Terremoto Venezuela, oltre 50mila dispersi e 1.430 morti. Oltre 3mila feriti e sfollati

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Il bilancio del terremoto in Venezuela continua a salire: 1.430 morti, 3.238 feriti e oltre 50mila dispersi. Tra le vittime anche tre italo-venezuelani. Trovato il corpo senza vita della donna di origini siciliane dispersa. Un neonato di 18 mesi è stato tratto in salvo dalle macerie dopo 32 ore. Nuova scossa di magnitudo 4.9 nel centro del Paese, è stata avvertita anche a Caracas. Intanto si scava a mani nude tra i resti dei palazzi crollati, mancano le attrezzature e gli ospedali sono al collasso

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Il bilancio del terremoto in Venezuela continua a salire: attualmente si contano 1.430 vittime e oltre 50mila dispersi. Tra i morti anche tre italo-venezuelani. Trovato il corpo senza vita della donna di origini siciliae dispersa, mentre un neonato di appena 18 giorni è stato tratto in salvo dalle macerie di un edificio crollato dopo 32 ore. 

Nel frattempo, è stata registrata una nuova scossa di magnitudo 4.9 nel centro del Paese, avvertita anche a Caracas. Si scava intanto a mani nude tra i resti dei palazzi crollati, mancano le attrezzature e gli ospedali sono al collasso. Prosegue la gara di solidarietà internazionali: circa 100 soccorritori coordinati dalla Protezione civile italiana sono arrivati a Caracas. 

Numeri di emergenza:

  • Unità di Crisi: +39 0636225
  • Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
  • Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699

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Terremoto in Venezuela, epicentro e intensità delle scosse: le mappe

Due eventi sismici di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il Paese sudamericano nell’arco di un minuto provocando decine di morti e centinaia di feriti. Ecco le zone più colpite

Terremoto in Venezuela, epicentro e intensità delle scosse: le mappe

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Venezuela, l'esercito blinda le strade per La Guaira

Gli accessi allo stato di La Guaira, la zona più colpita dal terremoto, sono rigidamente controllati da centinaia di uomini della polizia e delle forze armate. Una misura resa necessaria dopo che venerdì l'afflusso incontrollato di mezzi privati carichi di aiuti umanitari aveva paralizzato la viabilità, ostacolando l'arrivo dei macchinari pesanti necessari per la rimozione delle macerie. Anche gli spostamenti della stampa sono controllati: i giornalisti vengono trasferiti su itinerari prestabiliti a bordo di autobus autorizzati dal Ministero delle Comunicazioni. Le autorità venezuelane hanno precisato che questa scelta mira a proteggere i cronisti dal rischio di infezioni, essendo ormai trascorse quasi 72 ore dai movimenti tellurici

Decine le vittime straniere, portoghesi più colpiti

Sono decine i cittadini stranieri rimasti uccisi nel doppio terremoto che mercoledì ha devastato il Venezuela e causato almeno 1.430 morti. Tra le vittime figurano cittadini portoghesi, cinesi, spagnoli, brasiliani, cileni, italiani e uruguaiani. La comunità maggiormente colpita è quella portoghese. Secondo il ministero degli Esteri di Lisbona, sono morte 28 persone di nazionalità portoghese o di origine portoghese, mentre altre 85 risultano ancora disperse. La Cina ha confermato la morte di sette propri cittadini. L'ambasciata cinese a Caracas ha inoltre invitato i connazionali presenti nel Paese a prestare attenzione alle scosse di assestamento e ai possibili rischi secondari legati al sisma. Almeno sei cittadini spagnoli hanno perso la vita, mentre altre 133 persone risultano disperse, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Josè Manuel Albares. Tra queste, 14 sarebbero ancora intrappolate sotto le macerie. Sono invece almeno tre le vittime italiane e oltre quaranta quelle ancora disperse. Il Brasile ha confermato il decesso di due suoi cittadini, un uomo e una donna, mentre il Cile ha reso noto che una persona di nazionalità cilena è morta nel disastro. Le autorità uruguaiane hanno infine confermato la morte di un loro cittadino residente da molti anni in Venezuela. Nella stessa tragedia hanno perso la vita anche la moglie e la figlia maggiore dell'uomo

Venezuela, saccheggi a La Guaira dopo il terremoto

Dopo i due violentissimi terremoti che hanno colpito il Venezuela, a La Guaira sono stati segnalati diversi episodi di saccheggio. A Catia La Mar, nei pressi di La Guaira, sono stati presi di mira negozi, magazzini e supermercati. In questo video le immagini mostrano gruppi di persone che entrano in edifici commerciali danneggiati per prendere cibo, acqua e vestiti. Alcuni volontari hanno riferito che la polizia sembrava intervenire soprattutto quando venivano sottratti beni non essenziali o parti di veicoli, mentre gli agenti chiudevano un occhio quando le vittime del disastro si appropriavano di generi di prima necessità. Il presidente ad interim Delcy Rodriguez ha annunciato il 26 giugno che a La Guaira sarebbero state dispiegate forze militari, affermando che lo Stato sarà «militarizzato» per facilitare le operazioni di soccorso e che in quella zona erano state distribuite 2.600 tonnellate di generi alimentari.

Venezuela, saccheggi a La Guaira dopo il terremoto

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Il bilancio delle morti degli italiani in Venezuela

Nuova scossa di magnitudo 4.8, avvertita a Caracas

Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4,8 ha colpito la costa del Venezuela ed è stata avvertita anche a Caracas, mentre il Paese continua a fare i conti con le conseguenze del devastante doppio sisma di mercoledi' che ha causato almeno 1.430 morti.

Secondo l'Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti, il terremoto si è verificato alle 15.20 ora locale (21.20 in Italia). L'epicentro è

stato localizzato in mare, circa 30 chilometri a nord-ovest di El Limòn, nello Stato di Aragua, non lontano dalla capitale venezuelana. La scossa è stata registrata a una profondita' di 10 chilometri. Al momento non sono stati segnalati danni.

Venezuela, soccorritori italiani in aiuto alla popolazione

Sono arrivate alla base aerea di El Libertador, a Maracay, le squadre italiane di soccorso inviate in Venezuela dopo i due violenti terremoti del 24 giugno che hanno colpito il nord del Paese. Le immagini del Ministero della Difesa mostrano lo sbarco del personale e lo scarico delle attrezzature destinate alle operazioni di ricerca e assistenza. La missione rientra nel Meccanismo europeo di protezione civile. Il bilancio provvisorio supera le 900 vittime, con migliaia di feriti e sfollati, mentre proseguono le ricerche dei dispersi.

Venezuela, soccorritori italiani in aiuto alla popolazione

Venezuela, soccorritori italiani in aiuto alla popolazione

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Volontari bloccati per i permessi, proteste a Caracas

I volontari accorsi per partecipare alle operazioni di soccorso nelle zone devastate dal doppio terremoto in Venezuela denunciano ritardi e ostacoli burocratici dopo l'introduzione da parte del governo di un sistema di permessi obbligatori per accedere a La Guaira, l'area più colpita dal sisma. A Caracas, centinaia di persone si sono messe in fila davanti al Poliedro, la struttura dove da sabato vengono rilasciati i lasciapassare necessari per raggiungere la zona sinistrata. Sul posto, secondo quanto constatato dall'Afp, si sono registrati momenti di confusione, rabbia e disinformazione. "Serve un permesso per salvare vite umane, vi rendete conto?", ha protestato Carlos Itriago, soccorritore di 27 anni. "Sono qui dall'alba per andare a soccorrere delle persone e non siamo riusciti a partire. Quante vite abbiamo già perso?", ha aggiunto Ezequiel Rivero, 53 anni. La Guaira, località costiera vicina a Caracas, è stata la più colpita dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno scosso il Paese mercoledì scorso. Il bilancio ufficiale supera ormai i 1.400 morti, mentre le Nazioni Unite stimano oltre 50 mila dispersi. Nei giorni immediatamente successivi alle scosse centinaia di volontari si sono diretti verso l'area per distribuire acqua e contribuire alle ricerche. Secondo le autorità, l'afflusso incontrollato di persone avrebbe però creato problemi logistici, arrivando in alcuni casi a ostacolare il passaggio delle ambulanze dirette agli ospedali. Per questo il governo ha deciso venerdì sera di militarizzare lo Stato di La Guaira, limitando gli accessi e introducendo un sistema di registrazione preventiva per i volontari. Il presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, ha difeso la misura sostenendo che i soccorsi devono essere svolti "in modo ordinato". Rodriguez ha riferito che 2.242 volontari si sono registrati ufficialmente e che circa 30 mila specialisti venezuelani sono impegnati nelle operazioni di emergenza. Secondo il dirigente venezuelano, sul terreno operano inoltre più di 2.200 soccorritori appartenenti a 21 squadre internazionali.

Venezuela, la testimonianza: "Forti scosse e tanta paura"

Francesco Mendoza, residente nella città di Valencia, è intervenuto a Sky TG24: "Qui solo crepe sui muri, il vero problema è a La Guaira. Le autorità sono assenti".

Venezuela, la testimonianza: 'Forti scosse e tanta paura'

Venezuela, la testimonianza: 'Forti scosse e tanta paura'

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Terremoto in Venezuela, il calcio in lutto: morto un giocatore, altri due dispersi

Yimvert Berroteràn, centrocampista 18enne della nazionale Under 20, ha perso la vita nel sisma che ha devastato il Paese. “La tua luce continuerà a brillare in ogni battito del cuore di Vinotinto. Riposa in pace”, ha scritto la Federazione calcistica del Paese. Anche altri calciatori risultano dispersi, mentre la moglie di Héctor Bello ha perso la vita proteggendo la figlia

Terremoto Venezuela, calcio in lutto: morto un giocatore, due dispersi

Terremoto Venezuela, calcio in lutto: morto un giocatore, due dispersi

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Venezuela, dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina

L'operazione, durata 13 ore, è stata condotta dalle squadre di soccorso inviate da El Salvador: grazie a loro Camila Sofía Medina Rivas e la sua cagnolina Chanel sono salve

Venezuela, dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina

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Terremoto in Venezuela, trovata morta sotto le macerie la siciliana Francesca Mannina

Il corpo della donna è stato estratto dalle rovine del residence Pin High, a La Guaira, alle porte di Caracas. Data inizialmente per dispersa, i familiari avevano lanciato appelli sui social per ritrovarla

Terremoto in Venezuela, trovata morta la siciliana Francesca Mannina

Terremoto in Venezuela, trovata morta la siciliana Francesca Mannina

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Terremoto in Venezuela, l'Onu stima danni pari al 6% del Pil del Paese

Un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, basato su un sistema rapido di valutazione digitale ad intelligenza artificiale, ha quantificato in circa 6,7 miliardi di dollari i danni fisici diretti causati dai terremoti del 24 giugno 2026. La cifra, con una forbice stimata tra 4,7 e 8,7 miliardi, equivale al 6% del prodotto interno lordo del Venezuela e colpisce principalmente le abitazioni e le attività commerciali. Le stime indicano che nelle aree più colpite si trovano 1,7 milioni di strutture, con circa 8,6 milioni di persone esposte a scosse di intensità da moderata a violenta. L'agenzia ha inoltre avvertito che l'impatto economico complessivo potrebbe rivelarsi fino a tre volte superiore, qualora si considerino anche i danni infrastrutturali a lungo termine e l'interruzione prolungata delle attività produttive. 

I numero dei dispersi è di quasi 50.000

Il presidente dell'Assemblea Jorge Rodríguez, che è anche il fratello della presidente ad interim del Paese Delcy Rodríguez, ha inoltre riferito di 3.238 feriti. Il precedente bilancio ufficiale era di 920 vittime. Le Nazioni Unite stimano che il numero dei dispersi sia di quasi 50.000. 

Ingv: "Allerta su smartphone? A scossa già iniziata"

In occasione del terremoto che ha devastato il Venezuela, "i cittadini hanno effettivamente ricevuto sui propri smartphone un'allerta sismica, ma la notifica è arrivata a terremoto già avvenuto o, per essere più precisi, quando la scossa era già iniziata". In un articolo pubblicato online, INGVterremoti 'corregge' la notizia rilanciata da numerosi media, secondo cui molti venezuelani avrebbero ricevuto un'allerta sismica sul proprio cellulare prima del sisma. "L'allerta di cui abbiamo letto, inviato da Google sui cellulari Android - scrive il sismologo Alessandro Amato - si basa su un sistema che non utilizza una rete di sismometri installata ad hoc, ma sfrutta i minuscoli accelerometri presenti all'interno dei cellulari che tutti noi utilizziamo. Questi accelerometri non forniscono segnali di alta qualità come quelli utilizzati per scopi scientifici ma hanno il pregio di essere molto più numerosi, anche in questo caso di alcuni ordini di grandezza. Tipicamente, anche nelle regioni dove le reti sismiche e accelerometriche sono più dense, come il Giappone, la California o l'Italia, il numero degli strumenti scientifici è di alcune centinaia o al massimo qualche migliaio, mentre nella stessa area possono esserci attivi milioni di smartphone". La tecnologia sviluppata da Google, con il supporto scientifico del laboratorio sismologico dell'Università di Berkeley, "si basa proprio sull'analisi rapida e massiva dei dati degli accelerometri dei cellulari. In pratica un numero enorme di dati rilevati da questi nell'area epicentrale ha permesso di stimare le caratteristiche dello scuotimento in atto e inviare una segnalazione alle aree più distanti".

Venezuela, il nuovo bilancio del terremoto è di 1.430 morti

Il nuovo bilancio del terremoto che ha colpito il Venezuela e' di 1.430 morti e 3.238 feriti. Almeno 3.142 persone sono sfollate. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento di Caracas, Jorge Rodriguez.

A Marina di Camerota domani una messa e raccolta fondi

Parte da Marina di Camerota, il comune con maggiore presenza venezuelana in Italia, la mobilitazione per un forte sostegno alle vittime del terremoto di giovedì scorso. Marina di Camerota, in provincia di Salerno, è conosciuta come “il Venezuela in Italia” perché l’80% della sua popolazione residente è italo-venezuelana in conseguenza dell’emigrazione che era partita dall’Italia dal 1928 in poi. 

La comunità si è attivata per dare un sostegno economico e morale alla popolazione venezuelana; su iniziativa della Caritas Diocesana e dell’Associazione italo-venezuelana “Alma Llanera” ha organizzato domani domenica 28 giugno una preghiera nella Chiesa di Sant’Alfonso per la popolazione venezuelana e una raccolta di fondi necessari alle prime necessità, che saranno versati direttamente alla Caritas venezuelana di Caracas.

Governo venezuelano: "Attivato numero verde per comunicare dispersi e chiedere assistenza"

Il governo venezuelano ha attivato un numero verde a cui comunicare i nomi delle persone disperse nel terremoto e chiedere assistenza. E' quanto ha reso noto oggi l'ufficio della presidente ad interim, Delcy Rodriguez, precisando che l'obiettivo della creazione della linea 0800-RESCATE, che in spagnolo significa salvataggio, è quello di centralizzare a risposta all'emergenza. Attraverso questo numero si potranno anche registrare volontari  per lavorare con le squadre di ricerca e soccorso che stanno lottando con il tempo per cercare tra le macerie sopravvissuti al terribile sisma.

Papa: "Non venga meno la solidarietà della comunità internazionale"

Il Papa ha espresso “vicinanza alla popolazione del  Venezuela duramente colpita” dal terremoto. Il Pontefice ha assicurato la preghiera “per le vittime e per chi soffre per questa tragedia”. Poi l’appello: “Non venga meno la solidarietà della comunità internazionale”.

Caracas, distribuite 2.600 tonnellate di alimenti

Il governo del Venezuela ha annunciato di aver distribuito 2.600 tonnellate di alimenti e acqua potabile nello Stato costiero di La Guaira, il più colpito dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 di mercoledì, per assistere oltre 69 mila famiglie. In un video diffuso sui social, la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha spiegato che tra i generi inviati figurano anche prodotti proteici, mentre supervisionava la partenza dei convogli da un centro logistico.

Presidente Caritas: "Feriti e ricerca sopravvissuti prioritari"

"I medici e gli operatori sanitari stanno dando il massimo, soprattutto per assistere i feriti e le tante persone che arrivano con crolli nervosi e con tutte le conseguenze provocate dai due terremoti contemporanei". Lo sottolinea mons. José Luis Azuaje Ayala, presidente di Caritas Venezuela, esortando a non abbassare l’attenzione sulle conseguenze dei disastrosi terremoti di mercoledì scorso nel Paese. Monsignor Azuaje delinea ai media vatican le priorità: prestare soccorso ai feriti; continuare a cercare eventuali sopravvissuti; valutare le infrastrutture vulnerabili alle scosse di assestamento e coordinare gli sforzi tra le varie agenzie statali e la società civile per "lavorare insieme al fine di minimizzare le conseguenze di questa tragedia”. Caritas Venezuela, aggiunge, “è stata dispiegata fin dalle prime ore del mattino, soprattutto nelle zone più colpite, con l'obiettivo primario di assistere al salvataggio delle vittime intrappolate sotto le macerie, ma anche di cercare i dispersi nei vari luoghi indicati da parenti o amici”.

Venezuela: "Partorisce tra le macerie del terremoto aiutata da volontari"

Nel mezzo dell'emergenza causata dai due devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, una donna ha partorito tra le macerie. L'evento, avvenuto senza energia elettrica né assistenza medica specializzata, è stato documentato in un filmato diffuso dalla rete televisiva Antena 3 e sulle piattaforme digitali. Nelle immagini si vede la madre stesa a terra mentre alcune persone si mobilitano per aiutarla durante il travaglio. A causa della totale mancanza dei servizi di base, i volontari hanno illuminato l'area unicamente con delle torce. Mentre i soccorritori continuavano a cercare persone intrappolate negli edifici crollati, i presenti hanno protetto la partoriente con delle coperte. Durante le fasi più concitate, si sente una delle donne, improvvisatasi levatrice, esclamare: "Un attimo, un attimo". Al momento le autorità non hanno fornito comunicazioni ufficiali riguardo al luogo esatto del parto, all'identità della madre, al sesso del neonato o all'attuale stato di salute di entrambi. 

Terremoto Venezuela, un volontario sotto shock: "Trovati i corpi di una festa di bambini"

Il suo video, pubblicato sui social, è diventato subito virale: il suo racconto è un pugno nello stomaco, e rende l'idea dell'apocalisse provocata dal sisma. "Mi viene da piangere, è il momento più difficile della mia vita", dice il giovane raccontando di tutti quei bimbi senza vita

Terremoto Venezuela, volontario shock: 'Strage a una festa di bambini'

Terremoto Venezuela, volontario shock: 'Strage a una festa di bambini'

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Usa: "Ottima comunicazione con le autorità per affrontare le urgenze"

Gli Stati Uniti hanno "un'ottima comunicazione al momento cone le autorità ad interim" del Venezuela, sia a livello politico che militare, per affrontare la situazione dopo il devastante sisma. Lo ha detto un alto funzionario dell'amministrazione Trump, spiegando, riporta la Cnn, che "abbiamo una relazione unica con le autorità ad interim" riferendosi al governo di Delcy Rodriguez, con cui "stiamo lavorando a stretto contatto per affrontare le necessità, per mettere in piedi la logistica" . 

Parlando con i giornalisti, l'alto funzionario ha spiegato che grazie al coordinamento tra gli Usa e il governo venezuelano oggi è stata rimessa in funzione una pista dell'aeroporto Simon Bolivar, mentre le altre piste dello scalo di Caracas rimangono "piene di crepe e inutilizzabili". Questo permetterà l'arrivo oggi degli ospedali mobili, mentre si sta lavorando per far arrivare in Venezuela altri terminal della rete Starlink per ristabilire le comunicazioni online. 

Attivisti: "A La Guaira puzza di morte, è un cimitero a cielo aperto"

La Guaira "puzza di morte, è diventata un cimitero a cielo aperto". Quando stanno scadendo le 72 ore dal sisma, nelle aree più colpite emergono evidenti gli effetti della putrefazione dei corpi senza vita. A Caraballeda, una zona residenziale della città, gli attivisti dell'organizzazione per i diritti umani Provea, la più antica del Paese, hanno raccontato all'ANSA come per le strade si percepisca un fortissimo odore di decomposizione, proveniente dai tantissimi cadaveri sotto le macerie e non ancora recuperati. Le stesse fonti riferiscono la presenza lungo le strade, vicini ai calcinacci, di molti corpi senza vita ancora non portati via. L'Ong ha ricordato che "lo Stato ha l'obbligo di garantire operazioni di recupero dignitose per ogni vittima e le loro famiglie". Inoltre il combinato disposto tra a i detriti, l'immondizia, il calore (con temperature fino a 40 gradi) e i corpi in stato di decomposizione stanno creando un serio un rischio di infezioni o virus che potrebbero minacciare la salute dei sopravvissuti che da due giorni dormono per strada. 

Delcy Rodriguez: "Meloni molto scossa"

Delcy Rodriguez accolta dai fischi vicino a un edificio distrutto

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, è stata accolta da fischi e insulti quando è apparsa in un'area colpita dai terremoti di mercoledì nel comune di Chacao, a est di Caracas, dove diversi edifici sono crollati. Immagini e video pubblicati sui social media e rilanciati  dalla testata 'Reporte Ya' mostrano Rodriguez mentre una folla gridava "Fuori!". Un residente ha affrontato direttamente il presidente e ha denunciato che diversi volontari erano stati allontanati dalle operazioni di soccorso. L'episodio riflette la tensione in alcune aree colpite a causa della percepita lentezza della risposta ufficiale e della presenza di volontari che, secondo i testimoni, sono stati limitati nella loro partecipazione ai soccorsi. 

Funzionario Usa: "I nostri aerei militari con gli aiuti potranno atterrare all'aeroporto di Caracas"

Gli aerei cargo militari con aiuti, e in particolare l'equipaggiamento per gli ospedali mobili, possono atterrare nell'aeroporto internazionale Simon Bolivar, lo scalo di Carcasa oggi parzialmente riaperto dopo il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo ha detto un alto funzionario dell'amministrazione Usa ai giornalisti.

"Sono molto felice di annunciare che questa mattina una delle piste dell'aeroporto Simon Bolivar è di nuovo operativa, ed è predisposta all'atterraggio di C-17", ha affermato riferendosi al tipo di aerei cargo militari usati per il trasporto di aiuti. "ora che abbiamo l'aeroporto riaperto, ci aspettiamo oggi l'arrivo degli ospedali mobili, si spera che potranno atterrare al Simon Bolivar", ha aggiunto.

Venezuela, ospedali al collasso: code davanti agli obitori

Con gli ospedali al collasso e i servizi funebri paralizzati dai devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, sono i familiari stessi a trasportare i propri morti all'obitorio. Davanti alla morgue di Caracas, sabato, una camionetta pick-up carica di corpi avvolti in sacchi bianchi attendeva il proprio turno. Le scosse di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Paese mercoledì a meno di un minuto di distanza hanno provocato quasi mille morti e 50 mila dispersi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione, soprattutto nello Stato di La Guaira, alle porte della capitale. Tra chi è arrivato all'obitorio c'era Yessica Mendoza, 43 anni, che nelle prime ore del mattino ha trasportato il corpo della figlia a bordo di un'auto privata. La giovane, Yesimar Rodriguez, 25 anni, e il marito Jhomel Anaya, 26 anni, erano rimasti intrappolati sotto le macerie dell'edificio in cui vivevano a La Guaira, crollato durante il sisma. "Siamo stati noi stessi a tirarli fuori, non è arrivato alcun aiuto", ha raccontato la donna. In appena un'ora, i giornalisti dell'Afp hanno visto arrivare almeno tre camionette con corpi coperti da sacchi e lenzuola. Al passaggio dei veicoli si avvertiva un forte odore di decomposizione. Secondo un funzionario che ha chiesto di restare anonimo, da venerdì sono arrivati almeno 200 cadaveri all'obitorio di Caracas, sede del Servizio nazionale di medicina e scienze forensi del Venezuela. Mendoza ha spiegato di aver deciso di trasferire la figlia nella capitale perché "la previdenza sociale è al collasso" e nell'ospedale di Catia la Mar, a La Guaira, "i morti erano stesi sul pavimento". Il corpo della figlia è stato recuperato venerdi', mentre quello del genero era stato ritrovato il giorno precedente."Li cremeremo perché sono già in uno stato molto avanzato di decomposizione e non possiamo vegliarli", ha detto la donna, segnata dalla stanchezza dopo giorni trascorsi a cercare i propri cari tra le macerie.

Shock per la strage di bambini: "Sepolti mentre erano a una festa"

"I corpi che stiamo recuperando sono di bambini...bambini che partecipavano ad una festa", quando il mondo gli è letteralmente crollato addosso. E' la testimonianza straziante di un giovane volontario venezuelano, Maikel La Rosa, uno dei tanti ragazzi che in assenza di aiuti organizzati, di squadre di soccorso professionali, stanno dando una mano, lavorando da due giorni e da due notti, incessantemente, sulle macerie di La Guaira, per cercare di trovare ancora persone in vita. In queste ore sulla rete tantissimi i casi di famiglie distrutte, padri che piangono le mogli, bimbi che hanno perso i genitori, anziani in cerca di notizie dei parenti. E i soccorritori che cercano con affanno di fare il possibile. Ma stavolta questa operazione ha messo a dura prova la capacità di sopportazione di Maikel. Malgrado nelle ultime ore abbia visto molti morti e feriti stavolta, di fronte a questo ennesimo orrore, è crollato. La sua testimonianza è diventata virale sui social. Racconta stravolto, in lacrime, la macabra scoperta. "Sto male solo al pensiero: stiamo lavorando qui da ore. E i corpi che stiamo tirando fuori abbiamo scoperto che sono tutti di una festa per bambini. Mi fa così male e ho voglia di piangere, davvero. Non potete immaginare. Era una festa per bambini quando l'edificio è crollato. È il momento più difficile della mia vita", ammette con la voce rotta dall'emozione, con la maglietta ancora piena di calcinacci, una maschera da sub sulla fronte, un paio di guanti da palestra. Tutti strumenti di fortuna per proteggere gli occhi e le mani quando si infila negli anfratti tra i palazzi crollati, mettendo spesso a rischio la sua vita, anche  per il pericolo sempre presente di nuove scosse e nuovi smottamenti. Lui comunque va avanti. Il tempo corre in fretta e vuole fare tutto il possibile. Ma le immagini dei bambini sepolti lo tormentano: "Era l'edificio più grande che è caduto in questa zona - racconta ancora - è una sensazione tremenda. So che devo essere forte, ma uno queste cose non se le immagina nemmeno. Questa storia mi sta provocando moltissimo dolore". "C'era una festa di bambini quando è crollato il palazzo", ha ripetuto incredulo per l'ennesima volta, mettendosi le mani agli occhi, in lacrime, disperato.

Macron: "La nostra Protezione civile in aiuto ai soccorsi"

Una squadra della Protezione Civile francese è giunta in Venezuela per dare manforte nelle operazioni di soccorso dopo il devastante terremoto di mercoledì. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron in un post su X con le immagini dell'arrivo. "Solidarietà e sostegno della Francia in questa terribile prova", ha scritto.

Atterrati cargo umanitari Usa a Caracas

L'aeroporto internazionale Simon Bolivar del Venezuela ha parzialmente riaperto ed è tornato ad accogliere voli cargo con aiuti umanitari, ha riferito un alto funzionario statunitense ai giornalisti. "Sono davvero lieto di annunciare che questa mattina l'aeroporto Simon Bolivar, con una delle sue piste, è tornato operativo e sta accogliendo i C-17", ha dichiarato il funzionario, riferendosi al principale scalo internazionale del Paese che serve la capitale Caracas. I C-17 sono aerei da trasporto militare statunitensi. "Una volta riaperto l'aeroporto, oggi arriveranno ospedali mobili e speriamo che possano atterrare al Simon Bolivar", ha aggiunto il funzionario.

Terremoto in Venezuela, rimasti illesi 373 prigionieri politici

In Venezuela, l'organizzazione per i diritti umani Foro Penal ha comunicato che non si registrano danni all'incolumità dei 373 prigionieri politici a seguito dei recenti terremoti. L'ente ha precisato che non vi sono feriti nei principali centri di detenzione, tra cui El Rodeo 1 e 2, Yare, Inof e Las Crisálidas. Nel carcere di Ramo Verde è stato segnalato il parziale crollo di un muro, ma senza conseguenze per le persone. "L'organizzazione continua a monitorare la situazione e mantiene i propri difensori e il Centro di denuncia operativi per fornire supporto", ha dichiarato Foro Penal, invitando i cittadini a informarsi tramite canali ufficiali per non intralciare i soccorsi. Nonostante queste garanzie, le famiglie dei detenuti temono per la mancanza di comunicazioni dirette e per le precarie condizioni strutturali degli edifici. Per questo motivo, le organizzazioni umanitarie internazionali hanno chiesto di poter accedere alle carceri per verificare la sicurezza dei reclusi e garantire l'assistenza necessaria. 

Delcy Rodriguez: "Meloni mi ha detto che è molto colpita dalla tragedia"

"Il Venezuela in queste ore drammatiche non è sola: è atterrata da poco la squadra di soccorsi italiana e poche ore fa ho ricevuto un messaggio della presidente Meloni. Mi ha detto, 'presidente, sono molto colpita dalle immagini della tragedia. Provo profondo dolore anche perché c'è una comunità italiana importante in Venezuela, e il Venezuela all'epoca aprì le sue braccia a chi venne nel suo Paese e ora l'Italia è commossa di fronte a questa situazione'". Lo ha detto la presidente ad interim, Delcy Rodriguez, durante uno dei suoi frequenti briefing con il suo governo in questi momenti difficili per il suo Paese colpito dal terremoto.

Venezuela, dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina

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Onu: "I terremoti in Venezuela potrebbero aver coinvolto quasi 7 milioni di persone"

Secondo le stime diffuse dalle Nazioni Unite, i due terremoti che hanno colpito il Venezuela potrebbero aver coinvolto quasi sette milioni di persone, causando la morte di circa mille individui e lasciando decine di migliaia di dispersi. "Fino a 6,76 milioni di persone potrebbero essere state colpite dai devastanti terremoti che hanno investito il Venezuela il 24 giugno", ha dichiarato in un comunicato l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) dell'Onu, aggiungendo che tali proiezioni si basano sui dati demografici e sulle analisi dei danni disponibili e includono fino a due milioni di persone nella sola Caracas. 

Vigili del fuoco al lavoro a La Guaira: "Area devastata"

"I danni sono concentrati su un'area devastata". A parlare è Ciro Bolognese, team leader del modulo Usar dei vigili del fuoco che è operativo già dalle prime luci dell'alba a La Guaira, la cittadina costiera a pochi chilometri da Caracas dove sono crollati numerosi edifici a causa del terremoto di due giorni fa. "La giornata non è mai finita - dice all'ANSA -. Si lavora senza sosta già dal nostro arrivo. Al momento stiamo allestendo il campo base allo stadio del baseball di La Guaira nella zona dove insiste l'Ucc (il centro di coordinamento di tutti i team Usar) insieme con squadre da tutto il mondo. Accanto a noi abbiamo la Germania, l'Ecuador, il Cile... ". Al momento l'attività dei vigili del fuoco è concentrata nella fase di valutazione delle priorità. "Sono stati identificati cinque settori - spiega Bolognese - e a noi è stato assegnato il settore B, dove stanno lavorando due squadre di valutazione. Operiamo per individuare le priorità di intervento, solo successivamente passeremo all'attività operativa. La situazione è molto complessa. Il nostro team light ha a disposizione sia di strumenti per la ricerca, come le telecamere, sia demolitori e sistemi per il tranciamento delle barre d'acciaio". 

Decollato il secondo aereo dell'Aeronautica Militare

Decollato per il Venezuela il secondo velivolo dell'Aeronautica Militare con a bordo ulteriori squadre specializzate dei vigili del fuoco per fornire aiuto alla popolazione colpita dal sisma. "Come disposto dal ministro Guido Crosetto - si legge su X - prosegue il supporto della Difesa in coordinamento con ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Dipartimento Protezione civile".

Contingente italiano ha raggiunto La Guaira, in allestimento campo base operativo

Il contingente italiano ha raggiunto via terra La Guaira, area delle operazioni di soccorso a seguito del sisma che ha colpito il Paese. Il trasferimento è avvenuto da Maracay, aeroporto di destinazione della spedizione. Presso lo stadio del baseball sono in corso le operazioni di allestimento del campo base che ospiterà i vigili del fuoco, il personale del dipartimento della Protezione Civile e i sanitari impegnati nella missione internazionale di assistenza alla popolazione. Il contingente italiano è al momento una delle dieci squadre di soccorso che hanno raggiunto la zona delle operazioni, di queste, cinque provengono dall'Europa. L'intervento è organizzato dal dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

La testimonianza: "Forti scosse e tanta paura"

Francesco Mendoza, residente nella città di Valencia, è intervenuto a Sky TG24: "Qui solo crepe sui muri, il vero problema è nella Guaira. Le autorità sono assenti".

Neonato recuperato da sotto le macerie dopo 32 ore

Un neonato è stato tratto in salvo dalle macerie di un edificio crollato, 32 ore dopo i due terremoti che mercoledì  hanno devastato il Venezuela. Un video ottenuto dall'Afp mostra soccorritori che tirano fuori il bambino, tra gli applausi, nella città più colpita del paese, La Guaira, a nord di Caracas. Secondo l'autore del video, il bambino aveva solo 18 giorni. Un'ora dopo, è stata salvata anche la madre.

Team italiano raggiunge La Guaira, qui campo base

Il contingente italiano ha raggiunto via terra La Guaira, area delle operazioni di soccorso a seguito del sisma che ha colpito il Paese. Il trasferimento è avvenuto da Maracay, aeroporto di destinazione della spedizione. Presso lo stadio del baseball sono in corso le operazioni di allestimento del campo base che ospiterà i vigili del fuoco, il personale del Dipartimento della Protezione civile e i sanitari impegnati nella missione internazionale di assistenza alla popolazione. Il contingente italiano è al momento una delle dieci squadre di soccorso che hanno raggiunto la zona delle operazioni; di queste, cinque provengono dall'Europa. L'intervento è organizzato dal Dipartimento della Protezione civile in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Italo-venezuelana: "Difficile per noi portare aiuti"

"Gli aiuti cominciano ad arrivare solo ora. Al momento del terremoto non sono arrivati i mezzi di soccorso e inoltre le autorità ci impediscono adesso di portare gli aiuti alle persone. Viene rifiutato anche il supporto dei volontari che vorrebbero aiutare a scavare tra le macerie". E' la testimonianza all'AGI di Teresa, italo-venezuelana che vive a Maracay, a un centinaio di chilometri da Caracas, sulle difficoltà a offrire sollievo a chi è stato colpito dal terribile sisma che ha provocato, ma la stima è provvisoria, 920 vittime.

Venezuela, dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina

Nelle prime ore di sabato, le squadre di soccorso di El Salvador hanno concluso un'operazione durata oltre 13 ore a Playa Grande, nello stato di La Guaira, estraendo viva la 15enne Camila Sofía Medina Rivas e la sua cagnolina Chanel. Le due erano rimaste intrappolate per più di 50 ore al 9 piano di un edificio crollato a seguito del duplice sisma di mercoledì. L'intervento si è svolto in tre fasi. Dopo aver stabilito il primo contatto, i soccorritori hanno dovuto abbattere diverse pareti per raggiungere la giovane in sicurezza. Dapprima è stata estratta la cagnolina e, subito dopo, è stata liberata la ragazza, risultata del tutto illesa. Il presidente salvadoregno Nayib Bukele ha annunciato la notizia dichiarando: "Abbiamo salvato Camila! Grazie a Dio per averci usato in questo modo. Forza Venezuela". Questo salvataggio arriva a poche ore da un altro intervento nella stessa area, durante il quale gli stessi soccorritori avevano liberato dalle macerie la 39enne Nayarit Colmenares, anch'essa sepolta da oltre 50 ore. 

El Salvador aumenta gli aiuti umanitari per il Venezuela

Il governo di El Salvador ha potenziato la propria missione umanitaria in Venezuela inviando sei aerei con 300 soccorritori, personale medico e 50 tonnellate di forniture e macchinari per far fronte all'emergenza provocata dai violenti terremoti che hanno scosso il Paese. Il presidente Nayib Bukele ha confermato l'invio supplementare di tre velivoli in risposta alle necessità segnalate dal contingente già operativo, dichiarando: "Speriamo di poter salvare molte vite e sostenere chi ne ha più bisogno". La missione, che include vigili del fuoco, protezione civile, forze armate e volontari della croce rossa, è attiva soprattutto a La Guaira, una delle zone più devastate dai sismi di magnitudo 7,5 e 7,2. Le operazioni di recupero, supportate anche da unità cinofile specializzate, proseguono sotto la costante minaccia di ulteriori scosse.

Venezuela, recuperato il 60% dell'energia a La Guaira

Nelle prime ore di sabato, dal posto di comando centrale di La Guaira, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato che il recupero del servizio elettrico ha raggiunto il 60% sul litorale. I complessi lavori per il sollevamento di una torre ad alta tensione proseguiranno per tutta la giornata con l'obiettivo di garantire progressi definitivi. Per quanto riguarda la distribuzione idrica, la presidente ha assicurato che in alcuni settori è già stata raggiunta la saturazione e ha confermato la copertura delle necessità alimentari. Lo Stato, ha aggiunto, manterrà un impegno continuo per assistere i cittadini. Nonostante il progressivo ripristino delle reti, le operazioni di soccorso mantengono l'assoluta precedenza. A questo proposito, la leader venezuelana ha ricordato che "la cosa più importante, la più strategica, come abbiamo detto dal primo minuto, è il salvataggio delle persone che sono ancora in vita. È la nostra priorità". 

Trovata morta sotto le macerie la siciliana Francesca Mannina

Il corpo della donna è stato estratto dalle rovine del residence Pin High, a La Guaira, alle porte di Caracas. Data inizialmente per dispersa, i familiari avevano lanciato appelli sui social per ritrovarla.

Terremoto in Venezuela, trovata morta la siciliana Francesca Mannina

Terremoto in Venezuela, trovata morta la siciliana Francesca Mannina

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Arrivato volo umanitario da Italia, pronto secondo

È arrivato in Venezuela il primo volo umanitario urgente dell'Aeronautica Militare che era partito da Pratica di Mare. Lo ha reso noto il ministero della Difesa su X. La missione ha trasportato un team di soccorso italiano, con Vigili del fuoco, operatori dei servizi sanitari regionali, personale della Protezione civile e dell'Unità di crisi della Farnesina e materiale sanitario per aiutare il Paese sudamericano dopo il grave terremoto.

Morta la donna di origini siciliane che era dispersa in Venezuela

È morta anche Francesca Mannina, la seconda siciliana che risultava dispersa dopo il terribile terremoto in Venezuela. La donna era originaria di Balestrate, in provincia di Palermo. Il compagno della donna era stato ritrovato vivo ieri. A dare la notizia lo zio Davide Emma sui social. "Addio, nipotina dal cuore immenso", scrive su Fb, "sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e augurare il bene. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che hai lasciato è indescrivibile. Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati vicini e che fino all'ultimo si sono uniti alla nostra speranza di poterti ritrovare indenne".

Tajani: soccorritori italiani al lavoro in Venezuela, altri in arrivo

In Venezuela il quadro della situazione post-terremoto resta "tremendo", e per quanto riguarda il bilancio di vittime con cittadinanza italiana "abbiamo la conferma che sono tre deceduti", quattro feriti e circa 42 dispersi: lo ha detto a Uno Mattina , in collegamento da Dubrovnik, il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Con una comunità composta da 150mila persone più quelli non registrati all'aereo, temiamo che possano esserci altri problemi per i nostri connazionali", ha ribadito in aggiunta Tajani. La scorsa notte, ha aggiunto, è arrivata una prima squadra di soccorritori italiani. "Il primo aereo è atterrato in un aeroporto vicino a Caracas e sono già all'opera, sono già al lavoro i nostri vigili del fuoco, l'Unità di crisi, la protezione civile. Un secondo aereo con altro personale esperto in recupero di feriti, esperto in aree colpite da terremoto arriverà oggi, quindi è il secondo aereo italiano", precisando che al momento il sostegno al Venezuelo è composto da "uomini e mezzi" più un aiuto "finanziario".

La missione italiana è in Venezuela, team verso le aree del sisma

È atterrato alle 3:30 ora italiana all'aeroporto militare di El Libertador, a Maracay (ovest di Caracas) il volo messo a disposizione della Difesa per la missione italiana in Venezuela. Il team, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e composto da 97 persone tra soccorritori, sanitari, vigili del fuoco e funzionari dell'Unita di crisi della Farnesina, raggiungerà ora le aree colpite dal sisma per garantire i primi aiuti alla popolazione.

Venezuela, il governo limita l'accesso alla zona colpita dal terremoto

Il governo venezuelano si appresta a limitare l'accesso allo stato di La Guaira, una delle zone più colpite dai due devastanti terremoti. Lo ha dichiarato venerdì il ministro dell'Interno Diosdado Cabello. "L'accesso allo stato di La Guaira - ha detto Cabello in tv - sarà limitato a partire dalle ore 20:00 (ora locale)". La leader ad interim Delcy Rodríguez aveva precedentemente chiesto alla popolazione di non recarsi nella zona a nord di Caracas.

Venezuela: nuova scossa di magnitudo 4.9 avvertita nel centro del Paese

Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata oggi nel centro del Venezuela, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Lo rende noto la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis), mentre il sisma è stato confermato anche dall'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs). Secondo numerose segnalazioni sui social media, la scossa è stata avvertita negli Stati di Aragua, Carabobo, Miranda e La Guaira, oltre che nel Distretto Capitale, dove si trova Caracas.  In precedenza Funvisis aveva registrato almeno 13 eventi sismici di intensità debole o moderata nelle aree di La Guaira, Naiguatá, Boca de Aroa, Maracay e San Felipe, interessate dalla sequenza sismica iniziata dopo il forte terremoto che ha colpito il Paese il 24 giugno.

Terremoto in Venezuela: vertice militare tra forze locali e statunitensi

Il generale della fanteria di marina degli Stati Uniti, Kevin J. Jarrard, ha incontrato il capo della Difesa del Venezuela, il generale Gustavo González López, e altri alti comandanti militari per coordinare le operazioni di assistenza umanitaria dopo i devastanti terremoti del 24 giugno. Secondo quanto comunicato dal Comando Sud tramite una nota diffusa sui social, l'incontro è servito a valutare le condizioni operative dell'Aeroporto Internazionale Simón Bolívar, principale punto di ingresso per il personale di emergenza, i macchinari e le forniture. Jarrard, definito come "l'ufficiale di grado più alto del Comando Sud schierato sul campo", collabora con le autorità locali per "pianificare, coordinare e dirigere il supporto militare statunitense destinato al trasferimento rapido, vitale per salvare vite, del personale di primo intervento, delle attrezzature e degli aiuti umanitari verso le zone colpite". L'organismo militare ha inoltre precisato che è in corso un'azione congiunta sul territorio: "Il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento di Stato lavorano con i nostri alleati per aiutare il popolo venezuelano". La riunione mira a facilitare l'arrivo degli aiuti e potenziare la risposta internazionale all'emergenza. 

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