Proteste in Iran, media: “Pentagono era pronto a colpire mercoledì”. LIVE

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Il tycoon avrebbe rinunciato al raid complice la mancanza di asset militari adeguati nell'area e il pressing di Israele e dei paesi arabi. A pesare anche il timore che un attacco avrebbe potuto prolungare il conflitto. Il Pentagono intanto invia più forze militari in Medio Oriente. Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià, parla a Washington: “Sono l'unico che può garantire la transizione”. Il regima cerca di fermare le proteste: città militarizzate e arresti, il blocco di Internet potrebbe durare fino a fine marzo

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Donald Trump era incline a ordinare un attacco contro l'Iran mercoledì e aveva chiesto al Pentagono di prepararsi. Ma l'ordine - riporta il Wall Street Journal - non è mai arrivato: alle prese con punti di vista alternativi e divergenti all'interno dell'amministrazione sulla certezza della caduta del regime, Trump ha rinunciato al raid complice anche la mancanza di asset militari adeguati nell'area e il pressing di Israele e dei paesi arabi. A pesare anche il timore che un attacco avrebbe potuto prolungare il conflitto. Il Pentagono intanto invia più forze militari in Medio Oriente. Sono in arrivo la portaerei Lincoln e sistemi di difesa terrestri. Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià, parla a Washington: “Tornerò in Iran, sono l'unico che può garantire la transizione”, dice e aggiunge di essere certo che il potere degli ayatollah nella Repubblica islamica “cadrà”. Intanto, il regima cerca di fermare le proteste: città militarizzate e arresti, il blocco di Internet potrebbe durare fino a fine marzo. L'Ue raccomanda alle compagnie aeree di evitare lo spazio aereo dell'Iran.

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Scontri davanti ambasciata a Londra, feriti e arresti

La manifestazione dell'opposizione iraniana contro le autorita' di Teheran davanti all'ambasciata a Londra si e' trasformata in scontri, anche violenti, con la polizia che hanno portato ad almeno quattro feriti e diversi arresti. Lo ha reso noto la Metropolitan Police, parlando di "disordini violenti'. I fatti sono avvenuti venerdi' sera, quando manifestanti hanno lanciato oggetti contro le forze dell'ordine. Secondo la polizia londinese, diverse persone sono state arrestate con l'accusa di disordini. Le ambulanze sono intervenute sul posto intorno alle 20.45 e, oltre a quattro feriti trasportati in ospedale, altre due persone sono state medicate sul luogo e dimesse. In una nota diffusa su X, la Metropolitan Police ha riferito che un manifestante e' riuscito a scalare l'edificio dell'ambasciata, passando su "diversi balconi" e a rimuovere la bandiera iraniana. L'uomo e' stato arrestato con l'accusa di danneggiamento, violazione di proprieta' diplomatica e aggressione a pubblico ufficiale. 

Londra, manifestante rimuove bandiera da ambasciata Iran: arrestato

Un manifestante è stato arrestato dopo essere salito sul tetto dell'ambasciata iraniana a Londra per rimuovere la sua bandiera, ha riferito venerdì sera la polizia britannica. "Durante la protesta che si e' svolta stasera davanti all'ambasciata iraniana, un manifestante e' entrato illegalmente in proprieta' privata, scavalcando diversi balconi fino a raggiungere il tetto dell'ambasciata, dove ha tolto una bandiera,", riferisce la polizia sul social network X. Il 10 gennaio, un altro uomo sostitui' brevemente l'emblema dell'ambasciata con la bandiera usata prima della rivoluzione islamica iraniana del 1979. Venerdi', la manifestazione e' stata segnata anche dal lancio di oggetti contro le forze dell'ordine e "diversi agenti sono rimasti feriti", ha detto la polizia, che ha riferito "molteplici" arresti. 

Trump: "Mi sono convinto da solo a non attaccare"

"Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo" a non attaccare l'Iran. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump parlando ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per la Florida, rispondendo a una domanda su ruolo degli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno svolto nei giorno scorsi un ruolo di mediazione per cercare una soluzione diplomatica alla crisi iraniana. Trump ha dichiarato di essersi "convinto" a rimandare un'azione militare contro l'Iran, in parte perché Teheran ha dichiarato di voler annullare le esecuzioni programmate dei manifestanti detenuti.

Pahlavi ai manifestanti: "Da domani a lunedì fate sentire vostra voce"

Il figlio dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, ha rivolto un appello tramite 'X' ai manifestanti in Iran. ''Chiedo a tutti voi coraggiosi compatrioti in tutto l'Iran di alzare la voce della rabbia e di protestare da sabato 17 a lunedì 19 gennaio, esattamente alle 20, con slogan nazionali, e di mostrare al mondo che la fine di questi criminali anti-iraniani e anti-iraniani è vicina'', ha scritto Pahlavi. ''Il mondo vede il vostro coraggio e offrirà un sostegno più chiaro e concreto alla vostra rivoluzione nazionale. Vi assicuro: insieme riprenderemo l'Iran e lo ricostruiremo da capo'', ha aggiunto.

Ue consiglia di evitare spazio aereo iraniano: "Rischio elevato"

L'Unione europea (Ue) ha consigliato alle compagnie aeree europee di evitare lo spazio aereo iraniano. "La presenza e il possibile utilizzo di un'ampia gamma di armi e sistemi di difesa aerea, oltre alle imprevedibili risposte'', ''creano un rischio elevato per i voli civili che operano a tutte le altitudini e a tutti i livelli di volo", ha affermato l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea in un bollettino.

Meloni: "Lavorare per de-escalation, solidarietà a manifestanti"

Per quanto riguarda l'Iran, "penso che dobbiamo lavorare per una de-escalation. È quello che l'Italia continua a fare; ne ho parlato anche con il Sultano dell'Oman, che ha avuto con noi un ruolo molto importante nelle negoziazioni. Voglio ribadire la mia solidarietà al popolo iraniano e a chi manifesta legittimamente per i propri diritti e per un futuro migliore. Non credo che manifestare per i propri diritti si possa pagare con la vita. Condanniamo la repressione e le uccisioni da parte del regime iraniano, chiediamo all'Iran di garantire l’incolumità dei cittadini che vogliono manifestare, ma stiamo lavorando per una de-escalation e per tornare a negoziati che possano risolvere in particolare il dossier nucleare". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti presso l'ambasciata d'Italia a Tokyo.

Media: "Pentagono era pronto a colpire l'Iran mercoledì"

Donald Trump era incline a ordinare un attacco contro l'Iran martedì e aveva chiesto al Pentagono di prepararsi. Gli ufficiali americani sono andati a dormire aspettandosi di ricevere l'ordine finale e colpire mercoledì. Ma l'ordine - riporta il Wall Street Journal - non è mai arrivato: alle prese con punti di vista alternativi e divergenti all'interno dell'amministrazione sulla certezza della caduta del regime, Trump ha rinunciato al raid complice anche la mancanza di asset militari adeguati nell'area e il pressing di Israele e dei paesi arabi. A pesare anche il timore che un attacco avrebbe potuto prolungare il conflitto. 

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