Teheran annuncia che non sono previste esecuzioni. 'Fermate 800 esecuzioni nel Paese' annuncia la Casa Bianca. L'attacco per ora sembra congelato. La Cina all'Onu: 'Gli Usa abbandonino l'idea di attaccare l'Iran'. Mattarella denuncia 'l'efferato sterminio dei manifestanti' in Iran: 'Occultare tutto è stata la prima preoccupazione del regime', dice il capo dello Stato facendo riferimento al blackout di internet e comunicazioni
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Teheran annuncia che non sono previste esecuzioni. "Fermate 800 esecuzioni nel Paese", annuncia la Casa Bianca. L'attacco per ora sembra congelato. La Cina all'Onu: "Gli Usa abbandonino l'idea di attaccare l'Iran". Mattarella denuncia "l'efferato sterminio dei manifestanti" in Iran: "Occultare tutto è stata la prima preoccupazione del regime", ha detto il capo dello Stato facendo riferimento al blackout di internet e comunicazioni. Intanto, le autorità iraniane avrebbero deciso di prorogare il blocco all'accesso a internet almeno fino a Nowruz, il capodanno persiano, alla fine di marzo. Lo riportano diversi media israeliani citando l'agenzia iraniana Irna.
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica sulla situazione in Iran con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, al quale ha confermato "la disponibilità della parte russa a continuare a intraprendere sforzi di mediazione appropriati, contribuendo a promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati". Lo riferisce il Cremlino. "E' stato concordato di proseguire i contatti a vari livelli", aggiunge l'ufficio stampa della presidenza russa. Poi la chiamata con il presidente iraniano.
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Ue, cambio regime non è politica
"Il cambio di regime non e' una politica dell'Ue. Allo stesso tempo, cio' che vediamo sul terreno e' un movimento di protesta legittimo e genuino da parte del popolo iraniano, con aspirazioni legittime a una vita migliore, alla liberta' e alla dignita'. Noi siamo al loro fianco, perche' l'Ue difende questi valori". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa.
Ue: "Chiediamo lo stop alle esecuzioni dei manifestanti in Iran"
L'Unione europea chiede all'Iran di fermare le esecuzioni dei manifestanti e condanna l'uso della pena di morte come strumento di repressione delle proteste. "Ci opponiamo all'uso della pena capitale in ogni momento e in particolare al suo utilizzo per reprimere il dissenso", ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni, nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa, sottolineando che Bruxelles segue "molto da vicino" le notizie su possibili imminenti esecuzioni di manifestanti. Bruxelles ha anche invitato Teheran a perseguire "una politica coerente verso l'abolizione della pena di morte". El Anouni ha ribadito che "il cambio di regime non fa parte della politica dell'Unione europea", ma che sul terreno è in corso "un movimento di protesta legittimo e autentico del popolo iraniano, con aspirazioni legittime a una vita migliore, alla libertà e alla dignità". "Siamo al loro fianco, perché si battono per questi valori", ha aggiunto.
Iran, Ue: "Cambio regime non è politica Ue"
"Il cambio di regime non e' una politica dell'Ue. Allo stesso tempo, cio' che vediamo sul terreno e' un movimento di protesta legittimo e genuino da parte del popolo iraniano, con aspirazioni legittime a una vita migliore, alla liberta' e alla dignita'. Noi siamo al loro fianco, perche' l'Ue difende questi valori". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa.
Iran, Ucei: "Siamo con manifestanti, Persia parte nostra storia"
"L'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane, esprime profonda vicinanza e sincera solidarieta' al popolo iraniano, che in queste settimane sta affrontando con coraggio prove resistenza durissima dinanzi a un'oppressione feroce. Un popolo appeso al dubbio di quale percorso potra' portare salvezza dopo essere stato martoriato da cinquant'anni di regime integralista". Cosi l'Ucei in una nota. "La nostra storia - aggiunge l'Unione - ci lega alla Persia, diventata poi storia dell'Iran, in modo profondo e antico: e' fulcro delle vicende di persecuzione e salvezza, una terra vissuta per secoli dalle comunita' ebraiche, respirando e contribuendo alla sua vita culturale e civile.In questi laceranti momenti e' nostro dovere morale far sentire con chiarezza la nostra voce di identificazione e vicinanza alle donne, ai giovani, alle studentesse e agli studenti, con tutta la popolazione civile tutta, e ci stringiamo ai cittadini iraniani che vivono qui in Italia, parte dei nostri quotidiani spazi e impegni. Auspichiamo che al popolo iraniano sia riconosciuto il diritto a vivere in sicurezza e liberta', nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e dignita' della persona, oggi marginalizzati dal fondamentalismo religioso. In questo spirito, l'ebraismo italiano rinnova il proprio auspicio di prontezza e sostegno da parte di tutte le istituzioni e le voci rappresentative dell'Italia, agendo con coerenza per rafforzare presidi di vigilanza democratica anche nel nostro Paese".
Iran, media: blackout internet prorogato fino a marzo
Le autorita' iraniane hanno deciso di prorogare il blocco all'accesso a internet almeno fino a Nowruz, il capodanno persiano, alla fine di marzo. Lo riportano diversi media israeliani citando l'agenzia iraniana Irna. A dare l'annuncio e' stato il ministro delle Comunicazioni iraniano Issa Zarepour alla televisione di Stato: la chiusura di Internet a livello nazionale imposta il 28 dicembre continuera' a tempo indeterminato per "ragioni di sicurezza" non e' previsto un ripristino completo prima di Nowruz, ha detto a quanto riferito da diversi media.
Proteste Iran, blackout internet potrebbe durare fino a fine marzo. VIDEO
Proteste Iran, blackout internet potrebbe durare fino a fine marzo | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoIran, colloquio Kallas-Sa'ar
"Ho parlato questa mattina con l'Alto rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, e con il ministro degli Esteri di Cipro, Costantinos Kombos, che attualmente detiene la Presidenza dell'Unione. Il fulcro del nostro appello era la repressione omicida da parte del regime iraniano delle proteste dei cittadini iraniani e della loro lotta per la liberta'. Ho chiesto all'UE di designare le Guardie rivoluzionarie iraniane come organizzazione terroristica". Lo scrive il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar. Sa'ar prosegue: "Oggi, le Guardie Rivoluzionarie guidano la repressione e il massacro dei cittadini iraniani, dopo decenni in cui hanno promosso la diffusione del terrore e dell'instabilita' in Medio Oriente e oltre. La designazione dell'IRGC come organizzazione terrosistica e' un importante passo pratico che invierebbe anche un messaggio morale di speranza al popolo iraniano".
Iran, media: direttore Mossad negli Usa per colloqui
Il direttore dell'agenzia di spionaggio israeliana Mossad, David Barnea, e' arrivato negli Stati Uniti questa mattina per colloqui sulla situazione in Iran. Lo riferisce Axios citando fonti informate. La visita di Barnea rientra nelle consultazioni tra Stati Uniti e Israele sulle proteste in Iran e su una possibile azione militare degli Stati Uniti. Barnea dovrebbe incontrare a Miami l'inviato americano Steve Witkoff, che sta gestendo il canale diretto di comunicazione tra Usa e Iran. Witkoff e' stato in contatto con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante le proteste. Non e' ancora chiaro se il capo del Mossad vedra' anche il presidente Donald Trump a Mar-a-Lago durante il fine settimana. Il viaggio segue una telefonata mercoledi' tra Trump e Benjamin Netanyahu in cui il premier israeliano avrebbe chiesto di sospendere l'azione militare contro l'Iran per dare a Israele piu' tempo per prepararsi a potenziali rappresaglie. Non solo. L'attuale piano degli Stati Uniti include attacchi contro obiettivi delle forze di sicurezza in Iran, ma Israele non ritiene che sia abbastanza forte da destabilizzare in modo significativo il regime
Iran, regime teme proteste negli stadi: partite senza pubblico
La Repubblica islamica teme che le proteste anti-governative scoppiate 20 giorni fa a livello nazionale si estendano anche agli stadi di calcio. L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione, riferisce che la partita Fajr Sepasi-Persepolis di domenica allo stadio Pars di Shiraz si terra' senza spettatori. Il 13 gennaio, anche la partita tra Foolad Hormozgan ed Esteghlal del campionato nazionale si era svolta a Yazd senza spettatori. Il sito Iran International, legato alla diaspora all'estero, fa notare che dall'inizio del massiccio movimento di protesta, il 28 dicembre, si e' tenuta solo una partita di calcio con la presenza di spettatori: Sepahan-Istiklol, due settimane fa, allo stadio Naghshe Jahan di Isfahan; gli spettatori hanno intonato slogan contro la Repubblica islamica mentre uscivano dallo stadio.
Cremlino: "Mosca sostiene non solo l'Iran ma la stabilità della regione"
Il portavoce presidenziale russo, Dmitrij Peskov, ha affermato che "la Russia sta fornendo assistenza non solo all'Iran, ma anche all'intero Medio Oriente a favore della stabilità regionale". Mosca - ha dichiarato Peskov, citato da Tass - sta contribuendo "alla causa della stabilità e della pace regionale, anche attraverso gli sforzi del presidente per facilitare la riduzione delle tensioni".
Iran, M5s: "La nostra posizione è chiara, vergognosa strumentalizzazione"
"Continuiamo a leggere sulla stampa e ad ascoltare in televisione commenti falsi e infamanti nei confronti del M5S in merito alla nostra posizione sulle proteste in Iran contro il brutale e sanguinario regime degli ayatollah. È veramente vergognoso vedere come questa tragedia venga strumentalizzata per compiere regolamenti di conti tra partiti. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire: noi condividiamo in toto la linea di sostegno alle proteste, tanto che la nostra risoluzione presentata ieri in Commissione Esteri alla Camera era la stessa delle altre forze politiche". Lo dichiarano i parlamentari M5S delle Commissioni Esteri di Camera e Senato. "Ma siamo ancor più radicali nel nostro sostegno al popolo iraniano al punto che abbiamo inserito un impegno per chiedere che la loro coraggiosa lotta e il loro sacrifico siano tutelati da possibili interventi militari unilaterali, da atti predatori che guardano cinicamente alle risorse di quel Paese senza curarsi degli effetti destabilizzanti a cui lo condannano. Questo è lo spirito con cui oggi saremo in piazza a fianco del popolo iraniano. Piuttosto, che sia la maggioranza a spiegarci perché non ha votato il nostro impegno; ma, d'altronde, cosa possiamo aspettarci da chi ha definito 'legittimo' l'intervento statunitense in Venezuela?", conclude.
Bbc: "In Iran i corpi dei manifestanti uccisi restituiti solo a pagamento"
Le famiglie dei manifestanti uccisi nella sanguinosa repressione delle proteste in Iran hanno dichiarato che le autorità di Teheran chiedono ingenti somme di denaro per la restituzione dei corpi per la sepoltura. Lo ha rivelato la Bbc, che ha raccolto le testimonianze di numerosi parenti delle vittime, secondo cui le richieste arrivano fino a 7 mila dollari (oltre i 6 mila euro). Come nel caso della famiglia di un operaio curdo che ha tentato di recuperare il corpo del proprio caro ma non può farlo in quanto non ha la somma per pagare quello che appare a tutti gli effetti come un riscatto. Si tratta di cifre molto alte, talora esorbitanti, rispetto a quanto guadagna la popolazione. Talvolta, il personale ospedaliero ha telefonato ai parenti delle vittime per avvisarli in anticipo di recarsi a ritirare le salme prima che le forze di sicurezza potessero estorcere del denaro. L'emittente pubblica britannica ha anche ricevuto segnalazioni secondo cui i funzionari dell'obitorio Behesht-e Zahra di Teheran stanno dicendo alle famiglie che se affermano che il loro figlio era un membro di una forza paramilitare filogovernativa ucciso dai manifestanti, il corpo verrà consegnato senza alcuna richiesta di denaro. "Ci è stato chiesto di partecipare a una manifestazione pro-governativa e di presentare il corpo come se fosse quello di un martire ma non abbiamo accettato", ha dichiarato il familiare di un giovane morto nelle proteste di piazza.
Cremlino: "Putin ha chiamato il presidente iraniano dopo il premier israeliano"
Il presidente russo, Vladimir Putin "ha chiamato il presidente iraniano dopo aver parlato con il primo ministro israeliano Netanyahu". Lo ha dichiarato in un briefing con i media il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov. "I dettagli saranno annunciati in seguito", ha affermato Peskov, citato dall'agenzia Tass. In precedenza il Cremlino aveva riferito di in colloquio telefonico tra Putin e il premier israeliano Benyamin Netanyahu, al quale ha confermato "la disponibilità della parte russa a continuare a intraprendere sforzi di mediazione appropriati, contribuendo a promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati".
Iran, Madonna: "Tenete duro, rivoluzione necessaria"
Tenete duro! Mentre rifletto sul mio tempo in Marocco durante le vacanze, penso a tutte le persone in Iran che stanno combattendo una rivoluzione tanto necessaria e sono disposte a morire per ciò in cui credono". Così la popstar Madonna dal suo profilo Instagram esprime il suo sostegno alle proteste contro il regime di Teheran, aggiungendo una riflessione sulla libertà: "Diamo così tanto per scontato, me compresa. La libertà di viaggiare per il mondo. Di indossare ciò che voglio. Di cavalcare un cavallo attraverso il deserto. Di parlare liberamente e di non essere messe a tacere da punizioni, torture e forse dalla morte. Di cantare. Di ballare. Di scegliere il mio percorso spirituale, non quello di qualcun altro". "Le donne iraniane - sottolinea Madonna - non hanno questa libertà. Io sono con loro. Il popolo iraniano non ha conosciuto la libertà per secoli. Non posso affermare di conoscere veramente le sofferenze che sono state sopportate, ma i miei pensieri e le mie preghiere sono con il popolo iraniano. Il momento è adesso. Tenete duro! Sono con l'Iran. Che le loro voci siano ascoltate. Iran libero!", conclude la star.
Il Cremlino: "Putin ha sentito anche il presidente Pezeshkian"
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmtri Peskov, come riporta Ria Novosti. Poco prima era stato riferito di una telefonata di Putin col premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
Jafar Panahi: "Il regime di Khamenei cadrà al 100%, ma nessuno sa quando"
"Il regime cadrà, al 100%. È quello che è successo ai governi dittatoriali nel corso della storia. Quando crollerà, nessuno lo sa. Vogliamo che accada il prima possibile, nei prossimi minuti, ma ci sono molti fattori che devono concorrere perché ciò accada". A dichiararlo, in un'intervista al 'Guardian', è Jafar Panahi, il regista di 'Un semplice incidente', il film iraniano premiato con la Palma d'Oro al Festival di Cannes 2025.
Il cineasta ha poi voluto mettere in guardia i governi occidentali, esortandoli a non rapportarsi con il regime clericale come si fa con interlocutori razionali. "In altre dittature in tutto il mondo, vedrete che ci saranno almeno alcune persone che agiranno in nome della razionalità e che non permetteranno che si arrivi a questo punto", ha detto.
"Ma sfortunatamente in questo sistema non c'è razionalità. Tutto ciò che riescono a pensare è la repressione e a come rimanere al potere anche solo un altro giorno. L'ultima cosa a cui pensano è il popolo". "È impossibile per questo governo reggersi in piedi in questa situazione", ha dichiarato al 'Guardian' il regista de "Il palloncino bianco" e de "Il cerchio". "Lo sanno anche loro. Sanno che sarà impossibile governare il popolo. Forse il loro unico obiettivo in questo momento è portare il Paese sull'orlo del collasso totale e cercare di distruggerlo".
La pop star Madonna incita i manifestanti in Iran: "Tenete duro"
"Ripensando al mio periodo di vacanze in Marocco, penso a tutte le persone in Iran che stanno combattendo una rivoluzione tanto necessaria e sono disposte a morire per ciò in cui credono". Così su Instagram la pop star Madonna lancia un messaggio di sostegno ai manifestanti iraniani. Madonna afferma che la repressione delle libertà in Iran la porta a riflettere sulla sua vita e sulle sue libertà, aggiungendo: "È il momento. Tenete duro! Sono al fianco dell'Iran. Fate sentire la loro voce. Iran libero!"
Il Cremlino: "Telefonata tra Putin e Netanyahu sull'Iran"
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una conversazione telefonica sulla situazione in Iran con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, al quale ha confermato "la disponibilità della parte russa a continuare a intraprendere sforzi di mediazione appropriati, contribuendo a promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati". Lo riferisce il Cremlino. "E' stato concordato di proseguire i contatti a vari livelli", aggiunge l'ufficio stampa della presidenza russa.

©Ansa
Bbc: "Il regime chiede soldi per restituire le salme dei manifestanti"
Le autorità iraniane chiedono ingenti somme di denaro alle famiglie delle persone uccise durante le proteste perchè possano riavere i loro corpi da seppellire. Diverse fonti hanno riferito alla Bbc che i cadaveri sono trattenuti in obitori e ospedali e che le Forze di sicurezza li restituiscono ai parenti solo dietro pagamento. Sono almeno 2.435 le morti accertate durante le oltre due settimane di proteste in tutto il Paese. Una famiglia nella città settentrionale di Rasht ha dichiarato alla Bbc che le Forze di sicurezza hanno chiesto 700 milioni di toman (circa 4.300 euro) per la restituzione del corpo del loro parente. Il corpo era trattenuto nell'obitorio dell'ospedale Poursina, insieme ad almeno altri 70 manifestanti morti. Nel frattempo, a Teheran, la famiglia di un operaio edile curdo si è recata a ritirarne la salma, solo per sentirsi dire che avrebbero dovuto pagare un miliardo di toman (poco più di 6.000 euro). Un operaio edile in Iran guadagna in media circa 86 euro al mese. In alcuni casi, il personale ospedaliero ha telefonato ai parenti delle vittime per avvisarli in anticipo di recarsi a recuperare i corpi prima che le forze di sicurezza potessero estorcergli denaro. La Bbc ha ricevuto anche segnalazioni secondo cui i funzionari dell'obitorio Behesht-e Zahra di Teheran stanno dicendo alle famiglie che se dichiarano che i loro figli erano un membro della forza paramilitare Basij uccisi dai manifestanti, la salma verrà restituita gratuitamente.
Iran, Nbc News: "Il Pentagono prepara invio in Medioriente di forze e risorse aggiuntive"
Il Pentagono si sta preparando ad inviare ulteriori forze e risorse statunitensi in Medio Oriente. A dichiararlo alla Nbc News è stato un funzionario statunitense, parlando nello specifico di un gruppo da battaglia di una portaerei - l'unità navale incentrata su una portaerei, con cacciatorpediniere, incrociatori e altre navi a protezione e supporto - oltre ad altri aerei e sistemi di difesa aerea terrestri.
Il dispiegamento aggiuntivo serve a rafforzare le risorse militari nella regione, mentre il presidente americano sta valutando l'azione militare in Iran, ha aggiunto il funzionario. Le forze servono anche a garantire che l'esercito sia preparato nel caso in cui l'Iran attaccasse risorse americane o alleati degli Stati Uniti nella regione. L'equipaggiamento e le forze aggiuntive arriveranno nei prossimi giorni e settimane, ha affermato il funzionario citato dall'emittente.
Media: "Il blocco di Internet in Iran potrebbe durare fino a fine marzo"
L'Iran ha intenzione di mantenere il blackout di Internet a livello nazionale almeno fino al Capodanno iraniano, a fine marzo: lo scrive IranWire, citato da Iran International. IranWire afferma che la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che l'accesso ai servizi online internazionali non sarà ripristinato prima di Nowruz, che cade intorno al 20 marzo. Il gruppo di monitoraggio NetBlocks ha affermato che l'attuale blackout in Iran ha superato il precedente del 2019. "Nel 2019, dopo il ripristino della connettività, è stata resa nota la portata della brutale repressione", ha affermato il gruppo in un post sui social.
Media: "Gli Usa si preparano a inviare più forze in Medio Oriente"
Il Pentagono si sta preparando a inviare più forze e risorse statunitensi in Medio Oriente. Lo scrive Nbc dopo che si è appreso che la portaerei Lincoln si sta spostando dal mare cinese nell'area mediorientale. Secondo la fonte di Nbc, si tratterebbe di un gruppo d'attacco di portaerei, aerei aggiuntivi e sistemi di difesa aerea terrestri. Le forze armate dovranno anche garantire che l'esercito sia pronto nel caso in cui l'Iran dovesse attaccare le basi Usa nella regione o gli alleati degli Stati Uniti nella regione. L'equipaggiamento e migliaia di altre forze arriveranno nei prossimi giorni e settimane, ha aggiunto il funzionario.
Perché Trump non può attaccare l'Iran senza una portaerei. VIDEO
Ankara avverte i turchi in Iran: "Siate vigili"
L'ambasciata di Ankara a Teheran ha messo in guardia i propri cittadini che pianificano viaggi in Iran o si trovano già nel Paese, invitandoli ad essere "vigili" sulla loro sicurezza e a "prendere in considerazione i recenti sviluppi", nel contesto delle proteste anti governative e del blackout di internet in vigore da una settimana. "I cittadini turchi che si trovano attualmente in Iran dovrebbero essere vigili riguardo alla loro sicurezza e seguire tutti gli annunci riguardo a questi eventi sul sito ufficiale, sugli account sui social media del nostro ministero e dei nostri rappresentanti in Iran", si legge in un comunicato dell'ambasciata turca in Iran, che fornisce i contatti di tutte le missioni diplomatiche di Ankara nel Paese.
Blackout di Internet da oltre 180 ore in Iran, superato record del 2019
Il blackout di Internet, imposto dal regime iraniano nel Paese per reprimere le proteste anti-governative, ha superato le 180 ore, battendo il triste record del 2019, quando la connessione era stata bloccate durante il cosiddetto "novembre di sangue". "Al momento non ci sono ancora segnali di un ritorno, nemmeno parziale o regionale", riporta l'organizzazione di monitoraggio di Internet. "Nel 2019, solo dopo il ripristino di Internet, si è venuti a conoscenza della portata della brutale repressione", ricorda Netblocks.
Witkoff: "Gli Usa auspicano una soluzione diplomatica, quattro le nostre richieste"
Gli Stati Uniti auspicano una soluzione diplomatica piuttosto che militare in Iran, ha precisato l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, dopo che fino a mercoledì il presidente Donald Trump aveva lasciato intendere un nuovo intervento in sostegno delle proteste contro il regime. Witkoff ha confermato un contatto con gli iraniani mercoledì e che "una delle cose che ci preoccupavano sulle uccisioni, le impiccagioni di massa, è stata accantonata".
In un intervento all'Israel American Council in Florida, Witkoff ha elencato le quattro questioni che un accordo diplomatico con l'Iran deve affrontare: arricchimento dell'uranio, programma missilistico, con Washington che chiede una riduzione degli arsenali, materiale nucleare immagazzinato al momento, circa 2mila chili arricchito fra il 3,67 e il 60 per cento, e i gruppi che Teheran finanzia in Medio Oriente.
"Se vogliono fare ritorno nella comunità internazionale, possiamo risolvere questi quattro problemi in modo diplomatico, sarebbe una soluzione perfetta. L'alternativa invece no", ha sottolineato Witkoff lodando come "incredibilmente coraggiosi" gli iraniani che scendono in piazza per protestare contro il regime. "Siamo al vostro fianco", ha detto.
Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto"
La magistrata Premio Nobel per la Pace nel 2003 traccia, per Sky TG24 Insider, il cammino verso il nuovo Iran. Prima la fine della Repubblica Islamica, poi la possibilità, per il popolo, di autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio governo. L'intervista.
Shirin Ebadi: “Il regime degli ayatollah crollerà molto presto'
Vai al contenutoPerché secondo Davos l’ordine mondiale non tornerà più quello di prima
Il Global Risks Report del World Economic Forum fotografa un mondo sempre più instabile. Secondo gli esperti, la fase attuale è segnata da frammentazione e competizione in cui declino della cooperazione multilaterale accentua l’isolamento degli Stati. Nel breve periodo, quindi, crescono i rischi politici, economici e tecnologici. Nel lungo termine, però, la minaccia principale resta la crisi climatica.
Perché secondo Davos l’ordine mondiale non tornerà più quello di prima
Vai al contenutoIran, la Nuova Zelanda chiude l'ambasciata: via lo staff
La Nuova Zelanda ha chiuso temporaneamente la sua ambasciata a Teheran, evacuando il personale diplomatico a causa del deterioramento della sicurezza in Iran. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri di Wellington, precisando che il personale è stato evacuato nella notte con voli commerciali e che le operazioni dell'ambasciata sono state trasferite ad Ankara.
Casa Bianca, sospese 800 esecuzioni
La portavoce della Casa Bianca, Caroline Leavitt, ha dichiarato in una conferenza stampa che "il Presidente Donald Trump ha saputo che ieri in Iran si sarebbero dovute svolgere 800 esecuzioni e che queste sono state sospese". Ha aggiunto che "il Presidente e il suo team stanno monitorando attentamente la situazione, tutte le opzioni sono sul tavolo". Leavitt ha anche confermato che Trump ha parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ma non ha rivelato dettagli della loro conversazione.
Cina all'Onu, gli Usa abbandonino l'idea di attaccare l'Iran
La Cina invita gli Stati Uniti a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e ad astenersi dall'uso della forza contro l'Iran, al fine di evitare una catastrofe nella regione. Così la Tass riporta le parole di Sun Lei, incaricato d'Affari Internazionali della Missione permanente della Cina presso le Nazioni Unite. "Qualsiasi azione militare non farà altro che spingere quella regione verso un precipizio. Invitiamo fermamente gli Stati Uniti a rispettare gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e ad abbandonare la loro fissazione di usare la forza. Invitiamo inoltre tutte le parti a mostrare moderazione", ha dichiarato il diplomatico cinese durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'Iran. Lei ha sottolineato la necessità di uno sforzo di squadra da parte di tutte le parti per mantenere la pace e la sicurezza internazionale.