Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran USA, proseguono i colloqui a Doha. Trump: "In Iran è stata una gita".  LIVE

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©Ansa

Il presidente degli Stati Uniti cerca di tranquillizzare gli americani dicendo loro che i prezzi della benzina torneranno ai livelli precedenti a quelli della "gita in Iran". A Doha i colloqui di pace procedono ma subiscono uno stop in vista dei funerali di Khamenei

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Donald Trump si mostra ottimista sui negoziati con Teheran e non esclude di prolungare i tempi del memorandum d'intesa oltre la scadenza del 18 agosto. "I colloqui con l'Iran stanno andando molto bene, andiamo d'accordo", ha detto il presidente Usa, assicurando che "la denuclearizzazione dell'Iran sta procedendo". Secondo il Wall Street Journal, il capo della Casa Bianca avrebbe valutato con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il capo di stato maggiore congiunto Dan Caine anche l'ipotesi di nuovi attacchi militari, scegliendo però per ora la via diplomatica. Le trattative a Doha restano indirette: gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato il premier qatarino Al Thani, mentre i colloqui tecnici passano attraverso i mediatori di Qatar e Pakistan e si concentrano su Libano e asset congelati. Teheran chiede in via preliminare lo sblocco dei fondi da trasferire alla banca centrale iraniana. Sullo Stretto di Hormuz cresce intanto l'insofferenza tedesca: il ministro della Difesa Boris Pistorius avverte che "non aspetteranno all'infinito" e valuta il richiamo delle due navi schierate a Gibuti.

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Iran, "Hormuz è sotto comando iraniano, il CentCom non può dare ordini"

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha bocciato con un post su X il tavolo sulla sicurezza regionale a guida statunitense che si è tenuto in Bahrein. All'incontro hanno preso parte rappresentanti di 12 Paesi – tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Libano e Siria – per un confronto sullo Stretto di Hormuz. "Hormuz è definito sotto il comando iraniano, non dal CentCom. Un vertice militare in Bahrein non può stabilire un ordine giuridico e la sicurezza per il Golfo Persico", ha scritto Gharibabadi. Il numero due della diplomazia di Teheran ha poi aggiunto: "La sicurezza della regione sarà garantita dalla fine degli interventi e dal ritiro degli Stati Uniti dall'area, dal rispetto della sovranità dei singoli Paesi e dall'accettazione delle nuove realtà geopolitiche, non sotto l'ombrello militare americano".

Iran: "Nessun accesso degli ispettori Aiea ai siti bombardati dagli Usa"

Teheran torna a chiudere la porta agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sui siti nucleari colpiti dai raid statunitensi. Come riferisce Al Jazeera, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha smentito, in un intervento sull'emittente di Stato Irib, le ricostruzioni secondo cui l'Iran avrebbe consentito l'ispezione degli impianti di Fordow, Natanz e Isfahan, bollando come "false" quelle notizie. "Gli ispettori dell'Aiea non hanno il diritto di ispezionare i siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti", ha dichiarato Ghalibaf, precisando che "attualmente, gli ispettori hanno accesso solo a due siti: la centrale nucleare di Bushehr e il reattore di Teheran". Venerdì scorso il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi aveva sostenuto che "esiste un accordo e, per rispettarlo, l'Aiea dovrà avere accesso e ispezionare i siti", senza tuttavia specificare quali.

Iran, Ghalibaf: "Vendicheremo il sangue di Khamenei"

Alla vigilia dei funerali della guida suprema Ali Khamenei, il presidente del parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf ha promesso che il suo sangue sarà vendicato. In un messaggio rilanciato dai media di Teheran, Ghalibaf ha dichiarato: "Dobbiamo far sentire al mondo il grido di vendetta del popolo, affinché sappia che il nobile e valoroso popolo iraniano non tace di fronte all'ingiustizia e all'arroganza e non passerà sopra al sangue del proprio Imam".

Save the Children: "A Gaza uccisi almeno 21mila minori in mille giorni di guerra"

Sono almeno 21.000 i bambini e ragazzi uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio del conflitto, ormai giunto al millesimo giorno. È il bilancio diffuso da Save the Children, che avverte come la cifra effettiva possa essere "molto più alta", vista la quantità imprecisata di corpi ancora sepolti sotto le macerie. Citando i dati del Site Management Cluster, l'organizzazione umanitaria segnala che oltre 800.000 minori — circa l'80% di quelli presenti nella Striscia — risultano sfollati, mentre 7.000 sono rimasti soli o separati dalle famiglie. I 625.000 in età scolare hanno perso tre anni di istruzione formale e si stima che 245.000 siano a rischio malnutrizione o già colpiti dal fenomeno. Save the Children chiede un cessate il fuoco immediato e definitivo, la sospensione dei trasferimenti di armi a Israele e la piena assunzione di responsabilità per i crimini commessi contro i bambini.

Qatar: negoziati proseguiranno dopo i funerali di Khamenei

I colloqui tra Teheran e Washington non si interromperanno con le esequie dell'ayatollah Ali Khamenei e riprenderanno una volta concluse le cerimonie funebri. Lo ha fatto sapere da Doha un portavoce del governo del Qatar.

Trump: "Prezzi della benzina torneranno ai minimi come prima della 'gita' in Iran"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a rivendicare gli effetti della sua politica energetica in un messaggio pubblicato su Truth. "Proprio come avevo promesso, i prezzi del petrolio stanno crollando rapidamente e anche i prezzi della benzina alla pompa stanno scendendo, sebbene non così velocemente come dovrebbero", ha scritto il tycoon. Secondo l'inquilino della Casa Bianca, "l'America non è mai stata così forte come oggi" e i costi alla pompa sono destinati a tornare "presto ai minimi storici di cui gli americani godevano prima della nostra 'gita' in Iran, rivelatasi un grande successo".

Libano, Onu: "Autorità esclusiva al governo di Beirut sul territorio"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ribadisce che il quadro di riferimento per le intese relative al Libano resta quello fissato dal Consiglio di sicurezza, che affida al governo di Beirut "il monopolio esclusivo dell'uso delle armi e l'autorità esclusiva sul proprio territorio". La precisazione arriva dal portavoce Stephane Dujarric, intervenuto dopo le indiscrezioni sull'accordo tra Libano e Israele: l'intesa, secondo quanto trapelato, non prevederebbe un ritiro immediato delle forze israeliane dal sud del Paese, ma un "processo graduale subordinato al disarmo di Hezbollah".

Gaza, l'allarme dell'Onu: 196 civili uccisi lungo la Linea Gialla dall'inizio della tregua

Le agenzie umanitarie che operano con le Nazioni Unite hanno chiesto maggiori tutele per la popolazione civile nella Striscia di Gaza, in particolare lungo la cosiddetta Linea Gialla, che divide l'area sotto controllo palestinese da quella presidiata dalle forze israeliane. In una nota diffusa nelle scorse ore, l'Humanitarian Country Team – che riunisce le agenzie Onu e le organizzazioni non governative attive sul terreno – ha segnalato che il progressivo ampliamento delle zone controllate da Israele, dall'avvio del cessate il fuoco dello scorso ottobre, sta aggravando i rischi per i civili e complicando gli interventi di soccorso.

Libano, l'Onu: rientrato a casa il 40% degli sfollati dal conflitto con Israele

In Libano è tornato nelle proprie aree di origine circa il 40% degli oltre un milione di persone costrette a lasciare le proprie case a causa del conflitto con Israele. Il dato, elaborato dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, è stato reso noto dal portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. "Sebbene questo rappresenti un importante passo verso la ripresa - ha sottolineato - migliaia di persone restano ancora sfollate e continuano a dipendere dagli aiuti umanitari". Dujarric ha inoltre ribadito che i rientri "devono avvenire in condizioni di sicurezza, su base volontaria e nel rispetto della dignità delle persone", aggiungendo che chi rientra deve poter accedere all'assistenza umanitaria necessaria.

Colloqui Iran-Usa a Doha, Qatar: "Progressi positivi"

I negoziati separati svoltisi oggi a Doha tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran, con Qatar e Pakistan nel ruolo di mediatori, hanno registrato "progressi positivi" sulle questioni legate al memorandum firmato dai due Paesi. Lo ha reso noto su X il portavoce del ministero degli Esteri qatariota, Majed Al Ansari. "Le parti hanno concordato di proseguire le discussioni nel prossimo periodo, con il prossimo incontro che sarà fissato il prima possibile dopo le cerimonie funebri dell'ex leader supremo iraniano", ha aggiunto il funzionario, riferendosi alle esequie di Ali Khamenei.

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