Maduro in tribunale a New York: "Io perbene e innocente, sono prigioniero di guerra"

Ansa / Getty

Il presidente deposto del Venezuela e la moglie Cilia Flores sono comparsi in aula dopo essere stati incriminati per traffico di droga. I legali: "Per ora non hanno chiesto il rilascio su cauzione". La prossima udienza fissata al 17 marzo. Delcy Rodriguez giura da presidente in Parlamento. Gli Stati Uniti "non sono in guerra" con il Venezuela, ha detto Donald Trump a Nbc, sottolineando che gli Usa sono "in guerra con chi vende droga", aggiungendo che non ci saranno elezioni in Venezuela nei prossimi 30 giorni

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Il presidente deposto del Venezuela Nicolas Maduro  e la moglie Cilia Flores sono comparsi in tribunale a New York dopo essere stati formalmente incriminati per traffico di droga.

Maduro si è identificato al giudice Alvin Hellerstein in spagnolo: ha confermato le sue generalità e di essere il presidente del Venezuela. Poi ha aggiunto di trovarsi in aula "rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas". "Sono innocente, non sono colpevole", ha aggiunto, dichiarandosi non colpevole delle accuse a suo carico. I legali: "Per ora non hanno chiesto il rilascio su cauzione". La prossima udienza fissata al 17 marzo. Delcy Rodriguez ha giurato da presidente in Parlamento

Donald Trump avverte che "siamo noi ad avere il controllo del Venezuela". Poi minaccia anche Colombia, Cuba, Messico e Iran. E insiste: "Ci serve la Groenlandia per la nostra sicurezza". Delcy Rodríguez, che giurerà oggi come presidente ad interim, si è rivolta al presidente Usa invitandolo a "lavorare insieme" e invocando un rapporto rispettoso tra i due Paesi, caratterizzato da "pace e dialogo. A sorpresa l'esercito del Paese la sostiene. 

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Maduro in tribunale: 'Mi hanno rapito'. Machado attacca Rodriguez

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Hegseth, quasi 200 americani coinvolti in operazione

Sono "quasi duecento" i militari e gli uomini della sicurezza statunitensi che hanno partecipato all'operazione di sabato scorso a Caracas che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Lo ha dichiarato il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth, in un discorso tenuto in un cantiere navale in Virginia, riporta la Nbc. Il capo del Pentagono ha descritto l'operazione come mirata a "ristabilire la deterrenza". "Grazie alla guida del presidente Trump, il mondo sta prendendo nota, stanno notando il potere americano", ha aggiunto Hegseth

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Delcy Rodriguez è nuova Presidente ad interim del Venezuela

Washington Post: “No di Trump a Machado per aver accettato il Nobel”

Il presidente Usa non sostiene la leader dell'opposizione Maria Corina Machado come leader ad interim del Venezuela a causa del Nobel per la Pace che Trump sosteneva di meritare. A dirlo è il quotidiano americano che cita due fonti vicine alla Casa Bianca.

Venezuela, Wp: “No di Trump a Machado per aver accettato il Nobel'

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Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso.

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Decreto del governo venezuelano: "Arrestare chiunque sostenga gli Usa"

Il governo venezuelano ha pubblicato il decreto dello stato di emergenza per minaccia esterna, che attribuisce ampi poteri alla presidenza e ordina alle forze di sicurezza di arrestare chiunque sia coinvolto nella "promozione o nel sostegno" dell'attacco degli Stati Uniti contro il Paese. Lo riferisce la Cnn.

Il provvedimento, datato sabato e firmato da Nicolas Maduro, catturato dalle forze statunitensi e detenuto a New York, è stato controfirmato dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez. Il decreto dispone la ricerca e la cattura su tutto il territorio nazionale dei presunti sostenitori dell'azione militare americana.

La misura, annunciata a fine settembre ma aggiornata dopo gli eventi del fine settimana, ha forza di legge e resterà in vigore per 90 giorni, con possibilità di proroga. Secondo la Costituzione, in caso di emergenza il presidente ottiene poteri politici, economici e sociali quasi totali: è la prima volta che questa disposizione viene applicata dal 1999

I legali della moglie di Maduro: "E' di buon umore"

"Esamineremo e contesteremo le prove in possesso del governo. Sebbene ci piacerebbe presentare ora la nostra versione dei fatti, aspetteremo di farlo in tribunale al momento opportuno". Lo hanno detto i legali della moglie di Nicolas Maduro a Cbs, sottolineando che Cilia Flores è di "buon umore" ed è "consapevole che la strada è lunga e si sente pronta ad affrontarla". 

I legali della moglie di Maduro: ”È di buon umore"

"Esamineremo e contesteremo le prove in possesso del governo. Sebbene ci piacerebbe presentare ora la nostra versione dei fatti, aspetteremo di farlo in tribunale al momento opportuno". Lo hanno detto i legali della moglie di Nicolas Maduro a Cbs, sottolineando che Cilia Flores è di "buon umore" ed è "consapevole che la strada è lunga e si sente pronta ad affrontarla".

La nuova presidente Rodriguez: "Maduro e Cilia Flores due eroi"

Delcy Rodriguez, che poche ore fa ha giurato come presidente ad interim del Venezuela, nel suo intervento ha definito Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores "due eroi" e ha promesso di garantire la pace nel Paese, "la tranquillità spirituale, la tranquillità economica e sociale del nostro popolo". Rodriguez, secondo quanto riferito dalla Bbc, ha anche affermato di assumere l'incarico "con dolore per la sofferenza causata al popolo venezuelano dopo un'illegittima aggressione militare contro la nostra patria". 

Alleata di lunga data di Maduro, la 56enne era vice presidente dal 2018 ed è stata anche ministra dell'Economia e delle Finanze del Venezuela.

Cilia Flores in aula con lividi e bendaggi

Cilia Flores, moglie del presidente venezuelano deposto Nicolas Maduro, si è presentata all'udienza preliminare alla corte di Lower Manhattan, a New York, con bendaggi e lividi sul volto. Lo riferiscono i cronisti di Cnn e Nbc presenti in aula. Secondo Mark Donnelly, legale di Flores, la donna "ha subito lesioni significative durante il suo rapimento" e potrebbe avere costole fratturate o incrinate che richiederebbero un pieno esame radiografico. "Ci sono alcuni problemi medici e di salute che richiederanno attenzione", ha affermato l'avvocato nel corso dell'udienza.

Venezuela, migliaia sostenitori Maduro manifestano a Caracas

Migliaia di sostenitori del deposto presidente venezuelano, Nicolas Maduro, hanno manifestato a Caracas, chiedendone il rilascio. Lo hanno constatato i giornalisti dell'agenzia Afp sul posto. Organizzata dal governo, la manifestazione ha coinciso con l'insediamento della presidente ad interim Delcy Rodriguez e si è svolta mentre Maduro, rimosso con la forza dal potere dalle forze statunitensi sabato, si è dichiarato non colpevole in un tribunale di New York.

Entra in vigore in Venezuela lo stato di eccezione, caccia ai traditori

Il governo venezuelano della presidente ad interim Delcy Rodríguez ha promulgato oggi il decreto che sancisce lo stato di eccezione in tutto il Paese nel contesto di quella che viene definita come una "aggressione esterna" degli Stati Uniti. L'articolo 5 del decreto ordina a tutte le forze di sicurezza "la ricerca immediata e la cattura di qualsiasi persona coinvolta nel sostegno o la promozione dell'attacco armato degli Stati Uniti contro il Paese". In tale contesto il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa venezuelana (Sntp) ha denunciato la detenzione oggi di almeno sette giornalisti nelle immediazioni del palazzo dell'Assemblea Nazionale dove si stava svolgendo la cerimonia di insediamento del nuovo Parlamento e il giuramento della presidente ad interim. Secondo quanto riferisce Sntp tre giornalisti sarebbero già stati rilasciati, mentre degli altri 4 si chiede l'immediata liberazione. Diverse pubblicazioni sui social danno conto inoltre della presenza nelle autostrade attorno a Caracas di numerosi posti di blocco e perquisizioni alle automobili da parte della polizia e delle milizie civili affini al governo.

Avvocato Cilia Flores: 'Lei è di buon umore e pronta ad affrontare futuro'

L'avvocato di Cilia Flores ha dichiarato a Cbs News che la "first lady (venezuelana, ndr) è di buon umore" e "consapevole che ci aspetta una lunga strada e che è pronta ad affrontarla".

"Non vediamo l'ora di esaminare e contestare le prove del governo", ha affermato Mark E. Donnelly dopo la prima comparizione della sua assistita, insieme al marito Nicolas Maduro, in tribunale a New York. "Pur volendo presentare subito la nostra versione, aspetteremo di farlo in aula al momento opportuno", ha aggiunto.

Media: 'Usa si preparano per eventuale riapertura ambasciata a Caracas'

Gli Stati Uniti si stanno preparando all'eventualità che il presidente Donald Trump decida di riaprire l'ambasciata statunitense a Caracas, dopo che ha detto di valutare questa ipotesi. Lo riportano alcuni media Usa.

Gb: 'Abbiamo ricordato agli Usa l'importanza del diritto internazionale'

La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato di aver ricordato "l'importanza del rispetto del diritto internazionale" al segretario di Stato americano Marco Rubio, riferendo alla Camera dei Comuni dopo il blitz militare Usa in Venezuela. "L'impegno per il diritto internazionale è di fondamentale importanza per questo governo", ha aggiunto Cooper. Dichiarazioni che arrivano dopo la polemica politica nel Regno contro il premier laburista Keir Starmer in relazione alla mancata condanna dell'azione americana, in quanto violazione del diritto internazionale, che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro. La titolare del Foreign Office ha comunque ribadito la linea del governo britannico, affermando che "non possiamo versare lacrime" per la caduta di Maduro. Intanto fuori da Downing Street si è tenuta questa sera una protesta contro l'azione militare Usa in Venezuela e la posizione adottata in merito dall'esecutivo Starmer, organizzata dalla Stop the War Coalition, a cui hanno preso parte attivisti pacifisti ed esponenti della sinistra radicale. 

Rodriguez giura da presidente in Parlamento

Delcy Rodriguez, già vicepresidente del Venezuela, ha giurato di fronte all'Assemblea Nazionale ed è la nuova presidente in carica del Paese. "Sono addolorata per il sequestro di due eroi che sono prigionieri negli Stati Uniti", ha detto Rodriguez durante la cerimonia di investitura, "sono inoltre onorata di giurare in nome di tutti i venezuelani".

Nyt: petroliere scomparse nonostante blocco navale Usa

Almeno 16 petroliere soggette a sanzioni statunitensi sono scomparse dai porti venezuelani dopo la cattura del leader del Paese, Nicolas Maduro, avvenuta lo scorso fine settimana. Lo riporta il New York Times, parlando di indicazioni del tentativo di tali navi di aggirare il blocco navale imposto da Washington sulle esportazioni di petrolio venezuelano. Dopo aver analizzato le immagini satellitari, il Nyt ha rilevato che le petroliere si trovavano nei porti venezuelani da settimane, ma non sono più ai loro ormeggi da sabato, giorno in cui gli Usa hanno lanciato l'operazione per il prelievo di Maduro. Quattro delle petroliere sono state rintracciate in mare aperto dopo aver utilizzato nomi falsi e manipolato i propri dati di posizione, un metodo di inganno noto come "spoofing". Altre dodici petroliere hanno spento i propri sistemi di tracciamento e non risultano localizzabili al momento.

Sondaggio, solo un americano su tre approva l'attacco Usa in Venezuela

Solo un americano su tre approva l'attacco militare statunitense contro il Venezuela che ha rovesciato il presidente del Paese, mentre il 72% teme che gli Stati Uniti si impegnino eccessivamente nel Paese sudamericano. È quanto emerge da un sondaggio Reuters/Ipsos. Stando alla rilevazione, il 65% dei repubblicani sostiene l'operazione militare ordinata dal presidente Donald Trump, rispetto all'11% dei democratici e al 23% degli indipendenti.    Il sondaggio ha mostrato un significativo sostegno tra i repubblicani ad una politica estera che prevede l'esercizio di influenza sui Paesi vicini. Circa il 43% di loro ha dichiarato di essere d'accordo con la posizione secondo cui "gli Stati Uniti dovrebbero avere una politica di dominio sugli affari nell'emisfero occidentale", rispetto al 19% che si è detto in disaccordo. Il resto ha dichiarato di non essere sicuro o non ha risposto alla domanda. Il sondaggio ha mostrato un indice di gradimento per Trump pari al 42%, il più alto da ottobre e in aumento rispetto al 39% registrato in un sondaggio di dicembre.

Post del dipartimento di Stato Usa dopo udienza Maduro: "È il nostro emisfero"

"Questo è il NOSTRO emisfero e il presidente Trump non permetterà che la nostra sicurezza sia minacciata". Lo scrive il dipartimento di Stato americano sopra una foto del presidente americano in un post pubblicato subito dopo la prima comparizione nell'aula del tribunale di New York di Nicolas Maduro.

Francia all'Onu: Usa minano fondamenta delle Nazioni Unite

"L'operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro è contraria al principio di risoluzione pacifica delle controversie e al principio del non uso della forza. La proliferazione delle violazioni della Carta Onu e del diritto internazionale da parte di Stati investiti di responsabilità in quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza mina le fondamenta stesse dell'ordine internazionale". Lo ha detto il vice ambasciatore di Parigi all'Onu, Jay Dharmadhikari, in Consiglio di Sicurezza, avvisando che violare la Carta "mina le fondamenta delle Nazioni Unite e indebolisce la pace e la sicurezza internazionali".

Maduro con i piedi incatenati: "Sono prigioniero di guerra"

"Sono un prigioniero di guerra". Lo ha detto Nicolas Maduro in spagnolo lasciando l'aula di tribunale, dove aveva i piedi incatenati e indossava una camicia blu a maniche corte sopra una tuta arancione da detenuto. Lo riportano i media americani.

Finita l'udienza, Maduro lascia l'aula del tribunale

Nicolas Maduro lascia l'aula di tribunale al termine della sua prima apparizione davanti alla giustizia americana. L'udienza si è conclusa con il giudice che ha fissato il prossimo appuntamento per il 17 marzo.

Il legale di Maduro: "Ha problemi di salute, anche la moglie"

Nicolas Maduro ha "problemi di salute". Lo ha detto il suo legale Barry Pollack, aggiungendo che anche la moglie di Maduro ha dei problemi medici, potrebbe avere una frattura in seguito all'operazione militare americana.

Legali: "Per ora Maduro e moglie non chiedono rilascio su cauzione"

Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores per ora non hanno chiesto il rilascio su cauzione. Lo hanno reso noto i legali del presidente deposto venezuelano, precisando che lo faranno quando lo riterranno opportuno.

La prossima udienza per Maduro il 17 marzo

La prossima udienza per Nicolas Maduro è fissata per il 17 marzo. Lo ha deciso il giudice Alvin Hellerstein. Lo riportano i media americani.

La moglie di Maduro: "Sono la First Lady del Venezuela, sono innocente"

Cilia Flores, la moglie di Maduro, conferma la sua identità in tribunale e afferma: "Sono la First Lady del Venezuela". Lo riportano i media americani. "Sono completamente innocente", ha aggiunto.

Maduro: "Sono una persona perbene"

"Sono una persona perbene". Lo ha detto Nicolas Maduro in tribunale, secondo quanto riportano i media americani.

Maduro parla in spagnolo: "Sono io il presidente, sono innocente"

Nicolas Maduro si identifica al giudice Alvin Hellerstein in spagnolo: conferma di essere Maduro e di essere il presidente del Venezuela. Poi aggiunge di trovarsi in aula "rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas". Lo riportano i media americani. "Sono innocente, non sono colpevole", ha aggiunto, dichiarandosi non colpevole delle accuse a suo carico.

Maduro in aula con le cuffiette per la traduzione in inglese

Nicolas Maduro è in aula e indossa delle cuffiette probabilmente per la traduzione. L'ex leader del Venezuela non parla infatti inglese. Lo riporta Cnn. In tribunale Maduro è vicino al suo avvocato Barry Pollack. Sua moglie Cilia Flores è seduta a poca distanza.

Maduro è entrato in aula nel tribunale di New York

Nicolas Maduro è entrato in aula per la sua prima apparizione davanti alla giustizia americana al tribunale di New York.

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Russia all'Onu: "Da Usa crimini cinici, liberate i Maduro"

"Non c'è, né può esserci, alcuna giustificazione per i crimini cinicamente perpetrati dagli Usa a Caracas. Condanniamo fermamente l'atto di aggressione armata degli Stati Uniti contro il Venezuela, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale". Lo ha detto l'ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia, al Consiglio di Sicurezza. "Chiediamo alla leadership Usa di rilasciare immediatamente il presidente legittimamente eletto di uno Stato indipendente, Nicolas Maduro, e sua moglie", ha aggiunto. "Qualsiasi conflitto esistente tra Stati Uniti e il Venezuela deve essere risolto attraverso il dialogo".

Colombia all'Onu contro Usa: "Ingiustificato l'uso unilaterale della forza"

"La Colombia condanna categoricamente l'attacco militare Usa in Venezuela. Tutto ciò rappresenta una chiara violazione della sovranità, dell'indipendenza politica e dell'integrità territoriale del Venezuela. Non esiste alcuna giustificazione, in nessuna circostanza, per l'uso unilaterale della forza per commettere un atto di aggressione". Lo ha detto l'ambasciatrice della Colombia all'Onu, Leonor Zalabata, al Consiglio di Sicurezza. "Tali azioni costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite - ha aggiunto - Difendere questi principi non è un'opzione, bensì un obbligo comune che abbiamo per preservare la pace e la sicurezza internazionali". Zalabata ha ricordato che "le disposizioni della Carta consentono l'uso della forza solo in circostanze eccezionali, per legittima difesa, a fronte di un attacco armato, o quando vi sia un'espressa autorizzazione di questo Consiglio, e anche in questi casi, ciò non equivale ad assumere il controllo politico di un altro Stato". A questo proposito, "respingiamo qualsiasi azione militare unilaterale, qualsiasi atto che possa aggravare la situazione o mettere in pericolo la popolazione civile. Chiediamo una de-escalation e il non ricorso all'uso della forza, che mette a repentaglio la vita delle persone".

Guterres: "Diritto internazionale non rispettato in blitz Venezuela"

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres è "profondamente preoccupato dal fatto che le norme del diritto internazionale non siano state rispettate nell' azione militare del 3 gennaio" in Venezuela, e ricorda che "la Carta Onu sancisce il divieto della minaccia o dell'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato". "Il potere della legge deve prevalere", ha detto nella riunione del Consiglio di Sicurezza, nel discorso pronunciato a suo nome dalla capa degli affari politici Rosemary DiCarlo.

"A Maduro il legale del fratello dell'ex presidente dell'Honduras"

Nicolas Maduro sarà rappresentato in tribunale da David Wikstrom, avvocato penalista d'ufficio. Wikstrom ha rappresentato il fratello di Juan Orlando Hernandez, l'ex presidente dell'Honduras condannato per reati simili a quelli contestati a Maduro e poi graziato da Donald Trump. Lo riporta il New York Times. Wikstrom è anche il padre di Derek Wikstrom, uno dei pubblici ministeri nel caso contro l'ex sindaco di New York. 

Sheinbaum: "L'America non appartiene a una dottrina o a una potenza"

"Il Messico crede fermamente che l'America non appartenga a una dottrina o a una potenza. Il continente americano appartiene al popolo di ciascuno dei paesi che lo compongono". Lo afferma la presidente del Messico Claudia Sheinbaum, in una conferenza stampa ribadendo che la storia dell'America Latina "è chiara e convincente" nel sostenere che "l'intervento militare non ha mai portato democrazia, non ha mai generato benessere o stabilità duratura".

"Il piano di Trump per il petrolio venezuelano può costare oltre 100 miliardi"

Il piano di Donald Trump per ricostruire l'industria petrolifera venezuelana potrebbe costare fino a oltre 100 miliardi di dollari e richiedere anni: riportare il settore del greggio venezuelano ai picchi degli anni 1970 richiederebbe infatti investimenti per 10 miliardi l'anno per i prossimi 10 anni. A fare i calcoli è l'agenzia Bloomberg. Nell'impegnarsi a rilanciare il settore il presidente americano ha trascurato molti dettagli, fra i quali come convincerà le aziende petrolifere americane a investire somme significative in un paese temporaneamente guidato da un governo sostenuto dagli Stati Uniti e senza norme legali e fiscali.

Crisi Venezuela, Cina: "Tuteleremo interessi su petrolio"

Ue: "La transizione in Venezuela deve includere la Nobel Machado"

La transizione in Venezuela deve includere il Premio Nobel per la Pace e leader dell'opposizione, Maria Corinna Machado. Lo ha detto la portavoce della Commissione europea Anitta Hipper nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa. "I prossimi passi prevedono un dialogo in vista di una transizione democratica, che deve includere Edmundo Gonzalez" Urrutia "e María Corinna Machado", ha affermato. La portavoce rispondeva in particolare a una domanda su chi sarà il riferimento per l'Ue in Venezuela: "Vorrei menzionare l'opposizione, in particolare Edmundo González" Urrutia "e Maria Corina Machado, che hanno lottato instancabilmente per la democrazia e i diritti umani in Venezuela e hanno anche guidato il popolo venezuelano nel 2024 a esercitare pacificamente il proprio diritto di voto", ha affermato Hipper. "Abbiamo milioni di venezuelani che hanno votato per il cambiamento e hanno sostenuto Edmundo Gonzalez con una maggioranza significativa".

"Trump ha spinto per un accordo con Maduro, ma poi ha cambiato idea"

Donald Trump fino a soli sei mesi fa voleva raggiungere un accordo con Nicolas Maduro. Nel corso di un incontro nello Studio Ovale lo scorso luglio, il presidente aveva detto ai suoi collaboratori che voleva un'intesa che consentisse alle aziende americane di pompare petrolio venezuelano, mostrando di privilegiare la strada della diplomazia. Il segretario di Stato Marco Rubio - riporta il Wall Street Journal - era però contrario e aveva messo in guardia Trump dal fidarsi dell'ex leader del Venezuela. Dopo mesi di tentativi nel cercare di persuadere Maduro a lasciare in cambio di un'amnistia per i suoi reati, alla fine di dicembre Trump ha optato per l'azione militare. L'ossessione di Trump per il greggio del Venezuela ha scatenato una lotta sotterranea fra i suoi consiglieri e le lobby del greggio per definire la politica della Casa Bianca nei confronti del Venezuela. Trump, mette in evidenza il Wall Street Journal, ha chiarito con i suoi consiglieri di essere interessato a un accordo con Caracas che servisse alla sua agenda dell'America First, inclusa la cooperazione sulle espulsioni di migranti, piuttosto che a promuovere una transizione democratica.

La prima udienza di Maduro è prevista per le 18 (ora italiana)

L'elicottero che trasportava Maduro e sua moglie, Cilia Flores, è atterrato su un eliporto vicino al tribunale dove verrà processato per traffico di droga. Maduro, scortato da agenti della Dea, l'Agenzia federale anti-droga, ha avuto grandi difficoltà a salire sul veicolo blindato che lo porterà al tribunale e ha persino richiesto l'assistenza degli agenti. La prima udienza di Maduro in tribunale è prevista per le 12.00 ora locale (le 18 in Italia).

Wsj: 'tempesta perfetta', Trump convinto da Rubio a non negoziare più

Ha provato a negoziare con Nicolas Maduro per mesi, dicendo di voler trattare ''a modo suo'' la questione venezuelana e affidando la negoziazione a uno dei suoi più fidati collaboratori, Richard Grenell. Ma alla fine il presidente americano Donald Trump, che ''privatamente aveva espresso ai collaboratori la sua perplessità circa un'operazione militare in Venezuela'', è stato convinto dal segretario di Stato Marco Rubio, figlio di immigrati cubani, e da altri falchi della sua amministrazione che Maduro era ''un terrorista'' narcotrafficante che non avrebbe rinunciato al potere e che un intervento era necessario per rovesciare un ''regime brutale''. Così il Wall Street Journal ricostruisce le tappe che hanno portato all'attacco americano in Venezuela e al blitz notturno nel quale è stato catturato Maduro.

Berlino, Usa devono spiegare al mondo le ragioni del blitz

Gli Stati Uniti devono dire al mondo perchè sono intervenuti in Venezuela e hanno arrestato il suo presidente. Lo afferma il governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz. Un portavoce ha detto ai giornalisti che l'amministrazione Trump avrebbe dovuto "spiegare alla comunità internazionale su quali basi giudicare le azioni a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, e questo non è ancora accaduto"

Venezuela, Maduro verso il tribunale di Manhattan

Maduro verso il tribunale di Manhattan

Blitz Usa alimenta incertezza, rialzo per oro e argento

I prezzi di oro e argento hanno registrato forti rialzi lunedì, beneficiando dell’aumento dell’incertezza politica dopo l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, Paese ricco di petrolio. Il prezzo di un’oncia d’oro è salito di oltre il 2%, raggiungendo i 4.424 dollari, avviandosi così a un rialzo nella seconda giornata di contrattazioni del 2026. L’oro è stato una delle classi di attivi più ricercate lo scorso anno, con un aumento del prezzo del 65%, il più forte incremento annuale dal 1979. Alla fine del 2025, il prezzo era sceso a 4.275 dollari dopo aver toccato un massimo storico di poco inferiore a 4.550 dollari il 26 dicembre. L’argento ha registrato un guadagno annuo ancora maggiore, pari a quasi il 150%, ma nelle ultime settimane ha mostrato forti oscillazioni. Dopo aver raggiunto un massimo storico di poco superiore agli 84 dollari il 29 dicembre, è temporaneamente sceso a 70 dollari, per poi risalire di quasi il 4% lunedì fino a 75,5 dollari. I metalli preziosi, in particolare l’oro, sono considerati da molti investitori beni rifugio verso cui spostare i capitali nei periodi di incertezza politica.

Spagna: intervento Usa precedente molto pericoloso

Il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares, ha descritto l'intervento militare statunitense in Venezuela come un "precedente molto pericoloso per il futuro". Intervenendo alla radio Cadena Ser, il capo della diplomazia di Madrid ha sottolineato che l'operazione ordinata dal presidente Trump e' "chiaramente contraria al diritto internazionale" e che la soluzione ai problemi del Venezuela "non puo' essere imposta dall'esterno, tanto meno con la forza". Albares ha affermato che la Spagna sta guidando la posizione dell'Ue e ha attribuito la dichiarazione rilasciata ieri da 26 dei 27 membri dell'Ue, tutti tranne l'Ungheria, ai suoi sforzi con l'Alta rappresentante Kaja Kallas, pur riconoscendo che avrebbe preferito una dichiarazione "piu' forte". Il ministro ha riferito inoltre che la Spagna ha chiesto di intervenire alla sessione di lunedì del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Venezuela per presentare la propria posizione e ha affermato che il governo spagnolo è "il primo al mondo a parlare apertamente, quello che ha guidato la posizione dell'Ue e dell'America Latina, e quello che parla più chiaramente" su questa crisi. 

Svizzera congela beni Maduro

Il Consiglio federale elvetico ha deciso di bloccare con effetto immediato i beni in Svizzera dell'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro e di altre persone a lui legate. L'Esecutivo intende in questo modo impedire il deflusso di valori patrimoniali, si legge in una nota, nella quale si precisa che la misura - valida per i prossimi quattro anni - non si applica ai membri dell'attuale governo venezuelano.

Petrolio poco mosso dopo blitz Usa

Prezzi del petrolio poco mossi dopo l'intervento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in Venezuela per estromettere Nicolás Maduro. Il brent attualmente sta registrando un calo dello 0,2% a 60,66 dollari al barile mentre il West texas intermediate (Wti) è in flessione dello 0,1% a 57,29 dollari. Il mercato petrolifero, che attualmente è in una situazione di eccesso di offerta, "probabilmente assorbirà questa incertezza sull’offerta nel breve termine, con un impatto limitato sui prezzi del petrolio", ha sottolineato Helge André Martinsen, analista senior dell’energia presso Dnb Carnegie. Trump ha affermato di voler consentire alle compagnie petrolifere americane di tornare in Venezuela per sfruttare le enormi riserve di greggio del paese. Secondo l’Opec, il Venezuela possiede le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, pari a circa 303 miliardi di barili. Tuttavia, la sua produzione è molto bassa a causa della mancanza di investimenti nelle infrastrutture del Paese.

Ue: Gonzalez e Machado siano coinvolti nel governo

Sulle figure che dovrebbero essere coinvolte nel governo del Venezuela, "vorrei menzionare l'opposizione, e in particolare Edmundo Gonzalez e Maria Corina Machado, che hanno combattuto instancabilmente per la democrazia e i diritti umani in Venezuela, e che nel 2024 hanno anche guidato il popolo venezuelano nell'esercizio pacifico del diritto di voto". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa. "Ci sono milioni di venezuelani che hanno votato per il cambiamento e hanno sostenuto Edmundo Gonzalez con una maggioranza significativa, secondo i dati avevamo a disposizione. I prossimi passi riguardano quindi il dialogo verso una transizione democratica, che deve includere Edmundo Gonzalez e Maria Corina Machado", ha aggiunto. 

Ue: "Sulla Groenlandia si rispetti l'integrità territoriale"

"Abbiamo già sentito le parole di Donald Trump sulla Groenlandia, l'Ue  continua a difendere i principi della sovranità e dell'integrità  territoriale, come previsto dalla Carta dell'Onu, e allo stesso tempo  continua a esprimere solidarietà alla Groenlandia e alla Danimarca". Lo  ha detto una portavoce della Commissione Europea, precisando che la  Danimarca è alleata degli Usa attraverso la Nato e che questo  rappresenta una "grande differenza" rispetto al Venezuela.

Venezuela: intervento Usa spinge al rialzo principali titoli gruppi del settore della difesa

L’intervento deciso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in  Venezuela fa crescere le preoccupazioni per la sicurezza a livello  globale ma da una spinta ai principali gruppi del settore della difesa e  ai principali produttori di armamenti. Le azioni del gruppo tedesco  della difesa Rheinmetall, simbolo della spinta europea ad aumentare la  spesa militare hanno registrato un aumento del 7%. La britannica Bae  Systems ha guadagnato il 3% prima di ridurre l'aumento registrato  attualmente una progressione dello 0,85%. Il gruppo Leonardo guadagna  oltre il 6%. In Giappone,  riferisce il 'Wall Street Journal', Mitsubishi Heavy Industries e  Kawasaki Heavy Industries, conglomerati che producono aerei militari e  altre attrezzature, hanno chiuso in rialzo rispettivamente dell’8,4% e  del 7,9%. In Corea del Sud, le azioni di Hanwha Aerospace sono aumentate  del 7%, mentre Korea Aerospace Industries ha registrato un +6,5%. Negli  Stati Uniti, i titoli di Northrop Grumman e Lockheed Martin sono  entrambi saliti moderatamente nel premarket. Rtx è rimasta  sostanzialmente invariata. Molti di questi titoli, sottolinea il  quotidiano Usa, "stanno proseguendo i forti rialzi registrati nel 2025.  Il boom delle azioni della difesa è stato infatti uno dei principali  trend di mercato dello scorso anno".

Groenlandia, Ue: "Trump? Sostegno a integrità territoriale Danimarca"

"L'Ue continuerà a sostenere i principi di sovranità nazionale,  integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini, nonché la Carta  dell'Onu. Questi sono principi universali e non smetteremo di  difenderli, a maggior ragione se viene messa in discussione l'integrità  territoriale di uno Stato membro dell'Ue". Lo afferma la portavoce della  Commissione europea Anitta Hipper nel corso del briefing giornaliero  con la stampa in merito ai commenti del presidente Usa Donald Trump  riguardo l'annessione del territorio danese. "La Groenlandia è un  territorio autonomo del Regno di Danimarca e qualsiasi modifica allo  statuto spetta esclusivamente ai groenlandesi e ai danesi", ribadisce  Hipper.

Gelmini: "Bene Meloni con Machado, Italia lavora per democrazia e diritti"

"L'operazione degli Stati Uniti in Venezuela che ha portato all'arresto di un criminale e dittatore come Maduro, non ha forse rispettato i canoni del diritto internazionale ma può aprire le porte ad una transizione democratica in quel Paese. E questo è un fatto positivo, come è positivo che la premier Giorgia Meloni abbia preso contatto con Maria Corina Machado, premio Nobel per la Pace: è il segnale che l'Italia lavora per l'affermazione della democrazia e dei diritti, in Venezuela come negli altri scenari di crisi, per scongiurare una guerra civile e per liberare prigionieri politici italiani come il cooperante Alberto Trentini. Quello che francamente non si capisce è l'atteggiamento dell'opposizione italiana che, qualsiasi cosa accada nel mondo, ritiene di dover attaccare il governo, anche a costo di difendere un narcotrafficante come Maduro, che opprimeva il suo Paese con un potere assoluto, conseguito senza elezioni legali". Così Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati.

Groenlandia, Orban: "Se emerge questione prenderemo posizione"

 "La questione della Groenlandia e' semplice: la Danimarca e' membro della Nato, cosi' come gli Usa; se dovesse emergere questa questione, anche l'Ungheria avra' una posizione". Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese, Viktor Orban, nella conferenza stampa di inizio anno, secondo quanto riportato dai media locali. In risposta a una domanda su un possibile paragone tra l'invasione russa dell'Ucraina e l'intervento Usa in Venezuela, Orban ha affermato che "ogni paragone e' pericoloso" e non vorrebbe "confrontare la situazione russo-ucraina con quella americano-venezuelana, perche' le due cose sono completamente diverse".

Repam e Ceama: "Rafforzare impegno pace"

La Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) e la Conferenza ecclesiale  dell’Amazzonia (Ceama) hanno diffuso una nota congiunta di solidarietà,  esprimendo vicinanza fraterna e preghiera per il popolo venezuelano. Le  due istituzioni manifestano preoccupazione per gli avvenimenti che  colpiscono il Paese: “Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo  venezuelano, di fronte agli attuali avvenimenti che acuiscono la  violenza, aggravano l’instabilità e continuano a violare i principi  democratici della nazione”. Repam e Ceama mettono inoltre in guardia dai  rischi di possibili interventi armati esterni, sottolineando che  “qualsiasi atteggiamento di intervento da parte di forze belliche  esterne mette in pericolo la pace e apre la porta a un confronto di  proporzioni maggiori”, in un contesto segnato da “alta tensione politica  e militare”, che minaccia la stabilità regionale.  Di  fronte a questo scenario, la nota evidenzia come la situazione  rappresenti un appello urgente per la Chiesa in Amazzonia, chiamata  “oggi più che mai a essere unita” e a rafforzare l’impegno per “la pace,  la democrazia, i diritti umani e la giustizia socio-ambientale”. Repam e  Ceama fanno infine proprio l’appello di Papa Leone XIV all'Angelus di  ieri e, in comunione con la Chiesa locale, aderiscono all’invito della  Conferenza episcopale del Venezuela a vivere “più intensamente la  speranza” e a sostenere una “fervente preghiera per l’unità, la pace nei  cuori e nella società”.

Analisti: "Venezuela non impatta sul mercato valutario, dollaro si rafforza a breve"

"Il dollaro statunitense sta iniziando il nuovo anno su basi più solide, con un aumento per il quarto giorno consecutivo di negoziazione. Il principale sviluppo del fine settimana è stato rappresentato dalle azioni intraprese dall'amministrazione Trump in Venezuela, rimuovendo con la forza il presidente Nicolas Maduro, anche se l'impatto iniziale sui mercati è stato relativamente contenuto". Lo afferma Lee Hardman, Senior currency analyst di Mufg Bank.     "Resta da vedere se quanto successo porterà a un cambio di regime in Venezuela. Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela, ha esteso 'un invito al governo degli Stati Uniti a collaborare su un'agenda di cooperazione, orientata allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e al rafforzamento di una convivenza comunitaria duratura'", aggiunge Hardman, secondo il quale Trump vuole 'accesso totale' al petrolio per ricostruire il Paese. L'aumento del rischio geopolitico ha contribuito a sostenere il prezzo dell'oro dopo la forte correzione al ribasso registrata alla fine dello scorso anno. Nel complesso, non ci aspettiamo che gli sviluppi in Venezuela abbiano implicazioni significative per le nostre prospettive sul mercato valutario nel 2026, in linea con l'impatto iniziale contenuto osservato sui mercati", conclude il Senior currency analyst di Mufg Bank.     Bloomberg fa notare che il pur lieve rialzo del dollaro è il maggiore delle ultime tre settimane e che il peso messicano è sceso dello 0,7%. L'euro al momento viaggia in calo dello 0,3% contro il biglietto verde a quota 1,168.     Gli operatori sembrano guardare a prossimi importanti dati dagli Stati Uniti per analizzare il percorso del dollaro e "gli sviluppi in Venezuela indicano una chiusura relativamente rapida piuttosto che un conflitto militare prolungato", afferma Christopher Wong, analista di Oversea-Chinese Banking Corp citato da Bloomberg. "Mentre l'episodio in Venezuela preserva la domanda per i metalli preziosi, per il dollaro statunitense i dati Usa giocheranno un ruolo chiave questa settimana", conferma Wong.

Media: giudice 92enne nominato da Clinton presiederà processo ai Maduro

Alvin Hellerstein, giudice ebreo ortodosso di 92 anni, nominato da Bill Clinton quasi trent'anni fa al suo posto presso la corte federale, presiederà il processo a Nicolás Maduro. Lo riporta il Nyt sottolineando che saranno invece i procuratori dell'ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale, guidati da Jay Clayton, ad occuparsi del caso    Il procedimento è affidato agli assistenti procuratori degli Stati Uniti assegnati all'Unità per la Sicurezza Nazionale e la lotta contro gli stupefacenti internazionali dell'ufficio. Non è ancora chiaro, riporta il media americano, chi rappresenterà il signor Maduro e la moglie Cilia.   Il giudice Hellerstein , nato a New York nel 1933, è stato avvocato dell'esercito degli Stati Uniti, ha esercitato la professione legale nel settore privato e, nel maggio 1998, è stato nominato giudice federale per il distretto meridionale di New York dall'allora presidente Bill Clinton. È uno dei giudici in carica - sottolinea El Pais - più longevi.    Si prevede che il caso contro Maduro verrà processato presso la Corte Distrettuale Meridionale di New York, anche se non è del tutto certo, poiché il presidente degli Stati Uniti ha lasciato aperta la possibilità che venga trasferito in Florida. Se la sede di New York verrà confermata, il processo si svolgerà presso il Daniel Patrick Moynihan Courthouse, che ospita la Corte Distrettuale Meridionale, un tribunale che ha ospitato casi di alto profilo contro narcotrafficanti, membri della criminalità organizzata e personalità dei media. Tra questi - ricorda ancora il media spagnolo - il caso dell'ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga, sebbene sia stato recentemente graziato da Trump.

Berlino: "Situazione Venezuela complessa, serve tempo per valutare"

"Anche gli Stati Uniti devono rispettare il diritto internazionale". È quello che ha detto il portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Sebastian Hille, ribadendo tuttavia che la valutazione dell'intervento degli Usa in Venezuela "è estremamente complessa", e di fronte a questioni complesse "non possono esserci risposte veloci". Berlino rimanda per questo alla riunione dell'Onu di oggi. "Gli Usa devono spiegare su quale base vada giudicato quello che abbiamo vissuto, e questo non è ancora accaduto", ha aggiunto. Il governo tedesco chiede che "non ci sia alcuna instabilità politica e deve essere garantita la via verso elezioni libere", ha ribadito fra l'altro Hille, descrivendo ancora una volta il regime dittatoriale di Maduro che "ha messo in fuga 8 milioni di venezuelani" e "impoverito il Paese". Il portavoce ha sottolineato che prima di valutare l'intervento voluto da Donald Trump bisogna prendere in considerazione  "aspetti di diritto internazionale, aspetti relativi ai diritti umani, e aspetti politici" della situazione.

Portavoce Merz: "La Groenlandia? Vale il diritto internazionale"

"La Groenlandia è un'amministrazione autonoma che appartiene alla Danimarca. I confini non possono essere spostati con la violenza e i territori non possono essere annessi in modo forzato. Noi ci riconosciamo nei principi del diritto internazionale così come dichiarati nella carta dell'Onu". È quello che ha detto il portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Sebastian Hille, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino sulle minacce di Donald Trump alla Groenlandia. "Siamo in stretto contatto con i partner danesi ed europei", ha aggiunto.

Orban: "Usa in Venezuela come Russia in Ucraina? Paragoni pericolosi"

"Tutti i paragoni sono pericolosi". Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orbán in conferenza stampa da Budapest rispondendo a una domanda sul parallelo tra l'intervento degli Usa in Venezuela e l'invasione russa dell'Ucraina. Il premier ha aggiunto che le due situazioni sono "completamente diverse". La Groenlandia, ha spiegato, sarebbe una questione diversa, poiché "la Danimarca è membro della Nato, così come gli Usa. Se dovesse presentarsi questa questione, l'Ungheria prenderà posizione"

Gasparri: "Mi auguro non ci sia una presa di posizione Usa contro la Groenlandia"

"Se Trump avesse in mente un'operazione in Groenlandia simile a quella in Venezuela, scatenerebbe un enorme problema internazionale. La Groenlandia, benché sia collocata nell'emisfero americano e secondo la dottrina di Monroe istituita dal presidente degli Stati Uniti del 1823 in quella parte del mondo l'influenza degli Stati Uniti deve prevalere, la Groenlandia fa parte della Danimarca, che è un Paese che sta in tutte le alleanze principali, dalla Nato fino all'Unione Europea, quindi non si potrebbe accettare un'iniziativa tale. Infatti, le autorità danesi oggi già hanno preso posizione. Poi essendo nella Nato, di cui gli Stati Uniti sono un pilastro, scatterebbero delle contraddizioni evidenti. Perché Trump parla della Groenlandia? Perché nella zona artica, che a noi sembra una zona sperduta, glaciale, priva di interessi, a parte la possibilità di ulteriori materie prime, c'è un interesse strategico". Così il presidente dei senatori di FI, Maurizio Gasparri, a Coffee Break su La7. "Anche gli iraniani o gli Hetzbollah in Venezuela rappresentano o rappresentavano, ora vedremo che succederà, una minaccia per gli Stati Uniti, perché il regime di Chavez prima e di Maduro poi è stato molto legato a questi Paesi, che sono tutt'altro che rassicuranti sotto il profilo della democrazia e rappresentano una minaccia. La cosa più importante da fare ora è quindi discutere nella Nato con gli alleati, a cominciare dalla Danimarca, se servono dei presidi, una forma di vigilanza navale perché Trump è imprevedibile, anche se mi auguro che non ci sia una presa di posizione verso la Danimarca perché darebbe il via ad una crisi internazionale molto grave".

Trump minaccia un secondo attacco al Venezuela se Caracas sgarrerà

"Siamo pronti (per un secondo attacco)", ha spiegato Trump ai media a bordo dell'Air Force One. Alla domanda se, nella situazione attuale - con Maduro in una prigione statunitense e Rodríguez a capo del governo - un secondo attacco fosse fuori questione, Trump ha risposto con enfasi: "No, non lo è. Se non si adegueranno, lanceremo un secondo attacco".    Riguardo alla possibilità che le truppe statunitensi siano presenti in Venezuela a un certo punto, anche solo come missione di mantenimento della pace, Trump ha affermato che "dipende da cosa succede e dipende un po' dalla nuova amministrazione, per così dire".    Commentando la risposta data ieri da Rodríguez, che in un discorso televisivo ha condannato fermamente l'attacco statunitense e ha definito l'operazione contro Maduro un "rapimento", Trump ha semplicemente affermato che il termine utilizzato dal presidente ad interim venezuelano "non è appropriato".

Orban: "Azione Usa in Venezuela esprime nuovo ordine mondiale"

L'azione degli Stati Uniti in Venezuela è già "una manifestazione del nuovo ordine mondiale, un nuovo linguaggio, di cui parleremo in futuro". Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orbán nella conferenza stampa di inizio anno a Budapest. Secondo il premier, l'era dell'"ordine mondiale liberale" è finita e "siamo entrati nell'era delle nazioni". "Il Venezuela e gli Stati Uniti possono controllare il 40-50% delle riserve mondiali di petrolio" ha aggiunto il premier, dicendo di aspettarsi una "situazione più favorevole nel mercato mondiale energetico" come conseguenza del controllo di Washington sul petrolio venezuelano e questa, ha detto, "è una buona notizia".

Media: Trump sta valutando la riapertura dell'ambasciata Usa a Caracas

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando la  possibilità di riaprire l'ambasciata statunitense in Venezuela, ha  riferito l'agenzia di stampa EFE, senza fornire ulteriori dettagli.

Venezuela, Macron: Francia "non approva metodo" Usa

Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che il "metodo utilizzato" dagli Stati Uniti per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro "non e' stato ne' sostenuto ne' approvato" dalla Francia. Lo ha riferito il portavoce del governo, riportando le parole pronunciate dal presidente durante una riunione di gabinetto. Macron ha anche affermato che Nicolas Maduro e' "un dittatore" e che la sua partenza e' una "buona notizia per i venezuelani", ha detto ai giornalisti la portavoce dell'esecutivo, Maud Bregeon. Macron era stato criticato, soprattutto a sinistra, per la sua reazione iniziale, che non faceva alcun riferimento al metodo utilizzato da Washington.

Analisti: "Produzione petrolio del Venezuela un terzo rispetto a metà anni 2000"

La produzione di petrolio del Venezuela è compresa oggi tra 900mila e un milione di barili al giorno, contro oltre tre milioni di metà anni 2000. Lo affermano stime dell'Investment team di Gamma capital markets, secondo cui "le esportazioni sono già sotto pressione: stoccaggi pieni, flussi bloccati e sanzioni ancora formalmente in vigore. Nel breve il petrolio venezuelano non rientra rapidamente sul mercato globale, soprattutto verso la Cina".      ⁠La stima di Goldman Sachs è di una produzione stabile a 900mila barili nel 2026. Nel lungo periodo lo scenario più rilevante è il 2030: il Venezuela potrebbe essere a due milioni al giorno, che implicherebbe un calo di 4 dollari per barile sul Brent rispetto allo scenario base. Quindi l'intervento Usa e la possibile ripresa di produzione è "un evento strutturalmente ribassista per il petrolio", aggiunge Gamma capital markets.    Se invece vi fosse una "qualsiasi interruzione a breve termine della produzione venezuelana, questa può essere facilmente compensata da un aumento della produzione altrove", afferma Neil Shearing, capo economista del gruppo Capital Economics, ripreso da Bloomberg. "Prevediamo comunque che la crescita dell'offerta globale nel prossimo anno circa spingerà i prezzi del petrolio verso i 50 dollari", aggiunge Shearing.    Dopo una partenza in leggero calo, sui mercati globali il prezzo del petrolio ondeggia sulle quotazioni di venerdì: il future a New York si muove poco sopra i 57 dollari al barile, il Brent a 60,7 dollari.    "La reazione iniziale dei mercati finanziari all'intervento degli Stati Uniti in Venezuela è stata di cauto ottimismo - commenta Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades - riflettendo le aspettative che la destituzione del presidente venezuelano possa portare a un riallineamento politico verso la sfera di influenza degli Stati Uniti. Nel breve termine, in particolare per quanto riguarda le esportazioni di petrolio, le prospettive sembrano essere sostanzialmente quelle di un andamento normale".    Secondo Evangelista "il Venezuela detiene circa il 17% delle riserve petrolifere accertate mondiali, ma negli ultimi anni la sua capacità di estrarre e lavorare il greggio è notevolmente diminuita. La produzione attuale è stimata a meno di un milione di barili al giorno, di cui circa la metà esportati, pari a meno dell'1% dell'offerta globale. In questo contesto, e considerando che, anche prima del fine settimana, gli analisti prevedevano un eccesso di offerta nei mercati petroliferi globali nel 2026, l'attuale calo dei prezzi non è sorprendente, vista la prospettiva a medio termine di un aumento dell'offerta di petrolio venezuelano sul mercato globale", conclude il senior analyst di ActivTrades.

Il petrolio poco mosso dopo il Venezuela, giù il gas

Il petrolio continua ad essere poco mosso, dopo l'attacco Usa al Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro. In deciso calo, invece, il prezzo del gas, con gli operatori che osservano un "calo dei prezzi del petrolio che potrebbe avere un impatto sui mercati energetici più ampio".    Sul versante del greggio il prezzo del Wti si muove sulla parità a 57,34 dollari al barile (+0,05%) e il Brent si attesta a 60,74 dollari (-0,02%). Ad Amsterdam le quotazioni del gas registrano una flessione del 5% a 27,56 euro al megawattora.    Situazione diversa sul fronte dei metallo. L'oro non arresta la sua corsa e registra un incremento dello 0,9% a 4.437 dollari l'oncia. Sale anche l'argento a 76,28 dollari (+2,4%).

Venezuela, Della Vedova: "Meloni trumpianamente più realista del re"

"La nota di Palazzo Chigi sull'intervento USA in Venezuela ha definito "legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza", tentando di far passare una linea interpretativa sul piano del diritto internazionale (legittimo anche in assenza di mandato ONU perché difensivo) che nemmeno l'amministrazione USA è così temeraria da provare a sostenere". Lo scrive su X il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova. "Considerare le minacce ibride e il narcotraffico - definizioni giuridicamente molto labili e strumentalizzabili - sufficienti per giustificare interventi militari e cambi di regime aprirebbe le porte a scenari davvero pericolosi soprattutto per l'Europa orientale. Infatti l'attenzione della Casa Bianca, al netto delle stesse evidenti contraddizioni trumpiane, è tutta spostata sul livello del diritto interno, ovvero sulla possibilità per un giudice federale di processare un capo di Stato, negando in partenza (e con qualche buona ragione) la legittimità della sua presidenza, a prescindere dalle modalità del suo sequestro, e provando strumentalmente a ridurre tutto alla dimensione di una operazione di polizia contro un narcotrafficante. Meloni ancora una volta è trumpianamente più realista del re: si espone più degli USA sul piano del diritto internazionale e si colloca in una zona grigia che potrebbe ritorcersi contro l'Europa stessa. Maduro e il chavismo hanno distrutto il Venezuela e oppresso i venezuelani per decenni, ma questo non può e non deve rendere l'Italia cieca e accondiscendente rispetto alla devastazione trumpiana del diritto internazionale come base della convivenza, pur sempre difficile, tra gli Stati, anziché la forza delle grandi potenze. L'Europa ha avuto un altro potente avviso: o ci si muove verso gli Stati Uniti d'Europa o la deriva verso l'irrilevanza sarà irreversibile", conclude.

Borsa: l'Europa sale con difesa e tecnologia, lente su Venezuela

Borse europee positive mentre si guarda agli sviluppi delle tensioni geopolitiche, dopo l'attacco degli Usa al Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro. Nel Vecchio continente corrono il comparto tecnologico (+2,2%), in scia con quello asiatico ed in vista della conferenza stampa del ceo di Nvidia, e la difesa (+3,2%). Sul fronte valutario l'euro scende a 1,1687 sul dollaro.    L'indice d'area stoxx 600 guadagna lo 0,4%. In rialzo Francoforte (+0,8%), Madrid (+0,4%), Londra (+0,3%) e Parigi (+0,2%). Seduta poco mossa per il settore dell'energia (+0,02%), con il prezzo del petrolio debole. Il Wti è poco mosso (-0,05%) a 57,29 dollari al barile e il Brent scende dello 0,1% a 60,68 dollari. Vendite sulle auto (-0,3%) e sulla farmaceutica (-0,2%). Fiacche le utility (-0,3%), con il prezzo del gas che cede il 5% a 27,54 euro al megawattora.    Poco variati i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 70 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,60% e quello tedesco al 2,89%. Non accenna a fermarsi la corsa dell'oro che guadagna lo 0,8% a 4.431 dollari l'oncia. In aumento anche l'argento che si attesta a 76,19 dollari l'oncia (+2,3%).

Venezuela, Mantovano: "Il governo lavora per la liberazione di Trentini"

“Il  governo ha lavorato fin dal primo giorno per la liberazione” del  cooperante Alberto Trentini, in carcere in Venezuela da oltre un anno.  “E continua a lavorare. Ogni parola in più può solo danneggiare la  celere soluzione”. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza  del Consiglio Alfredo Mantovano.

Bombardieri: "Violenza inaccettabile dopo azione Usa"

"La comunita' internazionale e il diritto internazionale sono oggi nuovamente sconvolti dalla guerra. Il sistema multilaterale che abbiamo costruito negli ultimi ottant'anni viene progressivamente smantellato in Ucraina, a Gaza e ora anche in Venezuela". E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri. "Il nostro pensiero e il nostro pieno appoggio vanno alla popolazione venezuelana che, da anni, subisce la sistematica violazione dei diritti civili, politici e sindacali perpetrata dalla dittatura di Maduro. Troppi sindacalisti - ha proseguito Bombardieri - sono stati vittime di violenze indicibili nelle prigioni del Paese, della negazione della liberta' personale e della costrizione all'esilio. A tutto cio' si aggiungono la brutale repressione delle opposizioni e la sistematica negazione delle liberta' fondamentali imposte dal regime di Maduro. Continuiamo a credere con fermezza nelle regole di civilta' del diritto internazionale e, per questa ragione - ha sottolineato il leader della Uil - riteniamo inaccettabile la violenza scatenata dall'operazione militare statunitense. Chiediamo al Governo italiano, alla Commissione europea e alla comunita' internazionale di attivarsi per una risposta umanitaria immediata, capace di mitigare le gravi difficolta' in cui versa la popolazione locale, e - ha concluso Bombardieri - di condividere a livello regionale e internazionale una exit strategy pacifica e democratica".

Consiglio d'Europa: "L'azione degli Usa in Venezuela solleva seri interrogativi"

"In qualità di organizzazione regionale multilaterale dedicata alla democrazia, ai diritti umani e allo stato di diritto, il Consiglio d'Europa ritiene che qualsiasi uso della forza sul territorio di un altro Stato sollevi seri interrogativi dal punto di vista del diritto internazionale, compresi i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite in materia di sovranità, integrità territoriale e non ingerenza".     Lo afferma il segretario generale del Consiglio d'Europa, Alain Berset, in una dichiarazione "sulla situazione in Venezuela, che non può essere ridotta a una scelta binaria tra condanna e sostegno, e rivela un cambiamento più profondo in un ordine mondiale emergente in cui la forza è normalizzata e la legge è strumentalizzata".     Mettendo in guardia contro "un mondo che diviene più pericoloso quando è governato da eccezioni, doppi standard o sfere di influenza", Berset indica che "la transizione in Venezuela deve essere pacifica, democratica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano". "La democrazia può prevalere solo se viene rivendicata dagli stessi venezuelani, attraverso un processo politico inclusivo, elezioni credibili e il ripristino delle istituzioni democratiche che godono della fiducia pubblica", afferma il segretario generale.     Gli Stati Uniti sono un membro osservatore del Consiglio d'Europa dal 10 gennaio 1996.

Venezuela, focus sul petrolio e le sue risorse. VIDEO

Venezuela, focus sul petrolio e le sue risorse | Video Sky - Sky TG24

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Venezuela, Ungheria: "Dichiarazione Ue mostra crisi politica"

"La dichiarazione rilasciata ieri da Kaja Kallas sul Venezuela mostra chiaramente la profonda crisi della politica estera comune dell'Ue". Lo ha dichiarato il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, secondo quanto riportato su X dal portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs. "Oltre a esprimere vaghi desideri, l'Ue non ha un messaggio o una strategia reali per la regione e non è in grado di definire i propri interessi nella nuova era della politica delle grandi potenze", ha aggiunto Boka, sottolineando inoltre che, "priva di strumenti e influenza, l'Ue non è finora riuscita a diventare un attore significativo e non si intravedono cambiamenti. La dichiarazione di Kaja Kallas è un segno di debolezza e di una fondamentale incomprensione della trasformazione delle relazioni internazionali. Se l'Ue vuole essere un vero attore globale, dovrebbe iniziare a non rilasciare dichiarazioni simili in futuro".

Petro: "I venezuelani e i latinoamericani scendano in piazza"

"Tutto il popolo venezuelano, colombiano e latinoamericano deve scendere in piazza. La sovranità nazionale è sovranità popolare". Così su X il presidente colombiano Gustavo Petro risponde alle minacce di da Donald Trump. Gustavo Petro, in una serie di post online nelle ultime ore, ha affermato che avrebbe "verificato se le parole di Trump in inglese si traducono come dice la stampa nazionale". Petro ha aggiunto che "risponderà loro una volta capito cosa significa realmente la minaccia illegittima di Trump". 

Media: "Controllo Usa del petrolio venezuelano riduce il peso di Riad"

Un ritorno massiccio del greggio venezuelano sotto influenza statunitense può ridurre sensibilmente il bisogno di Washington di coordinarsi con l'Arabia Saudita per la gestione dei prezzi del petrolio, indebolendo uno dei principali canali di leva politica di Riad nei confronti degli Stati Uniti. È quanto osservano analisti energetici e diplomatici, citati stamani dal quotidiano libanese L'Orient-Le Jour, secondo cui il controllo americano sulle riserve di Caracas rappresenta un potenziale fattore di riequilibrio nei rapporti di forza all'interno del mercato globale degli idrocarburi. Il Venezuela dispone delle maggiori riserve petrolifere accertate al mondo e, se pienamente reintegrato nel circuito occidentale sotto l'ombrello statunitense, può offrire a Washington un'alternativa strategica alla storica cooperazione con il Golfo, in particolare sul coordinamento dei livelli di produzione e sui meccanismi di stabilizzazione dei prezzi. Una simile evoluzione viene seguita con attenzione anche dagli Emirati Arabi Uniti, che insieme a Riad hanno negli ultimi anni moltiplicato i segnali di disponibilità verso l'amministrazione americana, tra investimenti promessi e cooperazione politica e militare. Il timore, secondo fonti regionali, è che il peso negoziale del Golfo possa ridursi se Washington dovesse disporre di nuove leve energetiche dirette. Secondo gli esperti, l'impatto sui mercati non sarebbe immediato, data la natura del greggio venezuelano, particolarmente pesante e costoso da raffinare, e i tempi lunghi necessari per rilanciare infrastrutture e capacità produttive. Ma sul piano strategico, affermano gli analisti, il solo scenario di un Venezuela petrolifero stabilmente agganciato agli Stati Uniti è già sufficiente a rimettere in discussione equilibri consolidati tra Washington e le monarchie del Golfo. 

Venezuela, Tajani: "Assistiamo italiani, al lavoro per liberare 20 detenuti politici"

Dopo l'intervento americano e la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro ''assistiamo la comunità italiana in Venezuela, composta da 170-180mila persone, una delle più grandi al mondo''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento telefonico con la rubrica del Tg2 'Italia Europa'.

''Siamo anche al lavoro per aiutare Trentini'', il cooperante veneziano in carcere in Venezuela dal novembre del 2024, ha detto Tajani spiegando che ''ci sono altri 20 detenuti politici arrestati durante le manifestazioni contro le elezioni politiche presidenziali''. Tajani ha spiegato che ''non sarà facile, speriamo che lo sia dopo l'uscita di Maduro''.

Ue: "Al lavoro per gli europei detenuti in Venezuela"

C'è anche un passaggio che riguarda Alberto Trentini nella dichiarazione a 26 pubblicata ieri in tarda serata dall'Ue in merito al Venezuela. Nel passaggio finale del joint statement, infatti, si legge che "le autorità consolari dei Paesi Ue lavorano in stretto coordinamento per la protezione dei cittadini europei, inclusi coloro che sono detenuti illegalmente in Venezuela".

Starmer non condanna il blitz di Trump in Venezuela, polemica in Gran Bretagna

Montano le accuse nel Regno Unito, nel giorno della ripresa delle attività parlamentari dopo la pausa di Natale e Capodanno, contro il "doppio standard" imputato al primo ministro laburista Keir Starmer in relazione alla mancata condanna del blitz militare Usa in Venezuela. A cavalcarle sono dall'opposizione sia i Verdi di Zack Polanski (sinistra radicale) sia i centristi Liberaldemocratici di Ed Davey. Ma anche diversi deputati dell'ala più progressista dello stesso Labour: tutti d'accordo nel sollecitare una chiara presa di distanza dal grande alleato americano e una denuncia della "violazione del diritto internazionale" compiuta da Washington nel Paese sudamericano. Il richiamo al rischio di un "doppio standard" rispetto all'atteggiamento tenuto nei confronti dell'invasione russa dell'Ucraina - già emerso in riferimento alla rappresaglia d'Israele nella Striscia di Gaza palestinese - non è nuovo da parte delle voci critiche a Londra. E si ripropone in queste ore dopo che Starmer, archiviata l'iniziale reazione di cautela all'azione militare Usa a Caracas, ha precisato con una seconda dichiarazione di non aver intenzione di "versare alcuna lacrima" per la cattura del presidente Nicolas Maduro, bollato come leader "illegittimo", evitando ancora una volta qualsiasi strappo esplicito da Trump. 

Ungheria: "Crisi della politica estera Ue, sul Venezuela non ha nulla da dire"

La dichiarazione rilasciata ieri dall'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas sulla situazione in Venezuela "mette in luce la grave crisi in cui versa la politica estera comune dell'Ue. L'Ue non ha nulla da dire sulla situazione e sulla regione, se non esprimere vaghi desideri". Lo scrive in un post su Facebook il ministro degli Affari europei dell'Ungheria, János Bóka. "Nella nuova era della politica delle grandi potenze - aggiunge - non è in grado di definire i propri interessi nella regione. E a causa della mancanza di mezzi, non è stata finora in grado di diventare un attore significativo e questa situazione difficilmente cambierà". "La dichiarazione di Kaja Kallas - sottolinea - è un segno di debolezza e di una totale incomprensione della trasformazione delle relazioni internazionali. Se l'Ue vuole essere un vero attore globale, dovrebbe iniziare a non rilasciare dichiarazioni simili in futuro". "Il governo ungherese - conclude - sta facendo il suo lavoro: sta adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini ungheresi in Venezuela e per garantire l'approvvigionamento energetico dell'Ungheria, e sta monitorando attentamente gli eventi". 

Orban: "Azione Usa dimostra che ordine mondiale liberale è nel caos"

Le azioni degli Stati Uniti contro il Venezuela sono un'ulteriore prova che l'attuale ordine mondiale è in disordine, ma allo stesso tempo che i contorni di un mondo nuovo sono ancora in via di definizione. Questa opinione è stata espressa dal Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, che ha confermato che il suo governo intende perseguire un "percorso di pace e sicurezza". 

"Nei primi giorni di quest'anno, abbiamo ricevuto un profondo monito sul fatto che l'ordine mondiale liberale è nel caos", ha detto Orbán, riferendosi all'operazione militare statunitense autorizzata dal presidente Donald Trump per catturare il leader venezuelano Nicolás Maduro. Il capo del governo ha osservato che il ritorno di Trump alla Casa Bianca un anno fa è stato un "colpo fatale" per l'ordine mondiale liberale. "Tuttavia, il nuovo mondo è ancora in divenire. Ci attendono anni ancora più instabili, imprevedibili e pericolosi", ha scritto Orbán su Facebook.

Orban ha osservato che se il suo partito, Fidesz-Unione Civica Ungherese, vincerà le prossime elezioni parlamentari di aprile, l'Ungheria "seguirà la via della pace e della sicurezza". "Non vogliamo mandare i giovani ungheresi al fronte e non vogliamo distruggere il Paese e l'economia ungherese", ha dichiarato il primo ministro, aggiungendo che l'Ungheria "resterà fuori dalla guerra" in Ucraina.

Wp: "Trump non sostiene Machado perchè ha accettato il Nobel"

Due persone vicine alla Casa Bianca hanno affermato che la mancanza di interesse di Donald Trump nel sostenere Maria Corina Machado deriva dalla decisione della leader dell'opposizione venezuelana di accettare il premio Nobel per la pace, un premio che il presidente Usa ambiva. Lo scrive il Washington Post. Sebbene Machado abbia dichiarato di dedicare il premio a Trump, accettarlo è stato un "peccato grave", ha affermato una delle persone presenti. "Se avesse rifiutato e avesse detto: 'Non posso accettarlo perché è di Donald Trump', oggi sarebbe la presidente del Venezuela", ha detto questa persona. 

Madrid: "No all'imposizione della legge del più forte in Venezuela"

"Non ci rassegniamo all'uso della forza e a che si imponga la legge della giungla nell'ordine internazionale". E' quanto ha affermato il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, nel commentare in un'intervista radiofonica alla Cadena Ser "l'azione  degli Stati Uniti in Venezuela" che "è chiaramente contraria al diritto internazionale" e costituisce "un precedente pericoloso per il futuro". Un'azione esterna che "non porta stabilità ma solo caos", come ha dimostrato il precedente intervento spinto dagli Stati Uniti in Irak, ha ricordato. "Non è il momento di abbassare le braccia e rassegnarsi. Dobbiamo riarmarci moralmente e difendere un ordine mondiale basato sulle regole", ha esortato Albares, nel ribadire che ci sono "principi di sovranità e di risoluzione pacifica fra gli Stati che devono essere rispettati". Il capo della diplomazia spagnola ha segnalato che l'Unione europea sta lavorando "perché sia mantenuto l'ordine" e perché "non si imponga la legge del più forte e di chi usa la coercizione. Né in Venezuela, né in Ucraina, né a Gaza". Ha sostenuto che gli "sarebbe piaciuto un comunicato più duro" dell'Ue di condanna dell'azione degli Stati Uniti in Venezuela. Secondo Albares, "qualunque soluzione per il Venezuela non deve essere imposta dall'estero e ancora meno con la forza". Madrid ha lavorato e lavora "per favorire il dialogo" e "l'unità dei venezuelani per evitare qualunque scontro civile". Alla domanda se tema eventuali ritorsioni per la condanna dell'intervento Usa nel Paese latinoamericano, il ministro degli Esteri ha replicato: "Non temo né mi aspetto nulla. Spagna è un paese sovrano e questa è la posizione del governo spagnolo. Spero che nessuno si sorprenda che difenda il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite, il rifiuto dell'uso della forza come strumento di politica estera. Noi difendiamo la democrazia come sistema che deve reggere anche le relazioni fra Stati", ha concluso.

Iran: "Inaccettabile ritorno era coloniale"

"Affermare che un altro Paese possa governare il Venezuela è inaccettabile per qualsiasi nazione, incluso il popolo venezuelano, e riflette un ritorno al pensiero dell'era coloniale". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in un commento sulle ultime dichiarazioni del presidente Donald Trump sul fatto che ora siano gli Usa a governare in Venezuela. "Negli ultimi decenni, gli interventi sono stati giustificati con slogan come democrazia e diritti umani. Oggi, invece, affermano apertamente che il problema è il petrolio venezuelano", ha evidenziato Baghaei. Il portavoce della diplomazia iraniana ha assicurato, inoltre, che Teheran adotterà tutte le misure necessarie per proteggere gli interessi e i cittadini iraniani in Venezuela. "Le relazioni economiche e le rivendicazioni finanziarie tra i Paesi non scompaiono con i cambiamenti politici o le transizioni di governo", ha affermato Baghaei, precisando di aver già parlato con la sua controparte venezuelana. "Le relazioni dell'Iran con il Venezuela si basano sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi. Questo principio continuerà a guidare la politica estera di Teheran", ha concluso.

In Venezuela una commissione chiederà agli Usa il rilascio di Maduro

Durante la sua prima riunione di gabinetto, la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez ha annunciato misure urgenti per affrontare la crisi nel suo Paese, tra cui l'istituzione di una commissione di alto livello incaricata di garantire il rilascio di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, catturati dagli Usa e ora sottoposti a gravi accuse presso i tribunali americani. Secondo l'emittente statale Vtv, la commissione sarà composta dal presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez, dal ministro degli Affari esteri Yvan Gil, dal ministro delle Comunicazioni Freddy Náñez e dalla viceministra per la Comunicazione internazionale Camilla Fabri. Le richieste di scarcerazione di Maduro e Flores sono al centro del dibattito ufficiale dopo il cambio di leadership forzato seguito all'azione militare degli Usa. 

Premier Groenlandia a Trump: "Adesso basta, aperti al dialogo ma nel rispetto"

"Adesso basta": lo ha dichiarato il primo ministro della Groenlandia Jens Frederik Nielsen dopo le ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di annettere il territorio autonomo danese. "Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alla discussione. Ma questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale", ha scritto il capo del governo della Groenlandia su Facebook. 

Teheran: "Le relazioni tra Iran e Venezuela resteranno invariate"

"Le relazioni dell'Iran con il Venezuela rimarranno invariate, poiché le nostre relazioni con altri paesi come il Venezuela si basano sul rispetto e sugli interessi reciproci". Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. "L'Iran è in contatto con le autorità venezuelane - ha detto ancora - Monitoriamo la situazione, dopo l'arresto del presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, e forniremo qualsiasi supporto se necessario". Riferendosi alle proprietà e agli investimenti dell'Iran in Venezuela, Baghaei, citato dall'Irna, ha affermato: "Il sistema venezuelano non è cambiato e, anche con il cambiamento dei sistemi, i legami economici non saranno compromessi". 

Dopo il Venezuela Trump minaccia la Groenlandia: ci serve per motivi di sicurezza nazionale

Il figlio di Maduro: "La storia dirà chi sono stati i traditori"

In seguito alla cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi e al suo trasferimento in una prigione federale di New York, suo figlio, il deputato Nicolás Maduro Guerra, ha pubblicato un messaggio in cui parla di "tradimenti" all'interno della cerchia ristretta del potere e ha invitato i sostenitori del 'chavismo' a proseguire le mobilitazioni nelle strade del Venezuela. "La storia dirà chi sono stati i traditori, la storia lo rivelerà", ha dichiarato in una registrazione audio pubblicata sui social. "Ci vedrete per le strade, ci vedrete al fianco del popolo, ci vedrete innalzare la bandiera della dignità", ha aggiunto il politico 35enne, che figura tra le persone segnalate dagli Usa in casi legati al traffico di droga. Al momento non si sa dove si trovi 'Nicolasito', come è anche conosciuto il figlio di Maduro. Nessun portavoce chavista ha riferito dove si trovi, o se disponga di personale di sicurezza o di protezione. Non ci sono state inoltre segnalazioni della sua presenza pubblica dalla notte dell'operazione che ha portato alla cattura di Maduro, né della sua partecipazione alle manifestazioni di sostegno al 'chavismo' tenutesi a Caracas. 

Oro, torna a correre per tensioni geopolitiche Venezuela

Il prezzo dell'oro è salito del 2% a 4.420 dollari l'oncia, prolungando i guadagni di venerdì, poiché le crescenti tensioni geopolitiche seguite alla destituzione del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti hanno spinto gli investitori verso beni rifugio. Il presidente Trump ha dichiarato che Washington avrebbe temporaneamente "governato" il Venezuela dopo aver catturato Maduro in un'operazione militare a sorpresa sabato. Domenica il segretario di Stato Marco Rubio ha cercato di placare le preoccupazioni, affermando che gli Stati Uniti avrebbero spinto per un cambiamento attraverso un blocco petrolifero, ma non avrebbero governato direttamente il Paese. L'oro ha chiuso l'anno precedente con il suo più forte aumento annuale dal 1979, sostenuto dalla forte domanda di beni rifugio.

Cina: "Nessun Paese si erga a polizia e giudice internazionale"

''Nessun Paese'' deve agire ''come polizia mondiale'' o ''autoproclamarsi giudice internazionale''. Così il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha criticato l'operazione americana in Venezuela e la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. ''La sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi devono essere protetti dal diritto internazionale'', ha aggiunto.

''La Cina si oppone sempre all'uso delle minacce o della forza nelle relazioni internali e rifiuta l'imposizione della volontà di un Paese ad altri'', ha detto Wang durante un incontro con il ministro degli Esteri del Pakistan, Muhammad Ishaq Dar.

Iran: "Senza Maduro relazioni invariate con Caracas"

L'Iran ha affermato che le sue relazioni con il Venezuela rimangono invariate, nonostante l'arresto di Nicolas Maduro dopo un drammatico intervento militare statunitense a Caracas. "Le nostre relazioni con tutti i Paesi, incluso il Venezuela, si basano sul rispetto reciproco e rimarranno tali", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai. "Siamo in contatto con le autorità venezuelane", ha aggiunto in conferenza stampa.

L'Iran chiede il rilascio di Maduro: "Rapito illegalmente"

"Il rapimento del presidente di un altro Paese non è un onore ed è illegale, quindi l'Iran chiede il rilascio del presidente venezuelano Nicolas Maduro". Lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, invitando le Nazioni Unite a "salvaguardare l'Onu, poiché non prendere una reazione esplicita sulla questione danneggerebbe la comunità internazionale". Riferendosi alle accuse degli Stati Uniti contro Maduro, Baghaei, citato dall'Irna, ha affermato che le accuse degli Stati Uniti servono solo a giustificare il loro atto illegale, poiché le leggi nazionali dei Paesi non possono essere una base per la violazione dell'immunità di altri Paesi. 

Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa nell'operazione

Come riportano alcune testate militari e internazionali, nella missione americana in Venezuela sarebbe stato utilizzato il drone RQ-170 Sentinel, noto anche come la “Bestia di Kandahar”. Progettato dalla Lockheed Martin, l'RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto in grado di fornire sorveglianza persistente di obiettivi di alto valore in ambienti molto complessi

Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa

Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa

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Petro: "Io narcotrafficante? Da Trump accusa falsa" (2)

Petro è stato uno dei primi leader della regione a parlare dopo l'operazione a Caracas. Il presidente progressista colombiano ha dichiarato che il suo governo "respinge l'aggressione alla sovranità del Venezuela e dell'America Latina" e ha chiesto pace e dialogo. "I conflitti interni tra i popoli vengono risolti dai popoli stessi in pace", ha aggiunto. 

Petro: "Io narcotrafficante? Da Trump accusa falsa"

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha respinto le parole del suo omologo americano Donald Trump, che lo aveva avvertito di "guardarsi le spalle" dopo l'operazione militare a Caracas con la quale è stato catturato Nicolás Maduro. "La sua punizione è quella di accusarmi falsamente di essere un narcotrafficante e di possedere fabbriche di cocaina", ha scritto Petro su X, in un messaggio in cui afferma di non essere mai stato menzionato in alcuna indagine giudiziaria relativa al narcotraffico. 

Tajani: "Legittimo intervento Usa, narcotraffico strumento per attaccare altri stati"

Legittimo l'intervento di Trump? L'uso delle armi non è idoneo a risolvere le questioni, ma vista la minaccia che gli Usa prevedevano è legittimo l'intervento. Il narcotraffico è anche uno strumento per attaccare altri paesi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di Rtl 102.5. "Ora bisogna lavorare per una transizione democratica. Noi abbiamo sempre condannato i crimini di Maduro", ricorda il vicepremier. "Senza Maduro il Venezuela è più libero, noi dobbiamo lavorare per garantire i nostri connazionali e per liberare Trentini, ultimo degli italiani arrestati, che sono circa una ventina".

Pichetto: "Italia può accelerare su ruolo di hub Mediterraneo"

“L’Italia può spingere sulla sua produzione nazionale di gas e petrolio per aiutare ancora le imprese e può accelerare nella costruzione del ruolo di hub nel Mediterraneo”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, in una intervista a ‘Il Messaggero’. I giacimenti del Venezuela “sono stimati in 300 miliardi di barili, un quantitativo che può rappresentare per l’Italia mille anni di sopravvivenza. Una risorsa enorme utilizzata finora da maturo per esercitare il proprio sistema di potere, la propria dittatura. Ma era anche l’ancoraggio di alleanza coincide in Russia”, nota Pichetto. Dunque, “che in questo momento si stia creando un nuovo equilibrio mondiale, politico ma di fatto anche economico, innegabile poi la lettura la daremo più avanti. Si è certamente spezzato una forte influenza russo-cinese”.

Quindi “se valgono le regole di mercato si apre uno spazio di disponibilità del petrolio incrementali, e questo non può che essere positivo per i prezzi. Ma attenzione – mette in guardia il ministro – i giacimenti venezuelani sono enormi come disponibilità non come capacità di produzione. Servono investimenti infrastrutture”. E rispetto a una possibile riapertura del contenzioso di Eni, risponde: “In uno stato di diritto dove chi ha un debito lo paga che è un credito lo incassa la soluzione si dovrebbe trovare”.

Rodriguez a Trump: "Lavoriamo insieme per la pace e il dialogo" (2)

"Presidente Donald Trump - ha affermato Rodríguez nel suo messaggio, trasmesso sul suo canale Telegram ufficiale - il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questa è sempre stata la posizione del presidente Nicolás Maduro, ed è la posizione di tutto il Venezuela in questo momento". "Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale - ha detto ancora - Crediamo che la pace globale si costruisca garantendo innanzitutto la pace di ogni nazione. Invitiamo il governo degli Stati Uniti a lavorare insieme su un programma di cooperazione, orientato allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e a rafforzare una duratura convivenza comunitaria", ha dichiarato la presidente ad interim. 

Rodriguez a Trump: "Lavoriamo insieme per la pace e il dialogo"

Nel suo primo messaggio da presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro, Delcy Rodríguez si è rivolta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump invitandolo a "lavorare insieme" e invocando un rapporto rispettoso tra i due Paesi, caratterizzato da "pace e dialogo, non guerra". Rodríguez ha lanciato questo appello dopo aver presieduto la sua prima riunione di gabinetto. 

Cuba, uccisi 32 cubani in attacco Usa

Sono 32 i cittadini cubani che sono stati uccisi durante l'attacco americano a Caracas e la successiva cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Lo ha dichiarato il governo cubano in una nota ripresa dalla televisione nazionale affermando che "a seguito dell'attacco criminale portato avanti dal governo degli Stati Uniti" contro Venezuela, "32 cubani hanno perso la vita in operazioni di combattimento". Le vittime erano membri delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba o del ministero degli Interni che stavano svolgendo missioni "su richiesta delle agenzie omologhe", hanno affermato i funzionari cubani.

La nota diramata da Cuba afferma che i soldati cubani avevano "compiuto il loro dovere con dignità ed eroismo e sono caduti, dopo una fiera resistenza, nel combattimento diretto contro gli aggressori o a seguito dei bombardamenti" effettuati dagli Stati Uniti. L'Avana ha dichiarato due giorni di lutto nazionale a partire dall'alba di oggi. "Onore e gloria ai coraggiosi combattenti cubani che hanno combattuto contro i terroristi in uniforme imperiale", ha scritto il presidente cubano Miguel Diaz-Canel su X.

Colombia, Petro a Trump: "Basta calunnie, non sono illegittimo né narcotrafficante"

''Non sono un presidente illegittimo, né un narcotrafficante''. Così il presidente colombiano Gustavo Petro si è rivolto su 'X' al suo omologo americano Donald Trump e al Segretario di Stato Marco Rubio, chiedendo loro di ''smettere di calunniarmi, il mio nome non compare in nessun caso di traffico di droga''. In un lungo post Petro ha anche ricordato quando fatto, in qualità di ''comandante supremo delle forze armate'', per combattere il traffico di droga, ''ho ordinato il più grande sequestro di cocaina della storia mondiale''.

Petro ha anche detto di avere ''un'enorme fiducia nel mio popolo ed è per questo che ho chiesto al popolo di difendere il presidente da qualsiasi atto violento illegittimo contro di lui''. Trump ha accusato Petro di avere "fabbriche e stabilimenti di cocaina, e non lo farà per molto tempo".

Trump: "Abbiamo noi controllo, ci serve accesso totale a petrolio"

''Abbiamo noi il controllo del Venezuela'' e agli Stati Uniti serve ''l'accesso totale al petrolio e alle altre risorse del Paese per poterlo ricostruire''. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump parlando ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. Trump ha poi detto di non aver ancora parlato con la presidente ad interim Delcy Rodriguez e di ritenere prematuro parlare di elezioni, prima bisogna stabilizzare il Venezuela.

Trump: "Soldati feriti nell'operazione stanno bene"

Donald Trump ha dichiarato che tutti i militari statunitensi feriti durante l'operazione militare per arrestare Nicolas Maduro e sua moglie sono "in buone condizioni. Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One durante il viaggio da Mar-a-Lago verso Washington, Trump ha descritto la missione come "molto pericolosa", lodando i militari per il loro "coraggio" e "enorme patriottismo. "E' stata un'operazione molto pericolosa. E' stato sorprendente che ci fossero alcuni feriti, ma tutti sono in buone condizioni in questo momento" ha ribadito Trump.

Venezuela, Musk conferma: "Starlink a sostegno del popolo"

Dopo che l'azienda Starlink ha annunciato che fornirà un servizio internet ad alta velocità gratuito al popolo venezuelano dopo la cattura di Nicolas Maduro, il proprietario della società, Elon Musk ha ripubblicato l'annuncio, aggiungendo: "A sostegno del popolo venezuelano", insieme all'emoji della bandiera del Paese. Il CEO di Tesla e SpaceX si è espresso apertamente nel sostenere l'operazione che ha portato alla cattura di Maduro, prevedendo un futuro migliore per il paese. "La prosperità attesa da tempo sta arrivando per il popolo venezuelano", ha scritto Musk. Starlink, il servizio internet satellitare di SpaceX, fornisce internet ad alta velocità a oltre 6 milioni di utenti attivi in tutto il mondo.

Cina: "Scenario inaccettabile di giudici del mondo dopo il blitz Usa su Maduro"

La Cina non accetta che i Paesi agiscano come "giudici del mondo", in merito alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Usa, rilevando che la sovranità di tutte le nazioni "deve essere protetta". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, nell'incontro avuto domenica a Pechino con il suo omologo pakistano Ishaq Dar, riferendosi agli "improvvisi sviluppi in Venezuela" senza menzionare direttamente gli Stati Uniti. "Non abbiamo mai creduto che un Paese potesse fungere da polizia del mondo, né accettiamo che una nazione possa affermare di essere giudice del mondo", ha osservato Wang, nel resoconto dei media statali. "La sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero essere pienamente protette dal diritto internazionale", ha aggiunto il capo della diplomazia di Pechino, nel suo primo intervento pubblico dopo che le immagini di Maduro bendato e ammanettato. Pechino si trova a misurare il suo peso diplomatico e a tentare di difendere la 'partnership cooperativa per tutte le stagioni' firmata nel 2023 con Caracas, a 50 anni circa di rapporti diplomatici, dopo l'affermazione del presidente americano Donald Trump secondo cui gli Usa puntano a supervisionare in via temporanea il governo del Venezuela. Il Dragone ha rappresentato per il Venezuela un'ancora di salvezza economica da quando gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno intensificato le sanzioni nel 2017, acquistando beni per un valore di circa 1,6 miliardi di dollari nel 2024, secondo i dati annuali più recenti disponibili: quasi la metà degli acquisti mandarini riguarda il petrolio, secondo i dati doganali. 

Media: "No di Trump a Machado per aver accettato il Nobel"

Il rifiuto da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sostenere la leader dell'opposizione Maria Corina Machado come potenziale leader ad interim del Venezuela derivai'erebbe dalla decisione della Machado di accettare il Premio Nobel per la Pace. Lo afferma il Washington Post, citando due fonti vicine alla Casa Bianca. Il rapporto afferma che gli sforzi di Machado per lodare Trump dopo aver vinto il premio non sono stati sufficienti a placare il presidente degli Stati Uniti, che apertamente desidera il premio e ritiene di meritarlo di riceverlo. "Se lei avesse rifiutato e detto: 'Non posso accettarlo perché è di Donald Trump', oggi sarebbe la presidente del Venezuela", ha affermato una delle fonti.

Trump minaccia anche Colombia, Cuba, Messico e insiste sulla Groenlandia

Rodriguez a Trump: "Con Usa il rapporto sia rispettoso"

La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez ha chiesto un rapporto ''bilanciato e rispettoso'' con gli Stati Uniti. ''Riteniamo prioritario procedere verso un rapporto equilibrato e rispettoso tra Stati Uniti e Venezuela", ha scritto su Telegram Rodriguez, vicepresidente esecutiva di Nicolas Maduro fino alla sua cattura.

"Invitiamo il governo degli Stati Uniti a collaborare su un programma di cooperazione mirato allo sviluppo condiviso'', ha aggiunto.

Trump: soldati feriti nell'operazione stanno bene

Donald Trump ha dichiarato che tutti i militari statunitensi feriti durante l'operazione militare per arrestare Nicola's Maduro e sua moglie sono "in buone condizioni. Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One durante il viaggio da Mar-a-Lago verso Washington, Trump ha descritto la missione come "molto pericolosa", lodando i militari per il loro "coraggio" e "enorme patriottismo. "E' stata un'operazione molto pericolosa. E' stato sorprendente che ci fossero alcuni feriti, ma tutti sono in buone condizioni in questo momento," ha ribadito Trump. 

Venezuela, media: no di Trump a Machado per aver accettato Nobel

Il rifiuto da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sostenere la leader dell'opposizione Maria Corina Machado come potenziale leader ad interim del Venezuela derivai'erebbe dalla decisione della Machado di accettare il Premio Nobel per la Pace. Lo afferma il Washington Post, citando due fonti vicine alla Casa Bianca. Il rapporto afferma che gli sforzi di Machado per lodare Trump dopo aver vinto il premio non sono stati sufficienti a placare il presidente degli Stati Uniti, che apertamente desidera il premio e ritiene di meritarlo di riceverlo. "Se lei avesse rifiutato e detto: 'Non posso accettarlo perche' e' di Donald Trump', oggi sarebbe la presidente del Venezuela", ha affermato una delle fonti.

Trump, l'Ue ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia

"L'Ue ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia": lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando per circa 40 minuti con i reporter a bordo dell'Air Force One. "Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, è così strategica. In questo momento la Groenlandia è piena di navi russe e cinesi ovunque e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene", ha detto Trump prima di scherzare affermando che Copenaghen ha migliorato la sicurezza della Groenlandia aggiungendo "una slitta trainata da cani". 

Trump, il caso contro Maduro è infallibile

Il presidente americano Donald Trump ha detto ai reporter sull'Air Force One che non c'è un obiettivo finale con il processo a Nicolas Maduro e che si fida del giudice che segue il caso. "Il caso è infallibile", ha affermato Trump, accusando l'ex presidente venezuelano di aver ucciso "milioni e milioni di persone". 

L'Avana, 32 cubani uccisi nell'attacco 'criminale' degli Usa contro il Venezuela

Circa 32 cubani sono stati uccisi durante l'operazione militare statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro, ha dichiarato oggi l'Avana. "A causa dell'attacco criminale perpetrato dal governo degli Stati Uniti contro la Repubblica bolivariana del Venezuela, 32 cubani hanno perso la vita durante i combattimenti", ha spiegato il governo dell'Avana in una dichiarazione trasmessa dalla televisione nazionale cubana. 

I soldati uccisi, tutti appartenenti alle Forze armate rivoluzionarie o al Ministero degli Interni cubani, stavano svolgendo missioni in Venezuela "su richiesta di organismi omologhi" di quel Paese stretto alleato dell'isola comunista, ha dichiarato il governo dell'Avana proclamando due giorni di lutto nazionale. Questi soldati "hanno adempiuto degnamente ed eroicamente al loro dovere e sono caduti dopo una fiera resistenza, in combattimento diretto contro gli aggressori o a seguito dei bombardamenti", ha aggiunto il comunicato. "Onore e gloria ai coraggiosi combattenti cubani caduti affrontando terroristi in uniforme imperiale", ha scritto il presidente Miguel Díaz-Canel su X. Poco prima Donald Trump aveva affermato che un gran numero di membri della sicurezza cubana di Nicolas Maduro erano stati uccisi durante l'operazione. "Molti cubani sono stati uccisi ieri", ha dichiarato a bordo dell'Air Force One. Il presidente Usa ha aggiunto che ci sono stati "purtroppo molti morti dall'altra parte". Da parte sua Caracas non ha finora fornito cifre ufficiali sui morti e sui feriti nell'operazione. Cuba e Venezuela hanno mantenuto strette relazioni dalla fine degli anni '90 e dall'ascesa al potere di Hugo Chávez (1999-2013). Nel 2002 un tentativo di colpo di Stato contro il leader venezuelano ha accelerato il coinvolgimento cubano negli affari militari del Paese al fine di consolidarne il potere. Il Venezuela è il principale fornitore di petrolio di Cuba, in cambio, tra le altre cose, della fornitura di personale medico. Trump, che non ha mai nascosto l'interesse degli Stati Uniti per le riserve petrolifere venezuelane, ha anche affermato che Cuba è "pronta a crollare". L'isola è impantanata da cinque anni in una profonda crisi economica caratterizzata da un grave deficit di valuta estera, carenze di carburante e ricorrenti interruzioni di corrente, derivanti dagli effetti combinati dell'inasprimento delle sanzioni statunitensi, delle debolezze strutturali della sua economia pianificata centralmente e del crollo del turismo. 

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