Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato lo stop ai raid con un post su Truth, ma il premier israeliano e i suoi consiglieri sarebbero rimasti spiazzati e avrebbero chiesto dei chiarimenti. Intanto, nonostante la tregua, si registrano scontri nel sud del Paese, e secondo la Cnn, Israele intende imporre una cosiddetta "linea gialla" vietando ai residenti il ritorno nelle aree occupate dall'esercito
"Israele non bombarderà più il Libano, gli è stato proibito di farlo dagli Stati Uniti". L’annuncio arriva venerdì su Truth dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, un post per il quale - secondo Axios - il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sono rimasti "scioccati" e Israele avrebbe chiesto chiarimenti alla Casa Bianca. Intanto il presidente libanese Joseph Aoun afferma di essere al lavoro su "accordi permanenti" dopo il cessate il fuoco con Israele.
Media: "Drone Idf ha colpito un’abitazione, scontri in diversi villaggi nel sud"
Nonostante la tregua, in Libano non cessano gli scontri. Secondo il quotidiano Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, un drone delle Forze di Difesa Israeliane ha colpito un'abitazione tra i villaggi di Hadatha e Al-Tiri, nel sud del Paese. Nel frattempo, fonti libanesi hanno segnalato scontri tra la popolazione locale e una forza dell'Unifil nel villaggio di Al-Randouriya, sempre nel sud. La rete libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha segnalato un attacco di artiglieria delle Idf contro il villaggio di Kunin, vicino a Bint Jbeil. Altri media riportano che l'esercito israeliano è stato coinvolto in scontri a fuoco nella zona di Bint Jbeil, dove si sono verificate esplosioni.
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Cnn: "No di Israele a rientri residenti villaggi confine"
E secondo la Cnn, che cita alti funzionari dell’Idf, Israele intende imporre in Libano una cosiddetta "linea gialla", vietando ai residenti il ritorno nelle aree occupate dall'esercito israeliano. La misura ricalca un modello già adottato nella Striscia di Gaza, dove la "linea gialla" delimita una zona sotto controllo militare israeliano, inaccessibile alla popolazione civile nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco che ha posto fine a due anni di guerra. "Il modello della 'linea gialla' di Gaza sarà replicato anche in Libano, e l'Idf ha già definito una linea fino alla quale le proprie forze stanno attualmente operando", hanno dichiarato funzionari militari nel corso di un briefing con la stampa. Secondo le stesse fonti, ai residenti sarà impedito di rientrare in 55 villaggi libanesi situati all'interno dell'area interessata. "L'Idf è autorizzato a continuare a distruggere le infrastrutture terroristiche presenti anche durante il cessate il fuoco", hanno aggiunto.
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Presidente Libano: "Dialogo non è debolezza"
Intanto il presidente libanese Joseph Aoun sottolinea che i colloqui diretti con Israele non sono un segno di "debolezza" e che il Paese non è più "un campo di battaglia per le guerre di nessuno". "Ora ci troviamo tutti di fronte a una nuova fase", ha affermato Aoun nel suo primo discorso alla nazione dopo la tregua, aggiungendo che "è la fase di transizione dal lavoro per il cessate il fuoco al lavoro per accordi permanenti che preservino i diritti del nostro popolo, l'unità della nostra terra e la sovranità della nostra nazione". Aoun ha aggiunto che i colloqui diretti con Israele "non sono una concessione, i negoziati non significano, e non significheranno mai, rinunciare a un diritto, concedere un principio o compromettere la sovranità di questa nazione". "Non ci sarà alcun accordo che violi i nostri diritti nazionali, diminuisca la dignità del nostro popolo risoluto o ceda una sola virgola del suolo di questa nazione - ha proseguito Aoun - Siamo fiduciosi che salveremo il Libano. Abbiamo riconquistato il Libano e il suo potere decisionale per la prima volta in quasi mezzo secolo. Oggi negoziamo per noi stessi. Non siamo più una pedina nel gioco di nessuno e non lo saremo mai più".