Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Guerra Iran USA, progressi nei colloqui ma accordo lontano. Teheran richiude Hormuz. LIVE

live Mondo
©Ansa

Teheran ha già richiuso Hormuz, in risposta al blocco dei porti imposto da Washington. Tre mercantili colpiti da proiettili dei pasdaran, mentre riesce a passare l'italiana Msc."Non potete ricattarci", avverte Trump. L'accordo è "ancora lontano", afferma il leader iraniano Ghalibaf. Il presidente iraniano Pezeshkian torna a rivendicare il "diritto del popolo iraniano" a beneficiare del nucleare. Tregua violata in Libano: un soldato Unifil francese è morto e 3 sono stati feriti in attacco attribuito a Hezbollah, che nega

in evidenza

Teheran ha già richiuso Hormuz, in risposta al blocco dei porti imposto da Washington. Tre mercantili colpiti da proiettili dei pasdaran, mentre riesce a passare l'italiana Msc. "Non potete ricattarci", avverte Trump. L'accordo è "ancora lontano", afferma il leader iraniano Ghalibaf. “Nessuna data è stata fissata per nuovi colloqui con Usa", ha riferito il vice ministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, torna a rivendicare il "diritto del popolo iraniano" a beneficiare del nucleare. "Israele è un grande alleato, a differenza di altri", ha commentato il presidente Usa. Una riunione ristretta del gabinetto di Netanyahu, discute oggi "i preparativi per la possibilità dell'interruzione della tregua con l'Iran". Lo riporta l'emittente israeliana.

Meloni conferma che Roma farà la sua parte per garantire la navigazione nella Stretto ma solo quando sarà consolidato il cessate il fuoco e dopo l'ok del Parlamento. L'Iran accusa l'Unione europea di fare un uso "strumentale" e "ipocrita" del diritto internazionale, dopo che Bruxelles ha invitato Teheran a mantenere aperto "senza condizioni" lo Stretto di Hormuz.

Tregua violata in Libano: un soldato Unifil francese è morto e altri tre sono stati feriti in un attacco attribuito a Hezbollah, che però nega. Quanto accaduto è "inammissibile", scrive Mattarella a Macron esprimendo il "cordoglio" dell'Italia. Prosegue il viaggio apostolico in Africa di papa Leone, oggi in Angola. 

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Iran, Ghalibaf: "Progressi nei negoziati, ma lontani da discussioni finali"

"Siamo ancora lontani dalle discussioni finali". E' quanto ha detto il  presidente del Parlamento iraniano,  Mohammad Bagher Ghalibaf, che è  anche uno dei negoziatori con gli Usa, in un discorso trasmesso la notte  scorsa alla televisione, in cui ha affermato che "abbiamo fatto dei  progressi nei negoziati, ma ci sono ancora molte distanze e rimangono  alcuni punti fondamentali".

Iran, gabinetto Netanyahu discute preparativi fine tregua

Una riunione ristretta del gabinetto del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, discute oggi "i preparativi per la possibilita' dell'interruzione della tregua con l'Iran". Lo riporta l'emittente israeliana.

Iran, Teheran: "Nessuna data fissata per nuovi colloqui con Usa"

Nessuna data e' stata fissata per il prossimo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti, dopo i colloqui dello scorso fine settimana a Islamabad che non hanno portato ad alcun accordo. Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, parlando con i giornalisti a margine di un forum diplomatico in Turchia. "Ci stiamo ora concentrando sulla finalizzazione di un quadro di intesa tra le due parti. Non vogliamo entrare in negoziati o incontri destinati a fallire e che possano diventare un pretesto per una nuova escalation", ha dichiarato.

Iran, Pezeshkian: "Trump non può privarci di diritto nucleare"

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, torna a rivendicare il "diritto del popolo iraniano" a beneficiare del nucleare. In affermazioni riportate da Al Jazeera, il capo di Stato dell'Iran ribadisce: "Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo o di affermare che l'Iran non puo' beneficiare dei suoi diritti nucleari". "Le dichiarazioni del nemico sulla distruzione della nostra civilta' e sul ritorno dell'Iran all'eta' della pietra rivelano le intenzioni e gli obiettivi degli aggressori", evidenzia ancora Pezeshkian secondo cui "il nemico non e' riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, ha violato il diritto internazionale e ha attaccato infrastrutture, scuole e ospedali".

Iran, Teheran: "Ue ci risparmi ipocrisia diritto internazionale"

L'Iran accusa l'Unione europea di fare un uso "strumentale" e "ipocrita" del diritto internazionale, dopo che Bruxelles ha invitato Teheran a mantenere aperto "senza condizioni" lo Stretto di Hormuz. A puntare il dito e' stato il portavoce del ministero degli Esteri, Ismail Baqaei, che in un messaggio pubblicato su X ha denunciato il "cronico mancato rispetto" delle norme internazionali da parte dell'Ue, sostenendo che i suoi richiami risultano privi di credibilita'. "Le violazioni croniche dell'Europa hanno reso i suoi sermoni sul diritto internazionale una chiara dimostrazione di ipocrisia", ha affermato. Baqaei ha quindi invitato i leader europei a "smettere con questi discorsi", accusando l'Ue di accettare l'azione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran e di chiudere gli occhi sui "crimini commessi contro gli iraniani". "Di quale diritto internazionale parlano? Dello stesso che consente all'Unione europea di accettare l'aggressione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran?", ha aggiunto. Teheran rivendica inoltre il proprio diritto ad adottare misure per impedire che lo stretto venga utilizzato per condurre "attacchi illegali" contro il proprio territorio. Secondo Baqaei, il principio del libero transito sarebbe ormai compromesso dall'uso di basi militari statunitensi nella regione per operazioni contro l'Iran, responsabilita' che viene attribuita direttamente a Washington. Le dichiarazioni arrivano dopo l'intervento dell'Alta rappresentante dell'Ue per la politica estera, Kaja Kallas, che aveva ricordato come, in base al diritto internazionale, il transito attraverso rotte marittime come lo stretto di Hormuz debba rimanere libero e privo di oneri. Kallas ha inoltre avvertito che eventuali pedaggi costituirebbero un precedente pericoloso per le rotte globali, invitando l'Iran a rinunciare a qualsiasi iniziativa in tal senso.

Stefania Craxi: "Con gli Usa né eroi né servi, l'opposizione sia più responsabile"

"Serve equilibrio. Non siamo eroi quando neghiamo Sigonella, così come non siamo servi quando diciamo che il rapporto euro-atlantico va coltivato e rafforzato. Lo stesso vale sul piano comunitario. Chiedere una Ue più politica e più efficace su industria, energia e sicurezza non significa mettere in discussione l'Europa. Così come non siamo i campioni dell'europeismo se promuoviamo e sosteniamo un'iniziativa necessaria nello Stretto di Hormuz". Così in un'intervista a la Repubblica la capogruppo di Forza Italia in Senato, Stefania Craxi.     Il Parlamento deve avere un ruolo "centrale - dice - Ma ciò non toglie che i governi, anche per la velocità dei processi devono poter agire".    Sull'atteggiamento delle opposizioni: "Anche sui dossier più delicati - sostiene - non abbiamo visto quello spirito di responsabilità che il momento avrebbe richiesto. In Aula, troppo spesso, si cercano pretesti per alimentare il caos più che per contribuire a soluzioni utili al Paese. Noi continuiamo a lavorare e sarebbe auspicabile che l'opposizione decidesse di fare altrettanto".     Quanto alla missione definita dal presidente francese Emmanuel Macron neutrale e internazionale: "L'obiettivo condiviso è quello di garantire la libera e sicura navigazione di Hormuz a condizione che ci sia una piena riapertura dello Stretto e un cessate il fuoco duraturo, con un'azione comune di almeno 12 Paesi non belligeranti". E sulla proposta di Matteo Salvini di sospendere le sanzioni sul gas alla Russia: "Non è un'urgenza sul tavolo. Deciderà - chiarisce - il governo quando ci sarà o un'emergenza che riguarda il gas o quando le condizioni saranno diverse". 

Wsj: "Trump non approvò la presa di Kharg perché temeva alti costi umani"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha appoggiato l'idea  di conquistare l'isola iraniana di Kharg, temendo un numero  significativo di vittime tra i soldati americani. E' quanto rivela il  Wall Street Journal, citato e ripreso da diversi media internazionali  tra cui la russa Tass e l'ucraina Rbc. Trump si oppose all'invio di  soldati nonostante gli fosse stato assicurato che la missione avrebbe  avuto successo e che la conquista del territorio avrebbe garantito agli  Stati Uniti l'accesso allo stretto. Ma temeva perdite americane  inaccettabilmente elevate. "Sarebbero facili bersagli", avrebbe detto  Trump, secondo fonti citate dal Wall Street Journal. Le stesse fonti  affermano che Trump avrebbe urlato contro i suoi collaboratori per  diverse ore dopo aver appreso che un aereo statunitense era stato  abbattuto in Iran e che due piloti risultavano dispersi. Ha preteso che  l'esercito intervenisse immediatamente per catturarli perché, sempre  secondo le stesse fonti, le immagini della crisi degli ostaggi iraniani  del 1979 erano costantemente presenti nella sua mente.

Iran, stretto di Hormuz di nuovo al centro della crisi. VIDEO

Iran, stretto di Hormuz di nuovo al centro della crisi | Video Sky - Sky TG24

Iran, stretto di Hormuz di nuovo al centro della crisi | Video Sky - Sky TG24

Vai al contenuto

Papa, Vance lo ringrazia: "Disaccordi ma realtà è complessa"

Il vicepresidente americano, JD Vance, ha ringrazia Papa Leone XIV per le sue parole secondo cui "la narrativa" sullo scontro con il presidente Donald Trump "non e' stata accurata in tutti i suoi aspetti" ma ha confermato tuttavia che ci sono dei "disaccordi reali" dovuti alla complessita' delle questioni. "Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre il racconto mediatico alimenta costantemente conflitti - e si', disaccordi reali sono avvenuti e continueranno a verificarsi - la realta' e' spesso molto piu' complicata", ha scritto il numero due della Casa Bianca su X. "Papa Leone predica il vangelo, come dovrebbe fare, e questo inevitabilmente significa che offre le sue opinioni sulle questioni morali del giorno. Il Presidente - e l'intera amministrazione - lavora per applicare quei principi morali in un mondo caotico. Sara' nelle nostre preghiere, e spero che noi saremo nelle sue", aggiunge.

Iran, Kamala Harris: "Trump è entrato in guerra trascinato da Netanyahu"

Donald Trump "è entrato in guerra, trascinato da Bibi  Netanyahu,  bisogna essere chiari su questo: è entrato in una guerra che gli  americani non vogliono, mettendo a rischio militari americani". Così  Kamala Harris, l'ex vice presidente e candidata dem sconfitta da Trump  alle presidenziali del 2024, si è unita a chi in queste settimane di  conflitto con l'Iran sta accusando il presidente di essersi fatto  coinvolgere dal premier israeliano in una guerra che non è  nell'interesse nazionale degli Usa. Poco dopo che sono state riportate  le dichiarazioni fatte dalla democratica in un evento per la raccolta  dei fondi, Trump ha pubblicato un post in cui afferma che Israele è "un  grande alleato degli Stati Uniti".

Teheran: "Da Ue retorica ipocrita sul diritto internazionale"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato le dichiarazioni dell'Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, la quale ha affermato che, in base al diritto internazionale, il transito attraverso le principali vie navigabili deve rimanere aperto e gratuito.    "Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell'Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul 'diritto internazionale' in una palese dimostrazione di ipocrisia", ha dichiarato Baghaei sabato sera al programma X. "Di quale 'diritto internazionale' state parlando? Di quello che permette all'Ue di essere soddisfatta dell'aggressione israelo-americana contro l'Iran e di ignorare i crimini commessi contro l'Iran?", ha sottolineato, aggiungendo: "Dopo l'aggressione degli Stati Uniti contro l'Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione".

Media: "La portaerei Usa Ford è tornata nelle acque del Medio Oriente"

La più grande portaerei del mondo, la Uss Gerald R. Ford, è rientrata nelle acque del Medio Oriente e dopo aver passato il canale di Suez si trova ora nel Mar Rosso. La notizia è riportata da diversi media internazionali.    La Ford, che fino a poco tempo fa operava nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez insieme a due cacciatorpediniere, la Uss Mahan e la Uss Winston S. Churchill, e ora opera nel Mar Rosso. Lo riferiscono funzionari statunitensi. La Ford sta tornando nel Mar Rosso dopo oltre un mese trascorso nel Mediterraneo a seguito di un grave incendio in una lavanderia che ha costretto la nave a rientrare in porto per riparazioni. Questa settimana la portaerei ha anche battuto il record per la più lunga permanenza in missione di una portaerei dalla guerra del Vietnam.    L'arrivo della Ford la rende la seconda portaerei nella regione, oltre alla USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Secondo un funzionario della difesa, anche la Uss George H. W. Bush si sta dirigendo verso la regione e attualmente si trova al largo delle coste del Sudafrica. 

Msc Euribia ha attraversato Hormuz, ora in viaggio per Nord Europa

Si è finalmente sbloccata la situazione per la nave Msc Euribia di Msc Crociere, che ha lasciato lo Stretto di Hormuz dopo un blocco durato quaranta giorni. A bordo non ci sono passeggeri e l'equipaggio è ridotto al minimo indispensabile. La compagnia ha comunicato in una nota che la nave “ha lasciato Dubai, ha attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz ed è ora in viaggio verso il Nord Europa”, aggiungendo che “il passaggio è stato completato in stretto coordinamento con le autorità competenti”. La nave è dunque in rotta “per riprendere la sua stagione nel Nord Europa.

Msc Euribia ha attraversato Hormuz, ora in viaggio per Nord Europa

Msc Euribia ha attraversato Hormuz, ora in viaggio per Nord Europa

Vai al contenuto

Carburanti, Conte: "Tornare in prospettiva a comprare gas russo"

"Da subito ho condannato l'aggressione di Putin, sono stato favorevole alle sanzioni e lo sono tuttora. Ma la propaganda distorcente che mi ha calunniato trascura i quattro anni di fallimenti di coloro che hanno scommesso sulla sconfitta militare della Russia, sul cambio di regime, sul collo dell'economia russa; anziche' investire sulla diplomazia e raggiungere un accordo oggi tanto piu' necessario, perche' dobbiamo tornare in prospettiva a comprare gas russo". Lo ha affermato il presidente del M5s Giuseppe Conte in un'intervista al 'Corriere della sera'.

Stretto Hormuz, come operano le navi italiane che trovano le mine

Il Vertice dei Volenterosi tenutosi a Parigi venerdì, che ha avuto al centro il futuro dello Stretto di Hormuz, ha fatto registrare un'importante novità per il nostro Paese annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "L'Italia farà la sua parte" in una eventuale missione internazionale post-bellica, anche mettendo "a disposizione proprie unità navali, sulla base di un’autorizzazione parlamentare"  secondo le "regole costituzionali". Due navi cacciamine sono infatti  già state approntate dalla Difesa e sono attraccate in porto in Italia,  disponibili per essere inviate per un'eventuale missione.

Stretto Hormuz, come operano le navi italiane che trovano le mine

Stretto Hormuz, come operano le navi italiane che trovano le mine

Vai al contenuto

Israele, Milei in visita nel Paese incontrerà Netanyahu

Il presidente argentino Javier Milei arrivera' in Israele nelle prossime ore. In serata incontrera' il primo ministro Benjamin Netanyahu, e si prevede che i due annuncino l'operazione del volo diretto di El Al tra l'aeroporto Ben Gurion e Buenos Aires.

Nave Msc Euribia uscita da Stretto Hormuz: è diretta verso Nord Europa

L’imbarcazione da crociera, rimasta bloccata per un mese e mezzo nel  Golfo Persico a causa della guerra in Iran e del blocco di Hormuz, ieri ha  lasciato definitivamente l'area. Anche il gruppo in una nota ha  confermato che l’imbarcazione ha lasciato Dubai, ha attraversato in  sicurezza lo Stretto ed è ora in viaggio verso il Nord Europa. Il  passaggio è stato completato in stretto coordinamento con le autorità  competenti.

Nave Msc Euribia uscita da Stretto Hormuz: è diretta verso Nord Europa

Nave Msc Euribia uscita da Stretto Hormuz: è diretta verso Nord Europa

Vai al contenuto

Iran, media: Teheran ha ancora 70% scorte missili balistici

Secondo le valutazioni dell'intelligence statunitense, l'Iran ha probabilmente ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori di missili. Lo riporta un rapporto del New York Times. Secondo il Times, quando l'8 aprile e' entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la meta' dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, il rapporto afferma che e' riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del totale prebellico. Oltre ai lanciatori, il rapporto afferma che l'Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completata l'operazione, i funzionari dell'intelligence statunitense ritengono che Teheran disporra' di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici.

Riservista Idf ucciso nel Libano meridionale

Un riservista delle Forze di Difesa Israeliane e' stato ucciso e altri nove sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave, a seguito dell'esplosione di un ordigno nel sud del Libano, secondo quanto annunciato ieri dall'esercito. Il soldato ucciso e' stato identificato come il sergente di prima classe (riserva) Lidor Porat, 31 anni, originario di Ashdod. Sergente di prima classe (riserva) Lidor Porat. (Forze di Difesa Israeliane)Un riservista delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e' rimasto ucciso e altri nove sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave, a seguito dell'esplosione di un ordigno nel sud del Libano, secondo quanto annunciato ieri dall'esercito.Il soldato ucciso e' stato identificato come il sergente di prima classe (riserva) Lidor Porat, 31 anni, del 7106 battaglione della 769 brigata regionale "Hiram", originario di Ashdod. Secondo un'indagine militare preliminare, durante le operazioni del battaglione nel territorio controllato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nel Libano meridionale, un veicolo del genio e' passato sopra una bomba piazzata da Hezbollah. I soldati di stanza nella zona per mettere in sicurezza i macchinari pesanti sono stati colpiti dall'esplosione, che ha causato la morte di Porat e il ferimento di altri nove, di cui uno gravemente, quattro moderatamente e quattro leggermente.

Iran, Tel Aviv: cessate il fuoco con Teheran è molto fragile

Un funzionario israeliano ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran e' molto fragile e che Israele e' pronto a tornare al conflitto se i colloqui falliranno. Iran International ha citato un alto funzionario della sicurezza che ha affermato: "Il cessate il fuoco e' molto fragile e siamo piu' pessimisti che ottimisti, pur essendo al contempo pronti a tornare in guerra se i negoziati falliranno". Ha affermato che, nell'ambito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, Israele ha presentato al governo statunitense una lista di richieste considerate "linee rosse" che non possono essere ignorate, tra cui la rimozione dell'uranio, lo smantellamento dell'impianto di arricchimento di Fordow e la separazione del caso libanese da quello iraniano.

Iran, 'progressi' nei colloqui con gli Usa ma l'accordo è 'ancora lontano'

I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno "fatto progressi" ma un accordo definitivo è "ancora lontano", ha dichiaratoto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. "Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni", ha detto Ghalibaf in un'intervista alla televisione di Teheran "Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti", ha aggiunto il leader iraniano. 

Durante l'incontro dell'11 e 12 aprile di Islamabad (il più alto di livello tra i due paesi dalla Rivoluzione iraniana del 1979) "abbiamo sottolineato che non abbiamo assolutamente fiducia negli Stati Uniti", ha affermato Ghalibaf. "Gli Usa devono prendere la decisione di guadagnarsi la fiducia del popolo iraniano", ha continuato il leader di Teheran aggiungendo: "Devono abbandonare l'unilateralismo e lo spirito di imposizione nel loro approccio al dialogo". Ghalibaf ha quindi sottolineato che l'Iran ha accettato il cessate il fuoco di due settimane entrato in vigore l'8 aprile solo perché gli Stati Uniti lo avevano richiesto. "Eravamo vittoriosi sul campo, il nemico non aveva raggiunto nessuno dei suoi obiettivi e l'Iran controllava anche lo Stretto di Hormuz", ha detto. "Se abbiamo accettato il cessate il fuoco è stato perché loro avevano accettato le nostre richieste".

Trump: 'Israele è un grande alleato, a differenza di altri'

"Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress". Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che lo Stato ebraico combatte duramente e sa "come vincere".

Mondo: I più letti