"Hamas continua a violare il cessate il fuoco e il piano in 20 punti del Presidente Trump". L'accusa è dell'ufficio del premier israeliano Netanyahu, dopo che un ordigno è esploso contro un veicolo dell'Idf nell'area di Rafah e un militare israeliano è rimasto leggermente ferito. "Hamas deve rispettare l'accordo che ha firmato". Hamas nega: "Esplosione a Rafah causata da un ordigno inesploso dell'Idf"
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"L'organizzazione terroristica Hamas continua a violare il cessate il fuoco e il piano in 20 punti del Presidente Trump". L'accusa è dell'ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu, dopo che un ordigno è esploso contro un veicolo dell'Idf nell'area di Rafah e un militare israeliano è rimasto leggermente ferito. "Il continuo e pubblico rifiuto" di Hamas "di disarmare è una flagrante violazione e, ancora una volta, oggi le loro intenzioni violente e le violazioni sono state confermate dall'esplosione di un ordigno Ied che ha ferito un ufficiale delle Idf", si legge nella nota. "Hamas deve rispettare l'accordo che ha firmato, che include la rimozione dal governo, la smilitarizzazione e la deradicalizzazione. Israele risponderà di conseguenza". Hamas nega: "Esplosione a Rafah causata da un ordigno inesploso dell'Idf". Le Forze armate israeliane smentiscono Hamas e affermano che l'esplosione della bomba a Rafah è "dovuta a un ordigno esplosivo di un'organizzazione terroristica".
Caccia israeliani hanno lanciato all'alba diversi attacchi nell'area est di Gaza City e nella città di Rafah, nel sud della Striscia. Lo riferisce l'agenzia di stampa saudita al Hadath, sottolineando che i raid hanno preso di mira zone oltre la Linea Gialla sotto controllo israeliano.
La controversa legge che in Israele istituisce una commissione di inchiesta sui fatti del 7 ottobre ha ricevuto un primo via libera alla Knesset tra le proteste in aula. Lo riportano i media israeliani, spiegando che il premier Benyamin Netanyahu non ha partecipato al voto.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Israele non si ritirerà mai dall'intera Striscia di Gaza. Lo riferisce la stampa locale che riporto un discorso pronunciato da Katz durante una cerimonia nell'insediamento di Beit El, nella Cisgiordania occupata. "Quando arriverà il momento, istituiremo avamposti Nahal (di fanteria) nel nord di Gaza al posto degli insediamenti che sono stati smantellati", ha dichiarato il ministro, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Ynet.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
- Blocco E1: cos’è l’insediamento di Israele che divide la Cisgiordania
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Sa'ar: "Israele respinge critiche di 14 Paesi per insediamenti" in Cisgiordania
Il Ministro degli Esteri Gideon Sa'ar afferma che Israele respinge le critiche rivoltegli da 14 Paesi in merito a una massiccia espansione degli insediamenti in Cisgiordania. "Israele respinge fermamente la dichiarazione rilasciata da paesi stranieri in merito alla decisione del Consiglio dei Ministri sugli insediamenti in Giudea e Samaria", dice Sa'ar, come riporta il Times of Israel. "I governi stranieri non limiteranno il diritto degli ebrei a vivere nella Terra di Israele, e qualsiasi richiesta del genere è moralmente sbagliata e discriminatoria nei confronti degli ebrei", continua.
Siria: "Arrestato un capo dell'Isis presso Damasco"
Questa sera le forze siriane, in collaborazione con la coalizione internazionale anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti, hanno arrestato un alto leader del gruppo dello Stato Islamico (Isis) nella regione di Damasco, ha dichiarato un funzionario della sicurezza siriana. Il'uomo,Taha al-Zoubi ma noto come Abu Omar Tabiya, è stato catturato insieme a diversi uomini nella zona di al-Moadamiya, ha dichiarato all'agenzia di stampa ufficiale Sana il capo della sicurezza interna della provincia di Damasco, il generale Ahmad Al-Dalati.
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Italia fra Paesi contro i nuovi insediamenti Cisgiordania
L'Italia è fra i Paesi che hanno firmato una dichiarazione di condanna per l'approvazione del governo di Israele di 19 nuovi insediamenti in Cisgiordania. "Noi, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Irlanda, Islanda, Italia, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna, condanniamo l'approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano di 19 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata", si legge nel documento. "Ricordiamo che queste azioni unilaterali, nel quadro di una piu' ampia intensificazione delle politiche di insediamento in Cisgiordania, non solo violano il diritto internazionale, ma rischiano anche di alimentare l'instabilità".
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza dal 2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure e assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore - ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica Minardi - è che Israele voglia "usare il controllo degli aiuti come arma genocidaria".
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
Vai al contenutoLa guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.
Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Vai al contenutoIdf: attacco aereo a Jannata contro agente di Hezbollah
Idf conferma di aver effettuato un attacco aereo nella città di Jannata, nel Libano meridionale, affermando che l'obiettivo era un agente di Hezbollah. Al momento i militari non forniscono ulteriori dettagli.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
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Vai al contenutoDagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile. Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?
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Vai al contenutoAccordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Vai al contenutoGreta Thunberg arrestata a Londra durante manifestazione pro-Pal
Lo rendono noto gli organizzatori dell'iniziativa, promossa per solidarizzare con otto detenuti del gruppo Palestine Action che stanno conducendo uno sciopero della fame a oltranza da più di 50 giorni per protestare contro la loro condizione processuale e carceraria nel Regno Unito.
Greta Thunberg arrestata a Londra durante manifestazione pro-Pal
Vai al contenutoPizzaballa dopo Gaza a Betlemme: "Vogliamo un Natale di luce"
"Dopo due anni di oscurità vogliamo un Natale di luce". Lo ha detto il Patriarca latino di Gerusalemme il card. Pierbattista Pizzaballa, entrando nella West Bank, diretto a Betlemme, dopo che nei giorni scorsi aveva potuto rendere una visita speciale, per le festività natalizie, alla comunità cristiana nella Striscia di Gaza. Significativamente Pizzaballa si è fermato a rilasciare alcune dichiarazioni davanti al muro di separazione con la Cisgiordania. "Sappiamo che i problemi sono ancora sul terreno", ha detto, "ma ora dobbiamo voltare pagina lo abbiamo visto a Gaza, lo vediamo a Betlemme e in tutta la Terra santa, buon Natale".
Mo, Farnesina: Tajani nomina card.Pizzaballa Cavaliere di Gran Croce
In occasione del Santo Natale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inviato un messaggio al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, in cui gli annuncia il conferimento dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella d'Italia. Il ministero degli Esteri negli ultimi mesi e' stato continuamente in contatto con il Patriarca Pizzaballa e con il patriarcato, in particolare per l'assistenza umanitaria e sanitaria alla popolazione di Gaza e per l'attenzione che il Governo italiano ha dedicato alle comunita' cristiane nella regione. Questo che segue e' il messaggio di Tajani al cardinale: "Eminenza, in occasione del Santo Natale e delle celebrazioni che si appresta a svolgere a Betlemme, desidero porgerLe i miei piu' sentiti auguri e ringraziamenti, con un pensiero particolare che possa giungere - tramite Lei - anche a Gaza e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto. Per il Suo instancabile lavoro per la pace, per la tutela della comunita' cristiana in Terra Santa e la promozione del dialogo tra le diverse religioni, ho voluto assegnarLe l' Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella d'Italia. Conto di poterLe consegnare personalmente questo riconoscimento, a nome mio e del popolo italiano, in occasione di un nostro prossimo incontro, che spero possa avvenire presto. Con profonda stima e gratitudine per il suo operato, Antonio Tajani".
Quattordici Paesi, compresa l'Italia, condannano i nuovi insediamenti in Cisgiordania
Quattordici Paesi, tra cui Italia, Francia, Gran Bretagna, Canada e Giappone, hanno condannato la recente approvazione da parte di Israele di nuovi insediamenti in Cisgiordania. "Noi, Stati di Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Islanda, Irlanda, Giappone, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Regno Unito, condanniamo l'approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano di 19 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata", secondo una dichiarazione congiunta rilasciata dal ministero degli Esteri francese. "Ricordiamo la nostra chiara opposizione a qualsiasi forma di annessione e all'espansione delle politiche di insediamento", si legge nella dichiarazione. Queste azioni - si aggiunge nel comunicato congiunto, riportato in una nota dalla Farnesina - "rischiano di compromettere l'attuazione del Piano onnicomprensivo per Gaza, nel contesto degli sforzi per avanzare verso la fase 2, e di minare le prospettive di pace e sicurezza a lungo termine in tutta la regione". "Ribadiamo la nostra netta opposizione a qualsiasi forma di annessione e all'espansione delle politiche di insediamento, inclusa l'approvazione dell'insediamento E1 e di migliaia di nuove unità abitative", recita ancora il comunicato, in cui i Paesi esortano "Israele a revocare questa decisione, così come l'espansione degli insediamenti, in conformità con la Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". "Siamo risoluti nel nostro sostegno al diritto di autodeterminazione dei palestinesi. Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per una pace onnicomprensiva, giusta e duratura, basata sulla soluzione dei due Stati, secondo le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, entro confini sicuri e riconosciuti. Riaffermiamo che non esiste alternativa a una soluzione a due Stati negoziata", conclude la nota.
Save the Children: "Israele riveda la nostra esclusione da Gaza"
Save the Children, una delle Ong umanitarie escluse da Israele dai territori palestinesi dal primo gennaio, scrive che è "necessaria una revisione urgente delle nuove norme israeliane sulla registrazione per operare nella Striscia e in Cisgiordania". Lo si legge in un comunicato delle stessa organizzazione, che parla di "emergenza umanitaria senza precedenti a Gaza. "L'Organizzazione - si legge - esorta la comunità internazionale a fare pressioni sul governo di Israele affinché non imponga questo nuovo sistema di registrazione, che rappresenta un ulteriore colpo potenzialmente letale per la popolazione di Gaza. Save the Children chiede al Governo di Israele di riconsiderare urgentemente le nuove norme di registrazione per le organizzazioni non governative internazionali, che potrebbero compromettere la fornitura di assistenza umanitaria salvavita ai bambini e alle loro famiglie a Gaza. "Save the Children - si ricorda nella nota - è tra le organizzazione internazionali a cui le autorità israeliane hanno negato il rinnovo della registrazione per continuare a fornire aiuti umanitari alle comunità palestinesi a partire dal primo gennaio 2026. Senza registrazione, non sarà consentito alle organizzazioni l'ingresso di personale tecnico internazionale - fondamentale per interventi in ambito sanitario, idrico e igienico-sanitario -, né di beni di prima necessità, attraverso i confini controllati da Israele verso Gaza o la Cisgiordania. Tutto questo avviene in una fase in cui i bisogni della popolazione sono enormi. "Nonostante le restrizioni, Save the Children continuerà a operare grazie ai propri 300 operatori palestinesi e ai partner locali nei Territori Palestinesi Occupati, dove è regolarmente registrata presso l'Autorità Palestinese. Nel 2025, l'Organizzazione ha raggiunto 1,9 milioni di persone con programmi multisettoriali sostenuti da agenzie ONU e da quasi 30 donatori", si legge ancora.
Media statali siriani: "Tre morti in scontri nell'ovest"
Tre persone sono state uccise negli scontri con le forze di sicurezza nella provincia costiera di Latakia, nella Siria occidentale. Lo afferma la televisione di Stato. "Tre membri dell'ex regime sono stati uccisi dopo gli scontri con le forze di sicurezza interna alla periferia della città di Jableh", ha dichiarato la tv. L'agenzia di stampa ufficiale Sana aveva precedentemente riferito di scontri tra le forze di sicurezza e "un gruppo di fuorilegge ricercati" nella zona.
Idf: "A Rafah bomba di organizzazione terroristica"
Le Forze armate israeliane smentiscono Hamas e affermano che l'esplosione della bomba a Rafah e' dovuta a un ordigno esplosivo di un'organizzazione terroristica. La bomba e' esplosa su un veicolo blindato delle forze Golani, e un ufficiale israeliano e' rimasto leggermente ferito.
Primo ok della Knesset alla commissione 7 ottobre, monta la protesta
La controversa legge che in Israele istituisce una commissione di inchiesta sui fatti del 7 ottobre ha ricevuto un primo via libera alla Knesset tra le proteste in aula. Lo riportano i media israeliani, spiegando che il premier Benyamin Netanyahu non ha partecipato al voto. L'ok al provvedimento, che verrà ora inviato alla commissione costituzione e giustizia, ha scatenato di nuovo le proteste dei gruppi di attivisti e di molti familiari degli ex ostaggi che da giorni manifestano contro quello che ritengono un organismo inadeguato per indagare sul 7 ottobre, perché controllato direttamente dal governo. "La verità è stata già abbastanza insabbiata, non i può insabbiare ancora", denunciano i manifestanti puntando il dito proprio contro Netanyahu.
Iran: sequestrata petroliera nel Golfo Persico
Le Guardie Rivoluzionarie hanno sequestrato una petroliera nel Golfo Persico. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars. Secondo la notizia, la petroliera trasporta 4 milioni di litri di carburante e ha 16 membri dell'equipaggio non iraniani
Hamas: "Esplosione a Rafah causata da un ordigno inesploso dell'Idf"
L'esplosione che ha ferito lievemente un ufficiale delle Idf stamattina a Rafah è stata causata da ordigni inesplosi lasciati dalle stesse forze armate israeliane. A sostenerlo è il funzionario di Hamas Mahmoud Mardawi, citato dai media israeliani tra cui Times of Israel. "Di questo fatto abbiamo informato i mediatori", ha dichiarato.
Delegazione israeliana al Cairo per discutere rientro resti ultimo ostaggio a Gaza
Una delegazione israeliana ha incontrato mercoledì al Cairo funzionari dei Paesi mediatori, con i quali ha discusso gli sforzi per riportare i resti dell’ultimo ostaggio israeliano ancora detenuto a Gaza, ha riferito l’ufficio del primo ministro israeliano.
Lucano: "Gemellaggio tra Riace e Gaza è un atto di fraternità"
"Rimango senza parole alla vigilia di queste festività. Anche se il periodo storico che il mondo sta vivendo ci porta a trascorrere il Natale 2025 come uno dei più drammatici della storia dell'umanità, normalmente un sindaco, in questi giorni, si aspetta gli auguri dalle altre istituzioni. A Riace, invece, arriva una lettera con la quale il governo Meloni, per bocca del ministro leghista Calderoli, ci dice che non abbiamo il suo assenso al gemellaggio del mio Comune con la città di Gaza, per oltre due anni assediata da un vero e proprio genocidio messo in atto da Israele". È quanto afferma il sindaco di Riace ed europarlamentare di Avs Mimmo Lucano dopo aver ricevuto la lettera con la quale il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli gli ha comunicato che "non si ravvisano le condizioni necessarie al rilascio del prescritto assenso finalizzato alla sottoscrizione del gemellaggio" tra il piccolo Comune calabrese e la città di Gaza. "È una lettera - aggiunge il sindaco di Riace - che reputo gravissima perché, senza alcuna spiegazione nel merito, il ministero degli Esteri accusa il sindaco di Gaza di essere legato ad Hamas. Come la nostra iniziativa possa arrecare danno alla politica estera italiana dovrebbe chiarirlo il ministro Antonio Tajani che, assieme a tutto il governo, sembra più interessato a capire cosa accade a Riace, piuttosto che impegnarsi in un reale percorso di pace in Palestina. Aver voluto a tutti i costi fare il gemellaggio tra Riace e Gaza è stato un atto di fraternità umana con il quale abbiamo, nel nostro piccolo, voluto riconoscere un popolo martoriato dalla guerra. Volevamo trasformare il dolore in speranza e unirci al messaggio di un mondo che nei palestinesi vede esseri umani e non terroristi, come fa invece il nostro ministero degli Esteri". "Rimango esterrefatto - conclude Lucano - perché quello che ho letto non è altro che un tentativo di azzerare una decisione di un Comune che non si occupa solo di buche nelle strade e che, a differenza del governo Meloni, non si gira dall'altra parte davanti ai bambini uccisi a Gaza".
Gaza, Padre Faltas: "Pace nel mondo solo con pace qui". VIDEO
Gaza, Padre Faltas: "Pace nel mondo solo con pace qui" | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoIsraele: "110 miliardi di dollari in 10 anni per la produzione di armi"
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che Israele prevede di investire circa 110 miliardi di dollari nella produzione di armi nei prossimi dieci anni. "Ho approvato un totale di 350 miliardi di shekel nel prossimo decennio per costruire un'industria bellica indipendente per lo Stato di Israele", ha dichiarato Netanyahu durante una cerimonia militare in una base aerea nel sud del Paese. "Vogliamo ridurre la nostra dipendenza da qualsiasi parte, anche dagli amici", ha affermato il premier israeliano.
Bomba ferisce soldato Israele a Rafah, Hamas nega addebiti
Un alto funzionario di Hamas, Mahmoud Mardawi, ha parlato del ferimento dell'ufficiale israeliano causato da un ordigno esplosivo a Rafah, affermando che "si tratta di bombe lasciate da Israele". Secondo lui, l'organizzazione terroristica ha segnalato l'incidente ai mediatori. L'ordigno e' esploso su un veicolo blindato delle forze Golani e le condizioni dell'ufficiale sono lievi. La presa di posizione di Hamas segue le parole dell'ufficio del Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che aveva dichiarato: "Hamas continua a violare il cessate il fuoco. Israele rispondera' di conseguenza".
'Consiglio d'ottobre', Netanyahu vuole insabbiare 7 ottobre
L'organizzazione 'Consiglio d'Ottobre' ha condannato l'approvazione preliminare da parte della Knesset della commissione d'inchiesta politica, affermando: "Oggi la Knesset ha votato a favore dell'insabbiamento, della cancellazione della verita' e della memoria di quei soldati e civili assassinati, caduti, rapiti, abbandonati il 7 ottobre. I parlamentari che l'hanno sostenuta sapevano che questa non è una commissione d'inchiesta, ma una via di fuga. Sapevano che avrebbero votato affinché gli indagati nominassero gli investigatori, in modo che la verità non venisse a galla. Questo e' tradimento". L'organizzazione ha inoltre affermato: "Non c'è modo di riparare e ripristinare la fiducia in questo governo insabbiatore. La nostra richiesta è chiara: sostituitelo, ora".
Netanyahu: Rifiuto pubblico disarmo Hamas è violazione flagrante accordo tregua
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che Hamas è tenuta a rispettare l'accordo di cessate il fuoco, che include la rimozione del governo, la smilitarizzazione e la deradicalizzazione. "Il rifiuto pubblico di disarmo di Hamas, che è in corso, è una violazione flagrante dell'accordo", dice il premier.
Idf, 'colpiti siti di lancio di Hezbollah nel sud del Libano'
Questa mattina le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito siti di lancio di Hezbollah nel sud del Libano. Lo fa sapere l'Idf riferendo di aver "smantellato le strutture militari di Hezbollah e ulteriori infrastrutture" dalle quali "avevano recentemente operato". Secondo Israele, "la presenza di questi siti di lancio costituisce una violazione degli accordi tra Israele e Libano".
Idf, ucciso anche membro dell'ala finanziaria di Hamas nel raid del 13 dicembre
Nell'attacco aereo del 13 dicembre in cui era stato ucciso uno dei comandanti di Hamas, Raad Saad, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno eliminato anche Abd al-Hayy Zaqout mentre si trovava a bordo del suo veicolo. Zaqout prestava servizio nella divisione finanziaria del gruppo palestinese. Lo scrive su X il portavoce in lingua araba dell'Idf, il colonnello Avichay Adraee specificando che si era trattato di un'operazione congiunta con lo Shin Bet. "Nell'ultimo anno, Zaqout è stato responsabile della raccolta di decine di milioni di dollari e del loro trasferimento all'ala militare di Hamas, con l'obiettivo di continuare la lotta contro lo Stato di Israele", ha aggiunto Adraee.
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza dal 2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure e assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore - ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica Minardi - è che Israele voglia "usare il controllo degli aiuti come arma genocidaria"
Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza
Vai al contenutoIsraele: proteste prima voto Knesset commissione inchiesta 7 ottobre
In Israele, piccoli gruppi di manifestanti stanno protestando fuori dalle abitazioni dei ministri del governo Netanyahu, mentre alla Knesset si terrà il primo voto sulla commissione d'inchiesta del 7 ottobre nominata politicamente. I manifestanti, per lo più famigliari delle vittime dell'attacco e degli ostaggi, esibiscono cartelli e intonano slogan che accusano la coalizione di governo di "seppellire la verita'" e di "sputare in faccia" a coloro che hanno perso i propri cari. "Il governo sta fuggendo dalle proprie responsabilita' e sta ricorrendo a ogni sorta di inganno e imbrogli. I parlamentari del Likud sosterranno questa proposta delirante e disgustosa", ha denunciato Rafi Ben Shitrit, il padre del sergente maggiore Shimon Alroy Ben Shitrit, ucciso combattendo contro i terroristi nella base militare di Nahal Oz il 7 ottobre 2023. "State sputando in faccia alle famiglie in lutto, state profanando e disonorando la memoria dei caduti. Chiedo a ogni cittadino con una coscienza sana nello Stato di Israele di non collaborare con questa commissione", ha detto Rafi Ben Shitrit.
Hamas, 'no segnali positivi' progressi per forza internazionale stabilizzazione'
Hamas non vede "segnali positivi" verso la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione per Gaza, così come previsto dalla seconda fase del piano Trump. Il portavoce del movimento di resistenza islamico, Basem Naim, ha accusato gli israeliani di "rinviarne" l'attuazione, poiché comporta il loro 'ritiro' dalla Striscia. "Stanno cercando di ostacolare il passo successivo perché richiede il ritiro completo delle loro forze, l'apertura dei valichi di frontiera e l'avvio del processo di ricostruzione", ha detto Naim.
“L'occupazione continua a violare tutte le clausole relative alla prima fase dell'accordo e compromette qualsiasi progresso, mentre l'altra parte continua ad adempiere ai propri obblighi nonostante le gravi violazioni commesse (da Israele)”, ha dichiarato in un'intervista al quotidiano palestinese ‘Filastín’, vicino al gruppo.
"È necessario passare alla seconda fase, ma tutto ciò dipende dalle garanzie degli Stati Uniti e dalla loro capacità di risposta nel fare pressione sul leader dell'occupazione israeliana, Benjamin Netanyahu, e sul suo governo fascista", ha sollecitato ancora il portavoce di Hamas.
Media saudita, raid aerei israeliani su Gaza City e Rafah
Caccia israeliani hanno lanciato all'alba diversi attacchi nell'area est di Gaza City e nella città di Rafah, nel sud della Striscia. Lo riferisce l'agenzia di stampa saudita al Hadath, sottolineando che i raid hanno preso di mira zone oltre la Linea Gialla sotto controllo israeliano. Testimoni hanno riferito ad al Hadath che i jet dell'Idf hanno preso di mira cinque località del governatorato di Rafah, nel corso di operazioni di ricerca dei combattenti di Hamas ancora asserragliati nei tunnel.
Rubio sente Barrot, 'd'accordo a proseguire attuazione piano Trump a Gaza'
Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot hanno concordato di "proseguire l’attuazione" del piano di pace per Gaza promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo rende noto una dichiarazione del Dipartimento di Stato.
Secondo quanto riferito dal portavoce del Dipartimento, Tommy Pigott, nel corso dell’incontro i due capi della diplomazia hanno discusso anche "l’urgente necessità di un cessate il fuoco umanitario in Sudan" e hanno ribadito l’impegno a proseguire la cooperazione diplomatica per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.
Idf: "Ucciso il responsabile finanziario di Hamas"
Il portavoce in arabo delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, ha riferito che le forze di difesa israeliane hanno eliminato il terrorista che ha trasferito decine di milioni di dollari ad Hamas. La stessa fonte ha affermato ai media israeliani che durante l'assassinio del numero 2 di Hamas, Raad Saad, circa due settimane fa, è stato eliminato anche il terrorista Abd Hay Zakout, appartenente al dipartimento finanziario dell'ala militare. Nel corso dell'anno, Zakoutè stato responsabile della raccolta di decine di milioni di dollari e del loro trasferimento ad Hamas per continuare la lotta contro Israele.
Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile. Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?
Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Vai al contenutoLibano. ministro Esteri: "Con Israele troppo presto per colloqui diretti"
"È troppo presto per parlare di pace tra Israele e Libano e non c'è modo di parlare di negoziati diretti". Ad affermarlo è il ministro degli Esteri libanese, Youssef Reggie, in un'intervista trasmessa dall'emittente qatariota Al Jazeera.Secondo lui, al momento "non c'è possibilità di modificare la legge che vieta la normalizzazione con Israele e siamo ufficialmente in guerra con esso".Il capo della diplomazia libanese ha sottolineato che "vogliamo la pace con tutti i Paesi, a condizione che la nostra sovranità sia rispettata e che non ci siano interferenze nei nostri affari interni".
Teheran: non cederemo mai alle pressioni sul nostro programma nucleare
L'Iran apprezza qualsiasi negoziazione equa e significativa con gli Stati Uniti, ma non cederà alle pressioni o alle intimidazioni, né si lascerà ricattare sulla scena internazionale. Lo ha affermato il rappresentante iraniano all'Onu Saeed Iravani, sottolineando che "l'Iran non rinuncerà al suo diritto all'arricchimento, poiché l'insistenza degli Stati Uniti sulla cosiddetta politica di arricchimento zero è del tutto incompatibile con i diritti che spettano all'Iran in quanto membro del Trattato di non proliferazione nucleare". Secondo l'Irna, Iravani ha fatto questa dichiarazione in un discorso al Consiglio di sicurezza dell'Onu, in risposta al rappresentante degli Stati Uniti, il quale ha affermato che Washington è disponibile a un dialogo diretto e significativo, ma si aspetta che l'Iran non proceda all'arricchimento dell'uranio sul proprio territorio.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.
Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.