I mediatori di Qatar e Pakistan hanno incontrato separatamente a Doha i negoziatori di Stati Uniti e Iran. Secondo Islamabad, ci sarebbero stati “progressi positivi” e le parti hanno concordato di proseguire i colloqui dopo i funerali dell’ex guida suprema iraniana. Anche Trump si è detto ottimista e non ha escluso una proroga del memorandum d'intesa oltre la scadenza del 18 agosto. Prossimo round di negoziati il 18 luglio, secondo Al-Hadath
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I mediatori di Qatar e Pakistan hanno incontrato separatamente a Doha i negoziatori di Stati Uniti e Iran. Secondo Islamabad, ci sarebbero stati “progressi positivi” sul memorandum d’intesa e le parti hanno concordato di proseguire i colloqui dopo i funerali dell’ex guida suprema iraniana. Anche Trump si è detto ottimista sui negoziati con Teheran e non ha escluso una proroga del memorandum d'intesa oltre la scadenza del 18 agosto. "I colloqui con l'Iran stanno andando molto bene, andiamo d'accordo", ha detto il presidente Usa, assicurando che "la denuclearizzazione dell'Iran sta procedendo". Trump ha poi cercato di rassicurare gli americani, affermando che i prezzi della benzina torneranno ai livelli precedenti alla “gita in Iran”. Secondo una fonte citata dalla testata saudita Al-Hadath, il prossimo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti si svolgerà il 18 luglio.
Secondo il Wall Street Journal, il capo della Casa Bianca avrebbe valutato con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il capo di stato maggiore congiunto Dan Caine anche l'ipotesi di nuovi attacchi militari, scegliendo però per ora la via diplomatica. Teheran ha chiesto in via preliminare lo sblocco dei fondi da trasferire alla banca centrale iraniana. Sullo Stretto di Hormuz cresce intanto l'insofferenza tedesca: il ministro della Difesa Boris Pistorius avverte che "non aspetteranno all'infinito" e valuta il richiamo delle due navi schierate a Gibuti.
Gli approfondimenti:
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Iran, salma di Khamenei giunta a Grande Moschea per i funerali. LIVE
Vai al contenutoMedia, 'Guterres sente Araghchi, focus su Hormuz e il Libano'
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres "hanno esaminato e si sono scambiati opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali, sulla situazione nello Stretto di Hormuz e sul processo di attuazione dell'accordo per porre fine all'aggressione militare del regime sionista contro il Libano". Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano, scrive al Jazeera. L'agenzia turca Anadolu aggiunge che Guterres avrebbe espresso cordoglio per la morte della Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, e manifestato vicinanza al governo e al popolo iraniani. La telefonata si inserisce nel quadro dei continui sforzi regionali per attuare il memorandum tra Teheran e Washington - mediato da Islamabad - parallelamente alle discussioni sulla de-escalation in Libano e sulla sicurezza marittima nel Golfo.
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Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi
Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari iraniani ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio attraverso lo Stretto.
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Vai al contenutoLa guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati
La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza. La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta del turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo, in Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente vantano una elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.
La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati
Vai al contenutoMedia, 'esposta a Teheran la bara di Ali Khamenei in vista del corteo funebre'
Una bara che si ritiene contenga le spoglie dell'ex guida suprema iraniana Ali Khamenei è stata esposta questa sera presso la moschea Imam Khomeini Hussainiya, in vista del corteo funebre ufficiale che inizierà a Teheran il 4 luglio e si concluderà con la sepoltura a Mashhad il 9 luglio. Lo riporta Iran International.
Mo: Ue ‘accoglie con favore' accordo quadro tra Libano e Israele
L'Ue "accoglie con favore" l'accordo quadro firmato da Libano e Israele a Washington, che "prevede il disarmo di Hezbollah per consentire alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ritirarsi progressivamente dal territorio libanese”. Lo afferma in una nota l'alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, a nome dell'Ue. “L'accordo offre -recita la nota- una prospettiva quanto mai necessaria negli sforzi per la de-escalation e la pace, nonché per il ripristino della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano”. L'Ue “chiede la fine permanente delle ostilità e il pieno rispetto del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario. Ciò include la protezione dei civili e delle infrastrutture civili”, aggiunge Kallas, ribadendo che “qualsiasi soluzione duratura deve essere ancorata all'attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu”.
Rutte e la deriva pro-Usa che imbarazza l'Italia e indebolisce la Nato
Il segretario generale della NATO attribuisce all'Italia un ruolo chiave nell'operazione Usa in Iran, parlando di circa 500 voli usa partiti dalle basi militari presenti sul territorio italiano, ma il governo smentisce. Il caso Rutte alimenta tensioni con Roma e solleva dubbi sulla credibilità della guida dell'Alleanza Atlantica.
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Vai al contenuto'Usa avvertirono Iran, Israele pianificava di uccidere i suoi negoziatori'
Gli Stati Uniti hanno messo in guardia nei mesi scorsi l'Iran sulla possibilità che Israele cercasse di uccidere due dei suoi negoziatori, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali in primavera gli Stati Uniti ritenevano che Israele stesse pianificando di uccidere i principali negoziatori iraniani mentre Washington e Teheran negoziavano. I funzionari americani hanno ritenuto Araghchi e Ghalibaf target legittimi nel momento di massima tensione e durante i combattimenti. Ma dopo che le trattative sono iniziate in aprile, l'idea è stata che ogni tentativo di ucciderli avrebbe messo fine al negoziato e riacceso lo scontro.
Iran, Barrot sente Rubio: "Discussa attuazione memorandum"
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha avuto un colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Marco Rubio per discutere dell'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito il Ministero degli Esteri francese in un post su X. Nel corso della conversazione, Barrot ha ribadito "la necessità di raggiungere un accordo solido e verificabile che garantisca che l'Iran non acquisisca mai armi nucleari". I due diplomatici hanno inoltre accolto con favore l'accordo quadro tra Libano e Israele, secondo quanto indicato nella nota del Quai d'Orsay.
Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran
Il presidente è bocciato dagli statunitensi per il modo in cui ha gestito globalmente la questione iraniana: né l’andamento della guerra né la firma dell’accordo di pace preliminare con Teheran sono riusciti a migliorare una percezione pubblica già fortemente negativa, visto che quella contro Teheran è, ce lo dicono i dati, uno degli interventi più impopolari di sempre per l'elettorato a stelle e strisce.
Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran
Vai al contenutoNyt: "Usa temevano raid Israele su Araghchi e Ghalibaf durante negoziati"
Washington temeva che Israele potesse pianificare l'assassinio dei principali negoziatori iraniani - il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf - nel corso dei delicati colloqui di pace iniziati ad aprile. Lo hanno riferito al New York Times alcune fonti statunitensi, secondo cui i timori sarebbero aumentati nel pieno delle trattative per un accordo ponte, sollevando lo spettro che un'azione del genere potesse far fallire i negoziati e innescare un'escalation militare nella regione. Sempre secondo le fonti, gli Stati Uniti avrebbero chiesto ad alcuni alleati regionali di avvertire Teheran del rischio di un'operazione mirata israeliana contro i due alti funzionari, considerati figure chiave del dialogo diplomatico. In risposta all'allarme, l'Iran avrebbe potenziato significativamente le misure di sicurezza a tutela della propria delegazione.
Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'
Da tempo c'è il sospetto che Mosca e Teheran utilizzino "proxy" per atti terroristici: una rete fatta di reclutatori online, piccoli criminali e adolescenti (e secondo l'Europol anche sempre più spesso la criminalità organizzata) contattati su Telegram e pagati poche centinaia di dollari per incendi, sabotaggi, pedinamenti e perfino omicidi. Senza sapere chi colpiscono né perché. Un modello sempre più ricorrente, con tanto di tariffario. Ecco come funziona.
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Vai al contenutoTajani: "Amicizia Italia Usa più forte di ogni polemica"
"L'Italia è un alleato che si confronta alla pari, a testa alta. E non arretra ma dialoga, costruisce, difende i propri interessi e resta fedele alle sue alleanze", ha proseguito Tajani. "Il 4 luglio ci ricorda che la libertà è anche, anzi è essenzialmente, dignità. E questa dignità non divide, ma rafforza i legami reciproci. Lasciatemi insistere su questo punto: gli Stati Uniti sono per l'Italia un alleato e un partner economico strategico, e l'Italia per Stati Uniti un ponte naturale importante verso l'Europa, il Mediterraneo, l'Africa", ha inoltre affermato, ricordando che l'Italia è "la seconda potenza industriale dell'Europa e la quarta nel mondo" mentre soldati Usa e italiani collaborano per garantire "sicurezza e stabilità". "Dazi, crisi energetiche, guerre e tensioni non hanno fermato l'export italiano negli Stati Uniti", ha sottolineato. "Nei primi cinque mesi del 2026 è rimasto in crescita, + 2,3%". "Il 4 luglio celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant'anni fa, attraversarono l'Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all'Italia e all'Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L'Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa. Molti di loro non tornarono più", ha aggiunto Tajani, che ha omaggiato anche "i 20 milioni di italo-americani" tra cui anche l'ambasciatore a Roma, Fertitta.
Iran, 74 frustate alla cantante che si è esibita senza velo
Un tribunale di Qom ha condannato la cantante iraniana Parastoo Ahmadi e altri sette artisti a 74 frustate ciascuno, oltre a due anni di divieto di espatrio e di attività artistica. Nel dicembre 2024 la cantante aveva trasmesso in diretta su YouTube un'esibizione senza velo, in un Paese dove alle donne è vietato cantare in pubblico.
Iran, 74 frustate alla cantante che si è esibita senza velo
Vai al contenutoStretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi
Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari iraniani ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio attraverso lo Stretto.
Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi
Vai al contenutoIran, media: difficile che Mojtaba Khamenei sia a funerali padre
Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema iraniana Ali Khamenei, difficilmente apparira' in pubblico durante i funerali del padre a causa di preoccupazioni legate alla sicurezza. Lo riferisce India Today, citando un'intervista ad Hakim Elahi, rappresentante della Guida suprema in India. Secondo Elahi, Mojtaba Khamenei desidererebbe partecipare alle esequie e guidare la preghiera funebre, ma i responsabili della sicurezza glielo avrebbero sconsigliato. "La scorsa settimana ero in Iran e ho incontrato alcuni amici che lo hanno visto. Mi hanno detto che vuole uscire in pubblico", ha affermato Elahi. "Voleva anche guidare la preghiera, perche' dobbiamo pregare sul corpo dell'Ayatollah Khamenei. Ma la sicurezza non gli permette di farlo". "Mi hanno detto che e' troppo pericoloso e che non possono garantirgli un'adeguata protezione. Penso quindi che non si fara' vedere", ha aggiunto.
Media: "Egitto propone a Hamas di consegnargli le armi a titolo di deposito"
Una fonte egiziana ha riferito alla tv pubblica israeliana Kan che durante i colloqui il Cairo sta cercando di rilanciare l'idea, già proposta in passato, secondo la quale Hamas consegnerebbe le proprie armi all'Egitto a titolo di deposito. Alla luce della situazione di stallo nei colloqui con Hamas, gli egiziani stanno cercando di fare pressione sull'organizzazione affinché accetti la proposta di compromesso come alternativa al disarmo, al fine di passare alla seconda fase del piano del presidente statunitense Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza. Tuttavia, la fonte egiziana ha affermato che Hamas non mostra alcun segno di cedimento e sta addirittura "perdendo tempo".
Idf: "Indagine sui soldati coinvolti nel video di un palestinese bendato e legato"
"Dopo un'indagine approfondita, l'incidente in questione è stato identificato. È in corso un'inchiesta a livello di comando e i responsabili saranno puniti in base ai risultati". Lo ha detto il portavoce dell'Idf in risposta alle immagine circolate oggi sui social media, presumibilmente riprese e diffuse da soldati dell'Idf a Gaza, di un palestinese bendato, in mutande, legato a un manico di scopa con delle fascette di plastica e a una branda metallica.
Katz: "Distrutto l'83% dei tunnel dentro la Linea Gialla a Gaza"
''L'Idf è presente nelle zone cuscinetto a Gaza, in Libano e in Siria, non si ritirerà fino a che sarà necessario, e si deve prepararsi a una permanenza prolungata sul campo. A Gaza, continua l'operazione per distruggere l'infrastruttura dei tunnel; l'83% dei tunnel nell'area della Linea Gialla è già stato distrutto. Nel sud del Libano continua a pieno ritmo l'operazione per lo smantellamento delle infrastrutture terroristiche nella prima linea dei villaggi a ridosso del confine''. Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz durante una valutazione con il capo di Stato maggiore. Secondo Channel 12, la rete di tunnel sotterranea di Hamas a Gaza è lunga 522 chilometri.
Italia-Usa, La Russa: nessun "ponte" da ricostruire
Ricostruire il 'Ponte' con gli Stati Uniti? "Non e' mai stato abbattuto nessun ponte: quello della Sicilia lo dobbiamo ancora costruire, quello politico con gli Stati Uniti, l'Italia lo terra' sempre vivo". Lo dice il presidente del Senato, Ignazio La Russa, arrivando a Villa Taverna per le celebrazioni della festa dell'Indipendenza americana. "Non possono esserci motivi che impediscano che l'Occidente, quindi l'Italia o gli Stati Uniti, non abbiano relazioni amichevoli, ci possono essere momenti in cui, come e' avvenuto, che ci siano dei problemi ma il fatto che anche oggi siamo qui tutti e nessuno escluso del centrodestra lo dimostra".
Starmer riceve il sultano dell'Oman: "Libertà di navigazione a Hormuz"
Un appello rinnovato a un rapido "ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz" e "delle garanzie necessarie" a consentire una piena ripresa dei transiti commerciali attraverso quello snodo (cruciale per il traffico di petrolio e di altri prodotti) ha suggellato oggi un incontro a Londra fra il premier britannico uscente Keir Starmer e il sultano dell'Oman, Haitham bin Tarik of Oman: appuntamento abituale a cadenza annuale a Downing Street. Starmer, secondo un comunicato diffuso da Number 10, ha ribadito il sostegno del Regno Unito al Paese del Golfo, suo tradizionale alleato nella regione, che assieme all'Iran presidia l'imbocco dello Stretto. Ha inoltre elogiato la "vitale leadership" del monarca omanita e del suo governo negli "sforzi di mediazione per contribuire a un accordo fra Usa e Iran". Ha infine ribadito l'obiettivo strategico condiviso di garantire "pace e stabilità" nel Medio Oriente.
Droni contro auto vicino a un ospedale nel sud del Libano
Due attacchi di droni hanno colpito un'auto a Nabatieh el-Faouka, vicino all'ospedale Ghandour, nel sud del Libano. Sul posto sono intervenute le ambulanze degli Al-Rissala Scouts, affiliati al movimento Amal, ma finora non si segnalano vittime. Lo scrive il quotidiano libanese L'Orient-Le Jour.
Fertitta: "Relazioni Usa-Italia ottime, tra Trump e Meloni rapporto di lunga data"
"Per quanto mi riguarda è tutto come sempre. Per il modo in cui mi relaziono con tutti in Italia, ogni singolo giorno si continua a lavorare normalmente. Non vedo alcuna ripercussione nel modo in cui collaboriamo su tutte le questioni di cui ci occupiamo", ha proseguito l'ambasciatore Usa conversando con i cronisti.
Abu Mazen scrive a Vucic e annuncia partecipazione Palestina a Expo 2027
Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha ricevuto una lettera dal presidente palestinese Abu Mazen che conferma la partecipazione della Palestina all'Expo 2027 di Belgrado. Nella lettera - di cui dà notizia dall'agenzia Tanjug - si legge che lo Stato di Palestina è onorato di partecipare all'Expo, data la sua grande importanza economica e umanitaria, come confermato dal suo slogan "Gioca per l'umanità: sport e musica per tutti". "Questa sarà un'opportunità eccezionale per lo Stato di Palestina di unirsi e partecipare a questo incontro della maggior parte dei Paesi del mondo, nonché di contribuire a concretizzare la visione di un'esposizione che aspira alla crescita, alla cooperazione, alla comune umanità, al progresso e all'unità", si legge in una dichiarazione rilasciata dall'ufficio stampa del presidente serbo, citata da Tanjug. L'Expo 2027 di Belgrado si terrà dal 15 maggio al 15 agosto del prossimo anno.
Iran, Wsj: "Usa offrono ricompense per evitare pedaggi Hormuz ma Teheran non cede"
Gli Stati Uniti hanno offerto all'Iran l'accesso a fondi congelati, se accetta di non imporre pedaggi alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Ma Teheran non cede e insiste nella sua volontà di mantenere il controllo dello Stretto. Lo scrive il Wall Street Journal spiegando che gli Usa, insieme all'Oman, hanno promesso, durante i colloqui indiretti, di sbloccare parte dei 100 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all'estero. Durante i negoziati a Doha, secondo quanto riferito gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner avrebbero proposto all'Iran uno scambio: rinunciare alle proprie pretese di controllo dello stretto e al pagamento dei pedaggi in cambio dello sblocco di miliardi di dollari di fondi congelati. Ma ieri l'Iran ha fatto intendere che la ricompensa non era sufficiente a fargli cambiare posizione. Hormuz ''è sotto il comando dell'Iran'' e non degli Usa, ha scritto al suo ritorno da Doha il negoziatore iraniano, il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. In definitiva, l'Iran vuole imporre un pedaggio per ogni nave che attraversa lo stretto in cambio di servizi come la sicurezza e spera di ottenere la maggior parte dei 40 miliardi di dollari annui che potrebbe generare. Ma la richiesta è stata respinta dagli Stati Uniti e dai suoi vicini del Golfo. I negoziatori stanno invece valutando una proposta alternativa proveniente dall'Oman, che detiene i diritti sulla parte meridionale dello stretto. Secondo questo piano, i servizi marittimi verrebbero finanziati tramite un fondo costituito da donazioni volontarie, stando a quanto hanno affermato al Wsj funzionari a conoscenza dei colloqui. L'Oman ha avviato colloqui con compagnie petrolifere e di navigazione per valutare la loro disponibilità a contribuire al fondo, hanno affermato le fonti, ma l'Iran si è finora opposto alla formula proposta, in quanto non prevederebbe il pagamento di commissioni. Secondo quanto riferito al Wsj dai funzionari, le nazioni del Golfo nutrono dubbi sulla fattibilità del piano, poiché l'Iran non dispone di attrezzature sufficienti per gestire lo Stretto. "L'Iran sta cercando di aprire lo stretto alle proprie condizioni e non vuole rinunciare alla leva che ha acquisito", ha affermato Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa presso Chatham House, un think tank londinese. Ma ''Teheran può destabilizzare lo stretto più facilmente di quanto possa gestirlo in modo sostenibile'', ha affermato. I negoziatori statunitensi hanno ricevuto la proposta, ma nutrono delle perplessità che intendono sollevare con l'Oman, ha affermato una persona a conoscenza del punto di vista di Washington. Un'altra fonte ha aggiunto che il piano potrebbe comunque essere interpretato come una sorta di pedaggio a vantaggio dell'Iran.
Libano, media: "Raid israeliano contro ospedale nel sud"
Un raid aereo israeliano ha colpito l'ospedale Ghandour a Nabatiye, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia statale libanesse Nna, secondo cui al momento non si registrano vittime.
Fertitta: "Relazioni Usa-Italia ottime, tra Trump e Meloni rapporto di lunga data"
I rapporti tra Usa e Italia "direi che sono ottimi. Ho a che fare con tutti ogni giorno, a partire dal presidente del consiglio in giù, e collaboriamo su questioni militari, politiche e commerciali. Direi che i rapporti sono tra i migliori che abbia mai visto da quando sono qui": lo ha detto l'ambasciatore Usa a Roma, Tilman J. Fertitta, rispondendo a cronisti al ricevimento per i 250 anni dell'indipenza Usa presso Villa Taverna. "Tra loro c'è un rapporto di lunga data. Trump ha rapporti consolidati con molti leader, e ogni tanto tra i leader possono esserci piccoli disaccordi", ha aggiunto rispondendo sui rapporti con la premier Giorgia Meloni.
Iran, Usa: "Pazienza Trump verso Teheran non è illimitata"
L'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Michael Waltz, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell'Onu che la pazienza del presidente Donald Trump nei confronti dell'Iran "non è illimitata", mentre cresce la tensione nel Golfo Persico dopo i recenti attacchi attribuiti a Teheran contro Bahrain e Kuwait. "L'Iran non può tenere in ostaggio l'economia mondiale e non possiamo permettere che lo faccia", ha dichiarato Waltz nel corso di una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza, accusando Teheran di ostacolare la navigazione nello Stretto di Hormuz e di bloccare il transito di navi dirette a diversi Paesi, tra cui carichi di "fertilizzanti per gli agricoltori in Africa, aiuti per il Sudan, carburante per il Giappone". Il diplomatico ha quindi chiesto a Teheran di cessare le azioni contro i Paesi vicini e di garantire la libertà di passaggio nella rotta strategica, ricordando che l'agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo stima possibili effetti di lungo periodo su 61 economie in via di sviluppo. Pur lasciando aperta la porta a una soluzione diplomatica, Waltz ha ribadito di non poter "sottolineare abbastanza che una reale e trasformativa opportunità positiva per la nazione e il popolo iraniano è sul tavolo. Ma la pazienza del presidente Trump non è illimitata".
Usa all'Onu: "Iran torni su via di pace e dialogo, il mondo non è dalla sua parte"
"Oggi esortiamo ancora una volta l'Iran a tornare sulla via della pace e del dialogo. Il mondo non è dalla parte dell'Iran. Né il popolo iraniano né i Paesi vicini sostengono questo regime". Lo ha detto l'ambasciatore americano all'Onu, Mike Waltz, parlando in Consiglio di Sicurezza. Rivolgendosi a "tutte le nazioni responsabili", ha sottolineato che "è il momento di scegliere, vi prego di chiarire la vostra posizione". Waltz ha ripetuto che gli attacchi contro Bahrein e Kuwait "sono fondamentalmente illegittimi, incompatibili con il memorandum d'Intesa, violano palesemente la Risoluzione 2817 di questo Consiglio e vanno a detrimento del futuro del popolo iraniano"
Herzog: "Criminalità società araba è emergenza nazionale, richiede battaglia comune"
"La realtà nelle città arabe è diventata insopportabile: sparatorie, omicidi, minacce, estorsioni e paura costante. Dall'inizio del 2026 si contano 140 vittime: una terribile routine che non dobbiamo accettare, in nessuna circostanza". Lo ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog alla cerimonia di consegna dei diplomi al primo gruppo di Imam e leader religiosi arabi israeliani che ha completato un programma di formazione per affrontare la criminalità dilagante nella società araba israeliana, promosso dal ministero dell'Interno insieme alla Open University. "Siamo in un momento di emergenza: una crisi nazionale, sociale, morale, di sicurezza, economica. In questo stato di emergenza siamo chiamati a una battaglia comune, come dimostra questo incontro: una battaglia basata sulla responsabilità condivisa, sulla leadership e sull'azione concreta sul campo", ha aggiunto Herzog. "Lo Stato di Israele - ha concluso - ha la responsabilità e il dovere di garantire pari sicurezza personale a tutti i suoi cittadini, indipendentemente da religione, nazionalità o luogo di residenza. I servizi interni devono essere coinvolti in questa battaglia senza riserve ed è necessario approvate in tempi stretti una legislazione adeguata".
Idf: "In mille giorni 30mila ordigni lanciati contro Israele da 5 Paesi diversi"
Dal 7 ottobre 2023 decine di migliaia di missili, razzi e droni sono stati lanciati contro Israele, 30 mila ordigni sono entrati nel territorio del Paese. Lo riferisce l'Idf specificando: oltre 20 mila sono stati tirati dal Libano, oltre 10 mila dalla Striscia di Gaza, più di mille dall'Iran. Ottanta ordigni sono stati lanciati dallo Yemen, più di 40 hanno dalla Siria. "Questi dati illustrano la minaccia costante affrontata dai civili israeliani negli ultimi mille giorni. Israele, come ogni Stato sovrano, afferma di riservarsi il diritto di agire per la propria autodifesa contro i gruppi terroristici che lo attaccano da più direzioni", afferma l'esercito israeliano in una nota.
Idf: "Ucciso terrorista di Hezbollah nei tunnel di Ali Taher nel sud del Libano"
"Oggi i soldati hanno individuato un terrorista di Hezbollah mentre usciva da uno dei cunicoli di accesso all'infrastruttura sotterranea sulla cresta di Ali Taher, all'interno della Zona di Sicurezza. Il terrorista è stato ucciso dall'aviazione con la guida dei soldati sul campo". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.
Fonti Nato: "Il vertice di Ankara è 'il momento della verità' tra Usa-Europa"
"Questo vertice è il momento della verità. Perché l'anno scorso all'Aia tutti gli alleati hanno assunto un impegno concreto: raggiungere il 3,5%. E ora noi europei dovremo dimostrare di essere all'altezza di quell'impegno". Lo afferma un'alta fonte diplomatica alleata. "Quando si tratta della difesa convenzionale, gli americani stanno dicendo: 'Ora tocca a voi, Europa'. E la risposta deve essere: 'Washington, ci pensiamo noi'", ha aggiunto sottolineando di non poter però escludere colpi di scena al vertice di Ankara. "Siamo ottimisti, ma le cose possono sempre deragliare. Guardate Meloni e Trump: sono finiti ai ferri corti per una foto. Possiamo quindi escludere che accada qualcosa del genere? No. Ma i leader sanno cosa c'è in gioco".
Libano, Idf: "Eliminato miliziano Hezbollah uscito da tunnel nel sud"
L'aeronautica militare israeliana, sotto il comando delle forze dell'unità Egoz, ha annunciato di aver eliminato un miliziano di Hezbollah che era uscito da uno dei cunicoli della struttura sotterranea creata ad Ali Taher, nel Libano meridionale. L'area si trova all'interno della zona cuscinetto in cui operano le forze di difesa israeliane (Idf). Lo ha riferito il portavoce delle Idf citato dai media israeliani.
Iran, Teheran avverte Usa e Israele: "Attaccarci sarebbe errore di valutazione"
Mentre proseguono i preparativi per il funerale di Stato della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, il Comando centrale Khatam al-Anbiya ha avvertito "i nemici dell'Iran, in particolare Stati Uniti e Israele", di "evitare qualsiasi errore di valutazione e di tenere conto della dura rappresaglia che le nostre forze armate sferrerebbero contro qualsiasi minaccia e aggressione nei confronti del nostro Paese". Lo ha dichiarato il comandante Ali Abdollahi, in un comunicato diffuso dai media statali.
Idf: "Periodo di transizione su tutti i fronti, ma pronti per ogni escalation"
''Oggi ricorrono i 1000 giorni dallo scoppio della guerra più lunga della nostra storia. Una guerra iniziata con un fallimento e il disastro più terribile nella storia dello Stato d'Israele. Dalla catastrofe ci siamo rialzati e abbiamo condotto una campagna che ha portato a risultati senza precedenti per il Paese''. Lo ha detto il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir durante una valutazione situazionale, come reso noto dal portavoce dell'esercito. ''L'Iran continua ad essere il punto focale della nostra prontezza operativa. Ci troviamo in un periodo di transizione su tutti i fronti di guerra, che sono ancora attivi a vari livelli di intensità e sono interconnessi: qualsiasi azione su un fronte, può influenzare gli altri. Siamo vigili e preparati alla possibilità di una rapida escalation e al ritorno immediato ai combattimenti'', ha aggiunto.
Israele, Corte Suprema annulla l'elezione del Controllore dello Stato
L'Alta Corte di Giustizia ha stabilito all'unanimità che la votazione con cui la Knesset aveva eletto il mese scorso Michael Rabello alla carica di Controllore di Stato è invalida a causa della violazioni della segretezza del voto, ordinando di indire una nuova elezione. Rabello, uno degli avvocati della famiglia Netanyahu, era stato eletto dalla plenaria della Knesset il 3 giugno, in una procedura di voto che deve essere effettuata a scritinio segreto. Non avendo raggiunto la maggioranza dei voti al primo turno, al secondo turno diversi parlamentari della coalizione si sono fotografati per dimostrare il sostegno a Rabello, appatentemente dopo che la funzionaria coordinatrice della coalizione aveva chiesto una prova di voto per scovare eventuali franchi tiratori. Diverse organizzazioni e partiti politici avevano subito presentato ricorso alla Corte Suprema. Il Controllore dello Stato è una carica istituzionale indipendente che vigila sulla legalità, l'efficienza e l'integrità dell'amministrazione pubblica, oltre a rappresentare l'incarico di Difensore Civico.
Iran, Mojtaba Khamenei non sarà al funerale del padre
La Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, non parteciperà per motivi di sicurezza alla cerimonia funebre in onore del padre, l'yatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso in un raid aereo a Teheran, nel primo giorno della guerra israelo-americana contro l'Iran. Lo ha dichiarato l'ayatollah Hakim Elahi al canale televisivo 'India Today', spiegando che le continue minacce di Israele contro i leader iraniani sono il motivo per cui Mojtaba Khamenei non potrà partecipare. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha di recente detto che Khamenei era "condannato a morte".
Commercio estero: Sace, export in Medio Oriente atteso +5,3% in 2027-2028
L’export italiano in Medio Oriente, dopo una contrazione prevista nel 2026 legata alla crisi nell’area del Golfo, è atteso tornare a crescere con decisione nel biennio successivo, con un incremento medio del 5,3%. Lo segnala Sace nel Rapporto export 2026, ‘Re-Agire: l’Italia alla sfida dell’export globale’, osservando come "lo shock del conflitto evidenzia ancor più l’importanza dei processi di diversificazione economica in quei Paesi che basano ancora le proprie economie sulla produzione e vendita di idrocarburi". Soprattutto per "le geografie lontane dal Golfo e dipendenti dall’import di energia" è "importante diversificare l’import di tali beni (e dei loro derivati) puntando anche sulla produzione domestica".
Borsa: Milano migliore in Europa (+2%) dopo dati Usa e l'avvio di Wall street
Mercati azionari del Vecchio continente tutti positivi dopo i dati del mercato del lavoro statunitense e l'avvio di Wall street: la Borsa migliore è quella di Milano, che sale del 2% spinta da Fincantieri (+7%) e Leonardo (+5,6%), seguita da Francoforte e Madrid in aumento dell'1,6%. Tonica anche Parigi che sale dell'1,5%, con Londra in rialzo di un punto percentuale e Amsterdam molto cauta in crescita solo dello 0,3% frenata da diversi titoli tecnologici. Bene l'euro che sale dello 0,6% a 1,144 contro il dollaro, calmo lo spread Btp-Bund a 78,3 punti base. Nel settore energia petrolio in calo dell'1,4% a 67,5 dollari al barile, mentre il gas sale del 2,2% a 43,7 euro al Megawattora. In questo contesto, tra i titoli principali di Piazza Affari forti acquisti anche su Unicredit che sale del 4% a 82 euro e A2a che cresce del 3,3% a quota 2,3. Debole Nexi, in ribasso dell'1,5% a 3,7 euro.
Wall Street apre in rialzo, Dj +0,55%, Nasdaq +0,10%
Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dello 0,55% a 52.579,26 punti, il Nasdaq avanza dello 0,10% a 26.068,45 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,31% a 7.508,29 punti.
Libano, ministro Esteri siriano a Beirut: "Rassicurazioni" dopo parole Trump
Visita a Beirut per il ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shaibani, dopo le dichiarazioni di Donald Trump che ha detto di aver "suggerito a Israele sia la Siria a occuparsi di Hezbollah" in Libano. Un'eventualità subito esclusa dalla Siria del dopo-Assad. Al-Shaibani ha incontrato il presidente libanese, Joseph Aoun, per parlare delle modalità per "rafforzare le relazioni bilaterali" sulla "base di rispetto reciproco e buon vicinato", hanno fatto sapere dal ministero degli Esteri di Damasco, dove nel frattempo l'esplosione di una bomba in un bar nei pressi del Palazzo di Giustizia ha fatto almeno quattro morti. Aoun ha ribadito la volontà di Beirut di "stabilire relazioni fraterne" con la Siria, "basate su cooperazione e non ingerenza negli affari interni". "Siamo soddisfatti del coordinamento tra i due Paesi, soprattutto per quanto riguarda il controllo delle frontiere e la prevenzione di traffico di armi e tratta di esseri umani", ha detto il capo di Stato, secondo quanto reso noto dalla presidenza libanese. La stessa presidenza fa sapere che la delegazione siriana ha voluto chiarire la "confusione nata dalle voci su un possibile intervento militare siriano in Libano", affermando che la Siria "non ha alcuna intenzione di intraprendere un'azione del genere". Il ministro degli Esteri siriano ha incontrato anche, per la prima volta, il capo del Parlamento di Beirut, l'inamovibile sciita Nabih Berri, leader di Amal, alleato di Hezbollah, per "uno scambio di opinioni su una serie di questioni e dossier di interesse comune". Al-Shaibani non ha escluso la possibilità di un incontro con Hezbollah in futuro. Non è in agenda, ma "se sarà necessario siamo aperti" a questa possibilità, ha detto, giudicando - come riporta Syria Tv - "eccellente" il colloquio avuto con Berri. Il ministro degli Esteri siriano, che era stato in Libano per la prima volta a ottobre, ha visto anche il premier libanese, Nawaf Salam, che era stato in Siria a maggio. Dopo le parole di Trump, a più di 20 anni dal ritiro militare siriano dal Libano, il leader siriano Ahmed al-Sharaa - ex jihadista nato in Arabia Saudita, che afferma di aver rotto con l'estremismo, protagonista sin dalla rapida avanzata di Hayat Tahrir al-Sham e altre fazioni armate che nel dicembre di due anni fa portò alla fine del regime di Assad - ha subito definito tramite i media siriani come "assolutamente infondate le voci sul fatto che la Siria potrebbe entrare in Libano".
Il petrolio in calo a New York a 67,65 dollari
Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,36% a 67,65 dollari al barile.
Padre dell'ostaggio Emily Hand: mille giorni? "A volte sembra ancora ieri, il ricordo di quel 7 ottobre fatica a svanire"
''Mille giorni, a volte sembra un'eternità e a volte, come se fosse successo solo ieri''. Inizia così il racconto all'Adnkronos di Thomas Hand, cittadino israeliano di origini irlandesi che mille giorni fa, il 7 ottobre del 2023, si è salvato nascondendosi nel rifugio antiaereo nel Kibbutz Be'eri, dove viveva con la figlia Emily di 8 anni. ''Mi sono nascosto nel rifugio antiaereo sapendo che la porta non si poteva chiudere a chiave'', solo e ''preoccupato per la sicurezza di Emily, dei miei amici e della mia ex moglie, che hanno ucciso. Colpita allo stomaco e al collo''. Anche lui ha rischiato la vita. ''Mi hanno sparato quando ho messo la testa fuori dalla finestra del rifugio antiaereo dove mi sono nascosto, quindi sapevo di non poter uscire di casa per cercare di salvare qualcuno'' e ''quella è stata la cosa più difficile da sopportare e lo è ancora'', racconta Hand. Il 66enne racconta che ''sapevo di dover rimanere in vita per Emily e per i miei due figli più grandi. Se fossi stato imprudente o 'coraggioso' e fossi stato colpito a morte, ora tutti i miei figli sarebbero orfani''. Emily è la figlia di Thomas Hand che il 7 ottobre è stata rapita dai miliziani di Hamas entrati nel Kibbutz Be'eri, mentre era a casa di un'amica dopo un pigiama party. Scioccanti sono state le dichiarazioni rilasciate dall'uomo quando, in una intervista alla Cnn, disse, con un sorriso, di essere ''sollevato'' dalla notizia ricevuta dalle Idf che la figlia risultava morta. ''La migliore delle opzioni possibile'', disse allora Hand pensando alle violenze e alle torture che la bambina avrebbe potuto subire.
Libano, Aoun: "Non cederemo nemmeno un cm di territorio a Israele"
Il 26 giugno il Libano ha firmato un accordo quadro con Israele, sotto l'egida di Washington, volto a raggiungere una "pace duratura". L'intesa e' stata fortemente criticata da Hezbollah, alleato dell'Iran. Dal 2 marzo le operazioni israeliane nel Sud del Libano hanno causato oltre 4.200 vittime. Questi negoziati diretti "non sono un tradimento, ma una guerra diplomatica, senza inutili spargimenti di sangue" con l'obiettivo di "garantire il ritiro israeliano dal suo territorio". L'accordo quadro prevede, senza fissare alcuna tempistica, che l'esercito di Beirutr riaffermi la propria autorita' nel sud del Paese, con il disarmo di Hezbollah e il graduale ritiro israeliano da quelle che sono state definite "zone pilota". Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che martedi' scorso ha visitato la parte meridionale del Libano occupata da Israele, ha dichiarato che il suo esercito non si ritirera' finche' persistera' la minaccia di Hezbollah.
Libano, firma accordo di non ingerenza con Siria
Libano e Siria hanno firmato un accordo di "rispetto reciproco e non ingerenza" in occasione della visita a Beirut del ministro degli Esteri di Damasco, Asaad al-Shaibani. Lo riporta l'agenzia Nna. L'accordo, si legge nel dispaccio, include "principi di cooperazione, tra cui il rispetto della sovranita', dell'indipendenza, dell'unita' e dell'integrita' territoriale di entrambi gli stati, l'uguaglianza tra le due parti e la non ingerenza".
Idf: "Scoperti depositi armi Hezbollah a Tiri e Maroun al-Ras nel sud del Libano"
''Nei giorni scorsi, i soldati dell'Idf hanno scoperto un tunnel sotterraneo e un deposito di armi con razzi e mortai nella zona di Tiri, nel sud del Libano. In un'ulteriore operazione nella zona di Maroun al-Ras, i soldati hanno rinvenuto ordigni esplosivi, armi e altro equipaggiamento militare''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che le truppe israeliane ''continuano a operare nel sud del Libano per eliminare qualsiasi minaccia di Hezbollah nei confronti dei soldati e dei civili israeliani''.
Iran, media: "Il 18 luglio prossimo giro negoziati con Usa"
Si svolgera' il 18 luglio il prossimo giro di negoziati tra Iran e Stati Uniti, dopo i colloqui indiretti svoltisi ieri a Doha. Lo ha riferito alla testata saudita Al-Hadath una fonte ben informata.
Fao: grazie ai 5 mln donati dall'Italia sostegno a 60 mila persone nel sud del Libano
La Fao ringrazia l'Italia che "con il suo generoso sostegno ha consentito che le famiglie colpite dal conflitto in Libano possano ricostruire i propri mezzi di sussistenza agricoli garantendo cibo alle loro comunità". Grazie ai 5 milioni di euro messi a disposizione dall'Italia, oltre 60.000 persone nel Sud del Libano, Nabatieh, Bekaa e Baalbek‑Hermel hanno ottenuto dalla Fao contanti e voucher, semi e strumenti, fertilizzanti, irrigazione, mangimi per animali e cure veterinarie.
Hamas: "Abbiamo ucciso chi ha tradito il comandante al-Haddad"
Le brigate al Qassam di Hamas rendono noto su Telegram che è "stata eseguita la condanna a morte nei confronti dell'agente Mustafa Muhanna, membro delle forze dell'Autorità palestinese di Ramallah, riconosciuto colpevole di collaborazione con l'intelligence israeliana e cooperazione nell'uccisione del comandante Izz al-Din al-Haddad", che aveva ereditato la leadership militare dopo l'uccisione di Yahya Sinwar. Muhanna era sposato con la cognata di al-Haddad e, secondo fonti vicine ad Hamas, avrebbe informato Israele che al-Haddad si era spostato un minuto prima dell'assassinio il 15 maggio scorso. Al-Haddad, detto 'il fantasma' era il terrorista di Hamas più ricercato dall'Idf. Muhanna, secondo Hamas, avrebbe partecipato a operazioni di assassinio mirate contro altri dirigenti dell'organizzazione terroristica.
Trump torna ad attaccare la Nato: "Usa spendono più di tutti"
Donald Trump torna ad attaccare la Nato. "Gli Stati Uniti spendono per la Nato più di qualsiasi altro Paese, e con un ampio margine, per garantirne la protezione, senza trarne alcun vantaggio", afferma il presidente sul suo social Truth elencano le spese per gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi, fra cui l'Italia. "Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi, Francia 66,5 miliardi, Italia 48,8 miliardi, Polonia 44,3 miliardi. Le cifre degli altri Paesi, inclusa la Germania, sono molte più basse", ha messo in evidenza Trump.
Iran, India invierà ministro Esteri a funerali Khamenei
L'India invierà in Iran il ministro degli Esteri Shri Pabitra Margherita e il Governatore dello stato del Bihar Syed Ata Hasnain per i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei. "La rappresentanza d'alto livello presente alla cerimonia sottolinea l'importanza dei legami di civiltà, compresi i rapporti tra i popoli, tra i due Paesi, e costituisce una solida base per la collaborazione politica ed economica", si legge in una dichiarazione del Ministro degli Esteri. I funerali di Khamenei inizieranno il 4 luglio a Teheran e si concluderanno il 9 luglio con la sepoltura nella sua città natale di Mashhad.
Libano, Damasco: "Pronti a incontro con Hezbollah se necessario"
Le nuove autorita' siriane sono disponibili a incontrare i rappresentanti di Hezbollah "se gli interessi lo richiedono". Lo ha dichiarato, riporta l'agenzia Nna, il ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shaibani, da Beirut, dove ha incontrato il presidente libanese Joseph Aoun, il primo ministro Nawaf Salam e il presidente del Parlamento Nabih Berri, alleato di Hezbollah. Gli ex miliziani sunniti che ora governano la Siria hanno lottato per anni contro gli uomini di Hezbollah, che sostenevano l'ex presidente Bashar al-Assad. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha piu' volte affermato che la Siria potrebbe "occuparsi di Hezbollah" al posto di Israele, le cui operazioni in Libano vengono spesso criticate dalla Casa Bianca perche' poco risolutive nonostante l'elevato numero di vittime civili. Il governo Damasco ha pero' sempre negato la possibilita' di un intervento militare nel Paese dei Cedri. Shaibani ha detto ad Aoun di voler "chiarire la confusione generata dalle notizie su un potenziale intervento militare siriano in Libano" e ha assicurato che "la Siria non ha alcuna intenzione di intraprendere una simile azione", si legge in un comunicato della presidenza libanese. Shaibani ha inoltre esteso ad Aoun un invito da parte del presidente Ahmad al-Sharaa a visitare la Siria, il che rappresenterebbe una novita' assoluta. Shaibani, da parte sua, aveva gia' visitato il Libano in ottobre, prima visita di un alto funzionario siriano da quando la coalizione islamista ha preso il potere a Damasco, aprendo un nuovo capitolo nelle relazioni tra i due Paesi. Salam si era inoltre recato in Siria lo scorso maggio. Le nuove autorita' siriane sono ostili a Hezbollah, gia' alleato di Assad, e hanno annunciato l'arresto di presunte cellule affiliate al gruppo. Hezbollah nega, dal canto suo, qualsiasi presenza in Siria. L'esercito siriano intervenne in Libano durante la guerra civile del 1976 ed esercito' la sua influenza sul Paese vicino per decenni, venendo accusato di numerosi assassinii.
Iran, Pakistan: il premier Sharif sarà ai funerali di Khamenei
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif partecipera' questa settimana ai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ha annunciato il ministero degli Esteri del Paese sud-asiatico. "Il primo ministro, Muhammad Shehbaz Sharif, si rechera' in Iran e Turchia dal 3 al 5 luglio, andra' prima in Iran per i funerali della Guida Suprema", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri, Tahir Andrabi. Il Pakistan ha svolto un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra iniziata a febbraio con gli attacchi statunitensi e israeliani che hanno ucciso la Guida Suprema iraniana, 86 anni, a Teheran. Andrabi ha ribadito le precedenti dichiarazioni del Pakistan e del Qatar, anch'esso mediatore, secondo cui i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran tenutisi a Doha questa settimana hanno fatto progressi e un altro incontro potrebbe svolgersi dopo i funerali di Khamenei. I funerali pubblici inizieranno sabato, con la salma esposta nel colossale complesso nel centro di Teheran che ospita le principali preghiere del venerdi', cerimonie ufficiali e raduni religiosi. Il Pakistan condivide profondi legami storici con l'Iran. I due Paesi condividono un confine di 900 chilometri e legami culturali, e il Pakistan, a maggioranza sunnita, ospita la seconda popolazione sciita piu' numerosa al mondo dopo l'Iran. Il viaggio di Sharif in Turchia prevedeva incontri con i leader e gli imprenditori turchi, ha affermato Andrabi.
Media: prossimo round negoziati con Usa il 18 luglio
Il prossimo round di negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran inizierà il 18 luglio. Lo ha riferito l'emittente saudita Al-Hadath citando una fonte di alto livello. Al momento non è stato indicato dove si terranno i negoziati.
Teheran: Hormuz non è terreno di gioco Usa ma sovranità indiscussa dell'Iran
Tutte le navi commerciali sono obbligate a seguire la rotta marittima designata per attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz, pena gravi conseguenze,. E' l'avvertimento arrivato dal quartier generale militare iraniano. Lo scrive Al Jazeera. "Qualsiasi interferenza statunitense nello Stretto di Hormuz incontrerà una risposta decisa e rapida da parte delle forze armate", ha dichiarato il Comando Centrale Khatam al-Anbiya in un comunicato. "Lo Stretto di Hormuz non è il terreno di gioco dell'aggressore americano, bensì territorio di indiscussa sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran". L'agenzia di stampa Fars ha riportato la dichiarazione affermando che "la sicurezza e il mantenimento della stabilità di questa vitale via navigabile rappresentano la linea rossa per le potenti forze armate dell'Iran islamico".
Iran: Hormuz non è campo gioco Usa. Se aggrediti rispondiamo
L'Iran è tornato a mettere in guardia gli Stati Uniti sulle conseguenze delle loro ingerenze a Hormuz. "Lo Stretto non è un campo di gioco per un'America aggressiva, ma il dominio sovrano indiscusso della Repubblica Islamica dell'Iran", si legge in una nota del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya diffusa dai media iraniani. "Qualsiasi tentativo degli Stati Uniti di interferire in questioni di sicurezza o qualsiasi azione di disturbo nello Stretto sarà considerato una minaccia alla sovranità nazionale dell'Iran e riceverà una risposta rapida e risoluta", si avverte.
Ghalibaf: dai funerali di Khamenei risuoni il nostro appello alla vendetta
Il capo della squadra negoziale iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha invocato la "vendetta" per la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso dai raid aerei israeliani-americani alla fine di febbraio, esortando una grande folla a partecipare ai suoi funerali, che inizieranno sabato a Teheran. "Invito tutto il popolo iraniano (...) a scrivere una pagina gloriosa nella storia dell'Iran islamico attraverso la vostra presenza", ha dichiarato in un comunicato Ghalibaf, che è anche presidente del Parlamento, aggiungendo che "l'appello alla vendetta della nazione deve risuonare in tutto il mondo".
Iran, "Hormuz è sotto comando iraniano, il CentCom non può dare ordini"
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha bocciato con un post su X il tavolo sulla sicurezza regionale a guida statunitense che si è tenuto in Bahrein. All'incontro hanno preso parte rappresentanti di 12 Paesi – tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Libano e Siria – per un confronto sullo Stretto di Hormuz. "Hormuz è definito sotto il comando iraniano, non dal CentCom. Un vertice militare in Bahrein non può stabilire un ordine giuridico e la sicurezza per il Golfo Persico", ha scritto Gharibabadi. Il numero due della diplomazia di Teheran ha poi aggiunto: "La sicurezza della regione sarà garantita dalla fine degli interventi e dal ritiro degli Stati Uniti dall'area, dal rispetto della sovranità dei singoli Paesi e dall'accettazione delle nuove realtà geopolitiche, non sotto l'ombrello militare americano".
Iran: "Nessun accesso degli ispettori Aiea ai siti bombardati dagli Usa"
Teheran torna a chiudere la porta agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sui siti nucleari colpiti dai raid statunitensi. Come riferisce Al Jazeera, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha smentito, in un intervento sull'emittente di Stato Irib, le ricostruzioni secondo cui l'Iran avrebbe consentito l'ispezione degli impianti di Fordow, Natanz e Isfahan, bollando come "false" quelle notizie. "Gli ispettori dell'Aiea non hanno il diritto di ispezionare i siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti", ha dichiarato Ghalibaf, precisando che "attualmente, gli ispettori hanno accesso solo a due siti: la centrale nucleare di Bushehr e il reattore di Teheran". Venerdì scorso il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi aveva sostenuto che "esiste un accordo e, per rispettarlo, l'Aiea dovrà avere accesso e ispezionare i siti", senza tuttavia specificare quali.
Iran, Ghalibaf: "Vendicheremo il sangue di Khamenei"
Alla vigilia dei funerali della guida suprema Ali Khamenei, il presidente del parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf ha promesso che il suo sangue sarà vendicato. In un messaggio rilanciato dai media di Teheran, Ghalibaf ha dichiarato: "Dobbiamo far sentire al mondo il grido di vendetta del popolo, affinché sappia che il nobile e valoroso popolo iraniano non tace di fronte all'ingiustizia e all'arroganza e non passerà sopra al sangue del proprio Imam".
Save the Children: "A Gaza uccisi almeno 21mila minori in mille giorni di guerra"
Sono almeno 21.000 i bambini e ragazzi uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio del conflitto, ormai giunto al millesimo giorno. È il bilancio diffuso da Save the Children, che avverte come la cifra effettiva possa essere "molto più alta", vista la quantità imprecisata di corpi ancora sepolti sotto le macerie. Citando i dati del Site Management Cluster, l'organizzazione umanitaria segnala che oltre 800.000 minori — circa l'80% di quelli presenti nella Striscia — risultano sfollati, mentre 7.000 sono rimasti soli o separati dalle famiglie. I 625.000 in età scolare hanno perso tre anni di istruzione formale e si stima che 245.000 siano a rischio malnutrizione o già colpiti dal fenomeno. Save the Children chiede un cessate il fuoco immediato e definitivo, la sospensione dei trasferimenti di armi a Israele e la piena assunzione di responsabilità per i crimini commessi contro i bambini.
Qatar: negoziati proseguiranno dopo i funerali di Khamenei
I colloqui tra Teheran e Washington non si interromperanno con le esequie dell'ayatollah Ali Khamenei e riprenderanno una volta concluse le cerimonie funebri. Lo ha fatto sapere da Doha un portavoce del governo del Qatar.
Trump: "Prezzi della benzina torneranno ai minimi come prima della 'gita' in Iran"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a rivendicare gli effetti della sua politica energetica in un messaggio pubblicato su Truth. "Proprio come avevo promesso, i prezzi del petrolio stanno crollando rapidamente e anche i prezzi della benzina alla pompa stanno scendendo, sebbene non così velocemente come dovrebbero", ha scritto il tycoon. Secondo l'inquilino della Casa Bianca, "l'America non è mai stata così forte come oggi" e i costi alla pompa sono destinati a tornare "presto ai minimi storici di cui gli americani godevano prima della nostra 'gita' in Iran, rivelatasi un grande successo".
Libano, Onu: "Autorità esclusiva al governo di Beirut sul territorio"
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ribadisce che il quadro di riferimento per le intese relative al Libano resta quello fissato dal Consiglio di sicurezza, che affida al governo di Beirut "il monopolio esclusivo dell'uso delle armi e l'autorità esclusiva sul proprio territorio". La precisazione arriva dal portavoce Stephane Dujarric, intervenuto dopo le indiscrezioni sull'accordo tra Libano e Israele: l'intesa, secondo quanto trapelato, non prevederebbe un ritiro immediato delle forze israeliane dal sud del Paese, ma un "processo graduale subordinato al disarmo di Hezbollah".
Gaza, l'allarme dell'Onu: 196 civili uccisi lungo la Linea Gialla dall'inizio della tregua
Le agenzie umanitarie che operano con le Nazioni Unite hanno chiesto maggiori tutele per la popolazione civile nella Striscia di Gaza, in particolare lungo la cosiddetta Linea Gialla, che divide l'area sotto controllo palestinese da quella presidiata dalle forze israeliane. In una nota diffusa nelle scorse ore, l'Humanitarian Country Team – che riunisce le agenzie Onu e le organizzazioni non governative attive sul terreno – ha segnalato che il progressivo ampliamento delle zone controllate da Israele, dall'avvio del cessate il fuoco dello scorso ottobre, sta aggravando i rischi per i civili e complicando gli interventi di soccorso.
Libano, l'Onu: rientrato a casa il 40% degli sfollati dal conflitto con Israele
In Libano è tornato nelle proprie aree di origine circa il 40% degli oltre un milione di persone costrette a lasciare le proprie case a causa del conflitto con Israele. Il dato, elaborato dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, è stato reso noto dal portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. "Sebbene questo rappresenti un importante passo verso la ripresa - ha sottolineato - migliaia di persone restano ancora sfollate e continuano a dipendere dagli aiuti umanitari". Dujarric ha inoltre ribadito che i rientri "devono avvenire in condizioni di sicurezza, su base volontaria e nel rispetto della dignità delle persone", aggiungendo che chi rientra deve poter accedere all'assistenza umanitaria necessaria.
Colloqui Iran-Usa a Doha, Qatar: "Progressi positivi"
I negoziati separati svoltisi oggi a Doha tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran, con Qatar e Pakistan nel ruolo di mediatori, hanno registrato "progressi positivi" sulle questioni legate al memorandum firmato dai due Paesi. Lo ha reso noto su X il portavoce del ministero degli Esteri qatariota, Majed Al Ansari. "Le parti hanno concordato di proseguire le discussioni nel prossimo periodo, con il prossimo incontro che sarà fissato il prima possibile dopo le cerimonie funebri dell'ex leader supremo iraniano", ha aggiunto il funzionario, riferendosi alle esequie di Ali Khamenei.