L'annuncio dato dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif dopo l'incontro a Islamabad con il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. Secondo alcuni media, gli Stati Uniti avrebbero accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere: ma Washington nega. Trump: "Iran nazione in fallimento, esistono alternative a Hormuz"
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I negoziati tra l'Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr. Il governo di Islamabad ha annunciato che il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il vice presidente statunitense JD Vance si sono incontrati oggi prima dei colloqui previsti tra una delegazione americana e una iraniana nella capitale pachistana (LE COSE DA SAPERE SUI NEGOZIATI). "Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha incontrato" il vice presidente Usa JD Vance, afferma in un comunicato il governo pachistano, secondo cui il premier di Islamabad "ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione".
Trump attacca Teheran sullo stallo a Hormuz accusando il regime di non rispettare gli accordi e minaccia nuovi raid se non si arriverà a un'intesa. "Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima", avverte. Il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana, incalza: "Non ci prendano in giro, se vogliono giocare noi non ci staremo". Ma anche Teheran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset iraniani bloccati "prima che inizino i negoziati".
Intanto allarme degli aeroporti europei in una lettera alla Commissione nella quale si afferma che le riserve di cherosene "si stanno esaurendo". Ancora tre settimane, poi gli aerei rischiano di restare a terra. Balzo dell'inflazione Usa anche per effetto del caro energia: la fiducia dei consumatori ai minimi storici.
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Idf: "Colpiti 200 obiettivi Hezbollah nelle ultime 24 ore"
L'Idf rivendica di aver colpito 200 obiettivi di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore, fra cui infrastrutture e postazioni per il lancio di razzi. "Le forze aeree continuano a colpire infrastrutture di Hezbollah e ad assistere l'attività delle forze di terra che operano nel sud del Libano", si legge in un comunicato diffuso dalle forze israeliane. Da mercoledì notte non ci sono stati raid contro Beirut.
Trattativa in salita, i principali nodi del negoziato
Nonostante l'ottimismo espresso da Pakistan e Stati Uniti, il negoziato a Islamabad per provare a chiudere la guerra in Iran si profila come tutt'altro che semplice, mentre restano i nodi sui quali finora non si è riusciti ad arrivare a un punto d'incontro. * LIBANO - Come sottolineato dalla Bbc, il più recente ostacolo nelle trattative è la campagna israeliana contro Hezbollah, che minaccia di far deragliare i colloqui ancor prima che abbiano inizio. Sebbene il Pakistan stia tentando di persuadere Teheran ad abbandonare il punto sulla tregua in Libano come precondizione per le trattative, la Repubblica islamica insiste che per avviare i colloqui sia necessario prima raggiungere il cessate il fuoco nel Paese dei cedri, un punto escluso categoricamente da Israele che tuttavia sembra aver ridotto il ritmo degli attacchi. Resta da vedere se questa moderazione sarà sufficientemente discreta da soddisfare l'Iran. * LO STRETTO DI HORMUZ - Attraversato solo da un numero esiguo di navi dall'inizio della tregua. Trump afferma che l'Iran sta "facendo un pessimo lavoro" nel consentire il passaggio delle navi, sottolineando che "questo non è l'accordo raggiunto". Il decalogo di richieste iraniane prevede il controllo di Teheran sul braccio di mare, anche attraverso il sistema di "pedaggio" introdotto dall'inizio della guerra. Ma le difficoltà restano, soprattutto per la presenza di mine nello stretto. * NUCLEARE - Trump ha affermato di aver lanciato l'operazione Epic Fury anche per garantire che l'Iran "non possa mai avere l'atomica", arma che Teheran sostiene di non aver mai cercato di costruire rivendicando il diritto di arricchire l'uranio per scopi civili. La proposta iraniana in 10 punti, che Trump ha definito "una base praticabile su cui negoziare", include la richiesta di riconoscimento internazionale dei diritti di arricchimento dell'uranio. Secondo quanto riferito, il piano di Trump in 15 punti chiederebbe invece all'Iran di "porre fine a qualsiasi arricchimento dell'uranio sul territorio iraniano". * I PROXY REGIONALI - Washington vuole che l'Iran tagli il suo sostegno finanziario alla rete di alleati (Hezbollah in Libano, Houthi in Yemen, Hamas a Gaza e le milizie in Iraq) che ha conferito a Teheran un'influenza regionale, permettendole di esercitare quella che viene spesso definita "difesa avanzata" nelle sue lunghe dispute con Israele e gli Stati Uniti. Tuttavia, al momento non ci sono segnali che l'Iran sia pronto a rinunciare ai suoi alleati. * SANZIONI, ASSET CONGELATI E RIPARAZIONI - L'Iran chiede la revoca di tutte le sanzioni statunitensi e internazionali come parte di qualsiasi accordo. Venerdì, il presidente del Parlamento e negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che circa 120 miliardi di dollari di beni iraniani congelati devono essere sbloccati prima dell'inizio dei negoziati, sostenendo che fosse parte delle misure precedentemente concordate nella tregua. Ma mentre si rincorrono indiscrezioni e smentite, sembra altamente improbabile che l'amministrazione Trump sia disposta a fare una concessione così sostanziale solo per avviare i colloqui. L'Iran insiste inoltre sulla richiesta di riparazioni di guerra.
Teheran: "In contatto con Beirut per assicurarci rispetto cessate il fuoco su tutti i fronti"
Il ministero degli Esteri iraniano ha reso noto che il paese è in contatto con le autorità libanesi per assicurarsi che gli impegni relativi al cessate il fuoco siano rispettati su tutti i fronti. A riferirne è stato da Islamabad un portavoce citato dalla televisione statale: "Siamo in continuo contatto con Beirut per assicurarci che gli impegni sul cessate il fuoco siano rispettati su tutti i fronti" ha affermato il portavoce, secondo quanto riporta l'emittente libanese LBCI.
Media: "Navi della Marina Usa attraversano Hormuz per la prima volta"
"Diverse navi" della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista di Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, "non è stato coordinato con l'Iran", ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall'inizio della guerra.
Iran: media Teheran: "Iniziati colloqui dopo progressi e riduzione attacchi a Libano"
I media iraniani riferiscono che sono iniziati in Pakistan i negoziati per mettere fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti. Le agenzia Fars e Tasnim indicano che "è stato deciso di avviare i negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad", citando "i progressi compiuti durante i colloqui e la riduzione degli attacchi da parte del regime sionista nel sud di Beirut, in Libano". Non viene specificato né l'ordine del giorno, né se i colloqui sono diretti o indiretti. Anche le agenzie di stampa iraniane Mehr e Isna hanno pubblicato la stessa informazione dopo che il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, che ha incontrato separatamente le due delegazioni, ha annunciato l'inizio dei colloqui.
Trump loda Allah in un post: "Tutti i leader dell'Iran sono morti"
"L'Iran sta perdendo alla grande! La sua Marina non esiste più, la sua Aviazione è stata spazzata via, il suo apparato antiaereo è inesistente, i radar sono fuori uso; le loro fabbriche di missili e droni sono state in gran parte annientate e, cosa ancora più importante, i loro 'leader' di lunga data non sono più tra noi: lode ad Allah!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Trump: "L'unica risorsa che ha l'Iran è la minaccia di mine ad Hormuz"
"L'unica risorsa che resta all'Iran è la minaccia che una nave possa 'imbattersi' in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch'esse sul fondo del mare". Lo scrive Donald Trump su Truth in un lungo post sulla guerra contro Teheran.
Trump: "Bonifichiamo Hormuz per i nostri alleati, non avevano il coraggio"
"Stiamo ora avviando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz, come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente". Lo ha scritto Donald Trump su Truth tornando ad attaccare gli alleati degli Stati Uniti.
Media Teheran: "Iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad"
I negoziati tra l'Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr.
Media Teheran: "Iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad"
I negoziati tra l'Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr.
Trump: "Iran nazione in fallimento, esistono alternative a Hormuz"
Il presidente americano Donald Trump ha definito l’Iran "una nazione in fallimento" e ha affermato che i colloqui tra le due parti sono già in corso. Interpellato da Newsnation sulla buona fede di Teheran nei negoziati, Trump ha dichiarato: "Ve lo farò sapere in un periodo di tempo molto breve, non ci vorrà molto". Il presidente ha inoltre sostenuto che lo Stretto di Hormuz tornerà operativo "in un futuro non troppo lontano", aggiungendo che esistono "altre alternative" per le rotte energetiche globali. "Guardate i grandi mari del mondo: molte navi stanno andando verso gli Stati Uniti per caricare petrolio, ne abbiamo in abbondanza", ha concluso.
Fonti Usa a Cbs: "Nessun accordo sulle linee rosse di Teheran"
"Nessun accordo da parte degli Stati Uniti sulle' linee rosse' dell'Iran'. È quanto riferisce Cbs news citando una fonte Usa, dopo che i media iraniani hanno riportato che la delegazione di Teheran ad Islambad ha trasmesso ha già trasmesso lal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif le proprie proposte e le "linee rosse", in particolare quattro condizioni considerate non negoziabili per un eventuale accordo nei colloqui con gli Stati Uniti. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, il pieno risarcimento per i danni di guerra, lo sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all’estero e un cessate il fuoco "duraturo e concreto" in tutta la regione.
Media: "Teheran trasmette 4 linee rosse per accordo con Usa"
L’Iran ha delineato quattro condizioni considerate non negoziabili per un eventuale accordo nei colloqui con gli Stati Uniti ad Islamabad. Lo riportano i media statali iraniani, secondo cui la delegazione di Teheran ha già trasmesso le proprie proposte e le "linee rosse" al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, il pieno risarcimento per i danni di guerra, lo sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all’estero e un cessate il fuoco "duraturo e concreto" in tutta la regione.
Urso: "Ripercussioni significative su trasporto aereo se Hormuz non riapre"
Se lo stretto di Hormuz non dovesse riaprire entro un mese "le ripercussioni sarebbero significative, certamente sull'approvvigionamento del carburante necessario al trasporto aereo, ma anche sul sistema economico e produttivo europeo e italiano. Lavoriamo affinché dal cessate il fuoco possa uscire presto un vero e proprio accordo che consenta la più veloce riapertura del traffico marittimo, è questa la priorità. Tutti lavorano affinché ci sia una soluzione a breve, non possiamo permetterci che il conflitto prosegua perché le conseguenze sarebbero significative". Lo dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’iniziativa sul valore dell’export del Made in Italy, a Sant’Ambrogio di Valpolicella.
Urso: "Ci auguriamo conclusione positiva negoziati in corso"
"In queste difficili settimane l'Italia si è mossa sempre insieme agli altri partner europei con una coesione di intenti assolutamente necessaria e in raccordo anche con altri Paesi della nostra sfera occidentale, affinché si comprenda che questo nuovo conflitto deve cessare il prima possibile. Ci auguriamo che i negoziati iniziati abbiano una conclusione positiva affinché non ci siano conseguenze per le popolazioni civili, principali vittime di questa guerra, e per le condizioni economiche e sociali dei Paesi vicini che stanno pagando a caro prezzo le ritorsioni ingiustificate del regime iraniano". Lo dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’iniziativa sul valore dell’export del Made in Italy, a Sant’Ambrogio di Valpolicella.
Teheran a Beirut: "Ignorare il ruolo di Hezbollah è rischio irreparabile"
"Il primo ministro libanese Nawaf Salam dovrebbe sapere che ignorare il ruolo della resistenza e di Hezbollah esporrà il Libano a rischi irreparabili per la sua sicurezza", ha dichiarato su X Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema dell'Iran per gli affari internazionali, sottolineando: "La stabilità del Libano dipende solo dalla sinergia tra il governo e la resistenza". Una delegazione libanese incontrerà funzionari israeliani a Washington per colloqui sulla fine della guerra di Israele contro il Libano e sul futuro di Hezbollah, sostenuto dall'Iran. Il primo ministro libanese ha ordinato all'esercito di rafforzare il controllo su Beirut e ha chiesto la messa al bando delle attività armate di Hezbollah.
Guerra in Iran e caos voli, cosa sta succedendo e qual è lo scenario per i prossimi mesi
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Vai al contenutoBeirut: "Dieci persone uccise nei raid di Israele nel sud del Libano"
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che dieci persone, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, sono state uccise oggi da raid israeliani nel sud del Libano, mentre i media statali hanno riportato incursioni in oltre una dozzina di località. Il ministero ha affermato che tre attacchi mortali hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh e provocato la morte, tra gli altri, di un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato sanitario islamico affiliato a Hezbollah, denunciando quello che ha definito un attacco "sistematico" di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza.
Teheran: "Non rinunceremo ai nostri diritti nei colloqui con Usa"
La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che l'Iran terrà colloqui con gli Stati Uniti, pur rimanendo pronto a ricorrere alla difesa. "Non rinunceremo ai nostri diritti", ha aggiunto. "Non ci fidiamo dell'altra parte e pertanto la delegazione iraniana affronterà i negoziati con la massima cautela", ha concluso, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
Pakistan: Sharif e Vance si sono incontrati prima dei colloqui Usa-Iran
Il governo di Islamabad ha annunciato che il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif e il vice presidente statunitense JD Vance si sono incontrati oggi prima dei colloqui previsti tra una delegazione americana e una iraniana nella capitale pachistana. "Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha incontrato" il vice presidente Usa JD Vance, afferma in un comunicato il governo pachistano, secondo cui il premier di Islamabad "ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione".
Media: Usa smentiscono concessioni su beni Teheran
Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato.Lo ha detto un alto funzionario statunitense alla Cbs News, smentendo le notizie diffuse dai media. Secondo la fonte, anche se il vicepresidente JD Vance ha avuto un incontro bilaterale con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, i negoziati non sono ancora iniziati e non sono stati discussi gli accordi.
Media: la delegazione iraniana si riunisce prima dell'incontro con gli Usa
Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, la delegazione negoziale iraniana si è riunita presso la sede dei colloqui prima dell'incontro con gli Stati Uniti. Lo riporta Iran International. La televisione di stato iraniana aveva precedentemente affermato che la delegazione avrebbe incontrato il primo ministro pakistano per discutere una proposta di piano, mentre i dettagli di eventuali colloqui con gli Stati Uniti sarebbero stati definiti in seguito.
Premier Pakistan incontra Vance "I colloqui sono iniziati"
I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti sono iniziati. Lo ha annunciato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif dopo aver incontrato a Islamabad il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. "Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha avuto un incontro con Sua Eccellenza JD Vance, vice presidente degli Stati Uniti d'America", si legge nella dichiarazione. "Il primo ministro ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione".
Media: gli Usa hanno accettato lo sblocco di beni iraniani in Qatar
Gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters online, accogliendo la mossa come un segno di "serietà" nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato alcun commento pubblico sulla questione dello sblocco dei beni. La fonte ha dichiarato a Reuters che lo sblocco dei beni è "direttamente collegato alla garanzia del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz", che si prevede sarà un punto chiave dei colloqui.
Media: delegazione Teheran incontra premier Sharif
La delegazione iraniana, guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e alla presenza del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Lo riferisce l'agenzia stampa iraniana Tasnim, precisando che la delegazione di Theran discute con Sharif della "violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti" e deciderà in seguito se avviare o meno i negoziati con la controparte giunta a Islamabad.
La delegazione iraniana ha incontrato il primo ministro pakistano
La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana.
Iran: accordo se interessi Usa anteposti a quelli Israele
Per l'Iran un accordo è "probabile" se nei negoziati odierni in Pakistan gli Stati Uniti antepongono i propri interessi a quelli di Israele. "Se negozieremo a Islamabad con i rappresentanti di 'America First', è probabile che raggiungeremo un accordo che andrà a beneficio di entrambe le parti e del mondo", ha scritto il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, su X, poche ore prima dell'inizio dei negoziati tra le delegazioni statunitense e iraniana nella capitale pakistana.
Araghchi a Wadephul: "Su colloqui completa sfiducia"
Il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi affronta i negoziati con gli Stati Uniti in Pakistan in condizioni di "completa sfiducia". Questa la posizione espressa dal capo della diplomazia iraniana durante una telefonata con il suo omologo tedesco Johann Wadephul, come riportato dall'agenzia stampa Mehr. Araghchi ha affermato che il suo Paese "combatterà con tutte le sue forze per garantire gli interessi e i diritti del popolo iraniano", citando le ripetute violazioni delle promesse e i "tradimenti della diplomazia" da parte degli Stati Uniti come motivazione alla sua valutazione.
La delegazione iraniana arriva nella sede dei colloqui
La delegazione iraniana è arrivata all'hotel Serena di Islamabad. Lo scrive il Teheran Times su X che pubblica un video dell'arrivo. L'agenzia di stampa iraniana Isna riferisce che la delegazione iraniana incontrerà il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Sharif e i funzionari del suo governo stanno mediando i colloqui per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti a Islamabad.
Media: delegazione cinese attesa a Islamabad per facilitare il negoziato
Una fonte del ministero degli Esteri pakistano ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che una delegazione cinese arriverà oggi a Islamabad per assistere il mediatore pakistano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Pechino potrebbe offrire garanzie qualora le due parti raggiungessero un accordo, scrive il media panarabo basato a Londra. All'inizio della settimana, il New York Times aveva riportato - citando tre funzionari iraniani anonimi - che Teheran aveva accettato il cessate il fuoco anche grazie a un intervento all'ultimo minuto della Cina, che ha esortato la Repubblica islamica a mostrare flessibilità e a ridurre le tensioni per evitare che la situazione in Medio Oriente sfuggisse di mano. I funzionari cinesi non hanno descritto pubblicamente il coinvolgimento di Pechino negli sforzi di dialogo: interpellata mercoledì sulla possibilità che la Cina avesse contribuito a persuadere l'Iran ad accettare l'accordo, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, non ha né confermato né smentito il suo coinvolgimento, affermando solo in generale che la Cina avrebbe continuato a "mantenere la comunicazione con tutte le parti e a lavorare per allentare le tensioni e raggiungere un cessate il fuoco globale".
Media: Khamenei avrebbe perso una gamba nell'attacco
La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, potrebbe aver perso una gamba nel raid Usa-Israele dello scorso 28 febbraio, in cui il padre è rimasto ucciso. A riferirlo è una fonte coinvolta nelle valutazioni dell'intelligence statunitense, citata dalla Reuters, affermando che Khamenei "ha molto probabilmente perso una gamba". Una delle altre fonti citate dall'agenzia ha osservato che potrebbero essere diffuse foto di Khamenei entro uno o due mesi, sottolineando che c'è la possibilità che la Guida Suprema appaia in pubblico entro quel periodo.
Media: tra Iran e Usa a Islamabad negoziati di più alto livello dal 1979
I colloqui diplomatici statunitensi e iraniani a Islamabad sono i negoziati di più alto livello tra Teheran e Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979. Lo mettono in luce numerosi media internazionali. Saranno anche i primi negoziati ufficiali faccia a faccia dal 2015, spiega Al Jazeera, ricordando che in quell'anno fu raggiunto un accordo sullo sviluppo nucleare iraniano. Il presidente Trump ha poi annullato l'accordo sul nucleare nel 2018, durante il suo primo mandato. Nello stesso anno, la allora Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, vietò ulteriori colloqui diretti. Khamenei è stato ucciso in un attacco israelo-americano all'inizio della guerra sei settimane fa.
Funzionario: convincere Teheran al ritiro precondizioni
Il Pakistan, in qualità di mediatore tra Usa e Iran, sta tentando di convincere Teheran ad abbandonare le sue precondizioni per avviare i negoziati con un nuovo spirito. Lo ha riferito un funzionario pakistano sotto anonimato al quotidiano qatarino Al-Araby Al-Jadeed, mentre le delegazioni iraniane e statunitensi sono arrivate a Islamabad. Secondo quanto riportato dalla stessa fonte, la delegazione iraniana continua a insistere affinché gli Stati Uniti dichiarino il loro impegno su tutti i punti del cessate il fuoco temporaneo prima di iniziare i colloqui diretti. Il funzionario pakistano ha osservato che ci sono stati segnali positivi da parte dell'Iran.
Delegazione Iran porta con sè foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab
La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab "come prova dei crimini di guerra americani". Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all'interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c'è un fiore bianco. "I miei compagni di volo #Minab168" scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.
Pakistan:"Offriamo consigli, a loro trovare soluzione"
Il Pakistan, che ospita oggi i complessi negoziati Usa-Iran, si propone di consigliare le parti rivali ma sottolinea che la ricerca di una soluzione spetta a Washington e Teheran. Ad affermarlo in un'intervista a NBC News è stato l'ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Rizwan Saeed Sheikh. A poche ore dall'avvio dei colloqui a Islamabad, il diplomatico ha espresso la speranza che i colloqui in Pakistan possano rappresentare un evento unico per porre fine alla guerra e risolvere le questioni in sospeso tra le due parti. In qualita' di mediatore, il Pakistan fungerà da piattaforma per "risolvere" altre controversie tra le parti in conflitto, ha dichiarato Sheikh. Ha aggiunto che il suo Paese "forse" offrirà consigli se richiesti, ma altrimenti spetterà a Stati Uniti e Iran "trovare una soluzione".
Media: "Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni"
Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite a viso e gambe riportate nell'attacco aereo che uccise il padre all'inizio della guerra, secondo quanto riferito a Reuters, che lo riporta sul suo sito, da tre persone vicine alla sua cerchia ristretta. Il volto di Khamenei è rimasto sfigurato nell'attacco al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran e ha riportato gravi ferite a una o entrambe le gambe, hanno affermato le tre fonti. Ciononostante, il 56enne si sta riprendendo dalle ferite e mantiene la lucidità mentale, secondo le fonti, che hanno chiesto l'anonimato. Khamenei partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington, hanno aggiunto due delle fonti. Reuters aggiunge di non essere stata in grado di verificarle in modo indipendente la notizia. Il luogo in cui si trova Khamenei, le sue condizioni di salute e la sua capacità di governare rimangono in gran parte un mistero per l'opinione pubblica, dato che non sono state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall'attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l'8 marzo.
Libano, ambasciatore Leiter: "Con Hezbollah no colloqui su tregua"
L'ambasciatore di Israele a Washington, Yechiel Leiter, ha definito il movimento sciita "il principale ostacolo alla pace" tra Israele e Libano, pertanto non si discuterà di cessate il fuoco con Hezbollah. Le sue dichiarazioni giungono in vista dei colloqui previsti per il 14 aprile, sotto l'egida degli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere di un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha affermato Leiter, sottolineando che non discuterà di cessate il fuoco con la sua omologa libanese Nada Hammadeh-Muawwad durante i colloqui. L'ufficio del presidente del Libano aveva comunicato prima che gli ambasciatori avevano concordato di incontrarsi per discutere in merito ai negoziati per il cessate il fuoco presso il Dipartimento di Stato in agenda il 14 aprile.
Vance accolto a Islamabad dai ministri degli Esteri e dell'Interno pakistani
Ad accogliere ad Islamabad la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e accompagnata dall'inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner sono stati il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, il capo di stato maggiore dell'esercito, il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e il ministro dell'Interno Mohsin Raza Naqvi. L'aereo su cui ha viaggiato la delegazione è atterrato alla base aerea di Nur Khan a Rawalpindi. Secondo quanto confermato dallo stesso ministero degli Esteri pakistano, la delegazione iraniana ha già raggiunto Islamabad per partecipare ai colloqui. La delegazione è guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, insieme ad altre 14 figure chiave e altri alti funzionari. La delegazione iraniana nel suo complesso conta circa 70 membri, tra cui una squadra di giornalisti e personale di supporto.
Libano, tre morti nei nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele
Beirut e Washington si sarebbero rivolte a Netanyahu per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista dei colloqui diretti Iran-Usa di oggi in Pakistan.
Libano, tre morti nei nuovi raid Idf: chiesto stop attacchi a Israele
Vai al contenutoMedia Iran: se precondizioni Teheran accettate colloqui al via domenica
La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell'Esercito pakistano, Asim Munir.
Media: tre morti in un attacco israeliano nel sud del Libano
Tre persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale libanese Nna citata da Al Jazeera.
Colloqui Iran-Usa in Pakistan, Trump torna a minacciare Teheran
Media: la delegazione Usa è atterrata a Islamabad
La delegazione americana incaricata dei negoziati con l'Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano l'agenzia di stampa Reuters.
Cnn: per l'intelligence Usa la Cina si prepara a spedire armi all'Iran
Secondo quanto riportato da Cnn, che cita tre fonti, per l'intelligence statunitense la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran entro le prossime settimane. Per l'emittente le informazioni di intelligence dimostrano che Teheran potrebbe sfruttare la tregua nei combattimenti per ricostituire le scorte di sistemi d'arma. Due delle fonti hanno riferito alla Cnn che Pechino si avvarrebbe di un Paese terzo per far transitare le armi. Ma un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha smentito: "La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto: le informazioni in questione sono false". Sarebbe una mossa provocatoria, spiega Cnn, considerando che Pechino ha affermato di aver contribuito a mediare il fragile accordo di cessate il fuoco che ha sospeso la guerra tra Iran e Stati Uniti all'inizio di questa settimana. Il presidente Donald Trump ha inoltre in programma una visita in Cina all'inizio del mese prossimo per colloqui con il presidente cinese Xi Jinping.
Nyt: "Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz"
L'indiscrezione arriva alla vigilia dei negoziati di Islamabad, complicando ulteriormente i colloqui, dato che l'amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto. Intanto, Trump minaccia nuovamente Teheran: "Senza accordo nuovi raid".
Iran, Nyt: 'Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz'
Vai al contenutoIran, Cnn: "Cina invierà nuovi sistemi di difesa"
La Cina sta pianificando l'invio di nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Lo ha riferito la Cnn che cita fonti dell'intelligence statunitense. L'emittente americana ha sottolineato che si tratta di una mossa provocatoria, considerando il ruolo della Cina nella mediazione dell'accordo di cessate il fuoco. L'intelligence Usa ha evidenziato, inoltre, come l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco per rifornirsi di determinati sistemi d'arma con l'aiuto di paesi stranieri. Secondo due fonti che hanno parlato con la Cnn, vi sono indicazioni che la Cina stia pianificando un percorso di trasferimento attraverso paesi terzi per mascherare le sue azioni. Secondo il rapporto, Pechino starebbe programmando l'invio di sistemi antiaerei Manpads, che durante la guerra rappresentano una minaccia per gli aerei americani in volo a bassa quota.
Media Iran: probabile rinvio al pomeriggio dell'avvio dei negoziati
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.
Islamabad, la delegazione iraniana accolta dai ministri degli Esteri e dell'Interno
La delegazione iraniana giunta a Islamabad per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti ospitati dal Pakistan, è stata accolta dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, oltre che dal presidente dell'assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, dal capo di stato maggiore dell'Esercito il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e dal ministro dell'Interno Syed Mohsin Raza Naqvi, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri pakistano. La delegazione è guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Secondo i media statali iraniani, la delegazione comprende anche l'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam, l'alto funzionario della sicurezza Ali Akbar Ahmadian, il vice funzionario della sicurezza Ali Bagheri Kani, il rettore dell'Università della difesa nazionale Esmaeil Ahmadi Moghadam, il governatore della Banca Centrale Naser Hemati e i vice ministri degli Esteri Kazem Gharibabadi, Majid Takht-e Ravanchi, Valiollah Nouri e dal portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, oltre ad altri funzionari e legislatori.
Iran, Ghalibaf: 'Se Usa pronti a vero accordo troveranno disponibilità'
"Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran a poche ore dai colloqui di Islamabad.
"Tuttavia, nell’attuale conflitto abbiamo dimostrato che, se intendono usare i negoziati come una messa in scena inutile o un’operazione ingannevole, siamo pronti a garantire i nostri diritti facendo affidamento sulla fede in Dio e sulle capacità della nostra nazione - ha precisato Ghalibaf - Purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni".
Iran, media: costosissimo drone Usa scomparso su stretto Hormuz
Il 9 aprile un drone da ricognizione MQ-4C Triton della Marina statunitense, uno dei droni più costosi della flotta Usa, in pattugliamento nello Stretto di Hormuz, è precipitato da 52.000 piedi. Quando è sceso sotto i 10.000 piedi, il segnale del suo transponder si è perso. Lo scrive Forbes, citando il sistema di tracciamento di volo FlightRadar. Secondo Forbes non c'è conferma ufficiale sul fatto che il drone sia precipitato, sia stato abbattuto da un missile iraniano o se in qualche modo sia riuscito a recuperare e a tornare alla base. Il Triton è un drone di grandi dimensioni, con un'apertura alare superiore a quella di un aereo di linea Boeing 737. Secondo le stime di Forbes, ogni drone Triton è costato all'amministrazione Usa circa 400 milioni di dollari.
NYT: Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz
Secondo quanto riporta il New York Times, che cita funzionari statunitensi, l'Iran non è in grado di individuare e rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz, né di riaprire le vie navigabili. L'Iran non è riuscito ad aprire lo Stretto di Hormuz perché non è stato in grado di individuare e rimuovere le mine navali che vi aveva posato, scrive il Nyt. Teheran non ha la capacità di rimuovere le mine una volta individuate, il che complica ulteriormente i colloqui di Islamabad, dato che l'amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto.
Trump: "Altri colloqui? Non lo so, parlano da 47 anni"
Il presidente Donald Trump non sa se ci saranno altri colloqui con l'Iran, dopo quello che comincerà nelle prossime ore a Islamabad, in Pakistan e al quale parteciperà, come capo della delegazione americana, il vicepresidente JD Vance. "Altri colloqui? Non lo so, non posso dirvelo. Devo vedere cosa succede domani. Hanno parlato per 47 anni con altri presidenti e noi non stiamo parlando molto", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.
Guerra Iran-Usa, cosa sapere sui negoziati in Pakistan
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Vai al contenutoWsj: Teheran ha ancora migliaia di missili balistici
L'Iran possiede ancora migliaia di missili balistici che potrebbe utilizzare recuperando lanciatori attualmente sepolti in strutture sotterranee. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti dell'intelligence Usa. Sebbene metà dei lanciatori missilistici iraniani siano stati distrutti o danneggiati, molti possono essere riparati e recuperati dai siti sotterranei, sostengono le fonti citate dal WSJ. Funzionari statunitensi e israeliani affermano inoltre che, pur possedendo ora la metà dei missili rispetto a prima della guerra, l'Iran ha ancora migliaia di missili balistici a medio e corto raggio che può recuperare dai nascondigli o dissotterrare dal sottosuolo. Secondo alcuni funzionari statunitensi l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco in corso per ricostituire i propri arsenali missilistici.
Iran, il blocco di Internet ha raggiunto le 1000 ore
Il blocco di Internet in Iran raggiunge le 1.000 ore. Lo rileva l'organizzazione di monitoraggio della sicurezza informatica NetBlocks. Il blocco di Internet in Iran, imposto dalle autorità, ha superato le 1.000 ore, ovvero quasi 42 giorni, sottolinea Netblocks, il livello più lungo mai registrato in un intero Paese.
Iran: delegazione Teheran a Islamabad composta da 71 persone
La delegazione iraniana a Islamabad per i colloqui con gli Usa è composta da 71 persone. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim rilanciata dall'emittente panaraba Al Jazeera. La delegazione di Teheran è composta da 71 persone, tra cui la principale delegazione negoziale, consulenti esperti, rappresentanti dei media, nonché team diplomatici e di sicurezza. Il team negoziale è guidato dal presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf. Secondo Tasnim, tra gli altri negoziatori presenti a Islamabad ci sono il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale Ali Akbar Ahmadian, il Vice Ministro degli Affari Esteri Kezem Gharibabadi e il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei.
Israele: 'Nessuna trattativa per cessate il fuoco con Hezbollah'
Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma Hezbollah non prenderà parte alla trattativa. Lo ha detto l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter. Stando a una dichiarazione dell'ufficio del presidente libanese, i colloqui previsti per martedì, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero vertere su un cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Libano.
Segretario alla Difesa Biden: 'Le purghe di Hegseth sono inquietanti'
Il Segretario alla Difesa di Biden ha accusato l'attuale capo del Pentagono, Pete Hegseth di "epurazioni inquietanti" di alti ufficiali militari. "Erano le persone migliori disponibili per ricoprire quelle posizioni e, quando escono di scena, portano con sé un'incredibile quantità di esperienza e una solida capacità di leadership, è questo che mi preoccupa", ha detto Lloyd Austin in un'intervista ad Abc News, la sua prima da quando ha lasciato l'incarico. Le osservazioni arrivano ad una settimana dal siluramento del capo maggiore dell'esercito, il generale Randy George, un leader militare ampiamente rispettato e nominati da Joe Biden. Da quando ha assunto la guida del Pentagono, Hegseth ha licenziato più di una decina di alti ufficiali militari, tra cui il capo della defense intelligence agency, il capo delle operazioni navali e il vice capo di stato maggiore dell'aeronautica. Quanto alla guerra in Iran, Austin ha sostenuto che un cambio di regime sarebbe possibile soltanto con l'invio di truppe di terra.