Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Iran, milioni ai funerali di Khamenei. Trump striglia Netanyahu: "Sa chi comanda". LIVE

©Ansa

Iniziati i sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. Migliaia di persone in lutto, con in mano striscioni rossi, si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran per accogliere l'arrivo della bara. Diverse delegazioni straniere hanno reso omaggio alla salma, dal premier pakistano Sharif all'ex presidente russo Medvedev. Media Iran: "Mojtaba Khamenei non sarà a funerali padre". Al Arabiya: ripresa colloqui con Usa l'11 luglio in Pakistan

in evidenza

L'Iran ha ufficialmente dato inizio a sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. Migliaia di persone in lutto, con in mano striscioni rossi, simbolo associato alle richieste di vendetta, si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran per accogliere l'arrivo della bara di Khamenei, scandendo slogan come "morte all'America" e "vendetta, vendetta". Prevista la partecipazione di 20 milioni di persone solo a Teheran. Ieri, diverse delegazioni straniere hanno reso omaggio alla salma, dal premier pakistano Sharif all'ex presidente russo Medvedev. Mojtaba Khamenei avrebbe espresso alle autorità il desiderio di presenziare alla cerimonia funebre del padre a Mashhad il 9 luglio, ma i responsabili della sicurezza avrebbero finora respinto la richiesta. Lo scrive il New York Times. Media Iran: "Mojtaba Khamenei non sarà a funerali padre". 

Le autorità iraniane si starebbero preparando all'eventualità che le cerimonie funebri di Ali Khamenei possano causare situazioni di emergenza con vittime fino a 3mila morti. A scriverne, citando  un documento riservato e fonti municipali di Teheran, è il quotidiano tedesco 'Die Welt'.

Il Pakistan ospiterà l'11 luglio un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, nell'ambito degli sforzi per rilanciare il dialogo tra i due Paesi. Lo riferiscono fonti ad Al Arabiya, secondo cui i colloqui si concentreranno su tre dossier principali ancora da risolvere: le sanzioni statunitensi contro Teheran, i fondi iraniani congelati e il programma nucleare della Repubblica islamica. 

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questo liveblog finisce qui

Continua a seguire gli aggiornamenti sul nuovo live del 5 luglio

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Iran, 74 frustate alla cantante che si è esibita senza velo

Un tribunale di Qom ha condannato la cantante iraniana Parastoo Ahmadi e altri sette artisti a 74 frustate ciascuno, oltre a due anni di divieto di espatrio e di attività artistica. Nel dicembre 2024 la cantante aveva trasmesso in diretta su YouTube un'esibizione senza velo, in un  Paese dove alle donne è vietato cantare in pubblico.

Iran, 74 frustate alla cantante che si è esibita senza velo

Iran, 74 frustate alla cantante che si è esibita senza velo

Vai al contenuto

Israele, domani sera riunione del gabinetto politico e di sicurezza allargato

Il gabinetto politico e di sicurezza allargato israeliano è convocato per la serata di domani. Lo riferisce il sito d'informazione Ynet.

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Da tempo c'è il sospetto che Mosca e Teheran utilizzino "proxy" per atti terroristici: una rete fatta di reclutatori online, piccoli criminali e adolescenti (e secondo l'Europol anche sempre più spesso la criminalità  organizzata) contattati su Telegram e pagati poche centinaia di dollari  per incendi, sabotaggi, pedinamenti e perfino  omicidi. Senza sapere chi  colpiscono né perché. Un modello sempre più  ricorrente, con tanto di  tariffario. Ecco come funziona.

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Vai al contenuto

Libano, ministero della Salute: 4.303 morti e 12.202 feriti nei raid israeliani dal 2 marzo

Sale ancora il bilancio delle vittime in Libano legate all'offensiva israeliana avviata lo scorso 2 marzo. Il ministero della Salute di Beirut ha comunicato in serata che il numero complessivo dei morti ha raggiunto quota 4.303, mentre i feriti sono 12.202. I dati, diffusi attraverso l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese, sono stati ripresi dal quotidiano israeliano Haaretz.

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Il presidente è bocciato dagli statunitensi per il modo in cui ha gestito globalmente la questione iraniana: né l’andamento della guerra né la firma dell’accordo di pace preliminare con Teheran sono riusciti a migliorare una percezione pubblica già fortemente negativa, visto che quella contro Teheran è, ce lo dicono i dati, uno degli interventi più impopolari di sempre per l'elettorato a stelle e strisce.

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Vai al contenuto

L'Iran ribadisce: ai Paesi amici un trattamento speciale per le tariffe a Hormuz

L'ambasciatore iraniano in Cina ha ribadito che verranno applicate nuove tariffe alle navi in transito nello Stretto di Hormuz - un'ipotesi respinta da Washington - assicurando al contempo che le nazioni "amiche" riceveranno un trattamento di favore. L'accordo iniziale raggiunto tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto prevedeva il transito gratuito delle navi commerciali attraverso lo stretto per 60 giorni, ma resta incerto quale regime verrà adottato al termine di tale periodo. L'ambasciatore iraniano Abdolreza Rahmani Fazli ha dichiarato, intervenendo al World Peace Forum di Pechino, che il suo Paese sta lavorando in "collaborazione e cooperazione" con l'Oman a "nuove disposizioni" per questa via navigabile di vitale importanza. "In quanto Paese nelle cui acque territoriali ricade lo Stretto di Hormuz, applicheremo sicuramente delle tariffe per i servizi offerti", ha affermato Fazli - secondo quanto riportato - sottolineando tuttavia che tali oneri non costituiranno un semplice "pedaggio". "Queste nuove disposizioni riguarderanno la garanzia della sicurezza del transito attraverso lo Stretto di Hormuz, la supervisione del passaggio delle imbarcazioni... nonché la gestione e la prevenzione delle conseguenze ambientali legate all'elevato numero di navi in transito", ha spiegato. "Riserveremo certamente un trattamento speciale ai Paesi che ci sono stati amici e che ci hanno sostenuto in modo particolare durante i momenti difficili", ha aggiunto.

Rutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato

Il segretario generale della NATO attribuisce all'Italia un ruolo chiave nell'operazione Usa in Iran, parlando di circa 500 voli usa partiti dalle basi militari presenti sul territorio italiano, ma il governo smentisce. Il caso Rutte alimenta tensioni con Roma e solleva dubbi sulla credibilità della guida dell'Alleanza Atlantica.

Rutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato

Rutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato

Vai al contenuto

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza. La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta del turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo, in Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente vantano una elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

Vai al contenuto

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari  iraniani  ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio  attraverso lo  Stretto.

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Vai al contenuto

Trump: colpendo funerali potremmo farli fuori tutti, ma non lo faremo

Il presidente americano Donald Trump ha detto di star seguendo attentamente i funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso dai raid di Usa e Israele dello scorso 28 febbraio. Trump ha ribadito ad Axios che gli iraniani "stanno supplicando di fare un accordo" aggiungendo che entrambe le parti hanno deciso di sospendere per una settimana i colloqui fino alla conclusione delle cerimonie funebri. "In questo momento, nessuno sparerà all'altro" - ha detto - "sono tutti lì. Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare".

Iran, a Teheran l'addio ad Ali Khamenei. VIDEO

Migliaia di persone si sono radunate a Teheran per l'inizio dei funerali dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio in un attacco condotto da Stati Uniti e Israele. La cerimonia, tra preghiere, bandiere, lacrime e slogan, apre sette giorni di commemorazioni che si concluderanno il 9 luglio con la sepoltura a Mashhad, dopo il passaggio delle spoglie anche a Qom e nei luoghi santi sciiti di Najaf e Kerbala.

Trump: Netanyahu sa chi è che comanda

Il presidente Usa, Donald Trump ha dichiarato ad Axios che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu gli ha chiesto un incontro alla Casa Bianca e che questo potrebbe avere luogo già la prossima settimana, dopo il ritorno di Trump dal vertice Nato ad Ankara. "Andiamo molto d'accordo. (Netanyahu) sa chi comanda", ha detto Trump in una breve intervista telefonica, riferendosi a se stesso.

Sharif: Mediazione impossibile senza Erdogan

l presidente pakistano Shahbaz Sharif ha definito "pressoché impossibile" il successo della mediazione effettuata dal proprio Paese nel conflitto tra Iran e Usa-Israele, senza il sostegno del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Il Pakistan, con il grande sostegno del mio carissimo fratello, il presidente Erdogan, ha mediato per la pace tra Stati Uniti e Iran. Non e' stato un compito facile; e' stato piuttosto difficile. Senza il sincero sostegno del presidente Erdogan e di altri Paesi amici e fratelli, questo compito sarebbe stato praticamente impossibile", ha detto Sharif dalla capitale turca Ankara, dove si trova in visita.

Erdogan: Israele lega sopravvivenza politica a guerra

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan critica di nuovo duramente il governo israeliano, accusando Gerusalemme di legare "la propria sopravvivenza politica alla continuazione dei conflitti nella regione" e di "non lasciare in pace in particolare il Libano e la Siria".

Teheran: "Richiesta costante di giustizia per i criminali Usa e Israele"

"Non c'è dubbio che la valorosa e paziente nazione iraniana e tutti gli uomini in cerca della verità e della libertà perseguiranno con determinazione la richiesta costante di giustizia per i criminali americani-sionisti". Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato in occasione dei funerali di Ali Khamenei. "La significativa presenza di alte delegazioni provenienti da tutto il mondo alla cerimonia di addio del Leader è un chiaro segno dell'onore e della grandezza del Leader martire e della nobile nazione iraniana. Il ministero degli Affari Esteri esprime la sua gratitudine a tutti gli ospiti stranieri che, nonostante le pressioni e le minacce, hanno partecipato alla cerimonia di addio del nostro Leader martire, schierandosi dalla parte giusta della storia e rendendo omaggio alla verità", si legge nel messaggio. Il comunicato sottolinea anche che "il martirio del nostro grande Leader non è la fine, ma l'inizio di una nuova fase nel percorso dell'elevazione dell'Islam e dell'Iran". 

Media, attacchi israeliani a Gaza City e nord della Striscia: 3 morti

Un palestinese è stato ucciso e un altro ferito in un attacco di droni israeliani nel quartiere di Zaytoun a Gaza City. Lo riporta Al Jazeera citando fonti dell'ospedale arabo al-Ahli. La stessa emittente, citando fonti dei servizi di emergenza del nord di Gaza, ha affermato che due corpi sono stati recuperati in seguito al bombardamento israeliano della città di Beit Lahiya. 

Al Arabiya: ripresa colloqui con Usa l'11/7 in Pakistan

Il Pakistan ospiterà l'11 luglio un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, nell'ambito degli sforzi per rilanciare il dialogo tra i due Paesi. Lo riferiscono fonti ad Al Arabiya, secondo cui i colloqui si concentreranno su tre dossier principali ancora da risolvere: le sanzioni statunitensi contro Teheran, i fondi iraniani congelati e il programma nucleare della Repubblica islamica. 

Secondo le stesse fonti, non sarebbe ancora stato definito il livello di rappresentanza della delegazione iraniana, una decisione che sarà presa dopo la conclusione dei funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei. 

Iran, a Teheran l'addio ad Ali Khamenei. VIDEO

Iran, 2,2 milioni di passeggeri trasportati in metro per il funerale di Khamenei

A Teheran, 2,2 milioni di passeggeri sono stati trasportati dalla metropolitana per il funerale di Ali Khamenei. Lo ha affermato il vicedirettore dei Trasporti e del Traffico del comune di Teheran, citato da Isna. "Dalle 5:30 alle 15:00 di oggi, in concomitanza con la cerimonia di commiato per la salma dell'Imam martire, sono state trasportate 2,2 milioni di persone con la metropolitana. Un numero significativo di pellegrini e persone in lutto è stato inoltre trasportato al luogo di preghiera con la flotta di autobus e furgoni che operano volontariamente nel centro città", ha affermato. 

Accanto feretro Khamenei anche bara nipote uccisa in raid

Accanto al feretro di Ali Khamenei, una piccola bara avvolta in una bandiera iraniana è stata esposta nella camera ardente dell'ex guida suprema iraniana a Teheran. Si tratta della bara della nipotina di 14 mesi, Zahra Golpaygani, rimasta uccisa nei raid aerei israelo-americani sul complesso di Khamenei, in cui perse la vita anche il leader iraniano. L'attacco causò la morte di diversi membri della sua famiglia, tra cui la figlia, il genero, la nuora e due nipoti.

Fonti: "L'Italia non partecipa ai funerali di Khamenei, non invitata"

A quanto si apprende, l'Italia non partecipa ad alcun livello ai funerali di Ali Khamenei. Fonti a conoscenza della questione chiariscono che il nostro Paese non è stato invitato alle cerimonie in corso per la defunta Guida suprema iraniana. Come già riferito dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, alle esequie sono stati invitati alcuni Paesi dell'est Europa - tra questi la Bielorussia - mentre sono stati esclusi "i Paesi che hanno assunto una posizione inappropriata riguardo all'attacco militare di Stati Uniti e Israele all'Iran", ha spiegato Baghaei. Tra questi ci sono la maggior parte dei Paesi europei, tra cui l'Italia. 

Sharif a funerali Khamenei: "Sua saggezza sarà ricordata per generazioni"

Il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha preso parte alla cerimonia funebre a Teheran per la Guida Suprema Ali Khamenei, elogiandone "la saggezza, la leadership e la profonda influenza su Iran e sull'intera regione" che "saranno ricordate per generazioni". Lo ha scritto su X, dopo essere stato anche un mediatore chiave per l'accordo tra Iran e Stati Uniti.  

Nyt: "Pezeshkian ha detto a Khamenei che si dimetterà se salta accordo con gli Usa"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha informato la Guida Suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, che si dimetterà dal suo incarico qualora l'accordo con gli Stati Uniti venisse respinto. Lo riferisce il New York Times.

Iran, Nyt: "Khamenei convinto da Pezeshkian ad approvare cessate il fuoco con Usa"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe avuto un ruolo decisivo  nel convincere la Guida Suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ad  autorizzare il cessate il fuoco e l'avvio di negoziati con Washington.  Lo riferisce il New York Times, citando funzionari iraniani secondo cui  il capo dello Stato avrebbe avvertito che l'economia del Paese era  vicina al collasso a causa del blocco navale statunitense e avrebbe  anche minacciato le dimissioni nel caso in cui l'intesa fosse stata  respinta. Nella fase finale  dei colloqui, Pezeshkian avrebbe incontrato Khamenei per presentare la  gravità della situazione. In parallelo, il governatore della Banca  centrale, Abdolnaser Hemati, avrebbe inviato una lettera in cui  segnalava una pesante crisi di bilancio e il rischio di esaurimento  delle forniture essenziali di cibo e medicinali entro la fine di agosto.  Hemati avrebbe inoltre avvertito che il Paese non sarebbe stato in  grado di mantenere su larga scala le esportazioni di petrolio né di  individuare rotte commerciali alternative. Alla fine, Khamenei avrebbe  dato il via libera ai negoziati, pur dichiarandosi contrario "in linea  di principio", subordinando comunque la decisione all'approvazione del  Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, che ha poi approvato il  piano.

Iran, min. Intelligence: "Vendicheremo Khamenei e vittime attacchi Usa e Israele"

Il ministero dell'Intelligence iraniano ha promesso "vendetta" per  l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e delle altre vittime dei  raid statunitensi e israeliani. Lo riporta un comunicato ufficiale  diffuso dai media di Stato. "I  cuori feriti del fiero popolo iraniano e di tutti coloro che aspirano  alla libertà nel mondo non potranno guarire se non con la vendetta  contro i responsabili del crimine di aver assassinato il leader  martire", si legge nella nota del ministero. Il comunicato ribadisce  inoltre la fedeltà all'attuale Guida Suprema Mojtaba Khamenei e  l'impegno a "vendicare il sangue del leader martire e delle vittime  innocenti" di quelle che Teheran definisce la seconda e la terza "guerra  imposta", con riferimento al conflitto di 12 giorni dello scorso anno e  alla guerra avviata da Israele e Stati Uniti nel febbraio scorso.

Media Iran: "Mojtaba Khamenei non sara' a funerali padre"

Il nuovo leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, non guidera' le preghiere funebri in occasione dei funerali di suo padre a Teheran, Qom o Mashhad. Lo riportano i media statali iraniani. Alcune fonti avevano ipotizzato che il nuovo leader iraniano avrebbe fatto la sua prima apparizione pubblica da quando e' succeduto al padre, Ali Khamenei, ma i media di Stato hanno annunciato che le preghiere saranno guidate da tre ayatollah di alto rango.

Trump: "Iran vuole un accordo ora pausa per esequie Khamenei"

Gli Stati Uniti hanno dato "una sonora lezione all'Iran". Lo ha ribadito il presidente Donald Trump nel suo discorso per il 250 anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza american in cui ha dato spazio anche all'ultima guerra in Medio Oriente, scatenata proprio da Usa e Israele. Parlando di fronte al Monte Rushmore nel South Dakota, il presidente ha aggiunto: "Vogliono tanto trovare un accordo. Gli abbiamo concesso una settimana di pausa per un funerale". In Iran sono iniziate oggi le cerimonie pubbliche per i funerali della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ucciso a 86 anni nel primo giorno di guerra lo scorso 28 febbraio. 

Nyt: "Mojtaba Khamenei vuole partecipare a sepoltura padre, bloccato da responsabili sicurezza"

Continua a regnare l'incertezza sulla partecipazione della Guida Suprema  iraniana, Mojtaba Khamenei, alle esequie del padre e predecessore Ali  Khamenei. Secondo quanto riferito al New York Times da fonti dei  pasdaran e organizzatori dei funerali, il leader avrebbe espresso la  volontà di prendere parte almeno alla cerimonia di sepoltura del 9  luglio, ma i responsabili della sicurezza avrebbero finora respinto la  richiesta per il timore che Israele possa tentare di assassinarlo o  sfruttare la sua comparsa in pubblico per localizzarne il nascondiglio. L'assenza  di Mojtaba Khamenei dalle cerimonie funebri, compresa la commemorazione  della moglie Zahra Hadad-Adel, uccisa insieme al figlio adolescente e  ad altri familiari nei raid statunitensi e israeliani lo scorso 27  febbraio, sta alimentando interrogativi sulla sua effettiva capacità di  guidare il Paese. Secondo il quotidiano americano, il nuovo leader  sarebbe stato  gravemente ferito negli attacchi e la sua prolungata  invisibilità sta accrescendo i dubbi, anche negli ambienti politici  iraniani, sulla sostenibilità a lungo termine di una guida "in assenza"  come quella attuale.

Provincia Teheran chiusa fino martedì per funerali Khamenei

L'intera provincia di Teheran restera' chiusa fino a martedi' per consentire i funerali della ex guida suprema iraniana Ali Khamenei. Lo ha annunciato il governatore di Teheran, Mohammad Sadegh Motamediyan, secondo quanto riportato da Iran International. In precedenza, la rappresentante del governo Fatemeh Mohajerani aveva dichiarato ai media locali che il governo aveva proclamato martedi' giornata festiva a Teheran per agevolare la partenza dalla citta' dei partecipanti al lutto per il "leader martire".

Nyt: "Khamenei vorrebbe andare alla tumulazione del padre il 9"

Mojtaba Khamenei ha espresso alle autorità il desiderio di presenziare  alla cerimonia funebre del padre al santuario sciita dell'Imam Reza  nella città di Mashhad il 9 luglio per recitare la preghiera per i  defunti. Lo scrive il New York Times, citando due membri delle Guardie  Rivoluzionarie e una persona coinvolta nell'organizzazione del funerale.  I due, che hanno chiesto di rimanere anonimi, hanno affermato che le  forze di sicurezza hanno finora respinto l'idea, temendo che Israele  possa tentare di assassinare l'Ayatollah Khamenei durante la cerimonia o  rintracciare i suoi spostamenti fino al suo eventuale nascondiglio. L'ayatollah Mojtaba Khamenei rimase coinvolto e ferito nello stesso raid  in cui morì il padre. Da quando è stato nominato nuova guida suprema  della Repubblica Islamica, a marzo, non è stato mai visto in pubblico e  le sue reali condizione di salute sono state oggetto di speculazioni.  Mercoledì, ricorda il Nyt, Khamenei era assente alla cerimonia  commemorativa a Teheran per la moglie, uccisa insieme al figlio  adolescente e ad altri parenti nel raid del primo giorno di guerra,  quando le forze israeliane e statunitensi bombardarono il complesso  residenziale della famiglia.

Iran, media: "Autorità si preparano per emergenze a funerali, anche 3mila morti"

Le autorità iraniane si starebbero preparando all'eventualità che le  cerimonie funebri di Ali Khamenei della durata programmata di diversi  giorni possano causare situazioni di emergenza con vittime fino a 3mila  morti. A scriverne, citando  un documento riservato e fonti municipali  di Teheran, è il quotidiano tedesco 'Die Welt'. L'articolo, scritto da  Teheran da un autore anonimo la cui identità è nota alla redazione del  giornale, afferma che i funzionari hanno elaborato piani per far fronte  ad una possibile situazione di emergenza - timori presumibilmente legati  alla presenza di una folla così numerosa e con un caldo estremo - con  conseguenti potenziali vittime - anche molto numerose - durante le  processioni funebri per l'ex Guida Suprema morto durante i bombardamenti  del 28 febbraio.  Secondo Die  Welt, citato da Iran International, una lettera riservata della  Mezzaluna Rossa iraniana e dell'organizzazione nazionale per la gestione  delle crisi, indirizzata al Primo Vicepresidente Mohammad-Reza Aref,  prevede un numero di morti compreso tra 1.500 e 3mila. L'articolo  riporta inoltre che sarebbe stata istituita un'unità speciale per  gestire i morti e i dispersi, mentre migliaia di nuove tombe sarebbero  state predisposte nel cimitero di Behesht-e Zahra a Teheran.  Un'impiegata del comune di Teheran, identificata con uno pseudonimo per  motivi di sicurezza, avrebbe dichiarato alla  Welt che i colleghi del  centro di coordinamento della crisi avrebbero confermato. "Le  fosse comuni preparate esistono davvero", ha affermato. "Ai  responsabili è stato detto che fino a 3mila morti non sarebbero stati un  problema. Con una folla così numerosa e questo caldo estremo, nessuno  sa cosa succederà". Le cerimonie funebri di Khamenei sono iniziate a  Teheran sabato e dovrebbero proseguire a Qom, nelle città irachene di  Najaf e Karbala, e infine a Mashhad, dove è prevista la sepoltura  giovedì. Die Welt ha riferito che le autorità stanno pianificando una vasta  operazione di sicurezza e logistica a Teheran, che include restrizioni  alla circolazione, possibili interruzioni del traffico aereo, migliaia  di autobus, cucine temporanee e l'utilizzo di scuole e moschee per  ospitare i partecipanti. Secondo il quotidiano, il Comune di Teheran,  guidato dal sindaco Alireza Zakani, sta svolgendo un ruolo centrale nei  preparativi, mettendo a disposizione 11mila autobus e garantendo la  circolazione e il funzionamento continuo di metropolitana e autobus a  transito rapido. Dipendenti  comunali hanno riferito al giornale che per ciascun distretto di Teheran  sono stati stanziati l'equivalente di circa 500-650mila euro per i tre  giorni di cerimonie, esclusi i fondi aggiuntivi destinati a enti come i  vigili del fuoco, l'ente gestore dei parchi, le autorità dei trasporti e  le imprese edili. L'entità  dei preparativi ha destato preoccupazione, perché l'Iran ha una storia  recente di calche mortali durante i funerali. Almeno 56 persone sono  morte e oltre 200 sono rimaste ferite durante i funerali del comandante  delle Guardie Rivoluzionarie Qasem Soleimani a Kerman nel 2020, mentre  anche i funerali di Ruhollah Khomeini nel 1989 sono degenerati in scene  di caos, causando almeno otto morti e centinaia di feriti. Welt  ha inoltre descritto una profonda tensione politica intorno alle  cerimonie, affermando che i sostenitori radicali della Repubblica  Islamica hanno sfruttato gli assembramenti notturni per denunciare il  memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e minacciare alti funzionari  coinvolti nei negoziati, tra cui il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi  e il Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Alcuni  partecipanti hanno chiesto la continuazione della guerra per vendicare  l'uccisione di Khamenei, mentre video diffusi online mostravano oratori  religiosi estremisti pronunciare discorsi militanti, con alcuni  partecipanti armati di fucili, si legge.

Promos: fino 225 mld danni a export Italia da pedaggi su Stretti

Una quota compresa tra il 25% e il 35% dell'export italiano di beni - pari a circa 160-225 miliardi di euro - e' potenzialmente esposta a rotte che attraversano chokepoint strategici come Suez Bab el-Mandeb, Hormuz, Malacca, Panama, Bosforo-Dardanelli e stretti danesi. Ma che cosa succede al Made in Italy con i eventuali nuovi pedaggi, restrizioni o costi di attraversamento? Questa e' la domanda alla quale risponde lo studio di Promos Italia "Pedaggi sugli stretti commerciali e impatto sull'export italiano". Il dato di partenza e' il valore dell'export italiano che, nel 2025, ha raggiunto i 644 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente, con un surplus commerciale complessivo di 50,7 miliardi. Un risultato positivo, ma fortemente legato ai mercati extra-UE, che hanno generato un avanzo di 56,2 miliardi e che risultano piu' esposti alle rotte marittime lunghe e ai colli di bottiglia globali. Proprio quelli per i quali si ipotizza un costo di attraversamento. Il White Paper individua tre scenari di impatto. In uno scenario moderato, con pedaggi limitati e nessun blocco operativo, l'extra-costo annuo per l'export italiano esposto sarebbe compreso tra 1,6 e 4,5 miliardi di euro. In uno scenario avverso, con pedaggi su piu' stretti e deviazioni parziali, l'impatto salirebbe tra 4,8 e 11,3 miliardi. In uno scenario severo, con restrizioni o quasi-blocchi temporanei, il costo potenziale arriverebbe fino a 225 miliardi di euro l'anno. I settori piu' esposti sono quelli con elevato valore unitario, consegne complesse o forte dipendenza da input importati: farmaceutica, metalli, mezzi di trasporto non automotive, agroalimentare, macchinari, moda, lusso, arredo e design. Per queste industry il ritardo nelle consegne puo' pesare sui costi quanto il rincaro logistico, perche' incide su consegne programmate, stagionalita', shelf-life, penali e affidabilita' verso il cliente finale. L'impatto risulta particolarmente rilevante per le PMI esportatrici. Una piccola o media impresa con 10 milioni di euro di export annuo potrebbe subire extra-costi tra 100 e 200 mila euro nello scenario moderato, tra 300 e 500 mila euro nello scenario avverso e fino a 1 milione di euro nello scenario severo. "Le PMI italiane hanno qualita', flessibilita' e capacita' di presidiare nicchie globali, ma spesso non hanno la forza contrattuale per assorbire shock prolungati su noli, assicurazioni e tempi di consegna", dichiara Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia. "Per questo la risposta deve passare dalla gestione dell'emergenza alla deterrenza economica: piu' informazioni, piu' mercati, piu' strumenti e piu' relazioni. Non basta esportare, bisogna essere pronti ad adattarsi e investire con pazienza in presenza internazionale". Il White Paper indica alcune priorita' operative: valutare porti alternativi, ferrovia e hub regionali; inserire nei contratti logistici clausole su surcharge, sui tempi e sulle assicurazioni; rafforzare la presenza in mercati meno esposti alle rotte critiche; monitorare noli, premi assicurativi, energia e tempi nave; ribilanciare scorte e fornitori strategici.

Papa: "Solo misericordia risponde a orrore guerra e abissi cuore"

"Agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi". Cosi' Papa Leone nell'omelia della messa presieduta a Lampedusa. Il Pontefice ricordando i suoi predecessori santi Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II ha rimarcato che "chi si lascia portare in questa dinamica di compassione, di misericordia, inizia a vivere diversamente, a essere cittadino diversamente, a lavorare diversamente. Allora puo' sorgere davvero la civilta' dell'amore". "Ora, sulle spalle di questi giganti, siamo entrati in un millennio in cui dare forma spirituale, culturale, giuridica, politica, economica alla civilta' dell'amore", ha aggiunto.

Iran a Francia e GB: "Noi garanti della sicurezza di Hormuz"

Lo Stretto di Hormuz "non e' un teatro per le dimostrazioni militari di potenze extraregionali", l'Iran e' la "potenza responsabile e garante della sicurezza dello Stretto". Lo scrive sui social il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, rispondendo alla dichiarazione congiunta rilasciata ieri dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer, che hanno ribadito la loro "disponibilita' a mantenere una stretta collaborazione con i partner per salvaguardare la sicurezza globale, la liberta' di navigazione e il diritto internazionale". Gharibabadi afferma che Teheran e' la "potenza responsabile e garante della sicurezza dello Stretto" e "mette in guardia contro qualsiasi movimento militare in questa via d'acqua". "La sicurezza di Hormuz e' nelle mani degli stati costieri; i responsabili della crisi saranno chiamati a rispondere delle conseguenze del loro avventurismo; questo e' un serio avvertimento", scrive Gharibabadi. Ieri, Macron e Starmer hanno affermato che "il ripristino del transito sicuro per le navi di tutte le nazioni attraverso lo Stretto e' una questione di interesse globale" e che erano "pronti a dispiegare la piu' ampia Missione militare multinazionale a sostegno della liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz".

Medvedev vede Pezeshkian: "Accordo con Usa estremamente difficile"

"Posso solo augurare successo a questi negoziati, ma è decisamente  possibile che prendano un'altra piega", ha aggiunto Medvedev. Secondo  l'ex presidente russo, "l'aggressione degli Stati Uniti è stata  totalmente non provocata" perché 'l'Iran non rappresentava alcuna  minaccia per gli Usa". Inoltre, l'attacco israelo-americano "è avvenuto  nel mezzo di negoziati" tra Washington e Teheran che potevano portare a  "certi accordi". "E' stato proprio in quel momento che è stato dato  l'ordine di lanciare attacchi contro l'Iran", ha sottolineato il vice  presidente del Consiglio di sicurezza russo.

Pasdaran: "La vendetta contro gli Stati Uniti e Israele non è lontana"

"La vendetta divina" contro gli Stati Uniti e Israele "non è lontana".  E' l'avvertimento del comandante della Marina delle Guardie  Rivoluzionarie iraniane, Ali Ozmaei. "Questi regimi arroganti hanno  commesso un crimine brutale (uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei nel  loro attacco), ma ciò ha comportato la loro vergogna, e ora si  troveranno ad affrontare l'ira schiacciante e la dura vendetta  dell'Iran". Secondo l'agenzia Irna, il ministero dell'Intelligence, in  una dichiarazione odierna, ha anche minacciato di vendicarsi degli Stati  Uniti e di Israele, affermando: "La vendetta e la punizione saranno  compiute, e giuriamo anche di respingerli definitivamente dalla  regione".

Iran: "L'avventurismo sullo stretto di Hormuz avrà delle conseguenze"

"L'Iran, in quanto potenza che garantisce e si assume la responsabilità della sicurezza dello Stretto di Hormuz, mette in guardia contro qualsiasi mossa militare in questa delicata via d'acqua... Questo avvertimento è serio!", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. "Chi crea una crisi è responsabile delle conseguenze del proprio avventurismo". Gharibabadi, a capo del team tecnico nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, ha rilasciato questa dichiarazione in risposta a una dichiarazione congiunta di Regno Unito e Francia, firmata ieri da Keir Starmer ed Emmanuel Macron, che ribadiva la disponibilità dei due Paesi a schierare una più ampia missione militare multinazionale a sostegno della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.    "Garantire la sicurezza dello stretto è un dovere degli Stati rivieraschi. La via d'acqua non è il campo di battaglia per le dimostrazioni militari delle potenze ultraregionali", ha scritto Gharibabadi.

Iran, a funerali Khamenei slogan anti Usa e Israele: "Vendetta"

Durante il funerale della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, i partecipanti al corteo hanno scandito slogan anti Usa e Israele: "Il nostro motto e' una sola parola: vendetta" e "Uccideremo chi ha ucciso il nostro Imam". In precedenza, l'enorme folla di sostenitori del governo aveva scandito "Morte all'America! Morte a Israele!".Il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, figlio di Khamenei, non e' apparso in nessuna nuova immagine da quando e' rimasto ferito nell'attacco che ha ucciso suo padre riferiscono i media.

Medvedev vede Pezeshkian: "Accordo con Usa estremamente difficile"

Raggiungere un accordo tra l'Iran e gli Usa sarà "estremamente  difficile". Lo ha detto il vice presidente del Consiglio di sicurezza ed  ex presidente russo Dmitry Medvedev dopo un colloquio con il presidente  iraniano Massoud Pezeshkian a Teheran, dove si è recato per i funerali  della Guida Suprema Ali Khamenei, uccisa negli attacchi  israelo-americani. "Sarò sincero, penso che questo processo sarà  estremamente difficile", ha detto Medvedev, citato dalla Tass,  sottolineando che negli Usa "non tutti sono favorevoli a togliere le  sanzioni all'Iran".

Esperto iraniano: "Funerali Khamenei in ricordo del martirio dell'Imam Hussein Ali"

"I funerali si svolgono dopo i primi dieci giorni del mese di Muharram,  che commemora il martirio di Hussein Ali Salam, il terzo Imam sciita".  Lo ha detto Mohammad Eslami, ricercatore presso l'Università di Teheran,  in un'intervista ad Al Jazeera in merito alla tempistica dei funerali  di Ali Khamenei, che coincidono con la festa dell'Indipendenza degli  Stati Uniti, il 4 luglio. "Non credo che gli iraniani stiano pensando  all'indipendenza americana. Pensano piuttosto ai loro seguaci all'estero  e vogliono lanciare un messaggio: il martirio di Ali Khamenei è la  continuazione del martirio dell'Imam Hussein Ali", ha aggiunto.

Mattarella a Trump: "Essenziale che Usa e Italia lavorino insieme per la pace"

"In un frangente storico segnato da sfide senza precedenti per  l'umanità, è essenziale che Washington e Roma, anche nell'alveo  dell'Alleanza Atlantica e attraverso la partecipazione alle Nazioni  Unite e agli altri consessi multilaterali, continuino a lavorare insieme  a favore di pace, sicurezza e prosperità per i rispettivi popoli e per  il mondo intero". Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio  Mattarella, in un messaggio inviato al presidente degli Stati Uniti,  Donald Trump, in occasione del duecentocinquantesimo anniversario  dell'indipendenza americana.

Iran, Teheran: Stretto Hormuz non è teatro di esibizioni militari di potenze extraregionali

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha messo in  guardia oggi contro qualsiasi presenza militare straniera nello Stretto  di Hormuz, dopo che Gran Bretagna e Francia si sono dichiarate pronte a  sostenere la libertà di navigazione nello Stretto.  "Lo  Stretto di Hormuz non è un teatro di esibizioni militari di potenze  extraregionali. L'Iran, in quanto potenza responsabile e garante della  sicurezza dello Stretto, mette in guardia con fermezza contro qualsiasi  movimento militare in queste acque. La sicurezza di Hormuz è  responsabilità degli Stati costieri; i responsabili di tali azioni  saranno chiamati a rispondere delle conseguenze del loro avventurismo;  questo è un avvertimento serio", scrive.

Iran: Francia e Gb: "Pronte a dispiegare più ampia missione internazionale a Hormuz"

Francia e Regno Unito hanno diffuso una dichiarazione congiunta del  presidente francese Emmanuel Macron e del premier britannico Keir  Starmer che annunciano la loro disponibilità a "dispiegare una più ampia  missione militare multinazionale a sostegno della libertà di  navigazione nello Stretto di Hormuz". "Lo  Stretto di Hormuz - vi si legge - è un'arteria vitale per l'economia  globale. Il ripristino della navigazione sicura per le navi di tutte le  nazioni attraverso lo Stretto è una questione di interesse globale. Il  Sultanato dell'Oman ha concordato di collaborare con la Francia e il  Regno Unito per garantire che le sue acque territoriali sovrane siano  sicure per la navigazione". "La  Francia e il Regno Unito - conclude la dichiarazione pubblicata sul  sito dell'Eliseo e del governo britannico  - ribadiscono il loro comune  impegno per la stabilità regionale, il rispetto della sovranità di tutti  gli Stati e la loro volontà di mantenere una stretta cooperazione con i  propri partner per salvaguardare la sicurezza globale, la libertà di  navigazione e il diritto internazionale".

Iran, svelata bara Khamenei, a migliaia lo piangono a Teheran

La bara dell'ayatollah Ali Khamenei, cosi' come quelle dei suoi familiari uccisi, e' stata svelata all'interno di una teca di vetro davanti a una folla di persone in lutto a Teheran. E' quanto appare in un filmato trasmesso dai media statali iraniani. Le immagini mostrano migliaia di persone riunite per rendere l'ultimo omaggio alla defunta Guida Suprema. Le strade che conducono alla Grande Mosalla, il complesso religioso dove e' stato esposto il feretro, si stanno riempendo di una moltitudine di cittadini vestiti di nero che sventolano bandiere, alcune con il tricolore nazionale, altre tutte in rosso, simbolo di vendetta. E "vendetta" e' uno degli slogan scanditi dalla folla, insieme a "Morte all'America". Fitti assembramenti sono stati segnalati all'alba vicino alle fermate della metropolitana di Teheran, in attesa dell'inizio delle corse dirette al luogo delle esequie. 

Iran: nella notte iniziati i funerali di Khamenei, slogan contro Usa e Israele

La televisione di stato iraniana ha annunciato ufficialmente nella notte l'inizio  della cerimonia funebre pubblica per Ali Khamenei intorno alle 6del  mattino (2,30 Gmt) di oggi, con migliaia di persone che si sono  riversate nel luogo in cui è stata esposta la salma. Arrivati all'alba e  per lo più vestiti di nero, molti sventolavano bandiere sciite rosse  con la scritta "Martire". Secondo un giornalista dell'Afp, alcuni  partecipanti hanno scandito slogan come "Vendetta" e "Morte all'America,  morte a Israele", uno slogan spesso udito durante le cerimonie  ufficiali.

Vertice Nato, incognita risorse: quali programmi sono a rischio?

Il 36esimo vertice della Nato, in programma ad Ankara (Turchia) il 7 e  l’8 luglio prossimi, avrà tra i temi in agenda il disimpegno degli Stati  Uniti in Europa, e si capirà quanto il Vecchio Continente sarà disposto  a spendere per potenziare la sicurezza. In che modo l'Italia si  presenta all'appuntamento e cosa rischia? Anche di questo si è parlato  nella puntata del 3 luglio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Vertice Nato, incognita risorse: quali programmi sono a rischio?

Vertice Nato, incognita risorse: quali programmi sono a rischio?

Vai al contenuto

Teheran, iniziati ufficialmente i funerali di Khamenei

L'Iran ha ufficialmente dato inizio a sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. Migliaia di persone in lutto, con in mano striscioni rossi, simbolo associato alle richieste di vendetta, si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran prima dell'arrivo della bara di Khamenei, scandendo slogan come "morte all'America" e "vendetta, vendetta".

Secondo quanto riportato dalla televisione di stato, migliaia di persone si sono recate a Teheran da diverse città iraniane e dalle zone rurali per dare l'ultimo saluto al defunto leader Ali Khamenei. La cerimonia di commiato durerà fino alle 20:00 di  domenica, ora locale. I fedeli pregheranno per il leader domani mattina e inizieranno la cerimonia funebre il giorno successivo. I fedeli, riuniti nel cortile della Grande Moschea di Mosalla a Teheran, dove la bara di vetro di Khamenei è posta in un luogo elevato, gridano "Morte agli Stati Uniti" e "Vendetta, vendetta" e sventolano striscioni con l'immagine di Khamenei e i suoi aforismi, oltre a immagini come quella di un banchetto a mani giunte. Le bandiere dell'Iran e di altre nazioni recano scritte in arabo che invocano vendetta per la morte di Khamenei, avvenuta durante l'attacco israelo-americano del 28 febbraio. Le cerimonie funebri e di commiato si terranno tra sei giorni a Teheran e nelle città sante di Qom e Mashhad in Iran, nonché a Najaf e Karbala in Iraq. Il governo prevede la partecipazione di circa 20 milioni di persone a Teheran. 

Mondo: I più letti