La salma dell'ayatollah è arrivata alla città santa di Qom dopo una marcia di 10 ore sotto il sole cocente di Teheran. "Oltre 34mila persone soccorse per il caldo, ma nessun morto". E compare lo striscione "Uccideremo Trump". Intanto Hamas annuncia: "Sciolto l'organo di governo di Gaza". Media pakistani fanno trapelare la notizia del nuovo round di colloqui
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La salma dell'ayatollah Ali Khamenei è arrivata alla città santa di Qom dopo un corteo funebre di 10 ore sotto il sole cocente di Teheran. Per le strade si è riversata una folla immensa, secondo quanto riportato dall'emittente statale IRIB. Dopo essere stata esposta per due giorni nella Grande Moschea, luogo sacro e politico della capitale iraniana, la bara verrà portata in processione per le vie della città. E compare lo striscione "Uccideremo Trump". Intanto Hamas annuncia lo scioglimento dell'organo di governo di Gaza. Dal Pakistan arriva la notizia del nuovo round di colloqui Iran-Usa a metà luglio.
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Teheran a Trump: "Parli con rispetto o risponderemo con altro linguaggio"
Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha risposto alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sui negoziati. "Al presidente degli Stati Uniti che ha minacciato 91 milioni di iraniani, dico: lei, leader di una nazione senza radici, in passato ha parlato in termini simili della distruzione della millenaria civiltà iraniana. Il risultato per lei è stata la sconfitta, la disperazione e le richieste di negoziati e di un cessate il fuoco. Gli iraniani non rispondono al linguaggio delle minacce. Parli al popolo iraniano con rispetto, altrimenti le risponderemo in un altro linguaggio".
Israele, Knesset approva commissione inchiesta politica su 7 ottobre. L'opposizione boicotta
La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato al primo voto una commissione di inchiesta politica sulle mancanze che hanno portato al massacro compiuto il 7 ottobre del 2023 da Hamas. L'opposizione israeliana, che invece chiedeva una commissione statale indipendente, ha boicottato tutto l'iter legislativo. L'esito della votazione era però scontato dall'inizio, grazie al sostegno dei partiti ultraortodossi. In base a questa controversa proposta di legge, lo stesso governo in carica al momento degli attentati avrà il potere di nominare unilateralmente l'organismo incaricato di indagare sulla propria condotta. L'opposizione ha boicottato il disegno di legge e ha promesso di non collaborare con la commissione politica. Il disegno di legge tornerà ora alla Commissione costituzionale della Knesset e le votazioni finali dovrebbero tenersi la prossima settimana prima dello scioglimento pre-elettorale della Knesset. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è categoricamente rifiutato di istituire una commissione d'inchiesta statale indipendente, nonostante l'ampio sostegno della popolazione israeliana. I membri della commissione d'inchiesta statale sarebbero scelti dalla magistratura, che secondo Netanyahu è prevenuta nei suoi confronti. Il Consiglio d'Ottobre, gruppo che rappresenta centinaia di famiglie in lutto, sopravvissuti ed ex ostaggi, accusa il governo Netanyahu di aver promosso la legge al fine di "assolverlo dalla propria parte di responsabilità per il più grande massacro del popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto".
Israele: "Aggressioni contro cristiani abominevoli"
Gli episodi di aggressione e violenza contro esponenti della comunità cristiana sono assolutamente inaccettabili e abominevoli". Lo dice l'inviato speciale per il mondo cristiano del
ministero degli Esteri israeliano, George Deek, in un briefing con alcuni rappresentanti della stampa italiana a Gerusalemme a cui ha partecipato anche AGI. Tra i temi sollevati, oltre a quelli di attualità più stretta, anche il "problema ricorrente" - come lo ha definito il diplomatico - degli attacchi sferrati da frange ortodosse estremiste, soprattutto nella Città Santa, contro esponenti della comunità cristiana locale. Un problema che ha portato il ministero israeliano ad aprire un ufficio dedicato, lo scorso aprile, guidato da un diplomatico in carriera, Deek, che è stato anche il primo cristiano arabo-israeliano a essere nominato ambasciatore nel 2018. Su incidenti come quelli che hanno interessato, lo scorso maggio una suora francese, insultata e spinta a terra da un estremista ortodosso, il suo ufficio si 'misura
quotidianamente: "si tratta di episodi che - ribadisce - non sono solo un insulto ai cristiani cattolici italiani e al Vaticano, ma sono un insulto anche ai cristiani in Israele: rappresentano un attacco contro tutti i cristiani che prestano servizio nell'esercito israeliano e nel governo. Un attacco contro tutti i cristiani d'Israele che sono 184mila". Deek puntualizza tuttavia che "un Paese non si misura dal fatto che accadono episodi del genere, ma da come risponde a episodi del genere". Dopo aver sottolineato la condanna "unica ed inequivocabile" di Tel Avis per questo tipo di violenze, "anche le punizioni seguono senza esitazione e in modo esemplare", assicura il diplomatico. Infatti, spiega, la legislazione israeliana, nei casi in cui le aggressioni hanno uno sfondo d'intolleranza basata su religione o razza, può prevedere pene detentive di durata anche doppia. Il nuovo ufficio del ministero, prosegue, "intende anche affrontare il problema non solo con la Procura ma con un approccio multi-ministeriale che coinvolgerà sempre di più il ministero degli Interni, della Giustizia e dell'Istruzione". L'auspicio, conclude, è di trovare soluzioni definitive a un problema che, "in generale, prendiamo
molto sul serio".
Idf: "Ucciso oggi a Gaza Fadi Daghmash, capo unità di addestramento di Hamas"
''Questa mattina, l'Idf ha colpito in un attacco aereo la Striscia di Gaza settentrionale eliminando il terrorista Fadi Falah Ashour Daghmash, comandante dell'Unità di addestramento dell'ala militare di Hamas''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. ''Daghmash dirigeva diversi programmi di addestramento, con particolare attenzione all'addestramento delle forze Nukhba di Hamas negli anni precedenti al massacro del 7 ottobre, ed era tra coloro che dirigevano le operazioni di combattimento contro le truppe israeliane nella Striscia di Gaza''.
Media: Corte Suprema israeliana esige dal governo risposte su medico di Gaza detenuto
La Corte Suprema di Israele ha ordinato allo Stato di dare risposta entro domani alle accuse riguardanti il caso di Hussam Abu Safiya, medico di Gaza in carcere da oltre 18 mesi e che, secondo alcune organizzazioni per i diritti umani, si trova in pericolo di vita: lo riporta Haaretz, spiegando che la decisione giudiziaria risale a ieri. Stando all'organizzazione Physicians for Human Rights-Israel (Phri), Safiya, che era stato direttore di un ospedale nel nord della Striscia, ha incontrato giovedì scorso nella prigione di Rakevet l'avvocato Nasser Odeh, dicendogli di temere per la propria vita. "Questa è l'ultima volta che mi vedrete... Mi hanno portato qui per uccidermi", avrebbe affermato. Le sue parole sono state riportate anche dal Guardian. Il legale ha riferito che il medico si è presentato all'ultimo colloquio "con mani e piedi ammanettati, scortato da guardie con il volto coperto", e presentava "su tutto il corpo" diversi lividi, anche in punti come "la testa e la zona intorno agli occhi, alle orecchie e al collo". La Phri ha definito tali ferite "talmente gravi" da rendere Safiya "quasi irriconoscibile". Secondo Haaretz, la Corte Suprema ha incaricato lo Stato di affrontare la questione delle condizioni di Abu Safiya nell'ambito della risposta a un ricorso presentato dalla stessa organizzazione, che chiede il rilascio di questo e altri 13 medici palestinesi di Gaza detenuti in Israele senza accuse formali. Il ricorso, aggiunge la testata israeliana, era stato depositato originariamente il 30 aprile, ma lo Stato aveva ripetutamente chiesto e ottenuto proroghe riguardo ai tempi di presentazione della propria risposta. Il Servizio Penitenziario Israeliano ha affermato ad Haaretz, in risposta a una richiesta di commento, che opera nel rispetto della legge ed esaminando tutte le denunce secondo le procedure previste. A metà giugno, secondo quanto riportato allora dal Times of Israel, la Corte Suprema aveva respinto un ricorso di Safiya contro il proprio arresto. In Israele il medico è sospettato di aver avuto in passato legami con Hamas. In giornata, anche Amnesty International si è espressa sulla vicenda, chiedendo in un comunicato la scarcerazione "immediata e senza condizioni" del dottore.
Salma Khamenei arrivata a Qom
La salma dell'Ayatollah Ali Khamenei è arrivata stasera nella città santa di Qom, dove domani si terrà la processione funebre. Lo ha riportato la televisione di stato iraniana. "La salma del leader martire è arrivata a Qom", a sud della capitale Teheran, ha annunciato la televisione di stato sui social media, condividendo un filmato che mostra un elicottero con a bordo la salma di Khamenei atterrare in città.
Libano, oltre 90mila case danneggiate dagli attacchi israeliani nel sud
Oltre 90mila case sono state distrutte o danneggiate dagli attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo rende noto un'indagine condotta dal governo di Beirut e rilanciata dall'emittente al-Jazeera, spiegando che i continui raid israeliani hanno impedito a oltre 600mila persone di tornare nel sud del Libano. Il costo della ricostruzione è stimato in oltre un miliardo di dollari, una somma che gli abitanti del luogo non possiedono, afferma al-Jazeera.
Funerali Khamenei, oltre 34mila persone soccorse ma nessun decesso
Oltre 34mila partecipanti hanno ricevuto assistenza medica durante i funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, senza che siano stati registrati decessi. Lo ha riferito il capo dei servizi d'emergenza iraniani, Jafar Miadfar, citato dall'agenzia di stampa statale Irna. Le autorità iraniane, secondo Al Jazeera, puntano a evitare il ripetersi delle tragedie che segnarono i grandi funerali del passato. Nel 1989, durante le esequie dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, a cui parteciparono circa 10 milioni di persone, la calca provocò la morte di 10 individui e il ferimento di oltre 10mila. Anche nel 2020, ai funerali del generale Qassem Soleimani, decine di persone persero la vita in una ressa nella città di Kerman. Dopo la cerimonia di Teheran, il corteo funebre di Khamenei proseguirà a Qom, quindi nelle città sante irachene di Najaf e Karbala, per concludersi giovedì con la sepoltura a Mashdad, città natale della Guida Suprema.
Sa'ar: "Quello di Hamas è un trucco per evitare il proprio disarmo"
''Il trucco di Hamas è semplice. L'apparente disponibilità di Hamas a 'fare spazio' a un governo tecnocratico è concepita per impedire il proprio disarmo. Hamas cerca di replicare il 'modello Hezbollah' a Gaza: un'amministrazione tecnocratica sarebbe responsabile della raccolta dei rifiuti e di altri servizi municipali, mentre Hamas rimarrebbe la forza militare dominante". Lo scrive il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar su X, nel primo commento di un esponente di governo israeliano alle dimissioni presentate dal capo del comitato di emergenza del governo di Hamas oggi nella Striscia di Gaza. "Finché Hamas - prosegue - manterrà le proprie armi, qualsiasi governo civile opererà ovviamente secondo le sue direttive. Questo permetterebbe a Hamas di continuare a opprimere il popolo palestinese a Gaza, portando avanti al contempo la sua guerra jihadista contro Israele. Israele insiste sulla piena attuazione del piano Trump, i cui principi cardine sono il disarmo di Hamas e di tutte le altre organizzazioni terroristiche, e la completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza''.
Hormuz: "Un terzo delle petroliere ha usato rotta omanita da venerdì"
Un terzo delle petroliere che ha attraversato di recente lo stretto di Hormuz ha utilizzato la rotta omanita. Lo rivelano i dati diffusi oggi dall'agenzia di monitoraggio marittimo MarineTraffic. In base all'ultimo aggiornamento rilanciato dalla Cnn, 108 imbarcazioni hanno attraversato lo stretto di Hormuz da venerdì a ieri. Di queste, 30 navi, tra cui petroliere e navi cisterna per il trasporto di Gpl, hanno seguito la rotta omanita. Il flusso di navi attraverso il canale, dove transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas liquefatto, ha raggiunto il suo picco venerdì, con 43 attraversamenti. Sabato e ieri, secondo MarineTraffic, si sono registrati rispettivamente 34 e 31 attraversamenti. Si tratta di un'attività "operativa ma frammentata", hanno detto analisti citati da MarineTraffic, aggiungendo che tale situazione "dovrebbe essere interpretata nel contesto ancora fragile della sicurezza e della diplomazia".
Hormuz, un terzo delle petroliere ha usato rotta omanita da venerdì
Un terzo delle petroliere che ha attraversato di recente lo stretto di Hormuz ha utilizzato la rotta omanita. Lo rivelano i dati diffusi oggi dall'agenzia di monitoraggio marittimo MarineTraffic. In base all'ultimo aggiornamento rilanciato dalla Cnn, 108 imbarcazioni hanno attraversato lo stretto di Hormuz da venerdì a ieri. Di queste, 30 navi, tra cui petroliere e navi cisterna per il trasporto di Gpl, hanno seguito la rotta omanita.
Il flusso di navi attraverso il canale, dove transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas liquefatto, ha raggiunto il suo picco venerdì, con 43 attraversamenti. Sabato e ieri, secondo MarineTraffic, si sono registrati rispettivamente 34 e 31 attraversamenti. Si tratta di un'attività "operativa ma frammentata", hanno detto analisti citati da MarineTraffic, aggiungendo che tale situazione "dovrebbe essere interpretata nel contesto ancora fragile della sicurezza e della diplomazia".
Trump: "Se Belgio ci batte sarà una partita truccata"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a parlare della sfida in programma oggi tra Usa e Belgio ai Mondiali, facendo un paragone con le elezioni del 2020. "Se ci battono, potranno essere davvero orgogliosi. Se ci battono, diremo, dirò, che è stata una partita truccata, proprio come furono truccate le elezioni del 2020. Ma non voglio entrare in questo argomento", ha dichiarato.
Iran, Trump: "Non abbiamo dato loro i soldi"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha negato l'ipotesi che con l'accordo sul memorandum con l'Iran siano stati sbloccati fondi destinati a Teheran. "Non hanno soldi adesso, non gli abbiamo dato niente", ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.
Onu a Israele: "Detenzione Abu Safiya arbitraria"
L'organismo delle Nazioni Unite per i diritti umani ha definito "arbitraria" la detenzione nelle carceri israeliane del dottor Hussam Abu Safiya, direttore di un importante ospedale di Gaza, detenuto dal 2024 e ne ha chiesto il rilascio. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha denunciato che la privazione della libertà del dottor Hussam Abu Safiya, direttore di un importante ospedale di Gaza, imprigionato da Israele dal 2024, è arbitraria e ne chiede l'immediato rilascio. Il medico è detenuto in Israele senza che nei suoi confronti sia stata formalizzata alcuna accusa e nel fine settimana i suoi legali hanno lanciato l'allarme per il grave deterioramento della sua salute in carcere. In un comunicato, l'organismo delle Nazioni Unite per i diritti umani ha anche espresso preoccupazione per la possibilità che in Israele esista una "pratica diffusa o sistematica di detenzione arbitraria". L'organismo delle Nazioni Unite ha aggiunto che la detenzione di Abu Safiya da parte di Israele viola diversi articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani. Lo riporta l'agenzia Reuters.
Trump insiste: "O faremo l'accordo con l'Iran o finirò il lavoro"
Donald Trump ha ribadito le minacce a Teheran. "O faremo l'accordo con l'Iran o finirò il lavoro", ha detto nello Studio Ovale. "In un modo o nell'altro vinciamo", ha aggiunto.
Trump: "Non cerco un cambio di regime in Iran"
"Non cerco un cambio di regime in Iran anche se questo lo è". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale ribadendo che le capacità nucleari di Teheran sono state distrutte. "Andremo a raccogliere la polvere nucleare. Quello è rimasto", ha detto.
Iran-Usa, media Pakistan: possibile nuovo round di colloqui a Islamabad il 14 e 15 luglio
Un nuovo round di negoziati tecnici tra Iran e Stati Uniti potrebbe svolgersi il 14 e 15 luglio a Islamabad, con la mediazione del Pakistan e la partecipazione di esperti dei tre Paesi. Lo scrive il quotidiano Pakistan Observer, anticipando indiscrezioni non ancora confermate a livello ufficiale.
Nelle stesse settimane è attesa in Pakistan una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Interni Eskandar Momeni. La visita, già annunciata da Teheran, dovrebbe avere luogo dopo il 9 luglio, una volta concluse le cerimonie di commemorazione della Guida Suprema Ali Khamenei. Alle esequie, celebrate a Teheran, ha preso parte anche il ministro pakistano degli Interni Mohsin Naqvi.
Netanyahu a Trump: "Non vendere gli F-35 alla Turchia"
Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, Benjamin Netanyahu chiede a Donald Trump di bloccare la vendita degli F-35 alla Turchia. In un'intervista a Fox News, il primo ministro israeliano definisce quello di Ankara "un regime infettato dai Fratelli Musulmani" e afferma: "Non credo che dovrebbero ricevere gli F-35 o i motori per i loro aerei da combattimento". Nelle scorse settimane Trump aveva fatto intendere di essere disponibile a fornire alla Turchia i motori per i caccia F-110 e a riammettere il Paese nel programma F-35.
Israele: le dimissioni di Hamas dal governo di Gaza non sono una soluzione
L'annuncio di Hamas sulle dimissioni dal governo di Gaza è una mossa "soprattutto simbolica" e "non una soluzione". Lo afferma George Deek, direttore del dipartimento per l'Europa del Sud e inviato speciale per il mondo cristiano del ministero degli Esteri israeliano, in un briefing organizzato a Gerusalemme per un gruppo di giornalisti italiani. Secondo il diplomatico, il movimento islamista starebbe cercando di replicare il modello Hezbollah in Libano, affidando il governo a una struttura tecnocratica ma lasciando intatta l'ala militare dell'organizzazione. Una strada che, avverte Deek, non porta alla pace.
Quattro morti in attacco israeliano nel Sud del Libano
Quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano nel sud del Libano. Le vittime - una preside, sua madre, una collaboratrice domestica straniera e un operaio siriano - sono state colpite da "un drone israeliano che ha preso di mira il loro veicolo" mentre rientravano da una visita alla loro abitazione a Nabatiyeh al-Fawqa, secondo la qubato riferito dalla National News Agency (Nna). Nonostante il cessate il fuoco in vigore tra Hezbollah e Israele, lo Stato ebraico ha continuato a effettuare attacchi intermittenti nel sud del Libano. Entrambe le parti si accusano a vicenda di violare la tregua. Il memorandum d'intesa firmato il 17 giugno tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra in Medio Oriente ha permesso l'entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco in Libano il 21 giugno, prima della firma di un accordo quadro tra Libano e Israele il 26 giugno, volto a raggiungere una "pace duratura". Tuttavia, Israele ha annunciato l'intenzione di mantenere le truppe nell'area e continua a condurre attacchi sporadici, in particolare nei pressi di Nabatiyeh. Dal 22 giugno, oltre 600.000 sfollati libanesi hanno fatto ritorno alle proprie case su un totale di oltre un milione secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).
Quansah graziato come Balogun? La provocazione inglese
Il premier britannico, Keir Starmer, potrebbe intervenire sulla Fifa per chiedere il congelamento della squalifica del difensore inglese, Jarell Quansah, espulso nell'ottavo contro il Messico e che quindi destinato a saltare il quarto con la Norvegia: lo ha lasciato intendere, tra il serio e il faceto, la ministra dell'Istruzione britannica, Olivia Bailey. "Ciò che dovrei dire è che i politici non dovrebbero interferire nello sport", ha dichiarato la Bailey a Sky Sport alludendo alle pressioni che Donald Trump avrebbe esercitato sul presidente della Fifa, Gianni Infantino, "ma conoscendo il primo ministro credo che gli abbia già mandato un messaggio. Qualunque cosa dobbiamo fare, 'it's coming home' (sta arrivando)", ha assicurato con l'espressione idiomatica per invocare la conquista di un titolo calcistico da parte dell'Inghilterra.
Corte Suprema Israele: "Il governo chiarisca le condizioni di Abu Safiya"
La Corte Suprema israeliana ha ordinato al governo di rispondere entro martedi' a una petizione presentata dall'Ong israeliana Physicians for Human Rights Israel (Phri) in merito alla situazione del medico palestinese Husam Abu Safiya, secondo gli attivisti in "imminente" pericolo di vita. La decisione, secondo un comunicato di Phri, obbliga lo Stato a rispondere alla petizione presentata il 30 aprile, che chiede il rilascio di Abu Safiya e di altri 13 medici di Gaza detenuti da Israele in base alla Legge sui Combattenti Illegali. Secondo l'Ong, la Corte Suprema ieri ha ordinato che la risposta del governo chiarisca le accuse riguardanti il peggioramento delle condizioni di salute del medico palestinese. Nella sua memoria presentata alla Corte, Phri sostiene che nuove informazioni fornite dall'avvocato difensore, Naser Odeh, indicano che il medico è in "imminente pericolo di vita" a seguito di riferite aggressioni subite durante la detenzione e di un grave peggioramento delle sue condizioni fisiche. Inoltre, l'Ong ha richiesto che uno dei giudici della Corte Suprema, in qualità di ispettore penitenziario ufficiale, si rechi urgentemente a far visita ad Abu Safiya per valutare personalmente il suo stato di salute e "prevenire danni irreversibili". Phri ha anche annunciato che richiederà l'autorizzazione per la visita al detenuto da parte di un cardiologo indipendente e di due avvocati. Abu Safiya è stato arrestato dalle Forze israeliane nel dicembre 2024 durante l'assedio dell'ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza. Da allora, è detenuto senza accusa formale ai sensi della Legge sui combattenti illegali, che che permette alle forze armate di trattenere a tempo indeterminato, senza accusa formale né processo, individui considerati una minaccia per la sicurezza dello Stato. Il 28 aprile, un tribunale della città israeliana di Beersheba ha prorogato la detenzione del dottore di altri sei mesi, e il 16 giugno la Corte Suprema ha respinto il suo ricorso contro tale decisione.
Mladenov: "Importante portare a termine discussione su Roadmap per Gaza"
''L'annuncio odierno a Gaza sottolinea l'importanza di portare a termine con successo le discussioni sulla Roadmap, che rappresenta il ponte tra le dichiarazioni e l'attuazione. Quanto prima si raggiungerà un accordo sulle disposizioni di attuazione ancora in sospeso, ciò consentirà al Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza (Ncag) di assumere le proprie responsabilità, permetterà l'inizio del disarmo e del ritiro delle forze israeliane e potrà partire la ricostruzione su vasta scala''. Lo scrive su X Nickolay Mladenov, il diplomatico bulgaro responsabile per il Board of Peace per l'attuazione del piano per la Striscia di Gaza.
Aoun: "Occupazione Israeliana nel sud impedisce il dispiegamento dell'esercito"
L'occupazione israeliana del sud del Paese sta impedendo il dispiegamento dell'esercito libanese. Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun. In una dichiarazione del suo ufficio, Aoun ha sottolineato la necessità di fare pressione su Israele affinché ritiri le sue forze "perché la persistenza dell'occupazione mina la legittimità dello Stato (libanese) e impedisce all'esercito di schierarsi e di porre le basi per il raggiungimento di una pace giusta e duratura".
Idf: 'Eliminati cinque terroristi a Gaza sabato'
"Sabato l'Idf ha colpito cinque terroristi che stavano tentando di ripristinare infrastrutture terroristiche sotterranee nella Striscia di Gaza settentrionale, a ovest della Linea Gialla. L'attacco ha eliminato Hudhayfah Hussein Abdullah al-Hawajri, un terrorista di Nukhba appartenente al Battaglione Jabalia Est di Hamas. Altri terroristi sono stati colpiti durante l'attacco". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.
Iran, Baghdad mette a disposizione 400 autobus e 6 treni per funerale Khamenei
Il ministero dei Trasporti iracheno ha annunciato oggi la "messa a disposizione di 400 autobus e 6 treni per il trasporto dei partecipanti al corteo funebre del martire Ayatollah Khamenei". In una nota pubblicata dall'Agenzia di Stampa Irachena (Ina), il ministero ha affermato che "la Compagnia generale per il trasporto di passeggeri e delegazioni ha messo a disposizione 400 autobus per il trasporto dei cittadini che parteciperanno al corteo funebre della Guida Suprema della Repubblica Islamica, il martire Ali Khamenei (che Dio abbia pietà della sua anima)".
"Tre treni - aggiunge la nota - sono stati messi a disposizione dalla Compagnia generale delle ferrovie, con partenza da Baghdad e destinazione Karbala, e altri tre con partenza da Bassora e destinazione Karbala, con la possibilità di aumentare il numero di treni per il viaggio di andata e ritorno".
Il ministero ha esortato "tutti i partecipanti a garantire un flusso di traffico regolare, evitare assembramenti e coordinarsi con le autorità settoriali competenti per il trasporto privato". Inoltre, ha affermato il ministero ha che "le stazioni dei trasporti nella capitale e nelle province rimarranno operativi e che verrà mantenuto un elevato livello di organizzazione per tutta la giornata dell'evento e anche successivamente".
S&P: banche europee hanno margine contro shock Iran, rialzo tassi aiuta
Le banche europee dispongono di un margine sufficiente nei rating per assorbire le sfide legate all'impatto del conflitto in Medio Oriente, dalla crescita economica al calo di fiducia di consumatori e imprese ed un livello più elevato di inflazione e dei tassi di policy. Così S&P nell'outlook sul settore bancario.
Pur prevedendo un rallentamento della crescita dei prestiti, possibili pressioni sui costi e un lieve deterioramento della qualità degli attivi, S&P ritiene che "i tassi di interesse più elevati possano migliorare i margini della maggior parte delle banche", si legge nell'analisi. Cautela infine dall'agenzia sullo scenario macroeconomico: "Dipenderà in larga misura dalla graduale riapertura dello Stretto di Hormuz, dall'attenuazione delle pressioni sui prezzi dell'energia e delle materie prime e delle interruzioni delle catene di approvvigionamento, dall'assenza di uno shock di fiducia più ampio e duraturo e dal permanere di condizioni di finanziamento favorevoli", si sottolinea.
Bologna, stalking ad attivista Iran per sue posizioni politiche: scatta divieto avvicinamento per afgano
Un rifugiato afghano è stato raggiunto nei giorni scorsi da una misura cautelare di divieto di avvicinamento disposta dal gip del tribunale di Bologna, perché accusato di stalking ai danni di una attivista iraniana, che sarebbe stata perseguitata per le proprie posizioni politiche. I fatti risalgono ai mesi scorsi, marzo e aprile, con episodi valutati dagli inquirenti come minacce sui social e in un caso anche di persona, in occasione di una manifestazione contro il regime iraniano in piazza Nettuno, il 26 aprile. L'indagato, che di lavoro fa il rider, ha fatto il ricorso al Riesame: l'udienza è stata discussa e si attende la decisione. Secondo il difensore, Riccardo Camilloni, non si tratta di minacce, ma di espressioni di dissenso politico. La misura è stata disposta dal gip Andrea Romito, su richiesta del pm Stefano Dambruoso. Tra le accuse, oltre alle frasi sui social, anche i gesti che l'indagato avrebbe rivolto alla ragazza durante la manifestazione in piazza, mimando il taglio della gola.
Berlino: "Pagamento da parte dell'Iran per sminamento sarebbe giustificato"
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha ipotizzato che all'Iran possa essere chiesto di sostenere i costi per lo sminamento nello Stretto di Hormuz. "L'Iran ha minato illegalmente una rotta marittima internazionale. Se dovessimo procedere alla bonifica insieme ad altri partner europei, al momento non intendiamo richiedere alcun compenso", ha dichiarato il politico della Cdu al quotidiano Handelsblatt. "Ma in fondo sarebbe giustificato e l'Iran dovrebbe farsi carico dei costi, perché stiamo riparando un danno causato dal regime". Wadephul subordina l'intervento della Bundeswehr per lo sminamento a condizioni. "Già in estate dovrebbe chiarirsi se per la Bundeswehr vi sia un ruolo fattibile e sensato nello sminamento", ha affermato. "Il presupposto è un contesto sufficientemente sicuro. Ciò significa che gli Stati confinanti, l'Oman e l'Iran, debbano effettivamente tollerare l'intervento. Il successo di tale iniziativa dipenderà dall'andamento dei negoziati tra gli Stati Uniti e l'Iran".
Libano, media: 4 morti dopo attacco israeliano nel sud del Paese
Un attacco israeliano contro un’auto nel sud del Libano ha causato la morte di quattro persone, tra cui tre donne, nonostante il fragile cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. E' quanto riferiscono i media libanesi. L’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna (National News Agency) ha riferito che una preside, sua madre, una collaboratrice domestica straniera e un lavoratore siriano sono rimasti uccisi quando "un drone israeliano ha preso di mira l’auto" su cui viaggiavano mentre tornavano da un sopralluogo alla loro casa di famiglia a Nabatieh al-Fawqa.
Media: Ahmadinejad 'riappare' per l'addio a Khamenei
L'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato visto al corteo funebre per l'addio ad Ali Khamenei. Lo riferisce la Bbc, che rilancia notizie dei media locali e sottolinea come potrebbe trattarsi della sua prima volta in pubblico da quando a fine febbraio Usa e Israele lanciarono operazioni militari contro l'Iran.
Secondo i media iraniani, la zona nei pressi della residenza a Teheran di Ahmadinejad, presidente dal 2005 al 2013, è stata presa di mira all'inizio dei raid. Un giornale filogovernativo ha poi scritto di tre guardie del corpo uccise. Erano circolate voci sulla morte dell'ex presidente - uno dei protagonisti più controversi della storia recente della politica iraniana - in seguito ai bombardamenti, presto 'corrette' da altre che parlavano di Ahmadinejad vivo e in un luogo sicuro. Il New York Times torna a scrivere oggi che secondo ufficiali americani, Ahmadinejad era rimasto ferito in un attacco israeliano a febbraio che aveva l'obiettivo di liberarlo dagli arresti domiciliari per portarlo ai vertici dell'Iran.
Cnn: "Centinaia di migliaia al corteo per Khamenei a Teheran"
La processione funebre per Ali Khamenei, culmine delle esequie per la defunta Guida suprema a Teheran, ha registrato finora la più grande affluenza di persone nelle strade della capitale iraniana: il percorso del corteo, lungo quasi 20 chilometri e che attraversa il centro della città, era gremito di persone in lutto, desiderose di vedere da vicino la bara del defunto ayatollah. Non sono state diffuse cifre ufficiali sull'affluenza, ma la folla ha raggiunto facilmente centinaia di migliaia di persone, secondo la Cnn, con molti giunti a Teheran da altre città iraniane. L'atmosfera, sottolinea l'emittente americana, è estremamente tesa. Molti dei presenti gridano "Morte all'America" e giurano vendetta sia contro gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump, sia contro Israele. Il governo afferma di prevedere che diversi milioni di persone scenderanno in strada per assistere al corteo funebre, con il feretro che attraverserà Teheran per poi essere trasferito in altre città dell'Iran e dell'Iraq, prima di raggiungere la sua dimora definitiva a Mashhad, nell'Iran orientale.
Dal 7 ottobre 73.098 palestinesi uccisi e 173.571 feriti, 5 morti in ultime 24 ore
E' salito a 73.098 palestinesi uccisi e 173.571 feriti il bilancio delle vittime palestinesi nella guerra tra Israele e Hamas dal 7 ottobre 2023 in poi. E' quanto emerge dai dati diffusi dal ministero della Salute di Gaza. In una dichiarazione, il ministero ha affermato che 5 persone sono state uccise e 7 ferite nelle ultime 24 ore. Inoltre il ministero ha aggiunto che tre persone sono state uccise di recente e che sono stati recuperati due corpi. Gli attacchi israeliani su Gaza dall’entrata in vigore del "cessate il fuoco" nell’ottobre dello scorso anno secondo i dati hanno causato almeno 1.072 morti e 3.463 feriti.
Media: presidente a corteo funebre Khamenei, poi andrà a cerimonie in Iraq
Stamani c'era anche il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, tra gli iraniani al corteo funebre per l'addio ad Ali Khamenei. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna, che pubblica un'immagine di Pezeshkian tra la gente. Il presidente, si legge, ha preso parte alla cerimonia, ha reso omaggio a Khamenei, tra la folla. Domani, riporta l'iraniana Press Tv, il presidente si sposterà in Iraq per le cerimonie in ricordo di Khamenei previste mercoledì a Najaf e Kerbala.
Hamas scioglie l'organismo di governo di Gaza
Hamas ha annunciato lo scioglimento dell'organismo che ha governato la Striscia di Gaza per quasi due decenni, aprendo la strada a un comitato tecnocratico per l'attuazione del governo civile. "Il capo del comitato di emergenza del governo, Mohammed al-Farra, ha ufficialmente presentato le sue dimissioni. Ha anche deciso di sciogliere il comitato per facilitare la transizione amministrativa e governativa al Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza (Ncag)", ha dichiarato all'Afp Ismail al-Thawabta, capo ufficio stampa del governo di Hamas. L'Ncag è stato creato dal Board of Peace di Trump.
Hamas scioglie l'organismo di governo nella Striscia di Gaza
Vai al contenutoHamas: "Siamo pronti a sciogliere l'organo di governo di Gaza"
Hamas si sta preparando a sciogliere l'organo che ha governato la Striscia di Gaza per quasi due decenni. Lo hanno dichiarato oggi funzionari del gruppo, aprendo la strada a un comitato tecnocratico palestinese per l'attuazione di un governo civile. La mossa segnerebbe un significativo cambiamento politico per il gruppo militante Hamas, che governa Gaza da quando i suoi combattenti hanno preso il controllo dal movimento palestinese rivale Fatah nel 2007.
Capo magistratura Iran: "Chiediamo vendetta contro future azioni criminali Usa"
Il capo della magistratura Gholamhossein Ejei, reintegrato oggi nel suo incarico dal leader Mojtaba Khamenei, ha partecipato al corteo funebre dell'ex leader Ali Khamenei. In un'intervista alla televisione di stato, ha affermato: "L'appello alla vendetta degli iraniani mira a impedire il ripetersi di tali azioni criminali da parte del nemico e ad agire contro un criminale (riferendosi agli Stati Uniti), affinché nessuno osi più commettere simili crimini di guerra". La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato alla televisione di stato durante i funerali che "la processione indica l'empatia tra il popolo e il governo, che rafforzerà il potere dell'Iran". Anche il primo vicepresidente Mohammadreza Aref e il capo del Consiglio per il Discernimento, Sadegh Larijani, hanno partecipato alla processione.
Katz: "Elimineremo ogni leader iraniano che voglia distruggere Israele"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che il suo Paese ha assassinato Khamenei per aver guidato un "piano per distruggere" Israele e ha nuovamente minacciato di "eliminare" qualsiasi leader iraniano che tenti di promuovere tali azioni. Lo riportano i media internazionali. Il ministro ha rilasciato queste dichiarazioni in risposta al corteo funebre in corso a Teheran, come riportato dall'emittente israeliana. Katz ha aggiunto che Israele rimane pronto a difendersi in qualsiasi momento e contro qualsiasi minaccia. In precedenza, ricorda Al-Jazeera, Katz aveva affermato che il figlio e successore di Khamenei, Mojtaba, era "condannato a morte", scatenando una violenta protesta da parte di Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Trump "ha impegnato gli Stati Uniti a mettere a tacere i propri animali domestici a Tel Aviv", aggiungendo: "Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e decisa".
Presidente Parlamento Iran: con Hezbollah legame indissolubile
Le azioni di Hezbollah contro Israele e a sostegno dell'Iran durante il recente conflitto sono state un "punto di svolta nella storia" che ha dimostrato il "legame indissolubile" tra Teheran e i gruppi dell'"asse della resistenza". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, durante un incontro con Muhammad Fneish, alto funzionario di Hezbollah recatosi a Teheran per partecipare alle esequie di Khamenei. Secondo i media iraniani, Ghalibaf ha affermato che Teheran ha posto "l'integrità territoriale e la sovranità del Libano" al centro dei negoziati che hanno portato alla firma del Memorandum d'intesa con gli Stati Uniti.
Media: "Droni contro veicolo, 4 palestinesi uccisi nel sud di Gaza"
Secondo fonti mediche dell'ospedale Nasser e dell'ospedale al-Hilal, almeno quattro palestinesi sono stati uccisi e sedici feriti in un attacco di droni israeliani contro un veicolo lungo la strada costiera di al-Rashid, nella zona di al-Mawasi, nel governatorato di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo scrive Al-Jazeera.
Media Iran, in piazza ai funerali striscione "Uccideremo Trump"
"Uccideremo Trump": è quanto si leggere su uno striscione lungo diversi metri esposto dai partecipanti al funerale di Ali Khamenei. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, che nei post su X dalle esequie usa l'hashtag #Vendettaperilsanguedell'Imammartire.
Media Iran: a milioni in strada per corteo funebre Khamenei
Sono "milioni" le persone scese in strada a Teheran per partecipare al corteo funebre della defunta Guida Suprema, Ali Khamenei. Lo riferisce l'agenzia stampa Tasnim, secondo la quale l'evento è "il piu' grande raduno pubblico della storia recente del Paese".
I familiari al corteo funebre di Ali Khamenei, manca Mojtaba
La cerimonia funebre ufficiale della Guida Supremia iraniana Ali Khamenei è iniziata pochi minuti fa, dopo che il veicolo che trasportava la salma del defunto leader è stato avvistato in strada. Sono presenti anche altri veicoli con a bordo i suoi familiari, tra cui la figlia Boshra, il genero Mesbaholhoda Bagheri, la nipote Zahr Mohammadi Golpaygani e Zahra Haddad Adel, moglie del figlio e successore Mojtaba Khamenei.
Folla di iraniani si riversa nelle strade per il corteo funebre di Khamenei
Gremite le vie di Teheran che portano al luogo in cui si terrà la cerimonia Un gran numero di iraniani si è riversato nel centro di Teheran, dirigendosi verso le vie Azadi, Enghelab e Damavand, che conducono al luogo in cui avrà inizio la cerimonia funebre del defunto leader Ali Khamenei.
Iniziato a Teheran il corteo funebre per la Guida Suprema Ali Khamenei
È iniziato a Teheran il corteo funebre per l'ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema iraniana uccisa all'inizio della guerra contro gli Stati Uniti e Israele, seguito da una folla immensa, secondo quanto riportato dall'emittente statale IRIB. Dopo essere stata esposta per due giorni nella Grande Moschea, luogo sacro e politico della capitale iraniana, la bara verrà portata in processione per le vie della città. Il corteo dovrebbe durare dalle 10 alle 12 ore e attraverserà la celebre via Enghelab (Rivoluzione) e piazza Azadi (Libertà), secondo gli organizzatori.