Dolore e rabbia contro gli Usa nella Grande Moschea dove sono in corso i funerali di Ali Khamenei, una prova di potere del regime che giura "vendetta" e "morte all'America". Nelle cerimonie funebri attese circa 20 milioni di persone. Secondo i media iraniani, domani verrà chiuso lo spazio aereo di Teheran durante il corteo principale. Mojtaba Khamenei, figlio dell'ayatollah vorrebbe esserci per la tumulazione prevista per il 9 luglio. Secondo Al Arabiya, l'11 luglio dovrebbero riprendere i negoziati con gli Usa
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Dolore e rabbia, tanta rabbia contro gli Usa nella Grande Moschea dove sono in corso i funerali di Ali Khamenei, una prova di potere del regime che giura "vendetta" e "morte all'America". Nelle cerimonie funebri che dureranno sei giorni attese circa venti milioni di persone. Come riporta Anadolu citando Isna, l’Iran chiuderà domani lo spazio aereo di Teheran durante il corteo funebre principale per Khamenei. Mojtaba Khamenei, figlio dell'ayatollah ucciso nell'attacco del 28 febbraio scorso all'inizio della guerra, vorrebbe esserci per la tumulazione prevista per il 9 luglio. Subito dopo, secondo Al Arabiya, ovvero l'11 luglio dovrebbero riprendere i negoziati con gli Usa in Pakistan. I nodi negoziali restano sempre gli stessi, le sanzioni a Teheran, i fondi iraniani congelati e il programma nucleare della Repubblica islamica.
I media libanesi, rilanciati dal Times of Israel, riportano un attacco aereo israeliano tra Kfar Tebnit e Nabatieh al-Fawqa, vicino alla cresta di Ali Taher, nel Libano meridionale.
Gli approfondimenti:
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Gaza, media saudita: "Hamas verso lo scioglimento del suo organo di governo"
Hamas si preparerebbe a sciogliere il proprio organo di governo nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat, citato dal Times of Israel, che si basa su due fonti interne al gruppo. L'obiettivo della mossa sarebbe consentire l'insediamento del Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (Ncag), un organismo composto da tecnocrati e posto sotto la supervisione del Consiglio di Pace statunitense, chiamato a gestire l'enclave palestinese nella fase di transizione successiva al governo di Hamas. Finora il comitato non ha potuto operare nella Striscia per il rifiuto della fazione islamista di deporre le armi. Secondo una delle fonti citate da Asharq Al-Awsat, l'annuncio dello scioglimento potrebbe arrivare già domani.
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Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi
Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari iraniani ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio attraverso lo Stretto.
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Vai al contenutoLa guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati
La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza. La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta del turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo, in Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente vantano una elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.
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Vai al contenutoRutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato
Il segretario generale della NATO attribuisce all'Italia un ruolo chiave nell'operazione Usa in Iran, parlando di circa 500 voli usa partiti dalle basi militari presenti sul territorio italiano, ma il governo smentisce. Il caso Rutte alimenta tensioni con Roma e solleva dubbi sulla credibilità della guida dell'Alleanza Atlantica.
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Vai al contenutoIran, Ghalibaf: "Sono un combattente prima che un diplomatico"
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha rivendicato la propria identità di "combattente" nel corso di un incontro a Teheran con Mohammad Fneish, ex ministro libanese ed esponente di primo piano di Hezbollah. "Prima sono un combattente e poi un diplomatico. Nella Repubblica islamica, accanto alla diplomazia, abbiamo anche la nostra forza e la nostra prontezza al combattimento", ha affermato Ghalibaf secondo quanto riportato dai media iraniani, aggiungendo che l'Iran deve condurre i negoziati "preservando lo spirito della lotta, della preparazione e del sacrificio". Il presidente del Majlis ha poi ribadito la centralità del cosiddetto "fronte della resistenza" nella strategia di Teheran, sostenendo che "il nemico ha compreso che la pace nella regione non è possibile se non attraverso la Repubblica islamica".
Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran
Il presidente è bocciato dagli statunitensi per il modo in cui ha gestito globalmente la questione iraniana: né l’andamento della guerra né la firma dell’accordo di pace preliminare con Teheran sono riusciti a migliorare una percezione pubblica già fortemente negativa, visto che quella contro Teheran è, ce lo dicono i dati, uno degli interventi più impopolari di sempre per l'elettorato a stelle e strisce.
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Vai al contenutoTeheran, folla ai funerali di Khamenei: attesi 20 milioni. VIDEO
Teheran, folla ai funerali di Khamenei: attesi 20 milioni | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoCnn: "La sicurezza a Hormuz tra i temi del vertice Nato di Ankara"
La sicurezza nello Stretto di Hormuz sarà tra i temi nell'agenda dei leader tra pochi giorni al vertice della Nato di Ankara. Lo scrive la Cnn citando un alto funzionari Usa, secondo il quale diversi alleati dell'Alleanza hanno espresso la volontà di contribuire alle iniziative per la sicurezza marittima, ma in molti sono privi di navi o risorse necessarie per una missione navale di rilievo. L'argomento sarà caldeggiato dal presidente Donald Trump, che partirà lunedì sera per la Turchia, mentre Washington continua a sollecitare tutti gli alleati a potenziare le proprie capacità e a investire maggiormente nella difesa nazionale.
Media: "Spazio aereo Iran chiuso domani per il corteo funebre di Khamenei"
L'Iran chiuderà completamente lo spazio aereo di Teheran domani nell'ambito dei funerali della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Lo riferisce l'agenzia di stampa Isna, scrive Anadolu. Oggi i voli sono proseguiti senza restrizioni in tutto il Paese, ma domani lo spazio aereo di Teheran sarà completamente chiuso durante il corteo funebre principale. Secondo il programma annunciato dall'Organizzazione per l'Aviazione Civile, i voli di linea presso gli aeroporti internazionali di Teheran Mehrabad e Imam Khomeini saranno sospesi domani, in concomitanza con lo svolgimento delle cerimonie pubbliche nella capitale. Martedì invece l'aeroporto di Mehrabad riprenderà le normali operazioni, mentre l'aeroporto Imam Khomeini rimarrà chiuso. Le autorità hanno inoltre reso noto che il 9 luglio, durante la cerimonia di sepoltura finale, saranno completamente sospesi anche lo spazio aereo sopra la città nord-orientale di Mashhad e le operazioni presso l'aeroporto internazionale Shahid Hasheminejad.
Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'
Da tempo c'è il sospetto che Mosca e Teheran utilizzino "proxy" per atti terroristici: una rete fatta di reclutatori online, piccoli criminali e adolescenti (e secondo l'Europol anche sempre più spesso la criminalità organizzata) contattati su Telegram e pagati poche centinaia di dollari per incendi, sabotaggi, pedinamenti e perfino omicidi. Senza sapere chi colpiscono né perché. Un modello sempre più ricorrente, con tanto di tariffario. Ecco come funziona.
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Vai al contenutoRamallah, bimbo di 4 mesi muore per stop corsa ospedale
Un bambino palestinese di quattro mesi e' morto domenica dopo non essere stato trasferito in tempo in ospedale a causa di un checkpoint militare israeliano all'ingresso della citta' di Deir Amar, vicino a Ramallah (Cisgiordania occupata), secondo l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa. Secondo il governatore di Ramallah e Al-Bireh, Laila Ghanam, il bambino, identificato come Ahmad Maruf Zeid, e' morto dopo che il suo urgente trasferimento medico e' stato bloccato a un checkpoint israeliano a Deir Amar mentre veniva portato in ospedale per cure specialistiche, ha riferito l'agenzia. Ghanam ha affermato che le forze israeliane hanno impedito al bambino di attraversare il confine nonostante le sue "critiche condizioni di salute" e ha aggiunto che hanno lanciato gas lacrimogeni contro residenti e veicoli nella zona, il che, a suo dire, ha ostacolato l'accesso alle cure mediche, ha riportato Wafa. Il neonato e' stato successivamente portato all'Ospedale Specializzato Arabo, dove e' stato constatato il decesso. Contattato dall'agenzia EFE, l'esercito israeliano ha negato l'accaduto. Secondo un portavoce militare, i soldati israeliani sono stati dispiegati oggi nella zona di Deir Amar dopo aver ricevuto "una segnalazione di un insolito assembramento vicino al checkpoint all'ingresso del villaggio", dove hanno disperso la folla "utilizzando misure antisommossa". "Pochi minuti dopo, e' arrivato un veicolo con una famiglia palestinese e un neonato che doveva attraversare il checkpoint per ricevere assistenza medica. Contrariamente a quanto affermato, i soldati hanno permesso al neonato e alla sua famiglia di passare senza indugio, in modo che il bambino potesse ricevere ulteriori cure mediche dalla Mezzaluna Rossa", ha dichiarato il rappresentante dell'esercito all'agenzia EFE.
Nato, fonti Usa: "Sicurezza Hormuz emergerà a vertice Nato"
La sicurezza dello Stretto di Hormuz sara' probabilmente uno dei temi affrontati dai leader della Nato durante il vertice in programma questa settimana ad Ankara. Lo ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione americana citato dalla Cnn. "Credo certamente che lo Stretto di Hormuz e la protezione del traffico marittimo che vi transita saranno tra gli argomenti che emergeranno", ha affermato il funzionario. Secondo la stessa fonte, diversi alleati della Nato hanno manifestato la disponibilita' a contribuire agli sforzi per la sicurezza marittima nella regione, ma molti "non dispongono delle navi o delle altre risorse necessarie per fornire un contributo significativo". Il funzionario ha aggiunto che il messaggio principale dell'amministrazione Trump agli alleati resta quello di aumentare la spesa per la difesa e rafforzare le capacita' militari. "E' questo il contesto nel quale stiamo operando mentre chiediamo ai nostri alleati di essere piu' capaci, di investire nella propria difesa e, di conseguenza, nella difesa collettiva", ha spiegato.
Esercito Israele uccide 16enne in un blitz a Qalandia
L'esercito israeliano ha ucciso oggi un adolescente palestinese di 16 anni e ferito altri due minori durante un'incursione nel campo profughi di Qalandia, in Cisgiordania occupata. Lo ha reso noto il ministero della Sanita' palestinese. "Il ragazzo Walid Nidal Walid Abu Sneina, 16 anni, e' morto e altri due minori sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco alle estremita' inferiori a Qalandia", si legge in un comunicato del ministero. In precedenza la Mezzaluna rossa palestinese aveva riferito che i propri soccorritori avevano prestato assistenza a "un giovane colpito alla coscia da proiettili veri durante un'incursione israeliana" nello stesso campo. Sempre oggi, un neonato palestinese di quattro mesi e' morto in seguito all'impossibilita' di raggiungere in tempo un ospedale perche' il suo trasferimento sarebbe stato bloccato da un posto di controllo militare israeliano all'ingresso della localita' di Deir Amar, nei pressi di Ramallah. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa. L'esercito israeliano non ha ancora commentato l'episodio. Lunedi' scorso l'organizzazione israeliana per i diritti umani B'Tselem aveva pubblicato un rapporto in cui denunciava la morte di 54 bambini e adolescenti palestinesi uccisi dal fuoco israeliano in Cisgiordania dall'inizio del 2025. Secondo l'ong, 18 dei corpi sono ancora trattenuti dall'esercito israeliano. B'Tselem afferma inoltre che, tra il 7 ottobre 2023 e il 7 giugno 2026, le forze israeliane hanno ucciso 236 bambini e adolescenti palestinesi in Cisgiordania, mentre altri cinque sono stati uccisi da coloni. L'organizzazione denuncia che nessun soldato israeliano e' stato incriminato per questi casi e accusa le autorita' di applicare una politica d'ingaggio "imprudente" che concede ai militari una sorta di "licenza di uccidere".
Media: "Muore neonato in Cisgiordania dopo che Idf gli vieta l'accesso alle cure"
Un bambino palestinese di quattro mesi è morto dopo che le forze israeliane hanno bloccato il suo trasferimento medico urgente attraverso un checkpoint militare all'ingresso del villaggio di Deir Ammar, a ovest di Ramallah, secondo quanto riportato dall'agenzia Wafa, che cita una funzionaria locale, Laila Ghannam. Secondo la funzionaria, i soldati hanno anche lanciato lacrimogeni contro residenti e veicoli, impedendo al bambino di ricevere cure mediche urgenti. Ghannam ha descritto l'incidente come "una macchia sulla coscienza dell'umanità" e coerente con la politica israeliana attuata attraverso posti di blocco militari, varchi e chiusure volte a ostacolare la circolazione di civili, pazienti e ambulanze.
Iran, 74 frustate alla cantante che si è esibita senza velo
Un tribunale iraniano ha condannato la cantante Parastoo Ahmadi e un gruppo di sette artisti a 74 frustate ciascuno per aver mandato in onda, in diretta streaming su YouTube, un concerto in cui l'artista appariva senza velo. Lo riferiscono i media locali. La sentenza prevede anche due anni di divieto di lasciare il Paese e due anni di stop a qualsiasi attività artistica.
Iran, 74 frustate alla cantante che si è esibita senza velo
Vai al contenutoNetanyahu: "Leader mondiali non mi sostengono in pubblico ma in privato mi ammirano"
"I leader mondiali, che si astengono dall'esprimere pubblicamente il loro sostegno a Israele, hanno un atteggiamento diverso nelle conversazioni private che intrattengono con me. Apprezzano molto la determinazione di Israele nel combattere l'islam radicale, che minaccia anche loro. Mi dicono: 'Primo Ministro, siamo con lei. L'opinione pubblica qui non ci permette di dirlo apertamente, ma la ammiriamo. Abbiamo bisogno del suo aiuto'". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia commemorativa a Gerusalemme per Theodor Herzl, il padre del sionismo politico.
Netanyahu: "Come accadde con Dreyfus, le calunnie contro Israele diventeranno polvere"
''Ho appreso di recente che la Francia ha promosso di grado l'ufficiale ebreo Alfred Dreyfus, che alla fine del XIX secolo fu falsamente accusato di tradimento. È proprio il processo Dreyfus che motivò Herzl. E forse arriverà anche il giorno in cui le calunnie del sangue contro lo Stato di Israele e i soldati dell'Idf, come quelle infondate presentate al Tribunale dell'Aia, si trasformeranno in polvere. Noi non abbassiamo la testa alle calunnie dei nostri detrattori''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia commemorativa per Theodor Herzl, considerato il padre del sionismo politico, morto nel 1904. ''L'antisemitismo è stata la prima forza che ha motivato Herzl, che scrisse, più di trenta volte, che un Olocausto si sarebbe verificato in Europa, e perciò cercava una soluzione per la questione ebraica. Ma c'era anche una forza positiva che spingeva Herzl ad agire: restituire il controllo del nostro destino nelle nostre mani. Renderci un popolo proattivo'', ha aggiunto Netanyhau.
Nato, fonti Usa: "Sicurezza Hormuz sarà tra temi del vertice di Ankara"
L’amministrazione statunitense del presidente Donald Trump si aspetta che la sicurezza nello Stretto di Hormuz sia uno dei principali temi all'ordine del giorno del vertice Nato in programma il 7 e 8 luglio ad Ankara. Lo ha dichiarato un alto funzionario americano citato da Cnn, sottolineando che la protezione del traffico marittimo nell'area strategica "sarà con ogni probabilità uno degli argomenti dei colloqui". Secondo la stessa fonte, diversi alleati hanno manifestato disponibilità a contribuire alle operazioni di sicurezza marittima, ma molti non dispongono di risorse navali sufficienti per un impegno significativo. Il funzionario ha inoltre ribadito che il messaggio principale di Washington resta l'aumento della spesa militare e della prontezza operativa: "Continuiamo a spingere i nostri alleati a investire di più nella propria difesa e quindi nella difesa collettiva". Il presidente Trump è atteso in partenza lunedì sera per partecipare al vertice.
Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi
Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari iraniani ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio attraverso lo Stretto.
Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi
Vai al contenutoHerzog contro ministro esteri turco: "Israele benedizione, non fardello per il mondo"
"Qualche giorno fa, ho sentito un alto funzionario del governo turco pronunciare una terribile frase antisemita. Nelle sue parole, 'Israele è un fardello per il mondo'. La mia risposta è semplice: Israele è qui per restare ed è una benedizione per il mondo. Israele è in prima linea contro il terrorismo che minaccia il mondo intero. Le nostre innovazioni e invenzioni portano benessere e benefici a miliardi di persone in tutto il mondo". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog durante la cerimonia commemorativa per Teodoro Herzl, commentando le affermazioni del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan alla Cnn in turco venerdì, secondo cui Israele rappresenta "un problema per il mondo intero, un fardello insopportabile per l'umanità".
Idf: "Colpita cellula Hezbollah in raid su Al-Uqaydah nel sud del Libano"
''I soldati dell'Idf hanno individuato una cellula terroristica di Hezbollah operante su motociclette nella zona di Al-Uqaydah, adiacente alla Zona di Sicurezza e che rappresentava una minaccia per i soldati. A seguito dell'individuazione, l'Idf ha condotto un attacco mirato contro i terroristi per neutralizzare la minaccia''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf in una nota, rispondendo alla richiesta di informazioni in merito a raid dell'Idf nell'area di Nabatieh nel sud del Libano oggi.
Ankara blindata, le voci dei dissidenti messe a tacere in vista del vertice Nato
Una nuova ondata di arresti ha investito oggi la Turchia in vista del vertice Nato che si terrà martedì nella capitale, Ankara, città che è stata blindata. Due giorni prima dell'inizio dei lavori - e con 24 ore di anticipo rispetto alla data annunciata dalle autorità - praticamente tutte le arterie principali sono state chiuse al traffico e la polizia ha presidiato persino gli ingressi delle strade secondarie, paralizzando la circolazione. Nelle ultime due settimane, le autorità hanno effettuato decine di arresti in tutto il Paese, prendendo di mira avvocati, oppositori politici, studenti, attivisti ambientali e giornalisti. Oggi, secondo quanto riportato dalle rispettive testate, Buse Sötüglü - responsabile della sezione notizie internazionali di T24 - e Ceren Erdogdu - giornalista di OdaTV - sono state prelevate dalle loro abitazioni e poste in stato di fermo per motivi non specificati. L'avvocato di Sötüglü, Erman Ozturk, ha dichiarato all'Afp di non conoscere le motivazioni dell'arresto: "Non sappiamo ancora perché la giornalista sia stata arrestata. Tuttavia, riteniamo che la vicenda sia collegata al vertice Nato". "Sono state condotte operazioni in numerose province in vista del vertice Nato, da Antalya (sud) a Konya (centro) e da Ankara a Eskisehir (a sud-ovest di Istanbul). L'obiettivo sembra essere quello di intimidire i democratici, la sinistra e la stampa", ha ipotizzato il legale. Yildiz Tar, caporedattore della rivista Lgbt+ Kaos GL, è stato fermato senza una motivazione specifica il 23 giugno, secondo l'organizzazione per i diritti Mlsa. Secondo il quotidiano Cumhuriyet, oggi sono state arrestate "decine di persone", senza che venisse fornita alcuna spiegazione.
Netanyahu: "Alcuni villaggi cristiani in sud Libano chiedono annessione a Israele"
Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha dichiarato che alcuni villaggi cristiani nel Libano meridionale hanno "chiesto di essere annessi" a Israele, cercando, a suo dire, protezione dagli Hezbollah, gruppo filo-iraniano. "Tra i villaggi cristiani in Libano, alcuni hanno addirittura chiesto di essere annessi a Israele, perché li proteggiamo dai fanatici di Hezbollah che vogliono ucciderli. E facciamo la stessa cosa con i cristiani ovunque", ha affermato Netanyahu a Fox News.
Scuderi: "L'Ue la smetta con i doppi standard e sanzioni Israele"
"All'Europa chiediamo innanzitutto di smetterla con i doppi standard, perché è inaccettabile che in alcuni casi siamo i protettori del diritto internazionale, in altri casi, come quello della Palestina, lo abbiamo invece completamente calpestato continuando a non sanzionare e a non fare niente nei confronti del governo israeliano che perpetua continuamente delle violazioni gravissime del diritto internazionale". Lo ha affermato l'europarlamentare di Avs del gruppo europeo dei Verdi/Ale, Benedetta Scuderi, a margine di un talk con Patrick Zaki al centro culturale Scomodo di Milano. "Chiediamo una posizione più ferma dell'Ue e anche una presa di protagonismo di quella che deve essere l'azione diplomatica e di costruzione di pace sulla base del rispetto del diritto internazionale. In questo momento - ha aggiunto - vediamo solo azioni di forza con meccanismi autoritari come quelli di Putin e di Trump. Invece noi vorremmo vedere un protagonismo dell'Ue che deve essere unita e non deve avere paura, ma deve lottare per la giustizia dei popoli e non soltanto per il benessere e il tornaconto momentaneo".
Libano, Netanyahu: "Alcuni villaggi cristiani chiedono annessione"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che alcuni villaggi cristiani nel Libano meridionale hanno chiesto di essere annessi a Israele per essere protetti dai militanti di Hezbollah. "Alcuni villaggi cristiani in Libano hanno effettivamente chiesto di essere annessi a Israele, perche' li proteggiamo da Hezbollah, dai fanatici di Hezbollah che vogliono ucciderli, e facciamo la stessa cosa con i cristiani ovunque", ha detto Netanyahu al programma di Fox News, The Sunday Briefing.
Herzog: "Disobbedienza a sentenze Corte, linea rossa che non deve essere oltrepassata"
''Le dichiarazioni di disobbedienza alle sentenze della Corte Suprema danneggiano il fondamento dell'unità nazionale. L'ho già detto chiaramente e lo ripeterò ancora: la disobbedienza a una sentenza della Corte è una linea rossa che non deve essere oltrepassata in nessuna circostanza''. Lo ha detto il capo dello Stato Isaac Herzog intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Theodor Herzl a Gerusalemme
Il Papa:"Per superare le guerre non accusarsi reciprocamente"
Il Papa "invita ad apprendere da San Colombano un atteggiamento indispensabile per qualsiasi cammino di riconciliazione, cioè l'atteggiamento penitenziale, con cui ci si pone davanti a Dio riconoscendo umilmente le proprie colpe, sia personalmente, sia collettivamente. In particolare, quando un conflitto è degenerato in guerra, con il tragico portato di morte e distruzione, invece di accusarsi reciprocamente occorre implorare pietà da Dio, Giudice misericordioso". Lo dice papa Leone in una lettera a firma del segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, al vescovo di Lodi, mons. Maurizio Malvestiti, in occasione della XXVII edizione del Columbanus Day, in corso a Lodi dal 4 al 5 luglio 2026: "Solo la pietà divina - sottolinea la lettera - può infondere nei cuori la pietà umana e far sì che i nemici si tendano la mano".
Iran, agenzia: traffico a Hormuz stabile ma senza segnali crescita
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz resta "stabile" ma senza segnali di crescita significativa, in particolare lungo il corridoio meridionale che passa dalle acque dell'Oman. È quanto riferisce il centro di monitoraggio della sicurezza marittima britannico (Ukmto), secondo cui il livello di rischio è inferiore rispetto al periodo precedente al recente memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, ma la situazione richiede ancora "vigilanza elevata". Ukmto segnala inoltre che continua a essere utilizzata anche una rotta settentrionale sotto controllo iraniano, ma i volumi complessivi restano difficili da valutare a causa di alcune navi che disattivano i sistemi di tracciamento. Pure in un contesto di incertezza operativa, diverse imbarcazioni continuano comunque a transitare, compreso un convoglio di almeno cinque navi che ha attraversato lo stretto lungo la rotta omanita, dopo che altre unità avevano inizialmente tentato il passaggio per poi invertire la rotta.
Netanyahu, :"Rispetto Vance, ma Israele ha molti alleati oltre a Usa"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato a Fox News le recenti dichiarazioni critiche del vicepresidente statunitense Jd Vance, che aveva avvertito il governo israeliano di avere negli Usa "l'unico alleato rimasto". "Lo rispetto e abbiamo un ottimo rapporto, ma questo non significa che io sia d’accordo con tutto ciò che dice", ha affermato Netanyahu. Il premier ha poi ribadito l'importanza del sostegno internazionale a Israele, citando anche il ruolo del presidente Donald Trump. "E' il più grande amico che abbiamo mai avuto alla Casa Bianca, ma abbiamo anche altri amici - ha dichiarato - Abbiamo un enorme sostegno dall'India e il mio profilo Facebook è pieno di messaggi di sostegno. Abbiamo molti altri alleati".
Libano, media: "Raid Israele a Ali Taher nel sud del Paese"
I media libanesi riportano un raid aereo israeliano tra Kfar Tebnit e Nabatieh al-Fawqa, vicino alla cresta di Ali Taher, nel Libano meridionale. Le IDf non hanno confermato ma l'esercito israeliano aveva precedentemente affermato di continuare a operare sulla cresta di Ali Taher, sostenendo che Hezbollah ha un enorme complesso sotterraneo, dove si sono rifugiati circa 30 militanti. L'esercito israeliano ha dichiarato che "non permettera' ai terroristi di Hezbollah di uscire dalla rete di tunnel sotterranei o di muoversi nell'area della cresta".
Netanyahu: "Non c'è spaccatura con Trump, siamo allineati sulla questione nucleare"
''Non credo ci sia una spaccatura tra noi. Il Presidente Trump è il leader degli Stati Uniti e fa ciò che è bene per l'America. Io sono il leader di Israele e faccio ciò che è bene per Israele. Il 99% delle volte siamo d'accordo, ma come in ogni famiglia a volte ci sono dei disaccordi, e ne parliamo apertamente''. Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un'intervista a 'Sunday Briefing' su Fox News, di cui alcuni estratti sono stati ripresi dalla tv israeliana Channel 11. ''La vera domanda è se abbiamo obiettivi diversi riguardo all'Iran, e la risposta è no: vogliamo che l'Iran rinunci al suo programma nucleare, rimuova l'uranio arricchito e smantelli i suoi impianti nucleari. Il Presidente Trump crede che, dopo due guerre contro l'Iran, sarà in grado di esercitare pressioni nei negoziati per raggiungere questi obiettivi. Spero che ci riesca. Finché sarò premier d'Israele, l'Iran non avrà armi nucleari''. Sollecitato sulle dichiarazioni del vicepresidente Vance, che nelle scorse settimane ha esortato i membri del governo israeliano a non criticare gli Usa, ''l'unico alleato rimasto a Israele nel mondo'', Netanyahu ha affermato: ''Rispetto Jd Vance, abbiamo un ottimo rapporto, ma non significa che siamo sempre d'accordo. Donald Trump è il miglior amico che abbiamo mai avuto alla Casa Bianca. Abbiamo anche alcuni altri amici, come il 'piccolo Paese' che è l'India, con 1,8 miliardi di abitanti. Lì abbiamo un sostegno straordinario. E abbiamo molti altri Paesi che ci sostengono. Ora è di moda... in molti Paesi i media e i social media sono inondati da materiali anti-israeliani e antisemiti, ma molti leader mi chiamano e mi dicono: 'Abbiamo un problema con l'opinione pubblica, ma vogliamo dirti che ti rispettiamo e vorremmo fare accordi, capire dalla vostra esperienza militare, con l'IA, il cyber'. Le relazioni non sono come appaiono. E noi ci prendiamo cura dei nostri amici, in particolare dei cristiani: alcuni villaggi cristiani in Libano ci hanno chiesto di annetterli a Israele, perché li stiamo proteggendo da Hezbollah'', ha detto Netanyahu.
Media Libano: "Attacco aereo israeliano vicino alla cresta di Ali Taher nel sud"
I media libanesi, rilanciati dal Times of Israel, riportano un attacco aereo israeliano tra Kfar Tebnit e Nabatieh al-Fawqa, vicino alla cresta di Ali Taher, nel Libano meridionale. Non c'è stato alcun commento immediato da parte dell'Idf sull'attacco, ma l'esercito ha precedentemente affermato di continuare a operare sulla cresta di Ali Taher: secondo le forze israeliane, nell'area Hezbollah ha un enorme complesso sotterraneo dove si sono rifugiati circa 30 militanti. L'esercito ha dichiarato che "non permetterà ai terroristi di Hezbollah di uscire dalla rete di tunnel sotterranei o di muoversi nell'area della cresta".
Israele, scontro governo-Alta Corte,rischio crisi costituzionale
Israele rischia di piombare in una crisi costituzionale dopo che il governo ha dichiarato all'unanimita' che non rispettera' una sentenza dell'Alta Corte di Giustizia che riguarda la Seconda Autorita' per la Televisione e la Radio, l'organismo di regolamentazione che sovrintende alle emittenti televisive e radiofoniche commerciali del paese. Il governo di benjamin Netanyahu ha approvato una dichiarazione in cui si afferma che non rispettera' la decisione dell'Alta Corte di Giustizia del mese scorso, che consente al Consiglio della Seconda Autorita', l'organismo di regolamentazione delle trasmissioni commerciali, di continuare a operare nonostante la mancanza del quorum di due terzi dei membri. In una dichiarazione ufficiale, il governo ha affermato che la Corte non ha l'autorita' di scavalcare la legge: "Non avete il potere di calpestare la legge. Una sentenza che contraddice la legge non sara' riconosciuta e le decisioni prese in base ad essa sono nulle", si legge nella dichiarazione dell'esecutivo. La decisione del governo, messa a punto dal ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi e dal ministro della Giustizia Yariv Levin, chiarisce che l'esecutivo non riconoscera' alcuna decisione, approvazione, nomina o azione intrapresa dal Consiglio della Seconda Autorita' finche', a suo avviso, non vengano soddisfatti i requisiti di quorum espliciti previsti dalla legge. Netanyahu ha appoggiato la decisione nel voto di gabinetto, trasformando lo scontro in una posizione ufficiale del suo governo. La decisione pone la coalizione di Netanyahu in diretta violazione di un'ordinanza provvisoria dell'Alta Corte e trasforma la disputa sull'autorita' di regolamentazione dei media in una piu' ampia prova dell'equilibrio di potere tra governo e magistratura, seocnod la stampa israeliana. La decisione inoltre, potrebbe avere ripercussioni tra le altre cose, sulla possibile approvazione della vendita di Reshet 13, una delle principali reti televisive commerciali israeliane, a un gruppo di imprenditori del settore high-tech. Il governo ha affermato che la sua decisione e' seguita a una sentenza della Corte Suprema del 17 giugno che ha ripristinato il Consiglio della Seconda Autorita' del precedente governo, nonostante il numero dei membri in carica fosse sceso al di sotto di quello che il governo considera il minimo legale. "Il governo ha stabilito che lo stato di diritto vincola tutti i rami del governo, compresa la magistratura", si legge nella dichiarazione. "Una sentenza che contraddice direttamente il chiaro tenore della legge non puo' conferire un'autorita' che non esiste nella legge, e pertanto il governo non riconoscera' gli atti compiuti in virtu' di essa". La decisione giunge inoltre a pochi giorni da un altro duro scontro tra la coalizione di Netanyahu e la magistratura, quando l'Alta Corte ha annullato l'elezione dell'ex avvocato di Netanyahu, Michael Rabello, alla carica di revisore dei conti dello Stato. Nel complesso, le sentenze hanno intensificato il confronto tra il governo e la magistratura e acuito gli avvertimenti secondo cui Israele sta passando da una disputa legale a una vera e propria crisi costituzionale, sottolineano i media israeliani. (AGI)Mgm
Sondaggio Ft: "Per il 58% degli elettori Usa la guerra all'Iran non è valsa la spesa"
La maggior parte degli elettori americani, pari al 58%, ritiene che la guerra di Donald Trump all'Iran non sia valsa il prezzo pagato, evidenziando come il conflitto in Medio Oriente stia pesando sui livelli di gradimento del presidente Usa. E' quanto emerge da un sondaggio del Financial Times, quando la Casa Bianca ha chiesto al Congresso di approvare una nuova spesa federale di 67 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra sostenuti finora. Il sondaggio a livello nazionale, condotto la scorsa settimana da Focaldata, ha rilevato poi che il 44% degli elettori registrati ritiene che la guerra abbia lasciato gli Stati Uniti in una posizione di debolezza nei confronti dell'Iran, contro il 31% che ritiene il contrario, in posizione di forza. Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, in Turchia, il sondaggio ha fatto emergere che il 53% degli elettori pensa che gli Usa debbano restare nell'Alleanza, mentre il 23% è favorevole all'uscita. Da tempo Trump minaccia di abbandonare la Nato: all'inizio dell'anno l'ha definita una "tigre di carta" e ha duramente criticato gli alleati europei per essersi rifiutati di partecipare alla campagna militare statunitense in Iran. Il sondaggio del quotidiano della City ha rilevato un diffuso scetticismo sul memorandum d'intesa tra Washington e Teheran. Il 66% ha detto che l'accordo avrebbe avuto scarso o nessun impatto su pace o stabilità in Medio Oriente, oppure che avrebbe aumentato l'instabilità e reso più probabile un conflitto. Solo un elettore su cinque ha dichiarato che l'accordo avrebbe portato alla pace. Infine, solo il 36% ha approvato l'operato di Trump come presidente, registrando un calo di due punti percentuali sulla rilevazione precedente. Posizione più solida per i democratici in vista delle elezioni di metà mandato di novembre: alla domanda su quale candidato avrebbero sostenuto per il Congresso, gli intervistati hanno assegnato ai dem un vantaggio di sei punti. Il 44% ha dichiarato di sostenere il partito, contro il 38% dei repubblicani. Un nuovo campanello d'allarme per The Donald.
Dure critiche al governo Netanyahu dopo l'annuncio che non rispetterà decisione Corte
La decisione odierna del governo di non rispettare le decisioni della Seconda Autorità, l'ente regolatore delle trasmissioni televisive e radiofoniche commerciali, come imposto dalla Corte Suprema a giugno, apre la possibilità di un inasprimento della crisi tra poteri dello Stato, in quanto è la prima volta che il governo dichiara apertamente che non intende ottemperare a una decisione della Corte. ''Il governo sta minacciando la democrazia israeliana. Netanyahu sta dividendo Israele. I cittadini di Israele meritano un governo che unisca il popolo, non un governo che lavori per dividerlo'', ha scritto su X Gadi Eizenkot, il leader del partito centrista 'Yashar!' e candidato di punta come primo ministro alle elezioni previste per l'autunno, commentando la decisione del governo. ''Questo è un governo criminale che ha perso il controllo - ha dichiarato Yair Golan, leader del partito di sinistra 'I Democratici - Questo governo sa di non avere alcuna possibilità di vincere le elezioni e sta quindi dichiarando guerra allo stato di diritto, normalizzando la disobbedienza alla corte, così da poter rifiutare domani di accettare i risultati elettorali e di lasciare il potere dopo che verrà sconfitto''. Anche Gil Limon, il vice procuratore di Stato, intervenendo oggi durante un dibattimento in commissione legislativa alla Knesset, ha attaccato duramente la decisione del governo. ''Mentre stiamo discutendo in commissione, il governo ha approvato una risoluzione che, de facto, afferma che il governo ignora una decisione dell'Alta Corte relativa al Consiglio della Seconda Autorità. C'è il rischio di normalizzare una violazione sistematica della legge'', ha detto Limon, come riportato da Haaretz.
Media: "Trump ha trasformato la Nato in un bancomat a favore delle armi Usa"
Donald Trump ha trasformato la Nato in un'azienda, un meccanismo basato su logiche transazionali, privilegiando l'aumento della spesa per la difesa e gli investimenti in armamenti americani rispetto ai valori democratici condivisi e all'espansione dell'Alleanza stessa. Un cambiamento che rischia di mettere a dura prova la tenuta della Nato e di distoglierne l'attenzione dalla difesa collettiva. Il presidente americano, osserva Politico, ha convinto i membri dell'Alleanza a incrementare le spese per la difesa e a investire in modo massiccio in armamenti Ua destinati all'Ucraina. Alla riunione annuale dei leader della Nato, in programma questa settimana in Turchia, Trump tornerà a concentrarsi sull'entità della spesa europea per le forniture militari americane, rischiando di mettere in secondo piano le discussioni sull'allargamento dell'Alleanza o sulla difesa del fianco orientale della Nato contro la Russia. Inoltre, ha indebolito i legami che un tempo mantenevano unito il gruppo, trasformando l'alleanza in un'entità plasmata più dagli interessi nazionali che da ideali condivisi.
Iran, Teheran: "Continueremo percorso Khamenei con suo figlio Mojtaba"
L'alto responsabile del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Mohammadbagher Zolghadr ha dichiarato che le autorità del Paese intendono proseguire la linea politica del leader supremo Ali Khamenei e lavorare in continuità con suo figlio Mojtaba. "Promettiamo di continuare il suo percorso e il suo pensiero come dobbiamo, di preservare la dignità che ha portato alla nazione e di servire in modo ancora più completo insieme a suo figlio, la nostra amata Guida, portando avanti la strada come sempre", ha dichiarato Zolghadr durante i funerali dell'ayatollah ucciso lo scorso 28 febbraio in un raid di Stati Uniti e Israele. Il dirigente ha inoltre affermato che le istituzioni della Repubblica islamica cercheranno di "portare avanti la bandiera che Khamenei ha tenuto per oltre 40 anni".
Cnn: "Netanyahu da Trump a Washington lunedì prossimo"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha in programma di visitare Washington per incontrare il presidente Usa, Donald Trump lunedi' prossimo, secondo una fonte israeliana a conoscenza della questione citata dalla Cnn. La fonte ha affermato che i due leader discuteranno dell'Iran e di un nuovo accordo di sicurezza tra Israele e gli Stati Uniti. I due leader, che non si incontrano di persona da prima della guerra con l'Iran, si sono sentiti telefonicamente venerdi' sera e hanno concordato di fissare un incontro a breve. In un'intervista ad Axios sabato, Trump ha affermato che Netanyahu "sa chi comanda". A meta' giugno, la CNN ha riferito che Netanyahu aveva richiesto un incontro "urgente" con Trump a causa delle crescenti tensioni sui negoziati con l'Iran e sul cessate il fuoco con Hezbollah in Libano. All'epoca, l'ufficio del primo ministro israeliano aveva smentito la notizia.
Iran, aeroporto Bandar Abbas riprende voli dopo 4 mesi
L'aeroporto internazionale di Bandar Abbas, nel sud dell'Iran, ha ripreso i voli commerciali dopo una sospensione di quattro mesi. Il primo volo passeggeri proveniente da Mashhad e' atterrato ieri pomeriggio, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars citata da Al Jazeera. Bandar Abbas e' il capoluogo della provincia di Hormozgan, a circa 1.000 km a sud di Teheran, sullo Stretto di Hormuz. L'aeroporto era stato chiuso per lavori di ricostruzione e riparazione a seguito dei danni subiti durante i bombardamenti israelo-americani. Le autorita' prevedono un graduale ritorno dei voli verso Teheran, Shiraz e Yazd nei prossimi giorni.
La rabbia degli iraniani anti-regime: "Teheran blindata per chi ci ha rovinati"
Le autorità iraniane hanno dichiarato di aspettarsi milioni di persone in lutto per i funerali della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Ma non tutti sono disposti a rendergli omaggio: parlando a condizione di anonimato per timore di ritorsioni, alcuni residenti hanno dichiarato alla Cnn di rifiutarsi di unirsi alla folla nelle strade di Teheran, provando frustrazione e apatia per il grande evento. "Se ci penso bene, mi arrabbio perché hanno bloccato la città per qualcuno che ha rovinato delle vite", ha detto alla Cnn un trentenne di Teheran. "Ma onestamente, sono arrivato al punto in cui non me ne importa niente". Nonostante la morte di Khamenei, "nulla è cambiato", ha aggiunto con amarezza prima di sottolineare che il suo successore, Mojtaba Khamenei, potrebbe non essere diverso dal padre. Un altro residente di Teheran, 35enne proprietario di un'attività commerciale a Teheran, ha detto di aver deciso "di ignorare tutta la vicenda". "Non voglio nemmeno pensarci, quindi mi rilasserò, inviterò degli amici a casa e starò tranquillo", ha detto alla Cnn, aggiungendo che il regime "farà sempre una sceneggiata". Una donna sulla trentina che lavora part-time come insegnante a Teheran ha affermato che il numero di persone in lutto comunicato dal regime è fortemente esagerato. "Quelle cifre di 10 o 20 milioni sono pura assurdità", ha detto. "Anche nello scenario migliore, è improbabile che raggiungano un milione di persone in un solo giorno, molto improbabile. Ma dovreste vedere quanti soldi hanno speso per tutto questo!".
Israele: governo Netanyahu non rispetterà decisione Corte Suprema, rischio crisi costituzionale
Il governo israeliano del premier Benjamin Netanyahu ha approvato all'unanimità una dichiarazione in cui afferma che non rispetterà la decisione della Corte suprema relativa al funzionamento dell'Autorità per la seconda emittente, organismo di regolazione del settore televisivo commerciale. Secondo quanto riferito dal corrispondente di Axios Barak Ravid, la decisione - senza precedenti nella storia del Paese - si inserisce in una fase di crescente tensione istituzionale che, secondo diversi osservatori, potrebbe aggravare la crisi politica israeliana. Nel testo approvato in Consiglio dei ministri si afferma che il governo non riconoscerà "alcuna decisione, approvazione, nomina o atto" del consiglio dell'Autorità finché non saranno rispettati i requisiti minimi previsti dalla legge. L'esecutivo sostiene che l'ordinanza della Corte contraddica la normativa del 1990 e ribadisce che "lo Stato di diritto vincola tutte le autorità, compresa la Corte", ma che una decisione contraria alla legge non può creare competenze non previste. La Corte, nei mesi scorsi, aveva invece stabilito che l'organismo potesse continuare a operare anche senza quorum completo, per evitare la paralisi delle sue attività.
Capo Idf: "Pronti ad attacco rapido se violato cessate il fuoco"
Il capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane Eyal Zamir ha avvertito che Israele è pronto a rispondere con un "attacco rapido" in caso di violazione del cessate il fuoco con il Libano. Lo ha detto in un discorso ai soldati schierati nel Libano meridionale, nei pressi del castello di Beaufort. "L'organizzazione terroristica Hezbollah, con finanziamenti e direzione iraniana, costruisce da decenni tunnel sotterranei nell'area per minacciare le comunità del nord. Le nostre forze ora controllano aree chiave in superficie e queste vie sotterranee - ha affermato Zamir - L'esercito libanese è tenuto a rispettare l'impegno assunto nell'accordo storico firmato e ad agire per ripulire l'area dai terroristi di Hezbollah. Allo stesso tempo, l'esercito continuerà ad agire con decisione per eliminare le minacce dal territorio libanese ed è pronto a passare a un attacco rapido se il cessate il fuoco verrà violato".
Ghalibaf: oggi gli invincibili iraniani gridano vendetta
Oggi "la nazione orgogliosa e invincibile dell'Iran ha testimoniato all'unanimità per il suo martire" (il defunto leader supremo Ali Khamenei) e "si è sollevata all'unisono, gridando dal profondo del cuore: 'Ya Latharat Al-Hussein': lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, riferendosi al motto in arabo pronunciato durante i funerali di Khamenei, iniziati ieri, per chiedere "vendetta" per la sua morte durante gli attacchi di Usa e Israele partiti il 28 febbraio scorso. Il motto originale invoca la vendetta per il martirio del terzo imam sciita, Hussein. Ghalibaf ha fatto queste dichiarazioni in un post su X, condividendo un video dello slogan pronunciato durante le cerimonie.
Netanyahu: "No alla ricostruzione di Gaza senza il disarmo di Hamas"
''Non ci sarà ricostruzione a Gaza senza lo smantellamento e la smilitarizzazione della Striscia''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la riunione di gabinetto odierna, secondo quanto riportano i media israeliani. L'affermazione sarebbe arrivata alla luce delle notizie secondo cui il 'Board of Peace' si sta mobilitando per portare avanti la ricostruzione delle aree ancora sotto il controllo dell'Idf (almeno il 60% della Striscia di Gaza) anche senza il disarmo di Hamas. Sempre nel corso della stessa riunione, i media israeliani riportano che Netanyahu avrebbe affermato sul Libano: ''Ho sentito dire dai media che il Presidente Trump ha chiesto di non intervenire contro i tunnel del terrore in Libano. Questa è una favola, una fake news: non mi ha detto nulla al riguardo, né io gliel'ho chiesto. Noi agiamo secondo le nostre valutazioni di sicurezza''.
Ayatollah Shirazi: "Responsabili morte Khamenei non sfuggiranno alla punizione divina"
I responsabili dell'assassinio dell'ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei non sfuggiranno "alla punizione divina e alla giusta retribuzione". L'ha detto l'Ayatollah Naser Makarem Shirazi, che guiderà le preghiere funebri per il defunto ex leader supremo iraniano Ali Khamenei a Qom. Gli iraniani, ha aggiunto, non devono pensare che la guerra sia finita, perchè la lotta contro il "fronte dell'arroganza" continua.
Iran: riprende commercio marittimo con Qatar, era sospeso da 5 mesi
Il commercio marittimo tra Iran e Qatar è ripreso dopo una sospensione di circa cinque mesi. Lo ha dichiarato ai media statali l'addetto commerciale iraniano a Doha, Abbas Abdolkhani. I collegamenti marittimi tra il porto iraniano di Dayyer e il porto qatariota di Al Ruwais sono ripresi in seguito al coordinamento tra l'ambasciata iraniana a Doha e le autorità del Qatar,ha spiegato il funzionario iraniano.
Seconda apparizione pubblica al funerale di Khamenei per il capo dei Pasdaran
Il generale Ahmad Vahidi, comandante delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane, ha fatto la sua seconda apparizione in soli tre giorni ai funerali della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Lo riportano i media iraniani. Vahidi aveva assunto l'incarico dopo la morte del suo predecessore Mohammad Pakpour, ucciso negli attacchi israeliani-americani il primo giorno di guerra. Da quel giorno Vahidi non si era mostrato in pubblico, anche per timore di agguati da parte degli Stati Uniti e Israele. Solo venerdì la prima apparizione pubblica. Oggi il generale ultraconservatore è stato visto pregare sulla salma della Guida Suprema durante il secondo giorno della processione funebre a Teheran. Sanzionato dagli Stati Uniti e ricercato dall'Interpol, ricorda Cnn, ha contribuito a definire le prossime mosse di Teheran durante la guerra ed è noto per essere una voce autorevole negli ambienti decisionali del Paese, oltre che uno dei 'falchi' di Teheran.
Esercito Iran: tregua opportunità per migliorare le capacità di combattimento
Abbiamo ripetutamente annunciato che sfrutteremo l'opportunità del cessate il fuoco per migliorare le nostre capacità di combattimento e non perderemo un solo istante né saremo negligenti": è quanto affermato da un portavoce delle Forze armate iraniane, citato dall'agenzia Tasnim. "Se i nemici commetteranno un errore, dovranno affrontare una risposta schiacciante e decisiva da parte delle Forze armate iraniane", ha aggiunto a modo di avvertimento.
Araghchi: i Paesi indipendenti condannino le violazioni del diritto degli Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato i Paesi indipendenti a condannare le violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti. Lo scrive l'agenzia Irna. Durante un incontro con l'inviato speciale del presidente serbo in visita, Boris Bratina, Araghchi ha elogiato la solidarietà e la vicinanza dimostrate dal governo e dal popolo serbo nei confronti della nazione iraniana. Il ministro ha sottolineato la necessità "che tutte le nazioni indipendenti assumano una posizione ferma nel condannare l'illegalità e le violazioni del diritto internazionale commesse dagli Stati Uniti e dal regime israeliano" scrive Irna. Bratina, secondo l'agenzia, dal canto suo, ha esaminato le relazioni bilaterali tra Teheran e Belgrado, evidenziando la comune determinazione dei leader dei due Paesi a rafforzare i legami in tutti i settori di interesse comune e ha espresso le sue condoglianze per la morte della Guida Suprema Ali Khamenei.
Media Iran, dall'alba di ieri oltre 7 milioni di viaggi sulla metropolitana di Teheran
Dalle 5:30 di ieri alle 7 di stamattina a Teheran (3-5.30 in Italia), sono stati registrati 7 milioni e 141 mila viaggi nella rete metropolitana. Lo scrive Tasnim News nel suo account X in persiano. La cerimonia di commiato per Ali Khamenei nella moschea Imam Khomeini proseguirà fino alle 20 di stasera (le 17.30 in Italia) e i pellegrini "possono utilizzare la metropolitana per parteciparvi".
Media Iran mostrano i partecipanti al funerale di Khamenei con slogan 'uccidere Trump'
Le immagini diffuse dall'agenzia Tasnim, legata ai Pasdaran, mostrano alcuni partecipanti al funerale della defunta Guida Suprema Ali Khamenei a Teheran mentre sventolano striscioni e scandiscono slogan che incitavano a "uccidere Trump" e "uccidere Bibi", invocando vendetta per la morte di Khamenei. Le frasi sugli striscioni sono scritte in inglese, non in persiano.
Teheran, al via il secondo giorno della cerimonia di commiato per Ali Khamenei
A Teheran prende il via il secondo giorno della cerimonia di commiato in memoria dell'ex leader iraniano Ali Khamenei e di quattro membri della sua famiglia, tutti uccisi in un attacco israelo-americano il 28 febbraio. Migliaia di persone provenienti da diverse città dell'Iran partecipano alle preghiere pubbliche.
Le preghiere si sono svolte nella Grande Moschea di Mosalla, dove le salme sono state deposte in bare di vetro da sabato mattina, quando è iniziata la cerimonia di commiato di due giorni. Le preghiere si sono divise in tre parti: la prima per il defunto leader, la seconda per sua figlia Boshra, suo genero Mesbaholhoda Bagheri (marito di Hoda, un'altra figlia di Khamenei) e Zahra Hadad Adel, moglie della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. La terza parte è stata dedicata alla nipotina di Khamenei, Zahra Mohammadi Golpaygani. La cerimonia funebre per l'ex leader proseguirà a Qom martedì e nelle città irachene di Najaf e Karbala mercoledì. Sarà sepolto nella sua città natale, Mashhad, giovedì.
L'Iran ribadisce: 'ai Paesi amici un trattamento speciale per le tariffe a Hormuz'
L'ambasciatore iraniano in Cina ha ribadito che verranno applicate nuove tariffe alle navi in transito nello Stretto di Hormuz - un'ipotesi respinta da Washington - assicurando al contempo che le nazioni "amiche" riceveranno un trattamento di favore. L'accordo iniziale raggiunto tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto prevedeva il transito gratuito delle navi commerciali attraverso lo stretto per 60 giorni, ma resta incerto quale regime verrà adottato al termine di tale periodo. L'ambasciatore iraniano Abdolreza Rahmani Fazli ha dichiarato, intervenendo al World Peace Forum di Pechino, che il suo Paese sta lavorando in "collaborazione e cooperazione" con l'Oman a "nuove disposizioni" per questa via navigabile di vitale importanza. "In quanto Paese nelle cui acque territoriali ricade lo Stretto di Hormuz, applicheremo sicuramente delle tariffe per i servizi offerti", ha affermato Fazli - secondo quanto riportato - sottolineando tuttavia che tali oneri non costituiranno un semplice "pedaggio". "Queste nuove disposizioni riguarderanno la garanzia della sicurezza del transito attraverso lo Stretto di Hormuz, la supervisione del passaggio delle imbarcazioni... nonché la gestione e la prevenzione delle conseguenze ambientali legate all'elevato numero di navi in transito", ha spiegato. "Riserveremo certamente un trattamento speciale ai Paesi che ci sono stati amici e che ci hanno sostenuto in modo particolare durante i momenti difficili", ha aggiunto.
Libano, '4.303 morti e 12.202 feriti per i raid israeliani dal 2 marzo'
Il ministero della Salute libanese ha annunciato in serata che il bilancio complessivo delle vittime delle aggressioni israeliane iniziate il 2 marzo scorso è salito a 4.303 morti e 12.202 feriti. Lo riporta l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese, scrive Haaretz.
Media Israele, stasera si riunirà il gabinetto politico e di sicurezza allargato
Il gabinetto politico e di sicurezza israeliano allargato si riunirà stasera. Lo scrive il media israeliano Ynet.