I connazionali feriti sono 4 e 29 quelli rintracciati. Gli ultimi 5 italiani trovati senza vita erano originari del Salernitano. In precedenza erano stati individuati tra le macerie i corpi di Trini Adrian, di 53 anni, e della figlia Isabella Cuomo, di 22 anni. La salma del marito e padre, Enzo Cuomo, 58 anni, era stato ritrovato questa mattina. I tre si trovavano nell'edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes di Caracas, al momento del sisma. Intanto i soccorritori continuano a scavare tra le macerie degli
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Al momento sono 16 i cittadini italiani che risultano deceduti nel devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. I feriti sono 4, 40 i dispersi e 29 connazionali rintracciati. Un'altra famiglia di 5 italiani, originari del Salernitano, è stata trovata senza vita. In precedenza erano stati individuati tra le macerie i corpi di Trini Adrian, di 53 anni, e della figlia Isabella Cuomo, di 22 anni. Il corpo del marito e padre, Enzo Cuomo, 58 anni, era stato ritrovato questa mattina. I tre si trovavano nell'edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes di Caracas, al momento del sisma.
Intanto, in Venezuela si continua a scavare senza sosta tra le macerie degli edifici distrutti dal forte terremoto alla ricerca di superstiti. Il numero delle vittime, secondo l'ultimo bilancio, è di oltre 1.700, mentre i dispersi superano quota 50mila.
Nuove forti scosse di terremoto sono state avvertite a Caracas. Stando a quanto rilevato dall'Usgs, la scossa registrata alle 13:01 è stata di magnitudo 4.6. Secondo il presidente dell'Assemblea nazionale Rodriguez "non sono stati segnalati danni" ulteriori.
A Macuto, nello nello Stato di La Guaira, vigili del fuoco italiani sono al lavoro insieme alle squadre di Ecuador e Oland per trarre in salvo una donna che risponde ai segnali dei soccorritori. Con lei potrebbero trovarsi anche due bambini, ma le verifiche sono ancora in corso. Intanto, la leader dell'opposizione venezuelana, María Corina Machado ha detto di voler tornare in Venezuela.
L'Unione europea fornirà 5 milioni di euro in aiuti umanitari per fornire assistenza immediata alle comunità più colpite dai terremoti nel Paese.
Numeri di emergenza:
- Unità di Crisi: +39 0636225
- Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
- Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
Gli approfondimenti:
- Sisma Venezuela, le parole dell'ambasciatore italiano a Caracas
- Doppio terremoto in Venezuela, le immagini della devastazione. FOTO
- Panico e danni a Caracas. IL VIDEO
- Venezuela, le immagini di un hotel crollato a La Guaira. VIDEO
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Terremoto in Venezuela, epicentro e intensità delle scosse: le mappe
Due eventi sismici di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il Paese sudamericano nell’arco di un minuto provocando decine di morti e centinaia di feriti. Ecco le zone più colpite
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Vai al contenutoVenezuela, soccorritori italiani in aiuto alla popolazione
Sono arrivate alla base aerea di El Libertador, a Maracay, le squadre italiane di soccorso inviate in Venezuela dopo i due violenti terremoti del 24 giugno che hanno colpito il nord del Paese. Le immagini del Ministero della Difesa mostrano lo sbarco del personale e lo scarico delle attrezzature destinate alle operazioni di ricerca e assistenza. La missione rientra nel Meccanismo europeo di protezione civile. Il bilancio provvisorio supera le 900 vittime, con migliaia di feriti e sfollati, mentre proseguono le ricerche dei dispersi.
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Vai al contenutoVenezuela, la testimonianza: "Forti scosse e tanta paura"
Francesco Mendoza, residente nella città di Valencia, è intervenuto a Sky TG24: "Qui solo crepe sui muri, il vero problema è a La Guaira. Le autorità sono assenti".
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Vai al contenutoMorta in Venezuela un'altra famiglia di cinque italiani
Cinque persone appartenenti alla stessa famiglia italiana, originaria di Licusati, frazione di Camerota nel Salernitano, sono morte nel terremoto in Venezuela. Lo riferiscono fonti locali. Secondo quanto si apprende si tratta della famiglia di Gennaro Garofalo, che da anni viveva a La Guaira, la zona più colpita dal sisma. Le cinque vittime non farebbero parte degli 11 italiani deceduti già confermati.
Venezuela, dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina
L'operazione, durata 13 ore, è stata condotta dalle squadre di soccorso inviate da El Salvador: grazie a loro Camila Sofía Medina Rivas e la sua cagnolina Chanel sono salve
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Vai al contenutoTerremoto in Venezuela, trovata morta sotto le macerie la siciliana Francesca Mannina
Il corpo della donna è stato estratto dalle rovine del residence Pin High, a La Guaira, alle porte di Caracas. Data inizialmente per dispersa, i familiari avevano lanciato appelli sui social per ritrovarla.
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Vai al contenutoTerremoto in Venezuela, il calcio in lutto: morto un giocatore, altri due dispersi
Yimvert Berroteràn, centrocampista 18enne della nazionale Under 20, ha perso la vita nel sisma che ha devastato il Paese. “La tua luce continuerà a brillare in ogni battito del cuore di Vinotinto. Riposa in pace”, ha scritto la Federazione calcistica del Paese. Anche altri calciatori risultano dispersi, mentre la moglie di Héctor Bello ha perso la vita proteggendo la figlia
Terremoto Venezuela, calcio in lutto: morto un giocatore, due dispersi
Vai al contenutoSisma Venezuela, ritrovati i corpi dei Cuomo: la famiglia segnata da due terremoti
Le tre vittime - Enzo, la moglie Trini e la figlia Isabella - sono morte nel crollo dell'edificio Petunia a Caracas, già lesionato dal sisma del 1967. La famiglia, originaria del Salernitano, era stata segnata anche dal terremoto dell'Irpinia del 1980, in cui persero la vita i nonni di Enzo. I parenti residenti in Italia stanno raggiungendo Caracas per il riconoscimento e le procedure successive
Terremoto Venezuela, ritrovati i corpi della famiglia Cuomo
Vai al contenutoComune Laviano: vicini al dolore della famiglia Cuomo
"La comunità di Laviano si stringe attorno alle vittime del terremoto in Venezuela. Il 23 novembre 1980 la terra tremò sotto Laviano. Quella data è impressa nella memoria di ogni cittadino, nelle storie delle nostre famiglie, nell’anima di questo paese. Oggi, con profondo dolore, apprendiamo che il terremoto che ha devastato il Venezuela ha portato via Enzo Cuomo, originario di Laviano, sua moglie Trini e sua figlia Isabella. Ritrovati senza vita sotto le macerie di un palazzo di Caracas".È il messaggio che il Comune di Laviano, piccolo centro della provincia di Salerno, affida ai social."I nonni di Enzo persero la vita qui, a Laviano, nel sisma del 1980. Una tragedia che si intreccia con la nostra storia in modo straziante. L’Amministrazione comunale e l’intera comunità di Laviano si stringono con affetto alla famiglia Cuomo e a tutti i loro cari. Al popolo venezuelano, colpito da una catastrofe immane, rivolgiamo un messaggio di solidarietà sincera: Laviano conosce il vostro dolore. Siete nei nostri cuori".
Venezuela, Onu stima necessità 10mila sacchi per cadaveri dopo terremoti
Le Nazioni Unite stanno valutando, insieme alle autorità locali, la necessità di disporre fino a 10mila sacchi per cadaveri nell'ambito dell'emergenza seguita ai terremoti in Venezuela. E' quanto ha sottolineato il Coordinatore Residente dell'Onu in Venezuela, Gianluca Rampolla del Tindaro, spiegando in conferenza stampa che l'ultimo bilancio aggiornato a domenica sera indica in 1.450 morti, ma che il numero è destinato a crescere con l'avanzare delle operazioni di ricerca e soccorso. "È molto triste e speriamo davvero che il numero finale sia più basso. Per questo ci stiamo concentrando sulle operazioni di salvataggio", ha affermato.
Farnesina: "11 gli italiani morti nel terremoto in Venezuela, 40 i dispersi"
Al momento sono 11 i cittadini italiani che risultano deceduti, 4 feriti e 40 dispersi a causa del terremoto che ha colpito il Venezuela, mentre 29 nostri connazionali sono stati rintracciati. Lo rende noto la Farnesina, precisando in una nota che prosegue l'impegno del Sistema Italia a supporto della popolazione venezuelana colpita dal sisma dello scorso 24 giugno. Gli interventi coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile in raccordo con il Ministero degli Esteri, vedono impegnati oltre cento esperti italiani tra personale della Protezione Civile, Unità di Crisi della Farnesina, Vigili del Fuoco con componenti specialistiche Usar (Urban Search and Rescue) e Tast (Technical Advanced Support Team) e personale medico-sanitario proveniente da cinque Regioni.
L’Italia ha assicurato il trasporto di soccorritori e materiali di prima necessità attraverso due voli dell’Aeronautica Militare effettuati il 26 e il 27 giugno. Il secondo volo ha inoltre trasferito il team di coordinamento europeo nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, supportato dal team Tast dei Vigili del Fuoco italiani.
Sul piano della cooperazione umanitaria, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto un primo pacchetto di aiuti umanitari per sostenere la popolazione civile. Queste prime risorse serviranno anche a facilitare il lavoro delle squadre di soccorso per la risposta immediata in settori prioritari quali l'assistenza sanitaria, la distribuzione di acqua e beni di prima necessità e la realizzazione di ripari temporanei.
Continua il sostegno del Sistema Italia per la popolazione venezuelana colpita dal sisma
Prosegue l'impegno del Sistema Italia a supporto della popolazione venezuelana colpita dal terremoto dello scorso 24 giugno. Gli interventi coordinati dal dipartimento della Protezione Civile in raccordo con il ministero degli Esteri vedono impegnati oltre cento esperti italiani tra personale della Protezione Civile, Unità di crisi della Farnesina, Vigili del fuoco con componenti specialistiche USAR (Urban Search and Rescue) e TAST (Technical Advanced Support Team) e personale medico-sanitario proveniente da cinque regioni. L'Italia, si legge in una nota della Farnesina, ha assicurato il trasporto di soccorritori e materiali di prima necessità attraverso due voli dell'Aeronautica militare effettuati il 26 e il 27 giugno. Il secondo volo ha inoltre trasferito il team di coordinamento europeo nell'ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, supportato dal team TAST dei Vigili del Fuoco italiani. Sul piano della cooperazione umanitaria, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto un primo pacchetto di aiuti umanitari per sostenere la popolazione civile. Queste prime risorse serviranno anche a facilitare il lavoro delle squadre di soccorso per la risposta immediata in settori prioritari quali l'assistenza sanitaria, la distribuzione di acqua e beni di prima necessità e la realizzazione di ripari temporanei.
Save the Children: "In Venezuela i minori arrivano negli ospedali in stato di shock"
Save the Children sta fornendo sostegno ai bambini dopo il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. "Vediamo tantissime famiglie costrette a vivere per strada, famiglie che hanno perso tutto e non possono tornare tra le macerie delle loro case distrutte", ha dichiarato Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela. "L'incertezza su ciò che accadrà nelle prossime ore e nei prossimi giorni è enorme. Paura, stress e una tristezza travolgente sono ovunque - ha aggiunto -. Le famiglie si avvicinano per raccontare le loro storie con le lacrime agli occhi. Alcune stanno ancora disperatamente cercando parenti o amici". Gli operatori di Save the Children riferiscono che le squadre di soccorso stanno estraendo bambini vivi dalle macerie, mentre altri minori vagano per le strade o raggiungono gli ospedali in stato di shock. L'organizzazione sta inoltre fornendo supporto per la salute mentale e il benessere psicosociale e attiverà spazi sicuri mobili dove i bambini possano essere protetti, ricevere beni essenziali - come tende e kit igienici - e partecipare ad attività educative, mentre le scuole restano chiuse. "Per i bambini, la perdita di tutto ciò che era familiare e rassicurante è incalcolabile. La protezione e il supporto psicosociale sono priorità urgenti per loro. Con così tante persone morte, ferite o disperse, sarà fondamentale garantire un sostegno a lungo termine per evitare che questa tragedia provochi danni psicologici permanenti", ha precisato Andraca.
Terremoto in Venezuela, aggiornato a 1.719 il bilancio dei morti
Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela è salito a 1.719 morti. Lo rende noto il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez.
Rodriguez: "5.034 feriti e 15.866 sfollati"
Il bilancio del terremoto in Venezuela è di "5.034 feriti e 15.866 sfollati". Lo ha dichiarato la presidente venezuelana ad interim Delcy Rodriguez.
Dal Messico nuovi aiuti umanitari per il Venezuela
Il Messico invierà un nuovo carico di aiuti umanitari al Venezuela dopo la richiesta avanzata dal governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez per far fronte alle conseguenze dei terremoti che hanno colpito il Paese, causando oltre 1.400 morti e oltre 3mila feriti. Lo ha annunciato la presidente messicana Claudia Sheinbaum durante una conferenza stampa, spiegando che il ministero degli Esteri ha ricevuto una richiesta da Caracas di ulteriori forniture per affrontare l'emergenza. Il governo ha chiesto in particolare impianti per la potabilizzazione dell'acqua, generatori di energia e alimenti non deperibili. Sheinbaum ha inoltre confermato che le squadre di soccorso messicane continuano a operare nelle aree colpite e hanno già partecipato al salvataggio di due persone. Attualmente sono impegnati in Venezuela circa 250 soccorritori, ma, se necessario, il contingente potrà essere ulteriormente rafforzato. Il governo messicano sta anche coordinando i centri di raccolta aperti in diverse regioni del Paese per concentrare gli aiuti e facilitarne la distribuzione. Le forniture saranno trasportate in Venezuela per via aerea e marittima.
Ong: "Più controlli sull'affidamento dei bambini nel post-terremoto in Venezuela"
Diverse organizzazioni per la tutela dell'infanzia hanno chiesto alle autorità venezuelane di rafforzare i controlli sui minori sopravvissuti ai terremoti del 24 giugno, dopo la diffusione sui social di segnalazioni su presunti casi di scomparsa e tentativi di affidamento irregolare. Lo riferisce il quotidiano El Nacional, precisando che le denunce non sono state confermate dalle autorità. Secondo il giornale, influencer, attivisti e membri della società civile hanno invitato soccorritori e volontari a non affidare bambini senza un'adeguata verifica dell'identità dei familiari o delle persone incaricate di prenderli in custodia. Anche l'organizzazione Cecodap ha chiesto di rafforzare le procedure di identificazione e registrazione dei minori separati dalle famiglie, avvertendo che nelle situazioni di emergenza aumentano i rischi di tratta, sfruttamento e appropriazione illegale di bambini. Secondo l'Unicef, circa 680 mila minori fanno parte degli 1,8 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria dopo i terremoti. L'agenzia Onu ha annunciato il potenziamento dei servizi di protezione dell'infanzia, sottolineando che la tutela dei bambini deve rimanere una priorità nella risposta all'emergenza. L'Istituto nazionale per i diritti dell'infanzia (Idenna) ha respinto le voci su presunte consegne di minori fuori dai protocolli previsti, assicurando che il processo di ricongiungimento familiare è sottoposto a rigidi controlli istituzionali e i bambini rimasti temporaneamente senza riferimenti familiari sono ospitati in strutture protette e assistiti da personale specializzato.
Individuati tra le macerie i corpi delle due disperse salernitane
Sono stati individuati tra le macerie dell'edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes di Caracas, i corpi di Trini Adrian, di 53 anni, e della figlia Isabella Cuomo, di 22, moglie e figlia di Enzo Cuomo, l'uomo di 63 anni originario di Laviano, in provincia di Salerno, la cui salma è stata recuperata questa mattina. Lo si apprende da fonti informate. Le due donne non sono ancora state recuperate: le operazioni proseguono e si procederà successivamente al recupero e al riconoscimento ufficiale da parte delle autorità e dei familiari.
Ostacoli ai soccorsi in Venezuela, si moltiplicano le denunce contro il governo
Le immagini replicate oggi in Venezuela sui social e i portali indipendenti del ministro dell'Interno, Diosdado Cabello, mentre discute in modo acceso con un ufficiale delle squadre speciali di soccorso statunitensi apparentemente impedendo il passaggio di un convoglio verso le zone disastrate dal terremoto del 24 giugno, hanno posto l'attenzione nuovamente sulle numerose segnalazioni da parte di cittadini e volontari riguardanti episodi analoghi di autorità e forze armate che ostacolano le attività dei soccorritori. L'episodio che vede protagonista il ministro Cabello, una delle figure più controverse del governo chavista, è stato rilanciato da numerosi portali indipendenti ed è diventato virale sui social. Il quotidiano El Nacional, vicino all'opposizione, parla a riguardo di "indignazione crescente tra la popolazione che ha constatato come le forze di sicurezza statali anziché collaborare per accelerare le operazioni di soccorso, stanno ostacolando l'azione dei vari gruppi di soccorso inviati da altri Paesi e il lavoro della popolazione civile". "Se dopo la catastrofe dei due terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno la tecnologia sta servendo a qualcosa, è a documentare l'inazione e gli eccessi commessi dall'apparato repressivo venezuelano", afferma la testata.
Incaricato di Affari Usa in Venezuela: "L'impegno di Delcy Rodriguez è totale"
L'incaricato di affari americano in Venezuela, John M. Barrett, ha ribadito il pieno appoggio dell'amministrazione Usa al governo di Delcy Rodriguez. "L'impegno del governo provvisorio venezuelano è totale. Le forze armate del Venezuela stanno lavorando fianco a fianco con gli Stati Uniti", ha detto ai microfoni di Univision rispondendo a una domanda circa il malcontento espresso da parte della popolazione per l'inerzia o la lentezza delle forze armate venezuelane. Riguardo alla controversia sui dati relativi a morti e feriti, Barrett ha assicurato che il governo di Delcy Rodríguez "è stato del tutto trasparente nelle comunicazioni". Infine ha risposto sul tema degli aiuti: "gli Stati Uniti stanno collaborando con il Venezuela per quanto riguarda la ricezione e la catena di approvvigionamento".
Caracas: "Nessuna conseguenza dalle nuove scosse di stamattina"
Il presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana (il parlamento), Jorge Rodriguez, ha riferito che le due scosse di terremoto registrate questa mattina non hanno provocato nuovi danni nel Paese, già colpito la scorsa settimana da un violento doppio sisma. "Abbiamo appena registrato una replica di moderata intensità. Non abbiamo segnalazioni di danni aggiuntivi in nessuna parte del territorio nazionale", ha scritto Rodriguez sul proprio canale Telegram. In precedenza la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis), in coordinamento con i centri sismologici internazionali, aveva comunicato il rilevamento di due eventi sismici registrati dai sistemi permanenti di monitoraggio. La prima scossa, di magnitudo 5,1, ha avuto epicentro nello Stato di Aragua. Poco dopo è stato registrato un secondo terremoto di magnitudo 4,2 al largo delle coste dello Stato di La Guaira. Le autorità continuano a monitorare la situazione, mentre proseguono le operazioni di soccorso e assistenza nelle aree colpite dai terremoti della scorsa settimana, che hanno causato oltre 1400 vittime e ingenti danni a edifici e infrastrutture.
Infettivologi: "Ora in Venezuela anche il rischio di epidemie"
Dopo il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela, oltre all'emergenza legata ai soccorsi, si apre ora una seconda fase altrettanto critica: quella sanitaria. La distruzione delle infrastrutture idriche e fognarie, il sovraffollamento nei rifugi temporanei e il collasso di un sistema sanitario già fortemente compromesso prima del sisma creano infatti le condizioni ideali per la diffusione di numerose malattie infettive. Secondo la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), il rischio epidemico è concreto e richiede interventi tempestivi e coordinati. La priorità ora, affermano gli esperti all'ANSA, è garantire alla popolazione acqua sicura, vaccinazioni e controllo dei vettori. "Il Venezuela era già un contesto estremamente fragile dal punto di vista sanitario, con una grave carenza di farmaci, servizi ospedalieri in difficoltà, personale sanitario ridotto e un sistema di sorveglianza epidemiologica fortemente indebolito. Un evento catastrofico come questo può trasformare malattie già endemiche in vere e proprie epidemie", spiega Antonio Cascio, professore di Malattie Infettive presso l'Università degli Studi di Palermo e membro della società scientifica Simit.
Il governo di Cuba conferma la prima vittima dei terremoti in Venezuela
Il governo cubano ha confermato la morte di un cittadino dell'isola nei terremoti che hanno colpito il Venezuela. La vittima è Lupercio Adrian D'Perez y Pando. L'annuncio è stato dato dalla direttrice generale per gli Affari consolari del ministero degli Esteri cubano, Ana Teresita González, che ha espresso cordoglio ai familiari e reso noto che proseguono le verifiche per accertare l'eventuale presenza di altri connazionali tra le vittime o i dispersi. Le autorità dell'Avana restano in costante contatto con il governo venezuelano, l'Associazione dei cubani residenti nel Paese e le altre organizzazioni presenti sul territorio per raccogliere informazioni sulla situazione dei propri cittadini. Anche il presidente Miguel Díaz-Canel ha assicurato che Cuba mantiene un coordinamento permanente con le autorità venezuelane e con la propria ambasciata a Caracas per offrire tutta l'assistenza possibile ai connazionali. Nel frattempo è arrivata nella capitale venezuelana una brigata cubana di soccorritori impegnata nelle operazioni di ricerca e salvataggio. Il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez ha definito la missione una nuova dimostrazione della solidarietà dell'isola verso il Venezuela. Il ministero della Salute ha inoltre riferito che medici e infermieri cubani già presenti nel Paese stanno assistendo i feriti e hanno allestito ospedali da campo nelle aree colpite.
Squadre turche in azione sui luoghi sisma
Le squadre della protezione civile turca (Afad) e delle Forze armate turche sono entrate in azione in Venezuela per contribuire alle operazioni di soccorso in seguito al devastante terremoto che ha colpito il Paese. L'arrivo dei soccorritori turchi è una delle prime importanti missioni internazionali a raggiungere lo Stato costiero di La Guaira, tra le aree più duramente colpite dal sisma. Una volta giunte a destinazione, le squadre dell'Afad e delle Forze armate si sono recate direttamente sul luogo del crollo di un edificio di 14 piani nel quartiere di La Paez. Qui hanno avviato le operazioni in stretto coordinamento con le autorità venezuelane e con gli altri team internazionali di soccorso, definendo una strategia congiunta per le attività di ricerca. I soccorritori turchi hanno quindi dato il via alle operazioni organizzate tra le macerie dell'edificio, impiegando attrezzature specializzate e seguendo le indicazioni fornite dai sopravvissuti per individuare eventuali persone ancora in vita sotto le macerie. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta, con squadre provenienti da diversi Paesi impegnate congiuntamente nelle aree colpite. Il presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodriguez, ha confermato che il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 1.500, mentre i soccorritori internazionali continuano a operare giorno e notte a La Guaira e negli Stati limitrofi. Mentre le squadre turche proseguono il loro intervento nel sito di La Paez, la missione testimonia la più ampia mobilitazione della comunità internazionale di fronte alla più grave emergenza sismica che abbia colpito il Venezuela negli ultimi anni. Con numerose persone ancora disperse sotto le macerie dell'edificio crollato, l'obiettivo dei soccorritori resta quello di individuare il maggior numero possibile di superstiti.
Tajani: "Al lavoro per estrarre maggior numero di persone vive in Venezuela"
"Stiamo lavorando per cercare di estrarre il maggior numero possibile di persone ancora vive e sono circa un centinaio gli italiani che operano in Venezuela. Siamo pronti a inviare anche altri aiuti, dovrebbe partire anche un altro aereo con gli aiuti raccolti dagli italo-venezuelani in Italia, stiamo valutando come fare. Seguiamo minuto per minuto. Sono tante le persone che sono ancora sotto le macerie". Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, a margine dell'81/ma Assemblea annuale dell'Unione Parmense degli Industriali (Upi) al Teatro Regio di Parma, sulla complessa situazione in Venezuela e in particolare rispondendo a una domanda su eventuali novità per la famiglia del salernitano Enzo Cuomo, trovato morto. "Con decine di migliaia di persone che non rispondono all'appello, è difficile capire quanti sono - spiega - ma i nostri comunque sono al lavoro e daremo tutte le notizie per quanto riguarda gli italo-venezuelani prima possibile. Per fortuna tanti sono stati rintracciati tra quelli che erano dispersi. Purtroppo, bisogna sempre andare in grande prudenza perché la situazione è veramente drammatica. C'è anche un servizio sanitario al collasso. Stiamo facendo di tutto per aiutare questo popolo massacrato".
Accuse social contro la polizia in Venezuela: "Chiedono soldi per rimuovere i corpi"
Scattano le denunce in rete contro agenti della polizia e militari, accusati di estorsioni nel bel mezzo della tragedia in Venezuela. E' l'effetto della liberalizzazione dei social concessa nelle ore successive al terremoto, un'apertura che il governo ha dovuto concedere, sulla pressione dell'opinione pubblica, desiderosa di avere più informazione sul destino dei propri cari. Così in queste ore il Venezuela sta vivendo una piccola rivoluzione nel suo sistema informativo, assolutamente impensabile appena la settimana scorsa, prima del terremoto. Nelle ultime ore, su X, tanti utenti citano casi specifici denunciando soldati e poliziotti perfino di aver fatto pagare i parenti delle vittime per la rimozione dei cadaveri. Inoltre c'è chi parla di casi di corruzione legati all'ingresso di aiuti umanitari. Uno di questi, condiviso dall'economista Fabio L. Valentini, racconta che un gruppo di volontari di Cúcuta, al confine con la Colombia, è stato fermato questa domenica dalla Guardia Nazionale sul ponte Simón Bolívar mentre cercavano di portare forniture mediche, acqua, cibo e altre donazioni. Secondo la denuncia, le truppe avrebbero chiesto denaro o lasciavano parte delle forniture al comando per permettere loro di proseguire. Un altro caso, viralizzato dall'account Llanero Informa e confermato da attivisti digitali, mostra un autista di macchinari pesanti che ha riferito di essere stato costretto a pagare per poter spostare la sua attrezzatura lungo l'autostrada Caracas-La Guaira in direzione La Guaira il 28 giugno. I commenti associati a questo video menzionano una richiesta di circa 2.000 dollari per permettere il passaggio di macchinari destinati a rimuovere i detriti. Allo stesso modo, pubblicazioni come quella dell'analista Nicmer Evans diffondono testimonianze di cittadini che denunciano la necessità di effettuare pagamenti - sia alle case funebri che ai funzionari - per recuperare i corpi dei loro parenti morti nella catastrofe. Queste accuse, che non sono state verificate in modo indipendente dalle autorità, riflettono le difficoltà affrontate da vittime e volontari in un contesto di emergenza. Le denunce mostrano lo sfruttamento della tragedia da parte di alcuni funzionari e burocrati, come espresso da coloro che le condividono sulle reti. Finora, non esiste alcuna dichiarazione ufficiale su queste denunce.
Salvato dopo 106 ore sotto le macerie, Rodriguez posta il video
La presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez ha postato su X un video delle ultime fasi del salvataggio di Aaron Levi Cantillo, un uomo rimasto intrappolato per 106 ore sotto le macerie dopo il duplice terremoto che ha colpito il Venezuela e che è stato recuperato dai soccorritori con un'operazione durata 43 ore. Rodriguez ha ringraziato la Protezione civile e "tutti i gruppi internazionali coinvolti".
Docente italiano a Caracas: "Dopo il sisma viviamo con l'angoscia e la speranza in un nuovo avvenire"
Sono ''momenti di angoscia'' e di ''paura'' quelli che si stanno vivendo a Caracas e dintorni, colpita oggi da una nuova scossa di magnitudo il 5.1 della scala Richter e da una successiva di 4.6. Ma mentre si contano i morti, almeno 1.450 quelli accertati, e si cercano i dispersi, circa 50mila secondo le autorità, tra i sentimenti diffusi c'è anche ''la soddisfazione di vedere tanta solidarietà internazionale'' e ''la speranza di un nuovo avvenire''. Lo racconta all'Adnkronos lo scrittore e linguista italiano Michele Castelli, originario di Santa Croce di Magliano, in Molise, e residente a Caracas dal 1970. Professore emerito presso l'Università Centrale di Caracas, Castelli vive nel ''quartiere El Paraíso. Nell'ovest della città, dove ci sono stati meno danni. Un quartiere con presenza di molti italiani e discendenti''. Raggiunto dall'Adnkronos nella sua abitazione, racconta che dove vive ''per fortuna non ci sono stati danni notevoli. Ma a poche centinaia di metri da casa nostra è crollato un palazzo con 48 persone, tutte morte''.
Venezuela, proseguono le ricerche per Trini e Isabella Cuomo
È stata trasferita alla Morgue di Bello Monte, il principale centro di raccolta e identificazione delle vittime del terremoto di Caracas, la salma di Enzo Cuomo, il 63enne originario di Laviano (Salerno) recuperato nelle scorse ore tra le macerie dell'edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes. Nella struttura saranno eseguite le procedure di identificazione e gli accertamenti previsti. Proseguono intanto le ricerche della moglie, Trini Adrian, 53 anni, e della figlia Isabella, 22, ancora disperse. Sul luogo del crollo è operativa una squadra di soccorso specializzata giunta dal Messico, impegnata nelle operazioni di scavo tra le macerie dello stabile. La notizia del recupero del corpo di Cuomo ha gettato nello sconforto la comunità di Laviano, il centro del Salernitano d'origine della famiglia, che da giorni segue con apprensione gli sviluppi della vicenda. Resta alta l'attesa per l'esito delle ricerche delle due donne.
Forte scossa terremoto a La Guaira, magnitudo 5.1
In Venezuela, la terra continua a tremare con una nuova scossa che ha colpito la costa dello Stato di La Guaira (centro), la cui magnitudo è stata stimata tra 4.2 e 5.1, avvertito fino a Caracas, dove è scattato lo stato di massima allerta per la popolazione. Lo riferisce il quotidiano locale El Diario. Come spesso accade con questi eventi sismici, le agenzie di monitoraggio tecnico hanno riportato discrepanze nei calcoli della magnitudo e dell'esatta posizione dell'epicentro. Il Servizio Geologico Colombiano (Sgc) ha comunicato, attraverso i suoi canali ufficiali, che il terremoto avvertito questa mattina in territorio venezuelano ha raggiunto una magnitudo di 5.1, con un epicentro preliminare a 20 chilometri dalla costa di La Guaira. Contemporaneamente, la Fondazione Venezuelana per la Ricerca Sismologica (Funvisis) ha fornito dati locali contrastanti. L'agenzia tecnica nazionale ha dichiarato che la scossa registrata ha avuto una magnitudo di 4.2 e ha localizzato l'epicentro a 10 chilometri a est di La Guaira.
Venezuela, la polizia migratoria trattiene per un'ora la troupe della Bbc
Un gruppo di giornalisti internazionali è stato trattenuto per circa un'ora, domenica sera, dai funzionari della polizia dell'immigrazione venezuelana. Il fatto è accaduto all'aeroporto di Valencia, a 150 chilometri a ovest di Caracas, dove i voli internazionali vengono deviati dopo il sisma che ha messo fuori uso il principale aeroporto del paese. La società di produzione locale della Bbc a Caracas ha confermato all'ANSA che gli 8 giornalisti (inglesi, indiani e francesi) del canale britannico sono stati impediti di entrare nel paese per un'ora domenica e trattenuti da funzionari che hanno sostenuto di dover attendere l'autorizzazione per permettere loro l'ingresso. Come molti altri media internazionali, la Bbc ha rapidamente inviato giornalisti a seguire le conseguenze dei due forti terremoti che hanno colpito il Venezuela mercoledì scorso. "Tutti stanno bene. In pratica è stato un ritardo," ha spiegato il producer. Anche la giornalista Regina García Cano, dell'agenzia Ap, che ha un visto per il suo soggiorno in Venezuela, è stata trattenuta per diverse ore al punto di confine di San Antonio del Táchira, al confine terrestre con Cúcuta (Colombia). Secondo García Cano, lei e altri giornalisti al posto di frontiera hanno dovuto attendere che Caracas autorizzasse l'ingresso nel paese.
Brasile rimpatria 13 connazionali dopo il terremoto in Venezuela
Tredici cittadini brasiliani sono stati rimpatriati dal Venezuela a bordo di un velivolo dell'Aeronautica militare (Fab), dopo i due violenti terremoti che hanno colpito il Paese mercoledì. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri, precisando che i connazionali erano rimasti bloccati a Caracas a causa della chiusura dell'aeroporto commerciale della capitale. I cittadini brasiliani avevano chiesto assistenza all'ambasciata del Brasile a Caracas e sono stati imbarcati sullo stesso aereo militare che aveva trasportato in Venezuela una missione umanitaria con soccorritori, attrezzature e aiuti destinati alle popolazioni colpite dal sisma. Nei giorni scorsi il ministero degli Esteri brasiliano aveva inoltre confermato la morte di due cittadini brasiliani nel terremoto, assicurando assistenza consolare ai familiari delle vittime. Le autorità continuano a monitorare la situazione dei propri concittadini attraverso l'ambasciata a Caracas e la rete consolare. Secondo le stime ufficiali, in Venezuela risiedono circa 11mila cittadini brasiliani, molti dei quali nelle zone a ridosso dello Stato brasiliano di Roraima.
Venezuela, salvato un ragazzo di 21 anni a La Guaira
Un ragazzo di 21 anni è stato tratto in salvo nello stato di La Guaira da squadre di soccorso provenienti da Venezuela, Messico ed El Salvador, ha dichiarato il presidente di El Salvador, Nayib Bukele. Lo scrive la Bbc. Aaron Levi Cantillo Vargas è stato trovato vivo sotto le macerie nella città di Caraballeda, ma tra i soccorritori e Aaron giaceva il corpo di una persona deceduta, come aveva precedentemente scritto il presidente Bukele, complicando così le operazioni di salvataggio. Il ventunenne sta ora ricevendo cure mediche specialistiche, ha dichiarato Bukele, aggiungendo che i soccorritori "continueranno a lavorare nella speranza di poter salvare altre vite". La presidente facente funzioni del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato che l'operazione di salvataggio è durata 43 ore, dopo che Aaron era rimasto intrappolato per 106 ore.
Terremoto in Venezuela, nuova forte scossa di magnitudo 4.6 a La Guaira
Parroco La Guaira: "Parenti tra i dispersi ma mio nipote è vivo per miracolo"
“Ho alcuni parenti dispersi, dei cugini di primo grado, con la moglie e i figli, e anche un’altra cugina, con suo figlio di vent’anni, che non si trova”. Anche il parroco di La Guaira, cittadina del Venezuela devastata dalle forti scosse di terremoto, ha parenti dispersi. Ma può raccontare anche del nipote vivo per miracolo. “Ho un nipote che è rimasto per quattro ore sotto le macerie. - ha raccontato al Sir don Ronald Ugueto, parroco della Cattedrale a La Guaira -. Viveva al quinto piano di un condominio e l’intero edificio è crollato: - un edificio di 12 piani, lui era al quinto, mi racconta che quando tutto ha cominciato a tremare si è affacciato sul balcone e il portiere gli ha gridato dal basso che c’era il terremoto; lui si è diretto verso la porta per uscire e, proprio mentre la stava aprendo, l’edificio è crollato completamente ed è rimasto intrappolato”.
In questo contesto, ha raccontato ancora il sacerdote, la Chiesa si è subito mobilitata: “E’ accaduto fin dal primo istante. La risposta, da parte della Chiesa, è stata quella di occuparsi soprattutto della zona più colpita. Mi riferisco alla Caritas nazionale, e poi alla Caritas diocesana, alle Caritas parrocchiali, che erano ben consolidate, già da molti anni, dopo la tragedia del 1999. Eravamo riusciti a costituire le Caritas parrocchiali anche per poter dare una risposta tempestiva alla nostra gente quando si fossero verificati eventi come questo. In questo momento stiamo ricevendo aiuti da ogni parte, ci stiamo organizzando e si sta procedendo alla distribuzione immediata a tutti coloro che ne fanno richiesta, e che hanno perso praticamente tutto, tutto”.
L'epicentro della nuova scossa di assestamento in Venezuela. FOTO

Nessun danno con l'ultima scossa
“Nell’immediato non sono stati segnalati danni a causa della scossa di assestamento in Venezuela”, ha fatto sapere il presidente dell'Assemblea nazionale Rodriguez.
Nuova forte scossa di terremoto a Caracas
Nuove forti scosse di terremoto sono state avvertite a Caracas, dopo il devastante sisma di mercoledì scorso. Stando a quanto rilevato dall'Usgs, la scossa registrata alle 13:01 è stata di magnitudo 4.6.
Da Ue 5 milioni di aiuti e ponte aereo in risposta al terremoto in Venezuela
L'Unione europea fornirà 5 milioni di euro in aiuti umanitari per fornire assistenza immediata alle comunità più colpite dai terremoti in Venezuela. Questo finanziamento di emergenza - riferisce la Commissione europea - si concentrerà sulla fornitura di alloggi e assistenza sanitaria alle persone colpite dal disastro. Inoltre, l'Ue sta anche organizzando un ponte aereo umanitario per trasportare beni di prima necessità nelle zone colpite. Un volo è previsto in partenza da Copenaghen all'inizio di questa settimana, con circa 50 tonnellate di materiale per la costruzione di alloggi, attrezzature per l'acqua e i servizi igienico-sanitari e materiale scolastico. Questo nuovo aiuto si aggiunge ai 52 milioni di euro già stanziati quest'anno per far fronte alle conseguenze umanitarie della crisi socio-economica in Venezuela. Gli aiuti umanitari erogati fanno seguito ai continui sforzi dell'Ue per coordinare la risposta all'emergenza attraverso il meccanismo di protezione civile dell'Unione europea. La Commissione ha ricevuto offerte da 11 Stati membri dell'Ue e uno Stato partecipante, che forniscono squadre di ricerca e soccorso, squadre mediche e supporto per le telecomunicazioni. Nel fine settimana, un team di 11 esperti tecnici provenienti da Spagna, Austria, Italia, Lussemburgo, Belgio, Estonia e dal Centro di coordinamento per la risposta alle emergenze (Ercc) della Commissione europea è arrivato in Venezuela per supportare le operazioni sul campo, oltre a un ulteriore team di esperti fornito dall'Italia. Questo porta a un totale di 14 i paesi dell'Ue che hanno contribuito finora con squadre di ricerca e soccorso, squadre mediche e supporto alle telecomunicazioni, o con competenze tecniche. Inoltre, è stato attivato il servizio satellitare Copernicus in modalità di mappatura di emergenza. Questo permette di acquisire immagini ad alta risoluzione delle zone di crisi, convertendo i dati grezzi in mappe utilizzabili dalle squadre di soccorso, dalle Ong e dalle autorità di protezione civile. Copernicus ha già prodotto 25 mappe e 13 immagini relative a 13 diverse aree di interesse.
Venezuela, aumenta bilancio: 1.450 morti e 3.150 feriti. VIDEO
Venezuela, aumenta bilancio: 1.450 morti e 3.150 feriti | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoVenezuela, sisma: morti moglie e figli calciatore argentino
La moglie e i due figli del calciatore argentino Lucas Trejo sono morti nei terremoti che hanno colpito mercoledi' il Venezuela. Lo ha annunciato il Club Sport Maritimo La Guaira, la squadra venezuelana di seconda divisione in cui milita il giocatore. Trejo, 38 anni, si stava allenando a Caracas al momento del sisma. Immediatamente e' tornato a casa sua a La Guaira, lo stato piu' colpito dal disastro, dove si e' trovato di fronte a "una scena orribile", ha raccontato suo cognato Ricardo Ardiles alla Cnn. Dell'edificio non restava piu' nulla. Il giocatore ha cercato sua moglie Yanina e i figli Aaron e Ainhoa tra le macerie per tre giorni prima che i soccorritori trovassero i loro corpi.
Terremoto in Venezuela, recuperato il corpo del disperso salernitano
E' stato recuperato il corpo di Enzo Cuomo, l'uomo di 58 anni, disperso nel terremoto in Venezuela. Lo si apprende da fonti informate. Si cercano ancora la moglie Trini Adrian, 53 anni, e la figlia Isabella, 22 anni. I tre si trovavano nell'edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes di Caracas, al momento del sisma. La vicenda viene seguita con grande apprensione a Laviano, paese del Salernitano di origine della famiglia.
Calciatore venezuelano perde moglie e 2 figli nel terremoto
La moglie e i due figli del calciatore argentino Lucas Trejo sono morti a seguito dei due potenti terremoti che hanno colpito il Venezuela, ha annunciato la sua squadra. Trejo, che gioca per il Club Sport Maritimo La Guaira, squadra di seconda divisione venezuelana, ha cercato la moglie Yanina e i figli Aaron e Ainhoa tra le macerie per tre giorni prima che i soccorritori recuperassero i loro corpi, secondo quanto riportato dai media statunitensi. "Il Club Sport Maritimo La Guaira piange profondamente l'irreparabile perdita della moglie e dei figli del nostro giocatore", ha dichiarato la squadra in un post su Instagram, accompagnato da una foto della famiglia. Trejo, 38 anni, si trovava in un ritiro di allenamento a Caracas quando i terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito mercoledì sera, secondo la Cnn. È tornato immediatamente a casa sua a La Guaira, lo stato più colpito dal disastro, trovandosi di fronte a "una scena orribile", ha raccontato alla Cnn il cognato di Trejo, Ricardo Ardiles. "Non ha trovato assolutamente nulla di quello che era l'edificio prima", ha detto Ardiles. E' la seconda tragedia che colpisce un giocatore del Marìtimo La Guaira: giorni fa aveva commosso il mondo la vicenda di Hèctor Bello, la cui moglie è stata ritrovata morta tra le macerie di casa tenendo tra le braccia la figlia di un anno, miracolosamente viva.
Venezuela, il racconto della donna estratta da macerie con figlio di 18 giorni: "Lui mi ha dato la forza"
''E' stato lui che mi ha dato la forza di restare in vita, sveglia e vigile'', perché "finché lui sarebbe stato vivo, anch'io sarei stata viva''. Così Dayana Patino ha raccontato alla Bbc come suo figlio di 18 giorni le abbia dato la forza di sopravvivere sotto le macerie della sua casa distrutta in Venezuela dal sisma. ''Ogni tanto gli toccavo il naso per avere la conferma che respirasse ancora", ha detto la donna parlando del figlio Juan David. Le immagini del salvataggio del neonato hanno fatto il giro del mondo e Juan David è diventato un simbolo di speranza in Venezuela, devastato dai due terremoti che hanno colpito il Paese causando almeno 1.450 vittime. Dayana ha raaccontato alla Bbc le ore trascorse sotto le macerie abbracciando il figlio e pregando che li salvassero. La donna stava lavando i piatti nel suo appartamento all'ottavo piano, nella zona costiera settentrionale di La Guaira, quando si è verificato il terremoto. Si è subito precipitata a stringere tra le braccia il figlio, pensando che si trattasse "solo di una leggera scossa". Alla Bbc ha raccontato che ''mi sembrava di volare. Poi ho avuto la sensazione di affondare nell'acqua e nella terra, e infine sono caduta nella fossa dove sono rimasta. Non so come ho fatto a non lasciare andare il mio bambino, perché mi sentivo come se stessi volando. Sono stata schiacciata contro i mobili". "Mi sono detta che non avrei sprecato energie: avrei urlato quando necessario, quando avrei sentito voci o passi nelle vicinanze", ha affermato la donna. "Non so come ho fatto a rimanere così calma, visto che la mia gamba sinistra era intrappolata sotto il cemento. Non riuscivo a muovermi. La tempia mi premeva contro una roccia'', ha aggiunto. Dayana ha raccontato di essere stata salvata dopo aver sentito il fratello chiamarla per nome. "Mi sono detta: questa è la mia unica possibilità. Ho gridato a squarciagola, ho urlato 'Eccomi!' con tutte le mie forze, e lui ha risposto: 'Ti ho trovato, e ti prometto che non me ne andrò finché non ti avrò tirato fuori'", ha raccontato. Dayana ha riportato ferite a entrambe le gambe a causa del terremoto, mentre Juan, fortunatamente, ha subito solo ferite lievi.
Pechino: "14,7 milioni di dollari in aiuti al Venezuela per le operazioni di soccorso"
La Cina invierà 100 milioni di yuan (14,7 milioni di dollari) in aiuti umanitari al Venezuela per far fronte ai danni causati dal terremoto. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa. Il governo cinese fornirà al Venezuela "rifornimenti di emergenza a titolo gratuito" per sostenere "i soccorsi post-terremoto e la ricostruzione post-catastrofe", ha dichiarato Guo aggiungendo che i rifornimenti saranno consegnati "il prima possibile". Pechino fornirà inoltre a Caracas immagini satellitari delle aree colpite per facilitare le operazioni di soccorso: "La Cina è pronta a fornire ulteriore sostegno al Venezuela man mano che la situazione evolve", ha affermato.
Venezuela, Panama invia oltre 200 tonnellate di aiuti umanitari
Panama ha inviato oltre 200 tonnellate di aiuti umanitari al Venezuela colpito da un devastante sisma. Lo ha annunciato su 'X' il presidente di Panama José Raul Mulino, spiegando che tra gli aiuti inviati ci sono cibo e medicinali. "Non possiamo voltarci dall'altra parte", ha scritto Mulino.
Venezuela, Machado: "È giunto il momento di tornare"
"E' giunto il momento" di tornare in Venezuela, ''è mio dovere stare accanto al mio popolo''. Lo ha dichiarato la leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, che vive nascosta dopo le elezioni del 2024 e che ha lasciato il Venezuela nel dicembre del 2025. Dopo il terribile sisma che ha colpito il Venezuela, ora "dobbiamo stare insieme per abbracciarci, per soffrire e piangere insieme", ha detto a Fox and Friends. "La priorità assoluta è salvare vite umane, confortare e aiutare coloro che sono stati colpiti. Tornerò molto presto in Venezuela per stare insieme al popolo venezuelano'', ha detto Machado.
Venezuela, terremoto: Cina invia aiuti per 15 mln dollari
La Cina inviera' 14,7 milioni di dollari di aiuti umanitari al Venezuela, dopo i due potenti terremoti che hanno causato la morte di piu' di 1.450 persone. Il governo cinese fornira' al Venezuela "rifornimenti di emergenza gratuiti per sostenere i lavori di soccorso" e la "successiva ricostruzione", ha dichiarato alla stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun. Saranno consegnati "il prima possibile", ha aggiunto. Pechino fornira' inoltre al paese latinoamericano immagini satellitari delle aree colpite per aiutare nelle operazioni di salvataggio dei dispersi ed e' disposta a dare maggiore supporto "man mano che la situazione evolvera'", ha assicurato il portavoce. Otto cittadini cinesi hanno perso la vita nel sisma e un altro e' ancora disperso, hanno riferito oggi i media statali cinesi.
Venezuela, recuperato corpo del salernitano Enzo Cuomo: era disperso insieme a moglie e figlia
E' stato recuperato dalle macerie della sua abitazione a Caracas il corpo senza vita di Enzo Cuomo, 63 anni, originario di Laviano in provincia di Salerno e residente nel quartiere di Los Palos Grandes. Lo confermano fonti informate ad Adnkronos mentre si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari. La vittima si trovava a casa insieme alla moglie Trini Adrian, 53 anni, e alla figlia Isabella, 22 anni, al momento del sisma e per questo si presume che anche loro abbiano perso la vita e i loro corpi potrebbero essere già all'obitorio in attesa di riconoscimento ufficiale, spiegano le fonti. I tre erano stati inseriti nella lista dei dispersi.
Venezuela, sale a quasi 1.500 morti il bilancio del sisma. VIDEO
Venezuela, sale a quasi 1.500 morti il bilancio del sisma - Sky TG24
Vai al contenutoTerremoto Venezuela, ritrovati i corpi della famiglia Cuomo
Nell'elenco delle persone morte nel terremoto che ha devastato il Venezuela compaiono tre nomi italiani: Enzo Cuomo, 63 anni, la moglie Trini, e la figlia Isabella, 22. I loro corpi sono stati recuperati dalle macerie dell'edificio Petunia, un condominio di quattordici piani nel quartiere di Los Palos Grandes, a Caracas. La struttura, già danneggiata dal sisma del 1967 e poi sottoposta a interventi antisismici, è crollata sotto le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5.
Terremoto Venezuela, ritrovati i corpi della famiglia Cuomo
Vai al contenutoVenezuela, Pinton (Unisin): "Pensiero a popolazione colpita, siamo vicini a comunità italiana"
"La notizia del devastante sisma che ha colpito il Venezuela ci lascia profondamente scossi. Di fronte a una tragedia di tale portata, il nostro pensiero va, con profonda commozione, a tutte le popolazioni duramente colpite, che stanno affrontando in questo momento ore di inimmaginabile dolore e incertezza". Lo scrive, in una nota, il segretario generale di Unisin Confsal, Luca Pinton. "Il nostro cordoglio – aggiunge – è reso ancora più sentito dal legame storico, culturale e umano che unisce indissolubilmente l'Italia al Venezuela. In quel Paese risiede una delle comunità di nostri connazionali più numerose e radicate al mondo: migliaia di persone che, nel tempo, hanno costruito lì la propria vita e il proprio futuro, mantenendo sempre vivo il filo che le lega alla madrepatria. Oggi, il pensiero di tutta Unisin è rivolto a loro, alle loro famiglie e a tutto il popolo venezuelano". "Il sindacato, fondato sui valori della fratellanza, della solidarietà e dell'attenzione alle persone non può restare indifferente - prosegue il segretario generale del sindacato bancario - di fronte a un evento che ferisce la comunità internazionale e, in modo particolare, la nostra grande famiglia italiana all'estero. Desideriamo far giungere il nostro profondo cordoglio per le vittime e la nostra sincera vicinanza a chi è stato colpito negli affetti più cari e nelle proprie abitazioni. Ci stringiamo idealmente a tutte e tutti i nostri connazionali, alle cittadine e ai cittadini venezuelani, alle lavoratrici e ai lavoratori, con l'augurio che la forza della solidarietà possa essere di conforto in questo momento di estrema difficoltà", conclude Pinton.
Venezuela, drone mostra la distruzione dopo il terremoto a La Guaira. VIDEO
Venezuela, drone mostra la distruzione dopo il terremoto a La Guaira
Vai al contenutoVenezuela, inagibile complesso case popolari voluto da Chavez
Il doppio terremoto che ha colpito il Venezuela mercoledi' scorso ha reso inagibile uno dei piu' grandi complessi residenziali costruiti nell'ambito della "Gran Misio'n Vivienda", il programma di edilizia popolare promosso dall'ex presidente Hugo Chavez, nello Stato di La Guaira, l'area piu' colpita dal disastro. I due sismi, avvenuti a meno di un minuto di distanza l'uno dall'altro, hanno provocato quasi 1.500 morti e lasciato una scia di devastazione soprattutto a La Guaira, considerata l'epicentro della tragedia. Tra gli sfollati c'e' Jenny Contreras, 28 anni, che da giorni dorme in strada insieme al marito e al figlio di quattro anni. Viveva in uno degli appartamenti del complesso Urbanismo Hugo Cha'vez, nel quartiere di Catia La Mar, formato da 192 edifici e circa 3.400 appartamenti. La donna e' riuscita a recuperare solo alcuni effetti personali prima che la struttura cedesse sotto l'effetto delle centinaia di scosse di assestamento e le autorita' impedissero ai residenti di rientrare nelle abitazioni. "La maggior parte degli edifici nella parte finale del complesso e' crollata", ha raccontato Contreras. Secondo le autorita' venezuelane, il terremoto ha causato il collasso di centinaia di edifici, 189 dei quali sono crollati completamente, soprattutto tra Caracas e La Guaira. Molte strutture presentano profonde crepe, cedimenti delle fondamenta e inclinazioni che fanno temere nuovi crolli. Alcuni residenti sostengono che diversi edifici siano collassati non solo per la violenza del sisma, ma anche a causa delle esplosioni delle bombole di gas domestico. "Alla fine tutto il complesso sara' dichiarato inagibile. In futuro scomparira' completamente perche' tutti gli edifici sono in pessime condizioni", ha affermato Contreras.
Venezuela, si scava ancora per salvare la donna con i due figli
Si continua a scavare senza sosta a Macuto, nello Stato di La Guaira, dove i vigili del fuoco italiani hanno individuato una donna e due dei suoi tre figli all'interno di un edificio collassato per il sisma. Da oltre otto ore (e quando in Venezuela è piena notte) i soccorritori, che stanno operando insieme con i team dell'Ecuador e dell'Olanda, stanno rimovendo le macerie nel tentativo di raggiungere la donna che continua a rispondere ai segnali inviati dai vigili del fuoco attraverso il geofono. All'esterno sono presenti anche i familiari della donna, che è riuscita a mettere i moto le operazioni di salvataggio grazie a un messaggio WhatsApp inviato proprio a una sua cugina. "Il fatto che risponda ai nostri segnali dopo tutte queste ore è sicuramente positivo - spiega il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari -. Questo ci fa pensare che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta. Ora bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungere la posizione della donna". Al momento, però, non si hanno informazioni sui due bambini che sarebbero presenti all'interno dell'edificio. Secondo quanto riferito dalla donna stessa nel messaggio WhatsApp i piccoli sarebbero con lei e in buone condizioni di salute.
Rodriguez: '33 persone tratte in salvo durante il fine settimana'
La presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez ha dichiarato che 33 persone sono state estratte vive dalle macerie durante il fine settimana. Tra queste, due ragazzini di 11 anni, salvati separatamente dalle macerie di edifici crollati a poche ore di distanza l'uno dall'altro. Tuttavia, con decine di migliaia di persone ancora disperse, le speranze di trovare altri sopravvissuti si affievoliscono di ora in ora. Le agenzie umanitarie affermano che le prime 48-72 ore successive a un disastro sono cruciali per ritrovare i sopravvissuti. I familiari dei dispersi si trovano ad affrontare una quinta notte in attesa di notizie dei loro cari. Alla giornata di domenica, almeno 1.450 persone risultano ufficialmente morte in quella che Rodríguez ha definito la "catastrofe naturale più brutale" nella storia del Venezuela. Le scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 di mercoledì si sono verificate a distanza di 39 secondi l'una dall'altra, provocando il crollo di quasi 800 edifici e intrappolando molte persone all'interno. Famiglie disperate hanno scavato tra le macerie, alcune a mano, nel tentativo di ritrovare i propri cari. Alcuni hanno riferito di sentire delle persone sotto le macerie, ma di non riuscire a spostare le pesanti lastre di cemento e di attendere con ansia l'arrivo dei mezzi pesanti.
Cugina della donna intrappolata: 'ha comunicato che era viva su WhatsApp'
"Sono la cugina della donna trentenne che sta sotto le macerie con i bambini. Lei è entrata in contatto all'una di notte di oggi, (domenica), appena ha avuto il segnale telefonico, con un'altra cugina che vive a Maracaibo. Quando le ha scritto, la cugina stava registrando un video su tik tok durante la quale le ha detto che era viva, con i tre bambini, tutti vivi. E che lei è l'unica che è ferita". Lo ha detto la cugina della donna che, insieme ai tre figli, è stata individuata in uno stabile crollato a Macuto, cittadina dello Stato di La Guaira, dai vigili del fuoco italiani. "Dopo - continua la giovane - alle due di pomeriggio, è riuscita a mandare un altro messaggio per ripetere che sono tutti ancora vivi grazie alla gloria di Dio. Ora abbiamo fede e speriamo che li possano tirare fuori. Sono vivi, c'è speranza. Si chiama Dillinger Gonzalez". I figli si chiamano Jonas Gonzalez di 10 anni, Anyeli Gonzalez di 10 e Ashley Gonzales di 7.
Vigili del fuoco italiani individuano tre persone in vita a La Guaira
I vigili del fuoco italiani stanno lavorando sulla segnalazione di una donna con due dei suoi tre figli ancora in vita in uno stabile crollato a Macuto, cittadina dello Stato di La Guaira, l'area del Venezuela maggiormente colpita dal sisma. I vigili del fuoco sono ora all'interno della struttura per rilevare segnali di vita delle tre persone. Secondo quanto si apprende, la donna, di 30 anni, avrebbe comunicato con l'esterno attraverso alcuni messaggi whatsapp in cui avrebbe detto di essere bloccata all'interno con due dei suoi tre figli. I vigili del fuoco all'interno dello stabile hanno avuto risposte dalla donna intrappolata all'interno della struttura insieme con due dei suoi tre figli. "Abbiamo avuto risposte consapevoli, segnali coscienti - spiega il portavoce dei Vigili del fuoco, Luca Cari -. Abbiamo battuto ad una porta e la donna ci ha risposto più volte". Al momento però non ci sono risposte da parte dei bambini, la cui presenza è stata segnalata solo dalla madre attraverso messaggi WhatsApp con i parenti all'esterno.
Delcy Rodriguez: 'stiamo trovando persone vive, non perdiamo la speranza'
"Oggi abbiamo recuperato persone con vita: non perdiamo la speranza, continuiamo a scavare. Non mi stancherò mai di ringraziare i nostri uomini, come quelli della brigata internazionale che ci stanno dando una mano. Il nostro lavoro non si ferma". Lo ha detto la presidente ad interim, Delcy Rodriguez, in diretta con la tv di Stato. "Abbiamo nominato una commissione presidenziale per esaminare l'agibilità di tutte le strutture colpite e capire se le famiglie possono rientrare o meno a casa loro. Abbiamo creato un semaforo: rosso se non si può entrare, giallo va esaminato caso per caso, verde si può abitare. Quindi - ha aggiunto - abbiamo deciso di sospendere le scuole anche per la settimana prossima. A La Guaira abbiamo recuperato la luce per il 75%, l'acqua per il 60%, la viabilità al 90%. Il lavoro di salvataggio non si ferma".
Venezuela: alcuni fiumi esondano e 100 famiglie lasciano le loro case
Alcuni fiumi e torrenti sono esondati nello stato di Portoghese, a circa 500 chilometri a sud ovest di Caracas, a causa delle forti piogge delle ultime ore. Secondo la stampa locale al momento l'inondazione non ha provocato vittime, ma gravissimi danni alle vie di comunicazione soprattutto nel comune di Unda, dove oltre 100 famiglie sono state costrette a lasciare le loro case sommerse dall'acqua. Questa emergenza si verifica a meno di due mesi da un'altra tempesta che ha causato un morto e danni nella stessa area.
Venezuela, un ponte metallico rimosso a Caracas sarà trasferito a La Guaira
Il Ministero dei Trasporti del Venezuela ha avviato domenica lo smontaggio del ponte militare metallico che collegava i quartieri di Las Mercedes, nel comune di Baruta, ed El Rosal, nella capitale. La struttura provvisoria sarà trasferita a Caraballeda, nello Stato di La Guaira, per sostituire un viadotto crollato a causa dei recenti terremoti. L'infrastruttura era stata installata come soluzione temporanea accanto allo storico ponte Las Mercedes, risalente al 1941, dopo che a fine maggio 2026 una crepa nella base aveva allarmato i residenti. Il trasferimento ha sollevato diverse critiche sulla gestione della rete viaria cittadina, spesso dipendente da opere provvisorie a causa della carenza di manutenzione. Il sindaco di Baruta, Darwin González, ha diffuso la notizia in rete, invitando i conducenti a cercare percorsi alternativi. Al momento, il dicastero guidato da Jacqueline Faría non ha rilasciato comunicazioni ufficiali sui tempi dei lavori o sui progetti per una soluzione definitiva nell'area.