Colloqui in bilico dopo che l'Iran aveva avvertito che si sarebbe tirato indietro se Washington avesse insistito per ampliare l'agenda oltre il dossier nucleare, ma alla fine entrambe le parti sono arrivate a un compromesso. Vacilla la tregua a Gaza, 21 morti nei raid di Israele: "Siamo stati attaccati, Hamas ha violato i patti". Il parroco della Striscia: "Situazione grave"
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In bilico i colloqui Usa-Teheran dopo che l'Iran aveva avvertito che si sarebbe tirato indietro se Washington avesse insistito per ampliare l'agenda oltre il dossier nucleare. Alla fine entrambe le parti sono arrivate a un compromesso e resta confermato l'appuntamento di venerdì in Oman. I colloqui si concentreranno principalmente sul programma nucleare di Teheran, ma includeranno anche discussioni sui missili balistici e sui gruppi militanti sostenuti dall'Iran.
Qatar, Turchia ed Egitto hanno presentato all'Iran e agli Stati Uniti una cornice negoziale con punti specifici da discutere nei colloqui in Oman. La proposta, riferisce Al Jazeera citando fonti vicine ai negoziati, va oltre il perimetro del programma nucleare e comprende anche proxy regionali e l'utilizzo dei missili balistici.
Vacilla la tregua a Gaza, 21 morti nei raid di Israele: "Siamo stati attaccati, Hamas ha violato i patti". Il parroco della Striscia: "Situazione grave".
Approfondimenti:
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- Proteste Iran, Trump: se uccidete manifestanti interverremo
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Media, 'ministro iraniano arrivato in Oman per colloqui con gli Usa'
L'agenzia di stampa statale iraniana Irna afferma che il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, "è arrivato a Muscat", capitale dell'Oman, per colloqui con gli Usa sul programma nucleare iraniano.
Trump: ho impedito guerra nucleare in Iran e Ucraina
"Gli Stati Uniti sono il Paese piu' potente del mondo. Nel mio primo mandato ho ricostruito completamente l'esercito, comprese armi nucleari nuove. Ho impedito che scoppiassero guerre nucleari in tutto il mondo tra Pakistan e India, Iran e Israele, Russia e Ucraina". Lo scrive su 'Truth' il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto'
La magistrata Premio Nobel per la Pace nel 2003 traccia, per Sky TG24 Insider, il cammino verso il nuovo Iran. Prima la fine della Repubblica Islamica, poi la possibilità, per il popolo, di autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio governo. L'intervista.
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Vai al contenutoTrump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari
Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre.
Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari
Vai al contenutoPasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Vai al contenutoL'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
Vai al contenutoIran, Casa Bianca: "Trump ha altre opzioni oltre la diplomazia"
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, afferma che Trump e' stato "abbastanza chiaro nelle sue richieste" all'Iran, tra cui "zero capacita' nucleare". "Vuole vedere se si puo' raggiungere un accordo", ha detto Leavitt ai giornalisti durante un briefing a Washington. "E mentre si svolgono queste negoziazioni, vorrei ricordare al regime iraniano che il Presidente ha molte opzioni a sua disposizione, oltre alla diplomazia, in quanto comandante in capo dell'esercito piu' potente nella storia del mondo".
Iran, Cina: "Teheran ha diritto al nucleare"
Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha incontrato oggi a Pechino il viceministro degli Esteri cinese Liu Bin. Nel corso dell'incontro, il diplomatico cinese ha nuovamente espresso il sostegno del suo Paese ai diritti nucleari dell'Iran. Lo scrive l'agenzia iraniana 'Mehr'. La parte cinese ha sottolineato la necessita' di una soluzione politica e diplomatica della questione nucleare iraniana. Liu Bin ha ricordato che l'Iran ha ripetutamente sottolineato la sua riluttanza a sviluppare armi nucleari e che la Cina e' pronta a collaborare con la comunita' internazionale per continuare a promuovere una soluzione adeguata e duratura alla questione nucleare iraniana. Gharibabadi ha apprezzato la posizione imparziale e corretta della Cina sulla questione nucleare iraniana e ha sottolineato la volonta' di Teheran di mantenere una comunicazione e un coordinamento continui con Pechino.
Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'
L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione per poeti, artisti, scrittori.
Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'
Vai al contenutoCasa Bianca, Trump spera in un accordo con l'Iran
La diplomazia sarà al centro dei colloqui di venerdì con l'Iran: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, assicurando che Donald Trump vuole vedere se si può concludere un accordo con Teheran.
Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare
Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare
Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare
Vai al contenutoPanahi: "Temo che interessi degli iraniani saranno sacrificati nei colloqui con Usa"
Il regista dissidente iraniano Jafar Panahi ha dichiarato all'Afp di credere che i cittadini iraniani rischino di essere "sacrificati" nei colloqui tra Iran e Stati Uniti di domani, con il suo Paese ancora "sotto shock" per la sanguinosa repressione delle proteste. Panahi, il regista iraniano più noto, ha offerto il suo sostegno alle proteste antigovernative del mese scorso, in cui migliaia di persone sono state uccise dalle forze di sicurezza, secondo i gruppi per i diritti umani. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo aver incoraggiato i manifestanti a metà gennaio, da allora ha concentrato la sua attenzione sul raggiungimento di un accordo con la leadership religiosa iraniana sui programmi nucleari e missilistici del Paese. "A mio avviso, questo non è un negoziato tra due Paesi", ha dichiarato Panahi mercoledì a Parigi. "Da una parte, c'è un Paese (gli Stati Uniti); dall'altra, c'è un luogo governato da un'entità ideologica. Sono concentrati sulla loro ideologia, non sul Paese. Gli interessi del Paese non contano per loro. Quindi, qualunque cosa accada in tali negoziati, non saranno a favore del popolo. Il popolo non ha rappresentanti in questi negoziati e i suoi interessi non vengono mai presi in considerazione". "Possono essere facilmente sacrificati in questi scambi", ha aggiunto. I commenti di Panahi riflettono la preoccupazione che i colloqui tra funzionari statunitensi e iraniani previsti per domani a Muscat possano contribuire a consolidare il potere della guida suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei. Panahi, 65 anni, è stato fuori dall'Iran negli ultimi mesi e il suo ultimo film "È stato solo un incidente" è in lizza per il miglior film straniero agli Oscar del mese prossimo. Il figlio di Panahi e altri membri della famiglia sono rimasti in Iran durante i suoi viaggi all'estero. "Stanno bene, ma sono tutti sotto shock, uno shock che, come il resto del popolo iraniano, ha gettato tutti in uno stato di lutto", ha detto Panahi. È stato condannato a un anno di carcere durante la sua assenza per "attività di propaganda" contro lo Stato, ma ha insistito sulla sua intenzione di tornare in patria.
Iran, media: "Qatar, Turchia ed Egitto presetano piano negoziale"
Qatar, Turchia ed Egitto hanno presentato all'Iran e agli Stati Uniti una cornice negoziale con punti specifici da discutere nei colloqui di domani in Oman; la proposta, riferisce Al Jazeera citando fonti vicine ai negoziati, va oltre il perimetro del programma nucleare e comprende anche proxy regionali e l'utilizzo dei missili balistici. Secondo il quadro negoziale proposto, l'Iran si impegnerebbe a non arricchire l'uranio per tre anni; successivamente, accetterebbe il limite dell'1,5%. Le sue attuali scorte di uranio altamente arricchito, tra cui circa 440 chilogrammi arricchiti al 60%,verrebbero trasferite a un Paese terzo. Verosimilmente potrebbero essere Turchia o Qatar, ma anche la Russia si e' fatta avanti in questo senso. La proposta dei mediatori esce dal perimetro del programma nucleare, entro cui pretende di rimanere Teheran, e prevede che l'Iran accetti di non trasferire armi e tecnologie ai suoi proxy, le milizie sciite nella regione. La Repubblica islamica si impegnerebbe, inoltre, a non usare per prima missili balistici. Questo non corrisponde alla richiesta degli Stati Uniti di limitare il numero e la gittata dei suoi missili balistici. Secondo una delle fonti, i tre mediatori propongo un "accordo di non aggressione" tra Teheran e Washington. Non e' ancora chiaro come le due parti abbiano accolto questo piano, che non sembra contenere un punto chiave per la Repubblica islamica: la revoca delle sanzioni.
Iran, Panahi: "A negoziati non sacrificare interessi popolo"
Il regista pluripremiato Jafar Panahi ha espresso il timore che gli interessi del popolo iraniano saranno "sacrificati" ai colloqui di domani tra Washington e Teheran in Oman. "Qualunque cosa accada in questo tipo di negoziati, non sara' mai nell'interesse del popolo. Il popolo non ha rappresentanti in queste negoziazioni e i loro interessi non vengono mai presi in considerazione. Possono essere facilmente sacrificati", ha detto il regista. Panahi ha ricordato le migliaia di vittime delle proteste di gennaio. L'ong statunitense Hrana ha contato 50.000 arresti in tutto il paese e confermato la morte di 6.872 persone, la maggior parte dei quali manifestanti. Sta ancora verificando altri 11.280 casi di morti, mentre altri rapporti che circolano nei media arrivano fino a 36.000 morti, mentre il gopverno ne ha confermati poco piu' di 3.000. "Questa cifre va oltre ogni immaginazione. Dimostra che il regime ha raggiunto una fase in cui ora sa di non avere piu' legittimita'. Ha perso la sua legittimita' molto tempo fa, e questo massacro ne e' la conferma definitiva", ha sottolineato Panahi, vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes con "Un semplice incidente".
Teheran: "Usa diano prova di serietà e responsabilità ai negoziati"
Il governo iraniano spera che gli Stati Uniti diano prova di "serietà" e "responsabilità" ai negoziati di domani in Oman. "Noi abbiamo la responsabilità di cogliere tutte le opportunità diplomatiche per preservare la pace e la stabilità nella regione", ha scritto il portavoce del Ministero degli Esteri Esmail Baghaei su X, aggiungendo di sperare che "anche la parte americana partecipi in modo responsabile, realistico e serio" ai colloqui.
Teheran: "Usa siano seri e realistici su intesa nucleare"
L’obiettivo dei negoziati con gli Stati Uniti, in programma domani in Oman, è il raggiungimento di un accordo equo sul programma nucleare iraniano. Lo ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baqaei, precisando che il ministro Abbas Araghchi guiderà una delegazione diplomatica incaricata di condurre i colloqui. L’iniziativa, secondo quanto riferito, si svolge con autorevolezza e mira a un’intesa equa, reciprocamente accettabile e ritenuta onorevole dalla Repubblica islamica. Baqaei ha inoltre chiarito che l’agenda dei colloqui non include il tema dei programmi missilistici, escludendo così l’ipotesi di un ampliamento del negoziato come auspicato dagli Stati Uniti.
Media: Witkoff arrivato a Muscat per i negoziati di domani
L'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff è arrivato a Muscat, in Oman, in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran che dovrebbero aprirsi domani alle 10 ora locale (le 7 in Italia). Lo riferisce l'emittente israeliana Kan News. Secondo Al Jazeera, Witkoff, insieme al genero di Trump, Jared Kushner, ha fatto prima uno scalo a Doha. Il Qatar è tra gli attori regionali che si sono spesi per facilitare i colloqui tra Usa e Iran. Stando a un funzionario della Casa Bianca, citato sempre da Al Jazeera, gli Usa hanno chiesto al Qatar di collaborare nel tentativo di convincere l'Iran ad ampliare e sviluppare il formato dei negoziati che Teheran vuole circoscrivere solo al programma nucleare.
Attacchi aerei di Israele nel Libano
L'aeronautica militare israeliana ha lanciato più di 10 attacchi aerei contro obiettivi terrestri nel sud e nel nord del Libano, secondo quanto riportato dal sito web di informazione libanese "Lebanon 24". Secondo il sito web, la maggior parte dei raid ha preso di mira la zona di Al-Mahmoudiya, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale, dove si trovano le installazioni militari di Hezbollah, citando l'agenzia di stampa russa TASS. Israele ha bombardato anche le basi di addestramento e i depositi di armi di Hezbollah nella zona di Hermel, nel Libano settentrionale, senza segnalazioni di vittime. Secondo il Ministero degli Interni libanese, il numero delle vittime degli attacchi israeliani in Libano e' salito a 29 dall'inizio di quest'anno. Israele continua a lanciare attacchi aerei sul Libano nonostante il cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2014, a seguito di una guerra con Hezbollah durata più di un anno. Ha inoltre mantenuto le sue forze su cinque colline strategiche nel Libano meridionale, nonostante l'accordo prevedesse un ritiro completo.
Iran, nuovo missile a medio raggio è dispiegato in base sotterranea
Il nuovo missile balistico a medio raggio dispiegato dai Guardiani della rivoluzione, il Khorramshahr-4, si trova in una base sotterranea, rende noto l'agenzia Fars. È la prima volta che un missile viene dispiegato in profondità.
Media: in servizio operativo missile con 2.000 km gittata
L'Iran ha messo in servizio operativo uno dei suoi missili balistici a lungo raggio piu' avanzati, il "Khorramshahr 4", che ha una gittata operativa di 2.000 km e può trasportare una testata da 1.500 kg. Lo riportano i media iraniani. Il missile e' in dotazione dei Guardiani della Rivoluzione, ha spiegato l'agenzia Fars.
Pechino: "Non parteciperemo alle discussioni sulle armi nucleari in questa fase"
La Cina ha escluso di partecipare "in questa fase" ai colloqui sul disarmo nucleare, nonostante la rinnovata enfasi di Washington sulla necessità di tali colloqui dopo la scadenza dell'ultimo trattato sul disarmo nucleare tra Stati Uniti e Russia. "Le capacità nucleari della Cina sono di portata completamente diversa da quelle di Stati Uniti e Russia, e Pechino non parteciperà ai negoziati sul disarmo nucleare in questa fase", ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri, Lin Jian, in conferenza stampa. Il New Start, l'ultimo trattato sul disarmo nucleare tra Stati Uniti e Russia, è scaduto oggi, alimentando i timori di proliferazione. La Russia ha dichiarato ieri di non essere più vincolata dal trattato. Gli Stati Uniti si sono mostrati esitanti, ma il segretario di Stato, Marco Rubio, ha ribadito che, per il presidente Donald Trump, un controllo effettivo richiede la partecipazione della Cina, "a causa del suo arsenale considerevole e in rapida espansione".
Israele, è in corso la riunione di gabinetto di sicurezza
È in corso a Gerusalemme la riunione del gabinetto di sicurezza convocata dal primo ministro Benjamin Netanyahu. L'incontro
si svolge un giorno prima dell'incontro tra Stati Uniti e Iran in Oman per i colloqui sul nucleare. Lo riferisce il Times of Israel.
Iran, l'aereo di Witkoff è atterrato in Oman
L'aereo sul quale viaggiano l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere di Donald Trump Jared Kushner è atterrato a Muscat, in Oman. Lo riportano l'Nbc News e il Washington Post. In precedenza l'emittente al-Jazeera aveva riferito, citando un funzionario della Casa Bianca, che Witkoff era arrivato a Doha, in Qatar. Domani mattina a Muscat i due inviati americani incontreranno funzionari iraniani guidati dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
Pezeshkian nomina Shamkhani segretario Consiglio Difesa
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha
nominato l'ammiraglio Admiral Ali Shamkhani segretario del Consiglio di Difesa. Lo riferisce il Teheran Times. Shamkhani, 71 anni, in passato è stato comandante della Marina dei Pasdaran e della Marina Militare, nonchè segretario del consiglio per la Sicurezza Nazionale. L'ammiraglio era rimasto gravemente ferito nel giugno scorso durante la guerra dei 12 giorni.
Bbc: immagini satellitari mostrano nuovi rinforzi militari Usa in Medio Oriente
Bbc Verify sostiene che le immagini satellitari mostrano nuovi schieramenti militari statunitensi in Medio Oriente, tra i quali una dozzina di caccia F-15, un drone da combattimento MQ-9 Reaper e diversi aerei da attacco al suolo A-10C Thunderbolt II, arrivati ;;alla base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania. La scorsa settimana Bbc aveva seguito il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D Black mentre attraversava il Canale di Suez in Egitto, dal Mediterraneo al Mar Rosso, e un drone di sorveglianza MQ-4C Triton della Marina statunitense che operava sul Golfo.
Trump: "L'Iran sta negoziando, non vuole essere colpito"
L'Iran "sta negoziando perché non vuole essere colpito. Non vogliono che li colpiamo. Abbiamo una grande flotta che sta andando lì". Lo ha detto Donald Trump.
Netanyahu convoca gabinetto sicurezza prima di negoziati Oman
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per oggi pomeriggio il gabinetto di sicurezza, alla vigilia dei negoziati previsti per domani in Oman, dove gli inviati statunitensi incontreranno il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Aghachi. Lo rende noto il Times of Israel spiegando che la riunione era in programma per domenica, ma è stata anticipata ad oggi.
Teheran: "No stop arricchimento, no negoziati su missili"
L'Iran non accetterà di negoziare con gli Stati Uniti su arricchimento dell'uranio e programma missilistico. Lo ha chiarito il portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento, Ebrahim Rezaei, a quanto riferisce la stampa iraniana. "Se gli americani continueranno con la stessa politica adottata in precedenza nei prossimi negoziati, i colloqui falliranno. Pertanto, la controparte dovrà agire in modo razionale e logico", ha detto alla vigilia dell'incontro tra le delegazioni di Teheran e Washington in Oman. "Non accetteremo condizioni quali l'interruzione dell'arricchimento e non negozieremo su questioni missilistiche o questioni regionali", ha insistito.
Budanov: "Davvero costruttivi i negoziati trilaterali ad Abu Dhabi"
Il capo dell'ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov ha definito "davvero costruttivo" il secondo round di negoziati tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, svoltosi ad Abu Dhabi. "I negoziati sono stati davvero costruttivi. Sono grato agli Stati Uniti e agli Emirati Arabi Uniti per l'eccellente organizzazione e mediazione", ha dichiarato Budanov, membro della delegazione ucraina ai negoziati, in un commento a Rbc Ucraina, senza fornire dettagli.
Media, "I negoziati Iran-Usa affronteranno anche il tema missilistico"
Merz: "Le critiche di Teheran riflettono nervosismo e incertezza"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha minimizzato le critiche del ministro degli Esteri iraniano, affermando che riflettono il "nervosismo e l'incertezza" di Teheran. Durante una visita in Qatar nell'ambito del suo primo tour nella regione del Golfo da quando ha assunto l'incarico a maggio, Merz ha evitato di affrontare specificatamente gli insulti personali rivolti contro di lui.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva precedentemente accusato Merz sui social media di "ingenuità politica" e di avere un "carattere sgradevole". "I tedeschi sono un grande popolo che ha contribuito all'umanità con il proprio duro lavoro e la propria ingegnosità. L'Iran ha sempre accolto con favore "forti relazioni con la Germania", ha scritto su X. "È quindi doppiamente deplorevole che un individuo come il signor Merz rappresenti ora la Germania sulla scena mondiale".
La condanna di Araghchi ha fatto seguito alle dichiarazioni di Merz di mercoledì secondo cui l'Iran sta minando gli sforzi per raggiungere la pace nella regione e secondo cui Berlino è pronta ad "aumentare la pressione" sui leader di Teheran. La preoccupazione per un'escalation militare nella regione è grande”, ha detto Merz giovedì nella capitale del Qatar, Doha.
Iran, annunciato il sequestro di due petroliere nel Golfo
Le Guardie della Rivoluzione dell'Iran hanno sequestrato due petroliere nel Golfo per "contrabbando di carburante", ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, senza specificare la bandiera o la nazionalità dell'equipaggio. "A bordo delle due navi sono stati trovati più di un milione di litri di carburante di contrabbando", ha riferito, aggiungendo che "15 membri dell'equipaggio di nazionalità straniera sono stati portati in tribunale". L'IRGC ha sequestrato le petroliere vicino all'isola iraniana di Farsi, nel Golfo, ha affermato Tasnim. Questo sequestro avviene in un momento di crescenti tensioni a seguito dell'invio di navi da guerra da parte degli Stati Uniti nella regione, in risposta alla repressione iraniana delle proteste antigovernative. Le petroliere erano "coinvolte in operazioni di contrabbando per diversi mesi e sono state identificate e intercettate" a seguito di operazioni di sorveglianza e intelligence condotte dalle forze navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha riferito l'agenzia. Le forze iraniane annunciano regolarmente il sequestro di navi che trasportano illegalmente carburante in quest'area.I prezzi del carburante in Iran sono tra i più bassi al mondo, rendendo il contrabbando verso altri paesi ancora più redditizio.
Erdogan: "No all'uso della forza, sì al dialogo"
"Evitare una guerra tra Iran e Usa e privilegiare la via diplomatica". Questa la ricetta del presidente turco Recep Tayyip Erdogan per allentare la tensione tra Washington e Teheran e far calare i venti di guerra tra i due Paesi. Erdogan ha parlato di rientro da una serie di visite che lo ha portato prima in Arabia Saudita e poi in Egitto. "Stiamo facendo di tutto per evitare una nuova escalation di tensione ed evitare che la regione sia trascinata nel caos e negli scontri. Ho parlato al telefono sia con il presidente americano Donald Trump che con il presidente iraniano Pazeshkian, con il ministro degli Esteri iraniano ho avuto un dialogo diretto. Seguiamo la situazione e ho detto chiaramente che siamo contrari a un conflitto. Ora vedo che le parti sono più aperte al dialogo, uno sviluppo certamente positivo. Per risolvere i problemi la via non è quella della forza, ma quella del negoziato", ha dichiarato il leader turco ai giornalisti.
Merz: "Siamo in stretto contatto con gli Usa sull'Iran"
"La preoccupazione per un'escalation militare qui è grande. Noi siamo in stretto contatto con gli Usa. Siamo anche parte dell'E3. E vogliamo dare un contributo per fare in modo che l'Iran smetta di essere un fattore di destabilizzazione nella regione". È quello che ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Doha, alla stampa tedesca, a margine di uno degli incontri in corso nella sua visita nei paesi del Golfo, mandato in onda dal canale Ntv.
Il Cairo: "Contatti intensi, fiducia su accordo di principio Usa-Iran"
Sono ore di contatti intensi tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e i suoi omologhi di Qatar, Oman e Iran, nonché con l'inviato Speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff, in vista dell'incontro Usa-Iran di domani in Oman. Lo fa sapere il ministero egiziano, esprimendo fiducia nell''accordo di principio' che ha portato alla convocazione dell'incontro. Abdelatty ha sentito negli ultimi due giorni lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Badr bin Hamad Al Busaidi, ministro degli Esteri dell'Oman, Abbas Araqchi, ministro degli Esteri iraniano e lo stesso Steve Witkoff. "I colloqui" - riferisce una nota del ministero egiziano - "si sono concentrati sugli sforzi per una de-escalation e per contenere le crescenti tensioni nella regione, nonché sugli sviluppi relativi all'incontro programmato tra Stati Uniti e Iran nel Sultanato dell'Oman. Il ministro Abdelatty" - aggiunge - "ha accolto con favore l'accordo di principio raggiunto per questo incontro, uno sviluppo che l'Egitto attendeva da tempo e per il quale ha lavorato instancabilmente per creare un ambiente favorevole attraverso continui sforzi diplomatici e una serie di intensi contatti nelle ultime settimane", in conformità con le direttive del presidente Al Sisi. L'Egitto attribuisce all'incontro di domani una "importanza cruciale affinchè gli Stati Uniti e l'Iran raggiungano una soluzione pacifica e consensuale che tenga conto delle preoccupazioni di tutte le parti, basata sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi, al fine di scongiurare la minaccia di guerra nella regione".
Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto"
La magistrata Premio Nobel per la Pace nel 2003 traccia, per Sky TG24 Insider, il cammino verso il nuovo Iran. Prima la fine della Repubblica Islamica, poi la possibilità, per il popolo, di autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio governo. L'intervista.
Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto'
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Nobel iraniana Mohammadi avvia sciopero della fame in carcere
Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023 iraniano, incarcerata dal suo arresto a dicembre, ha iniziato uno sciopero della fame per rivendicare il suo diritto a telefonare. Lo ha fatto sapere l'avvocato, con sede a Parigi, della sua famiglia. Mohammadi, arrestata durante una protesta nella città orientale di Mashhad il 12 dicembre, "è in sciopero della fame da tre giorni", ha dichiarato all'Afp l'avvocato Chirinne Ardakani. "Rivendica il suo diritto a telefonare, ad avere accesso ai suoi avvocati in Iran e a ricevere visite", ha detto Ardakani, aggiungendo che l'ultima telefonata di Mohammadi alla sua famiglia risale al 14 dicembre e che i familiari erano stati informati dello sciopero della fame da un detenuto che era stato rilasciato dal carcere.