Iran: "Pronti ad accordo con Usa sul nucleare". Mercoledì Netanyahu da Trump

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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è detto pronto a raggiungere un accordo "rassicurante" con gli Stati Uniti sull'arricchimento nucleare, sottolineando di aver concordato con gli Usa un nuovo round di colloqui da tenersi "a breve". "Abbiamo avuto colloqui molto positivi. Sembra che l'Iran voglia davvero raggiungere un accordo", ha ribadito anche Trump dopo gli incontri delle scorse ore in Oman. Netanyahu da Trump mercoledì per discutere dei negoziati con l'Iran

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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si dice pronto a raggiungere un accordo "rassicurante" con gli Stati Uniti sull'arricchimento nucleare e afferma di aver concordato con gli Usa un nuovo round di colloqui da tenersi "a breve".

Lo stesso Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l'Iran in Oman sono stati "molto buoni". "Abbiamo avuto colloqui molto positivi. Sembra che l'Iran voglia davvero raggiungere un accordo", ha detto il tycoon ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, in viaggio verso la sua residenza di Mar-a-Lago in Florida. "Ci incontreremo di nuovo all'inizio della prossima settimana", ha aggiunto. Gli Stati Uniti hanno chiesto agli americani in Iran di lasciare immediatamente il Paese o "tenere un profilo basso", annunciando inoltre nuove sanzioni sul petrolio di Teheran.

Netanyahu "dovrebbe incontrare Trump mercoledì a Washington e discuterà con lui dei negoziati con l'Iran": lo ha comunicato una nota dell'ufficio di Netanyahu.

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Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente  americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da  un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora  resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione  americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre.

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Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica  islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e  Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica.  L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta  dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel  conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore  del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i  Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la  spietata repressione delle ultime proteste.

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra  movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite  della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello  dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'

L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed  Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha  detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della  perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione  per poeti, artisti, scrittori.

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Iran, manifestazione a Berlino. Rajavi: "Ora democrazia laica"

"Il futuro Iran sara' una Repubblica democratica, che seguira' la strada di Mohammad Mossadegh, con la separazione tra religione e Stato e un Iran non nucleare in pace con il mondo intero. La costituzione del futuro Iran sara' redatta da un'Assemblea Costituente, eletta entro sei mesi dal rovesciamento del regime". Lo ha affermato Maryam Rajavi, Presidente eletta dell'NCRI per il periodo transitorio, durante una manifestazione anti regime alla porta di Brandeburgo a Berlino. Secondo il comitato organizzatore avrebbero partecipato 100mila persone. Per Rajavi "dopo la rivolta di gennaio, nessuno al mondo dubita della certezza del rovesciamento del regime clericale. Il messaggio del popolo iraniano e della sua Resistenza e' stato e rimane questo: nessuna pacificazione. Nessuna guerra o intervento straniero. Cambiamento di regime e sovranita' della Repubblica del popolo e della sua Resistenza organizzata".

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

La Casa Bianca pone posizioni  molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare. 

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Siria, firmati accordi con Arabia Saudita: nascerà compagnia aerea comune

Arabia Saudita e Siria hanno firmato a Damasco nuovi accordi di investimento per sostenere la ripresa dell'economia siriana, devastata da oltre 13 anni di guerra. Tra le intese figurano la creazione di una compagnia aerea comune e un maxi progetto da un miliardo di dollari per lo sviluppo delle telecomunicazioni.

Il direttore dell'Autorità siriana per gli investimenti, Talal al-Hilali, ha annunciato la firma di cinque accordi bilaterali, tra cui quello per la creazione di una compagnia aerea low cost siro-saudita denominata Nas Syria. Il pacchetto prevede inoltre la costruzione di un nuovo aeroporto ad Aleppo, nel nord della Siria, con una capacità di 12 milioni di passeggeri, oltre a lavori di potenziamento dell'aeroporto già esistente. Le nuove autorità siriane puntano ad attirare capitali esteri per la ricostruzione del Paese e hanno già siglato una serie di accordi con diversi Paesi del Golfo, tra cui appunto Riad, diventata un alleato del presidente di transizione Ahmad a-Shaara, che ha rovesciato Bashar al-Assad nel dicembre 2024.

Iran, Nobel per la Pace Narges Mohammadi inizia lo sciopero della fame

L'attivista iraniana, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2023,   sta portando avanti lo sciopero della fame da tre giorni, nel carcere  iraniano dove è rinchiusa da dicembre.  A renderlo noto, il suo avvocato  in Francia Chirinne Ardakaniche.

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Idf: ucciso un terrorista che prese parte al 7 ottobre

L'esercito israeliano riferisce che un terrorista di Hamas che ha partecipato all'attacco del 7 ottobre 2023 è stato ucciso giovedì dopo aver attraversato la linea del cessate il fuoco di Gaza, nella parte settentrionale della Striscia. Secondo l'Idf, il terrorista è stato individuato mentre attraversava la Linea Gialla e si avvicinava alle truppe della brigata Settentrionale "in un modo che rappresentava una minaccia immediata". 

Media: "Netanyahu ha voluto anticipare l'incontro con Trump"

Citando un alto funzionario della Casa Bianca, Channel 12 riferisce che "è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a chiedere di anticipare la sua visita negli Usa", attesa inizialmente per la settimana successiva, e di avere "l'incontro con il presidente Donald Trump mercoledì" prossimo. Secondo indiscrezioni, si prevede che si tratterà di una visita lampo: il premier israeliano dovrebbe atterrare martedì sera negli Usa e ripartire già giovedì.

Netanyahu convoca consiglio dei ministri prima di andare negli Usa

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà domani i leader della coalizione e terrà un dibattito in Consiglio dei ministri prima della partenza, mercoledì, per gli Stati Uniti dove incontrerà il presidente Donald Trump sul dossier Iran.

Iran, media: "Israele teme Trump non rispetti accordi presi"

Israele teme che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, possa  fare marcia indietro sugli accordi raggiunti con il governo di Tel Aviv  in vista dei negoziati con l'Iran. Lo hanno riferito funzionari  israeliani citati dall'emittente pubblica Kan sulla scia della notizia  che il primo ministro, Benjamin Netanyahu, incontrerà Trump alla Casa  Bianca mercoledì in un vertice organizzato all'ultimo momento.

Netanyahu da Trump mercoledì per discutere dei negoziati con l'Iran

"Il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump questo mercoledì a Washington e discuterà con lui dei negoziati con l'Iran. Il premier ritiene che qualsiasi negoziato debba includere limitazioni ai missili balistici e la cessazione del sostegno all'asse iraniano". Lo comunica una nota dell'ufficio di Netanyahu.

M.O., Witkoff dalla Lincoln: "Messaggio Trump è pace con forza"

L'inviato speciale del presidente americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ribadisce il messaggio di Donald Trump dalla portaerei Uss Abraham Lincoln: la pace attraverso la forza. "Oggi, l'ammiraglio Brad Cooper, comandante delle Forze navali degli Stati Uniti, Jared Kushner e io abbiamo incontrato i coraggiosi marinai e marines a bordo della Uss Abraham Lincoln, il suo gruppo di attacco e la Carrier Air Wing 9, che ci stanno mantenendo al sicuro e sostenendo il messaggio del presidente Trump di pace attraverso la forza. Abbiamo ringraziato i marinai e i marines, osservato le operazioni di volo dal vivo e parlato con il pilota che ha abbattuto un drone iraniano che si era avvicinato alla portaerei senza un intento chiaro", racconta Witkoff su X. "Orgoglioso di stare al fianco degli uomini e delle donne che difendono i nostri interessi, dissuadono i nostri avversari e mostrano al mondo cosa significano prontezza e determinazione americana, in servizio ogni giorno", aggiunge.

M.O., Netanyahu sarà da Trump mercoledì

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si rechera' alla Casa Bianca dal presidente Donald Trump mercoledi'. Lo riferisce il gabinetto del capo dell'esecutivo di Tel Aviv.

Tajani: "La pace dipende molto dall'Iran, l'Italia sostiene dialogo con Usa"

"Abbiamo preso una posizione molto forte anche per quanto è successo in Iran, quando abbiamo detto 'nessuno utilizzi la pena di morte per reprimere le manifestazioni degli studenti e delle donne iraniane'. L'Italia ha preso una posizione molto chiara insieme a tutta l'Unione Europea per quanto riguarda le sanzioni inflitte ad alcuni leader dei Pasdaran. Così come la decisione politica che è stata presa di inserire i Pasdaran nella lista dei terroristi. Questo non significa essere guerrafondai, anzi noi ci auguriamo che il dialogo possa sempre prevalere. Nessuno di noi vuole la guerra, noi siamo sempre portatori di pace. E mi auguro che si possa arrivare una soluzione positiva.      Abbiamo incoraggiato la Turchia, l'Egitto, lo Yemen e il Qatar a sostenere il dialogo con gli americani perché si possa arrivare a una soluzione positiva. Ma questo dipende molto dall'Iran che deve decidere come rispondere, certamente non si può rispondere attaccando le navi mercantili americane o avendo un atteggiamento duro. Oggi sembrano più disponibili, vedremo cosa accadrà". Lo ha detto il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani nel suo intervento al congresso del Partito Radicale a Roma. "Noi abbiamo detto no in maniera molto chiara - ha aggiunto - alla repressione del popolo iraniano perché migliaia di non potevano vederci silenziosi. E silenziosi non siamo stati, prendendo anche delle decisioni che possono non essere piaciute".

Iran, media: Gb teme attacco Usa e invia jet di rinforzo a Cipro

Sei caccia F-35B sono partiti ieri dalla base della Royal Air Force britannica di Marham, nel Norfolk, diretti verso Akrotiri, a Cipro, sullo sfondo dei timori che gli Stati Uniti possano lanciare attacchi contro l'Iran. Lo riporta il Times, sottolineando che il governo britannico e' "preoccupato che gli Stati Uniti possano attaccare l'Iran e far precipitare la regione in un conflitto piu' ampio". I caccia F-35B si uniranno ora ai Typhoon gia' di stanza a Cipro. L'iniziativa, secondo Times, e' volta a "difendere la base e i territori sovrani qualora la situazione nella regione diventasse 'calda'".

Media, Witkoff e Kushner visitano la portaerei Lincoln arrivata nel Golfo

Gli inviati del presidente Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme al comandante del Centcom Brad Copernicus, hanno visitato oggi la portaerei Abraham Lincoln arrivata nel Golfo in seguito alla crisi con l'Iran. Lo riferisce Channel 12 affermando che "la visita è un messaggio agli iraniani alla luce dei negoziati tra i due Paesi".

La leader della Resistenza iraniana a Berlino, 'nessun appeasement'

"ll messaggio del popolo iraniano e della sua Resistenza è stato e rimane questo: nessun appeasement. Nessuna guerra o intervento straniero. Cambiamento di regime e sovranità della repubblica del popolo, dal popolo e dalla sua Resistenza organizzata". È quello che ha detto oggi a Berlino la leader del Consiglio nazionale per la Resistenza iraniana, Maryam Rajavi, prendendo la parola dal palco in farsi, alla manifestazione in corso davanti alla Porta di Brandeburgo, dove in migliaia stanno protestando al fianco della NCRI. "ll futuro Iran sarà una repubblica democratica, con la separazione tra religione e Stato, l'autonomia delle nazionalità e un Irannon nucleare in pace con il mondo intero - ha affermato, secondo una traduzione circolata in inglese per strada. La costituzione del futuro Iran sarà redatta da un'assemblea costituente, eletta entro 6 mesi dal rovesciamento del regime. Lo spirito e il refrain costante di ciò che il nostro popolo chiede è: libertà. È la partecipazione attiva e paritaria delle donne alla leadership e la giustizia per tutti; la partecipazione paritaria di tutti, in particolare delle nazionalità iraniane, ai diritti e al governo, compresi curdi, baluchi, turkmeni e arabi". "Tutti voi siete il futuro dell'Iran. Il popolo iraniano sarà libero molto presto. Quello in corso non è solo un movimento di protesta è una rivoluzione. Amici miei, il momento è arrivato: avanti, avanti tutti insieme", ha detto l'ex segretario di Stato Milke Pompeo, in un messaggio proiettato dal palco. "Gli iraniani non vogliono una teocrazia e non vogliono neppure una monarchia. Vogliono una democrazia", ha aggiunto, esprimendo pubblico sostegno al progetto della Rajavi, che chiede fra l'altro la chiusura immediata delle ambasciate iraniane nell'Ue e il riconoscimento della leader della Resistenza. "Voi rompete il silenzio, voi contestate questo regime che continua a terrorizzare il mondo", ha detto dal canto suo Michel dal palco, sottolineando la brutalità dei Mullah. "Ma questo regime è fragile e isolato più che mai prima di oggi. È spaventato della sua stessa gente".

Migliaia con la Resistenza iraniana, davanti alla Porta di Brandeburgo

Migliaia di iraniani stanno manifestando a Berlino, davanti alla Porta di Brandeburgo, per chiedere la libertà del loro popolo. Si tratta di un'iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana NCRI, alla quale partecipa anche la leader Maryam Rajavi che ha preso la parola dal palco in farsi. La donna, che vive a Parigi, ha lanciato da tempo un piano in dieci punti per istituire un'assemblea costituente e aprire la strada alle elezioni. "No ai mullah! No allo Shah!", è il motto della manifestazione. Fra gli speaker sul podio anche l'ex presidente del consiglio europeo Charles Michel e l'ex ministro merkeliano Peter Altmeier. L'ex segretario di Stato Mike Pompeo si è collegato dagli Usa. 

Iran, pianificavano sabotaggi: arrestati 11 "terroristi" curdi

Undici persone legate al Pjak, un'organizzazione politica e guerriglia curda attiva nel Kurdistan iraniano e considerata "terrorista" da Teheran, sono stati arrestati "prima che potessero compiere atti di sabotaggio, ha riferito la televisione di Stato. L'annuncio arriva dopo le diffuse proteste in Iran che hanno causato diverse migliaia di morti a gennaio. Dalla sua creazione nel 2004, il Pjak, un gruppo scissionista del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), e' stato coinvolto in operazioni contro le Forze armate iraniane. Le 11 persone arrestate nell'Iran occidentale erano "in contatto diretto con elementi del Pjak, cercavano di compiere atti di sabotaggio e stavano tentando di compromettere la sicurezza pubblica", ha riferito l'agenzia di stampa Fars. "Sono stati identificati e arrestati prima che potessero agire", ha aggiunto l'agenzia, citando Mohsen Karimi, un funzionario del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), l'esercito ideologico della Repubblica Islamica dell'Iran. IL Pjak è classificato come gruppo terroristico da Turchia e Stati Uniti. Il governo iraniano sostiene che la stragrande maggioranza delle vittime delle "rivolte" di gennaio fossero membri delle Forze di sicurezza o passanti uccisi da "terroristi" al soldo di Israele o degli Stati Uniti, suoi nemici. Le Ong con sede all'estero accusano le forze di sicurezza di aver deliberatamente preso di mira i manifestanti.

A Doha Araghchi vede il ministro degli Esteri del Qatar: "Focus su de-escalation"

Incontro a Doha tra il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi. Il colloquio è stato l'occasione, secondo una nota del ministero degli Esteri di Doha, per "parlare del lavoro in atto per ridurre le tensioni nella regione". Ribadito da parte del Qatar l'apprezzamento per i "negoziati" tra Stati Uniti e Iran, all'indomani dei colloqui indiretti in Oman. Al Thani ha espresso l'auspicio "portino a un accordo globale che sia nell'interesse di entrambe le parti e che rafforzi sicurezza e stabilità nella regione".

Teheran: "Qualsiasi azione militare avrà un prezzo irreversibile per i nemici"

"Qualsiasi azione militare contro l'Iran comporterà un prezzo pesante e irreversibile per i nemici". Lo ha detto il Capo di Stato Maggiore iraniano Abdul Rahim Mousavi in un discorso in occasione della "Giornata dell'Aeronautica Militare", lanciando un'ulteriore minaccia nel contesto delle tensioni per la sicurezza legate a un possibile attacco degli Stati Uniti. 

Secondo Mousavi, "i nemici sono ben consapevoli che qualsiasi aggressione militare si concluderà con una sconfitta strategica e amplierà la portata della guerra nella regione. Le nostre forze sono al massimo livello di prontezza e in pieno coordinamento, pronte a rispondere".

Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto, spero in un referendum"

La magistrata Premio Nobel per la Pace nel 2003 traccia, per Sky  TG24 Insider, il cammino verso il nuovo Iran. Prima la fine della  Repubblica Islamica, poi la possibilità, per il popolo, di  autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio governo.  L'intervista

Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto'

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Esplosione in una fabbrica in Iran, almeno un operaio morto

Almeno un lavoratore è morto e altri due sono rimasti feriti in un'esplosione avvenuta questa mattina in una fabbrica situata vicino alla città di Gonbad-e Kavus, nella provincia del Golestan, in Iran. Secondo l'Ilna, in seguito all'esplosione nella fabbrica di prodotti per l'allevamento di bestiame e pollame, tre lavoratori sono caduti da un silos per grano e cereali. La causa dell'esplosione è in fase di accertamento. Nel frattempo, ieri è scoppiato un vasto incendio in una falegnameria all'interno di un complesso militare dello Stato Maggiore Congiunto dell'Esercito nella parte orientale di Teheran. Martedì, un altro incendio è scoppiato in un bazar a ovest della capitale, senza vittime. Esplosioni e incendi si sono verificati in tutto l'Iran negli ultimi giorni, ricordando gli stessi incidenti avvenuti prima e durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele, a cui si sono uniti brevemente gli Stati Uniti. 

Shirin Neshat: "Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran"

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Araghchi: "No date per nuovi colloqui, ma con gli Usa pensiamo debbano tenersi presto"

"Al momento non è stata fissata una data precisa per un secondo round di negoziati, ma noi e Washington pensiamo debbano tenersi presto". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo estratti di un'intervista ad Al Jazeera pubblicati sul suo canale Telegram.

Araghchi, il programma missilistico "non è negoziabile"

Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha chiarito che il programma missilistico iraniano "non è negoziabile" e quindi non è nell'agenda dei colloqui avviati con gli Stati Uniti. "I missili non sono mai negoziabili perche' sono una questione di difesa", ha affermato Araghchi, intervistato Al Jazeera.

Iran nucleare

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Iran: "Pronti ad accordo rassicurante con gli Usa su nucleare"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si dice pronto a raggiungere un accordo "rassicurante" con gli Stati Uniti sull'arricchimento nucleare e afferma di aver concordato con gli Usa un nuovo round di colloqui da tenersi "a breve".

Araghchi: "Se attaccati nel mirino basi Usa nella regione"

"Se Washington ci attacca, non abbiamo possibilità di attaccare il suolo americano, ma colpiremo le loro basi nella regione", ha avvertito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista con Al Jazeera. Il capo della diplomazia della Repubblica islamica ha aggiunto che al momento non esiste una data specifica per un secondo round di colloqui dopo quelli di ieri in Oman ma che Teheran e Washington ritengono che dovrebbe tenersi presto. 

Iran, Araghchi denuncia la "dottrina del dominio" di Israele

All'indomani dei colloqui sul nucleare con Washington, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha criticato quella che definisce la "dottrina del dominio" che consente a Israele di espandere il proprio arsenale militare ed esercitare pressioni sugli altri paesi della regione per ottenere il loro disarmo. Le dichiarazioni di Araghchi sono state pronunciate durante un suo intervento all'Al Jazeera Forum, in corso in Qatar, ma non ha fatto alcun riferimento ai colloqui di ieri con gli Stati Uniti. "Il progetto espansionistico di Israele richiede che i paesi vicini vengano indeboliti: militarmente, tecnologicamente, economicamente e socialmente", ha affermato Araghchi. "In base a questo progetto, Israele è libero di espandere il proprio arsenale militare senza limiti. Eppure ad altri Paesi viene chiesto di disarmarsi. Altri vengono spinti a ridurre la capacità difensiva. Altri vengono puniti per il progresso scientifico. Questa è una dottrina di dominio", ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana. Ieri, Araghchi ha guidato la delegazione iraniana nei colloqui indiretti sul nucleare con l'inviato statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, a Muscat. Il principale diplomatico iraniano ha poi descritto l'atmosfera come "molto positiva", mentre il presidente Usa Donald Trump ha affermato che i colloqui sono stati "molto buoni", con entrambe le parti che hanno concordato di procedere con ulteriori negoziati, già la prossima settimana. I colloqui sono seguiti alle minacce di Washington e al recente dispiegamento di un gruppo di portaerei nella regione, in seguito alla sanguinosa repressione delle proteste antigovernative da parte dell'Iran il mese scorso. Gli Stati Uniti hanno cercato di affrontare il problema del programma missilistico balistico iraniano e del suo sostegno ai gruppi militanti nella regione, questioni che Israele ha insistito affinchè fossero incluse nei colloqui, secondo quanto riportato dai media. Teheran ha ripetutamente rifiutato di ampliare la portata dei negoziati oltre la questione nucleare. I precedenti colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran erano falliti quando Israele ha lanciato una campagna di bombardamenti senza precedenti contro l'Iran nel giugno 2025, innescando una guerra di 12 giorni.

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Iran, Trump: "Teheran vuole un accordo, colloqui la prossima settimana"

"L'Iran vuole un accordo": lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, annunciando che ulteriori colloqui si terranno la prossima settimana. Trump ha aggiunto che "c'è tutto il tempo per un accordo" e ha ribadito la sua affermazione che Teheran non avrà armi nucleari. Intanto il tycoon potrebbe imporre dazi aggiuntivi ai paesi che continuano a commerciare con Teheran. In un'ordinanza firmata ieri non specifica l'aliquota che potrebbe essere imposta, ma utilizza il 25% come esempio e afferma che si applicherà ai beni importati negli Stati Uniti da qualsiasi nazione che "acquisti, importi o acquisisca in altro modo beni o servizi dall'Iran, direttamente o indirettamente".

Usa e Iran, colloqui positivi in Oman, ma la strada è lunga. VIDEO

Trump: "Dazi del 25% a Paesi che comprano beni e servizi da Teheran"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine che impone dazi su qualsiasi Paese che importi beni dall'Iran. Lo ha affermato la Casa Bianca. L'ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump, spiega la Casa Bianca, "istituisce una procedura per imporre dazi ai Paesi che acquistano beni o servizi dall’Iran, al fine di proteggere la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia degli Stati Uniti". Il presidente degli Stati Uniti può modificare l’Ordine qualora le circostanze cambino, in risposta a ritorsioni, oppure se l’Iran o un Paese interessato adottano misure significative per affrontare l’emergenza nazionale e allinearsi agli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale, politica estera ed economia. L’Ordine autorizza il Segretario di Stato, il Segretario al Commercio e il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ad adottare tutte le azioni necessarie, inclusa l’emanazione di norme e linee guida, per attuare il sistema tariffario e le misure correlate. 

Trump: con l'Iran "colloqui molto buoni"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Washington ha avuto "ottimi colloqui" con l'Iran, dopo che i due paesi hanno tenuto colloqui indiretti in Oman volti a prevenire un'escalation delle tensioni. "Abbiamo avuto anche ottimi colloqui sull'Iran. Sembra che l'Iran sia molto desideroso di raggiungere un accordo", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, in viaggio verso il suo resort di Mar-a-Lago in Florida. "Ci incontreremo di nuovo all'inizio della prossima settimana", ha aggiunto.

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