camerun e Somalia, un gruppo di 20 rifugiati è arrivato ieri sera all'aeroporto di Roma Fiumicino con un volo proveniente da Cipro grazie ai Corridoi umanitari, così come previsto da un protocollo di intesa siglato lo scorso marzo tra la Comunità di Sant'Egidio e il Ministero dell'Interno. I singoli e i nuclei familiari - comprendenti 6 minori, tra cui due bimbi di pochi mesi - verranno ospitati nel Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Trentino e subito avviati verso l'integrazione grazie all'apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, all'inserimento nel mondo lavorativo. 

Paesi arabi e islamici: "Azioni Israele ad Al Aqsa provocatorie e inaccettabili"

"Azioni provocatorie e inaccettabili" che  "costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale, delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e dello status quo storico e giuridico nei luoghi santi di Gerusalemme Est occupata": così i ministri di 8 Paesi arabi e a maggioranza musulmana (Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar) condannano l'irruzione israeliana di ieri sulla Spianata delle Moschee. In una nota, i ministri degli Esteri degli otto Paesi condannano "con la massima fermezza l'escalation israeliana presso la Moschea di Al-Aqsa, in particolare le continue incursioni di massa di coloni guidati da ministri israeliani estremisti sotto la protezione delle forze israeliane, l'innalzamento della bandiera israeliana nei suoi cortili, l'erezione di due tende da parte della polizia israeliana e tutti gli altri atti incendiari". 

Israele invia rinforzi in Cisgiordania dopo attacco a Tell

Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), il generale Eyal Zamir, ha ordinato l'invio di rinforzi in Cisgiordania dopo quello che ha definito il "grave attacco terroristico" avvenuto questa mattina nel villaggio palestinese di Tell. Al termine di una valutazione della situazione, riporta il Times of Israel, Zamir ha disposto "un ampio rafforzamento delle forze per consolidare la difesa nell'area e catturare tutti i terroristi coinvolti nell'attacco". Secondo le autorità israeliane, un cittadino israeliano è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti dopo essere stati presumibilmente aggrediti da palestinesi mentre si trovavano nei pressi di Tell. Fonti palestinesi riferiscono inoltre che nell'incidente sono rimasti uccisi quattro palestinesi.

Confcom: "Caro energia costa 150 milioni in più al mese al terziario"

Le tensioni internazionali e il caldo record stanno facendo impennare i costi di energia e carburanti, con pesanti ricadute sulle imprese del terziario di mercato. Se questi livelli di prezzo dovessero consolidarsi, la spesa energetica per le imprese del terziario aumenterebbe, nei prossimi mesi, di circa il 22% rispetto alla media del primo semestre dell'anno, con un aggravio, complessivamente, superiore ai 150 milioni di euro al mese. Così Confcommercio in una nota sull'impatto dei rincari energetici sulle imprese del terziario di mercato. A pesare - prosegue la nota - oltre alle tensioni sui mercati internazionali, è anche l'aumento dei consumi dovuto alle elevate temperature, che colpisce in particolare le attività commerciali, del turismo e dei servizi per climatizzazione e refrigerazione. E rimane elevato anche il divario tra il prezzo dell'elettricità e quello del gas, confermando le criticità dell'attuale sistema di formazione del prezzo dell'energia. E' quindi urgente intervenire per disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, così da contenere i costi per le imprese e rafforzarne la competitività. 

Netanyahu promette "fermezza contro i terroristi" dopo scontri in Cisgiordania

L'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu comunica che a breve si terrà una riunione con il ministro della Difesa e il Capo di stato maggiore per discutere ''le modalità di risposta al sanguinoso attacco di questa mattina a Gilad Farm". ''Agiremo con fermezza contro i terroristi e i loro mandanti e non permetteremo che il terrorismo in Giudea e Samaria rialzi la testa'', ha affermato. Questa mattina un palestinese ha sottratto l'arma del capo della sicurezza dell'insediamento Gilad Farm, nel nord della Cisgiordania, e sparato contro un gruppo di israeliani, provocando un morto mentre altri due feriti sono stati dichiarati in condizioni critiche. Quattro palestinesi sono rimasti uccisi e altri quattro feriti, in seguito all'intervento dell'Idf. 

Netanyahu convoca Katz e capo Idf per rispondere ad attacco in Cisgiordania

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu convocherà il Ministro della Difesa Israel Katz e il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir per discutere le modalità di risposta al sanguinoso attacco di questa mattina a Havat Gilad, in Cisgiordania. Lo ha fatto sapere il suo ufficio, aggiungendo che Netanyahu ha dichiarato: "Agiremo con fermezza contro i terroristi e coloro che li hanno inviati e non permetteremo che il terrorismo in Giudea e Samaria alzi la testa".

Esplosioni e fumo vicino all'aeroporto di Erbil sede di truppe Usa

Diverse esplosioni si sono udite nei pressi dell'aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, secondo quanto riferito da un giornalista dell'Afp. Le esplosioni sono state udite dopo l'attivazione dei sistemi di difesa aerea, secondo il giornalista, che ha anche avvistato dei droni sorvolare la città e del fumo salire nella zona dell'aeroporto. Da quando sono riprese le ostilità in Medio Oriente, i droni sono stati ripetutamente intercettati sopra Erbil, sede anche di un importante complesso consolare statunitense. 

Un israeliano e quattro palestinesi uccisi in scontri a fuoco in Cisgiordania

Scontri a fuoco sono avvenuti poco fa nel nord della Cisgiordania, nei pressi di Nablus. Secondo quanto riportato da fonti militari citate da Haaretz, un palestinese avrebbe sottratto un'arma al capo della sicurezza dell'insediamento israeliano Havat Gilad e sparato contro un gruppo di israeliani che si trovavano nei pressi dell'adiacente villaggio palestinese Tell. I servizi di pronto soccorso riportano un morto e tre feriti tra gli israeliani. Successivamente è intervento l'Idf e il ministero della salute di Ramallah riporta quattro morti tra i palestinesi di Tell. L'esercito ha imposto il coprifuoco nel villaggio e in diversi punti di accesso alla città di Nablus. 

Uso fondi congelati per danni a navi è "precedente esplosivo"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l'intenzione di Donald Trump di utilizzare fondi iraniani congelati per risarcire i danni alle navi colpite nel Golfo crea un "precedente esplosivo. Il sequestro dei beni di un altro Paese per saldare debiti futuri costituisce un precedente esplosivo", ha scritto Araghchi, riferendosi alla dichiarazione di Trump secondo cui "a partire da subito, tutti i danni causati alle navi o ai cargo saranno pagati con risorse iraniane che gli Stati Uniti controllano.

Araghchi, 'minaccia Trump di risarcire i danni a navi con beni iraniani è precedente incendiario'

La minaccia del presidente statunitense Donald Trump di risarcire i danni alle navi con beni iraniani rappresenta un "precedente incendiario". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, precisando che "confiscare i beni di un'altra nazione per pagare future rivendicazioni non correlate costituisce un precedente incendiario".

Teheran: "Abbiamo attaccato installazioni militari Usa in Giordania e Bahrein"

L'esercito iraniano ha reso noto di aver attaccato installazioni militari statunitensi presso la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein. Secondo le sue dichiarazioni, l'eserecito avrebbe colpito serbatoi di carburante e alloggi delle forze americane in Bahrein utilizzando droni, mentre in Giordania avrebbero attaccato hangar e alloggi per aerei.

Traffico a Hormuz ai minimi storici, ieri solo una petroliera ha attraversato lo Stretto

Soltanto una petroliera ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, il dato più basso dal 7 maggio, in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito i media israeliani, citando i dati di tracciamento navale di Kpler diffusi da Reuters. Ieri soltanto tre petroliere avevano attraversato lo Stretto di Hormuz. 

Al-Jazeera: "Due superpetroliere cinesi passano Bab al-Mandab"

I dati di navigazione di Lseg mostrano che due superpetroliere cinesi che trasportavano petrolio greggio dall'Arabia Saudita hanno lasciato con successo lo stretto di Bab al-Mandab. Lo scrive Al-Jazeera. I movimenti delle due petroliere sono stati attentamente monitorati dopo che gli Houthi yemeniti hanno annunciato un blocco delle spedizioni di petrolio saudita attraverso il canale. La Vlcc Xin Long Yang, battente bandiera di Singapore, e la Vlcc Cosnew Lake, battente bandiera cinese, hanno entrambe lasciato con successo il canale ieri, secondo i dati. Entrambe le navi avevano segnalato tramite i loro trasmettitori di avere equipaggi cinesi a bordo ed entrambe avevano caricato greggio nel porto saudita di Yanbu all'inizio di questa settimana, rivelano i dati di Lseg. I dati di tracciamento navale hanno rivelato invece che ieri solo una petroliera è riuscita ad attraversare lo Stretto di Hormuz, il livello più basso dal 7 maggio. La petroliera New Giant ha lasciato lo stretto ieri e dovrebbe arrivare al porto cinese di Rizhao entro metà agosto, secondo i dati di Kpler. Nessuna nave è entrata nello Stretto di Hormuz il 23 luglio. Nel frattempo, nello Stretto di Bab el-Mandeb, il 23 luglio sono state registrate 32 traversate di petroliere, in aumento rispetto alle 26 del giorno precedente, secondo i dati. 

Wall Street Journal: "Iran ha ricostruito rapidamente le infrastrutture colpite dai bombardamenti"

L'Iran ha ricostruito rapidamente le sue infrastrutture danneggiate durante la pesante campagna di bombardamenti Usa e israeliani degli ultimi mesi, dalle basi missilistiche nelle profondità delle montagne a ponti, porti e impianti di produzione. Secondo funzionari israeliani e occidentali e un'analisi di immagini satellitari, ha riferito il Wall Street Journal, la rapidità con cui si sono svolti i lavori, superiore alle aspettative, preoccupa alcuni funzionari israeliani, segnalando la continua resilienza dell'Iran, nonostante una campagna aerea che ha visto oltre 20.000 attacchi al culmine della guerra e che continua lungo la costa iraniana nel tentativo di spezzare il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Vicino a Kangavar, nell'Iran occidentale, le immagini satellitari di Planet Labs di marzo mostravano due ingressi di tunnel e una strada di accesso danneggiati dai raid aerei allo scopo di bloccare l'accesso a una base missilistica iraniana. Nel giro di poche settimane, le immagini di Airbus hanno rivelato una strada perfettamente asfaltata che conduce a ingressi appena scavati. In un altro caso, un funzionario militare israeliano ha affermato che l'Iran ha riparato un ponte che Israele aveva colpito con tre bombe nel giro di pochi giorni, sorprendendo i funzionari e spingendoli a mettere in discussione l'efficacia dei loro attacchi. 

New York Times: "Iran respinge proposta di tregua di Trump veicolata dal premier iracheno"

L'Iran ha respinto ieri una proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente americana Donald Trump e veicolata a Teheran dal premier iracheno, Ali al-Zaidi. Lo riporta il New York Times, secondo quanto riferito da funzionari iraniani e iracheni. Il tentativo di mediazione, fallito, è avvenuto mentre Trump minacciava di intensificare il conflitto e di colpire le infrastrutture critiche iraniane. I funzionari, che hanno chiesto l'anonimato, hanno affermato che la missione in Iran di al-Zaidi ha fatto seguito al suo recente incontro con Trump alla Casa Bianca. I dettagli della proposta di tregua non sono apparsi subito chiari: tuttavia, funzionari iraniani hanno dichiarato che si trattava dell'unica offerta sul tavolo e che il loro governo non era interessato a un accordo temporaneo che lasciasse irrisolta la questione del controllo sullo Stretto di Hormuz. Al-Zaidi si è recato a Teheran con una delegazione di suoi alti funzionari e ha incontrato il presidente Masoud Pezeshkian, il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dai media locali. Araghchi ha detto alla televisione di Stato che Iran e Iraq, Paesi confinanti, condividono interessi economici, politici, di sicurezza e legami stretti, rilevando che la visita rivestiva particolare importanza alla luce dell'attuale situazione nella regione. 

Centcom: "Conclusa la tredicesima notte di attacchi consecutivi all'Iran"

Gli Stati Uniti hanno concluso la tredicesima notte di attacchi contro obiettivi militari iraniani attrevrso le forze del Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom) alle ore 21 di Washington (le 3 di venerdì in Italia). Il Centcom, si legge in una nota postata su X, "ha colpito centri di comando militari iraniani, depositi di droni, reti di comunicazione, postazioni di sorveglianza costiera e capacità marittime, al fine di ridurre ulteriormente la minaccia rappresentata dall'Iran per i marittimi civili e le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz". La via navigabile internazionale resta aperta al transito a dispetto dei recenti attacchi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Le navi commerciali "continuano a navigare liberamente nello stretto con il supporto militare statunitense". Attualmente, oltre 50.000 i militari americani sono operativi in tutto il Medio Oriente. Il post include anche un breve video relativo a diversi bersagli colpiti durante le operazioni.

Araghchi a Shanghai per il vertice dei ministri degli Esteri

Il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran Abbas Araghchi è arrivato questa mattina presso la sede del vertice dei ministri degli Affari Esteri dello Shanghai Cooperation Organisation (Sco) ed è stato accolto dal Segretario Generale dell'organizzazione. Lo riferiscono i media iraniani. 

Media: "Raid Idf su Gaza City, due palestinesi morti e molti feriti"

Due palestinesi sono stati uccisi e molti altri feriti in seguito a una nuova ondata di raid aerei israeliani su Gaza City. Lo scrive Al-Jazeera. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, gli attacchi avrebbero preso di mira i campi profughi della zona che ospitavano sfollati. 

Media Iran: "4 morti e 5 feriti per attacchi Usa su Ahvaz"

Il governatorato del Khuzestan, in Iran, segnala 4 morti e 5 feriti a seguito di un attacco missilistico americano nei dintorni di Ahvaz. Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim. "Nella notte scorsa e nelle prime ore di questa mattina, non si è verificato alcun attacco missilistico da parte del nemico terrorista americano contro Khorramshahr" afferma la stessa autorità locale. 

Dirigente Amnesty: "Netanyahu andrebbe arrestato e processato"

"Invece di condurre una campagna contro la Corte penale internazionale e continuare ad armare un governo che commette genocidio, le autorità statunitensi dovrebbero difendere i diritti umani e rispettare lo stato di diritto. Mamdani ha ragione: Netanyahu dovrebbe essere arrestato e portato davanti alla Corte penale internazionale per essere processato". Lo scrive su X Erika Guevara Rosas, Direttrice senior per la ricerca, la promozione, le politiche e le campagne di Amnesty International. 

Media Iran: "Attacco contro base Usa in Giordania, sirene suonano ad Amman"

Fonti di stampa riportano l'attivazione delle sirene nella capitale giordana Amman: Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim.  Secondo i primi rapporti, una base militare chiamata 'Muwafiq al-Sultani' in Giordania è stata colpita da un attacco missilistico. Le esplosioni ripetute e intense in Giordania, in seguito all'attacco alla base americana non si sono fermate e continuano. 

Mondo: I più letti