Iran, Usa: "Gli americani lascino il Paese". In arrivo sanzioni sul petrolio di Teheran

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Gli Stati Uniti hanno chiesto agli americani in Iran di lasciare immediatamente il Paese o "tenere un profilo basso", annunciando inoltre nuove sanzioni sul petrolio di Teheran. Intanto In Oman si sono conclusi i colloqui tra le parti per un piano in 5 punti: al vertice l'Iran ha fatto leva sul dossier nucleare, mentre gli Usa hanno spinto per includere restrizioni sui missili balistici a lungo raggio

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Gli Stati Uniti hanno chiesto agli americani in Iran di lasciare immediatamente il Paese o comunque di "tenere un profilo basso" ed essere "sempre in contatto" con famiglia e amici. "A causa di misure di sicurezza rafforzate, chiusure stradali, interruzioni dei trasporti pubblici e blocchi di internet", si legge in un'allerta sul sito dell'ambasciata virtuale a Teheran. I cittadini americani, se possibile in sicurezza, devono valutare la possibilità di lasciare l'Iran via terra verso l'Armenia o la Turchia "immediatamente". Altrimenti, si avverte "trovate un luogo sicuro, evitate le manifestazioni, mantenete un profilo basso". Parallelamente, Washington ha annunciato nuove sanzioni dirette al settore petrolifero di Teheran. Intanto in Oman si sono conlclusi i colloqui tra Stati Uniti e Iran per un piano in 5 punti. L’Iran vuole concentrarsi sul piano nucleare, gli Usa vorrebbero negoziare pure l’uso e la detenzione di missili balistici a lunghissimo raggio, potenzialmente cruciali nell’ipotesi di un conflitto. 

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Iran, Trump: 'Sembra che voglia davvero raggiungere accordo'. LIVE

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Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari

Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre.

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Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la spietata repressione delle ultime proteste.

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Usa-Iran, colloqui positivi in Oman ma la strada è ancora lunga

Media: "Usa hanno chiesto a negoziatori più concessioni a prossimo round colloqui"

Gli Stati Uniti hanno chiesto all'Iran di presentarsi al prossimo round di colloqui con "concessioni tangibili e significative sul dossier nucleare". Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12, dopo i negoziati di oggi a Muscat tra gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che hanno avuto anche un incontro diretto, a margine dei colloqui indiretti mediati dall'Oman.

Shirin Neshat: "Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran"

L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione per poeti, artisti, scrittori.

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Barrot: "Non sia potenza destabilizzante"

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, afferma che l'Iran dovrebbe smettere di essere una "potenza destabilizzante", citando il suo programma nucleare e il sostegno ai gruppi "terroristici". Nel corso di una conferenza stampa a Beirut, il ministro degli Esteri francese ha inoltre invitato i "gruppi sostenuti dall'Iran" a esercitare "la massima moderazione" in caso di escalation militare che coinvolga Teheran. Come abbiamo riportato, l'amministrazione Trump ha fatto pressioni affinché il sostegno dell'Iran ai gruppi armati nella regione fosse incluso nei colloqui di oggi in Oman. Ma i leader iraniani hanno affermato che le discussioni dovrebbero concentrarsi esclusivamente sul programma nucleare del Paese.

Zelensky: "Delegazione mi riferirà domani, prepariamo prossimi trilaterali"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che il team negoziale sta facendo ritorno a Kiev e "domani riferirà sugli aspetti più delicati dei negoziati negli Emirati Arabi Uniti che non possono essere discussi al telefono". Lo ha scritto su X, aggiungendo che sono "in corso i preparativi per i prossimi incontri trilaterali".

Incendio in una falegnameria a Teheran, fiamme domate

Ancora un incendio a Teheran. Il portavoce dei vigili del fuoco della capitale iraniana, citato dall'agenzia di stampa Mehr, ha segnalato che le fiamme sono divampate in una falegnameria.. Secondo quanto riportato, non ci sono state vittime, i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto e l'incendio è stato domato. Nei giorni scorsi, vasto incendio aveva distrutto un bazar a ovest di Teheran.

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

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Qatar: "Speriamo in un accordo con Usa"

Il Qatar accoglie con favore i negoziati tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica islamica dell'Iran, in corso a Muscat, esprimendo in tale contesto "la speranza che possano portare a un accordo globale che soddisfi gli interessi di entrambe le parti e migliori la sicurezza e la stabilita' nella regione". Il Ministero degli Affari Esteri esprime il pieno apprezzamento dello Stato del Qatar al Sultanato fratello dell'Oman per aver ospitato e facilitato i negoziati e per i suoi buoni uffici con diversi Paesi fratelli e amici per disinnescare la crisi e migliorare le opportunita' di dialogo costruttivo per affrontare tutte le questioni in sospeso. Il Ministero rinnova inoltre il fermo sostegno dello Stato del Qatar a tutti gli sforzi di de-escalation, alla risoluzione dei conflitti attraverso mezzi diplomatici e al rafforzamento della pace e della stabilita' regionale.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

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Iran, Nobel per la Pace Narges Mohammadi inizia lo sciopero della fame in carcere

L'attivista iraniana, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2023,  sta portando avanti lo sciopero della fame da tre giorni, nel carcere iraniano dove è rinchiusa da dicembre.  A renderlo noto, il suo avvocato in Francia Chirinne Ardakaniche

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Guterres accoglie negoziati con Usa: "Risolvere controversie con dialogo"

L’Onu ha accolto positivamente la ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, auspicando che possano contribuire ad "allentare le tensioni regionali e a evitare una crisi più ampia". Lo ha dichiarato il portavoce del segretario generale Antonio Guterres, Stephane Dujarric, ricordando che il capo dell’Onu "da tempo invoca la de-escalation e la soluzione pacifica delle controversie nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite" e sottolineando che le preoccupazioni delle parti "possono essere affrontate attraverso il dialogo".

Meloni vede l'emiro del Qatar: "Sforzi per riavviare i negoziati Usa-Iran"

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Milano l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani. Come riferisce una nota di Palazzo Chigi, "il colloquio ha permesso un approfondito scambio di vedute sulla situazione in Medio Oriente" e "in particolare" i due leader "hanno discusso degli sforzi necessari per favorire il riavvio di un percorso negoziale tra Stati Uniti e Iran, oltre al comune impegno per la stabilizzazione e la futura ricostruzione della Striscia di Gaza". Meloni, si legge nel comunicato, "ha espresso profondo apprezzamento per l'efficace opera di mediazione svolta con determinazione da Doha in entrambi i contesti". "L'incontro - viene rimarcato - ha inoltre rappresentato l'occasione per un confronto sul dossier libico, nel quale è stato ribadito il pieno sostegno alla stabilità della Libia. In tale ambito, i due Leader hanno affrontato anche il tema della gestione del fenomeno migratorio, sottolineando l'importanza di un impegno comune nel contrasto ai flussi irregolari e al traffico di esseri umani lungo le direttrici del Mediterraneo".

Media: "Nei colloqui l'Iran ha rifiutato limiti su arricchimento uranio"

L'Iran ha ribadito il suo rifiuto di porre fine all'arricchimento dell'uranio durante i colloqui indiretti con gli Stati Uniti mediati dall'Oman a Muscat. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine alla questione, mentre il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva dichiarato che i colloqui avevano riguardato soltanto la questione nucleare.

Ministro degli Esteri francese: "Iran smetta di essere potenza destabilizzante"

l ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha esortato l'Iran a rinunciare "ad essere una potenza destabilizzante" nel giorno dell'incontro in Oman tra le delegazioni di Teheran e Washington. "L'Iran deve anche rinunciare a essere una potenza destabilizzante: il suo programma nucleare e il sostegno ai gruppi terroristici nella regione rappresentano una minaccia per i paesi del Vicino e Medio Oriente, così come per i Paesi europei", ha dichiarato Barrot in un punto stampa a Beirut.

Idf: "Diversi terroristi si sono avvicinati alle truppe, uno è stato ucciso"

L'esercito israeliano rende noto che questa mattina un palestinese che aveva attraversato la linea del cessate il fuoco nel nord della Striscia è stato ucciso dalle truppe. Secondo l'Idf, diversi terroristi hanno attraversato la Linea Gialla e si sono avvicinati ai riservisti della brigata Alexandroni "in un modo che rappresentava una minaccia immediata". "Subito dopo l'identificazione, le truppe hanno aperto il fuoco sui terroristi per allontanare la minaccia.

Araghchi in Qatar, domani incontra Al Thani

Dopo aver guidato la squadra negoziale iraniana nei colloqui sul nucleare con Washington, nel pomeriggio il ministro degli Esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi, ha lasciato Muscat per Doha, capitale del Qatar. Il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, invitato come ospite speciale alla 17a edizione del Forum Al Jazeera, non solo pronuncera' un discorso al forum domani, ma incontrerà e terrà colloqui anche con lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar

Onu: "Palestinesi di ritorno a Gaza via Rafah denunciano abusi"

Secondo resoconti raccolti dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha), diversi palestinesi tornati a Gaza attraverso il valico di Rafah hanno denunciato maltrattamenti e umiliazioni. In una dichiarazione, l'Alto Commissariato per i diritti umani (Ohchr) ha affermato che i rimpatriati hanno dichiarato di essere stati condotti, dopo l'attraversamento, da palestinesi armati, a un posto di blocco militare israeliano. Secondo i resoconti, alcuni di questi individui armati li hanno legati, bendati, perquisiti, minacciati e intimiditi, e hanno rubato loro effetti personali e denaro. Al loro arrivo al posto di blocco israeliano, i rimpatriati hanno descritto una serie di violenze, interrogatori degradanti e perquisizioni corporali invasive, a volte effettuate su individui con le mani legate e gli occhi bendati. Alcuni hanno anche raccontato che i soldati avrebbero negato ad alcuni di loro l'accesso alle cure mediche e impedito loro di usare i servizi igienici. Ad altri è stato offerto del denaro se fossero rimasti in Egitto, o per lavorare come informatori per l'esercito israeliano. "I resoconti nel loro insieme - affermano le agenzie dell'Onu - indicano un modello di comportamento che viola i diritti dei palestinesi alla sicurezza personale e alla dignità, il che solleva serie preoccupazioni circa le pratiche coercitive che potrebbero contribuire al consolidamento della pulizia etnica a Gaza".

Nyt: "L'Iran ha riparato le strutture per missili attaccate da Usa e Israele"

L'Iran avrebbe riparato diverse strutture per missili balistici danneggiate dagli attacchi americani e israeliani dello scorso anno. Lo rivela il New York Times che ha analizzato una serie di immagini satellitari. Le riparazioni riguarderebbero, però, soltanto alcune parti dei siti più importanti e non gli impianti nucleari. Un fatto questo che, secondo il Nyt, fornisce indicazioni sulle priorità militari di Teheran. I lavori di riparazione nei principali siti missilistici sono iniziati, infatti, poco dopo gli attacchi a ritmi serrati, mentre i lavori presso gli impianti nucleari iraniani procedono più lentamente. Se gli Stati Uniti dovessero attaccare di nuovo, l'Iran probabilmente reagirebbe con missili balistici contro Israele e le postazioni Usa nella regione. Gli esperti hanno avvertito che l'entità completa dei danni e dei lavori di riparazione non è chiara, dato che le immagini satellitari offrono solo una visione dall'alto della struttura.

Usa: "Nuove sanzioni contro traffico petrolio e flotta ombra"

"Anziché investire nel benessere della propria popolazione e nelle infrastrutture fatiscenti, il regime iraniano continua a finanziare attività destabilizzanti in tutto il mondo e ad intensificare la repressione all'interno dell'Iran - denuncia il dipartimento di Stato in una nota - Finché il regime iraniano tenterà di eludere le sanzioni e di generare entrate dal petrolio e dai prodotti petrolchimici per finanziare tale comportamento oppressivo e sostenere attività terroristiche e proxy, gli Stati Uniti agiranno per ritenere responsabili sia il regime iraniano che i suoi partner".

Idf, colpite infrastrutture di Hamas a Gaza dopo violazioni

L'Idf ha colpito nelle ultime 24 ore infrastrutture di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta a una violazione dell'accordo, dopo colpi d'arma da fuoco sparati contro le truppe nel nord della Striscia. Lo ha dichiarato il portavoce militare. Secondo quanto riferito, sono stati attaccati un sito utilizzato dall'organizzazione per la produzione di mezzi di combattimento e un deposito di armi. Le operazioni sono state condotte dopo l'adozione di misure per allontanare la popolazione dalle aree colpite, tramite avvisi preventivi, e dopo la verifica dell'assenza di persone non coinvolte nei pressi delle infrastrutture prese di mira.

Gli Usa annunciano nuove sanzioni petrolifere contro Iran

Gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni per frenare le esportazioni petrolifere dell'Iran, tra cui il sequestro di 14 navi, dopo il secondo round di colloqui in Oman. Il presidenteDonald Trump è "impegnato a ridurre le esportazioni illegali di petrolio e prodotti petrolchimici del regime iraniano nell'ambito della campagna di massima pressione dell'amministrazione", ha dichiarato in un comunicato il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott. 

Guterres: "Bene ripresa colloqui Usa-Iran, auspicio che riducano tensioni"

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, "accoglie con favore la ripresa dei colloqui odierni tra Iran e Stati Uniti e auspica che contribuiscano a ridurre le tensioni regionali e a prevenire una crisi più ampia". Lo afferma in una nota del portavoce, in cui si sottolinea che Guterres "esprime gratitudine ai Paesi della regione per i loro sforzi volti a rendere possibili questi colloqui e all'Oman per averli ospitati". Il segretario generale ha "costantemente sostenuto la necessità di una de-escalation e della risoluzione pacifica delle controversie in conformità con la Carta delle Nazioni Unite. Tutte le preoccupazioni possono e devono essere affrontate attraverso un dialogo pacifico"

Meloni vede Vance, focus sugli sviluppi in Iran e Venezuela

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance hanno "approfondito i principali dossier di politica internazionale, con particolare riferimento agli ultimi sviluppi in Iran e Venezuela". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi dopo l'incontro avvenuto a Milano.

Iran: "Colloqui con Usa solo sul nucleare"

l ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i colloqui con gli Stati Uniti in Oman si sono concentrati esclusivamente sulla questione nucleare, esprimendo la speranza che Washington si astenga da "minacce" affinché i negoziati possano procedere. "Le nostre discussioni si concentrano esclusivamente sulla questione nucleare e non stiamo affrontando altri argomenti con gli americani", ha detto Araghchi in un'intervista a Irna, aggiungendo che si augura che Washington si astenga da "minacce e pressioni" affinché "i colloqui possano proseguire"

Oman: "Colloqui tra Usa e Iran molto seri"

Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al Busaidi, che ha mediato oggi il negoziato tra Iran e Stati Uniti ha dichiarato che i colloqui di Muscat sono stati "molto seri", aggiungendo che hanno contribuito a chiarire le idee di entrambe le parti e a individuare aree di possibile progresso. "Puntiamo a riunirci nuovamente a tempo debito e i risultati saranno attentamente valutati a Teheran e Washington", ha dichiarato al Busaidi in un messaggio su X, riferisce l'emittente 'Iran International'.

Usa: "Gli americani in Iran lascino subito il Paese"

Gli Stati Uniti hanno chiesto agli americani in Iran di lasciare immediatamente il Paese o comunque di "tenere un profilo basso" ed essere "sempre in contatto" con famiglia e amici. "A causa di misure di sicurezza rafforzate, chiusure stradali, interruzioni dei trasporti pubblici e blocchi di internet", si legge in un'allerta sul sito dell'ambasciata virtuale a Teheran. I cittadini americani, se possibile in sicurezza, devono valutare la possibilità di lasciare l'Iran via terra verso l'Armenia o la Turchia "immediatamente". Altrimenti, si avverte "trovate un luogo sicuro, evitate le manifestazioni, mantenete un profilo basso".

Araghchi: "Buon inizio, intesa per proseguire colloqui con Usa" (2)

In un post su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato che "i colloqui Iran-Stati Uniti a Muscat si sono conclusi con l'accordo tra le parti di proseguirli. Esprimendo le proprie opinioni e richieste, le parti hanno concordato di decidere il prossimo round di colloqui dopo consultazioni con le capitali".

Araghchi: "Buon inizio, intesa per proseguire colloqui con Usa"

I colloqui indiretti con gli Stati Uniti mediati dall'Oman "sono stati un buon inizio, ma per proseguire sono necessarie consultazioni nelle capitali". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando con i giornalisti a Muscat al termine del primo round di colloqui con gli Usa.

Durante i colloqui "sono stati menzionati i nostri interessi e i diritti del popolo iraniano e l'atmosfera è stata positiva. C'è un accordo sul proseguire i negoziati in generale", ha aggiunto.

Teheran: "I colloqui con gli Usa sono iniziati bene"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i colloqui tra Iran e Stati Uniti mediati dall'Oman sono iniziati bene. "Nel complesso, è stato un buon inizio, ma il proseguimento dipenderà dalle consultazioni nelle capitali", ha detto Araghchi, che guidava la delegazione iraniana mentre quella degli Usa era formata dall'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner. "Oggi si sono svolti diversi cicli di incontri. Le nostre opinioni e preoccupazioni sono state espresse in un'atmosfera molto positiva", ha aggiunto Araghchi, come riferisce l'emittente 'Iran International'. 

Iran, Nyt: "Ipotesi stop programma nucleare in cambio revoca sanzioni"

Teheran potrebbe essere disposta a offrire una sospensione a lungo termine del proprio programma nucleare, a condizione che Washington revochi le sanzioni. Lo hanno riferito tre funzionari iraniani al New York Times.

Sempre secondo il quotidiano statunitense, alcuni vicini dell'Iran hanno suggerito di limitare l'arricchimento dell'uranio a livelli bassi, tendenzialmente intorno al 3%. Una soglia sufficiente per permettere all'Iran di 'salvare la faccia' e rifiutare la richiesta di arricchimento zero avanzata dall'Amministrazione Trump, ma che rimarrebbe molto lontana dal 90%, che è la soglia di arricchimento necessaria per la produzione di armi nucleari.

Media: "Concluso round negoziati indiretti con Usa"

Si è conclusa la prima tornata di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti in Oman. La tv di Stato iraniana precisa che sono terminati "per ora", senza aggiungere dettagli, mentre il sito di notizie americano Axios, citando una fonte informata, conferma la fine dei colloqui, aggiungendo che un altro round negoziale si terrà nei prossimi giorni. Il sito iraniano 'Iran Nuances' ha appreso che le delegazioni dei due Paesi stanno tornando nelle rispettive capitali per consultazioni.

Aiea: "Serve accordo che riporti a ispezioni complete"

La posizione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) sul programma nucleare iraniano è che le parti tornino al tavolo delle trattative e che gli ispettori dell'Agenzia abbiano pieno accesso ai siti, ha dichiarato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi. "La posizione dell'Agenzia è che dobbiamo tornare al tavolo delle trattative. Dobbiamo raggiungere un accordo che consenta il ritorno completo degli ispettori dell'Aiea in Iran. Stiamo attualmente ispezionando alcune strutture, ma non quelle che fanno parte dell'infrastruttura nucleare principale, né quelle in cui erano immagazzinati materiali nucleari, ovvero oltre 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60%", ha dichiarato Grossi in un'intervista al canale televisivo Rossiya 24.

Il Cairo: "Bene negoziati Usa-Iran, per un Medio Oriente libero da armi nucleari"

L'Egitto ha espresso il suo pieno sostegno alla ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, in occasione dell'incontro che si è tenuto oggi a Muscat, in Oman, sottolineando la necessità "che la comunità internazionale rafforzi i propri sforzi per combattere in modo completo i rischi di proliferazione nucleare nella regione, sostenendo l'attuazione dell'obiettivo di un Medio Oriente libero da armi nucleari". Un obiettivo questo - afferma una nota del ministero degli Esteri - "che comprende tutti i Paesi della regione senza eccezioni", "garantendo l'universalità del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari in Medio Oriente e sottoponendo tutti gli impianti nucleari della regione all'Accordo generale sulle salvaguardie dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica". Gli sforzi per ridurre l'escalation - aggiunge la nota - "devono basarsi sulla creazione di un ambiente favorevole, fondato sulla buona fede e sul rispetto reciproco, che consenta di raggiungere un accordo duraturo il più rapidamente possibile e risparmi alla regione i rischi di un'escalation militare, le cui conseguenze catastrofiche ricadrebbero su tutti i Paesi della regione". "Non esiste una soluzione militare a questo problema e l'unica via possibile è il dialogo e la negoziazione, tenendo conto degli interessi di tutte le parti coinvolte", conclude la nota, ringraziando per la mediazione che ha portato all'incontro Qatar, Turchia, Oman, Arabia Saudita e Pakistan. 

Nyt: "Accelera su riparazione siti missilistici, indietro i lavori sul nucleare"

L'Iran avrebbe rimesso in funzione in tempi rapidi diverse infrastrutture legate ai missili balistici colpite nei raid dello scorso anno, mentre la ricostruzione dei principali impianti nucleari bombardati da Israele e Stati Uniti procederebbe a rilento. E' quanto emerge da un'analisi del New York Times basata su immagini satellitari, pubblicata mentre in Oman si tengono colloqui indiretti tra Teheran e Washington per evitare una nuova escalation. Secondo il quotidiano americano, la diversa velocità dei lavori offre un'indicazione sulle priorità militari iraniane in una fase di crescente pressione statunitense, con Washington che sta rafforzando la propria presenza nella regione e il presidente Donald Trump che valuta nuove opzioni di intervento. In caso di attacco, osserva il Nyt, la risposta più probabile di Teheran resterebbe il ricorso ai missili balistici contro Israele e contro obiettivi e basi americane nell'area. L'analisi ha esaminato circa una ventina di siti colpiti durante la cosiddetta guerra dei 12 giorni, rilevando attività di ricostruzione in oltre metà delle strutture. Gli esperti che seguono i programmi missilistici e nucleari iraniani hanno confermato l'impressione, precisando però che le immagini satellitari permettono di valutare solo ciò che avviene in superficie.

Netanyahu: 'Legame con Barak non dimostra che Epstein ha lavorato per Israele'

''L'insolito rapporto stretto tra Jeffrey Epstein e Ehud Barak non suggerisce che Epstein abbia lavorato per Israele. Dimostra il contrario''. Lo ha scritto su 'X' il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu citando ''la sconfitta elettorale di oltre vent'anni fa'' e sostenendo che ''Barak ha tentato per anni ossessivamente di minare la democrazia israeliana collaborando con la sinistra radicale antisionista in falliti tentativi di rovesciare il governo israeliano eletto''. Secondo Netanyahu, inoltre, ''Barak si è impegnato in attività pubbliche e dietro le quinte per indebolire il governo di Israele, alimentando i movimenti di protesta di massa, fomentando disordini e alimentando false narrazioni mediatiche''.

Iran: "Concluso secondo round colloqui Araghci-ministro Oman"

Si è concluso a Muscat il secondo round di colloqui tra il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Subito dopo è iniziato un incontro tra al-Busaidi e l'inviato americano Steve Witkoff. 

Merz: "La preoccupazione per la situazione in Iran è molto molto forte"

"La preoccupazione per la situazione in Iran è molto molto forte". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, parlando alla stampa tedesca ad Abu Dhabi,  in un incontro ripreso dall'emittente Ntv, nel corso della sua visita negli Emirati Arabi Uniti. "Gli interlocutori con cui ho parlato qui, a Riad e a Doha, in questi giorni, sono tutti strenuamente impegnati negli sforzi diplomatici", per convincere il regime iraniano ad arrivare "a fermare le crudeltà contro il suo popolo, a chiudere il programma nucleare e a tornare a un tavolo di trattative", per garantire la stabilità nella regione. Il tentativo in corso insieme agli Usa è quello di riportare Teheran "alla ragione". 

Ministero Esteri Oman: 'Sosteniamo dialogo tra Teheran e Washington'

Il sultanato dell'Oman ha confermato il proprio ruolo di facilitatore nei colloqui sul nucleare tra Iran e Stati Uniti. In una nota diffusa dal ministero degli Esteri dopo il primo round di negoziati indiretti che si stanno tenendo a Muscat, il Paese del Golfo ha ribadito l'impegno a sostenere il dialogo e a cooperare con i partner regionali e internazionali per favorire "soluzioni politiche condivise". Nella nota è stato sottolineato che i colloqui finora si sono concentrati sulla creazione di condizioni adeguate per la ripresa dei negoziati diplomatici e tecnici. Al-Busaidi ha inoltre espresso "profonda gratitudine" per gli sforzi dei Paesi della regione a sostegno dei negoziati ospitati a Muscat.

Sempre secondo la nota, il ministro degli Esteri omanita, Badr bin Hamad al-Busaidi, ha incontrato separatamente la delegazione iraniana guidata dal suo omologo, Abbas Araghchi, e quella statunitense guidata dall'inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff.

Oman: 'Iran e Usa discutono condizioni per ripresa colloqui'

Le consultazioni tra Iran e Stati Uniti a Muscat "si sono concentrate sulla creazione di condizioni adeguate per la ripresa dei negoziati diplomatici e tecnici". Lo ha affermato il ministro degli Esteri dell'Oman Badr bin Hamad al Busaidi, dopo il primo giro di colloqui a Muscat tra la delegazione iraniana e statunitense. Secondo quanto riferisce Mehr, Al Busaidi ha incontrato separatamente la delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, e quella statunitense guidata da Steve Witkoff, l'inviato speciale degli Usa in Medio Oriente, e da Jared Kushner, il genero del presidente Donald Trump. Il ministro ha ribadito l'impegno dell'Oman a continuare a sostenere il dialogo e la disponibilità del Sultanato a cooperare con diversi partner per contribuire al raggiungimento di soluzioni politiche concordate, in linea con gli obiettivi e le aspettative previsti. Secondo i media iraniani, Araghchi si è recato presso il luogo dei negoziati per iniziare un secondo giro di "colloqui indiretti" con Witkoff. 

Usa: "Serve un accordo trilaterale con Russia e Cina su nucleare"

Gli Stati Uniti hanno sollecitato colloqui a tre con Russia e Cina per stabilire nuovi limiti alle armi nucleari, dopo la scadenza del New Start tra Washington e Mosca. "La prossima era del controllo degli armamenti può e deve continuare con un obiettivo chiaro, ma richiederà la partecipazione di più della sola Russia al tavolo dei negoziati", ha detto Thomas DiNanno, sottosegretario di Stato Usa per il controllo degli armamenti, alla Conferenza sul Disarmo di Ginevra, sottolineando che "mentre siamo qui oggi, l'intero arsenale nucleare cinese non ha limiti, non ha trasparenza, non ha dichiarazioni, non ha controlli".

Cremlino: "Accogliamo con favore colloqui per un accordo in Iran"

Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha affermato che "il Cremlino accoglie con favore i colloqui in Oman per un accordo sul nucleare in Iran e ne auspica l'efficacia. Ci auguriamo che siano produttivi e che contribuiscano ad allentare le tensioni nella regione". Peskov, citato dall'agenzia Interfax, ha aggiunto: "Fino a quando ciò non accadrà, vorremmo ovviamente vedere moderazione da parte di tutti gli Stati interessati". 

Media Iran: "Convoglio funzionari Usa lascia sede colloqui"

Un convoglio di aiuto sui cui si ritiene viaggiassero funzionari americani ha lasciato la sede dei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Muscat, in Oman. Lo riferisce Iran International citando l'Associated Press.

Cina: "Con Teheran per difesa suoi interessi contro bullismo"

La Cina ha confermato il "sostegno all'Iran nella salvaguardia della sua sovranità, sicurezza e dignità nazionale e dei suoi interessi e diritti legittimi" e il 'no' a quello che definisce "bullismo unilaterale" e all' "uso della forza nelle relazioni internazionali". E' quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri del gigante asiatico che, nel giorno dei colloqui sul controverso programma nucleare della Repubblica islamica, riferisce della posizione espressa ieri dal vice ministro degli Esteri, Miao Deyu, durante l'incontro a Pechino con l'omologo iraniano Kazem Gharibabadi. 

Iniziati colloqui con inviati Usa in Oman

Sono iniziati a Muscat, in Oman, i colloqui tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Mehr.

Araghchi: "Difenderemo nostra sovranità da avventurismi"

L'Iran e' "pronto" a difendersi da "qualsiasi richiesta eccessiva o tentativo di avventurismo" americano. A chiarirlo e' stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, durante un incontro con il suo omologo omanita Badr al-Busaidi, prima dell'inizio dei colloqui a Muscat con la delegazione americana guidatada Steve Witkoff. L'Iran e' "pronto a difendere la sovranita' e la sicurezza nazionale del paese da qualsiasi richiesta eccessiva o qualsiasi tentativo di avventurismo" statunitense, ha detto. 

Teheran: "Ci difenderemo da richieste eccessive o avventurismo Usa"

L'Iran è "pronto" a difendersi da "qualsiasi richiesta eccessiva o avventurismo" da parte degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano in vista dei colloqui sul nucleare con gli Usa in programma oggi in Oman. "La Repubblica Islamica usa la diplomazia per difendere gli interessi nazionali dell'Iran", ha dichiarato Abbas Araghchi durante un incontro con il suo omologo omanita, Badr al-Busaidi, prima dell'inizio dei colloqui. L'Iran è "pronto a difendere la sovranità e la sicurezza nazionale del Paese da qualsiasi richiesta eccessiva o avventurismo" da parte degli Stati Uniti, ha aggiunto il diplomatico. 

Idf, nella notte attacchi contro un'infrastruttura terroristica a Gaza

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato attacchi mirati contro "un'infrastruttura terroristica" nella Striscia di Gaza dopo che ieri le sue truppe sono state colpite. In un post su Telegram, l'Idf ha dichiarato che ieri "terroristi hanno sparato colpi contro le forze israeliane che operano nel nord di Gaza, nell'area della Linea Gialla" e che nessun soldato è rimasto ferito. "In risposta alla violazione" del cessate il fuoco, "l'Idf ha colpito un'infrastruttura terroristica nella Striscia di Gaza". 

Haaretz, negoziati in Oman con gli Usa limitati a programma nucleare Teheran

I negoziati fra Iran e Stati Uniti in programma oggi in Oman sono limitati al programma nucleare di Teheran, ha riferito una fonte informata al quotidiano israeliano Haaretz. Gli Stati Uniti hanno accettato di rinunciare alla condizione di discutere anche del programma di missili balistici e di temi della sicurezza in Medio Oriente "in seguito all'intervento di altri Paesi della regione fra cui Qatar,Arabia Saudita e Oman". I Paesi della regione, precisa la fonte, "stanno esercitando pressioni sugli Stati Uniti perché diano alla diplomazia e al dialogo una possibilità". 

Araghchi vede ministro Oman prima di colloqui con Usa

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato a Muscat l'omologo dell'Oman in vista dei colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti il cui inizio è previsto per la tarda mattinata. Araghchi e Badr al-Busaidi "hanno discusso le più importanti questioni bilaterali, regionali e internazionali", ha riportato l'agenzia di stampa iraniana Mehr, pubblicando una foto dei due diplomatici seduti a un tavolo con le rispettive bandiere nazionali. 

Iran, gli Usa rinnovano l'appello agli americani: "Lasciate il paese"

L'ambasciata virtuale degli Stati Uniti in Iran ha rinnovato l'appello agli Americani a lasciare il Paese. "I cittadini statunitensi dovrebbero aspettarsi continue interruzioni di internet, pianificare mezzi alternativi di comunicazione e, se sicuro, considerare di lasciare l'Iran via terra verso l'Armenia o la Turchia", si legge nell'avviso comparso sul sito. "Azioni da intraprendere: lasciare l'Iran ora. Avere un piano per lasciare l'Iran che non dipenda dall'aiuto del governo statunitense. Cancellazioni e interruzioni di voli sono possibili con poco preavviso", si avverte. Il comunicato ricalca quelli usciti già nei giorni più caldi delle proteste di gennaio. All'epoca si mettevano in guardia gli Americani sui rischi legati ai disordini, oggi non sembra ancora scongiurato il pericolo di un'azione militare Usa. Non è certamente un caso che l'allarme sia stato diramato a ridosso dei colloqui bilaterali Washington-Teheran in Oman.

Araghchi agli Usa: "Colloqui si svolgano nel rispetto reciproco"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha rivolto agli Stati Uniti un appello al ''rispetto reciproco'' in vista dei colloqui sul programma nucleare di Teheran che si svolgono oggi in Oman. "L'Iran affronta la diplomazia con gli occhi aperti e un ricordo saldo dell'anno appena trascorso. Ci impegniamo in buona fede e rimaniamo fermi sui nostri diritti", ha scritto Abbas Araghchi su X.

"Gli impegni devono essere onorati. Parità di diritti, rispetto reciproco e interessi comuni non sono retorica: sono un obbligo e i pilastri di un accordo duraturo", ha sottolineato.

Araghchi: "Noi in buona fede ma fermi su nostri diritti"

"L'Iran entra in diplomazia con occhi aperti e una memoria salda dell'anno passato. Ci impegniamo in buona fede e restiamo fermi sui nostri diritti". Lo scrive su X il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, in vista dei colloqui con i rappresentanti americani in Oman. "Gli impegni devono essere rispettati. Parita' di posizione, rispetto reciproco e interesse reciproco non sono retorica; sono un imperativo e i pilastri di un accordo duraturo", aggiunge. 

Nyt, su tavolo limite capacità arricchimento uranio 3%

Alcuni Paesi vicini all'Iran hanno proposto di limitare le capacità di arricchimento dell'uranio a livelli minimi, probabilmente il 3% o meno. Lo riporta il New York Times che cita fonti diplomatiche della regione. Ciò basterebbe all'Iran per "salvare la faccia" dalla richiesta di Trump di un arricchimento pari a zero, hanno affermato, ma porterebbe di fatto allo stesso risultato, dato che non si avvicina minimamente al 90% di arricchimento necessario per la maggior parte delle armi nucleari, si legge ancora. Tre funzionari iraniani hanno affermato inoltre che Teheran potrebbe anche essere disposta a offrire una sospensione a lungo termine del suo programma nucleare. In cambio, si aspetterebbe da Washington la revoca delle sanzioni di lunga data che hanno contribuito alla caduta libera dell'economia iraniana.

Araghchi a Usa: "Colloqui si svolgano nel rispetto reciproco"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha rivolto agli Stati Uniti un appello al ''rispetto reciproco'' in vista dei colloqui sul programma nucleare di Teheran che si svolgono oggi in Oman. "L'Iran affronta la diplomazia con gli occhi aperti e un ricordo saldo dell'anno appena trascorso. Ci impegniamo in buona fede e rimaniamo fermi sui nostri diritti", ha scritto Abbas Araghchi su X.

"Gli impegni devono essere onorati. Parità di diritti, rispetto reciproco e interessi comuni non sono retorica: sono un obbligo e i pilastri di un accordo duraturo", ha sottolineato.

Incontro in Oman per scongiurare il conflitto, si lavora ad un piano in 5 punti: i negoziati iniziano alle 10 ora locale, 7 ora italiana. L’Iran vuole concentrarsi sul piano nucleare, gli Usa vorrebbero negoziare pure l’uso e la detenzione di missili balistici a lunghissimo raggio, potenzialmente cruciali nell’ipotesi di un conflitto.

Erdogan preme per una de-escalation, Israele guarda con apprensione l’evoluzione dei colloqui e ieri sera ha anticipato una riunione di gabinetto. Qatar, Turchia ed Egitto hanno presentato all'Iran e agli Stati Uniti una cornice negoziale con punti specifici da discutere nei colloqui in Oman. La proposta, riferisce Al Jazeera citando fonti vicine ai negoziati, va oltre il perimetro del programma nucleare e comprende anche proxy regionali e l'utilizzo dei missili balistici.

Vacilla la tregua a Gaza, 21 morti nei raid di Israele: "Siamo stati attaccati, Hamas ha violato i patti". Il parroco della Striscia: "Situazione grave".

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