Teheran minaccia: "Eserciti europei considerati terroristi". Nuove sanzioni Usa all'Iran
Trump: "Iraniani vogliono accordo". In precedenza il presidente Usa aveva assicurato di non avere alcuna voglia di attaccare e che "sarebbe fantastico" se il regime facesse ciò che serve ad evitare un'escalation militare nella regione. Teheran intende designare come "terroriste" le Forze armate dei Paesi dell'Unione europea, che a loro volto hanno inserito nella loro blacklist il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). Gli Usa impongono nuove sanzioni all'Iran
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Torna a salire la tensione con l'Iran. Il regime degli Ayatollah minaccia l'Ue: anche gli eserciti europei, come i pasdaran per i 27, sono considerati terroristi, afferma il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti, intanto, impongono nuove sanzioni a Teheran. Nel mirino il ministro dell'Interno Momeni e alcuni comandanti delle Guardie Rivoluzionarie. Colpite anche le società di servizi finanziarie Zedcex Exhange e Zedxion Exchange. 'Continueremo a colpire le reti e l'elite dell'Iran', ha detto il segretario al Tesoro Bessent.
"Vedremo cosa succede" ma l'Iran "vuole fare un accordo", ha detto Donald Trump che in precedenza aveva assicurato di non avere alcuna voglia di attaccare l'Iran e che "sarebbe fantastico" se il regime facesse ciò che serve a evitare un'escalation militare nella regione. Teheran, ha detto il Presidente, deve fare "due cose" per evitare un'azione militare. "Numero uno, niente nucleare. E numero due, smettere di uccidere i manifestanti". Trump stesso ha confermato che "un'imponente armata, guidata dalla portaerei Lincoln, si sta dirigendo verso l'Iran".
"Gli Stati Uniti non hanno mai manifestato buone intenzioni ma l'Iran è pronto a discutere in negoziati dove siano protetti i nostri diritti legali", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando dei colloqui sul dossier nucleare con gli Usa.
Approfondimenti:
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Usa: non tollereremo esercitazioni navali dell'Iran non sicure
Gli Stati Uniti chiedono al corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran di condurre le loro esercitazioni navali, che inizieranno domenica, in modo "sicuro e professionale, e di evitare rischi alla libertà di navigazione per il traffico marittimo internazionale". Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che "non tollererà azioni non sicure. Ogni comportamento non professionale vicino alle forze americane, ai partner regionali o alle imbarcazioni commerciali aumenta il rischio di collisione, escalation e destabilizzazione".
Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari
Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre. L'APPROFONDIMENTO SU SKY TG24 INSIDER
Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari
Vai al contenutoIran, chi sono i guardiani della Rivoluzione: il corpo d'élite degli ayatollah
Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Vai al contenutoTrump: “Iran negozi, tempo stringe”. Teheran: se attaccati reagiremo “come mai prima”
Il presidente Usa sul suo social Truth: “Speriamo che si siedano al tavolo delle trattative e negozino un accordo giusto. Il tempo stringe: il prossimo attacco sarà peggiore di Operazione Martello di Mezzanotte”. Il tycoon ha aggiunto che una "imponente armata" è in viaggio verso l'area mediorientale ed è in grado di "compiere rapidamente la sua missione, come in Venezuela". La risposta di Teheran all'Onu: "Pronti a reagire come mai prima d'ora" in caso di attacco americano.
Trump: “Iran negozi”. Teheran: se attaccati reagiremo “come mai prima”
Vai al contenutoIran, chi sono i guardiani della Rivoluzione: il corpo d'élite degli ayatollah
Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Vai al contenutoL'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
Vai al contenutoGaza, Idf ammette 70mila morti nella striscia. VIDEO
Crisi Iran, ogni opzione resta aperta. VIDEO
Cremlino: "Putin vede capo Consiglio Sicurezza iraniano"
Il presidente russo Vladimir Putin h incontrato al Cremlino il segretario supremo del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano Ali Larijani, in visita in Russia. Lo ha dichiarato a Interfax il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov.
Trump: "Sull'Iran vedremo, Teheran vuole fare un accordo"
"Vedremo cosa succede" ma l'Iran "vuole fare un accordo". Lo ha detto Donald Trump. A chi gli chiedeva se avesse fissato una scadenza per un possibile accordo, Trump ha risposto: "Solo loro lo sanno per certo".
Raid IDF in sud Libano, ucciso militante Hezbollah
Le IDF hanno ucciso un militante di Hezbollah durante un raid nel sud del Libano. Lo hanno reso noto le stesse IDF secondo cui la vittima "lavorando per ripristinare le infrastrutture militari nel Libano meridionale".
Gaza, domenica riapre valico Rafah per passaggio pedonale. VIDEO
Fonti Teheran: "Non accettiamo ultimatum Usa su nucleare"
L'Iran non accetterà le richieste degli Stati Uniti di interrompere l'arricchimento dell'uranio sul suo territorio o di limitare il suo programma di missili balistici. Lo dice un alto funzionario iraniano citato dal sito Al Monitor. L'Iran afferma di essere aperto ai negoziati con gli Stati Uniti, ma "non vogliamo entrare in alcun tipo di negoziazione destinata al fallimento e che possa poi essere usata come ulteriore pretesto per un'altra guerra", ha aggiunto la fonte. Teheran non "negozierà nulla che riguarda le nostre armi convenzionali, compresi i missili. E' qualcosa che non possiamo rischiare", ha detto il funzionario di Teheran. Per quanto riguarda la questione dell'arricchimento nucleare, la fonte aggiunge che l'Iran "accoglierebbe con favore i negoziati che garantiscano il diritto dell'Iran a svolgere attività nucleari pacifiche". Se gli Stati Uniti attaccassero, l'Iran non avrebbe "alcuna opzione se non quella di assicurarsi che tutto ciò che ha a disposizione possa essere utilizzato per respingere", tale attacco, afferma il funzionario.
Gli Usa impongono nuove sanzioni all'Iran
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni all'Iran. Nel mirino sono finiti il ministro dell'interno Eskandar Momeni e alcuni comandanti delle Guardie Rivoluzionarie. Colpite anche le società di servizi finanziarie Zedcex Exhange e Zedxion Exchange. "Continueremo a colpire le reti iraniane e l'elite dell'Iran", ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Iran, chi sono i guardiani della Rivoluzione: il corpo d'élite degli ayatollah
Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Vai al contenutoTeheran: "Eserciti Ue saranno considerati 'terroristi'"
Ali Larijani, il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, ha annunciato che Teheran intende designare come "terroriste" le Forze armate dei Paesi dell'Unione europea che a loro volto hanno inserito nella loro blacklist il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). Le parole di Larijani arrivano dopo che Bruxelles ha annunciato annuncia l'ingresso formale dei Pasdaran nella lista dei terroristi dell'Ue. "Gli eserciti dei Paesi che hanno aderito alla recente risoluzione Ue contro l'Irgc sono considerati terroristi", ha scritto l'alto funzionario iraniano su X. "Le conseguenze ricadranno sui Paesi europei che hanno adottato misure del genere", ha ammonito Larijani.
L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
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Vai al contenutoIran, Fidan: "Turchia vuole pace, Israele spinge per guerra"
La Turchia lavora per evitare che le tensioni tra Iran e Usa sfocino in un conflitto, mentre Israele fa pressione sulla Casa Bianca affinche' attacchi il regime degli ayatollah. A descrivere la situazione e' il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha rilanciato oggi il ruolo di mediatore della Turchia durante una visita ad Ankara del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Il presidente (R.T. Erdogan ndr) lo ha detto in ogni occasione che siamo assolutamente contrari a un intervento militare. La Turchia e' pronta ad agire per facilitare qualsiasi soluzione pacifica. Dall'altro lato vediamo pero' come Israele stia facendo pressioni sugli Stati Uniti per convincerli ad attaccare l'Iran. Ancora una volta le azioni di Israele mettono a repentaglio la stabilita' e la sicurezza dell'intera regione. Il nostro auspicio e' che gli Usa si comportino con buon senso e non si lascino convincere da Israele", ha detto Fidan in conferenza stampa con Araghchi.
Kallas: "Siamo pronti a fare di più"
"Le nostre ultime sanzioni dell'UE sono un messaggio al regime: la repressione della libertà in Iran non resterà senza risposta". Lo afferma l'Alto Rappresentante alla Politica estera e sicurezza, Kaja Kallas. "I responsabili della brutale repressione dei manifestanti, incluso il Ministro dell'Interno, dovranno affrontare conseguenze internazionali. E siamo pronti a fare di più qualora la situazione dovesse peggiorare ulteriormente. - ha proseguito Kallas - Parallelamente, il regime iraniano continua a sostenere una dittatura alleata in Russia che uccide ogni giorno civili innocenti in Ucraina. Le nuove sanzioni si applicheranno anche a coloro che sostengono questa guerra illegale. Un regime che uccide migliaia dei propri cittadini e sostiene l'aggressione contro altri oltre i propri confini sta lavorando solo alla propria rovina".
Fidan: "Abolire le sanzioni contro Teheran"
La Turchia chiede che vengano abolite le sanzioni economiche nei confronti dell'Iran per spianare la strada al dialogo ed evitare una guerra tra Teheran e Washington. A lanciare l'appello è stato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha accolto oggi nella capitale Ankara il proprio omologo iraniano Abbas Araghchi. "Per riprendere il filo del negoziato tra Iran e Usa è fondamentale abolire le sanzioni nei confronti di Teheran. Una mossa che spianerebbe la strada al dialogo e alla graduale integrazione dell'Iran nel sistema economico internazionale. Si tratta di passi importanti sulla via della normalizzazione e della pace", ha dichiarato Fidan in conferenza stampa.
Araghchi: "Da Ue grave errore strategico su Pasdaran"
"Un grave errore strategico". Con queste parole il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la decisione da parte dell'Unione Europea di inserire i pasdaran iraniani, i Guardiani della Rivoluzione islamica, nella lista delle organizzazioni terroristiche. "Quello che ha compiuto l'Europa è un grave errore strategico. Ormai l'Ue da l'impressione di comportarsi come una organizzazione che segue quello che dicono gli Usa e ha perso il proprio ruolo sul piano internazionale. L'Iran non ha mai messo da parte la diplomazia, l'Ue si", ha dichiarato Araghchi in conferenza stampa durante la visita ufficiale nella capitale turca Ankara.
Iran: "Pronti a colloqui con gli Usa ma anche alla guerra"
"Siamo pronti per i negoziati ma siamo anche pronti per la guerra". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dichiarando che la Repubblica islamica è disposta ad avviare negoziati "equi" con Washington sul dossier nucleare e si augura che gli Usa "agiscano con razionalità" evitando un conflitto, che trascinerebbe la regione nel caso. "I missili iraniani e il sistema di difesa missilistico non saranno mai un tema di questo negoziato, perché la sicurezza del popolo iraniano non è qualcosa su cui possiamo discutere", ha sottolineato Araghchi, in una conferenza stampa congiunta con l'omologo turco, Hakan Fidan, a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato Trt.
Iran, Pezeshkian a Erdogan: "Minacce Usa minano dialogo"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che la possibilita' che la diplomazia risolva le tensioni con gli Stati Uniti dipende dalla fine delle minacce e dall'abbandono di un atteggiamento ostile da parte della Casa Bianca. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna. Pezeshkian ha parlato questa mattina al telefono con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha offerto la mediazione della Turchia per evitare una escalation tra Washington e Teheran. "Il successo di qualsiasi iniziativa diplomatica dipende dalla buona fede delle parti e dall'abbandono di azioni belligeranti e minacce nei confronti dell'Iran e dell'intera regione", ha dichiarato Pezeshkian ad Erdogan. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova in Turchia dove e' in corso una conferenza stampa con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Secondo l'agenzia Irna Araghchi sara' ricevuto anche da Erdogan.
Iran: "Pronti a colloqui con gli Usa ma siano equi"
"Gli Stati Uniti non hanno mai manifestato buone intenzioni ma l'Iran è pronto a discutere in negoziati dove siano protetti i nostri diritti legali". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando dei colloqui sul dossier nucleare con gli Usa. "Siamo pronti a sederci al tavolo negoziale, non abbiamo mai cercato l'arma nucleare", ha aggiunto Araghchi, in una conferenza stampa congiunta con l'omologo turco, Hakan Fidan, a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato Trt. "Il negoziato deve essere equo. La Repubblica islamica dell'Iran è pronta ad essere coinvolta in questo negoziato se il negoziato sarà equo", ha detto il capo della diplomazia di Teheran.
Turchia: "Israele vuole spingere gli Usa a colpire l'Iran"
"Israele sta cercando di convincere gli Usa a intervenire in Iran". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in una conferenza congiunta con l'omologo iraniano, Abbas Araghchi, a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato Trt. Fidan ha auspicato che l'amministrazione di Donald Trump non presti ascolto all'invito di Israele riguardo all'attacco contro l'Iran e che "gli iraniani dovrebbero risolvere i loro problemi senza interventi esterni". Durante la conferenza stampa, Fidan ha chiesto anche che riprendano i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, sottolineando che "il negoziato dovrebbe riguardare anche la rimozione delle sanzioni contro l'Iran".
Magistratura Iran: "Ostilità Ue non rimarrà senza risposta"
Il capo della magistratura iraniana Gholamhossein Mohseni Ejei ha avvertito venerdì che i paesi europei dovranno affrontare le conseguenze dopo che l'Ue ha inserito il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. "Non c'è dubbio che l'azione ostile degli europei, che hanno etichettato le Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica, non rimarrà senza risposta", ha dichiarato Ejei, citato dalla televisione di stato, aggiungendo che "subiranno le conseguenze del loro atto insensato", senza fornire ulteriori dettagli.
Usa: "Sottomarini non rilevabili, ma non solo per Iran"
Nel contesto di un'escalation verbale e di confronto sulle capacita' delle forze in campo tra Iran e Stati Uniti, dei funzionari americani hanno dichiarato al canale televisivo saudita Al-Hadath che "abbiamo dei sottomarini non rilevabili, non c'e' bisogno di navigare vicino all'Iran". Questa affermazione e' un commento all'arrivo di diverse navi militari statunitensi nella regione del Golfo e in Medio Oriente. "Ci sono sottomarini americani che non possono essere rilevati e non c'e' bisogno di navigare vicino all'Iran. La nostra preoccupazione principale e' affrontare l'ISIS e impedirgli di attaccare. Non tutto cio' che accade nella regione e' legato all'Iran. Il Comando Centrale aveva precedentemente una portaerei nella zona e nessuno ha parlato di un attacco all'Iran. Washington puo' inviare aerei dal suo territorio per attaccare l'Iran e tornare indietro", hanno detto i funzionari Usa ad Al-Hadath. In mattinata, la USS Delbert D. Black, cacciatorpediniere missilistico americano, ha attraccato nella citta' portuale israeliana di Eilat, sul Mar Rosso. Un arrivo definito "raro" dai media israeliani, che rientrerebbe nell'ambito della cooperazione in corso tra le IDF e l'esercito statunitense. "E' una flotta piu' grande, guidata dalla grande portaerei Abraham Lincoln, di quella inviata in Venezuela", ha avvertito il presidente Donald Trump due giorni fa.
Iran, Comitato di Sicurezza: "Forze potenziate, via i soldati Usa"
"Se gli Stati Uniti hanno davvero a cuore i propri soldati, dovrebbero lasciare la regione": a lanciare l'avvertimento a Washington è il portavoce del Comitato per la sicurezza nazionale e la politica estera dell'Iran, Ibrahim Rezaei, in un clima di escalation, per ora essenzialmente verbale, con il presidente Donald Trump. "Se gli Stati Uniti hanno davvero a cuore i propri soldati, dovrebbero lasciare questa regione. Le nostre forze armate sono al massimo della loro prontezza difensiva e al combattimento e il nostro dito è sul grilletto. La nostra situazione attuale, le nostre riserve e le nostre capacità militari e di sicurezza superano di gran lunga quelle che avevamo prima della guerra dei 12 giorni", ha avvertito Rezaei. "Qualsiasi atto di aggressione contro il nostro popolo, il nostro Paese o i nostri interessi incontrerà una risposta al massimo livello, che non avrà limiti, anche se l'attacco e' limitato", ha affermato Rezaei, le cui dichiarazioni vengono rilanciate anche dai media israeliani. "I nostri obiettivi non saranno limitati alle basi americane, tutti gli interessi americani rientrano nel nostro raggio d'azione e anche Israele sarà tra i nostri obiettivi", ha insistito il portavoce iraniano.
Docente iraniana: "La popolazione vive giorni di sospensione, siamo logorati"
"In questi giorni la vita in Iran scorre in uno stato di sospensione estenuante. La popolazione è sottoposta ad una doppia pressione: da un lato si sente minacciata dall'esterno, dall'altra logorata dall'interno. Questa sovrapposizione di minacce ha posto la società in uno stato di inazione forzata. Non c'è più la capacità di pianificare il futuro né quella di rispondere attivamente alle crisi. La vita continua a un livello minimo: non con speranza, ma in sospensione, non con decisioni, ma con rinvii. Le persone si sforzano di rimanere normali, perché mantenere un senso di normalità è l'ultima forma di resistenza al collasso psicologico". A raccontarlo all'ANSA è Hasti Diyè, docente iraniana fuggita più volte dal suo paese, dopo essere stata a varie riprese arrestata, ed ora in Iran dove è voluta rientrare per stare vicino alla sua famiglia. "Eppure, in mezzo a questa duplice pressione, gran parte della società sta facendo qualcosa che spesso passa inosservato: si sforza di resistere. Non solo per sopravvivere, ma per preservare un livello minimo di salute mentale, relazioni e solidarietà. Aiutandosi a vicenda, non lasciandosi soli e prendendosi cura di ciò che resta dell'essere umano. Queste azioni non sono né eroiche né performative, ma impediscono alla società di crollare completamente. In un contesto in cui l'insicurezza è diventata la norma, questi sforzi quotidiani per stare bene e stare insieme rappresentano la vera forma di resistenza sociale", prosegue la docente.
Media Iran: "Possibili 4 misure di ritorsione alla decisione dell'Ue sui pasdaran"
L'Iran sta valutando possibili misure in risposta alla decisione dell'Unione Europea di definire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come gruppo terroristico: lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News Agency, citando una fonte a conoscenza della questione. La fonte ha affermato che sono in fase di discussione e stesura quattro misure per un possibile intervento governativo. Secondo la fonte, una proposta sposterebbe la protezione delle missioni diplomatiche europee in Iran dalla polizia nazionale alle Guardie Rivoluzionarie. Un'altra iniziativa, secondo il rapporto, prevederebbe ispezioni speciali delle navi commerciali dirette verso destinazioni europee da parte della forza navale della Guardia nazionale. La fonte ha affermato che le autorità stanno anche esaminando l'espulsione collettiva degli addetti militari europei da Teheran. Una quarta proposta eliminerebbe i protocolli aeroportuali speciali per i diplomatici europei e li sottoporrebbe a ispezioni "come persone comuni", ha affermato la fonte.
Erdogan: "Disponibili a mediare tra Iran e Usa"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, "ha sottolineato la disponibilità della Turchia a svolgere un ruolo di facilitatore tra Iran e Stati Uniti per ridurre le tensioni e risolvere i problemi", durante una telefonata con l'omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. Lo riporta la presidenza della Repubblica di Ankara. Erdogan ha in programma più tardi un incontro con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, giunto a Istanbul per un visita ufficiale e un colloquio con l'omologo turco, Hakan Fidan.

©Ansa
Media: "Londra prepara legge per messa al bando dei Pasdaran"
Londra prepara una legge che consentirà di mettere al bando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran. Ieri dall'Ue è arrivato il via libera a designare i Pasdaran come terroristi.
Il Ministero dell'Interno britannico - scrive il 'Times' - ha confermato che sta preparando una legge per vietare le agenzie statali ostili, tra cui l'IRGC, precisando però che il disegno di legge non seguirà un iter accelerato nonostante il ruolo del gruppo nella repressione dei manifestanti in Iran nelle ultime settimane.
Fonti governative citate dal quotidiano britannico hanno confermato che la legislazione non è ancora pronta - serve tempo per essere redatta a causa della complessità legale e diplomatica legata alla designazione di agenzie statali come terroriste, è stato spiegato - ma probabilmente verrà presentata entro la fine dell'anno. Il provvedimento consentirebbe azioni mirate, darebbe alla polizia il potere di sequestrare passaporti a individui sospettati di operare per l'IRGC e di fermare e perquisire persone in "situazioni di alta minaccia" o in luoghi considerati potenziali bersagli.
Iran: "Errore dell'Ue sui Pasdaran, se ne accorgeranno"
"L'Europa è in declino e la sua azione contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è stato un errore strategico". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando la decisione dell'Unione europea di includere le Guardie della rivoluzione islamica nella sua lista delle organizzazioni terroristiche. "Presto si renderanno conto di aver commesso un errore", ha detto Araghchi, come riferisce Isna. "Ci sono serie sfide nella regione e gli obiettivi dichiarati dagli Stati Uniti e da altri richiedono consultazioni più approfondite", ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran, dopo essere arrivato a Istanbul dove ha in programma consultazioni con l'omologo turco, Hakan Fidan, e il presidente Recep Tayyip Erdogan.
Iran, il presidente del parlamento: "L'Ue sostiene il terrorismo"
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha accusato l'Unione Europea di "sostenere il terrorismo" per aver designato il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione "terroristica". "L'IRGC è una delle forze antiterrorismo piu' forti ed efficaci al mondo", ha affermato il presidente del parlamento iraniano. "Solo chi si è schierato con i terroristi può negare i precedenti dell'IRGC nella lotta al terrorismo dell'ISIS", ha aggiunto Bagher Ghalibaf. "Sostenere il terrorismo porterà solo rimpianto ai paesi europei", ha avvertito. In risposta alla sanguinosa repressione delle proteste antigovernative da parte del regime di Teheran, ieri i ministri degli Esteri dell'Ue hanno trovato un'intesa politica per designare a livello europeo i Pasdaran come organizzazione terroristica. Al contempo è stata varata una nuova serie di sanzioni contro una quindicina di funzionari iraniani, tra cui il ministro dell'Interno dell'Iran e capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Eskandar Momeni.
Ministro degli Esteri iraniano in Turchia per colloqui
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Istanbul dove ha in programma un colloquio con l'omologo turco, Hakan Fidan. Secondo quanto riferisce l'agenzia iraniana Isna, il capo della diplomazia di Teheran avrà un incontro anche con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mentre è prevista nel primo pomeriggio una conferenza stampa congiunta tra Araghchi e Fidan, riferiscono fonti nel ministero degli Esteri di Ankara. La visita di Araghchi in Turchia arriva nel contesto delle tensioni tra Teheran e Washington, dopo le proteste antigovernative in Iran e il dispiegamento militare degli Stati Uniti nelle acque del Medio Oriente. Da quando è iniziata la crisi, Ankara si è opposta all'ipotesi di un intervento militare contro la Repubblica islamica e ha invitato l'Iran a tornare a negoziare con gli Stati Uniti.
Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari
Il Guardian ha ricostruito le prese di posizione del presidente americano sull’Iran nel solo ultimo mese, che sono passate da un’escalation all’altra senza una traiettoria riconoscibile. E allora resta da chiedersi quale sia il vero bersaglio della pressione americana. Forse l'Europa? Le spiegazioni possibili sono almeno tre.
Trump e l'Iran: qual è il vero bersaglio? Tre scenari
Vai al contenutoUe: "Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi"
"Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista", ha dichiarato ai giornalisti l'Alta rappresentante dell'Ue per la politica estera Kaja Kallas. Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove sanzioni all'elenco"
Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'
Vai al contenutoTrump: "Sarebbe fantastico non attaccare l'Iran"
Donald Trump ha assicurato di non avere alcuna voglia di attaccare l'Iran e che "sarebbe fantastico" se il regime facesse ciò che serve a evitare un'escalation militare nella regione. Teheran, ha detto il Presidente, deve fare "due cose" per evitare un'azione militare. "Numero uno, niente nucleare. E numero due, smettere di uccidere i manifestanti". "Abbiamo molte navi molto grandi e molto potenti che stanno navigando verso l'Iran in questo momento, e sarebbe fantastico se non dovessimo usarle" ha aggiunto.
Stato Maggiore dell'Iran: "Pasdaran terroristi? Conseguenze ricadranno sull'Ue"
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, in una dichiarazione, ha condannato la designazione delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica da parte dell'Ue, avvertendo: "Le pericolose conseguenze di questa decisione ostile e provocatoria ricadranno direttamente sui responsabili politici europei". "L'azione irrazionale, irresponsabile e detestabile dell'Ue è stata indubbiamente intrapresa in obbedienza alle politiche egemoniche e disumane di Stati Uniti e Israele, e riflette la profondità dell'ostilità e del risentimento dei leader del blocco nei confronti dell'Iran, delle sue forze armate e della sua sicurezza", ha aggiunto, citato dall'Irna. Nel frattempo, il Ministero degli Esteri iraniano, in una dichiarazione rilasciata ieri sera, ha definito la decisione dell'Ue "illegale, provocatoria e ipocrita", affermando: "Gli europei dovrebbero essere ritenuti responsabili di questa misura offensiva, che mira a compiacere Israele e i suoi sostenitori guerrafondai negli Stati Uniti".
Iran, Nyt: "Presentata a Trump lista ampliata opzioni militari contro nucleare o Khamenei"
Il Pentagono ha presentato al Presidente americano Donald Trump una lista ampliata delle possibili opzioni militari contro l'Iran con l'obiettivo di colpire ulteriormente i siti dei programmi nucleari e missilistici o di indebolire il leader supremo Ali Khamenei, rende noto il New York Times, citando numerose fonti americane. Le opzioni vanno oltre quelle che il Presidente americano stava considerando solo due settimane fa come strumento, a suo dire, per attuare la sua promessa di fermare la violenza repressione delle proteste contro il regime. Le nuove opzioni includono anche raid delle forze americane in siti all'interno dell'Iran. In questo momento, insieme ai suoi consiglieri Trump sta valutando la possibilità di ordinare un intervento militare, anche possibilmente per realizzare un cambio di governo. Il Presidente rimane al momento aperto a una soluzione diplomatica. Trump ora adotta un approccio simile a quello che ha usato per il Venezuela, scrive il quotidiano americano.