Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Guerra Iran, raid Usa dopo attacchi iraniani su navi nello stretto di Hormuz

©IPA/Fotogramma

Il Comando centrale annuncia bombardamenti nel sud del Paese dopo che tre petroliere sono state prese di mira mentre attraversavano lo stretto. Axios: "Attacchi 4 o 5 volte superiori a quelli di fine giugno". Washington revoca la deroga sul petrolio iraniano del 21 giugno, che autorizzava la produzione, la consegna e la vendita di greggio. Teheran minaccia ritorsioni. Quarto giorno di cerimonia funebre per Khamenei

in evidenza

Torna alta la tensione tra Usa e Iran. Il Centcom ha lanciato nuovi attacchi sul sud dell'Iran - definiti da Axios 4-5 volte superiori a quelli di fine giugno - in risposta a quelli che Teheran è accusata di aver compiuto su tre diverse petroliere che transitavano nello stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno inoltre revocato l'autorizzazione al commercio del petrolio iraniano, ripristinando le sanzioni revocate il 21 giugno. Per Teheran questa decisione e i nuovi attacchi rappresentano una violazione del memorandum e il ministero degli Esteri minaccia ritorsioni. 

Il gas balza sopra i 46 euro, in aumento anche il petrolio. Continuano per il quarto giorno i funerali di Khamenei a Teheran. Esplosioni a Damasco vicino all'hotel dove alloggia il presidente francese Macron durante la sua visita in Siria. Almeno 18 feriti. L'Eliseo ha rassicurato che Macron "è al sicuro" e che "il programma della visita continua". Damasco: "Atto criminale".

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questa diretta termina qui:

per gli ultimi aggiornamenti vai al nuovo liveblog di mercoledì 8 luglio

Raid Usa sul sud Iran. Attacchi di Teheran su Kuwait e Bahrein. LIVE

Raid Usa sul sud Iran. Attacchi di Teheran su Kuwait e Bahrein. LIVE

Vai al contenuto

Axios: "Ultimi attacchi Usa 4-5 volte superiori a quelli di fine giugno"

Gli attacchi Usa di poco fa contro l'Iran sono stati, per portata e potenza, quattro o cinque volte superiori a quelli avvenuti dieci giorni prima. Lo riporta Axios citando un funzionario americano. 

Iran: "Attacchi Usa violano intesa, ci saranno ritorsioni"

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il memorandum d'intesa concordato e ha avvertito che ci saranno ritorsioni in seguito agli attacchi di Washington contro obiettivi nello Stretto di Hormuz. "L'Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata su Telegram da Irib News.

Axios: "Usa hanno attaccato missili, sistemi di difesa, postazioni portuali"

Tra gli obiettivi iraniani attaccati dagli Stati Uniti ci sono sistemi di difesa aerea iraniani, sistemi di sorveglianza costiera, missili terra-aria, postazioni di missili da crociera antinave, siti di lancio di droni e strutture portuali. Lo riferisce Axios citando un funzionario americano. 

Iran: "Usa violano memorandum intesa con ripristino sanzioni"

Il Ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato l'articolo 10 del Memorandum d'intesa annullando la deroga temporanea alle sanzioni che colpivano le vendite di petrolio iraniano. In una dichiarazione, il ministero ha condannato la mossa del Dipartimento del Tesoro statunitense, definendola una "chiara violazione" del memorandum firmato il 18 giugno. Secondo quanto affermato, la decisione, presa meno di 20 giorni dopo la firma del memorandum, dimostra "malafede" e prova che non ci si può fidare dell'amministrazione statunitense. Il ministero ha inoltre accusato Washington di aver violato ripetutamente alcune parti del memorandum, sia direttamente sia indirettamente, attraverso quelle che ha definito azioni israeliane contro il Libano.

Netanyahu: "Con Trump concordiamo quasi su tutto, non su F-35 a Turchia"

''Con il Presidente Trump concordiamo quasi su tutto, ma ci sono punti di disaccordo. Uno di questi per esempio è la fornitura dei caccia F-35 alla Turchia. Ma ne parliamo apertamente come si fa tra veri alleati''. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una intervista a Newsmax. ''In occasione del 250mo Anniversario degli Stati Uniti voglio dire che se non fosse stato per questa sentinella di sicurezza, pace e libertà, il nazismo e lo stalinismo avrebbero potuto vincere e saremmo entrati in un'epoca oscura. Gli Usa come Israele sono democrazie forti, caratterizzate da grandi disaccordi interni, ed è proprio quello che fa la differenza con i regimi come l'Iran e la Turchia, che non permettono il dibattito aperto'', ha aggiunto Netanyahu.

Iran: esplosioni a Sirik e Qeshm

Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, diverse esplosioni sono state udite nei pressi di Sirik e Qeshm, nel sud dell'Iran. L'ubicazione esatta e la fonte delle esplosioni non sono state immediatamente accertate. Sono state registrate esplosioni anche nella città portuale iraniana di Bandar Abbas. La televisione di Stato iraniana afferma che sono stati uditi rumori di esplosioni in almeno due località. Secondo la TV di Stato, sei esplosioni sarebbero state udite sull'isola di Qeshm, la più grande isola nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, di grande importanza geostrategica per quanto riguarda il controllo e l'autorità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz. La televisione di Stato afferma inoltre che almeno sette esplosioni sono state udite nelle aree vicine al porto di Sirik, di fondamentale  importanza in quanto domina lo Stretto di Hormuz, un altro punto strategico da cui l'Iran esercita il proprio controllo e la propria autorità sullo Stretto di Hormuz. A partire dal momento successivo alla firma del protocollo d'intesa, ci sono finora stati scontri e a un'escalation limitati in questa situazione di forte tensione nello Stretto di Hormuz.

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Raid Usa sull'Iran in risposta agli attacchi su Hormuz

Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno annunciato di aver iniziato a sferrare "una serie di potenti attacchi contro l'Iran" in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz". "L'aggressione dell'Iran è stata ingiustificata, pericolosa e ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco", si legge in un post su X dell'Us Central Command. 

Al Jazeera: "Libano esprime riserve su spostamento negoziati con Israele da Washington a Roma"

Il Libano ha espresso “riserve” su Roma come sede dei prossimi negoziati diritti con Israele mediati dagli Usa. Lo riferisce l’emittente Al Jazeera citando una fonte diplomatica libanese, secondo cui lo Stato ebraico "mira a raggiungere un accordo bilaterale con il Libano, riducendo al minimo il coinvolgimento americano". I precedenti cinque round di colloqui diretti si sono svolti tutti a Washington.

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un  pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante  le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario  iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio  abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio  Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta  marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano  liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del  mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo  impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari iraniani  ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio attraverso lo  Stretto.

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Vai al contenuto

Funerali Khamenei anche nel sud dell'Iraq

A Najaf, nel sud dell'Iraq, sono iniziati i funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, rimasto ucciso il 28 febbraio scorso. La definitiva sepoltura di Ali Khamenei in Iran è

prevista per giovedì 9 luglio.

Iran: "Rispettiamo nostri obblighi a Hormuz"

Il ministero degli Esteri iraniano ha risposto alle notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero deciso di revocare la licenza che consentiva la vendita di petrolio iraniano, affermando che Teheran "esprime rammarico per le affermazioni del Qatar riguardanti un presunto incidente contro una nave a loro collegata nello Stretto di Hormuz. Le navi commerciali che utilizzano rotte non coordinate con l'Iran o che violano i sistemi di tracciamento navale rappresentano un rischio e ostacolano gli sforzi dell'Iran per facilitare il transito sicuro attraverso lo stretto. L'Iran rispetta rigorosamente i propri obblighi previsti dal memorandum d'intesa in merito alle misure necessarie per la gestione dello Stretto di Hormuz".

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e    il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide    negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza.    La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta  del   turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo,  in   Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente  vantano una   elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

Vai al contenuto

Riad: "Attacco contro nostra petroliera e metaniera Qatar a Hormuz inaccettabile"

L'Arabia saudita condanna l'attacco contro la sua petrolifere 'Weydan" in transito nello Stretto di Hormuz attribuendone responsabilità all'Iran, così come dell'attacco anche metaniera "al Rakayyat"del Qatar. "Si tratta di attacchi inaccettabili, attentato alla sicurezza di navigazione internazionale e alla sicurezza dei rifornimenti energetici mondiali", ha scritto in una nota il ministero degli Esteri a Riad. 

Libano, Onu: "Mezzo milione di persone tornato a casa"

In Libano, dopo il cessate il fuoco con Israele scattato il 19 giugno, più di mezzo milione di sfollati ha cominciato a fare ritorno a casa, ma decine di migliaia di persone restano ancora sfollate, tra cui oltre 34 mila persone che vivono tuttora in rifugi collettivi. Lo ha affermato il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric, incontrando i media internazionali al Palazzo di Vetro. "Molte famiglie - ha aggiunto - sono riluttanti o impossibilitate a rientrare a causa delle abitazioni danneggiate, dell'insicurezza, della continua presenza di ordigni inesplosi e della mancanza di servizi di base nei villaggi di origine". "I bambini continuano a sopportare un peso sproporzionato in questa crisì", ha ricordato. 

Rutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato

Il segretario generale della NATO attribuisce all'Italia un ruolo chiave    nell'operazione Usa in Iran, parlando di circa 500 voli usa partiti    dalle basi militari presenti sul territorio italiano, ma il governo    smentisce. Il caso Rutte alimenta tensioni con Roma e solleva dubbi    sulla credibilità della guida dell'Alleanza Atlantica.

Rutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato

Rutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato

Vai al contenuto

Usa revocano la licenza per la vendita del petrolio iraniano

Gli Stati Uniti revocano la deroga sul petrolio iraniano del 21 giugno, che autorizzava la produzione, la consegna e la vendita di greggio.

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Il presidente è bocciato dagli statunitensi per il modo in cui ha    gestito globalmente la questione iraniana: né l’andamento della guerra    né la firma dell’accordo di pace preliminare con Teheran sono  riusciti a   migliorare una percezione pubblica già fortemente negativa,  visto che   quella contro Teheran è, ce lo dicono i dati, uno degli  interventi più   impopolari di sempre per l'elettorato a stelle e  strisce.

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Vai al contenuto

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Da tempo c'è il sospetto che Mosca e Teheran utilizzino "proxy" per atti  terroristici: una rete fatta di reclutatori online, piccoli criminali e  adolescenti (e secondo l'Europol anche sempre più spesso la criminalità  organizzata) contattati su Telegram e pagati poche centinaia di dollari  per incendi, sabotaggi, pedinamenti e perfino omicidi. Senza sapere chi  colpiscono né perché. Un modello sempre più ricorrente, con tanto di  tariffario. Ecco come funziona.

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Vai al contenuto

Agenzia Gb: una terza nave attaccata in 24 ore a Hormuz

Una terza nave è stata colpita nello Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, secondo quanto riporta l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto dopo che il Qatar ha attribuito all'Iran l'attacco a una nave cisterna di Gnl. "L'Ukmto ha ricevuto la segnalazione di un ulteriore incidente che ha coinvolto una nave cisterna in transito nello Stretto di Hormuz. La petroliera è stata colpita da un veicolo aereo senza pilota non identificato e ha riportato lievi danni strutturali. Non si segnalano vittime né impatti ambientali e la nave sta proseguendo verso il suo prossimo porto di scalo", ha dichiarato l'agenzia. 

Seconda petroliera colpita nello Stretto di Hormuz

Una seconda petroliera è stata colpita nello Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, ha dichiaratooggi l'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO, dopo aver segnalato in precedenza un altro attacco a una nave durante la notte. 

Ministro Esteri tedesco in Israele, "Hamas va disarmato, insediamenti minacciano pace"

Il ministro degli Esteri tedesco Jochen Wadephul, in visita in Israele oggi, ha tenuto una breve conferenza stampa congiunta con l'omologo israeliano Gideon Sa'ar, il nono incontro tra i due ministri nell'ultimo anno, secondo quanto affermato da Sa'ar. ''Siamo assolutamente convinti che il piano per la Striscia di Gaza debba essere attuato integralmente e ribadisco che Hamas deve essere disarmato. Tutti quelli che hanno firmato questo accordo devono usare la propria influenza su Hamas affinché l'organizzazione terroristica rinunci al controllo di fatto della Striscia di Gaza, conceda ai palestinesi la libertà che meritano e non si riarmi contro Israele'', ha dichiarato Wadephul, che si è soffermato anche sulla critica agli insediamenti israeliani in Cisgiordania che ''rappresentano una minaccia per la pace''. Ha inoltre aggiunto che ''è urgente far arrivare a Gaza maggiori aiuti umanitari''. Sa'ar ha ribadito che ''l'ultimo stratagemma di Hamas è molto semplice, affermando di voler fare spazio a un governo tecnocratico, cerca solo di salvarsi dal disarmo, tentando di replicare il modello di Hezbollah a Gaza''. I due ministri hanno firmato inoltre un accordo tra i governi in base al quale la Germania fornirà un sostegno finanziario annuale di 5 milioni di euro fino al 2030 a Yad Vashem, il centro di documentazione e memoriale della Shoah di Gerusalemme.

Siria, sottosegretario al Turismo ferito in esplosioni a Damasco

Il sottosegretario al Turismo della Siria del dopo-Assad, Faraj al-Qashqoush, è rimasto ferito nelle due esplosioni avvenute stamani a Damasco. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya, precisando che le sue condizioni sono stabili.

Libano, media: previsto incontro Aoun-Trump a Washington il 21/7

Il presidente libanese Joseph Aoun potrebbe incontrare l'omologo statunitense Donald Trump alla Casa Bianca il prossimo martedì 21 luglio. Lo riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, citando fonti ufficiali, secondo cui l'amministrazione statunitense starebbe ancora definendo il calendario degli impegni del presidente, compreso un previsto incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Libano, Berlino: 'Hezbollah è la causa dei problemi del Paese'

"Hezbollah è la fonte dei problemi del Libano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar. Parlando della situazione in Cisgiordania e nella Striscia, Wadephul ha aggiunto che "gli insediamenti rappresentano una minaccia per la pace" e che "è urgente far arrivare a Gaza maggiori aiuti umanitari".

Iran, pasdaran: funerali Khamenei in Iraq mostrano unità contro complotti Usa

Il Comandante della Forza Quds del Guardiani della Rivoluzione Islamica, Esmail Qaani, ha dichiarato che l'arrivo in Iraq delle cerimonia funebri per la Guida Suprema Ali Khamenei "rafforzerà la richiesta di vendetta e consoliderà l'unità tra i due Paesi contro gli Stati Uniti". Citato dai media di Stato, Qaani ha sottolineato come la decisione del governo iracheno "dimostri la profondità dei rapporti tra i due Paesi", con il passaggio a Najaf e Karbala che renderà "ancora più saldi i pugni serrati" di Iran e Iraq contro "i compolotti americani", facendo emergere con maggiore forza "la scia rossa della vendetta di sangue". 

Otto feriti palestinesi a sud di Hebron in attacco da coloni israeliani

Otto palestinesi, tra cui bambini, sono rimasti feriti nei pressi del villaggio Khirbet Hawara nell'area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania, in seguito a un attacco di coloni violenti israeliani. Lo riporta la Mezzaluna Rossa Palestinese. L'agenzia palestinese Wafa riferisce anche dell'arresto da parte di soldati dell'Idf di un anziano palestinese, Ibrahim Ismail al-Jabour, a Khirbet Hawara. Il portavoce dell'Idf ha trasmesso che ''i dettagli sono in corso di verifica''.

Giudici Israele a governo: 'Rispetto sentenze, principio base dello stato di diritto'

Continua la tensione in Israele dopo la decisione del governo domenica di non conformarsi alla sentenza dell'Alta Corte di Giustizia del 17 giugno sul caso della Seconda Autorità, l'ente regolatore dei media commerciali. Oggi i giudici dell'Alta Corte hanno replicato al governo ribadendo che ''il dovere di rispettare le sentenze è una condizione fondamentale su cui si basa lo stato di diritto in una democrazia. Senza questo principio, l'ordine sociale si sgretola''. I giudici hanno aggiunto che ''le azioni di funzionari pubblici in violazione delle decisioni giudiziarie possono comportare, in alcuni casi, l'esclusione dall'immunità per responsabilità civile personale''. La legge garantisce ai funzionari pubblici l'immunità da azioni per responsabilità civile per l'esercizio delle loro funzioni pubbliche. Tuttavia, accennano i giudici, l'immunità potrebbe non essere applicata in caso di azioni dolose o di eccessivo abuso di potere. In risposta, il ministro della Giustizia Yariv Levin ha attaccato duramente i giudici della Corte. ''Come gli ultimi dittatori che hanno perso la fiducia del pubblico, i giudici minacciano di reprimere con la forza coloro che chiedono giustizia. Non ci riusciranno'', ha scritto Levin in una nota. ''È ora che i giudici riflettano su come siano arrivati a un punto così basso. Rispettare la legge e rispettare le decisioni democratiche è un dovere di ogni cittadino, anche se si è un giudice della Corte Suprema''. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha parlato di ''minacce mafiose'' da parte dei giudici. ''Il messaggio rivolto ai giudici questa mattina è molto chiaro: in una democrazia, i funzionari pubblici sono subordinati ai funzionari eletti, in conformità con la legge. Se i giudici dell'Alta Corte non sono soddisfatti della nostra politica, sono liberi di candidarsi. Solo il popolo decide'', ha scritto Ben Gvir su X. 

Presidenza Ue: 'Azioni Netanyahu non giustificabili, fare di più su Israele'

"La nostra Presidenza promuoverà inoltre un impegno diplomatico attivo a sostegno di una pace e una sicurezza durature in Medio Oriente, ribadendo l'impegno di lunga data dell'Ue a favore di una soluzione a due Stati. La situazione umanitaria a Gaza rimane drammatica.  La situazione in Cisgiordania si sta deteriorando. Il comportamento del governo Netanyahu sta assumendo toni sempre più estremi. Non esistono valori democratici o umanitari sufficientemente flessibili da giustificare la portata delle morti, della distruzione e degli sfollamenti a cui abbiamo assistito". Lo ha detto in Plenaria a Strasburgo il primo ministro irlandese Michael Martin, presentando le priorità della presidenza. "Il fatto che l'Europa non abbia fatto abbastanza per esercitare pressioni su Israele alla luce delle sue azioni scandalose è motivo di profonda e giustificata tristezza e rabbia per molti.  Rispetto e comprendo pienamente che si tratti di un argomento difficile per molti paesi e che stia mettendo alla prova molti legami e politiche consolidati da tempo. Ma dobbiamo semplicemente fare di più", ha sottolineato.

La Bolivia annuncia la chiusura della sua ambasciata in Iran

Il ministro degli Esteri boliviano, Fernando Aramayo, ha annunciato la chiusura dell'ambasciata del suo Paese in Iran, nell'ambito della nuova politica estera attuata dal governo del presidente di centro-destra Rodrigo Paz. "La chiusura in Iran è già in fase di elaborazione; abbiamo solo un incaricato d'affari che opera dalla Turchia; non abbiamo personale diplomatico in Iran", ha dichiarato Aramayo in un'intervista radiofonica a Maggy Talavera. Negli ultimi due decenni, durante i governi del Movimento per il socialismo (Mas) di Evo Morales (2006-2019) e Luis Arce (2020-2025), l'Iran è stato uno degli alleati strategici della Bolivia. I due Paesi hanno stabilito relazioni diplomatiche nel 2007, durante le amministrazioni di Morales e Mahmoud Ahmadinejad (2005-2013), e tre anni dopo hanno nominato ambasciatori nelle rispettive capitali.

Siria, fonte Damasco a al-Jazeera: 'Atto criminale'

Un "atto criminale". Un ufficiale della sicurezza della Siria del dopo-Assad parla così con la tv satellitare al-Jazeera dopo che nella capitale siriana Damasco sono state udite almeno due esplosioni in una  zona - ha sottolineato la fonte - affollata di civili. Il bilancio ufficiale, ancora provvisorio, parla di almeno 18 feriti, fra i quali quattro agenti di Polizia.

Secondo il corrispondente di al-Jazeera, le esplosioni sono avvenute nei pressi degli uffici del ministero del Turismo e dell'albergo in cui il presidente francese Emmanuel Macron, in visita in Siria, ha trascorso la notte appena passata.  L'Eliseo ha confermato che Macron aveva già lasciato il Four Seasons per recarsi al palazzo presidenziale per il colloquio con il leader siriano Ahmed al-Shara.

A Damasco 18 i feriti nelle esplosioni, 4 sono agenti di polizia

Sono 18 le persone rimaste ferite in due attentati dinamitardi nel centro di Damasco oggi, vicino all'hotel dove ha pernottato il presidente francese Emmanuel Macron, secondo quanto annunciato dal Ministero dell'Interno siriano. Il ministero ha precisato di aver contato "18 feriti, tra cui quattro agenti di polizia", a seguito di due esplosioni causate da "due ordigni esplosivi improvvisati, il primo collocato all'interno di un'auto parcheggiata a bordo strada e il secondo in un cassonetto dei rifiuti".

Esplosione hotel Macron, un ordigno era in cestino spazzatura l'altro in una macchina'

Fonti siriane riferiscono che gli ordigni esplosivi detonati a Damasco, nei pressi dell'hotel dove alloggiava il presidente francese Emmanuel Macron in visita in Siria, erano improvvisati e le forze di sicurezza sono alla ricerca dei responsabili. Secondo una fonte che ha parlato con l'Afp, un ordigno è esploso in un cestino dei rifiuti e un altro all'interno di un veicolo.

L'Eliseo: 'Macron è al sicuro, il programma della visita a Damasco prosegue

Il presidente francese Emmanuel Macron si trova a colloquio con il presidente siriano, Ahmed al Sharaa, ed ha lasciato questa mattina l'hotel Four Season di Damasco prima che si udissero le esplosioni nella zona. Lo hanno constatato giornalisti francesi sul posto. Fonti dell'Eliseo, intanto, confermano che "il presidente è al sicuro" e che "il programma della visita continua".

L'Iran reagisce alle parole di Trump: 'Non conosciamo il linguaggio delle minacce'

Il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (Snsc) iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha reagito alle minacce del presidente Donald Trump, il quale ieri ha dichiarato: "Faremo un accordo o porteremo a termine il lavoro... Non voglio colpire 91 milioni di persone". "Parlate al popolo iraniano con rispetto, altrimenti vi risponderemo in un altro linguaggio", ha affermato Zolghadr, sottolineando: "Al delirante presidente americano che ha minacciato 91 milioni di iraniani: voi, in quanto presidente di un Paese senza radici, con una storia di 250 anni, avete già parlato in passato con un linguaggio simile, parlando della distruzione di migliaia di anni di civiltà iraniana, e il risultato per voi non è stato altro che sconfitta, disperazione, richiesta di colloqui con l'Iran e cessate il fuoco! Gli iraniani non conoscono il linguaggio delle minacce". 

Siria, esplosioni a Damasco vicino hotel dove alloggia Macron

Esplosioni sono state avvertite a Damasco nei pressi dell'hotel dove sta alloggiando il presidente francese Emmanuel Macron. Fonti della sicurezza hanno riferito a Reuters che i rumori sono dovuti alla deflagrazione di ordigni.

Migliaia di persone radunate a Qom per quarto giorno dei funerali di Khamenei

Migliaia di persone si sono radunate nella città santa iraniana di Qom per il quarto giorno di processioni funebri per l'ayatollah Ali Khamenei. Le spoglie del leader supremo, ucciso alla fine di febbraio il primo giorno della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, sono esposte nella moschea di Jamkaran a Qom, città santa che ospita i santuari più importanti dell'Islam sciita. Le immagini aeree trasmesse dalla televisione di stato mostrano le strade di Qom, che conta circa 1,5 milioni di abitanti, gremite di persone in lutto. All'interno della moschea si svolge una funzione religiosa officiata da Abdollah Javadi-Amoli, un ayatollah di 93 anni e influente figura sciita conservatrice nella Repubblica islamica. Altre immagini televisive mostrano i partecipanti al lutto, tra cui religiosi con il turbante, che rendono omaggio alle bare di Khamenei e di quattro parenti uccisi insieme a lui, tra cui una nipotina di soli 14 mesi. 

Axios: 'Teheran ha lanciato almeno 2 missili contro mercantili a Hormuz'

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno lanciato nella notte almeno due missili contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi, secondo cui due navi mercantili hanno subito danni significativi, ma non si sono registrate vittime. L'agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime  ha dichiarato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato sul lato sinistro mentre navigava in direzione sud a circa 8 miglia nautiche (15 km) a est di Limah, in Oman, provocando un incendio; non sono stati segnalati feriti né impatti ambientali. "I nostri missili e droni sono pronti a colpirvi", avevano avvertito le Guardie Rivoluzionarie iraniane alle navi via radio durante il fine settimana, secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal, che cita una registrazione ottenuta dal giornale. Secondo il quotidiano americano, una delle navi prese di mira sembra essere la Al Rekayyat, una petroliera per il trasporto di gas naturale liquefatto di proprietà e gestita da Nakilat QGTS.QA, la divisione di trasporto marittimo dell'industria GNL del Qatar. Il Wall Street Journal ha aggiunto che la nave è stata colpita sul lato sinistro, nella parte superiore della sala macchine. "Incendio in sala macchine e piena di fumo. Impossibile valutare ulteriori danni. Tutto l'equipaggio è al sicuro e si è radunato sul lato di dritta", ha riportato il Wall Street Journal citando una registrazione. La nave si trovava all'imboccatura dello stretto, nel Golfo dell'Oman, quando è stata attaccata.

Funerali Khamenei, preghiera funebre a Qom, domani veglie

Proseguono in Iran i funerali della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Oggi nella città santa di Qom, decine di migliaia di persone si sono radunate all'alba presso la Moschea Jamkaran per la preghiera funebre, luogo in cui i fedeli credono che apparirà il Mahdi, l'imam nascosto da oltre mille anni, futuro salvatore degli sciiti e redentore dell'umanità. L'ayatollah Abdullah Javadi Amoli, una delle principali autorità religiose sciite, ha guidato la cerimonia davanti alla bara di Khamenei e dei quattro membri della sua famiglia caduti insieme a lui il primo giorno della guerra contro Israele e gli Stati Uniti, il 28 febbraio. Una folla immensa vestita di nero, sventolando bandiere iraniane e portando ritratti di Khamenei, ha dato inizio a una processione dalla moschea di Jamkaran al santuario di Fatimah Masuma, figlia del settimo Imam dell'Islam sciita. Dopo i riti funebri nella città di Qom, le bare saranno trasportate in Iraq per le veglie funebri previste per domani nelle città sante di Najaf e Karbala. Secondo i media iraniani, tra gli altri, è prevista la partecipazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian e del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf. Ieri, milioni di persone a Teheran hanno partecipato al corteo funebre, dopo due giorni di lutto nella Grande Moschea di Mosala, nella capitale iraniana. Khamenei verrà infine sepolto giovedì nella sua città natale di Mashhad, la città più sacra del Paese, poiché ospita il mausoleo dell'Imam Reza, l'ottavo Imam dell'Islam sciita.

Prezzo del petrolio in rialzo, Wti a 69,35 dollari (+1,17%)

Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime. Il Wti americano con consegna agosto passa di mano a 69,35 dollari al barile (+1,17%), mentre il Brent con consegna settembre viene scambiato a 72,85 dollari (+1,19%).

Il gas balza sopra i 46 euro dopo l'attacco a una petroliera a Hormuz

Balza sopra i 46 euro al MWh il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam dopo l'attacco a una petroliera che stava percorrendo lo stretto di Hormuz nella notte. I contratti future sul mese di agosto segnano un balzo del 5,22% a 46,44 euro al MWh, portandosi sui livelli dello scorso 12 giugno.

Migliaia partecipano alla cerimonia funebre per Khamenei a Qom

Migliaia di persone hanno partecipato al corteo funebre a Qom per la defunta guida suprema Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi di febbraio da parte di Stati Uniti e Israele. Il grande Ayatollah Abdollah Javadi Amoli ha guidato le preghiere per Khamenei nella città santa questa mattina. I fedeli gli renderanno omaggio nella moschea di Jamkaran. I partecipanti hanno gridato slogan come "Morte agli Stati Uniti", "Morte a Israele" e "Vendetta, vendetta!" (per la morte di Khamenei). A Teheran si è tenuta una cerimonia di commiato di due giorni, iniziata sabato, e il corteo funebre ieri. La bara di Khamenei verrà portata in Iraq questo pomeriggio e verrà riportata in Iran domani pomeriggio per essere sepolta a Mashhad giovedì.

Araghchi: 'Negoziati non inizieranno sotto le minacce'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i negoziati per un accordo finale "non inizieranno" se le minacce continueranno, citando il paragrafo 13 del Memorandum d'intesa con gli Stati Uniti.  Araghchi ha aggiunto che "milioni di orgogliosi iraniani" si stanno  radunando per i funerali del defunto Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei.  "Né loro né le nostre coraggiose Forze Armate si lasciano intimidire da alcuna minaccia", ha detto su X. "Onorate la vostra firma", ha aggiunto. La dichiarazione è arrivata dopo che Trump ieri ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo con l'Iran o "portato a termine il lavoro".  "Possiamo abbattere i loro ponti in un'ora, possiamo bloccare la loro fornitura di energia.... Non hanno soldi adesso. Non abbiamo dato loro alcun denaro", ha detto ieri ai giornalisti nello Studio Ovale.

Media: 'Petroliera colpita da un proiettile nella regione dello Stretto di Hormuz'

Un "proiettile non identificato" ha colpito una petroliera provocando un incendio a bordo della nave che si trovava al largo delle coste dell'Oman, vicino allo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO.    "Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato sul lato sinistro, provocando un incendio, mentre viaggiava in direzione sud", ha dichiarato l'UKMTO, aggiungendo che non ci sono state segnalazioni di vittime o impatti ambientali.

Mondo: I più letti